IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI

IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI

DI PAOLO BARNARD

Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza, diramato dalla sua casa editrice Chiarelettere, che inizia così: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”.

Bene.

Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette - che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.


Nella foto: Marco Travaglio (Foto di Stefano Mortellaro da http://www.flickr.com/photos/fazen/365730204/)

E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per approfondire. Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-palestinese, con la mole schiacciate e autorevole di documenti, di prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. E’ un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell’Uomo e della legalità moderna. E’ complicità, sì, com-pli-ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.

I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell’ala ‘progressista’. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dell’instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere della lobby ebraica’, la carriera, o simili.

Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore.

Perché una cosa sia chiara a tutti: l’unica speranza di porre fine alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa dell’opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e prigioniero nell’indifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l’evidenza della Storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei palestinesi, mai si arriverà alla pace laggiù. E l’orrore continua. Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità.

L’evidenza della Storia di cui parlo è in primo luogo: che il progetto sionista di una ‘casa nazionale’ ebraica in Palestina nacque alla fine del XIX secolo con la precisa intenzione di cancellare dalla ‘Grande Israele’ biblica la presenza araba, attraverso l’uso di qualsiasi mezzo, dall’inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla guerra diretta, fino al terrorismo senza freni. I palestinesi erano condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima dell’Olocausto. Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno nella sua opera di Pulizia Etnica della Palestina. Questo accadde, sta accadendo e accadrà. Questo va detto, illustrato con la sua mole schiacciante di prove autorevoli, va gridato con urgenza, affinché il pubblico apra finalmente gli occhi e possa agire per fermare la barbarie.

In secondo luogo: che la violenza araba-palestinese, per quanto assassina e ingiustificabile (ma non incomprensibile), è una reazione, REAZIONE, disperata e convulsa, a oltre un secolo di progetto sionista come sopra descritto, in particolare a 60 anni di orrori inflitti dallo Stato d’Israele ai civili palestinesi, atrocità talmente scioccanti dall’aver costretto la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele “un insulto all’Umanità” (1977, 1985, 2000). La differenza è cruciale: REAGIRE con violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è AGIRE violenza. E’ immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello che sempre accade. E’ immorale condannare il “terrorismo alla spicciolata” di Hamas e ignorare del tutto il Grande terrorismo israeliano.

Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dell’ONU, delle maggiori organizzazioni per i Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come “La Pulizia Etnica della Palestina”, di Ilan Pappe, Fazi ed., o “Pity The Nation”, di Robert Fisk, Oxford University Press, e “Perché ci Odiano”, Paolo Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti http://www.btselem.org/index.asp, http://www.jewishvoiceforpeace.org, http://zope.gush-shalom.org/index_en.html, http://www.kibush.co.il, http://rhr.israel.net, http://otherisrael.home.igc.org. O ancora leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o ne “La Questione Palestinese” della libreria delle Nazioni Unite a New York.

E torno al “tradimento degli intellettuali” nostrani. Vi sono aspetti di quel fenomeno che sono fin disperanti. Il primo è l’ignoranza in materia di conflitto israelo-palestinese di alcuni di quei personaggi, Marco Travaglio per primo; un’ignoranza non scusabile, per le ragioni dette sopra, ma anche ‘sospetta’ in diversi casi.

Un secondo aspetto è l’ipocrisia: l’evidenza di cui sopra è soverchiante nel descrivere Israele come uno Stato innanzi tutto razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi Canaglia, poi persino neonazista nelle sue condotte come potere occupante. Ricordo il 17 novembre 1948, quando Aharon Cizling, allora ministro dell’agricoltura della neonata Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del dicembre 1948 definì l’emergere delle forze di Menachem Begin (futuro premier d’Israele) in Palestina come “un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti”. Ricordo Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel giugno di quell’anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che nel 1953 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere. Ricordo l’ambasciatore israeliano all’ONU, Abba Eban, che nel 1981 disse a Menachem Begin: “Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. Ricordo la risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “personale responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio”. Ricordo le parole dello Special Rapporteur dell’ONU per i Diritti Umani, il sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che l’occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell’Aja. Ricordo le parole dell'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell’Olocausto: “Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.” Ricordo che esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani; che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi; che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano (1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo’. Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu rigettato da Ben Gurion prima ancora che l'ONU lo adottasse, e che esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una farsa dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un’altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle ostilità, e mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere Arafat, come ho dimostrato in “Perché ci Odiano” intervistando i mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani in sei anni per la distruzione dell'Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha’aretz, 30/12/08), con l’assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla 'epopea' sionista.

Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del prima razzo Qassam su Sderot in Israele.

Ricordo ai nostri ‘intellettuali’ di andarle a leggere queste cose, che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze.

E l’ipocrisia sta nel fatto che questi negazionisti di tali orrori storici possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di Gaza, sulla Pulizia Etnica dei palestinesi, e possono dichiararsi filo-israeliani “appassionati” (Travaglio) senza essere ricoperti di vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l’orrore patito per decenni dalle vittime dell’Apartheid sudafricana, o i massacri di pulizia etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia.

Il mio appello a questi colti mistificatori è: continuare a seppellire sotto un oceano di menzogne, di ipocrisia, sotto l’indifferenza allo strazio infinito di un popolo, sotto la vostra paura o la vostra convenienza, la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e quello palestinese, causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani. Sono più di cento anni che il nostro mondo li sta umiliando, tradendo, derubando, straziando, con Israele come suo sicario. Sono 60 anni che chiamiamo quelle vittime “terroristi” e i terroristi “vittime”. Questo è orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per odiarci. Dio sa quanta ragione hanno, cari 'intellettuali'.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link:http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86

11.01.2009

Commenti (125)

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Nascondi area commenti 20 caricati
    1. myone 12 gennaio 2009

      Questo personaggio, ha parlato come ha parlato, e si e' fatto spiegare bene. Affettare l' affettato volendolo una fetta si e un' altra no, farlgi fare le parti di due salami, e' un po' una magia da inventarsi.

    1. nessuno 12 gennaio 2009

      Ma basta per favore...nn e possibile che ogni volta si nomini Travaglio Grillo & company, ci si debba infervorire... Qui si parla dei crimini di Israele e della censura, mistificazione e disinformazione da parte di coloro che invece, idoli delle masse, dovrebbero dire le cose semplicemente come stanno... Se solo la metà dei giornalisti fosse come Barnard, ne guadagneremmo tutti e parecchi... E poi sempre a tirare in ballo la faccenda di Report...Vorrei vedere se mi foste trovati al posto di Barnard come avreste reagito... La giustizia e la verità dovrebbero essere valori oggettivi e nn intercambiabili in base alla situazione o alle persone che li riguardano.... Saluti Sepultribe76

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      Basta lo devi dire all'articolista che inizia con un attacco a travaglio.
      Per me israele e lo stato non stato criminale per eccellenza .
      Il tuo amico barnad poteva evitare una diatriba che va avanti da tempo fra lui travaglio und galbanelli.
      Scrivesse solo su israele va benissimo invece questi continui attacchi dimostrano la sua necessità di acquistare visibilita .
      Ripeto barnad è un socio di facci...

    1. myone 12 gennaio 2009

      Prendo atto del commento, lo salvo, cosi me ne faccio una ragione in piu'.


      Dico pure, che nonostante a detto e fatto, di cui prendo nota pure un terrorismo su villaggi inermi, e questo lo si puo' pure adossare a ebrei, ma non so a quanto ebrei che bolgiono uno stato e ne sono stati fautori, come dire che, eventi i fatti sono direttamente orghestrati da coloro che vengono chiamati sionisti. E' come dire che eventi italiani, sono stati orchestrati e fatti da coloro che ora, sono al potere, e che chi li ha fatti, era della medesima specie, come coloro che ci sono oggi puliti o no.


      Penso pure, e lo dico sempre, che bisogna esserci nei polsi e nelle vene delle situazioni, sul posto e nel tempo, che detti e fatti vanno misurati e sentiti con l' aria che c'e' intorno, totale, e respirare pure il fiato di quello per cui poi si giudica.


      Dico pure, che se tutto quello deddo, anche se a questo Barnard ne do' merito, se fosse vagliato, da uno pari a lui che sa e e' di parte contraria, ne avrebbe di cose alla pari da dire e da dimostrare, mostrando che se si determina una linea irregolare, l' opposto di tale spazio, ha diritto di esistere e lo fa esistere, uguale a quella parte che si vuole colorare in un modo


      Qui le discussioni continuerebbero, ma ci vorrebbe sempre il totale e il globale delle parti, dei fatti e sopratutto di come si mettono le cose sul posto e nel tempo


      Dico che, tornare indietro non si puo', neanche si volesse ristabilire una pace, basata su cosa? Quando c'e' rivendicazione, perpetrazione, sia degli intenti che dei motivi, in entrambe le parti. Qui a volre risolvere tutto, starebbe all' eliminazione totale di uno o dell' altro. Se vi pare bene cosi, cosi sia.


      Su cosa volete e credete che si arrivi o arrivera' a una pace? Ditemelo. Vediamo se e' possibile. Il passsato non si tolgie piu', sopratutto nell' ammontare del contenzioso e dei valori che si danno le parti. Cosa dovrebbe fare l' una e l' altra parte?


      Se lasciassimo stare tutto, e considerassimo solamente la Palestina e Isdraele com'e', sarebbe possibile finirla cosi, lasciando stare l' uno, e riaprendo una vita normale all' altro?

    1. Andrea_Komunist 12 gennaio 2009

      Questo articolo è veramente ricco di informazioni preziose sul movimento sionista e la sua storia, una chicca direi. Come il precedente, "High Octane Capitalism ahead", l'ho veramente apprezzato. L'unica pecca forse riguarda la parte dell'Iraq, perchè in rete girano ormai diverse smentite al fatto che Saddam avesse gasato i curdi o sterminato gli sciiti. Per il resto una frase di Travaglio può fare molti danni, soprattutto se si mette a sostenere lo Stato di Israele: bisognerà contrastarlo qui in rete (perchè questo lo si può fare), per non permettergli di fare becera propaganda sionista.

    1. marco76 12 gennaio 2009

      Ma basta per favore...nn e possibile che ogni volta si nomini Travaglio Grillo & company, ci si debba infervorire...
      Qui si parla dei crimini di Israele e della censura, mistificazione e disinformazione da parte di coloro che invece, idoli delle masse, dovrebbero dire le cose semplicemente come stanno...
      Se solo la metà dei giornalisti fosse come Barnard, ne guadagneremmo tutti e parecchi...
      E poi sempre a tirare in ballo la faccenda di Report...Vorrei vedere se mi foste trovati al posto di Barnard come avreste reagito...
      La giustizia e la verità dovrebbero essere valori oggettivi e nn intercambiabili in base alla situazione o alle persone che li riguardano....
      Saluti
      Sepultribe76

    1. marco76 12 gennaio 2009

      Ma basta per favore...nn e possibile che ogni volta si nomini Travaglio Grillo & company, ci si debba infervorire...
      Qui si parla dei crimini di Israele e della censura, mistificazione e disinformazione da parte di coloro che invece, idoli delle masse, dovrebbero dire le cose semplicemente come stanno...
      Se solo la metà dei giornalisti fosse come Barnard, ne guadagneremmo tutti e parecchi...
      E poi sempre a tirare in ballo la faccenda di Report...Vorrei vedere se mi foste trovati al posto di Barnard come avreste reagito...
      La giustizia e la verità dovrebbero essere valori oggettivi e nn intercambiabili in base alla situazione o alle persone che li riguardano....
      Saluti
      Sepultribe76

    1. nessuno 12 gennaio 2009

      Questo signore prima attacca la Galbanelli poi Travaglio è della stessa scuola di Facci?
      Posso capire che abbia dei contenziosi aperti con questi signori e magari avrà pure ragione però se li risolva in privato.

    1. clausneghe 12 gennaio 2009

      Ben detto!

    1. clausneghe 12 gennaio 2009

      Ti quoto,amico.
      Ed è già un pezzo che la tv l'ho buttata,assieme ai giornali...
      La Rete è il mezzo per informarsi, sempre per chi vuole,ovviamente.

    1. castigo 12 gennaio 2009

      in effetti ci avevo pensato anche io..... è un po' come per il conflitto di interessi, tutti ne parlano ma nessuno (tantomeno la "sinistra") lo toglie, proprio perché funzionale alla sua campagna elettorale.

      ed il fatto che questo personaggio sia su certe posizioni parrebbe confermare queste ipotesi.....

    1. hobie 12 gennaio 2009

      caro barnard, perche ce l'hai con tuttto e con tutti?
      Perche' 6 l'unica vittima di questo mondo crudele?
      Ci hai lessato un po' le balle! Falla finita.

    1. BarnardP 12 gennaio 2009

      Grazie a tutti, vi leggo uno per uno, anche se rispondo solo di rado. Grazie. Barnard

    1. sickboy 12 gennaio 2009

      Scusa eh, ma come pretendi funzioni la propaganda?

      Funziona bene comunque, sei un distillato purissimo di propaganda d'alto livello (che è il contrario che darti della scema)

      In ogni caso il tuo commento è quello che ha scatenato più risposte, in molti ti hanno fatto miliardi di domande ma tu non hai risposto nemmeno ad una.

      Te ne faccio un paio anche io:

      chi ha violato la tregua sto giro? Quando? Secondo un rapporto Onu dal 2000 al 2008 non si può mai parlare di vere e proprie tregue, ma solo di giorni senza uccisioni. Il 79% di questi labili cessate il fuoco sono stati interrotti dall'attacco di una delle due parti, quale?

      Come è fatto un razzo Qassam? Cos'è invece Dimona? E chi è dunque Mordecai Vununu?

      Chi si riempie la bocca da anni con anti razzismo, anti semitismo e giornate della memoria a corredo? Perchè mai, visto il comportamento diametralmente opposto tenuto nei territori?

      Ma soprattutto, rispondi senza vergognarti alla domanda sull'Iran: se è vero, come hai ripetuto più volte anche dopo che ti si è fatto notare che hanno cambiato la traduzione per fare propaganda, che Ahmadinejhad (su su, non è così difficile) vuole distruggere (in senso fisico cioè, non politico)lo Stato di Israele, perchè non comincia dalle comunità ebraiche di Teheran? E come è che quelli del Neturei Karta la pensano allo stesso modo? Antisemiti pure loro?

      Orsù, riuspondi senza timore e punisci la mia arroganza

    1. BarnardP 12 gennaio 2009

      Caro amico, mi rattrista che di un messaggio così enorme e di così drammatica sofferenza tu colga solo un paio di mie citazioni su Tr. fra decine di altre citazioni. Ho scelto Tr. come bandiera della viltà degli intellettuali solo perché è il più in vista e il più arrogante nello schieramento di questi 'nani' morali. Ti sfugge un lato essenziale: primo, Tr. è inutile e dannoso all'Italia, come ho spiegato in L'Informazione è Noi, secondo devi capire che la moralità non può essere selettiva, non puoi essere morale facendo del bene con la mano sinistra e straziando con mano la destra. Chi come Tr. è talmente insensibile alla tragedia immane di un popolo, non può essere affidabile come pubblico moralizzatore. Qui non si tratta di avere opinioni diverse, qui si tratta di essere complici morali di un genocidio che dura da 60 anni. Mica poco. Me ne fotto di Report, caro amico, sono 25 anni che lotto per la Palestina. Sappilo prima di giudicare. B.

    1. lino-rossi 12 gennaio 2009

      Bravo Barnard

    1. BarnardP 12 gennaio 2009

      Caro amico, le persecuzioni degli shiiti iracheni sono documentate fino alla noia da tutte le maggiori organizzazioni per i diritti umani, la punizione collettiva nel 1991 raggiunse livelli da genocidio fra i cosiddetti 'marsh arabs' del sud. Detto ciò, credo che tu non abbia letto i miei lavori, dove ho smascherato il terrorismo americano e inglese in Iraq e Afghanistan come pochi autori italiani fino ad oggi. L'ho fatto in tv, e in un libro. Sulla Serbia e Bosnia e Kosovo ho denunciato in decine di conferenze le menzogne della stampa sulla pulizia etnica a senso unico, e i piani alletati di rapina economica della ex Yugo e del Kosovo in particolare. Ciao, Barnard

    1. victorserge 12 gennaio 2009

      se i benpansanti prendono le difese di israele è perchè l'arabo è visto come il verme che cresce nel corpo della mela apparentemente sana.
      hamas è visto come il generatore di quei vermi, cioè quell'apparato che ne favorisce il proliferare.
      fino a che c'era arafat e poi il venduto abu mazen la puzza dell'immondizia araba era contenuta nel sacco della spazzatura dei territori.
      ora, con hamas le cose cambiano, l'arabo si sente rappresentato e sente che può avere finalmente il suo riscatto.
      ma al giorno d'oggi chi può parlare bene degli arabi?
      chi a livello mediatico può prendere partito per gli arabi?
      travaglio, eco, veltroni. sofri?
      gli arabi non li vuole nessuno sono considerati la feccia della terra e gli israeliani stanno facendo di tutto per eliminarli.
      tanto, cosa credete, ad armare i missili mica ci sono i travaglio, i veltroni e compagnia cantante: c'è il fior fiore della scuola di guerra dello stato più illegale sulla faccia della terra.
      a me, pensare ad israele mi viene da vomitare.
      non sono d'accordo in nulla sulle rivendicazioni di hamas, ma pensare ad israele mi viene da vomitare.

    1. totonno 12 gennaio 2009

      L'Ebreo sionista Travagliato Travaglio forse non si rende conto di dove vive ,di dove stà , e che quello che dichiara oggi un giorno sarà ricordato

    1. alverman 12 gennaio 2009

      Mi spiace contraddirti nel senso che travaglio (per chi non l'avesse ancora capito) fa il gioco di Berlusconi insultandolo continuamente perchè poi il nano fa uso del suo impero mediatico con la piaggeria cui è solito rivolgersi al popolo bue: vedete come sono violenti i comunisti? Solo io che ne sono vittima li posso combattere . Chi ha orecchie per intendere...
      Saluti
      Alverman

    1. NerOscuro 12 gennaio 2009

      C'è un'enorme differenza tra sionismo e istanze portate avanti dal sionismo. Per spiegartelo cerco di mettermi nella testa di uno nato nel 1880 o giù di lì, perché occorre avere un'idea ottocentesca di patria per ficcare degli ebrei Americani, ebrei Tedeschi, ebrei Polacchi, ebrei Italiani, ebrei Russi ecc... tutti insieme nello stesso posto come se fossero una cosa sola, quando in realtà non condividono alcunché eccetto la religione. Proseguo con la mia ipotesi fantastica e creo un movimento che voglia costruire una patria per gli ebrei, che vuole che questa patria sia in Palestina, ma che sia una patria per tutti, anche per i non ebrei e che tenga in massima considerazione la popolazione autoctona. Ecco, questo è un esempio di movimento che promuove l'esistenza di una patria per gli Ebrei e non è sionista. Dato che un'alternativa al sionismo può esistere, il sionismo potrebbe cessare mentre gli Ebrei continuerebbero ad avere una patria, a vivere tranquillamente, a praticare circoncisioni, mangiare kosher, ecc...
      Anzi ti dirò di più. Quando malauguratamente il sionismo avrà raggiunto i suoi obiettivi al prezzo dell'espulsione dei palestinesi o della loro eliminazione, non avrà nessuna ragione d'essere, perché avrà terminato il proprio programma. Sparirà. Eppure anche se sparirà il Sionismo, ci sarà Israele ancora lì, con tutti gli Ebrei (solo loro) a domandarsi cosa fare ora visto che il Sionismo è finito. Riesci ora a vedere una differenza tra Sionismo ed esistenza di Israele?

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