LA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE E L'IMPATTO SULL'EUROPA

LA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE E L'IMPATTO SULL'EUROPA

SOPRATTUTTO SULL'ITALIA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI

Libero pensiero

Sudamerica, media e diritti politici su un argomento sottaciuto.



In Gran Bretagna gli hanno dato un nome preciso e ormai la seguono come se fosse una telenovela nella sezione geo-politica: “The Christines at war”, la guerra delle Cristine, che sarebbe una fiction a puntate davvero impossibile non seguire.
Ci siamo anche noi, dentro, naturalmente, e il nostro ruolo in questa telenovela non è certo dalla parte dei buoni. La Storia ci ha messo nella situazione di dover interpretare il ruolo di quei personaggi che quando entrano in scena, dopo le prime due battute, ci spingono a dare una gomitata al nostro compagno di poltrona per commentare “questo mi sa che fa una brutta fine”. Non siamo certo gli eroi di questa fiction iper-realista.La nuova puntata (vera chicca per gourmet) si è svolta in un sontuoso teatro internazionale: la East Coast degli Usa, tre giorni fa uno scambio di battute al fulmicotone tra la segretaria del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, dalla sede di Washington –reduce da un incontro ufficiale con il ragionier vanesio- la quale, infantilmente ha minacciato l’Argentina usando di proposito una metafora calcistica “per il momento sto mostrando a quella nazione il cartellino giallo; ma c’è una inderogabile scadenza che è il 10 dicembre 2012. Superata quella data scatterà automaticamente il cartellino rosso e l’Argentina verrà espulsa dal Fondo Monetario Internazionale”. La presidente argentina si trovava in quel momento a un tiro di schioppo, stava a New York, al palazzo dell’Onu. Da aggiungere che (gli sceneggiatori sono abili professionisti di mestiere) nell’esatto momento in cui madame Christine minacciava la senora Cristina, la presidente stava parlando all’assemblea dell’Onu a Manhattan perorando la causa dell’indipendenza del Sud America e chiarendo –con gravi toni minacciosi ben coperti dalla consueta retorica diplomatica- che il teatro internazionale geo-politico non è più quello degli anni’70 e che la grande stagione dello schiavismo colonialista è tramontata. Finito il suo intervento, i suoi segretari le hanno comunicato immediatamente l’esternazione della sua omonima francese. E la presidente Kirchner ha dichiarato subito: “L’Argentina è una grande nazione. Ma prima ancora è una nazione grande. Abbiamo un vasto territorio baciato dalla fortuna naturale. Abbiamo risorse nostre, che ci consentiranno la salvaguardia della nostra autonomia e della nostra indipendenza. Ma soprattutto siamo un paese orgoglioso che ci tiene alla propria dignità. Vorrà dire che staremo fuori”.


Chi non ha seguito tutte le puntate della telenovela (ci sono stati anche dei morti, come il giovane economista Ivan, in una storia che ho raccontato mesi fa) forse non può seguire in maniera palpitante questo fronte bellico della Guerra Invisibile e potrebbe non capire di che cosa si tratta. Ha a che vedere con la Gran Bretagna, l’Italia, la BCE e la loro relazionalità con il Sud America. Ma soprattutto ha a che vedere con lo scontro tra l’interpretazione keynesiana e friedmaniana dell’economia e con lo scontro dichiarato tra l’interpretazione social-progressista dell’esistenza quotidiana e quella liberista conservatrice. Questo duello è stato riportato, dibattuto e commentato in tutto l’occidente. Neanche a dirlo, Italia esclusa. I servizi della, peraltro, brava Daniela Bottero, corrispondente della Rai di New York, parlavano del nuovo ipad5, di come a New York si vive l’incipiente autunno, ammaliandoci con la descrizione variopinta della scelta di Mario Monti relativa a quali ristoranti andare, a quali club partecipare e a quali inviti aderire. In Gran Bretagna, invece, (il vero cuore del problema) a questa puntata hanno dato un risalto talmente forte che la BBC ha scelto di destinarle ben cinque piattaforme mediatiche diverse: televisione di stato, radio, sito on line, diretta streaming, l’intera stampa cartacea mainstream. Per evitare di essere subissato dai consueti commenti della serie “dacce ‘sto link”, in un post scriptum, in copia e incolla, trovate l’articolo preso dal sito on line della BBC, sintetico ma esaustivo.


Qual è il contenzioso?


Eccolo esposto in maniera molto semplice e sintetica:


Il Fondo Monetario Internazionale sostiene che, sulla base dei propri dati a disposizione, l’inflazione in Argentina ha raggiunto la cifra del 30% in seguito alla irresponsabile azione di emissione di carta moneta da parte del Banco de la Naciòn perché in Argentina è stata scelta (il termine usato è “irresponsabile”) la strada degli investimenti in infrastrutture, salvaguardia del territorio idro-geologico, salario minimo garantito, credito agevolato alle imprese, protezionismo (con aliquote altissime praticate a tutte le multinazionali che in Argentina producono ma non investono il loro profitto in attività locali per favorire la occupazione) e aumento del proprio disavanzo di bilancio al fine di potenziare istruzione pubblica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Un’inflazione così alta comporta il rischio di “implosione del sistema economico” e quindi il resto del mondo economico, per salvaguardarsi, deve prendere le distanze da un modello economico così disastroso, definito “ormai fuori controllo” e quindi o l’ Argentina si adegua oppure viene espulsa. Una volta fuori, immediatamente verrà chiesto il saldo di tutti i loro bonds, il pagamento di tutte le transazioni internazionali di merci, e l’intero sistema finanziario del pianeta dichiarerà “inagibile” ogni forma di finanziamento all’Argentina, la quale, inoltre, dovrà immediatamente abolire gli investimenti e lanciarsi in una poderosa manovra di austerità, rigore e stretta creditizia, pena la cancellazione dei contratti internazionali di import-export.
Il governo della Repubblica Argentina, invece, sostiene che la propria inflazione è intorno al 9%. E dichiara che i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale non sono dati veri, perché le aziende di rating che hanno fornito le informazioni sono agenzie private finanziate –fatto questo noto- da J.P.Morgan, Citibank e Societè Generale, che sono parte in causa e vogliono destabilizzare l’intero Sud America per avere la possibilità di poterci speculare sopra. L’Argentina, inoltre, ritiene che l’ FMI “ha lanciato un sistema di punizione” nei confronti delle nazioni dotate di un sistema finanziario economico centrale che vieta (come appunto nel caso dell’Argentina) ogni attività finanziaria speculativa sui derivati, perché gli investimenti finanziari sono consentiti solamente su titoli e aziende che producono merci reali. Come ultima considerazione, l’Argentina ritiene che il Fondo Monetario Internazionale abbia come compito quello di monitorare la situazione economica delle nazioni senza dover mai intervenire sulla qualità delle politiche economiche nazionali e locali essendo il principio dell’autodeterminazione dei popoli un valore riconosciuto dalla carta internazionale dell’Onu in data 1948.
Queste sono le due posizioni.


Poiché non si tratta di Juventus-Roma (forza capitano) dove il tifo è lecito, ciò che conta, in questo caso, è comprendere di che si tratta. Ma soprattutto che cosa accade se vince una o l’altra delle due Cristine.
I rapporti di forza non sono affatto come istintivamente si può credere, ovvero Davide contro Golia, perché c’è un piccolo paese, laggiù nel polo sud, che conta poco o nulla, e da solo si è messo contro i poteri forti. Questa è la retorica perdente terzomondista che vive di ideologia e favole sentimentali.


Si tratta di un poderoso braccio di ferro politico, che ci riguarda tutti. Italia in prima fila.

(e vi spiegherò più avanti il perché).


Chi vincerà? Non lo so. Però so chi voglio che vinca. E so, con matematica certezza, che cosa accadrà sia nell’uno che nell’altro caso.
Personalmente parlando (qui è il mago che si esprime) penso che abbia molte più chance l’Argentina che il Fondo ;Monetario Internazionale. Il bello è che lo pensano anche i britannici, altrimenti non avrebbero dato un così ampio risalto alla vicenda.


Christine Lagarde fa la voce grossa a Washington, insieme a Monti come partner, perché si sente sicura della vittoria, e a mio avviso sbaglia di grosso. La sua vittoria ha queste tre tappe: il 7 ottobre a Caracas (elezioni politiche in Venezuela, paese fondamentale per l’intero occidente in questo momento); il 6 novembre in Usa (elezioni politiche presidenziali); il 15 novembre, data in cui la troika consegnerà il proprio rapporto sullo stato impietoso della Grecia; a quel punto la nazione ellenica verrà protestata, spinta fuori dall’euro e surprise! invece del contagio, non accadrà un bel nulla se non uno scossone della durata di 48 ore. Si mostrerà e dimostrerà, pertanto, che l’euro funziona e regge ogni urto, la Grecia sprofonderà nella miseria e nell’incertezza (dimostrando che senza l’euro non c’è salvezza) e l’euro sorretta dal petrolio scontato del Venezuela, sorretta da Wall Street (che nei dieci giorni successivi alla vittoria di Romney sarà andata alle stelle con enormi guadagni di tutto il sistema bancario europeo) finalmente si potrà assestare e dare ordini al resto del mondo. Quantomeno alla parte occidentale. Questo è ciò che pensa la Lagarde.
Ma quali armi ha l’Argentina? Enormi, gigantesche. E le sta usando tutte.


Vi racconto una delle armi usate nel recente passato (finito con successo venti giorni fa) relativa a una precedente lontana puntata della telenovela dal titolo “La guerra dei limoni tra le due Crisitne” con una successiva puntata dal titolo “Coke is the real thing, baby!”.
Veniamo alla puntata dei limoni.
Quando nel 2004 l’Argentina, reduce dal suo fallimento, comincia a rimboccarsi le maniche per l’auspicata ripresa, si avvale di diverse forme di consulenza economica, tra cui quella di un gruppo di scienziati tedeschi: per tradizione storica, i tedeschi sono di casa laggiù. Arrivano gli agronomi verdi dalla Germania, portandosi appresso la nuova tecnologia ecologica, evoluta nel campo dell’agricoltura. I tedeschi scoprono che i limoni argentini sono eccellenti. E varano un ingegnoso piano. Grazie al fatto di avere uno sterminato territorio a disposizione, il governo investe una massiccia quantità di denaro per lanciare un sistema di cooperative agricole occupando circa 150.000 ettari per produrre il più vasto limoneto del pianeta. Per avere il frutto ci vogliono anni, ma la tecnologia aiuta. Finalmente, alla fine del 2009, ecco i succosi limoni. Vanno al mercato internazionale. La frutta risulta seconda, per qualità, soltanto ai limoni italiani (la più pregiata specie in assoluto) con l’aggiunta del fatto che ha un prezzo di mercato inferiore del 212% ai limoni siciliani, liguri, greci, turchi, spagnoli, provenzali. I più grossi consumatori di limoni in Europa sono tedeschi e britannici, per via della loro alimentazione. Ai tedeschi servono per condire una loro insalata e i krauti di cui sono ghiotti e agli inglesi servono per spruzzare il loro piatto unico quotidiano, i celebri “fish&chips”, cartoccio composto da filetti di baccalà e patate fritte che ben si accompagnano con la pinta di birra al pub, ogni sacro giorno alle ore 17.,30. I tedeschi si avvalgono di forte sconto ma arriva anche la Coca Cola, il cui amministratore delegato, in persona, vola a Buenos Aires e firma un accordo commerciale della durata di 25 anni per avere i limoni con i quali compone la ricetta di ben 22 delle sue 30 bibite sparse in tutto il mondo. L’amministratore dichiara che il 93% dei propri limoni li prende in Argentina, il restante 7% dalla Florida. Poco tempo dopo, si passa alla soia. E arriva la Cina: contratto commerciale della durata di 50 anni; acquistano il 92% della produzione nazionale di soia (decine di migliaia di ettari coltivati sempre dai tedeschi) e 10 milioni di vacche. I bovini vengono allevati da produttori argentini nelle sterminate praterie d’altura, macellati, squartati come piace ai cinesi, incartati, messi su giganteschi aerei frigoriferi e ogni giorno partono 50 giganteschi aerei da trasporto che portano a Pechino la carne necessaria per sfamare circa 250 milioni di cinesi. Arrivano anche i giapponesi che si prendono la produzione di acqua minerale di ben 122 ghiacciai del polo sud per un totale di 20 milioni di ettolitri al mese per 50 anni. I giapponesi bevono l’acqua argentina ma non lo sanno. Tutto ciò contribuisce a un aumento del pil argentino dell’ordine di un +5% all’anno e sarà il trampolino di lancio della loro ripresa economica. Dai cinesi, l’Argentina si fa pagare in dollari e bpt italiani; dai giapponesi in dollari e bpt tedeschi. Dai tedeschi e inglesi in euro. Ma nel 2010 la situazione geo-politica cambia precipitosamente. Dall’Unione Europea partono chiare indicazioni di andare all’attacco delle economie floride keynesiane. Per un fatto politico. La Gran Bretagna è la prima ad adeguarsi. E’ il primo atto del neo-eletto David Cameron. Non appena insediatosi, scopre che i limoni argentini –all’improvviso- non rispettano i parametri sanitari internazionali. Di conseguenza, si rivolge per protesta all’Unione Europea e Van Rompuy in persona denuncia l’accordo chiedendo una penalizzazione per l’Argentina, oltre a chiuderle l’accesso alle esportazioni internazionali. Per un mese l’Argentina protesta, soffre e si preoccupa. Dopodichè si fanno venire in mente un’ottima idea. La Kirchner personalmente scrive una lettera al quartier generale della Coca Cola ad Atlanta dove spiega alla multinazionale che dal giorno dopo non beccano più neppure un limone. Non solo. Avvalendosi della denuncia dell’Unione Europea, confortata dalle dichiarazioni di origine stampate sulle bibite della Coca Cola, si appella all’OMS chiedendo che vengano tolte dalla circolazione in tutto il continente europeo le 22 bibite che contengono limoni argentini “perché prive dei dispositivi di salvaguardia sanitaria previsti dalle convenzioni europee vigenti, visto che l’Europa sostiene che i nostri limoni non vanno bene, si deduce che non possono andare bene neppure bibite composte con i nostri limoni”. Per la Coca Cola si tratta di un danno di circa 25 miliardi di euro. Inizia un contenzioso durato ben 20 mesi, un braccio di ferro tra le due Cristine. Il finale della puntata è noto. Il presidente della Coca Cola tranquillizza la Kirchner dicendole “ghe pensi mi”. E ci riesce. 1-0 per l’Argentina.
Fine della precedente puntata.


Quella prossima, datata 13 dicembre 2012, non si sa come andrà a finire. Ma si sa che cosa accadrà se vince la Christine francese: 48 ore dopo, l’Argentina, accettando l’espulsione, protesterà il contratto con la Coca Cola, dirà ai cinesi che staranno senza carne e senza soia; dirà ai giapponesi che staranno senz’acqua da bere; dirà ai tedeschi che non avranno più il petrolio con lo sconto. E tutta questa gente andrà a chiedere ragioni alla Christine a Parigi. L’Argentina, quindi, avrà come avvocati difensori la Coca Cola, la Cina, il Giappone, l’industria agricola tedesca.


E l’Italia?


Automaticamente fallirà la Telecom, e due giorni dopo la Enel annuncerà che la propria fattura viene triplicata. Intesa San Paolo, Banco Popolare di Milano e Mediobanca subiranno in borsa un crollo di almeno il 40% del loro valore. Perché?


Perché la Telecom è un’azienda decotta. Eppure i suoi bilanci sono buoni: è vero. Ma il profitto (che la tiene a galla) lo prende da Telecom Brasile e da Telecom Argentina, nazioni nelle quali gestisce l’intero sistema di telecomunicazioni digitali, terrestri e satellitari. Verranno subito nazionalizzate. Non solo. Verrà anche nazionalizzata subito anche l’Enel, che gestisce tutto il sistema dei servizi di erogazione di energia elettrica a Buenos Aires, in Bolivia, a Rio de Janeiro e che per la bilancia italiana è fondamentale. Inoltre, verranno messi subito all’incasso bpt italiani per un controvalore di 22 miliardi di euro, proprio alla vigilia di Natale. E se l’Italia non ha da pagare, si arrangi. Che vada a farseli dare da Christine Lagarde.


Per ridurla in sintesi, si tratta, in realtà, di una lotta squisitamente politica.


La telenovela sta tutta lì.


Non c’entra niente il business, né il commercio, né gli scambi. Proprio no.


E tantomeno l’economia.


Come ha detto con molta chiarezza la sudamericana Cristina Kirchner “io pretendo che venga rispettata la mia dichiarazione politica”. E si riferiva allo scontro micidiale a Montevideo lo scorso novembre (quando il giovane economista morì impiccato), nel corso del quale Christine Lagarde la minacciò di sanzioni e isolamento se non cambiava politica economica. In quell’occasione la Kirchner disse: “Preferisco avere un’inflazione altissima e spropositata se so che la disoccupazione dal 34% è scesa al 3,5%; che la povertà è diminuita del 55%; che il pil viaggia di un +8% annuo; che la produttività industriale è aumentata del 300%; che c’è lavoro in Argentina, c’è mercato per tutti, e il mio popolo è molto ma molto più felice di prima, piuttosto che avere un’inflazione del 3% come in Italia, dove c’è depressione, disperazione, avvilimento e l’esistenza delle persone non conta più. E questa è un’affermazione politica. Di principio e sostanziale. Non lo ha ancora capito?”


Sembra che non lo abbia capito.


Sembra che non lo abbiano capito neppure gli italiani.


La crisi economica è uno specchietto per le allodole.


Si tratta di uno scontro micidiale politico tra due diverse modalità, totalmente contrapposte, di interpretare l’esistenza. E in questo scontro, l’economia, lo spread, ecc, sono semplicemente uno strumento di minaccia e ricatto per far passare un disegno politico di espoliazione, espropriazione e schiavizzazione degli esseri umani in Europa.


Altrimenti non si chiamerebbe Guerra Invisibile. Perché non si vede.
Non è certo un caso che la cupola mediatica, in Italia, abbia scelto di non acquistare i diritti per trasmettere le puntate della telenovela delle Due Cristine. Meglio che nessuno la veda.


Ed è meglio anche che nessuno sappia nulla dei limoni, dei verdi tedeschi, ma soprattutto che non venga né detto, né spiegato, né tantomeno mostrato, come se la passano quelle nazioni che hanno avuto l’ardire e l’ardore di dire no all’austerità, no alla sudditanza nei confronti dei colossi finanziari, ma soprattutto no ai diktat delle banche centrali.


Mentre da noi Monti & co. officiano continue messe da requiem dell’ingegno, della creatività, del lavoro e della voglia e bisogno di imprendere della nazione, da qualche altra parte del mondo si balla il tango e la milonga, e ci si sente vivi. Sono molto più poveri di noi, hanno molto meno di noi, sono molto meno ricchi di noi.


Eppure, sono molto ma molto più felici.


Non è questo, dopotutto, che conta nella vita dei popoli e delle nazioni?


Sergio Di Cori Modigliani

Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/la-guerra-tra-le-due-cristine-e.html

29.09.2012

P.S.

Ecco l’articolo della BBC:

IMF's Christine Lagarde says
Argentina faces 'red card'

Christine Lagarde gave Argentina three months to produce reliable data
International Monetary Fund head Christine Lagarde has warned Argentina it could face sanctions unless it produces reliable growth and inflation data.
Ms Lagarde gave Argentina until 17 December to address the problem.
The IMF head said the fund had given Argentina a "yellow card" but it could face a red.
Private economists say annual inflation in Argentina is at 24%, much higher than the official 10% figure.
"We had to choose between the yellow card and the red card. We chose the yellow card. If no progress has been made, then the red card will be out," she said.
Speaking in Washington, Ms Lagarde said Argentina had been given three months to provide reliable estimates on growth and inflation.
'Free country'
Analysts in Buenos Aires say the IMF has been adopting tougher language towards the government of President Cristina Fernandez de Kirchner.
The IMF and Argentina have been at odds over the figures since last year.
Private sector economists say the government has ignored the growing pace of inflation.
Last year, the authorities introduced measures restricting the purchase of US dollars.
Memories among Argentinians of the days of rampant inflation in the 1980s and a devalued national currency are still vivid, correspondents say.
If Argentina fails to meet IMF demands, it could face sanctions, lose voting rights and even be expelled from the organisation.
"Argentina is good in football and it certainly understands what we are talking about," said Ms Lagarde.
Earlier, Ms Fernandez, who is visiting the United States this week, rejected claims that her country was facing economic disaster.
And she sent a defiant message: "The rich countries don't want partners or friends; they just want employees and subordinates."
"And we're not going to be anybody's employees or subordinates. We are a free country, with dignity and national pride."
http://radionacional.com.ar/noticias/14-polistica/44947-cristina-fernandez-hablo-ante-la-asamblea-de-naciones-unidas.html



Traduzione italiana QUI

Commenti (108)

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    1. Georgejefferson 30 settembre 2012

      se ti piace toni arroganti nessuno ti obbliga a leggere se ti rispondono male,se ti atteggi un po piu decentemente,vedrai che invece ti possono anche ringraziare

    1. Tanita 30 settembre 2012

      Vero che la dichiarazione pubblica sull'inflazione la fece Heym in Uruguay (poi lo trovarono morto in camera all'Hotel) ma credimi, non l'avrebbe detto se non fosse stato un pensiero condiviso (magari espresso in primo luogo) da Cristina Kirchner. E' un governo molto coeso.

    1. Tanita 30 settembre 2012

      Grazie! Ma siamo in lotta, eccome.
      Chavez é molto piú socialista di Cristina ed Evo Morales é un vero socialista. Immagina che razza di opposizione ci stanno facendo a noi i popoli latinoamericani... Intanto Cile, Colombia, in parte Peru, sono loro in controllo e da poco con un colpo di Stato "parlamentare" (come fecero in Honduras e sí, come fecero anche in Grecia, Italia) si sono presi il Paraguay.
      Se lottassimo tutti insieme, la partita sarebbe un po' piú equilibrata... Forza gli spagnoli... Ieri ci sono state due manifestazioni molto importanti in Portogallo e Spagna. Ma neanche di ció si parla sui mainstream del mondo...

    1. Jor-el 30 settembre 2012

      Penso che il Modigliani si faccia un po' trasportare e si fidi un po' troppo della propria memoria. Succede. Ho un amico, un tale che si occupa di musica, che ha lo stesso problema e, spesso, dice cose da prendere con le molle. Per esempio, una volta disse che Jimi Hendrix aveva combattuto in Viet-Nam, cosa plausibile, suggestiva, ma - ahimè - non vera: in realtà Hendrix aveva fatto il servizio militare nei paracadutisti, ma non era mai stato inviato oltremare, anzi, dopo un certo periodo si fece riformare dando ad intendere allo psichiatra del corpo di essere omosessuale! Un'altra volta disse che al chitarrista dei Black Sabbath, Tommy Iommi, mancano due dita della mano sinistra. Pensai che si trattasse di una delle sue solite bufale, ma controllai e scoprii che invece è vero! In sostanza, quando si scrive, anche in un blog, bisognerebbe dare una controllata finale a tutte le fonti che si citano (io mi sono abituato a farlo), perché la mente umana funziona così, tendiamo a "riempire" i vuoti, a rendere razionale il caos, ad abbellire la realtà e a farla coincidere con i nostri pensieri.

    1. BaronCorvo 30 settembre 2012

      Attenzione, io non MAI detto "tutti servi senza cervello". E non ci ho nemmeno lontanamente pensato, hai deciso tu (chissà perché) che ho alluso a insulti. Io ho solo notato che sono stato aggredito da varie persone che poi si sono ricredute e ho aggiunto un "ecco, sveglia" scherzoso. Comunque io non offendo nessuno nè alludo a offese (basta leggere il testo) quindi relax che non ve l'ha ordinato il dottore di leggermi.

    1. Georgejefferson 30 settembre 2012

      Siccome facile te ne uscirai..ecco si guarda al dito e non alla luna.Sulla luna hai ragione.punto...cambio di argomento..non mi piace la tua dialettica poco umile o empatica verso gli altri,quindi?Non e'un problema tuo?benissimo..nemmeno mio da impedirmi di rispondere

    1. Georgejefferson 30 settembre 2012

      Ora mi sono rotto.Tu hai liberta di espressione,giusto,sacrosanto.Io ho liberta di irritarmi quando alludi al"tutti servi senza cervello"...oppure..a ecco sveglia...Non sei obbligato ad essere civile ed educato...pur portando links...pure io non sono obbligato a tacere del tuo tono dialettico...vuoi altrettanto,senza problemi.E'un mio diritto (parlo del tono dialettico arrogante,non dei links)

    1. Georgejefferson 30 settembre 2012

      sii piu educato,modera i termini.Sono il primo a darti ragione ma impara il rispetto per le persone,nonostante ognuno abbia i suoi difetti.Non e' con il rancore che si aiutan le cause.Qui una persona ti ha chiesto scusa,e al posto di chiudere rispettando la dignita altrui te ne esci con un...ecco appunto sveglia.Ha ragione Mincuo a dire che bisogna guardare all'oggetto..non alla persona,ma c'e' modo e modo.

    1. BaronCorvo 30 settembre 2012

      No scusa, io non avrei il diritto di dire la mia sulla bontà dell'articolo? Fammi capire...Dove avrei violato la netiquette? Ho detto che ci sono notizie false con imprecisioni addirittura assurde e ho messo i links dove si può verificare. Adesso cosa vuoi da me? Non vorrai mica impedirmi di esprimere la mia opinione vero? Ho aggiunto...anzi...HO AGGIUNTO varie volte che se qualcuno mi dimostra che invece le notizie da me definite false sono vere sono pronto a ritrattare. Che cosa dovrei fare di più? Tu magari impara piuttosto ad accettare che è lecito dissentire se si portano delle prove (e io ho messo i links). Questo bada bene lo dico immaginando che tu sia per la libertà di espressione. Se non è così pace.

    1. BaronCorvo 30 settembre 2012

      Ecco, sveglia un po'.

    1. Allarmerosso 30 settembre 2012

      l'affermazione "VALORI OCCIDENTALI" oltre a non avere più alcun significato ,non si può più sentire...

    1. Allarmerosso 30 settembre 2012

      Le notizie sono assimilate in maniera orweliana ,senza riflessione, ragionamento e senso critico rispetto alla realtà intorno a noi.
      La verità è CREATA dai media e il popolino è instupidito con il mantra dell'occidente libero e democratico , in cui noi siamo i migliori.

    1. Allarmerosso 30 settembre 2012

      alla luce di ciò ti chiedo scusa anche in merito ai commenti di risposta che ti ho scritto.

    1. Allarmerosso 30 settembre 2012

      Non è una grande risposta , perlomeno non se detta da chi si prende la briga di criticare un articolo del genere dovendo sapere gia che le risposte arriveranno e non tutte probabilmente concordi con la tua affermazione.
      Direi che di certo perdi di credibilità e di voglia di risposnderti in futuro se fai così.Ah sia chiaro nulla è per sempre ...
      Mi domandavo na cosa ma parli così anche faccia a faccia ? o solo davanti al monitor del tuo PC?!

    1. Allarmerosso 30 settembre 2012

      Quindi in soldoni secondo te l'FMI è un istituti di beneficienza e fa il bene del mondo mentre la Kircher è una pericolosa terrorista dittatrice... ???

    1. AlbionDoesNotSingAnymore 30 settembre 2012

      Gli italiani sono dei babbei. Si bevono ogni minima cosa venga loro propinata dalla propaganda. Ascoltano i "superesperti" che demonizzano sistematicamente qualsiasi paese che non si sottometta al giogo dell'alta finanza e dell'international banking, i quali utilizzano come grimaldello il terrorismo psicologico, in particolar modo agitando lo spauracchio dell'iperinflazione (e gonfiano le cifre all'inverosimile, come nel caso dell'Argentina). Danno retta a tutte le calunnie che vengono mosse contro gli economisti keynesiani e i paesi considerati canaglia da "lorsignori". Abbiamo anche una pletora di debunker prezzolati che infestano ogni anfratto della rete per indurci a credere che il sistema occidentale sia perfetto, faccia i nostri interessi, ultimamente ci sono dei problemi ma sono risolvibili con l'austerity e seguendo alla lettera le soluzioni imposte dalla troika e dal FMI.
      Viva l'Argentina socialista e la presidente Cristina Kirchner. Speriamo che riesca a vincere la partita contro christine lagarde e venga rieletta alle prossime elezioni. Viva Chavez, Castro e il Sudamerica indipendente.

    1. GioCo 30 settembre 2012

      Ma io questo non lo capisco. Ma perché deve infarcire ogni articolo di inesattezze e invenzioni di sana pianta?


      Forse perché BaronCorvo, non si parla di persone ma di rapporti di forza tra paesi che l'articolo denuncia. Spostare l'attenzione sulle persone (questo a detto quest'altro) distogliendolo dal contesto è uno degli strumenti tipici del "debunker" pagato per fare il "debunker", tu chi sei?

      Se vuoi far notare errori, come pare sia la tua intenzione, limitati agli errori e lascia che siano i lettori a determinare la bontà dell'articolo e delle tue correzioni, contribuisci a migliorare la qualità dell'informazione, con ciò che sai. Tieni conto che un commento lecito e rispettoso della "netiquette" non è poi detto sia costruttivo e in ogni caso una posizione personale saccente contribuisce solo ad attirarti addosso il fastidio di chi legge.

      Questo, bada bene, lo dico immaginando che le tue siano le migliori intenzioni. Se non è così, allora pace.

    1. BaronCorvo 30 settembre 2012

      Sì piccino, sì.

    1. BaronCorvo 30 settembre 2012

      Eccone un altro. Tu do i link e poi ti spiego una cosa.

      Qui dice che Morales ha legalizzato la cocaina. Uno sbaglio con le foglie di coca? No, perché in Bolivia la foglia la vendono da secoli prima di Morales; casomai è l'ONU che l'ha dichiarata stupefacente e Morales sta cercando invano di legalizzarla IN QUELLA SEDE. In Bolivia la marijuana è illegale figurati se può esserlo la cocaina. Glielo ho detto a Modigliani ma come suo costume cambia discorso.

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/08/lattacco-alla-repubblica-del-ecuador.html Qui riporta un articolo di Chossudovski in cui si dice che la crisi in Siria è stata orchestrata dal Fondo Monetario Internazionale, Modigliani sembra avallare e infatti se leggi nei commenti, rispondendo a uno che non ci crede, dice "è così che c'è di strano".

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/la-bufala-di-henry-kissinger-che-pero.html

      Dopodiche fa questo post in cui dice esattamente il contrario e la crisi siriana non è più il complotto dell'FMI ma l'eroica lotta del popolo siriano. Nei commenti, rispondendo a uno che gli dice che la Libia e la Siria sono la stessa storia, Modigliani risponde così: "La storia è completamente diversa, anzi è tutta un'altra storia. Ciò che vogliono far credere, per l'appunto, è che si tratti della stessa storia, cosa che non è. Gheddafi era diventato il principale alleato di Gran Bretagna, Italia e Usa. Assad, invece, è il principale alleato di Russia e Cina. Il teatro è totalmente diverso, in tutti i sensi." Cioè Gheddafi era il migliore alleato dell'occidente e l'hanno bombardato e fatto ammazzare? Ma che cavolo significa? Il link

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/parla-la-voce-della-siria-libera.html

      La prossima volta invece di impermalirti come una signorina fai uno sforzino e documentati meglio. Quello che dice "esteriormente" Modigliani è giusto ma lo riempie di dettagli molto ma molto da naso.

    1. rebel69 30 settembre 2012

      Sembra di vedere un film ed invece è la dura realtà.Stiamo letteralmente assistendo ad uno scontro fra le forze del bene e del male.Non ci rimane che sperare in una vittoria di Chávez e che il modello Keneysiano adottato con successo anche dal Giappone torni ad essere usato anche da noi.Ma sto solo sognando visto che il FMI e la Troika hanno ancora i loro artigli conficcati nella nostra schiena e complici gli organi di stampa e giornali,la stragrande maggioranza delle persone non ha ancora realizzato che è in atto contro di noi una operazione pianificata di sciacallaggio dei nostri risparmi i nostri beni pubblici e le nostre industrie.Non a caso Montazemolo(l'arabo senza turbante)è già pronto in rampa di lancio per presentarsi come volto nuovo in politica per fare pulizia in mezzo a tutto questo marciume di corruzione che sono le nostre amministrazioni e politici(vedi martellamento mediatico della storia regione Lazio e vari tesorieri di partito),casomai a qualcuno di quei pochi che ancora votano,gli venisse in mente di votare per il Berlusca,il Che Guevara dell'ultimo minuto,che adesso individua nell'euro la fonte dei nostri mali.

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