René Zittlau
forumgeopolitica.com
Introduzione
La classe politica tedesca è unita più che mai dai tempi dell'ultimo crollo. Questo è il risultato di uno sviluppo iniziato sotto il cancelliere Schröder e con la partecipazione della Germania alla guerra provocata dalla NATO contro la Jugoslavia indipendente. Tuttavia, il segnale di partenza effettivo era arrivato durante il mandato della cancelliera Angela Merkel, figlia di un pastore, abilmente coadiuvata da un pastore guerrafondaio [Joachim Gauck, N.D.T.] che ricopriva la carica di presidente federale.
Purtroppo, quest'attuale unità nella politica federale non riflette la saggezza storica. Non è la prova che, guidati dall'umanesimo e dall'impegno per la pace, si siano imparate lezioni dagli orrori del passato della Germania. Al contrario, questa tanto celebrata unità denota una sorta di desiderio di autodistruzione.
La situazione politica tedesca attuale in cifre
Qualche giorno fa, il governo tedesco ha pubblicato i dati relativi al bilancio federale per il 2027 e al piano finanziario per il periodo 2026-2030. Ecco la tabella riassuntiva:

Il punto 14 definisce l'orientamento, ovvero le spese previste dal Ministero federale della Difesa. Entro quattro anni, la spesa diretta per la difesa raddoppierà. Tuttavia, manca ancora un dato cruciale per contestualizzare queste cifre impressionanti. Nel 2027, per poter erogare un totale di 555,435 miliardi di euro dalle casse pubbliche, di cui quasi 110 miliardi destinati alla spesa diretta per la difesa, è necessario disporre di entrate corrispondenti.
Sul sito web del Ministero federale delle Finanze troverete la cifra che state cercando:

Le entrate fiscali sono quindi ben al di sotto di quelle previste. Il governo tedesco deve continuare ad indebitarsi per finanziare la folle corsa agli armamenti promessa alla NATO. Stiamo parlando della astronomica cifra di 200 miliardi di euro, oltre un terzo del bilancio nazionale.
Ma, attenzione. Nemmeno questa ingente spesa copre tutti i costi della difesa.
Il 25 giugno 2025, il Ministero federale della Difesa aveva fatto il punto sul vertice NATO dello scorso anno. La dirigenza del Ministero informava con orgoglio e fervore i lettori:
“La spesa per la difesa degli Stati membri dovrà aumentare fino al 3,5% del prodotto interno lordo (PIL), includendo, ad esempio, equipaggiamenti militari e stipendi per i militari. A questa cifra si aggiungerà l'1,5% destinato ad aree connesse alla difesa e alla sicurezza, come infrastrutture, industria e resilienza, ovvero la protezione delle infrastrutture critiche, del cyberspazio o l'ampliamento di strade e ponti adatti all'uso militare. Questi obiettivi dovranno essere raggiunti entro il 2035.”
La cifra apparentemente innocua del 3,5% del PIL – o la modesta cifra dell'1,5% del PIL – deve essere scomposta per comprenderne la vera portata e, di conseguenza, la direzione dell'attuale politica tedesca. Ciò che è previsto per il 2035, suddiviso in cifre per l'anno 2025, si presenta così:
Nel 2025 il PIL tedesco ammontava a 4.469 miliardi di euro. Il 3,5% destinato alla spesa diretta per la difesa avrebbe rappresentato 156 miliardi di euro, mentre l'1,5% nascosto nelle voci di bilancio civile a causa delle esigenze militari avrebbe aggiunto altri 67 miliardi, portando la spesa militare totale dello scorso anno a 223 miliardi di euro, secondo le stime della NATO. Questa enorme somma rappresenta poco meno del triplo della spesa effettiva per la difesa nel 2025. E 223 miliardi corrispondevano al 42,5% del bilancio nazionale totale per il 2025, in altre parole, quasi la metà.
Nel 2035, il 5% del PIL rappresenterà ancora una cifra estremamente considerevole, che graverà pesantemente sul bilancio. Data la continua deindustrializzazione della Germania, con tutti i relativi oneri economici e fiscali – tra cui, molto probabilmente, un calo significativo delle entrate tributarie – questo 5% sarà ancora più difficile da sostenere in futuro rispetto a oggi.
Un paragone che nessuno vuole fare
Che ci piaccia o no, queste cifre e il disagio che suscitano inducono gli osservatori più attenti, sia dal punto di vista politico che storico, a riflettere su come stavano le cose "allora".
Il governo federale tedesco coglie ogni occasione per far sapere all'opinione pubblica che "i russi" usciranno dalla loro madrepatria entro il 2030 al più tardi, o forse già nel 2029, anche se si parla di date ancora più ravvicinate, per dirigersi verso Occidente. Non ci soffermeremo qui sulla veridicità di queste astruse affermazioni. Ma il popolo tedesco, il "popolo tedesco", non aveva forse già atteso invano i "bolscevichi" allora? Già allora si pianificava uno scenario che si era concretizzato solo quando la Germania aveva convinto "i russi", con i mezzi e i metodi più brutali e barbari, che la conquista di Berlino fosse assolutamente necessaria.
Riguardo al periodo prebellico, ho trovato le seguenti cifre:
“Le spese militari della Germania dal 1934 al 31 agosto 1939, per tutti e tre i servizi delle forze armate, comprese le spese relative al riarmo, erano ammontate a 60 miliardi di marchi. Nello stesso periodo, la spesa pubblica totale della Germania era stata di 101,5 miliardi di marchi; in altre parole, le spese militari avevano rappresentato il 59,1% del totale”.
Conclusione
L'obiettivo della NATO – ripartito fino al 2025 – di destinare il 5% del PIL al finanziamento delle spese militari dei Paesi membri entro il 2035, corrisponde, in termini reali, al 42,5% del bilancio nazionale tedesco. In "tempo di pace". Questa cifra non include le spese (militari) aggiuntive per l'Ucraina, fornite direttamente dalla Germania all'Ucraina o arrivate a Kiev tramite la NATO e l'UE.
Il 42,5% più altre spese di guerra per l'Ucraina mettono quindi in luce un parallelismo con il 59,1% delle spese di bilancio nella Germania prebellica nel periodo dal 1934 al 31 agosto 1939.
Ciò solleva inevitabilmente delle domande.
Di quanto (denaro) c'è ancora bisogno per raggiungere la nuova qualità prevista, ovvero la guerra? In altre parole: qual è la reale differenza percentuale tra il 2025 e il periodo di riarmo che va dal 1934 al 1° agosto 1939, ovvero il 59,1% di quel periodo?
Quanto tempo manca ancora al "nostro" 1° settembre?
E quanto tempo ci vorrà fino all'8 maggio?
René Zittlau
Fonte: forumgeopolitica.com
Link: https://forumgeopolitica.com/article/the-manifestation-of-a-political-and-intellectual-moral-regression
24.07.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org
oriundo2006 26 luglio 2026
La regressione esiste.E' innanzitutto mentale, volitiva, di scarsissimi se non del tutto carenti obiettivi oltre il quotidiano.
E ancora.
E' regressione di porzioni enormi dell' umanità che abbiamo di fronte, uomini e donne compresi. Di una sostanziale difficoltà a pensare, a capire anche le cose più semplici, fatto agggravato dalla complessità del mondo moderno, ben olte le competenze settoriali che richiede.
Scatole chiuse incomprensibili.
Ma anche queste facoltà settoriali paiono in regresso, in decadenza pura e semplice oppure colpite da disinteresse lavorativo. Sempre meno persone capiscono davvero il mondo che le circonda e la più parte neppure ci prova. Anche nelle cose più semplici esiste questo 'divieto a pensare'.
Divieto a chiedersi il perchè.
A parlarne: nche nel lavoro.
Questo è manifestato dall' irretimento generale verso forme ludiche triviali o banalissime, facile valvola di sfogo senza approfondimenti di nessun genere.
Si deve vedere e partecipare senza capire.
Questa 'caduta tendenziale del saggio di intelligenza generale', per adattare una vecchia tesi all'oggi, è però utile a far sì che l'intelligenza NON vada a servizio del dominio.
Del mondo 'di sopra', che sappiamo come polarizzi con estrema efficacia i desideri individuali di promozione sociale.
Chi le cose le decide e si aspetta che servi le eseguano con competenza e solerzia si scontra con una impossibilità pratica: un muro enorme fatto di mancanza o di bassissima capacità realizzativa.
La prova finale del mio ragionamento sta nello sviluppo parossistico dell' Intelligenza Artificiale.
Questa deve surrogare la mancanza anzidetta e a questo punto la regressione è una forma di difesa, l' unica di cui dispongano ampie masse umane disperate: perchè la regressione è sempre disperazione interiore di fronte ad un mondo che non si riesce a cambiare, di fronte a situazioni di cui non si può vedere una via d'uscita praticabile.
Alla portata di tutti.
Ci sarà finalmente questa via d'uscita ?