LA DITTATURA DEL BERLUSCONARIATO. MASS MEDIA E “DEMOCRAZIA AVANZATA”

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

(NEL SENSO DI “QUEL CHE AVANZA DELLA DEMOCRAZIA”)

DI FRANCO CARDINI

francocardini.net/

Alba grigia su Firenze. Stanotte sono stato sveglio a lungo, seguendo su una delle reti di mediaset la versione quasi integrale del discorso ufficiale di Silvio Berlusconi al Congresso di fondazione del Popolo della Libertà. Su un’opinione pubblica e una società civile diverse dalla nostra, lo spettacolo di un livello d’intelligenza e di libertà degno della dirigenza bulgara degli Anni Cinquanta avrebbe fatto uno straordinario effetto-boomerang e oggi ci sarebbero i picchetti per le strade. Ma, siccome le cose stanno andando altrimenti, a questo punto s’imporrebbe una riflessione seria su come nel Bel Paese la gente viene informata a proposito di quanto accade.

Berlusconi ci ha informato tranquillamente del fatto che in fondo tutto va bene e che l’importante è continuar a investire e a produrre, come se la crisi non esistesse e come se nulla di quanto gli ha spiegato a non dir altro il suo ministro Tremonti fosse degno d’interesse. Ci ha illustrato bontà sua sinteticamente le sue strategie politico-protagoniste che presto lo porteranno a guadagnare il 51% dei consensi e quindi inaugurare la fase cruciale della Dittatura del Berlusconariato: ma la bassa cucina politicastra delle tattiche di alleanza e degli scambi di favore tese a procurarsi maggioranze stabili non apparteneva alla roba che un tempo i politici discutevano neppure in aula, ma nel “transatlantico” o alla buvette? All’opinione pubblica dovrebbero interessare le idee e i programmi, non i metodi parlamentari messi in atto al fine di perseguire un fine? Ci ha comunicato che entreremo senz’ombra di esitazioni nell’ennesima campagna di collaborazionismo militare con gli Stati Uniti senza nemmeno un’ombra di sospetto sul nuovo “atto di terrorismo annunziato” che è recentissimamente purtroppo servito al presidente Obama come alibi per annunziare una nuova fase della sciagurata occupazione dell’Afghanistan. Ha reso omaggio ai nostri caduti di Nassiriyah dimenticando che la responsabilità prima per la fine della loro vita ricade non sui sia pur spregevoli individui che ne hanno offeso la memoria raffigurandoli sulle piazze come manichini, bensì sul governo da lui presieduto che li ha mandati a morire in una guerra ingiusta, fondata su una menzogna (quella della detenzione di armi di distruzione di massa da parte del regime di Saddam Hussein), risolta in una destabilizzante aggressione di un paese membro dell’ONU ed estranea al reale interesse nazionale degli italiani (a parte qualche petroliere, alcuni speculatori, vari imprenditori-esportatori e parecchi mercenari armati in cerca di consistenti, redditizi ingaggi). Ci ha anche messi in guardia contro il persistente pericolo del comunismo.

Questa sequela di menzogne, di sciocchezze e d’infamie non ha provocato un brivido d’indignazione nell’assemblea di fanatici, di dipendenti partitico-aziendali e di astuti tattici politici pensosi del loro immediato “particulare” che lo attorniava e lo applaudiva: al contrario, ha suscitato un uragano di freneticamente bulgari applausi. E non ha procurato alcun contraccolpo in un’opinione pubblica ormai completamente narcotizzata. Ma fra i politici e l’opinione pubblica c’è un ceto professionale che dovrebbe far da mediatore di notizie: tutti quelli che lavorano, a qualunque titolo, nei mass media. In una “democrazia sana”, come si usa dire, giornalisti e opinion makers dovrebbero aver la funzione di una coscienza critica certo non monolitica, forse fatalmente non equidistante, ma quanto meno sveglia e ben conscia di dipendere senza dubbio dai datori di lavoro del singolo professionista dell’informazione, ma prima di tutto dall’opinione pubblica. E un pochino, diciamolo pure, dal fantasma della Liberta. E della Verita.

E allora: dove stiamo andando a finire, se non ci svegliamo? A che punto e la notte?

“Questa e la stampa, baby, e tu non puoi farci proprio nulla”. La conoscono tutti, questa battuta: una splendida stoccata dell’America di celluloide ancora in bianco-e-nero, quando si era convinti che i giornali fossero pieni di cavalieri senza macchia in lotta contro i draghi del potere e del danaro e che alla fine i buoni vincessero sempre.

Ebbene sì, babies, questa è la stampa: e non possiamo farci nulla. E anche la TV e tutto il resto dei mass media. E ancora nulla potremo farci in seguito, a meno che la crisi che ci sta arrivando addosso non sia davvero tanto seria da travolgere almeno alcuni degli equilibri ormai consolidati tra i “poteri forti”, la classe dirigente reale e i due principali ceti executives, cioe i “comitati d’affari” dei politici e i gestori dei mass media a cominciare dalle TV per finire alla carta stampata. Ma il nostro è un paese eccezionale: perchè, a parte la Paperopoli di Walt Disney che però è immaginaria, per quanto si sia da tempo cessato di ritenerla inverosimile, in nessun altra contrada del mondo, nemmeno nell’Africa centrale e in America latina, esiste un Presidente del Consiglio che sia proprietario anche di un grande network televisivo, di alcune case editrici e testate giornalistiche e addirittura padre-padrone di una squadra di calcio. Forse in qualche emirato del Golfo persico esistono situazioni mutatis mutandis simili: ma nemmeno là il Presidente-Proprietario è al tempo stesso plurinquisito, multincriminato, polisospettato e maxichiacchierato e continua a governare, a sfornar battute di spirito e a far la primadonna in TV informandoci perfino delle sue performances sessuali come se nulla fosse, ben certo che l’opinione pubblica del suo e purtroppo anche nostro paese è ormai narcotizzata a un punto tale da non riuscir neppure a ricordarsi che in fondo, fino a tempi poi non troppo lontani, un politico sospettato di qualcosa – anche se e quando la sua innocenza era più che palese – usava tirarsi in disparte e dimettersi o autosospendersi, a seconda dei casi, finchè, come si usava dire, “piena luce non fosse stata fatta”. Macchè: Berlusconi farà perfino il capolista onnipresente alle prossime elezioni europee, alla faccia delle normative che vietano a chiare lettere a un Presidente del Consiglio in carica di venir eletto al Parlamento Europeo: e quindi è ovvio che chi non può essere eletto non ha il diritto di candidarsi.



Stando così le cose in un paese considerato “a democrazia avanzata”, viene davvero il sospetto che tale espressione vada intesa nel senso di “un paese nel quale vige ormai quel che avanza della democrazia”. Probabilmente, se a questo punto da qualche parte nascesse un forte movimento di protesta, il governo potrebbe reprimerlo senza sollevare speciali rimostranze: e magari trattando da “guerriglieri” chi si fosse azzardato a protestare. Ma non ce ne sarà bisogno: dal momento che la nostra società civile non è affatto migliore – e qui aveva ragione Romano Prodi, quando si esprimeva con amara sincerità alla fine del suo infelice mandato - della classe politica che riesce ad esprimere, utilizzando fra l’altro senza far una grinza una legge elettorale costituzionalmente parlando sospetta come l’attuale, che accorda praticamente alle segreterie dei partiti il diritto di designare i candidati ai due rami del Parlamento e relega l’elettorato attivo a un puro ruolo di legittimazione formale. La legge istitutiva della camera dei Fasci e delle Corporazioni del ’38, che quanto meno lasciava intatto il meccanismo delle preferenze, era un tantino piu democratica di questa: a parte che la segreteria del PNF era una sola, mentre oggi le segreterie sono una manciata (ma a quanto apre concordi quando si tratat di elaborar le regole di spartizione della torta).

Stando cosi le cose, mentre sappiamo bene – oltre a Berlusconi, ai partiti politici, alla Confindustria, a De Benedetti, a Caltagirone e a qualcun altro – da chi dipendano sia le TV sia la carta stampata, parlare dei rapporti tra mass media e democrazia diviene ozioso: a meno che non s’intenda far dell’umorismo macabro.



In effetti, di solito e nel parlar comune il termine “democrazia” si contrappone a “dittatura” e/o a “totalitarismo”. Può darsi che ai tempi di Hannah Arendt le cose sembrassero star più o meno così: ma ormai sappiamo che non è vero. Le dittature, e addirittura i sistemi totalitari, non si fondano – a differenza delle oligarchie e dei sistemi autoritari “classici”, a la Horty – sulla demobilitazione delle folle o delle masse (o della “gente”, come si preferisce dire oggi; o delle “moltitudini”, a dirla con Antonio Negri), bensì al contrario sulla loro continua mobilitazione e sull’esercizio di un consenso che soltanto lo schematico e manicheo ottimismo di certi “sinceri democratici” può finger di credere sia e/o sia stato sempre ottenuto con i mezzi dell’intimidazione e della repressione. Al contrario di quel che si crede, tra “democrazie” e “totalitarismi” ( diciamo pure tirannidi), esiste un continuum, sia pure imperfetto e fatto di continue grandi e piccole rotture. Dopo alcuni mesi passati tra le dolci verdi colline e i boschi resinosi del Vermont. che somiglia tanto a certe contrade russe, Soljenitzin capì tutto di quell’Occidente che continua a essere incompreso a molti che ci sono nati e ci vivono “da sempre”: e non esitò a dichiarare che la differenza tra Unione Sovietica e beati Stati Uniti d’America (e con loro tutto il beato occidente) era che per far star zitto qualcuno la bisognava metterlo in galera, o spedirlo in manicomio, o ammazzarlo; mentre qua bastava staccargli il microfono. E tener ben attaccati, d’altronde, altri microfoni: quelli di chi ai bei tempi del “Questa e la stampa, baby” era o comunque dava l’impressione di essere (e spesso ci credevano essi per primi, e sinceramente) al servizio del pubblico, della “gente”, mentre oggi chi lavora in TV o nei giornali, anche se è megadirigente galattico (anzi, soprattutto in quel caso), sa benissimo di dover stare al servizio del suo datore di lavoro: e il peggio è che tutti accettiamo questa realta come se fosse ovvia, “normale”.

Al massimo, ci ripetiamo cinicamente che “è sempre successo”. No. Non è sempre successo; e anche se lo fosse, sarebbe giunta ormai l’ora di voltar pagina. Ma allora, dal momento che non possiamo aspettarci una democrazia garantita “dall’alto”, nella quale proprietari e padri-padroni graziosamente concedano ai loro subalterni di parlar alto e chiaro anche contro gli interessi di ditta o di bottega, non ci resta che sperare – “con disperata speranza”, come baroccamente si usa in questi casi dire – in una garanzia rivendicata e tutelata dal basso. E non è che non ce ne sia qualche segno. Dalla palude d’un popolo italiota i prevalenti interessi del quale – eterno calcio a parte – amano focalizzarsi su nobili obiettivi quali la mamma di Cogne, il delitto Meredith di Perugia, le vicende avvincenti dell’Isola dei Famosi e della Fattoria e i fini dibattiti moderati dalla signora Maria Filippi in Costanzo o del di lei consorte, con la domenica mattina gastronomica e il consueto Angelus da Piazza San Pietro, giunge qua e là qualche lontano brusio. Aumentano i sodalizi fondati sul volontariato, si muovono spontanei (o almeno auguriamoci lo siano) sodalizi di cittadini e, come dice Berlusconi, di “consumatori”, si registra un boom d’interesse fra gli studenti delle scuole medie per il problema della sete nel mondo e della commercializzazione dell’acqua potabile da parte di certe multinazionali. Si oserebbe affermare (e sperare?) che, nella misura in cui progredisce la crisi e la sua ombra si allunga inquietante sull’Europa, si riduce lo spazio del disinteresse, dell’alienazione, della tendenza a delegare senza esercitare un controllo sulla gestione delle deleghe accordate.

In Italia, molte cose non vanno. Promesse mai mantenute, lavori pubblici avviati e mai portati a compimento, grandi e piccoli drammi individuali e collettivi sui quali è caduto il generale disinteresse. Poi arriva un programma televisivo popolare e per giunta in una TV berlusconista, Striscia la Notizia. Le cose non vanno: Capitan Ventosa, pensaci tu. E l’avventuriero-reporter improbabilmente abbigliato piomba sugli Assessorati, plana sulle Sovrintendenze, si butta in picchiata sulle cosche di palazzinari e di usurai. Ma non c’è punto della penisola che non appartenga a una circoscrizione elettorale: non c’è metro quadro del Bel Paese sul quale arrivi Capitan Ventosa che non sia formalmente interessato dalla tutela di un parlamentare. Ebbene: dov’è l’onorevole, che cosa stanno facendo il senatore o la senatrice sul cui territorio c’è un ingorgo d’immondizia o le cui coste sono state invase da un’inattesa colata di cemento? Perchè lasciano l’avventuriero-reporter abbigliato da water a combattere da solo? Ecco: qua e là, un numero sempre piu alto di cittadini alza gli occhi dalla TV, stacca le orecchie dal telefonino, e se lo chiede. Chissà che la nuova democrazia partecipata non ricominci da qui.

Franco Cardini

Fonte: http://www.francocardini.net/

28.03.2009

Commenti (53)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. Mangudai 30 marzo 2009

      Certo che no! Ma mai avrei pensato che la legge sul conflitto di interessi fosse prerogativa della sinistra, e non una legge quantomeno giusta per la salvaguardia della democrazia.

    1. castigo 30 marzo 2009

      albertgast:

      Che bello scaricarsi la coscienza incolpando sempre qualcun altro! Troppo difficile assumersi la responsabilità delle proprie "porcate"? Almeno prendete esempio da Calderoli, che ha chiamato la sua legge col termine giusto!

      hemmmm..... scusa ma.... c'ero io al governo??

      così, tanto per sapere.....

    1. castigo 30 marzo 2009

      radisol:

      Non ci prendiamo in giro ...

      LOL..... come inizio non c'è male....

      Prodi ha governato solo 18 mesi e tutti sempre sul filo del rasoio ... per fare una legge sul conflitto di interessi non c'erano i numeri ... figuriamoci se Cossiga, Andreotti o Pininfarina, per non parlare di Mastella e Dini, avrebbero mai votato a favore di un provvedimento del genere.

      quindi non proviamoci nemmeno, vero??

      e poi, via, 18 mesi sono davvero pochini per studiare una legge..... cristo santo, se, in proporzione, ce li mettessi io 18 mesi per fare il mio lavoro, mi infilano un razzo nel sedere e mi spediscono su marte..... questi invece, poverini, hanno governato "solo" 18 mesi, non hanno avuto tempo....

      Casomai il problema riguarda il centrosinistra che ha governato tra il 1996 ed il 2001 ..... ma anche lì si è cercato - certo stupidamente - di coinvolgere il centrodestra in qualcosa di condiviso ...

      RI-LOL.... sei stato eletto per governare, e di solito si governa SENZA l'opposizione... sempre ammesso che questi "signori" abbiano anche solo una vaga idea di cosa significhi "governare".

      Sia chiaro che il mio giudizio sul centrosinistra che ha governato in Italia nelle due occasioni di cui parlavo è pessimo .....tanto è vero che alle ultime politiche ho ritenuto di non votare .... però cerco pure di essere obiettivo ..... i centrodestri avrebbero gridato al golpe, questa è una certezza .....

      hemmmm...... e chi se ne frega non ce lo vogliamo scrivere??

      perché oggi è la sinistra che grida al golpe sulle scelte del governo, ma pare che non se la fili nessuno, nemmeno di striscio......

      mentre quelli invece governano e legiferano, con o senza il "coinvolgimento" dell'opposizione.

      Tornando a Cardini, che tra l'altro è uno dei pochissimi intellettuali italiani che parteciparono alla fondazione di Alleanza Nazionale a Fiuggi ( e quindi è difficilmente riconducibile a sinistra, figuriamoci, è l'esegeta della Vandea ....), non mi sembra dica particolari cazzate ...... si può discutere sullo stile, sull'eccesso d'enfasi un pò dannunziano, anche su un oggettivo eccesso di "moraliamo" ( tutte cose che derivano chiaramente dalla sua formazione destrorso/cattolico/integralista) .... ma i fatti sono quelli che dice lui .....

      insisto, quindi??

      cosa ce ne facciamo di questa fiera delle ovvietà??

      forse pensava che gli italiani non sapessero del conflitto di interessi, o degli altri problemini menzionati nell'articolo??

      il resto è noia, propaganda, "tifo" politico mutuato dalla logica delle curve calcistiche ecc. ecc. ecc.

      manca solo qualunquismo e ce le hai infilate tutte.....

    1. virgo_sine_macula 30 marzo 2009

      Il proverbiale senso di autocritica leghista unito ad un coraggio leonino.

    1. radisol 30 marzo 2009

      Ovviamente alla terzultima riga intendevo dire "moralismo" e non "moraliamo" come erroneamente ho digitato ....

    1. radisol 30 marzo 2009

      Non ci prendiamo in giro ... Prodi ha governato solo 18 mesi e tutti sempre sul filo del rasoio ... per fare una legge sul conflitto di interessi non c'erano i numeri ... figuriamoci se Cossiga, Andreotti o Pininfarina, per non parlare di Mastella e Dini, avrebbero mai votato a favore di un provvedimento del genere. Casomai il problema riguarda il centrosinistra che ha governato tra il 1996 ed il 2001 ..... ma anche lì si è cercato - certo stupidamente - di coinvolgere il centrodestra in qualcosa di condiviso ...
      Sia chiaro che il mio giudizio sul centrosinistra che ha governato in Italia nelle due occasioni di cui parlavo è pessimo .....tanto è vero che alle ultime politiche ho ritenuto di non votare .... però cerco pure di essere obiettivo ..... i centrodestri avrebbero gridato al golpe, questa è una certezza .....
      Tornando a Cardini, che tra l'altro è uno dei pochissimi intellettuali italiani che parteciparono alla fondazione di Alleanza Nazionale a Fiuggi ( e quindi è difficilmente riconducibile a sinistra, figuriamoci, è l'esegeta della Vandea ....), non mi sembra dica particolari cazzate ...... si può discutere sullo stile, sull'eccesso d'enfasi un pò dannunziano, anche su un oggettivo eccesso di "moraliamo" ( tutte cose che derivano chiaramente dalla sua formazione destrorso/cattolico/integralista) .... ma i fatti sono quelli che dice lui ..... il resto è noia, propaganda, "tifo" politico mutuato dalla logica delle curve calcistiche ecc. ecc. ecc.

    1. Dave 30 marzo 2009

      Berlusconi ha comprato tutto e tutti: prima i politici, poi i mess-media, poi le sentenze, poi gli italiani, rimbecillendoli e facendoli tornare dei semi-analfaberti. Ovviamente fra i comprati ci sono anche i cosiddetti politici di sinistra. E mi chiedo: come può fare quella minoranza che ancora ha mantenuto la capacità di ragionare, di essere critica, di voler essere libera e indipendente, ma che non ha i soldi, i mezzi, il potere, a svegliare un popolo reso cieco e ottuso, che si beve tutto quello che gli versano addosso ? Non vorrei che l’unica via d’uscita fosse una crisi veramente devastante, da milioni di disoccupati, che faccia svegliare dal sonno.

    1. albertgast 30 marzo 2009

      Che bello scaricarsi la coscienza incolpando sempre qualcun altro!
      Troppo difficile assumersi la responsabilità delle proprie "porcate"?
      Almeno prendete esempio da Calderoli, che ha chiamato la sua legge col termine giusto!

    1. castigo 30 marzo 2009

      radisol:

      Il bello di questa un pò scombinata chiacchierata da bar rappresentata da questa ventina di commenti si riassume in due punti : 1) La storia incredibile che il centrosinistra non ha fatto niente contro il conflitto di interessi .... vero ..... ma se lo avesse fatto tutti quelli che oggi dicono questo avrebbero gridato all'esproprio proletario e magari pure al colpo di stato .....

      cazzate.

      avrebbero fatto solamente quello per cui erano stati votati, che la soluzione del "conflitto di interessi" era nel programma di governo.

      proprio come stanno facendo questi qua.

      chissà, forse stavolta la "sinistra" ha imparato che a promettere e NON mantenere si finisce per rompere le palle agli elettori che la votano....

      2) L'idea che un pò tutti evidentemente hanno sul fatto che Cardini, l'autore dell'articolo iniziale, sarebbe un uomo di sinistra .... ed invece è un uomo tremendamente di destra ...... cattolico/integralista e tranquillamente ed autodichiaratamente reazionario .... solo che è un uomo di destra che ha mantenuto autonomia di pensiero ..... cosa che ormai in Italia riguarda una infima minoranza ....

      quindi??

      questo forse lo autorizza a scrivere una marea di sciocchezze ed ovvietà senza correre il rischio che la cosa gli venga fatta notare???

    1. virgo_sine_macula 29 marzo 2009

      Hanno fatto una legge farsa ma l'hanno fatta:del resto pretendere che la destra faccia una legge di sinistra mi sembra eccessivo.

    1. Mangudai 29 marzo 2009

      Quello che dici é vero! Ma a destra nessuno mai c'ha pensato, anzi....

    1. marcello1950 29 marzo 2009

      la dittatura dolce non so se è stata teorizzata ma è stata diffusamente praticata a sinistra, è stata attuata prima all'interno delle strutture partitiche e sindacali, poi dopo tangentopoli ha avuto una accelerazione, ma tale dittatura trova il migliore interprete in Berluscni, che invece di essere il rappresentante di un apparato burocratico si presenta come il vero interprete del sentire del popolo per aiutare quel popolo vessato dagli apparati, a quel punto sistema ha trovato un equilibrio difficile da spezzare perchè i vari dittatorelli di apparato partito uffico vengono odiati a tal punto che è molto meglio il grande dittatore poi se anche dolce ......

    1. radisol 29 marzo 2009

      Il bello di questa un pò scombinata chiacchierata da bar rappresentata da questa ventina di commenti si riassume in due punti :

      1) La storia incredibile che il centrosinistra non ha fatto niente contro il conflitto di interessi .... vero ..... ma se lo avesse fatto tutti quelli che oggi dicono questo avrebbero gridato all'esproprio proletario e magari pure al colpo di stato .....

      2) L'idea che un pò tutti evidentemente hanno sul fatto che Cardini, l'autore dell'articolo iniziale, sarebbe un uomo di sinistra .... ed invece è un uomo tremendamente di destra ...... cattolico/integralista e tranquillamente ed autodichiaratamente reazionario .... solo che è un uomo di destra che ha mantenuto autonomia di pensiero ..... cosa che ormai in Italia riguarda una infima minoranza ....

    1. virgo_sine_macula 29 marzo 2009

      Mi permetto l'ennesima correzione:la data della caduta del fascismo e' il 25 luglio del 1943,in quel giorno furono abbattute le statue di mussolini e tutti diventarono antifascisti.L'8 settembre del 1943 e' la data in cui entro' in vigore l'armistizio tra l'italia e gli alleati,ma il fascismo era gia' caduto da 40 giorni e i fascisti gia' spariti da tempo

    1. virgo_sine_macula 29 marzo 2009

      Sei veramente un grande,vecio,anche se capirti resta un'impresa visto il tuo linguaggio criptico e sibillino

    1. virgo_sine_macula 29 marzo 2009

      In realta' e' molto piu' semplice:berlusconi vince perche' e' un cavallo che corre da solo grazie al ritiro o all'autoazzoppamento degli avversari.

    1. virgo_sine_macula 29 marzo 2009

      Vicentini magnagati ostrega,veronesi............

    1. myone 29 marzo 2009

      Penso che questa generazione di governo, durera' fino a quando non se ne potra' piu'.

      Alla fine, nonostante l' avessi votato dopo decenni che non votavo, non e' altro che la scrematura ultima di un meglio, che sta' sempre sul peggio.

      Meglio per poco che ha fatto, peggio, perche' sta' ancora sul vecchio fatiscente del vedere e del procedere. Una classe politica, che si ' e' pulita, rafforzata, riparata, ricostituita, ma che galleggia su prossime e sicure macerie, che sono il feto del nostro vivere, marcio, vecchio, superato, logoro, caotico e incasinato.

      La societa', l' uomo, il suo vivere, rispecchia veramente cosa siamo. Loro, sono dei pseudo-veri-finti, che galleggiano su stereotipi d'elite e classe sociale suiperiore. Se lo possono p'ermettere, finche' gli e lo permettiamo.

      Si, stiamo andando verso un ital-usa, ma qui e' come mettere uno smoking a un barbone.

      Anche fosse, viviamo sul marcito che ci rimane, perche' nulla e' nuovo e sa' di vero, come nulla sa' di sano e di dignitoso, a come dovremmo e dovrebbe essere l' uomo e il suo vivere, che alla fine, e' il suo capire.

    1. albertgast 29 marzo 2009

      Ma se abbiamo un "Presidente-Proprietario e al tempo stesso plurinquisito, multincriminato, polisospettato e maxichiacchierato" di chi è la colpa? Sua? Non sia mai! Di chi lo ha votato? Men che meno! Di chi allora? Ma dell'opposizione, cribbio!!!! Infatti se ti entra un ladro in casa e ti ruba tutto.....mica è colpa del ladro, diamine! E' colpa della serratura che non ha tenuto. Elementare Wadson. E non dimentichiamoci che quel ladro ha buone probabilità di diventare parlamentare e forse forse anche...presidente!

    1. maristaurru 29 marzo 2009

      Ho dato uno sguardo al ragguardevole curriculum del Prof. Cardini, non sono riuscita a leggerlo tutto, comunque non me la sento di dibattere con un personaggio di tanto peso,conosco i miei limiti.

      Però sommessamente una domanda vorrei porla al Professore: ho notato la gran mole di articoli, ho notato che la maggior parte è stata pubblicata sul Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, ed ho cercato di immaginare un altro editore che permetterebbe tanta libertà ad un giornalista , senza cortesemente fargli notare che sarebbe meglio si recasse presso altre testate più vivine alla sua sensibilità. Non ce ne sono in assoluto.
      Mi sembra che questo fatto cozzi contro alcune Sue affermazioni.

      Come mi meraviglia che egli mostri di ignorare di come la maggior parte dei quotidiani siano ampiamente in mano alle nostro pochissimo amate e niente affatto apprezzabili Banche... che non ci stanno affatto vessando, ne' rovinando, neè rubando il futuro, vero Professore?

      Ignora Lei come mai il conflitto di interessi non si può toccare? Ignora che , non potendosi cucire addosso all'odiato cavaliere una legge su misura, qualunque altra legge toccherebbe interessi di politici "altri" e delle Banche , i cui conflitti di interesse grandi come una casa a Lei non danno alcun pensiero, e data la mole del suo sapere non posso immaginare che li ignori, professore , davvero faccia di meglio, si goda il suo sapere ed il suo conseguente censo tranquillamente, continui a scrivere quei meravigliosi articoli di cultura, gliene saremo grati e non pretenderemo oltre

Visualizzati 20 di 53 commenti approvati.