IO E VOI CHE LEGGETE, POVERI STRONZI, DI NUOVO FOTTUTI DAL POTERE

IO E VOI CHE LEGGETE, POVERI STRONZI, DI NUOVO FOTTUTI DAL POTERE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Dio mio, il Potere ci ha fottuti di nuovo, poveri stronzi che siamo tutti noi scribacchini dall’Antiqualcosa, e tutti voi tossicomani della Rete. Poveri, poveri gonzi, la pena che facciamo è straziante. Ditemi, dove risiede la stanza dei bottoni di questo meraviglioso web? Sta in America, fra le mura dell’ICANN, per fare un esempio, ma sta lì, nelle corporate rooms di quel Paese, proprio quello, chiaro? E allora, allora, ma vi sembrava possibile che sta gente ci regalasse una macchina da guerra immane con cui fargli un mazzo così? Ma vi sembrava possibile che se ne stessero inerti a guardare mentre le ‘belle anime’ del pianeta si armavano di blog, news networks, social networks, siti, forum, video, piazze virtuali, per spaccargli la schiena? Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi… i padroni del mondo, gente così secondo voi è idiota? Stanno tremando di paura, secondo voi, ogni volta che cliccano su Democracy Now, su Znet, o su Grilloblog? Oppure se ne stanno rilassati nelle loro suites di Londra, Roma, Parigi e Manhattan? La seconda. Ecco perché, e vien da piangere.


La Rete esiste in media nelle nostre case dalla metà degli anni novanta, oggi siamo nel 2010. Diciamo quindici anni. Prendiamo i quindici anni prima dell’arrivo del web, 1980-1995. I mezzi di comunicazione e di organizzazione civica fra cittadini attivi di quell’epoca erano l’equivalente del biroccio col mulo a confronto di ciò che la Rete ci ha reso disponibile, cioè lo Space Shuttle. Il paragone calza, anzi, forse è anche inadeguato. Meglio la cerbottana a confronto con la portaerei USS Enterprise. Se io munisco un uomo di cerbottana per difendersi dal suo nemico, mi aspetto una lotta. Se gli fornisco una portaerei nucleare e aerei supersonici mi aspetto un altro tipo di lotta, oserei dire più efficace, cioè un altro risultato, ben altro. E cosa abbiamo fatto noi con i nostri ordigni al plutonio nuovi di zecca? Sapete qual è la risposta? E’ che ne abbiamo fatto un videogioco planetario, e gli stiamo davanti istupiditi, drogati, nevrotizzati, ma anche compiaciuti nel più straziante autoinganno globale della Storia. Non abbiamo fatto esplodere una singola bomba, il nemico è illeso, anzi, rafforzato, con forse l’unica preoccupazione quella di pulirsi dal fondo dei pantaloni la polvere dei petardini che ogni tanto la nostra portaerei gli butta fra i piedi. Questa è la realtà, Dio mio. Come abbiamo fatto a ridurci così?



Di nuovo una risposta: è stato possibile perché, come vado denunciando da anni, la massa delle ‘belle anime’ occidentali si ostina a non voler capire cosa sia il Potere, o meglio, si ostina a non voler vedere l’entità della scaltrezza del Potere. Se solo qualcuno di noi si fosse arrestato di fronte al primo click in rete quindici anni fa e si fosse fatto le domande che ho scritto sopra, se ci fossimo subito chiesti “Alt, calma, che è sta roba che ci hanno scodellato, alt, cosa sta cucinando il Potere qui?”, forse non saremmo a sto miserabile punto. Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio, e cioè, udite, l’ennesimo prodotto di consumo compulsivo della loro Esistenza Commerciale e Cultura della Visibilità, cioè di nuovo un ulteriore passo verso l’abisso della paralisi civica. Esattamente ciò che loro vogliono ci accada. Ed è accaduto, siamo sempre più inerti, noi, manica di deficienti convinti di essere in lotta ogni mattina quando clicchiamo in questo web che figlia informazioni a ritmo frenetico come un colossale brodo batterico fuori controllo. In lotta noi, ingozzati d’informazione oggi a un ritmo così stordente che neppure il tetro immaginario di George Orwell l’avrebbe potuto concepire come macchina di annullamento civile. Lotta? Ma dove? Ma i risultati li vedete? Lo ripeto, abbiamo in mano una portaerei nucleare quando solo pochi anni fa avevamo le cerbottane, e cosa è cambiato?

Gli uomini e le donne delle cerbottane vissero in un mondo manifestamente imperfetto, ma date un’occhiata: nell’Italia dei mezzi d’informazione collosi, pochi, e blindati dalla Democrazia Cristiana-Vaticano costoro furono capaci di ribaltare la Storia del Paese con divorzio e aborto, difeso quest’ultimo poi nel 1981 con un referendum da record (67%), in un’affermazione di volontà civica unica al mondo in questo ambito. Le donne italiane nell’era in cui i computer erano scatole di dimensioni industriali seppero prendere il maschio latino per le orecchie e ficcargli la testa nei pannolini puzzolenti dei figli, le braccia sui manici del passeggino, e si ritagliarono una larga fetta di dignità in un mondo tutto di pantaloni. Non la perfezione, ma un salto in avanti storico. E, sempre senza Internet col suo immane seguito di starnazzamenti, gli operai italiani soffocarono il terrorismo rosso dopo l’assassino di Guido Rossa nel gennaio del 1979, di nuovo una dimostrazione di forza civica ammirevole se si considerano le tremende condizioni lavorative operaie di allora, sulle quali la tentazione di scadere nella violenza poteva avere una facile presa. I magistrati dell’Italia di Fantozzi presero di petto gli scandali petroliferi, quelli dei colossi imprenditoriali di Stato (IRI), scoperchiarono la P2, e poi ci fu Tangentopoli, altro capitolo storico senza precedenti forse in tutto l’Occidente che trovò impeto senza blog, V-day, senza i ‘paladini’ e i loro diecimila libri e video. Un capitolo questo che di nuovo fu difeso dall’Italia dei rudimentali fax nell’estate del 1994 (decreto Biondi salva ladri) con una quasi insurrezione popolare (mai più vista da allora così veemente). In quello stesso anno la tenacia decennale di un popolo in stracci e costretto alla schiavitù, unitamente al lavoro di migliaia di attivisti europei armati di telefoni se andava bene, sconfisse l’Apartheid in Sudafrica. Poco prima era crollato il muro di Berlino, portando fra le altre cose all’unificazione della Germania, dove io ricordo l’esistenza di vibranti forze civiche anti imperialiste e anti nucleari di cui ora, col nostro stupefacente web, non si trova più traccia. E al nucleare, l’Italia del TG1, TG2 e TG3 seppe nel 1987 porre un freno netto, in un referendum che toccò punte dell’80% di cittadini contrari all’atomo, che oggi invece rialza la testa nell’indifferenza quasi generale. Gli anni delle cerbottane, dal 1980 in poi, videro anche l’esplosione della consapevolezza ambientale grazie a Greenpeace, e il crollo di dittature fra le più atroci della Storia moderna, in America Latina; lì lottarono per sbarazzarsi non dico di un Berlusconi, o della Camorra, ma di un impero neonazista finanziato e armato dalla più grande potenza mondiale, delle sua infinite camere di tortura e dei campi di concentramento. Lottarono morendo a decine di migliaia in condizioni disumane, e nessuno di loro mai cliccò un mouse, non c’era Facebook. Nel 1984, con una telecamera e un aereo bimotore, un singolo reporter, Mohamed Amin, portò sugli schermi del mondo la tragedia della fame in Etiopia, salvò milioni, l’ondata di indignazione mondiale costrinse i Paesi ricchi a mettere in agenda la fame dei poveri per la prima volta. Amin morì prima ancora che nascessero i blog. E così fu, in una lunga scia di vittorie contro la barbarie nell’era delle cerbottane.

Poi arriva la Rete, ohhhhh! Tutto quanto sopra viene in teoria potenziato nelle stesse proporzioni in cui lo Tzunami potenzierebbe l’ondina della risacca serale. I cittadini attivi del pianeta, i combattenti per la giustizia, scendono dal mulo e salgono sull’Eurostar, gettano la fionda e imbracciano i missili Cruise. E allora tutti con lo sguardo proteso in avanti in trepidante attesa di un’imponente rimonta, di un mondo migliore.

Negli anni che vanno dal 1995 a oggi la povertà nel Sud del mondo è salita a 2,7 miliardi di esseri umani, di cui un miliardo sopravvive con 1 dollaro al giorno rispetto agli 800 milioni di dieci anni fa (+200 milioni). La crisi finanziaria dell’anno scorso ne ha aggiunti 53 milioni, che rischiano la soglia della povertà. Negli Stati Uniti di oggi quasi 50 milioni di persone soffrono la fame, cioè non possono nutrirsi più di una volta al giorno; in Italia adesso il 17% delle famiglie è in grave difficoltà, rispetto al 10% ‘tradizionale’, l’11,2% non arriva a pagare le spese mediche, infatti un italiano su 5 non fa visite specialistiche per povertà. Oggi un 10% di italiani ricchi possiede la metà di tutta la ricchezza, un aumento di concentrazione notevole secondo la Banca d’Italia. E mentre la crisi alimentare sta uccidendo nel mondo numeri senza precedenti, i 12 miliardi di dollari promessi all'inizio del 2009 dai potenti per sradicare la fame (Millennium Development Goal) non si sono materializzati, mentre per salvare le banche ne sono stati spesi dai cinquemila agli undicimila di miliardi di dollari, secondo le stime. Ma cliccando sui mouse della nostra nuova macchina da guerra abbiamo eletto Obama!, certo. Cioè sfruttando la coglionaggine di milioni di attivisti di tastiera si è permesso a un truffatore guerrafondaio, omertoso protettore della CIA, filo sionista di ferro, baciapile dei banchieri che oggi ha il gradimento più basso nella storia delle presidenze USA dai tempi di Dwight Eisenhower, di occupare il posto di uomo più potente del mondo. Che risultato! Navigando con la nostra portaerei le portentose onde dei blog d’informazione, contro-informazione e contro-contro-informazione a suon di decine di milioni di articoli e video ci siamo fatti scappare dai buchi del radar circa 68 guerre, di cui due, Iraq e Afghanistan, nonostante abbiamo ricevuto la più ampia esposizione mediatica della Storia umana. Ah, scordavo, ci è scappato nell’era della trincea di tastiera anche il ritorno in grande stile della tortura, dibattuta tranquillamente sui banchi parlamentari figli di Cesare Beccaria, povero Cesare. La spesa militare globale del 2008, secondo SIPRI, è stata di 1.464 miliardi di dollari, con un aumento del 45% rispetto a dieci anni prima, altra risonante vittoria dei pc internettiani. Nell’era del web assieme all’onanismo dei social networks è esploso anche il nuovo Panic Marketing, quello della mucca pazza, di Ebola, della Sars, dell’Aviaria, della Suina, quello che ha il doppio scopo di distrarci in massa dalle questioni concrete e di alleggerirci il portafoglio, e lo sapete, vero, che a proposito di questo noi italiani siamo adesso in passivo per 184 milioni di euro cacciati nel pattume della Suina? E mentre noi cittadini cybercombattenti civici facciamo le ore piccole per non perderci la denuncia numero 430.871 del paladino numero 346 sul blog 5.329 dove sono postati i commenti numero 3.786.987.760, capita che i diritti dei lavoratori si siano estinti… ci siamo distratti un attimo e puff, non ci sono più. Oggi il 52% degli elettori di Berlusconi, di Berlusconi!, approva le occupazioni delle fabbriche da parte di operai disperati; i due terzi dei leghisti approva la mobilitazione della CGIL, e l’80% degli italiani sostiene i picchetti davanti alle fabbriche. Significa forse che un’ondata di sinistra sta spazzando l’Italia? No, significa che un’ondata di disperazione senza precedenti sta spazzando elettori a 360 gradi trascinati mai come oggi di fronte al crollo del bene essenziale del lavoro. Un milione e seicentocinquantamila lavoratori italiani se perdessero il lavoro non avrebbero neppure un euro dallo Stato. Il 61% di tutto il lavoro precario italiano è giustificato unicamente dalla “tendenza a ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”. Ma non eravamo noi, i cittadini attivi, che armati di webpower dovevamo migliorare la Storia? Perché sta tutto peggiorando nonostante il tripudio di megawatt di potere informativo e formativo della Rete? Quando il pool di Mani Pulite spedì in pensione (più che in galera) la classe politica della prima Repubblica non c’erano Grillo, Travaglio e i loro seguiti immani in Rete. Oggi ci sono, ma a detta dello stesso autorevole Travaglio le cose in quanto a mazzette sono molto peggio di prima (si legga il suo Mani Sporche). Silvio Berlusconi ha vinto quattro mandati, nonostante il Vajont di sputtanate che la Rete gli ha riversato addosso, la sinistra sta al British Museum accanto alla stele di Rosetta. Le Mafie aumentano gli introiti ogni anno, oggi sono a circa 91 miliardi di euro di bottino. L’Europa ci toglie le costituzioni nazionali e la sovranità col Trattato di Lisbona, che di nuovo è filtrato indenne attraverso la nostra possente Rete fottendosene della prerogativa democratica di 500 milioni di cittadini. La lotta al riscaldamento globale ristagna. I banchieri impoveriscono il mondo per dodicimila miliardi di dollari in 12 mesi truffando i cittadini, ma neppure uno di loro finisce in galera, anzi, molti incassano bonus milionari. Le donne dell’era web ridotte a pezzi di scottona sculettanti che hanno orgasmi negli spot con lo yogurt o strusciando un piano cucina, ridotte con l’ano zoomato in edicola o a essere viste ma non udite in Tv. Avete più visto una protesta nelle strade? E infine Haiti. Cosa abbiamo fatto noi eroi del web attivo, noi combattenti di tastiera per gli ultimi della terra? Vorrei che vi fosse un solo essere umano ad Haiti oggi, vivo o morto, che abbia lasciato scritto “dal 1995 le cose sono cambiate qui. Grazie ‘belle anime’ di Internet”. Nel 1994 il loro presidente democraticamente eletto, Jean Bertrand Aristide, fu rimesso da Clinton al suo posto dopo che la CIA nel 1991 aveva pensato bene di cacciarlo, dato che ahimè gli haitiani avevano avuto il coraggio di votare per il solito partito sbagliato (cioè quello che piaceva a loro e non a Washington). Ricordo bene da cronista che in occasione del golpe del ’91 un certo clamore di stampa si era fatto sentire. Dieci anni dopo, nel 2004, di nuovo Francia e USA decisero che Aristide non era accettabile, lo caricarono letteralmente impacchettato su un aereo diretto in centro Africa, e ripresero a succhiare il sangue alla popolazione stremata dai SAP del Fondo Monetario Internazionale. In un rapporto del Dipartimento di Stato americano di allora si leggeva che “il commercio per export e le politiche d’investimento che imponiamo, schiacceranno senza pietà i coltivatori di riso ad Haiti”. Ma nel 2004 avevamo la Rete, i mouse al plutonio, i missili web, i blog nucleari… esplodemmo due petardi. Mi fermo qui, ai piedi di quei 200.000 morti.

La conclusione che propongo è chiara. L’arrivo di Internet nelle trincee della lotta sociale non ha migliorato il mondo, né l’Italia, anzi. Questo perché, come ho già scritto, il suo scopo era e rimane quello di drogare milioni di persone comuni, e di far scadere i pochi attivisti in una patologia ossessiva da attivismo di tastiera che li rendesse del tutto inutili. Ci sono riusciti, il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri, ed esseri umani per millenni prima di loro, hanno saputo fare per cambiare il loro mondo. Ed è per questo che io ridicolizzo chi come Antonella Randazzo pretende sovvenzioni perché deve poter dedicare ancora più tempo a scaricare in questa casa di pazzoidi drogati ancora più informazioni. Ecco perché attacco Travaglio e i suoi partner dell’Industria della Denuncia e dell’Indignazione, che significa altre tonnellate di informazioni riversate in questa allucinante discarica del web per produrre solo il nulla. Mentre l’Italia marcisce e il mondo muore. Ecco infine perché dico da tanto tempo che ogni singolo cittadino occidentale sa da decenni e alla nausea cosa non va, la tragedia è che non sa più cosa farci.

E allora, cari colleghi di Paolo Barnard, tu Paolo Barnard e voi tutti popolo del web: il web è stato creato per toglierci definitivamente le palle, non ci serve a nulla nella guerra col nemico. Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi, piantiamola di pubblicare a raffica (noi autori e voi siti), ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo? Perché il Potere mi ha fottuto, ancora una volta?

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=174

18.01.2010

Commenti (63)

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    1. maumau1 18 gennaio 2010

      una serie di incongruità:

      1) ci sono pressioni del *GAO * (nei confronti della protezione civile USA la Homeland security department ) un ente governativo che si occupa di come vanno spesi i soldi delle tasse USA ossia il Government Accountability Office (GAO) che si autodefinisce sul suo sito ufficiale "the investigative arm of Congress" and "the congressional watchdog '' http://www.gao.gov/ affinchè in USA in caso di pandemia,la rete vada chiusa ecco il documento ufficiale proposto dal GAO al governo dal nome ''*INFLUENZA PANDEMIC'' http://www.gao.gov/new.items/d108.pdf sono 77 pagine ..
      Il capo del GAO viene deciso dal presidente degli USA e poi confermato dal senato e resta in carica per 15anni,attualmente è Dodaro(un italo americano,maledetto sempre noi,siamo i peggio,dopo lo schema Ponzi,e quell'altro pazozide di Negroponte e tanti altri..) http://en.wikipedia.org/wiki/Eugene_Louis_Dodaro
      La motivazione è assurda ma purtroppo reale e dice in sintesi che milioni di malati a casa si metterebbero su internet a giocare e questo bloccherebbe i server e quindi chi fa trading non riuscirebbe più a farlo e questo bloccherebbe l'economia!
      Ovviamente una scusa per bloccare la diffusione delle informazioni dirette.
      Questo prova che ormai anche chi l'ha creato internet non si aspettava che gli si ritorcesse in parte contro.

      2)Lo stesso Obama si era fatto promotore di una legge contro il Web terrorism ossia di dotarsi di un potere di chiudere la rete nel caso di attacco ai gangli dello stato o dell'economia USA.
      Altra scusa per bloccare la comunicazione diretta qualora si dovessero compiere misfatti,da parte dello stato ,ovviamente ossia limitazione dei diritti individuali.
      La legge è ancora ferma ,ma sullonda della sicurezza ci vuole poco ad approvarla.
      Questa è quindi un 'altra prova che almeno internet sia sfuggita di mano.

      3)Che ovviamente possa essere utile perchè è più facile individuare gli antagonisti(che lasciano sempre una traccia informatica) è ovvio,ma dall'altra costoro hanno una formidabile arma per informare gli altri.

      4)Che abbia rilanciato il commercio non è solo un guadagno loro,ma pure nostro..visto che acquisto le stesse cose ad 1/3 del prezzo quando va bene..e con notevoli sconti quando va male..e questo mi permette di lavorare meno e dedicarlo a miei hobbie,cosa che va contro di fatto ai fini delle elite (gli stessi che hanno diffuso internet) che tendono di fatto a diminuire il potere di acquisto dei salari creando iperinflazione o operazioni come quelle dell'euro che hanno di fatto dimezzato il potere d'acquisto e i risparmi.. proprio per farsi che per sopravvivere si debba lavorare sempre di più fino a 18ore al giorno in modo che non rimane niente per se stessi di tempo..e quindi non possono essere certo scoperti i meccanismi dell'imbroglio globale delle banche..

      5)che internet spinga di fatto a pagamenti digitali e quindi a ridurre la cartamoneta è ovvio e questoa loro fa comodo perchè si limeteranno sempre di più a spostare cifre su un computer mentre noi porteremo tutto i ldenaro in banca..cosa che risulta anche utili quando vorranno come con l'euro dimezzare la moneta..non dovranno manco ristamparla e lo faranno in un nanosecondo...come avvenna in germania dopo la seconda guerra mondiale col marco..svalutato da un giorno all'altro e gli si diede in cambio il nuovo marco con cui la gente comprò la pistola per uccidersi..

      6)Una cosa è certa,molti usano internet per trovare la stessa informazione
      che troverebbero sui media o sul cartaceo ed è questo il modello sperato e perseguito dall'elite.. ma non si preoccupano più di tanto se il 5% ha capito dove è l'imbroglio in quanto non sono massa critica..lo è il 95% che continua a dormire...e quindi l'elite dorme sonni tranquilli...
      loro sapevano già quando l'hanno diffuso non tanto che avrebbe creato dipendenza ma che il 95% delle persone lo avrebbe usato più o meno come usa una tv..e cosiì è stato..
      Non ci vedo tanto il fatto che volessero tenere prigionieri alla tastiera quel 5% che anzi come dice Bush nel filme ''corporation'' dimostra che c'è democrazia e libertà!

      7)Il fatto che internet renda incapaci di manifestare forse è vero..ma banard dimentica che in una società mediatica è inutile manifestare..tanto viene fatto vedere quello che vogliono e pure se ci scappa il morto come a Genova alla fine se la rigirano come vogliono compresi i tribunali...
      meglio starsene a casa ,anche senza internet ed allevare i proprii figli a pensare.. cercare di farlo sapere agli amici è illusorio chi non lo sa è perchè non lo vuole sapere ,si limita a fare la sua piccola vita ,casa e lavoro,sperando di non venire mai turbato e se poi succede qualcosa scende dalla nuvole...
      Intanto nel caso della suina il tam tam che ha impedito la vaccinazione suina è partito da internet non certo dai giornali o dalle tv e per una volta internet ha battuto giornali e tv..
      alla fine la Novartis e le altre le hanno venduto lo stesso le dosi e noi le abbiamo pagate...ma quelli che non usano internet o lo usano come se fosse il televisore si sono salvati grazie a siti come questo...
      Questo non era certo prevedibile dall'elite che ha le sue armi di punta nei produttori di vaccini e nei media tradizionali...che hanno fallito miseramente.. convincendo solo il 3% della popolazione...di fatto internet ha vinto rispetto a tv e giornali...
      Che pensate che chi controlla il tutto non se ne sia accorto?
      fa finta di nulla ma riflette su cosa hanno creato..su quanto di positivo porti e quanto di negativo per loro...di come si quel 95% di persone programmabili e quindi allergiche a comprendere tutto quello che va aldilà di casa e lavoro e di tutto quello che gli dice il telegiornale...si sia di fatto fidato di complottisti forse perchè interviene un qualcosa a livello subliminale ,un istinto di sopravvivenza ,sopito in altre occasioni che ha scelto aldilà del razionale...

      Sicuramente le elite stanno affinando il controllo e cercando di ovviare a questi incovenienti..

      8)manifestare modificare con vecchi mezzi8come i nostri padri) la realtà ,in una scoietà mediatica è impossibile l'unica speranza è usare gli stessi mezzi

      9)non sarei quindi molto pessimista ,ripeto l'unica è che siamo una ridicola minoranza ma non programmabile e quindi per ora innocui (o solo leggermente fastidiosi come una mosca che ronza)ma in un ipotetica soluzione finale..da eliminare..

      ciao

    1. maristaurru 18 gennaio 2010

      Il PC è solo un mezzo, può essere usato bene o male. Non basta avere un computer in casa per cambiare la propria vita ed acquisire consapevolezza, sarebbe come se negli anni in cui un sacco di ragazzi andavano casa per casa e vendere enciclopedie , di conseguenza avremmo dovuto aspettarci una cultura enciclopedica nelle famiglie Ialiane. Invece per lo più presero polvere negli scaffali o vennero usate alla bella e meglio per qualche ricerchina scolastica. Così la Tv, c'era chi la accendeva 12 ore al giorno, cera chi la usava per informarsi nei limiti del possibile.C'era chi ci rimbecilliva.

      Il Pc resta comunque secondo me , oltre che una opportunità mancata rispetto alle aspettative, un mezzo per conoscere persone che mai avrei potuto conoscere, anche lontanissime, persone con le quali poi incontrarsi fuori dello spazio virtuale, confrontarsi, cercare di unire potenzialità , idee, conoscenze, e chi sa, imparare a renderci utili nel nostro piccolo. senza contare che, visto che soffro di insonnia..leggo

    1. renatino 18 gennaio 2010

      ...PER FARE LO STRONZO! (lo senti, lo vedi)-http://www.youtube.com/watch?v=io2_vBtGgwM -




      A parte le canzonette (serie), ma mi è venuta spontanea.

      Ormai ci sta tutta sta roba tipo internet, i pc ed etc. e non puoi dire che un mezzo possa fare un'uomo!
      Capisco benissimo il tuo disappunto più di quanto pensi.

      Conosco il web da quando eravamo 4 gatti e più di una volta questi ultimi anni mi son domandato cosa è diventato sto web!!
      Un cacatoio!! Ma più o meno come fuori nel reale, solo che qui non senti la puzza (per il momento!!).
      Per riprendere il discorso del mezzo che non fa un'uomo posso aggiungere che anche la tv ha fatto(e fa) lo stesso effetto.

      Sull'uso smodato ed ossessivo d'accordissimo con te.

    1. Valdez 18 gennaio 2010

      Proprio cosi'. quoto

    1. Valdez 18 gennaio 2010

      non sono d'accordo.

      Prima di tutto perche' se non ci fosse internet non parlerebbero un sacco di persone che invece qualcosa da dire ce l'hanno. Un paio di esempi per tutti: Fulvio Grimaldi sarebbe scomparso, Gianluca Freda non esisterebbe nemmeno.

      Non si saprebbe niente del panfilo Britannia, niente di quello che succede in Iraq, Vittorio Arrigoni non avrebbe detto quello che succedeva a Gaza un'anno fa.

      Non sapremmo nulla della crisi economica se non che bisognava aiutare le banche, anzi, sapremmo che questa non c'e' proprio. Le torri gemelle? Solo quello che volevano sapessimo. La Palestina? Se le cercano, quei poveracci della shoa vengono bersagliati dalla mattina alla sera. Afghanistan, Georgia, che ne sapremmo? Le strutture di potere quelle vere, i collegamenti nei posti chiave dell'amministrazione dei nordamericani, chi te le avrebbe dette? Le rivoluzioni colorate? Esercizio di democrazia. ecc. ecc. e' inutile andare avanti.

      Il problema non e' che internet ci ha messo davanti ad un videogioco, ma che l'informazione ufficiale ha fatto il suo lavoro di propaganda: ha coperto la realta' e la gente vede un mondo che non c'e'. Anzi, non lo vede proprio.
      Non e' stato internet a disgregare il tessuto sociale, ma i media ufficiali. Ci hanno messo almeno trent'anni, ma hanno fatto un cambiamento epocale nelle teste della gente.

      Il controllo che questi hanno sulla psicologia della gente e' enorme, la sola possibilita' di smantellarlo e' quella di essere consapevoli di quello che succede, di comunicarci informazioni, altrimenti ci fottono di nuovo.
      Se non sappiamo cosa sta succedendo, questi di noi ne fanno carne di porco.

      E chi ce lo direbbe, marco travaglio? No, vero? Lo dici pure tu. E allora come?
      I nostri padri e i nostri nonni si sono fatti 2 guerre mondiali che non volevano fare. I nostri bisnonni sono stati fatti a pezzi dalle mitragliatrici di Bava Beccaris, a cui i nostri nonni e i nostri padri hanno intitolato piazze, scuole e pure giardinetti.
      Se non prendi coscienza, se non capisci che cazzo sta succedendo, a questi gli fai il piu' grande favore della storia.

      Questo c*zzo di internet avrebbe dovuto essere un grande centro commerciale, secondo loro. Invece per molti e' la piazza che ci sta davanti, e questi nel centro commerciale non ci vogliono andare, anzi si radunano e fanno i sovversivi. E' per questo che in tanti, ma tanti posti di raduno come questo ci scrive anche gente che cerca di imbrogliare le carte, oppure butta tante vagonate di merda sperando che la gente si allontani.

      Ora, senza fare tante polemiche, ma ci hai pensato che quando i computer erano grossi come fabbricati in una famiglia bastava lo stipendio di una persona e che adesso le donne guadagnano mediamente il 30% di meno degli uomini e che questi hanno stipendi che in proporzione non hanno paragoni con quelli di prima? Ma chi ci ha guadagnato, le donne?
      Credo che anche in quel caso ci hanno fottuti, maschi e femmine (le femmine di piu).

      No, no, teniamoci in contatto, che e' meglio.

    1. bardo 18 gennaio 2010

      ma è illusoria la sicurezza che ha il Potere di averci stracciato l'anima, te lo assicuro - quei signori che hai nominato più sopra, bruceranno nell'arco di una notte, tutti insieme, non vedranno più l'alba sulla terra, te lo assicuro

      non ti dannare, paolo, non puoi agognare che l'intero genere umano colga l'opportunità e la necessità di ribellarsi al Potere, non è così che funziona

      e non è così che questi signori bruceranno - costoro sono lì, per ora, proprio perchè hanno rifiutato la loro anima individuale ed hanno costruito (è il termine giusto) un'ammasso collettivo, una forme informe, il Potere appunto

      non ti preoccupare, lasciati sospigere anche dal vento della speranza, oltre che dal giusto sdegno; il nostro cammino è di anime singole, è giusto così, è qui la nostra forza, noi sappiamo chi siamo, soros e bllomberg non lo sanno fuori dalla loro loggia o lobby o sala riunioni che sia

      vinceremo noi, anche se siamo sparpagliati, anche se ognuno sceglie il proprio momento ed anche se non lo sceglie affatto

      si chiama libertà

      enfatizziamo ciò che ognuno di noi decide, nel bene come nel male; crediamoci, che ognuno di noi abbia il suo percorso da fare

      non strilliamo come vipere chiamando le genti a raccolta

      no no no

      non è così che funziona

    1. rosacroce 18 gennaio 2010

      MI sembra evidente ,che se rinunci a internet,
      l'unica informazione che ti resta è la tv e i giornali di regime.
      è sottointeso nel discorso strampalato che fa',ma cosa pretende la rivoluzione da internetet?

    1. AldoVincent 18 gennaio 2010

      Ahimè, povero McLuhan, tutti lo citano e nessuno lo legge.
      Eppure lui, oltre ad aver profetizzato quasi tutto (meno Google), su questo argomento è stato molto chiaro.
      I mezzi tecnologici di comunicazione, che lui considera protesi dei nostri sensi, (meno il computer che essendo una propagazione della mente assume carattere di campo) vanno ad amplificare quello che già siamo.
      Non scendiamo in piazza oggi perchè c'è internet e non siamo scesi in piazza ieri col fascismo, e la rivoluzione francese la iniziò un 15% della popolazione, perchè siamo quello che siamo.
      Eppoi questa sensazione che i giornali e le televisioni siano gestite ad uso e consumo del Potere, come lo si è scoperto? Con le nuove tecnologie...

      "

      Agli inizia della guerra fredda il generale David Sarnoff accettando una laurea ad honorem presso l'Università di Notre Dame tenne una "lectio magistralis" che trasse in inganno milioni di persone per decenni. Egli disse:
      "Siamo troppo propensi a fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In se stessi i prodotti della moderna tecnologia non sono né buoni né cattivi, dipende dall'uso che se ne fa." Come dire che si costruiscono armi che non sono né buone né cattive, le pistole per esempio se in mano alla polizia uccidono un criminale sono buone, se in mano ad un criminale uccidono un bambino sono cattive. Come dire che le torte alle mele non sono né buone né cattive, dipende dall'uso che se ne fa: portate ad una festa sono buone, tirate in faccia alla sposa sono cattive... spero vi rendiate conto che anche in questo caso la domanda è mal posta.

      Il generale nella sua lezione portò ad esempio la stampa e sottolineò come malgrado essa fosse stata veicolo di materiale deteriore, fosse anche la principale causa della diffusione della Bibbia. A questo generale e a tutti coloro che ripeterono per decenni questi concetti, non li sfiorò nemmeno l'idea che qualsiasi apporto tecnologico non può far nient'altro che AGGIUNGERSI a quello che già siamo.

    1. GioCo 18 gennaio 2010

      Non mi fermo a leggere i commenti, perché da qualche tempo comprendo il senso degli scritti di Barnard a un altro livello e li condivido, precisamente da quando sto tentando con amici di creare una struttura con intenti sociali, per aiutare famiglie con parenti nello spettro autistico.

      Ciò che riscontriamo è una perdita disarmante del senso del sociale generale. Mi rendo conto che dirlo così, pare ci si riferisca alla solita indifferenza o al cinismo di preferire una vita comoda (per chi ancora se lo può permettere) allo sforzo di fare "qualcosa" per gli altri. Tuttavia non è questo: non osserviamo nemmeno sfiducia. Anzi!



      La fotografia della situazione è diversa, ma altrettanto disarmante: semplicemente le persone non reagiscono quando devono scegliere se "mettersi in gioco" oppure no. Utilizzano ciò che offrì e gentilmente ringraziano, magari anche con piccoli contributi economici (e a volte neanche quelli) senza comprendere che si tratta del duro lavoro di decine di persone che volontariamente contribuiscono e che "compartecipare" significa "garantire" a tutti e per un tempo illimitato quell'aiuto.



      Nel caso migliore si comportano come si trovassero in un supermercato, in quella peggiore come se si trattasse di un ente di carità o di un servizio pubblico.



      Pare che il senso del "compartecipare" sia evaporato dalla mente delle persone e non mi riferisco a persone ciniche, disumane, stupide, bigotte, drogate da ideologie o da internet, ma a persone qualunque di una città qualunque. Oggi sono stato a un evento che parlava di sindromi autistiche a cui hanno partecipato 200 persone su un afflusso previsto di circa 70-100. L'evento è interamente organizzato da UNA MADRE SOLA tra infiniti problemi personali ed economici, non gli uffici pubblici e gli enti della società civile, una madre.
      Non uno si è fatto avanti per dire "hei! sono qui, posso dare una mano anche io?" oppure a interessarsi alla realtà che vi era dietro l'evento. Non si tratta di un caso isolato, è solo l'ultimo esempio di qualcosa che "respiro" ogni giorno e che effettivamente vivo con crescente disarmo e preoccupazione: la totale incapacità di creare relazione sociale.
      Spesso tra noi scherziamo, per tirarci su, osservando che la gente comune pare più autistica delle persone diagnosticate.



      Se non si ricrea un tessuto sociale, se non si accantona TV e PC per scendere in strada a ricreare reti di solidarietà umana con i propri vicini di casa, tramite le piccole cose pratiche e immediate che possano contrastare l'ondata di impoverimento che schiaccerà quasi tutti, allora sarà il frigorifero vuoto a fare questo miracolo. Solo, mi chiedo, se per allora avremo ancora la forza e l'acume di reagire civilmente o diventeremo tutti bestie. Temo che in borsa siano già aperte le scommesse.

    1. art-it 18 gennaio 2010

      Intanto cominciamo dalla politica.
      Equo compenso agli artisti tramite la tassazione sulla produzione di infrastrutture per l'utilizzo e la distribuzione di contenuti. Sembra interesante......
      Ne stanno discutendo dopo la proposta del Ministro Bondi.
      Occorre però aggiungere che manca la società civile con codici di autoregolamentazione collegabili a suddette proposte.

    1. sheridan 18 gennaio 2010

      Bravo Barnard.! Finalmente lo hai detto che siamo ridotti a una combriccola di stronzi che passano le notti a "informarsi" anzi che' fare cose piu' piacevoli. Questi si sono rimbambiti a tal punto che vogliono fare la rivoluzione con la tastiera, le sane rivoluzioni di una volta si facevano coi forconi non con quattro imbecilli che discutono del signoraggio, del trattato di lisbona e poi vanno a dormire felici a soddisfatti credendo (poveri pirla!) di aver fatto la loro parte di rivoluzione perche' hanno "infomato" gli altri!!! Su internet c'e' la classica banda "armiamoci e partite!", tutti vogliono informare e nessuno vuole partire. L'unica cosa che non codivido e' l'attacco a Grillo, secondo me e' l'unico che e' riuscito anche ad uscire dalla rete e a provare a fare qualcosa di concreto mettendoci la faccia e giocandosi la carriera. Purtroppo pero' ogni volta che nasce un nuovo movimento, tipo il popolo viola, anziche' aggregarsi si vuole "distinguere" e allora siamo punto e daccapo. In questo paese del c.... ognuno che riesce a mettere insieme 50 persone si monta la testa e dice che ce l'ha piu' lungo degli altri e cosi' non si fa mai massa critica.

    1. airperri 18 gennaio 2010

      Mitico Barnard...

      Internet.. inFernet se preferisci, puo' come ha scritto giustamente qualcuno, servire a coordinare proteste che devono necessariamente finire in una grande piazza.
      Certo, anche a me la sensazione di impotenza di fronte a tanto marciume e' grande: sappiamo chi sono, cosa fanno, a che ora mangiano o quale attico affittano a prezzi popolari, ma non cambia nulla.
      Internet puo' servire a informarsi con lo scopo di organizzarsi per porre fine a situazioni che nulla hanno a che vedere con termini come Repubblica o Democrazia.
      Io personalmente ci ho rinunciato caro 'Frankie' Barnard.. Ho comprato un terreno in america latina, sul mare. Ora ci ritorno e costruiro' due case: una per me ed una da affittare, cosi' ci campo. Non avro' il Range Rover o un de Chirico alla parete, ma almeno faro' quello che mi piace fare e senza ingrassare i politici italiani, senza parlare dei colleghi avvocati e dei pescecani che girano ormai in citta' .. Che si ammazzassero tra di loro.
      Quando la casa sara' finita (quest'anno) ti invito con piacere.
      Saludos

      ps: se ci fosse una rivoluzione di quelle serie (anche se dubito qui in Italia..) allora chiamami pure che ritorno.

    1. AmonAmarth 18 gennaio 2010

      Ecco appunto, molto buona la tua similitudine fm: creare > ... E' quello che è venuto in mente anche a me leggendo l'articolo, ovvero utilizzare questa super portaaerei per FARE qualche cosa, e non solo leggerla... Da dove partiamo? Come recuperare tutti sti tastieromani? (Compresi anche e soprattutto i sottoscritti?). Su cosa puntare e come ottenere risultati ora in questa situazione? Io a "proteste con la cerbottana" aggiungerei anche "azioni concrete", rivendicazioni dirette di massa sul terreno, altrimenti è la solita solfa: la solita passeggiata e messa in ridicolo, e tutti di nuovo a casa sulla tastiera a indignarsi! ...Un grosso ostacolo al realizzarsi di tali sogni e rivendicazioni è la non-convinzione e la percezione dei problemi più grossi come talmente giganti da essere astratti (Come faccio IO a non essere divorato dai progetti dei veri potenti?)... etc etc... Chi riesce a rispondere a queste domande? Quale organizzazione credete debba essere creata per agire in modo concreto e diversamente dalla sola cascata informativa? Chi sa dell'eseistenza di qualcosa di simile che stia prendendo piede? Se posso dare un mio piccolo parere credo una buona cosa sarebbe rivendicare una drastica rilocalizzazione del potere decisionale, insomma: meno democrazia rappresentativa e molta più democrazia diretta. Questo potrebbe creare delle isole o regioni in cui per fare un solo esempio, il Trattato di Lisbona non potrebbe avere alcun effetto... Sperando in una metastasi transanazionale... Anche e non solo per il discorso politico: energia, agricoltura, vita sociale, sostenibilità, etc.. Voi cosa ne pensate? Un saluto a tutti.

    1. nicus 18 gennaio 2010

      dice di spegnere interneteT E ACCENDERE LA TV PER GUARDARE I TG E I PROGRAMMI DEL VESPONE



      scusa, rosacroce, potresti gentilmente segnalarmi il passaggio in cui l'autore esprime questo concetto? ho cercato attentamente, ma non l'ho trovato.

      grazie.

    1. rosacroce 18 gennaio 2010

      P barnard:ci dice di spegnere interneteT

      E ACCENDERE LA TV PER GUARDARE I TG E I PROGRAMMI DEL VESPONE,
      che cosi facciamo la rivoluzione,
      o magari di leggere il corriere e la reppubblica,e i loro bollettini redatti direttamente dai capi a LONDRA,CHE COSI è COME UNA VOLTA ,CHE ERA MEGLIO quando ci raccontavano le favole a senso unico,dei bellinbusti IN TV-

      questo è fuori di testa,di brutto.
      se io capisco qualcosa di quello che succede ,LO DEVO A INTERNET E ALLA POSSIBILITà DI SENTIRE OPINIONI E FATTI MOLTO DIVERSI TRA LORO.
      IL MONDO DI IERI SENZA INTERNET ERA UN MONDO DI IGNORANTI A DIR POCO.DI GENTE INSTUPIDITA DAI MEDIA A SENSO UNICO.E DAI BOLLETTINI DEI CAPI,SENZA ALTERNATIVE .
      ORA ANCHE IO POSSO DIRE LA MIA ED ESPRIMERE
      OPINIONI CONTRO ,COME STO FACCENDO,
      UNA VOLTA NON MI SAREBBE STATO POSSIBILE ,rispondere a p barbard avrebbe parlato solo lui in tv,dove è stato per anni.
      chiunque capiosce che il discorso del nostro eroe NON STA IN PIEDI ,SONO UN MUCHHIO DI FANDONIE.

    1. fm 18 gennaio 2010

      Quello che dice Barnard e` condivisibile ma trovo che non sia totalmente corretto. Per prima cosa non credo che "Il Web" sia stato un esperimento progettato a tavolino.Il Web ed internet hanno un valore enorme.



      Purtroppo sono stati gli attivisti a non aver utilizzato questo mezzo in maniera corretta. Da mezzo di coordinamento per le "proteste con la cerbottana" e` diventato un mezzo per disseminare informazione a piu` non posso seguendo il principio che una totale consapevolezza e` necessaria prima di ogni azione. Cosa che e` evidentemente falsa.



      E` stato l'entusiasmo che ha drogato gli attivisti (che prima scendevano in strada) e che li ha man mano fatti migrare verso le tastiere. Le nuove generazioni hanno appreso a digitare invece che sfilare ed il danno e` fatto. Ovviamente visto che digitare e` piu` facile di scendere in strada ai veri attivisti convertiti alla tastiera si sono unite le schiere infinite di attivisti da tastiera che sono nati solo con la tastiera in mano e che non hanno mai calcato una strada con uno striscione in mano (salvo le varie kermesse tipo V-Day, no-B-Day, etc.)



      Ci vorrebbe un gruppo sostanzioso di persone che riscenda in strada e che torni ad utilizzare internet per quello che dovrebbe essere : un utile strumento di coordinamento per "proteste con la cerbottana"

    1. scemodelv 18 gennaio 2010

      Vediamo un pò prima di internet,della televisione,ecc.., il mondo era................... un paradiso poi venne il serpente che tentò Eva.......
      Ho scoperto che Dio è stato il primo potente che ci ha fottuti.

    1. mazzi 18 gennaio 2010

      Barnard, come al solito parti in quarta e tendi a esagerare. Dai al potere un intuito, intelligenza e capacita' precognitive che non ha. Sono un branco di idioti pressapochisti come tutti in tutti i campi del sapere umano (e la psicologia e psicologia delle masse non sono scienze esatte). Costoro, i fedeli spin doctors del Potere, sono solo, semmai, un po' piu' a senso unico.------------- Si, certo, il net rappresenta attraverso l'informazione alternativa, una valvola di sfogo dello schifo e dello scazzo (ci informiamo e ci scandalizziamo, poi ci informiamo e ci scandalizziamo e poi continuiamo a fare la stessa cosa senza mai raggiungere il tetto dello schifo perche' lo schifo non ha mai fine).---------------------- Dimentichi tuttavia che 1) la gente e' cambiata, e' diventata sempre piu' impaurita, piu' edonista, piu' egoista, piu' viziata, piu' disinteressata, piu' stupida, ma questo miracolo e' stato reso possibile non tanto dal net quanto dalla scatola magica e dall'importazione e imposizione di una cultura squallidamente superficiale, promossa da certa parte politica, e abbracciata senza riserve dai giovani e dalla classe media. 2) che la maggior parte della popolazione non fa uso eccessivo del net e coloro che ne fanno uso costante, per la maggior parte spediscono cretinate via mail, guardano siti porno, se la contano su facebook ecc.----------------------- Chi ha distrutto la militanza politica e' stato il rimbambimento generale e lo sgretolamento dei partiti di massa ottenuto attraverso la complicita' di giornalisti e intellettuali, nonche' un costante martellamento mediatico teso a dividere e confondere (la farsa di craxi non ti dice niente, no?).------------------------- E' di questo che stiamo ancora soffrendo, se mai ne guariremo.

    1. Nellibus1985 18 gennaio 2010

      Mi dispiace ma non sono affatto d'accordo, e sto facendo seriamente fatica a seguire la logica di Barnard. Già non ho mai compreso appieno come potesse un giornalista, tra i fondatori di Report, quindi per anni ed anni regolarmente in onda in prima serata, sparare a zero sulla vacuità dell'universo televisivo un minuto dopo averlo abbandonato; così come non riesco a comprendere come egli possa puntare il dito contro il mondo di internet, vero e proprio bordello informativo, dopo aver creato un sito che porta il suo stesso nome e aver pubblicato decine di articoli online ripresi anche dal presente sito. Non capisco come possa indignarsi contro gli intellettuali dall'io enormemente ipetrofizzato, portatori di un culto della visibilità "alternativo" (addirittura Massimo Fini è stato tacciato di ciò) dopo aver caricato di propria mano decine di filmati in cui si cimenta nel ruolo di fonte a cui afferma da tempodi ambire. Detto questo non ci trovo proprio niente di nuovo in questo articolo. Il mondo che ancora riusciva a cambiare solo venticinque anni fa è, secondo me, una grossa mistificazione. Gli equilibri geopolitici erano diversi ma il succo era lo stesso di oggi. Il dio denaro era già abbondantemente riverito all'epoca e i grandi cambiamenti di cui si fa cenno costituiscono solo una minuscola parentesi positiva nel mare di sofferenza generale. Qualcuno ricorda la distruzione del welfare dei signori della deregulation alla Ronald Reagan o allla Margaret Thatcher? Qualcuno ricorda la violntissima aggressione israeliana al Libano (senza subire alcuna conseguenza)? L'invasione statunitense di Panama, la guerra del Golfo, le guerre civili Jugoslava e Ruandese? Quello che Barnard definisce "vero potere" affermava le proprie volontà attraverso strumenti diversi, non meno efficaci. Il processo di deterioramento è iniziato molti anni fa e da allora non accenna battute d'arresto. I poveri sono sempre più poveri e più numerosi, i ricchi sono sempre più ricchi e meno numerosi; una sparutissima minoranza di persone dispone dell'85% delle risorse mondiali. E' stato sempre così anche prima di internet, e questo un giornalista attento come Barnard lo sa di certo. E' sicuramente credibile che internet sia una geniale risorsa escogitata dai potenti per rincoglionire la popolazione, non lo metto in dubbio, ma è solo l'ultima; decenni fa l'organo di fiducia del potere era la stampa, il quarto potere così meravigliosamente descritto nel celebre film di Orson Welles, poi venne l'epoca del quinto potere, ed oggi è giunta l'ora del potere del web. Cambiano i tempi, cambiano gli strumenti, ma i fini rimangono gli stessi, e anche l'efficacia è rimasta la stessa. Per quanto mi è possibile cerco con tutte le mie forze di fare del mio meglio per combattere gli aspetti che aborro di questa orrenda inciviltà dei consumi, e non è stato certo internet ad impedirmi di operare in questo senso. Possiamo anche spegnere tv e computer, chiudere ogni giornale e gettare sul fuoco ogni libro come nel bradburyano Fahrenheit 451, ma che risultati otterremmo in termini di capacità di cambiamento sociale? Io credo nessuno. Non è colpa di internet nè dei giornali nè della tv, la colpa è la nostra, che individualmente possiamo anche provare sincero raccapriccio nel momento in cui veniamo a conoscenza delle ragioni vere per cui viviamo sommersi nell'abbondanza e nello spreco, ma a livello collettivo abbiamo barattato da decenni il concetto più alto di giustizia sociale e globale con i comfort che ci garantisce la società dei consumi, così efficacemente descritta da Jean Baudrillard. I pochi che intendono ribellarsi seriamente hanno le mani legate perchè i più non sono minimamente disposti ad accettare alcun tipo di privazione. Saluti

    1. pasqui 18 gennaio 2010

      ok, internet ci ha pure rincoglioniti ma senza di esso saremmo ancor più "stronzi". Come ormai noto la tv e i giornali sono controllati e dicono solo cazzate o almeno solo quello che vogliono che noi sappiamo, senza il web non saremmo a conoscenza di tante cose come: scie chimiche, signoraggio, i veri padroni, progetto HAARP ecc.. L'unico problema è che per colpa sua ormai non sappiamo neppure più scendere in piazza!!

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