La destituzione di Trump e lo scenario della Guerra di Secessione

DI BRANDON SMITH

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L’anno scorso abbiamo parlato molto di una guerra civile negli Stati Uniti, tanto che ultimamente persino i mezzi di comunicazione più diffusi hanno sviluppato l’argomento. Secondo un sondaggio realizzato da Rasmussen nel 2018, il 31% degli elettori americani credevano che l’America avrebbe conosciuto una seconda guerra civile nel corso dei 5 anni a venire. un sondaggio più recente dell’Istituto politics and Public Service segnala che 7 elettori su 10 stimano che gli Stati Uniti siano a due terzi del cammino verso una guerra civile.

Il nuovo discorso di impeachment sulla questione Ucraina ha aggravato ulteriormente la situazione, dato che alcuni conservatori affermano che scoppierà una guerra se Trump sarà destituito dalla sua carica.

Vorrei essere assolutamente chiaro e dire che resto sempre molto scettico in quanto la manfrina della destituzione è soltanto un’ulteriore distrazione per il pubblico, e penso che finirà in una bolla di sapone (proprio come il Russia Gates). Detto questo penso che ci siano poche possibilità che i globalisti organizzino un gioco di guerra di quarta generazione qui. Una guerra civile, se viene diretta e manipolata nel modo giusto, potrebbe essere molto benefica per le élites soprattutto se combinata con alcuni altri ingredienti .
Per intanto dobbiamo capire qual è la situazione reale. Come sanno bene i miei lettori, avevo predetto ben prima delle elezioni del 2016 che Trump Presidente, sarebbe stato il capro espiatorio perfetto per l’implosione di una “bolla generalizzata”. Questa implosione si produce attualmente intorno a quasi tutti gli indicatori economici fondamentali, come ho sottolineato nel mio ultimo articolo. A questo punto ci sono due domande da porsi: i mercati borsistici seguiranno i fondamentali al ribasso prima delle elezioni del 2020? E se per caso i mercati resisteranno, questo avrà importanza quando il resto del sistema affonderà nella recessione?

Nel gennaio 2016, durante la sua campagna elettorale, Donald Trump ha dichiarato che l’economia americana era “in una bolla che egli temeva che potesse scoppiare e che non avrebbe voluto fronteggiare un disastro finanziario se fosse stato eletto alla Casa Bianca “. Ha fatto appello alla Federal Reserve perché alzasse i tassi di interesse e smettesse di sostenere i mercati fasulli.

Nel 2019, Trump ha collegato la sua amministrazione ai risultati dei mercati con infiniti commenti su Twitter, attribuendosi tutto il merito della bolla finanziaria che in precedenza aveva criticato. Ha anche chiesto alla Fed di rimettere a zero i tassi di interesse per sostenere ancora una volta artificialmente l’economia (evidentemente dobbiamo porci la grande domanda: se è la “più grande economia americana mai vista”, allora perché Trump vorrebbe che la FED introduca più stimoli per aiutarla?)
Io credo che questo bizzarro comportamento da parte di Trump sia completamente premeditato e che egli abbia intenzione di addossarsi la responsabilità del crollo in corso.
Se il mercato azionario cade con il resto dell’economia da adesso alla fine del 2020, è poco probabile che i globalisti prevedano di confermarlo per un secondo mandato. Il suo ruolo di capro espiatorio della crisi creata dalle banche centrali sarà compiuto.

In secondo luogo i miei lettori sanno altresì che ho sottolineato i legami tra Trump e i globalisti, compreso il fatto che una gran parte della sua ricchezza e della sua reputazione sono state salvate da un intervento della famiglia Rothschild negli anni ‘90 del secolo scorso. Wilber Ross, l’agente dei Rotschild che si è occupato della faccenda, attualmente è segretario al commercio di Trump. La presenza di Ross nel gabinetto Trump, con numerosi altri rappresentanti delle élites, quali Pompeo, Mnuchin, Lightheizer, Kudlow e un gruppo di altri membri del Council on Foreign Relations, indica che Trump è, ed è probabilmente stato sempre, una opposizione controllata.
Quando un rappresentante delle èlites lascia il Governo Trump, un altro ne prende il posto.

Sento spesso dire che Le presunte procedure di sostituzione sono la prova che i globalisti tentano di distruggere Trump. Ciò è chiaramente assurdo, visto che Trump continua a lavorare quotidianamente in stretta collaborazione con questi rappresentanti delle élites. La spiegazione più probabile è che, come il Russia Gate, la destituzione stessa è una farsa destinata a mantenere l’opinione pubblica americana fortemente divisa e pronta a partire in guerra all’improvviso. Di fatto, sono alte le possibilità che la sconfitta Ucraina si ribalti contro Joe Biden e la sua campagna per le primarie democratiche.

Biden NON è evidentemente il candidato che le élites hanno intenzione di presentare sul fronte Democratico e gli avvenimenti ucraini gli danno un motivo per ritirarsi facendo crescere sempre più il risentimento sui due lati opposti del confronto politico. Ma questo significa forse che Trump non sarà messo sotto accusa? Non necessariamente…
Trump è nella posizione in cui sta per una ragione. Trump è una pedina utile sotto molti aspetti finché la sua influenza sui conservatori rimane forte e finché la sua posizione può essere sfruttata al massimo. Per esempio, nello scenario per me più probabile un crack di borsa segue rapidamente la caduta attuale dei fondamentali prima delle elezioni del 2020. Questo assicurerebbe globalmente la disfatta di Trump in novembre, dato che i suoi sostenitori conservatori e i suoi principî conservatori in generale sono responsabili della catastrofe. Ma che cosa succederebbe se le élites cercassero di aggiungere nel pentolone altra confusione ?

Un impeachment che porti a un’elezione, che abbia un buon esito o no, potrebbe essere utilizzato per fare arrabbiare I conservatori e scatenare una reazione violenta contro i democratici in particolare. Se Trump perdesse le elezioni o non vi partecipasse neanche a causa di un impeachment questo produrrebbe una serie di risultati favorevoli ai globalisti, anche se Trump è una delle loro marionette:

1 – Lo scenario dell’ impeachment farà sì che le forze di sinistra estremiste si sentano giustificate per i loro comportamenti insensati di questi ultimi anni. Questo li gratificherà e li incoraggerà ad agire in modo ancora più imprevedibile.

2 – I conservatori potrebbero essere spinti agli estremi di un’azione diretta, ma sfortunatamente, se questa azione diretta avrà per avventura come obiettivo la sinistra politica e i democratici, i conservatori si faranno scoprire. I globalisti VOGLIONO che noi ci battiamo per una marionetta insignificante come Trump. VOGLIONO che noi rivolgiamo la nostra collera contro i democratici piuttosto che contro di loro.

3 – Se noi siamo abbastanza stupidi da fare una guerra per Trump, le conseguenze saranno pregiudizievoli. Anche se si sentiranno giustificati nelle loro azioni, I conservatori appariranno come cattivi, che lottano per proteggere un dirigente che ha distrutto l’economia americana e che ha causato indicibili sofferenze pubbliche, ed anche come un dirigente che la maggior parte della gente del mondo vedrà come personalmente corrotto. Trump non è una motivazione che resisterebbe a lungo per una ribellione, e non è neanche una buona motivazione a breve termine

4 – Le rivolte hanno bisogno di appoggiarsi su un insieme robusto di principi e di virtù per sopravvivere. Se si tratta di combattenti per la libertà, l’establishment cercherà di dare l’impressione che non siano dei Combattenti della Libertà, ma dei terroristi o degli agenti di una potenza straniera che si serve di loro. Questo processo è già stato avviato dalle élites. Trump è lo strumento di Cooptazione del Movimento per la Libertà. La sua destituzione potrebbe essere l’innesco che incita il movimento a ribellarsi con dei pretesti falsi e ad attaccare i cattivi (le sinistre non sono che un sintomo della malattia, la malattia sono i globalisti).

5 -Una guerra civile che non cerca di mettere nel mirino i globalisti come problema fondamentale, potrebbe essere facilmente trasformata dai globalisti nel capro espiatorio per la calamità che desiderano. Un crac economico sotto Trump getterebbe la riprovazione sui conservatori. Ma un crack economico Connesso con la destituzione di Trump attribuirebbe tutta la responsabilità ai conservatori. I conservatori diventerebbero i cattivi dell’epoca, quelli che hanno rischiato di mettere termine al nostro mondo, le persone circa le quali insegneremo alle generazioni future che bisogna disprezzarle come esempi dei ” mali del nazionalismo e del populismo “.

6 – Una guerra condotta in nome di princìpi sbagliati e di un dirigente fallito sarebbe una buona ragione per cercare una risposta internazionale alla crisi. Ancora una volta, non si tratterebbe del saccheggio della sovranità americana, ma di un tentativo globale di “mantenere la pace”.
Qual è dunque la soluzione? Si tratta di una trappola senza uscita dalla quale i conservatori non possono sfuggire? Ho sostenuto a lungo che una guerra tra i militanti della libertà ed i globalisti è inevitabile se non che questa si fa aspettare da molto tempo. Anche i globalisti sanno che questa guerra arriverà. Le tattiche di guerra di quarta generazione impongono che i globalisti cerchino di condurre i militanti della Libertà a portare questa guerra sul loro terreno. In altri termini, i globalisti cercheranno di fare di noi (loro avversari) degli involontari alleati. La strategia di mettere sotto accusa Trump potrebbe fornire loro benissimo questo tipo di leva psicologica.
Numerosi conservatori vi vedrebbero un colpo di stato del Partito Democratico e una violazione della Costituzione. Con degli attivisti di sinistra così disperatamente settari che sono al di là di qualunque logica o ragionamento, la sinistra politica e la destra politica potrebbero finire per spararsi reciprocamente addosso comunque. Si tratta di vedere sotto quale tipo di narrazione questo avverrà.
Se i militanti della Libertà restano concentrati sull’obiettivo primario di estromettere i globalisti dal potere, invece di farsi trascinare a concentrare tutta la loro energia sui democratici, allora lo scenario cambia. Se i conservatori rimangono scettici e critici nei confronti dei sodali di Trump e delle sue attività, è difficile per le élites presentare noi come “le camicie brune di Trump”.
Certe persone all’interno del Movimento per la Libertà non sono state utili a questo scopo, avendo ciecamente difeso Trump in ogni occasione, senza considerare quanti rappresentanti delle élites inserisce nel suo governo o quante volte si attribuisce il merito della bolla economica. Hanno fatto appello a una guerra civile per impedire la destituzione di Trump e sono diventati degli utili idioti per l’agenda globalista.

Se si fa una guerra, questa deve concernere un insieme concreto di divergenze. Se un Democratico entra alla Casa Bianca dopo le elezioni del 2020 e cerca di introdurre importanti misure di controllo e di confisca delle armi da fuoco, allora vi è una ragione perfettamente concreta per lottare. sì cercano di imporre del restrizioni sull’anidride carbonica che distruggerebbero quello che rimane della nostra economia e causerebbero sofferenza alla popolazione, allora questa è un’altra buona ragione per lottare. Se cercano di approvare delle leggi di programma sempre più Socialista, uscendo dai limiti della Costituzione e tassando la popolazione per tenerla in una perpetua povertà, allora si, dovremo lottare. Ma Trump no, Trump è un Pifferaio Magico, non un leader o una giustificazione per la guerra civile.
A questo punto mi rendo conto che lo scenario che ho descritto sopra è estremo, ma lo vedo come una possibilità e dunque è importante riconoscere che c’è ed attende di essere utilizzato contro di noi dall’establishment. Detto questo, vi sono altri scenari futuri che risultano più probabili. La destituzione di Trump potrebbe spingere i conservatori a votare in maggiore numero nel 2020, e se i mercati rimangono buoni per tutto l’anno, allora probabilmente si può pensare a un secondo mandato di Trump. Un secondo mandato indicherebbe che le élites hanno bisogno di Trump per un altro avvenimento, magari una guerra regionale, oltre al crack di borsa che si verificherebbe Immediatamente dopo la sua rielezione.
La faccenda dell’Ucraina potrebbe essere stata organizzata per minare la candidatura di Joe Biden, aprendo così la strada sia a Bernie Sanders, sia a Elizabeth Warren (non vedo seriamente una seconda corsa per l’investitura di Hillary Clinton nelle carte, Bloomberg è una favoletta anche per molti democratici e continuo a prevedere che Elizabeth Warren sarà la candidata democratica per il 2020). Se I mercati collassano o se i fondamentali che stanno andando in malora attualmente colpiranno con abbastanza forza l’uomo della strada, allora Trump sarà cacciato e i democratici prenderanno il potere, incolpando lui e i conservatori per qualunque disastro finanziario per i prossimi quattro anni (o anche di più)

A questo punto del gioco è difficile dire quale opzione utilizzeranno i globalisti. Intanto è vitale che noi ci ricordiamo che l’impeachment è una farsa sotto più di un punto di vista. L’obiettivo non è Trump, l’obiettivo siamo noi.

 

Brandon Smith

Fonte: ttps://lesakerfrancophone.fr

Link: https://lesakerfrancophone.fr/la-destitution-de-trump-et-le-scenario-de-la-guerre-de-secession

12.11.2019

Traduzione per comedonchisciootteorg a cura di GIAKKI49

Pubblicato da Davide

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Un commento

  1. Questa è la narrazione più convincente che abbia letto che posizioni Trump come alleato dei globalisti “sotto mentite spoglie”.

    E il solo fatto che la candidatura della pazza bionda come presidente sarebbe stata archiviata mi consola alquanto.