IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI

IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI

DI PAOLO BARNARD

Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza, diramato dalla sua casa editrice Chiarelettere, che inizia così: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”.

Bene.

Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette - che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.


Nella foto: Marco Travaglio (Foto di Stefano Mortellaro da http://www.flickr.com/photos/fazen/365730204/)

E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per approfondire. Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-palestinese, con la mole schiacciate e autorevole di documenti, di prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. E’ un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell’Uomo e della legalità moderna. E’ complicità, sì, com-pli-ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.

I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell’ala ‘progressista’. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dell’instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere della lobby ebraica’, la carriera, o simili.

Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore.

Perché una cosa sia chiara a tutti: l’unica speranza di porre fine alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa dell’opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e prigioniero nell’indifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l’evidenza della Storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei palestinesi, mai si arriverà alla pace laggiù. E l’orrore continua. Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità.

L’evidenza della Storia di cui parlo è in primo luogo: che il progetto sionista di una ‘casa nazionale’ ebraica in Palestina nacque alla fine del XIX secolo con la precisa intenzione di cancellare dalla ‘Grande Israele’ biblica la presenza araba, attraverso l’uso di qualsiasi mezzo, dall’inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla guerra diretta, fino al terrorismo senza freni. I palestinesi erano condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima dell’Olocausto. Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno nella sua opera di Pulizia Etnica della Palestina. Questo accadde, sta accadendo e accadrà. Questo va detto, illustrato con la sua mole schiacciante di prove autorevoli, va gridato con urgenza, affinché il pubblico apra finalmente gli occhi e possa agire per fermare la barbarie.

In secondo luogo: che la violenza araba-palestinese, per quanto assassina e ingiustificabile (ma non incomprensibile), è una reazione, REAZIONE, disperata e convulsa, a oltre un secolo di progetto sionista come sopra descritto, in particolare a 60 anni di orrori inflitti dallo Stato d’Israele ai civili palestinesi, atrocità talmente scioccanti dall’aver costretto la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele “un insulto all’Umanità” (1977, 1985, 2000). La differenza è cruciale: REAGIRE con violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è AGIRE violenza. E’ immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello che sempre accade. E’ immorale condannare il “terrorismo alla spicciolata” di Hamas e ignorare del tutto il Grande terrorismo israeliano.

Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dell’ONU, delle maggiori organizzazioni per i Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come “La Pulizia Etnica della Palestina”, di Ilan Pappe, Fazi ed., o “Pity The Nation”, di Robert Fisk, Oxford University Press, e “Perché ci Odiano”, Paolo Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti http://www.btselem.org/index.asp, http://www.jewishvoiceforpeace.org, http://zope.gush-shalom.org/index_en.html, http://www.kibush.co.il, http://rhr.israel.net, http://otherisrael.home.igc.org. O ancora leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o ne “La Questione Palestinese” della libreria delle Nazioni Unite a New York.

E torno al “tradimento degli intellettuali” nostrani. Vi sono aspetti di quel fenomeno che sono fin disperanti. Il primo è l’ignoranza in materia di conflitto israelo-palestinese di alcuni di quei personaggi, Marco Travaglio per primo; un’ignoranza non scusabile, per le ragioni dette sopra, ma anche ‘sospetta’ in diversi casi.

Un secondo aspetto è l’ipocrisia: l’evidenza di cui sopra è soverchiante nel descrivere Israele come uno Stato innanzi tutto razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi Canaglia, poi persino neonazista nelle sue condotte come potere occupante. Ricordo il 17 novembre 1948, quando Aharon Cizling, allora ministro dell’agricoltura della neonata Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del dicembre 1948 definì l’emergere delle forze di Menachem Begin (futuro premier d’Israele) in Palestina come “un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti”. Ricordo Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel giugno di quell’anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che nel 1953 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere. Ricordo l’ambasciatore israeliano all’ONU, Abba Eban, che nel 1981 disse a Menachem Begin: “Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. Ricordo la risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “personale responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio”. Ricordo le parole dello Special Rapporteur dell’ONU per i Diritti Umani, il sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che l’occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell’Aja. Ricordo le parole dell'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell’Olocausto: “Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.” Ricordo che esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani; che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi; che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano (1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo’. Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu rigettato da Ben Gurion prima ancora che l'ONU lo adottasse, e che esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una farsa dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un’altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle ostilità, e mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere Arafat, come ho dimostrato in “Perché ci Odiano” intervistando i mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani in sei anni per la distruzione dell'Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha’aretz, 30/12/08), con l’assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla 'epopea' sionista.

Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del prima razzo Qassam su Sderot in Israele.

Ricordo ai nostri ‘intellettuali’ di andarle a leggere queste cose, che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze.

E l’ipocrisia sta nel fatto che questi negazionisti di tali orrori storici possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di Gaza, sulla Pulizia Etnica dei palestinesi, e possono dichiararsi filo-israeliani “appassionati” (Travaglio) senza essere ricoperti di vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l’orrore patito per decenni dalle vittime dell’Apartheid sudafricana, o i massacri di pulizia etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia.

Il mio appello a questi colti mistificatori è: continuare a seppellire sotto un oceano di menzogne, di ipocrisia, sotto l’indifferenza allo strazio infinito di un popolo, sotto la vostra paura o la vostra convenienza, la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e quello palestinese, causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani. Sono più di cento anni che il nostro mondo li sta umiliando, tradendo, derubando, straziando, con Israele come suo sicario. Sono 60 anni che chiamiamo quelle vittime “terroristi” e i terroristi “vittime”. Questo è orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per odiarci. Dio sa quanta ragione hanno, cari 'intellettuali'.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link:http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86

11.01.2009

Commenti (125)

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    1. paolapisi 13 gennaio 2009

      guarda che il reattore di Saddam era perfettamente legale e l'iraq aveva tutto il diritto di avere tutti i reattori che voleva. L'atto di guerra criminale l'ha fatto israele bombardandolo: il divieto all'Iraq di possedere armi di distruzione di massa è arrivato a seguito della sconfitta della guerra del '91. Il reattore Osirak è stato distrutto da israele 10 anni prma. E la mente mi vacilla quando leggo che è un atto di pacifismo bombardare uno stato con cui non si è in stato di belligeranza (per di più durante la guerra Iraq-Iran, mentre Israele per sovrammercato stava armando e sostenendo l'Iran in tutti modi possibili e anche in alcuni impossibili).

    1. castigo 13 gennaio 2009

      virgo_sine_macula:

      Anche il reattore atomico che stava costruendo Saddam e che gli israeliani hanno distrutto era un'invenzione?

      quindi??

      aveva un reattore.

      e come sappiamo tutti i reattori servono per costruire le famose atomiche.... quelle che hanno trovato a pacchi nella tazza del cesso di saddam.....

      allora se basta una centrale nucleare per fare le bombe anche noi siamo una potenza nucleare.... oddio adesso israele ci bombarda.....

      E i 9000,novemila,razzi qassam caduti su israele da quando gli israeliani hanno lasciato gaza sono un'invenzione ?

      quando l'avrei scritto??

      ho scritto, semmai, che c'è una leggerissima sproporzione tra le vittime israeliane e quelle palestinesi..... leggerissima eh.....

      ed in ogni caso i palestinesi sono pienamente legittimati a rispondere alle aggressioni israeliane.

      Solito pacifismo a senso unico?

      assolutamente no, mi piacerebbe solo che i massacri di civili venissero chiamati, appunto, massacri di civili e non autodifesa.

      mi piacerebbe che quando un esercito colpisce le ambulanze, le scuole, gli ospedali, le chiese ed altri obiettivi civili provocando la morte di innocenti fosse chiamato come merita: branco di assassini.

      altrimenti il prof. dirlewanger va riabilitato e trattato come un eroe, con monumenti nelle piazze e scuole a lui intitolate.....

      LOL

      sì, a leggere i tuoi commenti..... peccato che sei tristemente seria.....

    1. virgo_sine_macula 13 gennaio 2009

      Anche il reattore atomico che stava costruendo Saddam e che gli israeliani hanno distrutto era un'invenzione?E i 9000,novemila,razzi qassam caduti su israele da quando gli israeliani hanno lasciato gaza
      sono un'invenzione ?Solito pacifismo a senso unico?
      LOL

    1. virgo_sine_macula 13 gennaio 2009

      No,in iran odiano il vento perche' sbatte le persiane eh eh eh

    1. alcenero 13 gennaio 2009

      E' vero grazie al cielo non ci sono treni blindati che portano palestinesi alle camere a gas. Vogliamo aspettare che ci siano per indignarci e chiedere giustizia?

    1. myone 13 gennaio 2009

      Nonostante abbia preso coscenza di quello che ha detto, ripensandoci il giorno dopo, mi riservo due precisazioni:


      Che nella storia, DETTI+PRESUPPOSTI+FATTI+ E MISFATTI, devono sempre rimanere nel suoi luoghi, attorniati dal suo clima e dal suo contesto, e dai suoi eventi, conosciuti o no, e non possono essere sradicati, puliti da tutto il resto, e messi in profilo per dedurre quello che si vuole far apparire.( cio0 non tolgie che cose possono essere vere ma anche no, e saranno vere, ma forse piu' vere ancora di tante altre cose a fianco piu' vere ancora, che pero' si omettono)

      Non ultima, che la delegittimizzazione di Arafat, arrivata all' ultima spiaggia, era una conseguenza di uno, che usava il bastone e la carota. Con una mano usava il terrorismo per avere, con l' altra la via della diplomazia e della politica. Quando gli fu tolto la legittimita', rimase solo il terrorismo, che nemmeno lo riconobbe. Harafat, sotto sotto, era un bel ambiguo islamico, e di tutti i milioni di dollari acaparrati in svizzera, nemmeno li dava o versava alla sua popolazione.Pure lui era un ricco del menage

    1. castigo 13 gennaio 2009

      virgo_sine_macula:

      Consentimi di cominciare con una piccola precisazione,cui pero' tengo molto:come feci gia' notare ad un altro blogger,dato che sia arabi che ebrei sono popoli di origine semita,come lo erano i cartaginesi,il termine antisemiti nella penultima riga e' usato anche da te in maniera impropria perche' e' ovvio che tu volevi dire antisionisti o anti israele.Dunque le parole antisemita e antisionista non sono affatto sinonimi.

      dovresti spiegarlo ad un sacco di ebrei, allora, perchè quando qualcuno si permette di esprimere opinioni antisioniste gli danno subito dell'antisemita.... che mistero misterioso....

      [CUT]

      Penso che a questo giro la tregua sia stata violata da Hamas

      la cronologia dei fatti NON ti da ragione.

      prima che riprendessero i lanci dei razzi c'è stata l'uccisione di un palestinese da parte dell'esercito israeliano.

      anche se la reazione di Israele e' stata decisamente sproporzionata ma,come ho gia' detto,nel diritto internazionale non esiste come nel codice penale italiano un concetto di proporzionalita' tra offesa e difesa:se uno stato viene attaccato si difende con tutto cio' che ha a disposizione,ovviamente sempre parlando di armi convenzionali.

      giustissimo.

      mi domando però come i civili entrino nell'equazione, anche considerando le convenzioni internazionali.

      non te lo chiedi anche tu??

      Infine per cio' che riguarda il grande Re persiano Ahmadinejhad,notare,non ho detto che lancera' la bomba che sta per ultimare(che sia quasi pronta e' dimostrato dal fatto che il Pentagono e Israele hanno gia' pronto un piano di attacco n.d.r.)

      certo, certo, proprio come le armi di distruzione di massa che aveva saddam..... e che a tutt'oggi NON sono ancora state trovare.... se mai sono esistite.

      ma solo che minaccia di lanciarla in continuazione sullo stato ebraico e questo certo non aiuta a rasserenare gli animi.

      quando è stata l'ultima minaccia??

      oibò, forse il corriere o repubblica si sono persi la ghiotta occasione per soffiare sul fuoco della disinformazione, con le loro traduzioni sponsorizzate???

      Quanto agli ebrei in Iran non li invidio di certo ti assicuro:si sta come d'autunno sugli alberi le foglie,parafrasando un grande poeta italiano nato in terra araba.

      strano, perchè se fosse così come dici tutti i vari supporters della causa israeliana non avrebbero perso l'occasione di strombazzare ai quattro venti quanto stiano male gli ebrei in iran.

      ci dev'essere qualcosa che non quadra nelle tue ipotesi....

      Ora ti faccio io una domanda:supponiamo che invece che su Israele i razzi qassam li avessero lanciati contro nazioni non imperialiste ma fulgidi esempi di democrazia e di rispetto dei diritti civili,diciamo le comuniste Cina e Cuba,queste avrebbero reagito con una risposta diplomatica o inviando unita' militari a fare tabula rasa nel presunto luogo di lancio?

      considerando che, a livello internazionale, non godono della stessa impunità di israele, che pur essendo uno stato confessionale viene spacciato come l'unica democrazia del medio oriente.

      A proposito sai perche' in Iran odiano il vento?

      forse perchè gli porta in casa qualche quintalata dell'uranio impoverito usato dagli usa per portare la democrazia in iraq??

      Spero di essere stata esauriente

      LOL.....

    1. castigo 13 gennaio 2009

      virgo_sine_macula:

      E poi il ghetto non c'era solo a Varsavia ma in tutte le citta' o quasi perche' gli ebrei venivano discriminati in tutto il mondo.

      ho scelto varsavia solo perché è il più famoso.

      Non si possono in alcun modo paragonare per organizzazione e metodo i sistemi che avevano le ss e la gestapo di allora con quanto accade a Gaza:

      se leggi alcune cronache da gaza scoprirai interessanti analogie.

      e guardati questo filmatino: http://en.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&id=1132

      non è il muro del ghetto di varsavia, ma è sempre un muro della vergogna...

      per ora non e' ancora dato di sapere di treni blindati carichi di milioni di palestinesi che vengono condotti in un campo ,gasati e successivamente cremati.

      e a cosa gli servirebbero..... sono già tutti lì dove devono essere. israele ha il tempo dalla sua parte, ed un po' per volta li sta eliminando tutti. in più gli sono utili per giustificarsi agli occhi del mondo: guardate, ci bombardano.... suoraaaa, ahmed mi ha dato una spinta, ma io gli ho spezzato le braccine prima di sparargli in bocca.......

    1. sickboy 13 gennaio 2009

      scusa, volevo fare anteprima, ho schiacciato ok. (una frase simpatica tra l'altro:-D)

      Del razzo qassam so ben poco:e' un razzo utilizzato da Hamas piuttosto artigianale,non provoca grossi danni,di portata abbastanza limitata ha come vantaggio il fatto di non necessitare di alcun supporto da unita' di artiglieria e dunque puo' essere lanciato dappertutto,e' abbastanza impreciso.

      Un fuoco artificiale praticamente

      Dimona e' invece una citta' di israele in cui e' ubicato un reattore nucleare.Mordecai Vanunu non sapevo chi fosse ma leggo che era un tecnico che aveva lavorato in quella centrale nucleare e che fu arrestato poi dal mossad per aver rivelato segreti militari,in pratica che israele disponeva gia' negli anni 50 di circa 200 testate nucleari.

      E' solo per mettere i punti sulle i che ti faccio ste domande, per contestualizzare come si suopl dire. In ogni caso il povero Vununu non era vincolato da nessun giuramento, le sue dichiarazioni le ha fatte a Londra al Newsweek - mi pare - e fu rapito a Roma (!!!), trascinato in Irasele e sbattuto in carcere 18 anni, di cui 11 in isolamento. E questo era pure della razza eletta!!!

      Quelli del Naturei Karta

      che sono ebrei hai dimenticato...

      Quanto agli ebrei in Iran non li invidio di certo ti assicuro:si sta come d'autunno sugli alberi le foglie,parafrasando un grande poeta italiano nato in terra araba

      ?????

      riguardo alla tua domanda (scusa la fretta) per me israele può fare quello che vuole, nel senso che il mio giudizio etico-morale non conta più di tanto...ma potrebbe poi evitare di rompere i coglioni ogni due secondi su antisemitismo e antirazzismo, le guerre potrebbe paagarsele da solo, potrebbe evitare di farci spendere soldi per ricostruire Gaza ogni volta che la devastano ecc ecc...

      vedrai che festa quest'anno la giornata della memoria

    1. castigo 13 gennaio 2009

      virgo_sine_macula:

      Poi sempre da quelle parti hai dimenticato il vergognoso eccidio del popolo curdo che e' trattato ancora peggio di quello palestinese perche' di quest'ultimo non parla mai nessuno,non va sulle prime pagine dei giornali,non si fanno manifestazioni in suo favore.

      vorrei ricordarti che anche i turchi, nel caso dei curdi, hanno fato la loro parte, oltre naturalmente allo sterminio di più di 1.500.000 di armeni.... e nemmeno di loro parla nessuno, sennò la turchia si incazza e scoppia l'incidente democratico....

      Proprio brava gente questi pacifisti,quando a fare la guerra sono gli Usa o Israele,tutti in piazza a manifestare contro il Satana americano e i sionisti,

      ho l'impressione che anche qui dimentichi qualcosa.
      quando israele spianò il libano (tutto, non solo le zone controllate da hezbolla) per recuperare i militari catturati (non rapiti, catturati) dopo aver sconfinato all'interno del territorio libanese, quasi nessuno mosse un dito.

      [CUT]

      Chiaramente si torna in piazza a manifestare non quando Saddam Hussein gasa i curdi

      occhio, che le cose sono andate un po' diversamente da come le hanno raccontate.
      era un'azione di guerra ed il villaggio in questione si trova, guarda un po' il caso e la coincidenza, sul confine.....
      cito da qui (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3756):

      Quello di cui siamo sicuri circa l'uso del gas ad Halabja è che successe durante una battaglia tra le truppe irachene ed iraniane. L'Iraq usò armi chimiche per ammazzare gli iraniani che avevano preso la città, che si trova nell'Iraq settentrionale, non lontano dal confine iraniano. I civili curdi che morirono ebbero la sfortuna di essere presi in quello scambio. Ma non erano loro il bersaglio degli Iracheni.
    1. sickboy 13 gennaio 2009

      eh-ehm :-)

      Consentimi di cominciare con una piccola precisazione,cui pero' tengo molto:come feci gia' notare ad un altro blogger,dato che sia arabi che ebrei sono popoli di origine semita,come lo erano i cartaginesi,il termine antisemiti nella penultima riga e' usato anche da te in maniera impropria perche' e' ovvio che tu volevi dire antisionisti o anti israele.Dunque le parole antisemita e antisionista non sono affatto sinonimi. Premetto anche che non sono ebrea,non ho molta simpatia per questo popolo tant'e' che in una chat fui redarguita piu' volte per aver espresso opinioni antisioniste proprio parlando della nascita dello stato di israele.

      Bene, prima parte completamente inutile (sul serio)

    1. castigo 13 gennaio 2009

      virgo_sine_macula:

      In effetti siamo quasi sul filo del rasoio nel porre un limite alla liberta' d'opinione sancita espressamente dalla costituzione:

      eh, la costituzione, questa sconosciuta....
      vediamo un paio di articoli:

      Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità,

      salvo dimenticare di specificare quali siano, ed in virtù di cosa siano inviolabili.

      e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

      salvo dimenticare nuovamente di specificare quali siano, così c'è spazio di manovra, che non guasta mai.

      Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

      Quindi, eventuali leggi speciali sui crimini d'odio sono incostituzionali.

      Chiamiamo razzista il razzista, ed assassino di bambini l'assassino di bambini, non lo chiamiamo "eroico soldato che difende il diritto di esistere" solo perché qualcuno ha spostato una valigia di soldi da qui a lì per farsi scrivere una legge apposta.

      Ovviamente, per la cronaca, non ho alcuna prova che qualcuno abbia spostato soldi, ma lo spero vivamente: sarebbe grave se l'avessero fatto pure gratis.

      Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

      e ci si dovrebbe fermare qui, se si volesse veramente tutelare la libertà di espressione. invece:

      Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

      insomma, o la tuteli o la vieti....

      del resto in italia esiste una ben nota parte politica che vuole vietare ogni tipo di revisionismo storico anche solo se si tratta di ammettere che le foibe furono una realta' e non un'invenzione della propaganda reazionaria. In un articolo comparso su questo sito un sedicente storico arriva addirittura a sostenere che Stalin e' stato "dipinto come un mostro"per screditare tutto il movimento marxista-comunista:capisci che di fronte a tanta disonesta' intellettuale presente nel panorama politico,non mi stupisco poi se un ex democristiano per compiacere quella parte politica si inventa una legge senza capo ne coda ai limiti dell'incostituzionalita'.

      ovvio. l'importante è NON fare revisionismo sull'olocausto, che non ha prezzo.

      per tutto il resto c'è mastercard.....

      Leggi analoghe e altrettanto ambigue sono tuttavia presenti negli ordinamenti giuridici di altri paesi ben piu' evoluti del nostro.

      e questo fatto dovrebbe farci accettare quella legge?? solo perché anche stati più evoluti (sulla base di quale metro, poi, li giudichiamo??) le hanno?? devo accettare qualcosa di fondamentalmente sbagliato solo perché c'è chi sta peggio di me??

      fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza.....

    1. Killyouridols 13 gennaio 2009

      quanto segue è il risultato di un appassionante scambio di idee tra travaglio e barnard:
      Travaglio:

      ecco, dimenticavo di dirtelo: io sono anche appassionatamente filoisraeliano. ora vorrei lavorare in pace
      _____________________________________
      Barnard:

      Sei filoisraeliano. Era sarcasmo o per davvero? B.
      ______________________________________
      Travaglio:

      lo sono per davvero. da sempre. e ne sono fiero.
      _______________________________________
      Barnard:

      Marco, ridiamoci su. Io che ti scrivo e che ti mando il mio libro perché è censuratissimo. Tu che tutto gentile mi dici “prego, fai pure, grazie!”. Poi mi immagino la tua faccia quando lo hai ricevuto…
      Che divertente sta roba. In ogni caso se sei filoisraeliano o sei ignorante di storia mediorientale o sei emotivamente ricattato oppure sei un uomo senza pietà. Notte,
      B.
      _______________________________________
      Travaglio:

      io sono filoisraeliano per convinzione, perchè adoro israele e gli ebrei, perchè ci sono stato e ho visto di che cosa sono capaci gli arabi, perchè conosco la storia, perchè ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perchè rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie per quanto imperfette ma sempre migliori delle tirannie corrotte arabo-musulmane. ma sono curioso di sentire tutte le campane e dunque leggo anche chi non la pensa come me. non vedo che ci sia di strano.

    1. mixi 13 gennaio 2009

      Consiglio a tutti di leggere l'opinione di Paolo Franceshetti sugli eminenti opinionisti e giornalisti che tanto strillano e tanto fanno -per se stessi- (Santoro, Travaglio, Grillo ecc.) nel suo ultimo articolo: http://paolofranceschetti.blogspot.com/

    1. mat612000 13 gennaio 2009

      Non sono d'accordo per niente con questo commento.
      Non sono un fan sfegatato di Travaglio però dal momento che gli vengono attribuite precise prese di posizione la verifica è d'obbligo.
      O no?

    1. marco76 13 gennaio 2009

      Mamma mia che noia con sto Travaglio...Ma perche non ve la prendete anche per gli altri "intellettuali" nominati....
      Ma cosa avrà fatto mai poi sto travaglio...15.000 libri tutti sulle stesse cose...senza peraltro arrivare a nulla, anzi a qualcosa ci e arrivato...incremento del suo portafoglio....
      Non se ne puo piu davvero...Cos'e il nuovo Messia...
      Saluti
      Sepultribe76

    1. Tonguessy 13 gennaio 2009

      Assolutamente quoto

    1. IVANOE 13 gennaio 2009

      Scusate ma è la chiave di lettura di travaglio.Come si può verificare quello che lui scrive ?
      Ma dell'enorme forza militare che ha israele nei confronti della palestina perchè non ne parla ?
      Parla solo di situazioni che si sono verifcate a valle degli eventi.
      Quando nel 1948 è stata sotratta con astuzia la patria ai palestinesi.
      Perchè allora la palestina non viene armata in egual misura ad israele che ha anche la bomba atomica ?
      Perchè l'embargo delle armi e dei medicinali solo alla palestina ?
      Perchè comunque israele è così subdolamente radicata nei poteri forti mondiali ?
      Ecco penso che questo basta a dire che travaglio vuole difendere l'indifendibile.

    1. paolapisi 13 gennaio 2009

      mi leggi nel pensiero;-) stavo per postarlo anch'io. Travaglio l'ha scritto davvero, ma si tratta di una di mail privata in risposta a un grillino di nome Ciro a favore della palestina: in effetti non pare che sia l'esempio più clamoroso di schieramento pro-israele. Ci sono stati tanti altri che l'hanno fatto pubblicamente: se sto tizio di nome Ciro non avesse postato su un forum la mail che aveva ricevuto, della posizione pro-Israele di Travaglio non se ne sarebbe potuto accorgere nessuno. Non lo dico per difendere travaglio, che non mi piace a prescindere, però sì, in effetti, il tutto suona un po' come un attacco personale.

    1. paolapisi 13 gennaio 2009

      Non lo dicevo per criticare Hamas: è ovvio che è finito nell'orbita iraniana anche per le immense colpe degli ignobili regimi arabi, sauditi compresi. Ora tutti si stracciano le vesti perchè gli arabi non fanno niente per gaza:capirai hanno assisitito impassibili alla distruzione totale dell'iraq e si sono scossi, per 3 minuti,solo perchè l'Iraq è diventato una colonia (Usa-)iraniana, ma non certo perchè era stato raso al suolo. La Fratellanza Musulmana ha avuto legami con gli ayatollah iraniani fin da prima della rivoluzione islamica: le prove ci sono in bel libro di Dreyfuss scaricabile anche in rete, ma questo non c'entra con l'attuale posizione di Hamas. Poi la Fratellanza Musulmana è quello che è, e ha posizioni molto diverse da zona a zona: in iraq il partito della fratellenza musulmana, l'Iraqi Islamic Party collabora felicemente con gli USA e ha sempre avversato la resistenza, mentre Hamas quando c'era resistenza in Iraq era, anche se negli ultimi anni in maniera tiepidissima, a favore della stessa. In Hamas c'è sempre stata un'ala più filo-irianiana (la dirigenza in esilio, Mishaal e gli altri si vestono pure all'iraniana, con grisaglia e camicia senza cravatta) e una più filo-saudita, quella a gaza, Hannya in particolare. Ora non ci sono divergenze.;tutti filo-iraniani. Non lo dice israele, lo dice a chiare lettere anche hamas stesso. leggi ad esempio questa intervista a uno dei massimi rappresentanti di Hamas, pubblicata dal sito della Fraellanza Musulmana: http://www.islamonline.net/servlet/Satellite?c=Article_C&cid=1219664137553&pagename=Zone-English-Muslim_Affairs%2FMAELayout
      Ripeto. E' una constatazione, non una critica. Come sai eufemisticamente non vado pazza per gli ayatollah iraniani, ma se è per quello la monarchia saudita mi fa ribrezzo.


      Per quanto riguarda Fatah, la dirigenza non è corrotta, è corrottissima, anzi di più. Il che non significa però che sia corrotta la base poplare, tuttora molto ampia, di Fatah. E che la base di Fatah non faccia parte a pieno titolo del popolo palestinese, cosa che alcuni geni nostrani vogliono negare. E che chi ha scriito i "nazisionisiti di Fatah" (non dico chi è, perchè solitamante mi piace pure) abbia scritto una colossale coglionata. La rincorsa a chi è più estremista fa perdere solo il lume della ragione. Io nel mio microscopico, pur ritenendo la dirigenza di hamas sicurametne meglio di quella di fatah (poco sforzo, da parte loro), ho sempre criticato entrambi perchè non hanno voluto trovare un via per una riunione, auspicata dal 90% del popolo palestinese.


      ciao a te.

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