IO E VOI CHE LEGGETE, POVERI STRONZI, DI NUOVO FOTTUTI DAL POTERE

IO E VOI CHE LEGGETE, POVERI STRONZI, DI NUOVO FOTTUTI DAL POTERE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Dio mio, il Potere ci ha fottuti di nuovo, poveri stronzi che siamo tutti noi scribacchini dall’Antiqualcosa, e tutti voi tossicomani della Rete. Poveri, poveri gonzi, la pena che facciamo è straziante. Ditemi, dove risiede la stanza dei bottoni di questo meraviglioso web? Sta in America, fra le mura dell’ICANN, per fare un esempio, ma sta lì, nelle corporate rooms di quel Paese, proprio quello, chiaro? E allora, allora, ma vi sembrava possibile che sta gente ci regalasse una macchina da guerra immane con cui fargli un mazzo così? Ma vi sembrava possibile che se ne stessero inerti a guardare mentre le ‘belle anime’ del pianeta si armavano di blog, news networks, social networks, siti, forum, video, piazze virtuali, per spaccargli la schiena? Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi… i padroni del mondo, gente così secondo voi è idiota? Stanno tremando di paura, secondo voi, ogni volta che cliccano su Democracy Now, su Znet, o su Grilloblog? Oppure se ne stanno rilassati nelle loro suites di Londra, Roma, Parigi e Manhattan? La seconda. Ecco perché, e vien da piangere.


La Rete esiste in media nelle nostre case dalla metà degli anni novanta, oggi siamo nel 2010. Diciamo quindici anni. Prendiamo i quindici anni prima dell’arrivo del web, 1980-1995. I mezzi di comunicazione e di organizzazione civica fra cittadini attivi di quell’epoca erano l’equivalente del biroccio col mulo a confronto di ciò che la Rete ci ha reso disponibile, cioè lo Space Shuttle. Il paragone calza, anzi, forse è anche inadeguato. Meglio la cerbottana a confronto con la portaerei USS Enterprise. Se io munisco un uomo di cerbottana per difendersi dal suo nemico, mi aspetto una lotta. Se gli fornisco una portaerei nucleare e aerei supersonici mi aspetto un altro tipo di lotta, oserei dire più efficace, cioè un altro risultato, ben altro. E cosa abbiamo fatto noi con i nostri ordigni al plutonio nuovi di zecca? Sapete qual è la risposta? E’ che ne abbiamo fatto un videogioco planetario, e gli stiamo davanti istupiditi, drogati, nevrotizzati, ma anche compiaciuti nel più straziante autoinganno globale della Storia. Non abbiamo fatto esplodere una singola bomba, il nemico è illeso, anzi, rafforzato, con forse l’unica preoccupazione quella di pulirsi dal fondo dei pantaloni la polvere dei petardini che ogni tanto la nostra portaerei gli butta fra i piedi. Questa è la realtà, Dio mio. Come abbiamo fatto a ridurci così?



Di nuovo una risposta: è stato possibile perché, come vado denunciando da anni, la massa delle ‘belle anime’ occidentali si ostina a non voler capire cosa sia il Potere, o meglio, si ostina a non voler vedere l’entità della scaltrezza del Potere. Se solo qualcuno di noi si fosse arrestato di fronte al primo click in rete quindici anni fa e si fosse fatto le domande che ho scritto sopra, se ci fossimo subito chiesti “Alt, calma, che è sta roba che ci hanno scodellato, alt, cosa sta cucinando il Potere qui?”, forse non saremmo a sto miserabile punto. Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio, e cioè, udite, l’ennesimo prodotto di consumo compulsivo della loro Esistenza Commerciale e Cultura della Visibilità, cioè di nuovo un ulteriore passo verso l’abisso della paralisi civica. Esattamente ciò che loro vogliono ci accada. Ed è accaduto, siamo sempre più inerti, noi, manica di deficienti convinti di essere in lotta ogni mattina quando clicchiamo in questo web che figlia informazioni a ritmo frenetico come un colossale brodo batterico fuori controllo. In lotta noi, ingozzati d’informazione oggi a un ritmo così stordente che neppure il tetro immaginario di George Orwell l’avrebbe potuto concepire come macchina di annullamento civile. Lotta? Ma dove? Ma i risultati li vedete? Lo ripeto, abbiamo in mano una portaerei nucleare quando solo pochi anni fa avevamo le cerbottane, e cosa è cambiato?

Gli uomini e le donne delle cerbottane vissero in un mondo manifestamente imperfetto, ma date un’occhiata: nell’Italia dei mezzi d’informazione collosi, pochi, e blindati dalla Democrazia Cristiana-Vaticano costoro furono capaci di ribaltare la Storia del Paese con divorzio e aborto, difeso quest’ultimo poi nel 1981 con un referendum da record (67%), in un’affermazione di volontà civica unica al mondo in questo ambito. Le donne italiane nell’era in cui i computer erano scatole di dimensioni industriali seppero prendere il maschio latino per le orecchie e ficcargli la testa nei pannolini puzzolenti dei figli, le braccia sui manici del passeggino, e si ritagliarono una larga fetta di dignità in un mondo tutto di pantaloni. Non la perfezione, ma un salto in avanti storico. E, sempre senza Internet col suo immane seguito di starnazzamenti, gli operai italiani soffocarono il terrorismo rosso dopo l’assassino di Guido Rossa nel gennaio del 1979, di nuovo una dimostrazione di forza civica ammirevole se si considerano le tremende condizioni lavorative operaie di allora, sulle quali la tentazione di scadere nella violenza poteva avere una facile presa. I magistrati dell’Italia di Fantozzi presero di petto gli scandali petroliferi, quelli dei colossi imprenditoriali di Stato (IRI), scoperchiarono la P2, e poi ci fu Tangentopoli, altro capitolo storico senza precedenti forse in tutto l’Occidente che trovò impeto senza blog, V-day, senza i ‘paladini’ e i loro diecimila libri e video. Un capitolo questo che di nuovo fu difeso dall’Italia dei rudimentali fax nell’estate del 1994 (decreto Biondi salva ladri) con una quasi insurrezione popolare (mai più vista da allora così veemente). In quello stesso anno la tenacia decennale di un popolo in stracci e costretto alla schiavitù, unitamente al lavoro di migliaia di attivisti europei armati di telefoni se andava bene, sconfisse l’Apartheid in Sudafrica. Poco prima era crollato il muro di Berlino, portando fra le altre cose all’unificazione della Germania, dove io ricordo l’esistenza di vibranti forze civiche anti imperialiste e anti nucleari di cui ora, col nostro stupefacente web, non si trova più traccia. E al nucleare, l’Italia del TG1, TG2 e TG3 seppe nel 1987 porre un freno netto, in un referendum che toccò punte dell’80% di cittadini contrari all’atomo, che oggi invece rialza la testa nell’indifferenza quasi generale. Gli anni delle cerbottane, dal 1980 in poi, videro anche l’esplosione della consapevolezza ambientale grazie a Greenpeace, e il crollo di dittature fra le più atroci della Storia moderna, in America Latina; lì lottarono per sbarazzarsi non dico di un Berlusconi, o della Camorra, ma di un impero neonazista finanziato e armato dalla più grande potenza mondiale, delle sua infinite camere di tortura e dei campi di concentramento. Lottarono morendo a decine di migliaia in condizioni disumane, e nessuno di loro mai cliccò un mouse, non c’era Facebook. Nel 1984, con una telecamera e un aereo bimotore, un singolo reporter, Mohamed Amin, portò sugli schermi del mondo la tragedia della fame in Etiopia, salvò milioni, l’ondata di indignazione mondiale costrinse i Paesi ricchi a mettere in agenda la fame dei poveri per la prima volta. Amin morì prima ancora che nascessero i blog. E così fu, in una lunga scia di vittorie contro la barbarie nell’era delle cerbottane.

Poi arriva la Rete, ohhhhh! Tutto quanto sopra viene in teoria potenziato nelle stesse proporzioni in cui lo Tzunami potenzierebbe l’ondina della risacca serale. I cittadini attivi del pianeta, i combattenti per la giustizia, scendono dal mulo e salgono sull’Eurostar, gettano la fionda e imbracciano i missili Cruise. E allora tutti con lo sguardo proteso in avanti in trepidante attesa di un’imponente rimonta, di un mondo migliore.

Negli anni che vanno dal 1995 a oggi la povertà nel Sud del mondo è salita a 2,7 miliardi di esseri umani, di cui un miliardo sopravvive con 1 dollaro al giorno rispetto agli 800 milioni di dieci anni fa (+200 milioni). La crisi finanziaria dell’anno scorso ne ha aggiunti 53 milioni, che rischiano la soglia della povertà. Negli Stati Uniti di oggi quasi 50 milioni di persone soffrono la fame, cioè non possono nutrirsi più di una volta al giorno; in Italia adesso il 17% delle famiglie è in grave difficoltà, rispetto al 10% ‘tradizionale’, l’11,2% non arriva a pagare le spese mediche, infatti un italiano su 5 non fa visite specialistiche per povertà. Oggi un 10% di italiani ricchi possiede la metà di tutta la ricchezza, un aumento di concentrazione notevole secondo la Banca d’Italia. E mentre la crisi alimentare sta uccidendo nel mondo numeri senza precedenti, i 12 miliardi di dollari promessi all'inizio del 2009 dai potenti per sradicare la fame (Millennium Development Goal) non si sono materializzati, mentre per salvare le banche ne sono stati spesi dai cinquemila agli undicimila di miliardi di dollari, secondo le stime. Ma cliccando sui mouse della nostra nuova macchina da guerra abbiamo eletto Obama!, certo. Cioè sfruttando la coglionaggine di milioni di attivisti di tastiera si è permesso a un truffatore guerrafondaio, omertoso protettore della CIA, filo sionista di ferro, baciapile dei banchieri che oggi ha il gradimento più basso nella storia delle presidenze USA dai tempi di Dwight Eisenhower, di occupare il posto di uomo più potente del mondo. Che risultato! Navigando con la nostra portaerei le portentose onde dei blog d’informazione, contro-informazione e contro-contro-informazione a suon di decine di milioni di articoli e video ci siamo fatti scappare dai buchi del radar circa 68 guerre, di cui due, Iraq e Afghanistan, nonostante abbiamo ricevuto la più ampia esposizione mediatica della Storia umana. Ah, scordavo, ci è scappato nell’era della trincea di tastiera anche il ritorno in grande stile della tortura, dibattuta tranquillamente sui banchi parlamentari figli di Cesare Beccaria, povero Cesare. La spesa militare globale del 2008, secondo SIPRI, è stata di 1.464 miliardi di dollari, con un aumento del 45% rispetto a dieci anni prima, altra risonante vittoria dei pc internettiani. Nell’era del web assieme all’onanismo dei social networks è esploso anche il nuovo Panic Marketing, quello della mucca pazza, di Ebola, della Sars, dell’Aviaria, della Suina, quello che ha il doppio scopo di distrarci in massa dalle questioni concrete e di alleggerirci il portafoglio, e lo sapete, vero, che a proposito di questo noi italiani siamo adesso in passivo per 184 milioni di euro cacciati nel pattume della Suina? E mentre noi cittadini cybercombattenti civici facciamo le ore piccole per non perderci la denuncia numero 430.871 del paladino numero 346 sul blog 5.329 dove sono postati i commenti numero 3.786.987.760, capita che i diritti dei lavoratori si siano estinti… ci siamo distratti un attimo e puff, non ci sono più. Oggi il 52% degli elettori di Berlusconi, di Berlusconi!, approva le occupazioni delle fabbriche da parte di operai disperati; i due terzi dei leghisti approva la mobilitazione della CGIL, e l’80% degli italiani sostiene i picchetti davanti alle fabbriche. Significa forse che un’ondata di sinistra sta spazzando l’Italia? No, significa che un’ondata di disperazione senza precedenti sta spazzando elettori a 360 gradi trascinati mai come oggi di fronte al crollo del bene essenziale del lavoro. Un milione e seicentocinquantamila lavoratori italiani se perdessero il lavoro non avrebbero neppure un euro dallo Stato. Il 61% di tutto il lavoro precario italiano è giustificato unicamente dalla “tendenza a ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”. Ma non eravamo noi, i cittadini attivi, che armati di webpower dovevamo migliorare la Storia? Perché sta tutto peggiorando nonostante il tripudio di megawatt di potere informativo e formativo della Rete? Quando il pool di Mani Pulite spedì in pensione (più che in galera) la classe politica della prima Repubblica non c’erano Grillo, Travaglio e i loro seguiti immani in Rete. Oggi ci sono, ma a detta dello stesso autorevole Travaglio le cose in quanto a mazzette sono molto peggio di prima (si legga il suo Mani Sporche). Silvio Berlusconi ha vinto quattro mandati, nonostante il Vajont di sputtanate che la Rete gli ha riversato addosso, la sinistra sta al British Museum accanto alla stele di Rosetta. Le Mafie aumentano gli introiti ogni anno, oggi sono a circa 91 miliardi di euro di bottino. L’Europa ci toglie le costituzioni nazionali e la sovranità col Trattato di Lisbona, che di nuovo è filtrato indenne attraverso la nostra possente Rete fottendosene della prerogativa democratica di 500 milioni di cittadini. La lotta al riscaldamento globale ristagna. I banchieri impoveriscono il mondo per dodicimila miliardi di dollari in 12 mesi truffando i cittadini, ma neppure uno di loro finisce in galera, anzi, molti incassano bonus milionari. Le donne dell’era web ridotte a pezzi di scottona sculettanti che hanno orgasmi negli spot con lo yogurt o strusciando un piano cucina, ridotte con l’ano zoomato in edicola o a essere viste ma non udite in Tv. Avete più visto una protesta nelle strade? E infine Haiti. Cosa abbiamo fatto noi eroi del web attivo, noi combattenti di tastiera per gli ultimi della terra? Vorrei che vi fosse un solo essere umano ad Haiti oggi, vivo o morto, che abbia lasciato scritto “dal 1995 le cose sono cambiate qui. Grazie ‘belle anime’ di Internet”. Nel 1994 il loro presidente democraticamente eletto, Jean Bertrand Aristide, fu rimesso da Clinton al suo posto dopo che la CIA nel 1991 aveva pensato bene di cacciarlo, dato che ahimè gli haitiani avevano avuto il coraggio di votare per il solito partito sbagliato (cioè quello che piaceva a loro e non a Washington). Ricordo bene da cronista che in occasione del golpe del ’91 un certo clamore di stampa si era fatto sentire. Dieci anni dopo, nel 2004, di nuovo Francia e USA decisero che Aristide non era accettabile, lo caricarono letteralmente impacchettato su un aereo diretto in centro Africa, e ripresero a succhiare il sangue alla popolazione stremata dai SAP del Fondo Monetario Internazionale. In un rapporto del Dipartimento di Stato americano di allora si leggeva che “il commercio per export e le politiche d’investimento che imponiamo, schiacceranno senza pietà i coltivatori di riso ad Haiti”. Ma nel 2004 avevamo la Rete, i mouse al plutonio, i missili web, i blog nucleari… esplodemmo due petardi. Mi fermo qui, ai piedi di quei 200.000 morti.

La conclusione che propongo è chiara. L’arrivo di Internet nelle trincee della lotta sociale non ha migliorato il mondo, né l’Italia, anzi. Questo perché, come ho già scritto, il suo scopo era e rimane quello di drogare milioni di persone comuni, e di far scadere i pochi attivisti in una patologia ossessiva da attivismo di tastiera che li rendesse del tutto inutili. Ci sono riusciti, il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri, ed esseri umani per millenni prima di loro, hanno saputo fare per cambiare il loro mondo. Ed è per questo che io ridicolizzo chi come Antonella Randazzo pretende sovvenzioni perché deve poter dedicare ancora più tempo a scaricare in questa casa di pazzoidi drogati ancora più informazioni. Ecco perché attacco Travaglio e i suoi partner dell’Industria della Denuncia e dell’Indignazione, che significa altre tonnellate di informazioni riversate in questa allucinante discarica del web per produrre solo il nulla. Mentre l’Italia marcisce e il mondo muore. Ecco infine perché dico da tanto tempo che ogni singolo cittadino occidentale sa da decenni e alla nausea cosa non va, la tragedia è che non sa più cosa farci.

E allora, cari colleghi di Paolo Barnard, tu Paolo Barnard e voi tutti popolo del web: il web è stato creato per toglierci definitivamente le palle, non ci serve a nulla nella guerra col nemico. Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi, piantiamola di pubblicare a raffica (noi autori e voi siti), ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo? Perché il Potere mi ha fottuto, ancora una volta?

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=174

18.01.2010

Commenti (63)

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    1. tixgo 19 gennaio 2010

      SO CHE NON DOVREI POSTARE PIU' COMMENTI SECONDO L'AUTORE, MA QUESTO ARTICOLO E' AIME' LA DESCRIZIONE PERFETTA DEL NOSTRO RICOGLIONIMENTO ODIERNO.
      COMUNQUE, IO AI "DROGATI" DEL WEB 2.0 AGGIUNGEREI ANCHE I DROGATI DEL 90° MINUTO, GF 10 E SIMILI CHE, ANCHE SE HANNO 1000€ AL MESE (A PROGETTO) E DEVONO MANTENERE LA FAMIGLIA, SI RINCOGLIONISCONO E SE NE SBATTONO DEI PROBLEMI GENERALI FINCHE' NON GLI ARRIVA LA MERDA ALLA GOLA (OVVERO ADESSO).

    1. Altrove 19 gennaio 2010

      Condivido per la maggior parte paolo, però non scordiamoci che il potere è anche vittima di se stesso. Non vi è un solo gruppo e a testimonianza di questo sta il fatto che siamo ancora vivi. Adesso "l'impero" non è lo stesso di anni fa, ha anche lui le sue belle gatte da pelare con gli "altri poteri" che prendono via via sempre più piede e non lo temono più. Se c'è un momento adatto per fare qualcosa, quel momento si sta avvicinando molto rapidamente. Ma non mi va di fare analisi, piuttosto di spingere tutte quelle piccole persone che hanno voglia di fare ad avere fiducia in se stessi e di aiutarci a vicenda. Sono completamente d'accordo che questo dovrebbe essere solo un luogo metafisico dove poterci auto organizzare e cooperare.
      Se ci mettiamo a sbraitare perfino tra noi siamo anche stronzi...

    1. Altrove 19 gennaio 2010

      Perchè non ci contattiamo e raccattiamo chi ha voglia di cominciare a buttare giù un po' di cose sensate? [email protected]

    1. Altrove 19 gennaio 2010

      Sottointeso non significa assolutamente nulla, mi sembra che tu legga in modo errato tra le righe. Spegni internet significa solo: ormai con tutta la roba che hai letto e che vedi dovresti sapere come stanno le cose. Smettila di riempirti di dati, usa sta roba per fare qualcosa. Dobbiamo usare il web per aiutarci e coordinarci e non per essere sommersi di dati. A me sembra una buona proposta...

    1. Altrove 19 gennaio 2010

      Mi spiace lucoli, ma parla per te. Io di persone che di sacrifici ne fa ne ho conosciute molte. La mia famiglia ha fatto tanti sacrifici e piccoli risultati li ha ottenuti... Se penso a tutto quello che ho visto da bambino e di come è facile
      poter rinunciare a tutto ciò di cui non hai bisogno. Forse è vero, abbiamo grandi mezzi, ma voglia di fare zero...

    1. Davide71 19 gennaio 2010

      Ciao a tutti:
      non sono riuscito a leggerlo tutto lo sfogo di Paolo Barnard, ma lo capisco.
      Quello che dovrebbe capire lui é che il Potere di cui sta parlando si sorregge non soltanto sull'uso della forza, ma anche e soprattutto sulla corruzione. Purtroppo bisogna che ci rendiamo conto che tutti bramiamo in una qualche misura il possesso delle comodità del mondo moderno, dei suoi svaghi e dei suoi divertimenti. Perciò siamo "corruttibili".
      Ma il potere, da quando è vecchio il mondo, ha sempre avuto a disposizione un'altra arma potente, cioé l'ideologia (fino a 500 anni fa era la religione). Oggi l'ideologia non esiste più, perciò il potere é in qualche modo "privo di rotta". Esso si è perciò trasformato in un "sistema" immobile come un fungo, con l'unico scopo di perpetuarsi nel tempo indipendentemente dal destino degli esseri umani che lo vivono. Con una metafora, il Sistema é in stato di "morte cerebrale" ed é tenuto in vita dalle macchine.
      In sostanza Barnard non capisce che sta cercando di uccidere un qualcosa che è già morto! Quando Qualcuno spegnerà le macchine succederà quello che Barnard spera, ma si deve anche rendere conto che in quel momento il denaro cesserà di avere valore e che lui, come la maggior parte di noi, era legato a filo doppio con quel potere, e morirà con esso.

    1. Tetris1917 19 gennaio 2010

      Paolo, a parte che tu hai un sito (e come minimo per gestirlo ne devi capire un po' di rete) inoltre pubblichi lavori, almeno uno a settimana. Pero' ti rinnovo una domanda: cosa avviene di cosi' importante e rivoluzionario, dove non si usa internet che questo SISTEMA di interconnessione, ostacola? Te la pongo pure diversamente: tu internet lo conserveresti in una societa’ piu’ libera ed equa oppure verrebbe eliminato completamente?

      Se il computer e’ una lavatrice, internet e’ il vestito da lavare.

    1. lucoli 19 gennaio 2010

      Tra i commenti letti all'oramai solito provocatorio articolo di Paolo, questo è quello che mi trova più in accordo, soprattutto nel finale. Finché non saremo in grado di rinunciare a ciò che questa società occidentale ci ha "dato" (e che per una porzione sempre più grande di persone non è altro che un po' di briciole), compreso la modalità delle stesse relazioni umane (vedi famiglia, così come oggi è strutturata), non cambieremo nulla. E poiché nessuno rinuncia realmente a nulla, tutto resterà così com'è. Il cambiamento possibile potrà seguire fattori contingenti innescati dalla politica scellerata alla base di questo sistema, non per la rivoluzione dei popoli sottomessi.

      Molto più delle mani legate, la mente blindata.

      E non so nemmeno perché lo dico, anche questo non serve a nulla.

      Tanti sogni felici a tutti.

    1. TheKiller 19 gennaio 2010

      salve...io ormai in internet ci sono da una decina d'anni... e devo dire che internet è immateriale...non esiste.... ..quindi in un certo senso è come un telefono...dove si può stare ore e ore a dir cavolate ...o si possono apprendere cose nuove ...o ci si può mettere d'accordo per fare qualcosa nella realtà..... ma da solo internet non cambia nulla... ovvio...
      Quindi tutto ritorna alla realtà...la realtà ci dice dove viviamo, vicino a chi viviamo, che lavoro siamo obbligati a fare per poter soddisfare i nostri bisogni primari e secondari.....e sono queste le cose da cambiare.
      E per quello che ho appreso leggendo questo sito ( utilissimo, grande CDC ), la cosa più importante da fare per migliorare la vita è creare un luogo autonomo dal punto di vista energetico-alimentare ( quindi soddisfare i bisogni primari - comuni a tutti gli esseri umani - casa-cesso-cibo ). Questa dovrebbe essere la priorità di ogni uomo che vuole cambiare le cose...cambiare le cose significa uscire dal sistema economico...e uscire dal sistema economico significa ( o, nell'utopia che mi si sta creando nel cervello ) che ogni cosa che si usa, che si beve e che si mangia, non viene acquistata da uno squallido mega edificio pieno di cose inutili e prodotte sfruttando altri esseri umani, ma prodotte in modo più casereccio.....
      lo so che tutto questo è irrealizzabile... ma a legger tutti i saggi commenti che a ogni post ripetono: non è questo il problema, è quest'altro ancor piu grande; e quello dopo che trova altri problemi, ecc ecc... cioè..... invece di commentare qua sarebbe piu utile usare dei soldi per comprarsi un alberello di frutta e metterlo in giardino ( o in un luogo verde - se nelle grandi città esistono ancora luoghi verdi )... perché secondo me non si possono risolvere i grandi problemi del mondo se non si hanno soldi e potere.... la sola consapevolezza non basta...

      saluti.. scusate per la poca logica del mio commento...

    1. MATITA 19 gennaio 2010

      ammetto che a meta mi sono interrotto e non ho terminato la lettura,forse faro una pessima figura ma un dubbio forte mi viene.
      Non è forse il caso di domandarsi se tutti quei cambiamenti che si sono ottenuti senza l'uso del webb fossero poi cosi utili a migliorare la nostra vita?non è che in essi ,o in buona parte,si nascondi in realtà uno sfascio sociale ulteriore e una perdita di moralità ancora più accentuata?
      Non è che vi è stata mobilità generale per certe questioni ,anche da parte di certe branche dello stato (es. magistratura)solo perchè ai veri poteri,quelli che Paolo denuncia,la cosa faceva assai comodo?
      Degrado morale,perdita del senzo civico,perdita di fiducia nello stato,perdita della fede e allontanamento da principi cristiani (senza i uali pur non essendo io praticante ccredo saremmo ancora al concetto di superuomo,alle caste induiste,ai vecchi soppressi perche malati e inutili,ai bambini nati con handicap buttati vivi nei burroni,ai poveri e agli ultimi Trattati come servi e appestati .......ecc.ecc.)....tutte cose che fanno assai comodo per controllare il pensiero comune.
      Ci è stata data la carota per farci stare buoni perche conveniva a far fare milioni e milioni a certi individui.....ora la cosa costa e i diritti vanno a farsi fottere..
      Su certe questioni,pur avendo ben individuato il nemico,mi sembra che Paolo veda le cose con un poco di retaggio culturale,nonostante tutto con l'asta della propria bandiera ancora ben salda nella mano...in perfetto stile sesantottino..credo sia un limite proprio di molti intellettuali,che siano di sinistra o di destra,laici , atei o credenti, assai difficile poggiare l'asta e cercare di capire veramente......

    1. alinaf 19 gennaio 2010

      Caro Paolo tu hai ragione ma, quando ci si precipita alla lotta si ferma la crescita perchè tutte le energie vengono sottratte agli organi preposti a questa e convogliate verso la periferia per lottare o scappare.
      Dobbiamo riscrivere le esperienze della nostra vita e prima dobbiamo divenire consapevoli e la consapevolezza non è ancora usata ed esercitata a sufficienza. Ci vuole tempo, sì lo so che non ne abbiamo, ma è così.
      Abbiamo ricevuto un programma che ci dice che non siamo bravi abbastanza, che non meritiamo e tutto questo è immagazzinato nella nostra mente originaria, subconscia che elabora 40 milioni di bit al secondo ed è molto rapida ma abitudinaria e ripetiva, fa il play-back di ciò che ha imparato e in molti usano solo questa.
      La coscienza invece, è nella corteccia prefrontale può elaborare solo 40 bit di informazioni al secondo è piccola e lenta lenta ma è lei la creatività.
      In uno stato di emergenza si agisce per mezzo della mente subconscia e se non c'è la piena consapevolezza penso che i problemi non si risolvano.
      Chi vuole può ascoltare quest'uomo. L'ho conosciuto grazie ad un amico in internet. La nuova scienza dice qualcosa di importante, almeno così mi sembra :)
      http://www.youtube.com/watch?v=18BfgLbmMBY&feature=related
      Ciao ciao

    1. robby 19 gennaio 2010

      condivido solo in parte

    1. cassamc 19 gennaio 2010

      Però Paolo sei veramente negativo ti definerei quasi "EMO", se questo mondo non ti piace così tanto allora suicidati che ti devo dire.... Ogni tuo articolo sembra che il mondo sia una gigantesca discarica dove tutti e ripeto tutti sono delle merde. Ora caro Paolo su tante cose che dici hai ragione ma il modo in cui le dici mi fa letteralmente innervosire. Troppo disfattista. Io non so quante persone negli anni 80 conoscevano il bildemberg group io credo in pochi. Ora grazie al web molte persone ne sanno molto di più. La verità è che l'informazione e più in generale il "sapere" è una droga e lo è sempre stata per l'uomo. Il problema come dici te è che a determinate informazioni dovrebbero corrispondere delle reazioni che spesso non ci sono. Vedi Paolo qualsiasi cosa abbia inventato l'uomo comprese soprattutto le ideologie, non sono negative ne positive, dipende solo dal'uomo quale uso farne. Se io uso la clonazione per creare un polmone ad esempio, perchè un altra persona ne ha bisogno e stà morendo ecco che allora l'invenzione risulta utile, ma se clono una pecora intera per farli vivere milioni di sofferenze perchè malata e venuta male allora sono uno stronzo. L'ideologia comunista applicata realmente così come è come diceva marx ci avrebbe condotti a una pace eterna dove tutto quello che è mio è tuo e quello che è tuo è mio, e tutti siamo fratelli e sorelle, ma l'uso che ne è stato fatto nel mondo di questa ideologia bè l'hai visto no. Guarda Cina, Russia, e Cuba.

    1. bstrnt 19 gennaio 2010

      Ebbene sì, Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi e i loro padroni sono dei perfetti idioti!!! Solo un idiota, infatti, può presuporre in un sistema finito una crescita infinita.
      Controllo o non controllo dell'informazione, quando si arriverà al punto di crisi, che a mio avviso non è molto lontano, sarà questione di vita o di morte ... e così, anche qui, si ripeteranno i fenomeni tipo kamikaze e altro che oggi vediamo nei territori nei quali i gonzi globali esportano la loro democrazia, ma essendo, in quel frangente, il fenomeno molto più pervasivo, saranno coinvolti, finalmente, anche gli idioti globali!
      Si è pessimisti nel vedere avvicinarsi velocemente il capolinea dell'umanità, almeno come la conosciamo?

    1. nicus 19 gennaio 2010

      a me non è affatto evidente.

      a me sembra, invece, che stia proprio dicendo di non aspettarci alcuna rivoluzione da internet...

      scusa, ma secondo te come hanno fatto nel '68? si trovavano tutti su famolarivoluzione.com?!

    1. cloroalclero 19 gennaio 2010

      Paolo Barnard generalizza troppo e se la prende col mezzo, quando in ballo c'è il nostro condizionamento. L'epoca è questa e saremmo rincoglioniti anche senza facebook o la rete.
      Ma il problema dell'argomentaz di Paolo è, ripeto, la generalizzazione. La rete usata bene per coordinarsi (con siti strategici, momenti di decisionalita' partecipata ecc..) sarebbe un gran mezzo. E comunque c'è chi, rete o no, è mobilitato e quanto bene. Si tratta della popolazione NO TAV che presidia i siti adibiti allo scavo per non far partir le ruspe.

      Stanno li giorno e notte in tenda con un freddo della madonna, cercano di divertirsi e si danno il cambio a migliaia.
      Non è che questi qui son poveri pirla....
      Certo un'opinione pubblica piu indignata aiuterebbe, ma i millitanti attivi ci sono, come no!

    1. edo 19 gennaio 2010

      Paolo: "Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi".
      Ok Paolo, andiamo tutti a puttane.

    1. redme 19 gennaio 2010

      concordo....sarebbe come dare la colpa a gutenberg di tutte le stronzate che scrivono sui giornali...la storia la cambiano le idee non i mezzi di diffusione....i soliti attacchi di bile di PB...( e in copertina indovina chi cè?)...ciao

    1. ottavino 19 gennaio 2010

      Paolo Barnard, ovvero il pessimismo cosmico......

    1. marco08 19 gennaio 2010

      E fu cosi che ci attaccammo tutti al tubo del gas e privi di ogni speranza finimmo la nostra web resistenza. Caro Barnard questo è il tuo lato meno incisivo. Il web dovresti saperlo è sata la tua unica ancora di salvezza ,ti ha dato modo di far conoscere il tuo caso e apprezzare le tue parole.Ogni nuovo sistema e scoperta ha i suoi lati negativi o positivi basta saperli filtrare attraverso il buon senso e le proprie idee. Però che sto a postare bisogna chiudere è tutto inutile.... Continuiamo a farci del male ciao!

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