In Europa si discuteva già di “passaporti vaccinali” 20 mesi prima della pandemia. Coincidenza?

Paul Anthony Taylor
dr-rath-foundation.org

Con l’annuncio al mondo che i cosiddetti “passaporti vaccinali” saranno obbligatori in futuro per i viaggi internazionali e, in molti Paesi, anche per accedere a negozi, ristoranti, bar, palestre, hotel, teatri, concerti ed eventi sportivi, l’impressione che ci viene data è che la misura sia una conseguenza diretta della pandemia di coronavirus. In Europa, dove si trovano otto dei dieci principali Paesi esportatori di prodotti farmaceutici, la pianificazione dei passaporti vaccinali era iniziata almeno 20 mesi prima dell’inizio dell’epidemia di COVID-19. Sembra che la pandemia abbia convenientemente fornito ai politici europei la “scusa” di cui avevano bisogno per introdurre l’idea.

La Commissione Europea (l’organo esecutivo dell’Unione Europea) aveva pubblicato per la prima volta una proposta per un passaporto vaccinale il 26 aprile 2018. Sepolta nei meandri di un documento che si occupava di “Cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili da vaccino,” la proposta era stata praticamente ignorata dai media mainstream.

Un documento programmatico, pubblicato all’inizio del 2019, aveva successivamente definito i piani specifici per l’attuazione della proposta della Commissione Europea. L’azione principale elencata nella tabella di marcia era “esaminare la fattibilità dello sviluppo di una carta/passaporto di vaccinazione comune” per i cittadini europei “compatibile con i sistemi informatici sui dati di vaccinazione e valida per l’espatrio.” Il piano prevedeva  una proposta legislativa da approvare in Europa entro il 2022.

È interessante notare che questa tabella di marcia usa diversi termini che, da relativamente poco comuni nella maggior parte dei Paesi prima della pandemia, sono poi diventati di uso quotidiano sui media tradizionali. Il più interessante è probabilmente “l’esitazione vaccinale.” Sostenere i paesi europei nel “contrastare l’esitazione vaccinale” è elencato nel documento come uno dei punti chiave.

Nel documento programmatico è anche menzionata la possibilità che si verifichino pandemie e “focolai inaspettati.” In modo quasi chiaroveggente, si fa riferimento specifico alla necessità di sostenere l’autorizzazione di “vaccini innovativi, anche per le minacce sanitarie emergenti.” Affermando che “l’industria di produzione dei vaccini” ha un “ruolo chiave” nel raggiungimento degli obiettivi descritti nel documento, la tabella di marcia elenca come ulteriori punti programmatici da tenere in considerazione “il miglioramento della capacità di produzione [dei vaccini] dell’UE” e lo stoccaggio dei vaccini. Auspicando un maggior rafforzamento dei “parternariati esistenti” e la “collaborazione con attori e iniziative internazionali,” la tabella di marcia fa anche riferimento ad un incontro al vertice sulla vaccinazione che aveva avuto luogo nel settembre 2019. Un attento esame dei partecipanti e dell’argomento di questo incontro è rivelatore.

Il Vertice globale sulla vaccinazione del 2019

Non riportato dalla maggior parte dei media mainstream, un “Vertice globale sulla vaccinazione” si era svolto a Bruxelles, in Belgio, il 12 settembre 2019. Organizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’incontro aveva avuto luogo solo tre mesi prima dell’inizio dell’epidemia di coronavirus. Significativamente, questo convegno si era anche tenuto 36 giorni prima dell’ormai famigerato esercizio di simulazione sull’epidemia di coronavirus, patrocinato dalla Bill & Melinda Gates Foundation, dal World Economic Forum e dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, che aveva avuto luogo il 18 ottobre 2019 [Event 201].

Si era trattato di un convegno ad invito, i partecipanti a questo vertice sulla vaccinazione includevano leader politici, rappresentanti di alto livello delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali, ministri della salute, accademici di primo piano, scienziati e professionisti della salute, il settore privato e le organizzazioni non governative.

Il summit era stato strutturato intorno a tre tavole rotonde intitolate ‘In Vaccines We Trust‘, ‘The Magic Of Science‘ e ‘Vaccines Protecting Everyone, Everywhere‘. Tra i partecipanti degni di nota a queste tavole rotonde c’erano Nanette Cocero, presidente globale di Pfizer Vaccines; il dottor Seth Berkley, amministratore delegato di GAVI ( la Global Vaccine Alliance, un’organizzazione che ha ricevuto notevoli finanziamenti dalla Bill & Melinda Gates Foundation) e Joe Cerrell, amministratore delegato della Bill & Melinda Gates Foundation per la politica globale e il patrocinio.

La pianificazione pandemica era stato chiaramente un argomento di primo piano in questo incontro al vertice. I documenti chiave distribuiti ai partecipanti comprendevano relazioni sulla “Pianificazione della preparazione all’influenza pandemica,” “Un’esercitazione sull’influenza pandemica per l’Unione Europea,” “Pianificazione della preparazione all’influenza aviaria e alla pandemia influenzale,” “Pianificazione della preparazione e della risposta all’influenza pandemica,” “Verso l’autosufficienza vaccinale contro l’influenza pandemica nell’UE” e “Una partnership pubblico-privata sui vaccini europei contro l’influenza pandemica.” In tutti questi documenti era ripetutamente sottolineato l’obiettivo di rafforzare la collaborazione con l’industria farmaceutica, così come il messaggio che una pandemia globale era ormai inevitabile.

Passaporti vaccinali: chi ne beneficia veramente?

Chi beneficia davvero dei passaporti vaccinali? Certamente non la gente comune, per la quale la condivisione delle cartelle cliniche e di altri dati personali potrebbe presto diventare obbligatoria, anche solo per poter rimanere all’interno della società. Il principale beneficiario sarà invece l’industria delle multinazionali farmaceutiche. Con le vendite globali di farmaci e vaccini che dovrebbero arrivare a 1,5 trilioni di dollari per il 2021, le aziende farmaceutiche e i loro investitori stanno sbavando alla prospettiva che i passaporti vaccinali diventino obbligatori in tutto il mondo.

Si prevede che il mercato totale dei vaccini COVID-19 varrà 100 miliardi di dollari in vendite e 40 miliardi di dollari in profitti al netto delle imposte. Le vaccinazioni annuali contro le mutazioni del coronavirus potrebbero aumentare ulteriormente queste cifre. Se non resisteremo ai passaporti vaccinali e se cederemo alle lusinghe del “votiamo per la ragione,” i produttori di farmaci e di vaccini potrebbero costringere il mondo ad una dipendenza economica e politica a lungo termine. Il nostro obiettivo urgente deve quindi essere quello di sostituire il motto dell’industria farmaceutica di “guadagnare con la malattia” con un sistema sanitario fondato su approcci veramente preventivi. Accettare il diktat dell’industria farmaceutica è semplicemente impensabile.

Paul Anthony Taylor

Fonte: dr-rath-foundation.org
Link: https://www.dr-rath-foundation.org/2021/04/european-plans-for-vaccine-passports-were-in-place-20-months-prior-to-the-pandemic-coincidence/
02.04.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org