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IO E VOI CHE LEGGETE, POVERI STRONZI, DI NUOVO FOTTUTI DAL POTERE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Dio mio, il Potere ci ha fottuti di nuovo, poveri stronzi che siamo tutti noi scribacchini dall’Antiqualcosa, e tutti voi tossicomani della Rete. Poveri, poveri gonzi, la pena che facciamo è straziante. Ditemi, dove risiede la stanza dei bottoni di questo meraviglioso web? Sta in America, fra le mura dell’ICANN, per fare un esempio, ma sta lì, nelle corporate rooms di quel Paese, proprio quello, chiaro? E allora, allora, ma vi sembrava possibile che sta gente ci regalasse una macchina da guerra immane con cui fargli un mazzo così? Ma vi sembrava possibile che se ne stessero inerti a guardare mentre le ‘belle anime’ del pianeta si armavano di blog, news networks, social networks, siti, forum, video, piazze virtuali, per spaccargli la schiena? Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi… i padroni del mondo, gente così secondo voi è idiota? Stanno tremando di paura, secondo voi, ogni volta che cliccano su Democracy Now, su Znet, o su Grilloblog? Oppure se ne stanno rilassati nelle loro suites di Londra, Roma, Parigi e Manhattan? La seconda. Ecco perché, e vien da piangere.

La Rete esiste in media nelle nostre case dalla metà degli anni novanta, oggi siamo nel 2010. Diciamo quindici anni. Prendiamo i quindici anni prima dell’arrivo del web, 1980-1995. I mezzi di comunicazione e di organizzazione civica fra cittadini attivi di quell’epoca erano l’equivalente del biroccio col mulo a confronto di ciò che la Rete ci ha reso disponibile, cioè lo Space Shuttle. Il paragone calza, anzi, forse è anche inadeguato. Meglio la cerbottana a confronto con la portaerei USS Enterprise. Se io munisco un uomo di cerbottana per difendersi dal suo nemico, mi aspetto una lotta. Se gli fornisco una portaerei nucleare e aerei supersonici mi aspetto un altro tipo di lotta, oserei dire più efficace, cioè un altro risultato, ben altro. E cosa abbiamo fatto noi con i nostri ordigni al plutonio nuovi di zecca? Sapete qual è la risposta? E’ che ne abbiamo fatto un videogioco planetario, e gli stiamo davanti istupiditi, drogati, nevrotizzati, ma anche compiaciuti nel più straziante autoinganno globale della Storia. Non abbiamo fatto esplodere una singola bomba, il nemico è illeso, anzi, rafforzato, con forse l’unica preoccupazione quella di pulirsi dal fondo dei pantaloni la polvere dei petardini che ogni tanto la nostra portaerei gli butta fra i piedi. Questa è la realtà, Dio mio. Come abbiamo fatto a ridurci così?

Di nuovo una risposta: è stato possibile perché, come vado denunciando da anni, la massa delle ‘belle anime’ occidentali si ostina a non voler capire cosa sia il Potere, o meglio, si ostina a non voler vedere l’entità della scaltrezza del Potere. Se solo qualcuno di noi si fosse arrestato di fronte al primo click in rete quindici anni fa e si fosse fatto le domande che ho scritto sopra, se ci fossimo subito chiesti “Alt, calma, che è sta roba che ci hanno scodellato, alt, cosa sta cucinando il Potere qui?”, forse non saremmo a sto miserabile punto. Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio, e cioè, udite, l’ennesimo prodotto di consumo compulsivo della loro Esistenza Commerciale e Cultura della Visibilità, cioè di nuovo un ulteriore passo verso l’abisso della paralisi civica. Esattamente ciò che loro vogliono ci accada. Ed è accaduto, siamo sempre più inerti, noi, manica di deficienti convinti di essere in lotta ogni mattina quando clicchiamo in questo web che figlia informazioni a ritmo frenetico come un colossale brodo batterico fuori controllo. In lotta noi, ingozzati d’informazione oggi a un ritmo così stordente che neppure il tetro immaginario di George Orwell l’avrebbe potuto concepire come macchina di annullamento civile. Lotta? Ma dove? Ma i risultati li vedete? Lo ripeto, abbiamo in mano una portaerei nucleare quando solo pochi anni fa avevamo le cerbottane, e cosa è cambiato?

Gli uomini e le donne delle cerbottane vissero in un mondo manifestamente imperfetto, ma date un’occhiata: nell’Italia dei mezzi d’informazione collosi, pochi, e blindati dalla Democrazia Cristiana-Vaticano costoro furono capaci di ribaltare la Storia del Paese con divorzio e aborto, difeso quest’ultimo poi nel 1981 con un referendum da record (67%), in un’affermazione di volontà civica unica al mondo in questo ambito. Le donne italiane nell’era in cui i computer erano scatole di dimensioni industriali seppero prendere il maschio latino per le orecchie e ficcargli la testa nei pannolini puzzolenti dei figli, le braccia sui manici del passeggino, e si ritagliarono una larga fetta di dignità in un mondo tutto di pantaloni. Non la perfezione, ma un salto in avanti storico. E, sempre senza Internet col suo immane seguito di starnazzamenti, gli operai italiani soffocarono il terrorismo rosso dopo l’assassino di Guido Rossa nel gennaio del 1979, di nuovo una dimostrazione di forza civica ammirevole se si considerano le tremende condizioni lavorative operaie di allora, sulle quali la tentazione di scadere nella violenza poteva avere una facile presa. I magistrati dell’Italia di Fantozzi presero di petto gli scandali petroliferi, quelli dei colossi imprenditoriali di Stato (IRI), scoperchiarono la P2, e poi ci fu Tangentopoli, altro capitolo storico senza precedenti forse in tutto l’Occidente che trovò impeto senza blog, V-day, senza i ‘paladini’ e i loro diecimila libri e video. Un capitolo questo che di nuovo fu difeso dall’Italia dei rudimentali fax nell’estate del 1994 (decreto Biondi salva ladri) con una quasi insurrezione popolare (mai più vista da allora così veemente). In quello stesso anno la tenacia decennale di un popolo in stracci e costretto alla schiavitù, unitamente al lavoro di migliaia di attivisti europei armati di telefoni se andava bene, sconfisse l’Apartheid in Sudafrica. Poco prima era crollato il muro di Berlino, portando fra le altre cose all’unificazione della Germania, dove io ricordo l’esistenza di vibranti forze civiche anti imperialiste e anti nucleari di cui ora, col nostro stupefacente web, non si trova più traccia. E al nucleare, l’Italia del TG1, TG2 e TG3 seppe nel 1987 porre un freno netto, in un referendum che toccò punte dell’80% di cittadini contrari all’atomo, che oggi invece rialza la testa nell’indifferenza quasi generale. Gli anni delle cerbottane, dal 1980 in poi, videro anche l’esplosione della consapevolezza ambientale grazie a Greenpeace, e il crollo di dittature fra le più atroci della Storia moderna, in America Latina; lì lottarono per sbarazzarsi non dico di un Berlusconi, o della Camorra, ma di un impero neonazista finanziato e armato dalla più grande potenza mondiale, delle sua infinite camere di tortura e dei campi di concentramento. Lottarono morendo a decine di migliaia in condizioni disumane, e nessuno di loro mai cliccò un mouse, non c’era Facebook. Nel 1984, con una telecamera e un aereo bimotore, un singolo reporter, Mohamed Amin, portò sugli schermi del mondo la tragedia della fame in Etiopia, salvò milioni, l’ondata di indignazione mondiale costrinse i Paesi ricchi a mettere in agenda la fame dei poveri per la prima volta. Amin morì prima ancora che nascessero i blog. E così fu, in una lunga scia di vittorie contro la barbarie nell’era delle cerbottane.

Poi arriva la Rete, ohhhhh! Tutto quanto sopra viene in teoria potenziato nelle stesse proporzioni in cui lo Tzunami potenzierebbe l’ondina della risacca serale. I cittadini attivi del pianeta, i combattenti per la giustizia, scendono dal mulo e salgono sull’Eurostar, gettano la fionda e imbracciano i missili Cruise. E allora tutti con lo sguardo proteso in avanti in trepidante attesa di un’imponente rimonta, di un mondo migliore.

Negli anni che vanno dal 1995 a oggi la povertà nel Sud del mondo è salita a 2,7 miliardi di esseri umani, di cui un miliardo sopravvive con 1 dollaro al giorno rispetto agli 800 milioni di dieci anni fa (+200 milioni). La crisi finanziaria dell’anno scorso ne ha aggiunti 53 milioni, che rischiano la soglia della povertà. Negli Stati Uniti di oggi quasi 50 milioni di persone soffrono la fame, cioè non possono nutrirsi più di una volta al giorno; in Italia adesso il 17% delle famiglie è in grave difficoltà, rispetto al 10% ‘tradizionale’, l’11,2% non arriva a pagare le spese mediche, infatti un italiano su 5 non fa visite specialistiche per povertà. Oggi un 10% di italiani ricchi possiede la metà di tutta la ricchezza, un aumento di concentrazione notevole secondo la Banca d’Italia. E mentre la crisi alimentare sta uccidendo nel mondo numeri senza precedenti, i 12 miliardi di dollari promessi all’inizio del 2009 dai potenti per sradicare la fame (Millennium Development Goal) non si sono materializzati, mentre per salvare le banche ne sono stati spesi dai cinquemila agli undicimila di miliardi di dollari, secondo le stime. Ma cliccando sui mouse della nostra nuova macchina da guerra abbiamo eletto Obama!, certo. Cioè sfruttando la coglionaggine di milioni di attivisti di tastiera si è permesso a un truffatore guerrafondaio, omertoso protettore della CIA, filo sionista di ferro, baciapile dei banchieri che oggi ha il gradimento più basso nella storia delle presidenze USA dai tempi di Dwight Eisenhower, di occupare il posto di uomo più potente del mondo. Che risultato! Navigando con la nostra portaerei le portentose onde dei blog d’informazione, contro-informazione e contro-contro-informazione a suon di decine di milioni di articoli e video ci siamo fatti scappare dai buchi del radar circa 68 guerre, di cui due, Iraq e Afghanistan, nonostante abbiamo ricevuto la più ampia esposizione mediatica della Storia umana. Ah, scordavo, ci è scappato nell’era della trincea di tastiera anche il ritorno in grande stile della tortura, dibattuta tranquillamente sui banchi parlamentari figli di Cesare Beccaria, povero Cesare. La spesa militare globale del 2008, secondo SIPRI, è stata di 1.464 miliardi di dollari, con un aumento del 45% rispetto a dieci anni prima, altra risonante vittoria dei pc internettiani. Nell’era del web assieme all’onanismo dei social networks è esploso anche il nuovo Panic Marketing, quello della mucca pazza, di Ebola, della Sars, dell’Aviaria, della Suina, quello che ha il doppio scopo di distrarci in massa dalle questioni concrete e di alleggerirci il portafoglio, e lo sapete, vero, che a proposito di questo noi italiani siamo adesso in passivo per 184 milioni di euro cacciati nel pattume della Suina? E mentre noi cittadini cybercombattenti civici facciamo le ore piccole per non perderci la denuncia numero 430.871 del paladino numero 346 sul blog 5.329 dove sono postati i commenti numero 3.786.987.760, capita che i diritti dei lavoratori si siano estinti… ci siamo distratti un attimo e puff, non ci sono più. Oggi il 52% degli elettori di Berlusconi, di Berlusconi!, approva le occupazioni delle fabbriche da parte di operai disperati; i due terzi dei leghisti approva la mobilitazione della CGIL, e l’80% degli italiani sostiene i picchetti davanti alle fabbriche. Significa forse che un’ondata di sinistra sta spazzando l’Italia? No, significa che un’ondata di disperazione senza precedenti sta spazzando elettori a 360 gradi trascinati mai come oggi di fronte al crollo del bene essenziale del lavoro. Un milione e seicentocinquantamila lavoratori italiani se perdessero il lavoro non avrebbero neppure un euro dallo Stato. Il 61% di tutto il lavoro precario italiano è giustificato unicamente dalla “tendenza a ridurre il costo del lavoro e il costo-opportunità legato alla possibilità di licenziare”. Ma non eravamo noi, i cittadini attivi, che armati di webpower dovevamo migliorare la Storia? Perché sta tutto peggiorando nonostante il tripudio di megawatt di potere informativo e formativo della Rete? Quando il pool di Mani Pulite spedì in pensione (più che in galera) la classe politica della prima Repubblica non c’erano Grillo, Travaglio e i loro seguiti immani in Rete. Oggi ci sono, ma a detta dello stesso autorevole Travaglio le cose in quanto a mazzette sono molto peggio di prima (si legga il suo Mani Sporche). Silvio Berlusconi ha vinto quattro mandati, nonostante il Vajont di sputtanate che la Rete gli ha riversato addosso, la sinistra sta al British Museum accanto alla stele di Rosetta. Le Mafie aumentano gli introiti ogni anno, oggi sono a circa 91 miliardi di euro di bottino. L’Europa ci toglie le costituzioni nazionali e la sovranità col Trattato di Lisbona, che di nuovo è filtrato indenne attraverso la nostra possente Rete fottendosene della prerogativa democratica di 500 milioni di cittadini. La lotta al riscaldamento globale ristagna. I banchieri impoveriscono il mondo per dodicimila miliardi di dollari in 12 mesi truffando i cittadini, ma neppure uno di loro finisce in galera, anzi, molti incassano bonus milionari. Le donne dell’era web ridotte a pezzi di scottona sculettanti che hanno orgasmi negli spot con lo yogurt o strusciando un piano cucina, ridotte con l’ano zoomato in edicola o a essere viste ma non udite in Tv. Avete più visto una protesta nelle strade? E infine Haiti. Cosa abbiamo fatto noi eroi del web attivo, noi combattenti di tastiera per gli ultimi della terra? Vorrei che vi fosse un solo essere umano ad Haiti oggi, vivo o morto, che abbia lasciato scritto “dal 1995 le cose sono cambiate qui. Grazie ‘belle anime’ di Internet”. Nel 1994 il loro presidente democraticamente eletto, Jean Bertrand Aristide, fu rimesso da Clinton al suo posto dopo che la CIA nel 1991 aveva pensato bene di cacciarlo, dato che ahimè gli haitiani avevano avuto il coraggio di votare per il solito partito sbagliato (cioè quello che piaceva a loro e non a Washington). Ricordo bene da cronista che in occasione del golpe del ’91 un certo clamore di stampa si era fatto sentire. Dieci anni dopo, nel 2004, di nuovo Francia e USA decisero che Aristide non era accettabile, lo caricarono letteralmente impacchettato su un aereo diretto in centro Africa, e ripresero a succhiare il sangue alla popolazione stremata dai SAP del Fondo Monetario Internazionale. In un rapporto del Dipartimento di Stato americano di allora si leggeva che “il commercio per export e le politiche d’investimento che imponiamo, schiacceranno senza pietà i coltivatori di riso ad Haiti”. Ma nel 2004 avevamo la Rete, i mouse al plutonio, i missili web, i blog nucleari… esplodemmo due petardi. Mi fermo qui, ai piedi di quei 200.000 morti.

La conclusione che propongo è chiara. L’arrivo di Internet nelle trincee della lotta sociale non ha migliorato il mondo, né l’Italia, anzi. Questo perché, come ho già scritto, il suo scopo era e rimane quello di drogare milioni di persone comuni, e di far scadere i pochi attivisti in una patologia ossessiva da attivismo di tastiera che li rendesse del tutto inutili. Ci sono riusciti, il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri, ed esseri umani per millenni prima di loro, hanno saputo fare per cambiare il loro mondo. Ed è per questo che io ridicolizzo chi come Antonella Randazzo pretende sovvenzioni perché deve poter dedicare ancora più tempo a scaricare in questa casa di pazzoidi drogati ancora più informazioni. Ecco perché attacco Travaglio e i suoi partner dell’Industria della Denuncia e dell’Indignazione, che significa altre tonnellate di informazioni riversate in questa allucinante discarica del web per produrre solo il nulla. Mentre l’Italia marcisce e il mondo muore. Ecco infine perché dico da tanto tempo che ogni singolo cittadino occidentale sa da decenni e alla nausea cosa non va, la tragedia è che non sa più cosa farci.

E allora, cari colleghi di Paolo Barnard, tu Paolo Barnard e voi tutti popolo del web: il web è stato creato per toglierci definitivamente le palle, non ci serve a nulla nella guerra col nemico. Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi, piantiamola di pubblicare a raffica (noi autori e voi siti), ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo? Perché il Potere mi ha fottuto, ancora una volta?

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=174
18.01.2010

Pubblicato da Davide

  • handbill

    vero, tristemente vero …

  • nautilus55

    Arpanet ci fu “girata” quando fu sconfitto l’orso russo: non serviva più. Senza il web, il commercio globalizzato avrebbe notevoli fficoltà.

    Detto questo, ovvero che non ci hanno regalato niente che non servisse principalmente a loro, che il web sia una portaerei è dubbio.

    Potrebbe esserlo, ma la “portaerei” dei mille network è una Nimitz dove il missile non ha elettronica, il caccia non ha kerosene, la sala dello stato maggiore è vuota. Questo è il problema: molta informazione, nessuna organizzazione. Saluti.

  • idea3online

    Hai ragione. Non solo ci rende dipendenti, ma rovina anche la salute, in quanto stare fermi per ore in modo video dipendente disattiva le doti divine del nostro corpo creato per camminare e vedere la vita vera e non virtuale che vive intorno a noi. Sono sicuro di una cosa che l’articolo ha confermato quello che pensavo, però devo ammettere che il 99% dei popoli verrano drogati. Spero di non fare la fine del fesso anche io.

  • pasqui

    ok, internet ci ha pure rincoglioniti ma senza di esso saremmo ancor più “stronzi”. Come ormai noto la tv e i giornali sono controllati e dicono solo cazzate o almeno solo quello che vogliono che noi sappiamo, senza il web non saremmo a conoscenza di tante cose come: scie chimiche, signoraggio, i veri padroni, progetto HAARP ecc.. L’unico problema è che per colpa sua ormai non sappiamo neppure più scendere in piazza!!

  • Nellibus1985

    Mi dispiace ma non sono affatto d’accordo, e sto facendo seriamente fatica a seguire la logica di Barnard. Già non ho mai compreso appieno come potesse un giornalista, tra i fondatori di Report, quindi per anni ed anni regolarmente in onda in prima serata, sparare a zero sulla vacuità dell’universo televisivo un minuto dopo averlo abbandonato; così come non riesco a comprendere come egli possa puntare il dito contro il mondo di internet, vero e proprio bordello informativo, dopo aver creato un sito che porta il suo stesso nome e aver pubblicato decine di articoli online ripresi anche dal presente sito. Non capisco come possa indignarsi contro gli intellettuali dall’io enormemente ipetrofizzato, portatori di un culto della visibilità “alternativo” (addirittura Massimo Fini è stato tacciato di ciò) dopo aver caricato di propria mano decine di filmati in cui si cimenta nel ruolo di fonte a cui afferma da tempodi ambire. Detto questo non ci trovo proprio niente di nuovo in questo articolo. Il mondo che ancora riusciva a cambiare solo venticinque anni fa è, secondo me, una grossa mistificazione. Gli equilibri geopolitici erano diversi ma il succo era lo stesso di oggi. Il dio denaro era già abbondantemente riverito all’epoca e i grandi cambiamenti di cui si fa cenno costituiscono solo una minuscola parentesi positiva nel mare di sofferenza generale. Qualcuno ricorda la distruzione del welfare dei signori della deregulation alla Ronald Reagan o allla Margaret Thatcher? Qualcuno ricorda la violntissima aggressione israeliana al Libano (senza subire alcuna conseguenza)? L’invasione statunitense di Panama, la guerra del Golfo, le guerre civili Jugoslava e Ruandese? Quello che Barnard definisce “vero potere” affermava le proprie volontà attraverso strumenti diversi, non meno efficaci. Il processo di deterioramento è iniziato molti anni fa e da allora non accenna battute d’arresto. I poveri sono sempre più poveri e più numerosi, i ricchi sono sempre più ricchi e meno numerosi; una sparutissima minoranza di persone dispone dell’85% delle risorse mondiali. E’ stato sempre così anche prima di internet, e questo un giornalista attento come Barnard lo sa di certo. E’ sicuramente credibile che internet sia una geniale risorsa escogitata dai potenti per rincoglionire la popolazione, non lo metto in dubbio, ma è solo l’ultima; decenni fa l’organo di fiducia del potere era la stampa, il quarto potere così meravigliosamente descritto nel celebre film di Orson Welles, poi venne l’epoca del quinto potere, ed oggi è giunta l’ora del potere del web. Cambiano i tempi, cambiano gli strumenti, ma i fini rimangono gli stessi, e anche l’efficacia è rimasta la stessa. Per quanto mi è possibile cerco con tutte le mie forze di fare del mio meglio per combattere gli aspetti che aborro di questa orrenda inciviltà dei consumi, e non è stato certo internet ad impedirmi di operare in questo senso. Possiamo anche spegnere tv e computer, chiudere ogni giornale e gettare sul fuoco ogni libro come nel bradburyano Fahrenheit 451, ma che risultati otterremmo in termini di capacità di cambiamento sociale? Io credo nessuno. Non è colpa di internet nè dei giornali nè della tv, la colpa è la nostra, che individualmente possiamo anche provare sincero raccapriccio nel momento in cui veniamo a conoscenza delle ragioni vere per cui viviamo sommersi nell’abbondanza e nello spreco, ma a livello collettivo abbiamo barattato da decenni il concetto più alto di giustizia sociale e globale con i comfort che ci garantisce la società dei consumi, così efficacemente descritta da Jean Baudrillard. I pochi che intendono ribellarsi seriamente hanno le mani legate perchè i più non sono minimamente disposti ad accettare alcun tipo di privazione. Saluti

  • mazzi

    Barnard, come al solito parti in quarta e tendi a esagerare. Dai al potere un intuito, intelligenza e capacita’ precognitive che non ha. Sono un branco di idioti pressapochisti come tutti in tutti i campi del sapere umano (e la psicologia e psicologia delle masse non sono scienze esatte). Costoro, i fedeli spin doctors del Potere, sono solo, semmai, un po’ piu’ a senso unico.————- Si, certo, il net rappresenta attraverso l’informazione alternativa, una valvola di sfogo dello schifo e dello scazzo (ci informiamo e ci scandalizziamo, poi ci informiamo e ci scandalizziamo e poi continuiamo a fare la stessa cosa senza mai raggiungere il tetto dello schifo perche’ lo schifo non ha mai fine).———————- Dimentichi tuttavia che 1) la gente e’ cambiata, e’ diventata sempre piu’ impaurita, piu’ edonista, piu’ egoista, piu’ viziata, piu’ disinteressata, piu’ stupida, ma questo miracolo e’ stato reso possibile non tanto dal net quanto dalla scatola magica e dall’importazione e imposizione di una cultura squallidamente superficiale, promossa da certa parte politica, e abbracciata senza riserve dai giovani e dalla classe media. 2) che la maggior parte della popolazione non fa uso eccessivo del net e coloro che ne fanno uso costante, per la maggior parte spediscono cretinate via mail, guardano siti porno, se la contano su facebook ecc.———————– Chi ha distrutto la militanza politica e’ stato il rimbambimento generale e lo sgretolamento dei partiti di massa ottenuto attraverso la complicita’ di giornalisti e intellettuali, nonche’ un costante martellamento mediatico teso a dividere e confondere (la farsa di craxi non ti dice niente, no?).————————- E’ di questo che stiamo ancora soffrendo, se mai ne guariremo.

  • scemodelv

    Vediamo un pò prima di internet,della televisione,ecc.., il mondo era………………. un paradiso poi venne il serpente che tentò Eva…….
    Ho scoperto che Dio è stato il primo potente che ci ha fottuti.

  • fm

    Quello che dice Barnard e` condivisibile ma trovo che non sia totalmente corretto. Per prima cosa non credo che “Il Web” sia stato un esperimento progettato a tavolino.Il Web ed internet hanno un valore enorme.

    Purtroppo sono stati gli attivisti a non aver utilizzato questo mezzo in maniera corretta. Da mezzo di coordinamento per le “proteste con la cerbottana” e` diventato un mezzo per disseminare informazione a piu` non posso seguendo il principio che una totale consapevolezza e` necessaria prima di ogni azione. Cosa che e` evidentemente falsa.

    E` stato l’entusiasmo che ha drogato gli attivisti (che prima scendevano in strada) e che li ha man mano fatti migrare verso le tastiere. Le nuove generazioni hanno appreso a digitare invece che sfilare ed il danno e` fatto. Ovviamente visto che digitare e` piu` facile di scendere in strada ai veri attivisti convertiti alla tastiera si sono unite le schiere infinite di attivisti da tastiera che sono nati solo con la tastiera in mano e che non hanno mai calcato una strada con uno striscione in mano (salvo le varie kermesse tipo V-Day, no-B-Day, etc.)

    Ci vorrebbe un gruppo sostanzioso di persone che riscenda in strada e che torni ad utilizzare internet per quello che dovrebbe essere : un utile strumento di coordinamento per “proteste con la cerbottana”

  • rosacroce

    P barnard:ci dice di spegnere interneteT

    E ACCENDERE LA TV PER GUARDARE I TG E I PROGRAMMI DEL VESPONE,
    che cosi facciamo la rivoluzione,
    o magari di leggere il corriere e la reppubblica,e i loro bollettini redatti direttamente dai capi a LONDRA,CHE COSI è COME UNA VOLTA ,CHE ERA MEGLIO quando ci raccontavano le favole a senso unico,dei bellinbusti IN TV-

    questo è fuori di testa,di brutto.
    se io capisco qualcosa di quello che succede ,LO DEVO A INTERNET E ALLA POSSIBILITà DI SENTIRE OPINIONI E FATTI MOLTO DIVERSI TRA LORO.
    IL MONDO DI IERI SENZA INTERNET ERA UN MONDO DI IGNORANTI A DIR POCO.DI GENTE INSTUPIDITA DAI MEDIA A SENSO UNICO.E DAI BOLLETTINI DEI CAPI,SENZA ALTERNATIVE .
    ORA ANCHE IO POSSO DIRE LA MIA ED ESPRIMERE
    OPINIONI CONTRO ,COME STO FACCENDO,
    UNA VOLTA NON MI SAREBBE STATO POSSIBILE ,rispondere a p barbard avrebbe parlato solo lui in tv,dove è stato per anni.
    chiunque capiosce che il discorso del nostro eroe NON STA IN PIEDI ,SONO UN MUCHHIO DI FANDONIE.

  • nicus

    dice di spegnere interneteT E ACCENDERE LA TV PER GUARDARE I TG E I PROGRAMMI DEL VESPONE

    scusa, rosacroce, potresti gentilmente segnalarmi il passaggio in cui l’autore esprime questo concetto? ho cercato attentamente, ma non l’ho trovato.
    grazie.

  • AmonAmarth

    Ecco appunto, molto buona la tua similitudine fm: creare > … E’ quello che è venuto in mente anche a me leggendo l’articolo, ovvero utilizzare questa super portaaerei per FARE qualche cosa, e non solo leggerla… Da dove partiamo? Come recuperare tutti sti tastieromani? (Compresi anche e soprattutto i sottoscritti?). Su cosa puntare e come ottenere risultati ora in questa situazione? Io a “proteste con la cerbottana” aggiungerei anche “azioni concrete”, rivendicazioni dirette di massa sul terreno, altrimenti è la solita solfa: la solita passeggiata e messa in ridicolo, e tutti di nuovo a casa sulla tastiera a indignarsi! …Un grosso ostacolo al realizzarsi di tali sogni e rivendicazioni è la non-convinzione e la percezione dei problemi più grossi come talmente giganti da essere astratti (Come faccio IO a non essere divorato dai progetti dei veri potenti?)… etc etc… Chi riesce a rispondere a queste domande? Quale organizzazione credete debba essere creata per agire in modo concreto e diversamente dalla sola cascata informativa? Chi sa dell’eseistenza di qualcosa di simile che stia prendendo piede? Se posso dare un mio piccolo parere credo una buona cosa sarebbe rivendicare una drastica rilocalizzazione del potere decisionale, insomma: meno democrazia rappresentativa e molta più democrazia diretta. Questo potrebbe creare delle isole o regioni in cui per fare un solo esempio, il Trattato di Lisbona non potrebbe avere alcun effetto… Sperando in una metastasi transanazionale… Anche e non solo per il discorso politico: energia, agricoltura, vita sociale, sostenibilità, etc.. Voi cosa ne pensate? Un saluto a tutti.

  • airperri

    Mitico Barnard…

    Internet.. inFernet se preferisci, puo’ come ha scritto giustamente qualcuno, servire a coordinare proteste che devono necessariamente finire in una grande piazza.
    Certo, anche a me la sensazione di impotenza di fronte a tanto marciume e’ grande: sappiamo chi sono, cosa fanno, a che ora mangiano o quale attico affittano a prezzi popolari, ma non cambia nulla.
    Internet puo’ servire a informarsi con lo scopo di organizzarsi per porre fine a situazioni che nulla hanno a che vedere con termini come Repubblica o Democrazia.
    Io personalmente ci ho rinunciato caro ‘Frankie’ Barnard.. Ho comprato un terreno in america latina, sul mare. Ora ci ritorno e costruiro’ due case: una per me ed una da affittare, cosi’ ci campo. Non avro’ il Range Rover o un de Chirico alla parete, ma almeno faro’ quello che mi piace fare e senza ingrassare i politici italiani, senza parlare dei colleghi avvocati e dei pescecani che girano ormai in citta’ .. Che si ammazzassero tra di loro.
    Quando la casa sara’ finita (quest’anno) ti invito con piacere.
    Saludos

    ps: se ci fosse una rivoluzione di quelle serie (anche se dubito qui in Italia..) allora chiamami pure che ritorno.

  • sheridan

    Bravo Barnard.! Finalmente lo hai detto che siamo ridotti a una combriccola di stronzi che passano le notti a “informarsi” anzi che’ fare cose piu’ piacevoli. Questi si sono rimbambiti a tal punto che vogliono fare la rivoluzione con la tastiera, le sane rivoluzioni di una volta si facevano coi forconi non con quattro imbecilli che discutono del signoraggio, del trattato di lisbona e poi vanno a dormire felici a soddisfatti credendo (poveri pirla!) di aver fatto la loro parte di rivoluzione perche’ hanno “infomato” gli altri!!! Su internet c’e’ la classica banda “armiamoci e partite!”, tutti vogliono informare e nessuno vuole partire. L’unica cosa che non codivido e’ l’attacco a Grillo, secondo me e’ l’unico che e’ riuscito anche ad uscire dalla rete e a provare a fare qualcosa di concreto mettendoci la faccia e giocandosi la carriera. Purtroppo pero’ ogni volta che nasce un nuovo movimento, tipo il popolo viola, anziche’ aggregarsi si vuole “distinguere” e allora siamo punto e daccapo. In questo paese del c…. ognuno che riesce a mettere insieme 50 persone si monta la testa e dice che ce l’ha piu’ lungo degli altri e cosi’ non si fa mai massa critica.

  • art-it

    Intanto cominciamo dalla politica.
    Equo compenso agli artisti tramite la tassazione sulla produzione di infrastrutture per l’utilizzo e la distribuzione di contenuti. Sembra interesante……
    Ne stanno discutendo dopo la proposta del Ministro Bondi.
    Occorre però aggiungere che manca la società civile con codici di autoregolamentazione collegabili a suddette proposte.

  • GioCo

    Non mi fermo a leggere i commenti, perché da qualche tempo comprendo il senso degli scritti di Barnard a un altro livello e li condivido, precisamente da quando sto tentando con amici di creare una struttura con intenti sociali, per aiutare famiglie con parenti nello spettro autistico.
    Ciò che riscontriamo è una perdita disarmante del senso del sociale generale. Mi rendo conto che dirlo così, pare ci si riferisca alla solita indifferenza o al cinismo di preferire una vita comoda (per chi ancora se lo può permettere) allo sforzo di fare “qualcosa” per gli altri. Tuttavia non è questo: non osserviamo nemmeno sfiducia. Anzi!

    La fotografia della situazione è diversa, ma altrettanto disarmante: semplicemente le persone non reagiscono quando devono scegliere se “mettersi in gioco” oppure no. Utilizzano ciò che offrì e gentilmente ringraziano, magari anche con piccoli contributi economici (e a volte neanche quelli) senza comprendere che si tratta del duro lavoro di decine di persone che volontariamente contribuiscono e che “compartecipare” significa “garantire” a tutti e per un tempo illimitato quell’aiuto.

    Nel caso migliore si comportano come si trovassero in un supermercato, in quella peggiore come se si trattasse di un ente di carità o di un servizio pubblico.

    Pare che il senso del “compartecipare” sia evaporato dalla mente delle persone e non mi riferisco a persone ciniche, disumane, stupide, bigotte, drogate da ideologie o da internet, ma a persone qualunque di una città qualunque. Oggi sono stato a un evento che parlava di sindromi autistiche a cui hanno partecipato 200 persone su un afflusso previsto di circa 70-100. L’evento è interamente organizzato da UNA MADRE SOLA tra infiniti problemi personali ed economici, non gli uffici pubblici e gli enti della società civile, una madre.
    Non uno si è fatto avanti per dire “hei! sono qui, posso dare una mano anche io?” oppure a interessarsi alla realtà che vi era dietro l’evento. Non si tratta di un caso isolato, è solo l’ultimo esempio di qualcosa che “respiro” ogni giorno e che effettivamente vivo con crescente disarmo e preoccupazione: la totale incapacità di creare relazione sociale.
    Spesso tra noi scherziamo, per tirarci su, osservando che la gente comune pare più autistica delle persone diagnosticate.

    Se non si ricrea un tessuto sociale, se non si accantona TV e PC per scendere in strada a ricreare reti di solidarietà umana con i propri vicini di casa, tramite le piccole cose pratiche e immediate che possano contrastare l’ondata di impoverimento che schiaccerà quasi tutti, allora sarà il frigorifero vuoto a fare questo miracolo. Solo, mi chiedo, se per allora avremo ancora la forza e l’acume di reagire civilmente o diventeremo tutti bestie. Temo che in borsa siano già aperte le scommesse.

  • AldoVincent

    Ahimè, povero McLuhan, tutti lo citano e nessuno lo legge.
    Eppure lui, oltre ad aver profetizzato quasi tutto (meno Google), su questo argomento è stato molto chiaro.
    I mezzi tecnologici di comunicazione, che lui considera protesi dei nostri sensi, (meno il computer che essendo una propagazione della mente assume carattere di campo) vanno ad amplificare quello che già siamo.
    Non scendiamo in piazza oggi perchè c’è internet e non siamo scesi in piazza ieri col fascismo, e la rivoluzione francese la iniziò un 15% della popolazione, perchè siamo quello che siamo.
    Eppoi questa sensazione che i giornali e le televisioni siano gestite ad uso e consumo del Potere, come lo si è scoperto? Con le nuove tecnologie…

    Agli inizia della guerra fredda il generale David Sarnoff accettando una laurea ad honorem presso l’Università di Notre Dame tenne una “lectio magistralis” che trasse in inganno milioni di persone per decenni. Egli disse:
    “Siamo troppo propensi a fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In se stessi i prodotti della moderna tecnologia non sono né buoni né cattivi, dipende dall’uso che se ne fa.” Come dire che si costruiscono armi che non sono né buone né cattive, le pistole per esempio se in mano alla polizia uccidono un criminale sono buone, se in mano ad un criminale uccidono un bambino sono cattive. Come dire che le torte alle mele non sono né buone né cattive, dipende dall’uso che se ne fa: portate ad una festa sono buone, tirate in faccia alla sposa sono cattive… spero vi rendiate conto che anche in questo caso la domanda è mal posta.

    Il generale nella sua lezione portò ad esempio la stampa e sottolineò come malgrado essa fosse stata veicolo di materiale deteriore, fosse anche la principale causa della diffusione della Bibbia. A questo generale e a tutti coloro che ripeterono per decenni questi concetti, non li sfiorò nemmeno l’idea che qualsiasi apporto tecnologico non può far nient’altro che AGGIUNGERSI a quello che già siamo.

  • rosacroce

    MI sembra evidente ,che se rinunci a internet,
    l’unica informazione che ti resta è la tv e i giornali di regime.
    è sottointeso nel discorso strampalato che fa’,ma cosa pretende la rivoluzione da internetet?

  • bardo

    ma è illusoria la sicurezza che ha il Potere di averci stracciato l’anima, te lo assicuro – quei signori che hai nominato più sopra, bruceranno nell’arco di una notte, tutti insieme, non vedranno più l’alba sulla terra, te lo assicuro

    non ti dannare, paolo, non puoi agognare che l’intero genere umano colga l’opportunità e la necessità di ribellarsi al Potere, non è così che funziona

    e non è così che questi signori bruceranno – costoro sono lì, per ora, proprio perchè hanno rifiutato la loro anima individuale ed hanno costruito (è il termine giusto) un’ammasso collettivo, una forme informe, il Potere appunto

    non ti preoccupare, lasciati sospigere anche dal vento della speranza, oltre che dal giusto sdegno; il nostro cammino è di anime singole, è giusto così, è qui la nostra forza, noi sappiamo chi siamo, soros e bllomberg non lo sanno fuori dalla loro loggia o lobby o sala riunioni che sia

    vinceremo noi, anche se siamo sparpagliati, anche se ognuno sceglie il proprio momento ed anche se non lo sceglie affatto

    si chiama libertà

    enfatizziamo ciò che ognuno di noi decide, nel bene come nel male; crediamoci, che ognuno di noi abbia il suo percorso da fare

    non strilliamo come vipere chiamando le genti a raccolta

    no no no

    non è così che funziona

  • Valdez

    non sono d’accordo.
    Prima di tutto perche’ se non ci fosse internet non parlerebbero un sacco di persone che invece qualcosa da dire ce l’hanno. Un paio di esempi per tutti: Fulvio Grimaldi sarebbe scomparso, Gianluca Freda non esisterebbe nemmeno.

    Non si saprebbe niente del panfilo Britannia, niente di quello che succede in Iraq, Vittorio Arrigoni non avrebbe detto quello che succedeva a Gaza un’anno fa.

    Non sapremmo nulla della crisi economica se non che bisognava aiutare le banche, anzi, sapremmo che questa non c’e’ proprio. Le torri gemelle? Solo quello che volevano sapessimo. La Palestina? Se le cercano, quei poveracci della shoa vengono bersagliati dalla mattina alla sera. Afghanistan, Georgia, che ne sapremmo? Le strutture di potere quelle vere, i collegamenti nei posti chiave dell’amministrazione dei nordamericani, chi te le avrebbe dette? Le rivoluzioni colorate? Esercizio di democrazia. ecc. ecc. e’ inutile andare avanti.

    Il problema non e’ che internet ci ha messo davanti ad un videogioco, ma che l’informazione ufficiale ha fatto il suo lavoro di propaganda: ha coperto la realta’ e la gente vede un mondo che non c’e’. Anzi, non lo vede proprio.
    Non e’ stato internet a disgregare il tessuto sociale, ma i media ufficiali. Ci hanno messo almeno trent’anni, ma hanno fatto un cambiamento epocale nelle teste della gente.

    Il controllo che questi hanno sulla psicologia della gente e’ enorme, la sola possibilita’ di smantellarlo e’ quella di essere consapevoli di quello che succede, di comunicarci informazioni, altrimenti ci fottono di nuovo.
    Se non sappiamo cosa sta succedendo, questi di noi ne fanno carne di porco.

    E chi ce lo direbbe, marco travaglio? No, vero? Lo dici pure tu. E allora come?
    I nostri padri e i nostri nonni si sono fatti 2 guerre mondiali che non volevano fare. I nostri bisnonni sono stati fatti a pezzi dalle mitragliatrici di Bava Beccaris, a cui i nostri nonni e i nostri padri hanno intitolato piazze, scuole e pure giardinetti.
    Se non prendi coscienza, se non capisci che cazzo sta succedendo, a questi gli fai il piu’ grande favore della storia.

    Questo c*zzo di internet avrebbe dovuto essere un grande centro commerciale, secondo loro. Invece per molti e’ la piazza che ci sta davanti, e questi nel centro commerciale non ci vogliono andare, anzi si radunano e fanno i sovversivi. E’ per questo che in tanti, ma tanti posti di raduno come questo ci scrive anche gente che cerca di imbrogliare le carte, oppure butta tante vagonate di merda sperando che la gente si allontani.

    Ora, senza fare tante polemiche, ma ci hai pensato che quando i computer erano grossi come fabbricati in una famiglia bastava lo stipendio di una persona e che adesso le donne guadagnano mediamente il 30% di meno degli uomini e che questi hanno stipendi che in proporzione non hanno paragoni con quelli di prima? Ma chi ci ha guadagnato, le donne?
    Credo che anche in quel caso ci hanno fottuti, maschi e femmine (le femmine di piu).

    No, no, teniamoci in contatto, che e’ meglio.

  • Valdez

    Proprio cosi’. quoto

  • renatino

    …PER FARE LO STRONZO! (lo senti, lo vedi)-http://www.youtube.com/watch?v=io2_vBtGgwM –

    A parte le canzonette (serie), ma mi è venuta spontanea.
    Ormai ci sta tutta sta roba tipo internet, i pc ed etc. e non puoi dire che un mezzo possa fare un’uomo!
    Capisco benissimo il tuo disappunto più di quanto pensi.
    Conosco il web da quando eravamo 4 gatti e più di una volta questi ultimi anni mi son domandato cosa è diventato sto web!!
    Un cacatoio!! Ma più o meno come fuori nel reale, solo che qui non senti la puzza (per il momento!!).
    Per riprendere il discorso del mezzo che non fa un’uomo posso aggiungere che anche la tv ha fatto(e fa) lo stesso effetto.
    Sull’uso smodato ed ossessivo d’accordissimo con te.

  • maristaurru

    Il PC è solo un mezzo, può essere usato bene o male. Non basta avere un computer in casa per cambiare la propria vita ed acquisire consapevolezza, sarebbe come se negli anni in cui un sacco di ragazzi andavano casa per casa e vendere enciclopedie , di conseguenza avremmo dovuto aspettarci una cultura enciclopedica nelle famiglie Ialiane. Invece per lo più presero polvere negli scaffali o vennero usate alla bella e meglio per qualche ricerchina scolastica. Così la Tv, c’era chi la accendeva 12 ore al giorno, cera chi la usava per informarsi nei limiti del possibile.C’era chi ci rimbecilliva.

    Il Pc resta comunque secondo me , oltre che una opportunità mancata rispetto alle aspettative, un mezzo per conoscere persone che mai avrei potuto conoscere, anche lontanissime, persone con le quali poi incontrarsi fuori dello spazio virtuale, confrontarsi, cercare di unire potenzialità , idee, conoscenze, e chi sa, imparare a renderci utili nel nostro piccolo. senza contare che, visto che soffro di insonnia..leggo

  • maumau1

    una serie di incongruità:

    1) ci sono pressioni del *GAO * (nei confronti della protezione civile USA la Homeland security department ) un ente governativo che si occupa di come vanno spesi i soldi delle tasse USA ossia il Government Accountability Office (GAO) che si autodefinisce sul suo sito ufficiale “the investigative arm of Congress” and “the congressional watchdog ” http://www.gao.gov/ affinchè in USA in caso di pandemia,la rete vada chiusa ecco il documento ufficiale proposto dal GAO al governo dal nome ”*INFLUENZA PANDEMIC” http://www.gao.gov/new.items/d108.pdf sono 77 pagine ..
    Il capo del GAO viene deciso dal presidente degli USA e poi confermato dal senato e resta in carica per 15anni,attualmente è Dodaro(un italo americano,maledetto sempre noi,siamo i peggio,dopo lo schema Ponzi,e quell’altro pazozide di Negroponte e tanti altri..) http://en.wikipedia.org/wiki/Eugene_Louis_Dodaro
    La motivazione è assurda ma purtroppo reale e dice in sintesi che milioni di malati a casa si metterebbero su internet a giocare e questo bloccherebbe i server e quindi chi fa trading non riuscirebbe più a farlo e questo bloccherebbe l’economia!
    Ovviamente una scusa per bloccare la diffusione delle informazioni dirette.
    Questo prova che ormai anche chi l’ha creato internet non si aspettava che gli si ritorcesse in parte contro.

    2)Lo stesso Obama si era fatto promotore di una legge contro il Web terrorism ossia di dotarsi di un potere di chiudere la rete nel caso di attacco ai gangli dello stato o dell’economia USA.
    Altra scusa per bloccare la comunicazione diretta qualora si dovessero compiere misfatti,da parte dello stato ,ovviamente ossia limitazione dei diritti individuali.
    La legge è ancora ferma ,ma sullonda della sicurezza ci vuole poco ad approvarla.
    Questa è quindi un ‘altra prova che almeno internet sia sfuggita di mano.

    3)Che ovviamente possa essere utile perchè è più facile individuare gli antagonisti(che lasciano sempre una traccia informatica) è ovvio,ma dall’altra costoro hanno una formidabile arma per informare gli altri.

    4)Che abbia rilanciato il commercio non è solo un guadagno loro,ma pure nostro..visto che acquisto le stesse cose ad 1/3 del prezzo quando va bene..e con notevoli sconti quando va male..e questo mi permette di lavorare meno e dedicarlo a miei hobbie,cosa che va contro di fatto ai fini delle elite (gli stessi che hanno diffuso internet) che tendono di fatto a diminuire il potere di acquisto dei salari creando iperinflazione o operazioni come quelle dell’euro che hanno di fatto dimezzato il potere d’acquisto e i risparmi.. proprio per farsi che per sopravvivere si debba lavorare sempre di più fino a 18ore al giorno in modo che non rimane niente per se stessi di tempo..e quindi non possono essere certo scoperti i meccanismi dell’imbroglio globale delle banche..

    5)che internet spinga di fatto a pagamenti digitali e quindi a ridurre la cartamoneta è ovvio e questoa loro fa comodo perchè si limeteranno sempre di più a spostare cifre su un computer mentre noi porteremo tutto i ldenaro in banca..cosa che risulta anche utili quando vorranno come con l’euro dimezzare la moneta..non dovranno manco ristamparla e lo faranno in un nanosecondo…come avvenna in germania dopo la seconda guerra mondiale col marco..svalutato da un giorno all’altro e gli si diede in cambio il nuovo marco con cui la gente comprò la pistola per uccidersi..

    6)Una cosa è certa,molti usano internet per trovare la stessa informazione
    che troverebbero sui media o sul cartaceo ed è questo il modello sperato e perseguito dall’elite.. ma non si preoccupano più di tanto se il 5% ha capito dove è l’imbroglio in quanto non sono massa critica..lo è il 95% che continua a dormire…e quindi l’elite dorme sonni tranquilli…
    loro sapevano già quando l’hanno diffuso non tanto che avrebbe creato dipendenza ma che il 95% delle persone lo avrebbe usato più o meno come usa una tv..e cosiì è stato..
    Non ci vedo tanto il fatto che volessero tenere prigionieri alla tastiera quel 5% che anzi come dice Bush nel filme ”corporation” dimostra che c’è democrazia e libertà!

    7)Il fatto che internet renda incapaci di manifestare forse è vero..ma banard dimentica che in una società mediatica è inutile manifestare..tanto viene fatto vedere quello che vogliono e pure se ci scappa il morto come a Genova alla fine se la rigirano come vogliono compresi i tribunali…
    meglio starsene a casa ,anche senza internet ed allevare i proprii figli a pensare.. cercare di farlo sapere agli amici è illusorio chi non lo sa è perchè non lo vuole sapere ,si limita a fare la sua piccola vita ,casa e lavoro,sperando di non venire mai turbato e se poi succede qualcosa scende dalla nuvole…
    Intanto nel caso della suina il tam tam che ha impedito la vaccinazione suina è partito da internet non certo dai giornali o dalle tv e per una volta internet ha battuto giornali e tv..
    alla fine la Novartis e le altre le hanno venduto lo stesso le dosi e noi le abbiamo pagate…ma quelli che non usano internet o lo usano come se fosse il televisore si sono salvati grazie a siti come questo…
    Questo non era certo prevedibile dall’elite che ha le sue armi di punta nei produttori di vaccini e nei media tradizionali…che hanno fallito miseramente.. convincendo solo il 3% della popolazione…di fatto internet ha vinto rispetto a tv e giornali…
    Che pensate che chi controlla il tutto non se ne sia accorto?
    fa finta di nulla ma riflette su cosa hanno creato..su quanto di positivo porti e quanto di negativo per loro…di come si quel 95% di persone programmabili e quindi allergiche a comprendere tutto quello che va aldilà di casa e lavoro e di tutto quello che gli dice il telegiornale…si sia di fatto fidato di complottisti forse perchè interviene un qualcosa a livello subliminale ,un istinto di sopravvivenza ,sopito in altre occasioni che ha scelto aldilà del razionale…

    Sicuramente le elite stanno affinando il controllo e cercando di ovviare a questi incovenienti..

    8)manifestare modificare con vecchi mezzi8come i nostri padri) la realtà ,in una scoietà mediatica è impossibile l’unica speranza è usare gli stessi mezzi

    9)non sarei quindi molto pessimista ,ripeto l’unica è che siamo una ridicola minoranza ma non programmabile e quindi per ora innocui (o solo leggermente fastidiosi come una mosca che ronza)ma in un ipotetica soluzione finale..da eliminare..

    ciao

  • marco08

    E fu cosi che ci attaccammo tutti al tubo del gas e privi di ogni speranza finimmo la nostra web resistenza. Caro Barnard questo è il tuo lato meno incisivo. Il web dovresti saperlo è sata la tua unica ancora di salvezza ,ti ha dato modo di far conoscere il tuo caso e apprezzare le tue parole.Ogni nuovo sistema e scoperta ha i suoi lati negativi o positivi basta saperli filtrare attraverso il buon senso e le proprie idee. Però che sto a postare bisogna chiudere è tutto inutile…. Continuiamo a farci del male ciao!

  • ottavino

    Paolo Barnard, ovvero il pessimismo cosmico……

  • redme

    concordo….sarebbe come dare la colpa a gutenberg di tutte le stronzate che scrivono sui giornali…la storia la cambiano le idee non i mezzi di diffusione….i soliti attacchi di bile di PB…( e in copertina indovina chi cè?)…ciao

  • edo

    Paolo: “Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi”.
    Ok Paolo, andiamo tutti a puttane.

  • cloroalclero

    Paolo Barnard generalizza troppo e se la prende col mezzo, quando in ballo c’è il nostro condizionamento. L’epoca è questa e saremmo rincoglioniti anche senza facebook o la rete.
    Ma il problema dell’argomentaz di Paolo è, ripeto, la generalizzazione. La rete usata bene per coordinarsi (con siti strategici, momenti di decisionalita’ partecipata ecc..) sarebbe un gran mezzo. E comunque c’è chi, rete o no, è mobilitato e quanto bene. Si tratta della popolazione NO TAV che presidia i siti adibiti allo scavo per non far partir le ruspe.

    Stanno li giorno e notte in tenda con un freddo della madonna, cercano di divertirsi e si danno il cambio a migliaia.
    Non è che questi qui son poveri pirla….
    Certo un’opinione pubblica piu indignata aiuterebbe, ma i millitanti attivi ci sono, come no!

  • nicus

    a me non è affatto evidente.
    a me sembra, invece, che stia proprio dicendo di non aspettarci alcuna rivoluzione da internet…
    scusa, ma secondo te come hanno fatto nel ’68? si trovavano tutti su famolarivoluzione.com?!

  • bstrnt

    Ebbene sì, Peter Sutherland, Leon Brittan, George Shultz, Lloyd Blankfein, Pascal Lamy, Mario Draghi e i loro padroni sono dei perfetti idioti!!! Solo un idiota, infatti, può presuporre in un sistema finito una crescita infinita.
    Controllo o non controllo dell’informazione, quando si arriverà al punto di crisi, che a mio avviso non è molto lontano, sarà questione di vita o di morte … e così, anche qui, si ripeteranno i fenomeni tipo kamikaze e altro che oggi vediamo nei territori nei quali i gonzi globali esportano la loro democrazia, ma essendo, in quel frangente, il fenomeno molto più pervasivo, saranno coinvolti, finalmente, anche gli idioti globali!
    Si è pessimisti nel vedere avvicinarsi velocemente il capolinea dell’umanità, almeno come la conosciamo?

  • cassamc

    Però Paolo sei veramente negativo ti definerei quasi “EMO”, se questo mondo non ti piace così tanto allora suicidati che ti devo dire…. Ogni tuo articolo sembra che il mondo sia una gigantesca discarica dove tutti e ripeto tutti sono delle merde. Ora caro Paolo su tante cose che dici hai ragione ma il modo in cui le dici mi fa letteralmente innervosire. Troppo disfattista. Io non so quante persone negli anni 80 conoscevano il bildemberg group io credo in pochi. Ora grazie al web molte persone ne sanno molto di più. La verità è che l’informazione e più in generale il “sapere” è una droga e lo è sempre stata per l’uomo. Il problema come dici te è che a determinate informazioni dovrebbero corrispondere delle reazioni che spesso non ci sono. Vedi Paolo qualsiasi cosa abbia inventato l’uomo comprese soprattutto le ideologie, non sono negative ne positive, dipende solo dal’uomo quale uso farne. Se io uso la clonazione per creare un polmone ad esempio, perchè un altra persona ne ha bisogno e stà morendo ecco che allora l’invenzione risulta utile, ma se clono una pecora intera per farli vivere milioni di sofferenze perchè malata e venuta male allora sono uno stronzo. L’ideologia comunista applicata realmente così come è come diceva marx ci avrebbe condotti a una pace eterna dove tutto quello che è mio è tuo e quello che è tuo è mio, e tutti siamo fratelli e sorelle, ma l’uso che ne è stato fatto nel mondo di questa ideologia bè l’hai visto no. Guarda Cina, Russia, e Cuba.

  • robby

    condivido solo in parte

  • alinaf

    Caro Paolo tu hai ragione ma, quando ci si precipita alla lotta si ferma la crescita perchè tutte le energie vengono sottratte agli organi preposti a questa e convogliate verso la periferia per lottare o scappare.
    Dobbiamo riscrivere le esperienze della nostra vita e prima dobbiamo divenire consapevoli e la consapevolezza non è ancora usata ed esercitata a sufficienza. Ci vuole tempo, sì lo so che non ne abbiamo, ma è così.
    Abbiamo ricevuto un programma che ci dice che non siamo bravi abbastanza, che non meritiamo e tutto questo è immagazzinato nella nostra mente originaria, subconscia che elabora 40 milioni di bit al secondo ed è molto rapida ma abitudinaria e ripetiva, fa il play-back di ciò che ha imparato e in molti usano solo questa.
    La coscienza invece, è nella corteccia prefrontale può elaborare solo 40 bit di informazioni al secondo è piccola e lenta lenta ma è lei la creatività.
    In uno stato di emergenza si agisce per mezzo della mente subconscia e se non c’è la piena consapevolezza penso che i problemi non si risolvano.
    Chi vuole può ascoltare quest’uomo. L’ho conosciuto grazie ad un amico in internet. La nuova scienza dice qualcosa di importante, almeno così mi sembra 🙂
    http://www.youtube.com/watch?v=18BfgLbmMBY&feature=related
    Ciao ciao

  • MATITA

    ammetto che a meta mi sono interrotto e non ho terminato la lettura,forse faro una pessima figura ma un dubbio forte mi viene.
    Non è forse il caso di domandarsi se tutti quei cambiamenti che si sono ottenuti senza l’uso del webb fossero poi cosi utili a migliorare la nostra vita?non è che in essi ,o in buona parte,si nascondi in realtà uno sfascio sociale ulteriore e una perdita di moralità ancora più accentuata?
    Non è che vi è stata mobilità generale per certe questioni ,anche da parte di certe branche dello stato (es. magistratura)solo perchè ai veri poteri,quelli che Paolo denuncia,la cosa faceva assai comodo?
    Degrado morale,perdita del senzo civico,perdita di fiducia nello stato,perdita della fede e allontanamento da principi cristiani (senza i uali pur non essendo io praticante ccredo saremmo ancora al concetto di superuomo,alle caste induiste,ai vecchi soppressi perche malati e inutili,ai bambini nati con handicap buttati vivi nei burroni,ai poveri e agli ultimi Trattati come servi e appestati …….ecc.ecc.)….tutte cose che fanno assai comodo per controllare il pensiero comune.
    Ci è stata data la carota per farci stare buoni perche conveniva a far fare milioni e milioni a certi individui…..ora la cosa costa e i diritti vanno a farsi fottere..
    Su certe questioni,pur avendo ben individuato il nemico,mi sembra che Paolo veda le cose con un poco di retaggio culturale,nonostante tutto con l’asta della propria bandiera ancora ben salda nella mano…in perfetto stile sesantottino..credo sia un limite proprio di molti intellettuali,che siano di sinistra o di destra,laici , atei o credenti, assai difficile poggiare l’asta e cercare di capire veramente……

  • TheKiller

    salve…io ormai in internet ci sono da una decina d’anni… e devo dire che internet è immateriale…non esiste…. ..quindi in un certo senso è come un telefono…dove si può stare ore e ore a dir cavolate …o si possono apprendere cose nuove …o ci si può mettere d’accordo per fare qualcosa nella realtà….. ma da solo internet non cambia nulla… ovvio…
    Quindi tutto ritorna alla realtà…la realtà ci dice dove viviamo, vicino a chi viviamo, che lavoro siamo obbligati a fare per poter soddisfare i nostri bisogni primari e secondari…..e sono queste le cose da cambiare.
    E per quello che ho appreso leggendo questo sito ( utilissimo, grande CDC ), la cosa più importante da fare per migliorare la vita è creare un luogo autonomo dal punto di vista energetico-alimentare ( quindi soddisfare i bisogni primari – comuni a tutti gli esseri umani – casa-cesso-cibo ). Questa dovrebbe essere la priorità di ogni uomo che vuole cambiare le cose…cambiare le cose significa uscire dal sistema economico…e uscire dal sistema economico significa ( o, nell’utopia che mi si sta creando nel cervello ) che ogni cosa che si usa, che si beve e che si mangia, non viene acquistata da uno squallido mega edificio pieno di cose inutili e prodotte sfruttando altri esseri umani, ma prodotte in modo più casereccio…..
    lo so che tutto questo è irrealizzabile… ma a legger tutti i saggi commenti che a ogni post ripetono: non è questo il problema, è quest’altro ancor piu grande; e quello dopo che trova altri problemi, ecc ecc… cioè….. invece di commentare qua sarebbe piu utile usare dei soldi per comprarsi un alberello di frutta e metterlo in giardino ( o in un luogo verde – se nelle grandi città esistono ancora luoghi verdi )… perché secondo me non si possono risolvere i grandi problemi del mondo se non si hanno soldi e potere…. la sola consapevolezza non basta…

    saluti.. scusate per la poca logica del mio commento…

  • lucoli

    Tra i commenti letti all’oramai solito provocatorio articolo di Paolo, questo è quello che mi trova più in accordo, soprattutto nel finale. Finché non saremo in grado di rinunciare a ciò che questa società occidentale ci ha “dato” (e che per una porzione sempre più grande di persone non è altro che un po’ di briciole), compreso la modalità delle stesse relazioni umane (vedi famiglia, così come oggi è strutturata), non cambieremo nulla. E poiché nessuno rinuncia realmente a nulla, tutto resterà così com’è. Il cambiamento possibile potrà seguire fattori contingenti innescati dalla politica scellerata alla base di questo sistema, non per la rivoluzione dei popoli sottomessi.

    Molto più delle mani legate, la mente blindata.

    E non so nemmeno perché lo dico, anche questo non serve a nulla.

    Tanti sogni felici a tutti.

  • Tetris1917

    Paolo, a parte che tu hai un sito (e come minimo per gestirlo ne devi capire un po’ di rete) inoltre pubblichi lavori, almeno uno a settimana. Pero’ ti rinnovo una domanda: cosa avviene di cosi’ importante e rivoluzionario, dove non si usa internet che questo SISTEMA di interconnessione, ostacola? Te la pongo pure diversamente: tu internet lo conserveresti in una societa’ piu’ libera ed equa oppure verrebbe eliminato completamente?
    Se il computer e’ una lavatrice, internet e’ il vestito da lavare.

  • Davide71

    Ciao a tutti:
    non sono riuscito a leggerlo tutto lo sfogo di Paolo Barnard, ma lo capisco.
    Quello che dovrebbe capire lui é che il Potere di cui sta parlando si sorregge non soltanto sull’uso della forza, ma anche e soprattutto sulla corruzione. Purtroppo bisogna che ci rendiamo conto che tutti bramiamo in una qualche misura il possesso delle comodità del mondo moderno, dei suoi svaghi e dei suoi divertimenti. Perciò siamo “corruttibili”.
    Ma il potere, da quando è vecchio il mondo, ha sempre avuto a disposizione un’altra arma potente, cioé l’ideologia (fino a 500 anni fa era la religione). Oggi l’ideologia non esiste più, perciò il potere é in qualche modo “privo di rotta”. Esso si è perciò trasformato in un “sistema” immobile come un fungo, con l’unico scopo di perpetuarsi nel tempo indipendentemente dal destino degli esseri umani che lo vivono. Con una metafora, il Sistema é in stato di “morte cerebrale” ed é tenuto in vita dalle macchine.
    In sostanza Barnard non capisce che sta cercando di uccidere un qualcosa che è già morto! Quando Qualcuno spegnerà le macchine succederà quello che Barnard spera, ma si deve anche rendere conto che in quel momento il denaro cesserà di avere valore e che lui, come la maggior parte di noi, era legato a filo doppio con quel potere, e morirà con esso.

  • Altrove

    Mi spiace lucoli, ma parla per te. Io di persone che di sacrifici ne fa ne ho conosciute molte. La mia famiglia ha fatto tanti sacrifici e piccoli risultati li ha ottenuti… Se penso a tutto quello che ho visto da bambino e di come è facile
    poter rinunciare a tutto ciò di cui non hai bisogno. Forse è vero, abbiamo grandi mezzi, ma voglia di fare zero…

  • Altrove

    Sottointeso non significa assolutamente nulla, mi sembra che tu legga in modo errato tra le righe. Spegni internet significa solo: ormai con tutta la roba che hai letto e che vedi dovresti sapere come stanno le cose. Smettila di riempirti di dati, usa sta roba per fare qualcosa. Dobbiamo usare il web per aiutarci e coordinarci e non per essere sommersi di dati. A me sembra una buona proposta…

  • Altrove

    Perchè non ci contattiamo e raccattiamo chi ha voglia di cominciare a buttare giù un po’ di cose sensate? [email protected]

  • Altrove

    Condivido per la maggior parte paolo, però non scordiamoci che il potere è anche vittima di se stesso. Non vi è un solo gruppo e a testimonianza di questo sta il fatto che siamo ancora vivi. Adesso “l’impero” non è lo stesso di anni fa, ha anche lui le sue belle gatte da pelare con gli “altri poteri” che prendono via via sempre più piede e non lo temono più. Se c’è un momento adatto per fare qualcosa, quel momento si sta avvicinando molto rapidamente. Ma non mi va di fare analisi, piuttosto di spingere tutte quelle piccole persone che hanno voglia di fare ad avere fiducia in se stessi e di aiutarci a vicenda. Sono completamente d’accordo che questo dovrebbe essere solo un luogo metafisico dove poterci auto organizzare e cooperare.
    Se ci mettiamo a sbraitare perfino tra noi siamo anche stronzi…

  • tixgo

    SO CHE NON DOVREI POSTARE PIU’ COMMENTI SECONDO L’AUTORE, MA QUESTO ARTICOLO E’ AIME’ LA DESCRIZIONE PERFETTA DEL NOSTRO RICOGLIONIMENTO ODIERNO.
    COMUNQUE, IO AI “DROGATI” DEL WEB 2.0 AGGIUNGEREI ANCHE I DROGATI DEL 90° MINUTO, GF 10 E SIMILI CHE, ANCHE SE HANNO 1000€ AL MESE (A PROGETTO) E DEVONO MANTENERE LA FAMIGLIA, SI RINCOGLIONISCONO E SE NE SBATTONO DEI PROBLEMI GENERALI FINCHE’ NON GLI ARRIVA LA MERDA ALLA GOLA (OVVERO ADESSO).

  • lucoli

    Cosa intendi per sacrifici, e che cosa ha ottenuto? Forse non hai capito cosa intendo. Qui si parla di cambiamenti radicali di una società, e per fare questo devi rinunciare a quello che hai, altrimenti non fai nulla. Certo la tua personale condizione la puoi migliorare, ma non è la rivoluzione, no?

  • stimiato

    Magari la rivoluzione te la fanno in america latina…
    attento alla casa 😛

  • albertgast

    Ma quando mai il potere non ci ha fottuto? Internet o non internet, Grillo o non Grillo. Mi basta pensare ai tempi di mia nonna (sono vecchia ma non decrepita) per vedere che il potere non solo li fotteva ma li lasciava anche in una beata ignoranza. Forse avevamo riposto troppe speranze in questo mezzo? Ma la colpa non è del mezzo, semmai è di chi lo usa e come lo usa. Se la maggioranza dei lavoratori vota Berlusconi o Lega, non mi sembra che sia colpa di internet. Probabilmente per loro va bene così, e chi siamo noi per dir loro che sbagliano? Se sbagliano se ne accorgeranno da soli prima o poi, altrimenti vuol dire che hanno ragione, no? Rabbrividisco poi a leggere di Obama, pur non avendo particolare ammirazione per lo stesso, non avrei mai voluto che al governo degli USA ora ci fosse Sara Palin. Scusami ma credo che davvero saremmo messi molto peggio. Certo che non si fa una rivoluzione sul web. Qualche suggerimento valido, anzichè solo critiche? Magari potremmo provare con le catene di S. Antonio. Mah, sempre più incomprensibile per me questo modo di ragionare. Un consiglio da una nonna: trovati un partito, iscriviti, e comincia la tua lotta dall’interno. Prova, almeno! Ciao.

  • fm

    Ottimo commento…

    Probabilmente la via migliore non e` tanto combattere frontalmente il potere ma lavorare ai fianchi creando iniziative che recuperino l’aspetto sociale (dagli eventi sull’autismo a delle sessioni di lettura, etc…) Insomma qualcosa che possa restituire alle persone quell’aspetto sociale di “compartecipazione” ed una dimensione che gli permetta di uscire dall’isolamento.

    Credo che se si riuscisse ad “inoculare” questo “virus” l’impatto sarebbe devastante per il potere perche` tutto cio` che oggi la maggiorparte delle persone trova accettabile, verrebbe di colpo visto con occhi diversi e, di conseguenza, rifiutato.

    Non credo che questa operazione possa essere coordinata su larga scala. Ognuno dovrebbe impegnarsi a creare una sua piccola unita` “compartecipativa” senza avere grandi obiettivi… Penso che il resto, poi, verra` da sé.

  • fabiochiusi

    Ho scritto una risposta articolata a questo post di Paolo Barnard, una persona che stimo e che ho precedentemente intervistato sempre per il mio blog.

    http://ilnichilista.wordpress.com/2010/01/18/la-rete-non-e-unarma-una-risposta-a-paolo-barnard/

    Penso che a prescindere da ogni altra considerazione, Barnard abbia il merito di farci riflettere in maniera personale e unica. Merce rara, di questi tempi.

    Complimenti a comedonchisciotte per ospitare tanti spunti originali di riflessione.

  • rosacroce

    finalmente uno che ha capito-.

  • rosacroce

    il 68 non è stato una rivoluzione ,ma una presa in giro——————

  • Altrove

    non esiste nessuna rivoluzione esterna. Questa società sta collassando ed io non farò nulla per impedirlo. I propri errori si pagano. Comunque parlo di bypassare l’intermediazione ed fornire le proprie competenze a chi sta peggio di te e non può permettersele. Mio padre per vivere una vita coerente con le sue idee ha cresciuto me e i miei fratelli gestendosi tutti gli aspetti di una famiglia. “Fatti ciò che ti serve ed impara a risolverti i problemi, le altre cose sono illusioni” (i bisogni del marketing per intenderci). A volte quello che uno vede come sacrificio per un altro è un piacere, ma vai a capirlo da bambino… Nnon è una questione di sacrificio, altrimenti si minimizza l’importanza del piccolo gesto che sommato agli altri ha un impatto enorme. La questione, secondo me, è che dobbiamo prima scatenare la rivoluzione dell’ IO. Eh, facile a dirsi, però per adesso vado per quella strada. Non voglio migliorare un sistema marcio, voglio cambiare direzione, quindi seguo il mio percorso con una mano sempre tesa per chi ha bisogno di aiuto. Chiaramente non posso fare molto per il terremoto ad haiti, ma almeno se succedesse il caos, sarà meglio imparare a collaborare che ad ammazzarci l’un l’altro… Grazie per la risposta…

  • Bertozzi

    Prova ancora, fallisci ancora. Fallisci meglio. (S.Beckett)

  • neromerisi

    IO E VOI CHE LEGGETE, POVERI STRONZI, DI NUOVO FOTTUTI DAL POTERE….OVVERO..LA COOP SEI TU ..TI HANNO FOTTUTO

    Gentile Paolo Barnard,

    condivido il suo pensiero ma credo che per certi versi sia inesatto.
    Quello che lei afferma su internet è giusto ma credo che sia semplicemente la naturale evoluzione di mezzi di comunicazione di massa elettronici ,che precedentemente avevano già contribuito a spianare la strada verso il rincoglionimento generale.
    Io ho 32 anni e quindi appartengo a quella generazione che sta nel mezzo della rivoluzione o involuzione TV-WEB ovvero ,non sono troppo giovane per non sapere quanto la tv fosse oggetto di culto prima e non sono troppo vecchio per non sapere cosa è un URL o un LOGIN adesso e perciò vedo fortemente un legame di natura evolutiva elettronica tra la tv e internet.(come il tostapane che si lava da solo)

    Per capire il problema devo necessariamente partire da quando ci hanno messo il monolite catodico dentro le case e individuare delle responsabilità.
    In quell’epoca attorno al “monolite” gli uomini si aggiravano come le scimmie di 2001 odissea nello spazio,curiosi ed eccitati dal nuovo elettrodomestico inviatoci dal futuro e forse l’errore fu quello di non domandarsi subito perchè ci avevano fatto questo “regalo” e cosa ci sarebbe stato dopo , in un ovvio percorso tecnologico.
    Vero, la risposta sarebbe stata difficile ma forse non impossibile visto il potere subliminale che “mamma rai ” mostrò pochi anni a seguito dal suo arrivo.

    Un detto popolare diceva che se una famiglia aveva tanti figli era perchè non aveva il televisore o forse il contrario, non ricordo,cmq la radice di quello che lei scrive è tutto in questa frase e parte tutto da li
    e attenzione, non mi riferisco alle voci che giustamente lei condanna a proposito di chi è nato prima l’uovo o la gallina o berlusconi o la tv.
    La televisione ha predisposto la gente al disatro che oggi lei descrive.
    Le stesse persone che ci vogliono polli da batteria su internet sono le stesse che ci tengono incollati dietro ogni tipo di programma che sia DRIVE INN o REPORT.

    Quello che sto dicendo è ovvio e banale ?..lo so, ma l’ovvio serve a ricordarci ogni tanto la realtà e forse a farci una domanda ..ovvia ma che potrebbe aiutarci adesso per non commettere l’ennesimo errore.. internet E DOPO?..

    con stima
    Francesco

  • Erwin

    OT
    La risposta al Barnard Rossi Paolo di Carlo Mattogno:

    L’articolo di Paolo Barnard Cosa penso io, antisionista e critico dei crimini d’Israele, dell’Olocausto è uno dei più sconcertanti che abbia letto sull’argomento, e non certo per il contenuto, quanto per il tono insolitamente acceso e l’abbondanza di paragoni truculenti del tutto fuori luogo.
    Il suo tema centrale, la questione numerica delle presunte vittime olocaustiche, dimostra che egli non ha ben chiaro che cosa si intenda per “Olocausto” e, conseguentemente, di che cosa si occupi il revisionismo. Mi limito a riferire quanto al riguardo hanno osservato due scrittori ebrei, Michael Shermer e Alex Grobman:
    «Quando gli storici parlano di “Olocausto” nell’accezione più generale si riferiscono al fatto che circa sei milioni di Ebrei sono stati uccisi in modo intenzionale e sistematico dai nazisti, con l’utilizzo di un certo numero di mezzi diversi, comprese le camere a gas. Secondo questa definizione dell’Olocausto, ampiamente accettata, ciò che i cosiddetti revisionisti dell’Olocausto di fatto stanno facendo è negarlo, poiché ne negano le tre componenti fondamentali: l’uccisione di sei milioni di persone, le camere a gas e l’intenzionalità»….

    Continua QUI:

    http://olo-dogma.myblog.it/archive/2010/01/19/paolo-barnard-e-il-revisionismo-storico.html

  • francefar

    Questo problema era stato già sollevato da Blondet in un suo articolo ancora non a pagamento.

    Ci hanno provato i no-global, ci hanno provato i vaffanculo-days, ma il risultato è sempre lo stesso: oramai i poteri forti se ne sbattono bellamente delle manifestazione e dei problemi della gente, vanno avanti per la loro strada.

    Provate a riflettere un po’, guardate “la casta” di cosa discute in queste ultime settimane.
    Non dei mille problemi che attanagliano l’Italia, ma della redenzione di Craxi e dei preparativi del “giorno della memoria”. Nient’altro purtroppo.

    Cosa fare? Informarsi e sdegnarsi con in culo assiso sulla comoda sedia e non agire o rincoglionirsi sul divano con “Amici” e “Uomini e donne”?

    L’unica soluzione, come disse Blondet ancora “free”, sarebbe la rivoluzione (fa anche rima), ma chi la farebbe la rivoluzione? Noi presi da mille problemi giornalieri, lavoro, bambini, scuola? O i padani con i loro fucili a tappi?

    La rivoluzione, come disse qualcuno su CDC, la si fa con la fame non con i proclami.

    Quando saremo abbastanza affamati allora i potenti tremeranno, fino ad allora possono dormire sonni tranquilli.

    Saluti.

  • magnesia

    I libri non hanno aiutato l’Italia, la radio, la televisione e internet non hanno aiutato l’Italia… l’informazione è sempre un bene che ci sia in abbondanza, ma se non hai la chiave di lettura sarai sempre controllato e senza speranza, saprai un sacco di cose ma non ne vedrai mai l’utilità.

    Ti consiglierei di cambiare lavoro per un periodo indefinito, interessarti di ufologia magari, qualche spruzzata di archeologia, finire di pensare di non essere un giornalista cutout tu stesso. Ogni consiglio è valido a questo punto.

  • Simulacres

    Caro Paolo, che internet sia una gran Babilonia popolata per lo più da una tribù di lobotomizzati dal potere, di morti viventi di stupidità non c’era bisogno che arrivassi tu a dircelo; chiunque abbia un pò di “sale in zucca” lo vede da se (e io, grazie a internet, vedo e credo che ce n’è tanti).

    Comunque, sebbene tu stesso te ne sei servito per denunciare le tue ingiustizie subite; contrariamente a quanto tu sostieni, se non ci fosse stato Internet “IO…”, mai e poi mai avrei potuto documentarmi per acquisire informazioni sufficienti cui poter dare una plausibile risposta in merito all’ingiustizia da me subita e su  (che fare?) come fare – da solo! – per non dover accettare l’inaccettabile!
    Se ti va…: “Lettera aperta al Garante del Contribuente della regione Lombardia Dott. U. LOI” qui: http://www.webalice.it/infoprivate/Simulacres….html

    Capirai… capirai anche che “IO”, un signor X Nessuno, senza Internet oltre che l’essere ulteriormente schiavizzato dal “Mercato della Giustizia” (sì… forse ne sarei uscito… ma LA MIA DIGNITA’, costi quel che costi!… non ha prezzo!) sarei rimasto più vittima e più ignorante di prima e mai e poi mai avrei potuto Urlare e Denunciare, – “donchisciottianamente”, lo so! – tutta l’indignazione e tutte le rovine e la collera che mi porto addosso.

    Bene, se da questa mia pubblica denuncia online, se da questo mio gesto (nessuna velleità, beninteso) vi fosse anche una sola persona la quale ne abbia colto una minima utilità nell’aprirgli il cuore… o gli occhi su come vanno certe cose… bene, Grazie ad Internet, credo ne sia valsa la pena!

    Ergo… so bene che è facile a dirsi, ma, Ahimè! in assenza di Protesta, Rivolta, la Rassegnazione, l’Acquiescenza, ovvero la Sudditanza fortifica sempre più le parti politiche. Ed è proprio sulla base di questa debolezza, questa umiliante arrendevolezza, questa linea di galleggiamento soffocante che in questo paesaccio succede quel che succede!

  • nicus

    ok, esempio infelice.
    e allora ti chiedo: la presa della bastiglia è stata coordinata grazie ad un “evento” su facebook?

  • Speranzino

    Preferisco fare il “povero stronzo” invece delle tre scimmiette.
    Nel frattempo mi sono attrezzato x non essere “fottuto” dal Potere anzi, ogni tanto riesco IO a “fotterlo” !!!
    Sveglia !!!
    Viva l’Italia.

  • Truman

    Ci sono almeno due cose da sapere su internet.

    1) Il business. Fa parte della logica del business del complesso militare-industriale il massimizzare i profitti. Questo si esplica di solito nella procedura standard di farsi pagare profumatamente una tecnologia nuova dallo stato, vendendola come applicazione militare. Una volta che la tecnologia è matura ed è stata pagata completamente, il complesso militare industriale scopre che essa è utile anche ai civili, quindi rivende sul mercato civile, ciò che già si era fatto pagare per intero nel settore militare, che non può più essere spremuto. E il profitto si raddoppia o addirittura si moltiplica, senza rischi. Paga sempre Pantalone.

    2) Il web come dispositivo di controinformazione. L’evidenza della fatica che compiono i nostri parlamentari, ma anche quelli stranieri, è che il web mette una paura fottuta al potere. Nonostante ripetuti tentativi di controllare e e neutralizzare l’informazione internet, essa continua a fornire informazioni indesiderate. Particolarmente sgradita è l’aggregazione di notizie: guardate alla Cina che litiga con Google. Uno stupido motore di ricerca sta provocando polemiche infinite. Poi tornate in Italia, a guardare di cosa si occupano le proposte di legge in discussione. Neutralizzare la rete sta diventando una priorità per il potere italiano.

    Detto questo, buona parte delle considerazioni di Paolo sono abbastanza valide. Ma l’Apocalisse non verrà dalla Rete.

  • nettuno

    Stai calmo Barnard . Hai presente l’arca di Noè , la favola del diluvio?Bene questa non è un favola , la gente verra mazziata ed ammazzata da questo potere che li controlla e loro da bravi schiavi non fanno niente perchè sono dormienti oppure deficienti , menefreghisti opportunisti. Perchè ci sia una rivolta deve avvente uno sconquasso tale come in Argentina, o no ? ancora peggio… Sai Barnard , qual’è l’unita di misura del potere, i morti. E’ la grande miseria ad avviare le rivolte e il lezzo dei cadaveri a farle cessare … La gente deve morire , per capire, crepare ..almeno tu salvati , hai già fatto la tua parte, hai avvisato la gente. Se la gente è stronza , ebbene che paghi.. proprio come nel diluvio … Io intano mi faccio un’Arca …

  • albertgast

    Nel mio piccolo e in tutta umiltà avrei una postilla da aggiungere al mio post precedente. Credo che i veri motori nella modernizzazione di un paese siano l’informazione e l’istruzione. Difficilmente si può pretendere una qualsiasi reazione da chi è disinformato e ignorante. Ora, caro Barnard, se per un momento smettessi di guardare al microscopio le pagliuzze Travaglio, Grillo, Di Pietro e compagnia e rivolgessi le tue analisi alla realtà che sta là fuori, vedresti che l’informazione è andata in gran parte a farsi benedire e l’istruzione viene sistematicamente distrutta dai nostri governanti. L’ultima perla è la proposta di calare di un anno l’obbligo scolastico, facendolo scendere a 15 anni (dopo aver calato di ben 4 ore settimanali le lezioni negli istituti tecnici). Dice Sacconi per agevolare l’entrata nel mondo del lavoro. Quale lavoro, di grazia? Ma se i nostri figli non riescono a trovarne uno nemmeno a 30 anni! Ci stanno riducendo sempre più un gregge di pecore ignoranti e nessuno fa nulla per contrastarli. Caro Barnard, invece di prendertela con le pagliuzze, per una volta prenditela con le enormi travi che ci stanno accecando tutti quanti. Ciao.

  • Cilla

    Dovremmo prendere esempio dai “NO TAV” e dai “NO DAL MOLIN”.
    Loro utilizzano internet per far conoscere a tutti la loro causa e le loro iniziative che non si limitano alla rete ma vengono portate avanti nella quotidianità con molti sforzi e sacrifici.
    Tutti noi dovremmo fare altrettanto, di problemi ce ne sono.
    Cilla