La guerra russo-americana e lo scontro di civiltà

La guerra russo-americana e lo scontro di civiltà

Di Matteo Parigi, ideeazione.com

Lo spirito dell’epoca presente pare confermare ancora la profezia di Tocqueville, per il quale Russia e America sarebbero state elette “da un disegno arcano della Provvidenza” a spartirsi il destino del mondo. Al netto delle innumerevoli questioni territoriali, etniche, economiche ecc… il conflitto militare è anche la manifestazione più esplicita del grande scontro di civiltà, che vede contrapporsi nell’arena della storia universale, se non anche al grado della metafisica, due distinte visioni del mondo e della vita, nonché culture, idee, dogmi, pratiche sociali, oltreché religiose, tra loro incompatibili. La struttura del sistema internazionale – opera del Project for a New American Century e dei proclami dei vari Kissinger, Bush e Neocon verso un Nuovo Ordine Mondiale – oltre ad essere stata scardinata dal soft power cinese e l’hard power russo, è stata soprattutto messa in discussione dalla coscienza collettiva del mondo non allineato. La maggioranza dell’umanità ha fatto capire, mediante azioni di protesta no global, rivoluzioni elettorali, sostegno a “Stati canaglia”, ritorno delle pratiche religiose, fino ad arrivare ad atti terroristici, che la (post)modernità occidentale non attrae più, forse non lo ha mai fatto davvero.

Una civiltà consiste nel più ampio livello di identità culturale che l’uomo possa raggiungere dopo quello che distingue gli esseri umani dalle altre specie; prendendo in prestito la terminologia di C. Schmitt, rappresenta il più ampio “noi” di cui ci sentiamo parte. Riguarda quindi i valori fondamentali, imprescindibili per determinate culture. Appartenenza etnica e territoriale alimentano il legame, ma la lingua e la religione sono il cardo e il decumano di qualsiasi civiltà; la prima intesa come ceppo linguistico comune, mentre la seconda ha soprattutto a che vedere con il senso del sacro. Nel momento in cui quest’ultimo viene minacciato da una civiltà incompatibile, sfocia nel conflitto civile e vi è alto rischio di intervento armato.

Con il crollo del muro e la fine del «secolo breve» è terminata una guerra tra ideologie, che, per quanto antitetiche sul piano del modello economico-politico proposto, presentavano (e hanno tuttora) la stessa essenza modernista, laica-atea, materialista. L’ultimo trentennio inoltre ha reso vane le tesi su una presunta fine della dialettica storica, secondo il verbo di F. Fukuyama: sono nati e si stanno stabilendo nuovi centri di potere. Tendenza che, come anche il premier cinese Xi Jinping ha ricordato, ricalca la metastoria della Guerra del Peloponneso, narrata da Tucidide, per cui una grande potenza in decadenza come Atene (ai nostri giorni gli Usa) cerca di trascinare con sé anche la potenza in ascesa di Sparta (Cina). L’Asia della civiltà sinica, dopo aver assorbito e sfruttato il bagaglio culturale-tecnologico occidentale, ne ha fatto un’arma di distacco e sfida al c.d. Washington Consensus, tanto che ormai si parla di Beijing Consensus, mentre l’ASEAN è diventata la regione di riferimento per tanti asiatici sul filo dell’autodeterminazione culturale; anche qui, la rivincita di Dio si manifesta attraverso il ritorno alla tradizione e la promozione di istituzioni quali la famiglia e l’appartenenza etnica. Finiti gli strascichi della Rivoluzione culturale comunista, il Cristianesimo – cattolico in Cina e Protestante nel sud-est asiatico – sta tornando a diffondersi, tanto che il Partito comunista cinese si è sentito costretto a negoziare i recenti, nonché discutibili, accordi con la Santa Sede romana. Inoltre, l’esplosiva diffusione dell’Islam di pari passo con la ferrea resistenza guerreggiata in Palestina, Siria, Iraq, Libia, Iran, Pakistan, Afghanistan è il segno che, secondo le parole di S. Huntington, teorico dello scontro di civiltà: «L’Occidente non ha conquistato il mondo con la superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ma attraverso la sua superiorità nell’uso della violenza organizzata. Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai.»

Quindi, lo scontro vede da una parte la reazione al declino della civiltà occidentale, corrotta da secoli a causa della modernità illuministica anticristiana, progredita attraverso le rivoluzioni contro l’Ancien Régime. Già nel XIX secolo il diplomatico e poeta russo F. Tjutčev affermava che: «Per comprendere quale sia la posta in gioco nella crisi suprema in cui è entrata l’Europa, bisogna capire che in essa esistono ormai due sole potenze: la Rivoluzione e la Russia [quest’ultima] è prima di tutto l’impero cristiano.» L’ospite inquietante, che i contemporanei ancora faticano a percepire, è il senso di smarrimento immanente alla gabbia d’acciaio, per dirla con Weber, che la razionalizzazione del mondo moderno, insieme alla fine delle grandi ideologie politiche del passato (liberalismo, comunismo, fascismo) ha provocato. Lungi dall’essersi affermato come modello superiore, l’Occidente della «morte di Dio» non può nascondere ulteriormente il suo vero volto, quello falsato da una patina di benessere materiale (ormai neanche quello) che però non riesce a dare un senso alla vita.

Il carisma di Vladimir Putin si deduce nella misura in cui ha saputo interpretare questa “posta in gioco”: la lotta tra San Michele arcangelo guerriero di Dio e Saturno che divora bestialmente i suoi stessi figli. Egli incarna, agli occhi degli sconfitti della globalizzazione materialista neoliberale – a ragione o torto – quel katéchon che si oppone al NWO dell’Anticristo. La Russia rappresenta la Terza Roma epigone della Chiesa di Pietro e Costantino. Lo stesso Putin non ha mai nascosto la sua fede cristiana; essa permea la sua politica interna quando decide di salvaguardare la famiglia naturale invece che le relazioni aperte e liquide alla Bauman; sia quando invia proprie truppe a sostegno della resistenza in Siria, Palestina e Armenia, storiche terre con importanti presenze di cristiani. Ne fa inoltre motivo di avvertimento per l’Europa a cui non vuole voltare le spalle:

«Gli Stati euro-atlantici hanno scelto di ignorare o rifiutare le proprie radici, inclusa la tradizione cristiana che ha forgiato le fondamenta della civiltà occidentali. In questi paesi le basi morali e le identità classiche – nazionali, religiose, culturali e anche i generi sessuali – vengono compromesse o relativizzate. Le loro politiche considerano le famiglie con tanti figli giuridicamente uguali alle unioni omosessuali; la fede in Dio uguale a quella in Satana. Gli eccessi del politicamente corretto fanno emergere serie considerazioni per la legittimità di gruppi che propagandano la pedofilia […] quale miglior prova della crisi morale può mai esserci, per una società di uomini, oltre alla perdita delle pratiche riproduttive? Infatti, oggigiorno nessuno dei paesi “sviluppati” può sopravvivere con gli attuali tassi di natalità, nemmeno grazie ai migranti. Senza i valori morali radicati nel Cristianesimo e altre religioni del mondo […] le persone perderanno inevitabilmente la loro dignità umana[1]

Tradizione, Cristianesimo, radici, riproduzione, condanna della pedofilia, dignità umana. Sono le parole in esergo allo stendardo della crociata che russi, compresi russofoni e fratelli del Donbass, insieme agli alleati “in via di sviluppo” hanno intrapreso in difesa delle proprie anime. Panem et circenses sono obsoleti, così come il modello politico liberaldemocratico ormai ridotto a un fantoccio di democrazia meramente procedurale e puntualmente disattesa. Emergono così nuovi propositi che possano conciliare le istanze sopracitate con la giustizia economica e la libertà politica dell’individuo; R. Medvedev parla di «democrazia sovrana» e attribuisce a Putin il ruolo di “nuovo monarca illuminato”; dello stesso filone, di cui fanno parte altri autori come Caadaev e Danilevskij, si trova il platonismo politico di A. Dugin, portavoce più noto in occidente del «destino manifesto», di Madre Russia e del nuovo ordine internazionale multipolare.

Dall’altro lato della barricata – riassumendo in un solo termine gli innumerevoli elementi teorici, storici e culturali – imperversa la civiltà del neoliberalismo. Ultimo rigurgito di una filosofia che estremizza (americanizzandola) la filosofia anglo-francese di origine illuminista, teorica dell’individuo-atomo che vive nell’illusoria sicurezza garantita da un potere sovrano di polizia e relazioni (dis)umane fondate su un presunto contratto sociale, nonché da logiche di diritto privato. Non avrai altro Dio all’infuori del mercato, dogmaticamente aperto e sregolato (tranne che per salvare i colossi bancari e favorire la monopolizzazione dei grandi conglomerati economici). La cultura di Davos ha in mente un uomo completamente pauperizzato, senza né Dio né patria né famiglia, né identità sessuale definita, ma ciononostante “felice”; il cittadino del mondo cosmopolita di kantiana memoria si è trasfigurato nell’utente/agente/operatore flessibile della globalizzazione dei rischi e dei capitali. Nel frattempo, gli oligarchi apolidi del Grande Reset cercano di completare il grande disincanto, a favore di un nuovo essere transumano robot/schiav-izzato che grida vendetta al cospetto di Dio.

Montesquieu diceva che una guerra scoppia per colpa di chi la inizia e di chi la rende inevitabile. L’Operazione Militare Speciale dello scorso 24 febbraio non è semplicemente la proverbiale politica continuata con altri mezzi. Nel discorso di riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Luhansk che ha accompagnato l’inizio dell’intervento armato, Putin ci ha tenuto a ribadire il legame che unisce i russi della Novorossija, storicamente consanguinei e ortodossi, alla Federazione Russa. Non si tratta esclusivmente della sicurezza strategica o di quanti gasdotti verranno bloccati dalle sanzioni. C’è in ballo quello che Hegel chiamava «spirito del mondo», conteso fra Weltanschauungen al più alto livello di divisione identitaria. Ritorna in auge il motto: civiltà o barbarie.

«Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo» (Apocalisse 12, 7-9).

Di Matteo Parigi, ideeazione.com

NOTE

[1] Tratto dal discorso sullo stato della nazione all’evento Valdai del 19 settembre 2013

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Foto: Guidi Reni, L’arcangelo Michele sconfigge Satana (dettaglio), Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, Roma

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link fonte: https://www.ideeazione.com/la-guerra-russo-americana-e-lo-scontro-di-civilta/

19.08. 2022

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (21)

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    1. Primadellesabbie 27 agosto 2022

      È difficile definire in cosa consista una civiltà che, secondo me, deve tra altro comportare la possibilità di risolvere con scelte omogenee a una medesima cultura tutte le occasioni o fasi della vita di ogni persona che ne faccia parte, a qualsiasi categoria o ceto appartenga.

      Non credo si possa parlare di scontro di civiltà, tra tendenze forse, o tra aree con interessi divergenti.

    1. Cachafaz 26 agosto 2022

      Ot, se vero e' una svolta...
      Dal sito telegram sadefenza


      Sa Defenza Channel
      ZUCKERBERG ACCUSA DI ESSERE STATO PRESO PER IL COLLO DALL’FBI !

      Facebook ha interferito nella campagna presidenziale 2020 e la denuncia è fatta proprio da Zuckerberg, che ha insinuato di essere stato costretto da agenti dell’FBI a compiere occultamenti di verità. La vicenda è quella del PC di Hunter Biden, uno scandalo soffocato dai media e dai social media come Facebook.
      L’FBI sapeva di mentire perché avendo in mano dal 2019 il computer, conosceva quanto materiale di natura criminale incriminante fosse documentato in carico all’attuale Presidente degli Stati Uniti, illo tempore ancora candidato. La diffusione dei contenuti di questo PC tra gli americani avrebbe reso impossibile l’elezione di Biden, peraltro ottenuta usando la frode delle macchinette elettorali e delle correzioni dei conteggi via satellite. L’FBI, secondo Zuckerberg, avrebbe dispiegato il suo potere di intimidazione persuasiva in senso abusivo per impedire che gli organi di stampa pubblicassero la verità sulla natura criminale della Biden family.

      Zuckerberg è stata una delle colonne portanti del Deep State, tanto da finanziare con milioni di dollari un ‘esercito’ di militanti Dem che ha creato milioni di voti postali falsi per pareggiare le ‘correzioni’ degli scrutini via satellite, ed oggi si vede costretto ad ammettere di essere stato uno strumento di disinformazione e interferenza nel libero esercizio del voto. Parliamo, quindi, di un crimine gravissimo che il fondatore di Facebook giustifica insinuando di essere una vittima di certi apparati dell’FBI. Mark Zuckerberg ha descritto come sia stata l'FBI ad aver ‘suggerito’ alla piattaforma del più grande social media al Mondo di intercettare e sopprimere la storia del laptop di Hunter Biden.

      Durante una discussione con l’opinionista Tv Joe Rogan, il CEO di Facebook è stato interrogato sulla rimozione dei contenuti, citando in particolare l'esempio della storia del laptop di Hunter Biden prima delle elezioni del 2020. Nella sua risposta Zuckerberg ha detto che non è stato libero di decidere alcunché perché l'FBI sarebbe venuta da Facebook e gli avrebbe detto che la disinformazione russa stava per agire in tal senso, poco prima che l'articolo di denuncia del New York Post fosse pubblicato.

      Questa sortita Tv arriva sulla scia di un informatore dell'FBI che si è rivolto alla Commissione giudiziaria del Senato con le prove che l'ufficio di Washington DC stava lavorando specificamente per insabbiare qualsiasi scoperta di crimini emersa sul portatile di Hunter Biden. Se si aggiunge questa esplosiva dichiarazione di Zuckerberg alla denuncia dell'informatore, si capisce che l'FBI ha adottato e sta tuttora adottando (perquisizione Mar a Lago) misure palesemente criminali per bloccare la libera circolazione di informazioni (vere) contrarie agli interessi politici dei Democratici.

      PS Oltre agli spettatori dello share tv, il video YOUTUBE con queste dichiarazione di Zucherberg ha fatto quasi 1 milione e mezzo di visualizzazioni dalle ore 20 di ieri sera. La parte rilevante è dal minuto 5 in poi.

      https://youtu.be/BN3PIGLDscQ
      YouTube
      Mark Zuckerberg Answers to Facebook's Moderation of Controversial Content
      Taken from JRE #1863 w/Mark Zuckerberg:
      https://open.spotify.com/episode/51gxrAActH18RGhKNza598?si=5456eb73d56d409f

    1. JA 26 agosto 2022

      “… ma la lingua e la religione sono il cardo e il decumano di qualsiasi civiltà; la prima intesa come ceppo linguistico comune, mentre la seconda ha soprattutto a che vedere con il senso del sacro.”

      Houston c’è un problema di guerrafondai giudei (Kissinger, CheneyBush, Neocon...) perchè in Russia si parla slavo:
      “Le lingue slave sono un gruppo di idiomi appartenenti alla famiglia delle lingue indoeuropee.”
      https://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_slave
      e si professa in maggioranza il Cristianesimo Ortadosso
      “La conversione al cristianesimo della Russia di Kiev”
      h t t p s : //it.wikipedia.org/wiki/Conversione_al_cristianesimo_della_Rus’_di_Kiev

    1. Brule 26 agosto 2022

      Io sono un occidentale (e frescone forte visto che ho votato partiti progressisti, per anni).
      Credevo, anche perché mi viene ribadito ad ogni discussione, che occidente volesse dire libertà, benessere, rispetto dell'individuo.
      Mi urlano "vattene in Russia" perché sto facendo sommessamente notare che c'è sempre meno libertà, meno benessere e sempre meno rispetto per l'individuo. Ogni volta per una frescaccia, pardon emergenza, diversa.
      (È in arrivo la variante centaurus e alcuni titoli dei TG riportano "i mercati puniscono la cacciata di Draghi. Capito? I mercati, la nuova dea Kali'. Se non è idolatria pagana questa...).
      Prodi che diceva che avremmo lavorato meno e guadagnato di più me lo ricordo come fosse ieri. Invece lavoriamo di più e guadagnamo di meno. Che poi è una partita di giro, dallo stipendio alle bollette, bolli, tasse. Chi lavora eh, ci sono sette disoccupati per ogni posto di lavoro. Una sedia e sette peones che corrono intorno, chissà che risate che si fanno, gli industriali che hanno delocalizzato, a veder correre i peones.
      Vi ricordate Latouche (Decrescita felice) quando diceva che se tutti avessimo vissuto come negli anni 50 avremmo avuto risorse e lavoro per tutti?
      Erano palle. Negli anni 50 se volevi mangiarti un coniglio nessuno ti rompeva. La maggior parte degli uomini manco li comprava, i conigli, sparava alle lepri con la doppietta.
      Provate ora a comprare la doppietta e fare la licenza di caccia.
      (Per la cronaca: mangio pochissima carne, e non caccio, ma è il principio).
      Ci si spostava senza problemi, in bici e a piedi o in corriera, ma a nessuno veniva in mente di bloccarti in casa o nel territorio comunale.
      Nessuno aveva paura di sposarsi o di mettere su famiglia, era quasi un desiderata delle istituzioni.

      E ora?
      Bloccato a casa, magari single altrimenti togli opportunità di carriera o di avventure nel mondo/erotismo esotico ad un altra/o infelice, a guardare il flusso di cassa dal cc ai mav, senza poter dire la propria perché se no sei novax, putiniano e traditore del valori occidentali, sgranocchiando falene fritte.
      Ganzo!
      Poi si lamentano se qualche elettore di sinistra nella cabina elettorale cercherà la lista di Ungern Khan da votare.

    1. sbregaverse 26 agosto 2022

      Scontro di civiltà o piuttosto:
      CIVILTÀ SCONTROSE ¿

    1. JHON 26 agosto 2022

      Putin Nazionalista? mi sta bene! Bidet democratico? Ma di che cosa stiamo parlando? Mai come in questo periodo storico la contrapposizione occidente oriente ha risvegliato le coscienze di chi cerca ancora di individuare i veri valori spirituali che ogni vita ha umanamente bisogno per sopravvivere! La decadente e corrotta civiltà occidentale, straborda di ogni genere di perversione, sta adorando il "suo" vitello d'oro che si chiama scienza e tecnologia, trascinando con le sue follie la mente degli umani più deboli. A contrapporsi a queste aberrazioni, rimane solo la madre Russia e meno male che c'è! Putin Nazionalista? Grazie di esistere!

    1. Luca VFR 26 agosto 2022

      Al netto delle disquisizione più o meno religiose che, secondo me in questo momento contano meno del 2 di picche quando la briscola è di cuori, il problema fondamentale è che l'Occidente è in pieno disfacimento, come un cadavere putrescente, e lo si capisce dal tono dei discorsi deri nostri "sgovernanti" che, ho la netta impressione, credono di vivere non sulla Terra ma su qualche altro non ben definito pianeta posto chissà dove. Il problema, che sarà di tutti, è che a breve, molto a breve, prenderemo una "musata" contro la realtà che sarà un qualcosa che, se va bene ci vedrà retrocedere al reddito del secondo dopoguerra, se va male è ampiamente descritto nel racconto "Io vengo dalla Bosnia" che pregherei tutti di cercare in rete e di leggerselo attentamente.

    1. PietroGE 26 agosto 2022

      L'articolo non considera l'opposizione interna al decadimento occidentale, opposizione che in USA si esplicita nella cosiddetta 'culture war' (la quale, a ben guardare, non è altro che una 'race war' con altro nome) e in Europa con una ferrea opposizione dei Paesi orientali all'operazione 'sostituzione etnica' più meticciato propagandata dalla UE e dalle lobby che controllano i media. L'idea di un Putin equivalente a S Giorgio, oppure identificato come Katechon (una vecchia idea di Blondet) è, secondo me, una fantasia. Putin è un nazionalista russo non ha intenzione di salvare nessuno, tanto meno l'occidente, dalla sua decadenza, lui pensa alla Russia e basta. Manca inoltre nell'articolo una sintetica analisi di come si è arrivati a questo punto di declino (la demografia italiana, ad esempio, è da suicidio etnico) e del ruolo dei media nella distruzione della famiglia, del concetto di popolo e di cultura e nella promozione dell'individualismo, carpe diem e devianze sessuali. Ci sarebbe poi da discutere se questa evoluzione sia stata un processo intrinseco e autonomo oppure se sia stata progettata da qualcuno e per quali scopi.

    2. Cleon XIII 26 agosto 2022

      "Putin è un nazionalista russo non ha intenzione di salvare nessuno, tanto meno l’occidente, dalla sua decadenza, lui pensa alla Russia e basta"

      E meno male! Se ci fosse uno così anche negli USA, che pensasse all'America e basta, il mondo forse si salverebbe. Da solo.

    3. casalvento 26 agosto 2022

      Forse il declino riguarda l'intero occidente, anche se origina dalla degenerazione della cultura americana. Immagino che Trump tenterà di arrestare il fenomeno, spero con successo, e che abbandoni le mire egemoniche dei dem.

    4. Arian Van Heisen 27 agosto 2022

      Dagli USA inquinati come sono dai Giudei e dagli afro ,non c'è da aspettarsi nulla di buono..!

    5. casalvento 27 agosto 2022

      Lo capiremo a novembre che strada vogliono seguire, se continuare a distruggere il mondo per sottometterlo o accettare una cogestione.
      Non so cosa stia dicendo la propaganda di Trump, ma qualcosa dovrà cambiare anche per poter affermarsi lui e la democrazia agonizzante.

    1. gianB 26 agosto 2022

      Il considerare che lo scontro epocale in atto, in termini di scontro tra culture, sia lo scontro tra "occidente che ha perso il legame con la religione e la tradizione" e la "grande Russia" portatrice, meglio, garante dei valori della religione e della tradizione è fuorviante. Lo scontro tra cultura occidentale e cultura russa è già avvenuto più e più volte, nel lontano, nel recente passato e tutt'ora in corso, ma non ha portato alcun cambiamento nell'occidente. E' stato sempre come un banco di prova per la cultura occidentale.
      Come lo sono stati gli innumerevoli scontri con la cultura islamica, anche qui nel lontano, nel recente passato e tutt'ora in corso.
      Il vero scontro di culture avviene solo con una cultura in grado di soppiantare quella dell'avversario.
      In questo caso è la cultura orientale, e la Cina è la portatrice di tale cultura che ha le armi per imporla.
      Possiamo solo pensare(e sperare) che l'eventuale e probabile sopravanzare di tale cultura, nel ritmo del fluire e rifluire della storia, possa portare ad un progresso generale dell'umanità (atomiche e cosette varie permettendo).

    2. casalvento 26 agosto 2022

      La Cina si è sempre sentita il centro de mondo è non ha mai avuto l'attitudine predatoria e invadente di tanti altri popoli. Gli emigranti cinesi sono sempre rimasti fuori dalla politica locale, che io sappia, caso unico e ammirevole.

    3. Cleon XIII 27 agosto 2022

      Il più grande monumento della Cina è una struttura difensiva, la Grande Muraglia.

    4. casalvento 27 agosto 2022

      Infatti. Vero che ha occupato il Tibet, ma ha fatto bene, perché era un'area geopoliticamente 'vuota' e con i predatori che ci sono in giro, avrebbe rischiato di vedere basi americane, esportatrici di democrazia, ai suoi confini. Quindi ha fatto sostanzialmente un'azione difensiva, certo sgradevole, ma di questi tempi necessaria.

      Poi immagino che la percezione che hanno i cinesi della Cina sia ampia e complessa e comprenda l'area della loro razza, pardon etnia, quindi riguardi anche Mongolia e Corea, oltre ovviamente a Taiwan, e in misura decrescente il sudest asiatico.

      Di nuovo, come dargli torto? Se non ci fossero gli USA che pretendono di controllare il mondo intero, sarebbe naturalmente diverso. Spero che in prossimo mondo multipolare si raggiunga un equilibro che consenta un rispetto maggiore anche dei paesi minori.

    1. clausneghe 26 agosto 2022

      Mi ha sempre intrigato quel passo dell'Apocalisse secondo Giovanni citato nella fine dell'ottimo pezzo.
      Mentre non ho dubbi che sia la Russia a vincere con la figura di Michele ma anche di S.Giorgio, ho dei dubbi su chi sia il Drago sconfitto mentre sta tentando di ingoiare il neonato dal grembo della Signora con le dodici stelle sul capo che identifico con l'Europa che infatti ha 12 stelle nella bandiera.
      Ho il sospetto che il Drago sia la Cina che peraltro ce l'ha nel vessillo, una Cina che dopo la parziale sconfitta dell'Impero del Male tenta di fare tabula dell'Europa che non ne vuol sapere della Cina e requisisce tutte le loro proprietà.
      Io la vedo così; I Cinesi tenteranno di buttare bombe atomiche su di noi ma verranno fermati dai Russi che ancora una volta ci salveranno.

    2. Arthur 26 agosto 2022

      Interpretazione interessante.
      Però non ho capito un paio di cose.

      1.
      Chi requisisce le proprietà a chi?
      L'Europa alla Cina o la Cina all'Europa?

      2.
      E il neonato?
      Chi sarebbe?

    3. XaMAS 26 agosto 2022

      il neonato sono gli stati uniti, che esistono da manco 300 anni, bazzeccole in confronto alla storia trimillenaria di Europa e Cina

    4. clausneghe 26 agosto 2022

      Chiarisco in modo grossolano:
      La Ue o quel che ne resta toglierebbe i porti ai Cinesi e troncherebbe la via della seta.
      Il bambino è la nuova consapevolezza Europea che nascerebbe a seguito di eventi bellici catastrofici ma che una Cina imbaldanzita e totalitarista non vuole.

    1. ignorans 26 agosto 2022

      Una civiltà consiste nel più ampio livello di identità culturale che l’uomo possa raggiungere dopo quello che distingue gli esseri umani dalle altre specie; prendendo in prestito la terminologia di C. Schmitt, rappresenta il più ampio “noi” di cui ci sentiamo parte. Riguarda quindi i valori fondamentali, imprescindibili per determinate culture.

      equindi tutto quello che queste "culture" sanno esprimere è "la guerra",,,,che palle....

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