IL SIGNORAGGIO COLPISCE ANCORA ? COSENTINO SI DIMETTE

IL SIGNORAGGIO COLPISCE ANCORA ? COSENTINO SI DIMETTE

DI NICOLETTA FORCHERI

mercatoliberotestimonianze.blogspot.com

Se partiamo dai presupposti che:
1. qualsiasi politico è per definizione ricattabile, condizione sine qua non per arrivare a ricoprire certe alte cariche,

2. la parola “mafia” – un po’ come “talebano” “alqaeda” e “terrorista” – è talvolta affibbiata a persone che rischiano di inceppare il “sistema”, dai guardiani dello stesso,

3. l’Italia è un paese dalla sovranità praticamente nulla e occupato da potentati economicofinanziari le cui cupole sono straniere,

4. tali poteri si avvalgono di prestanomi, complicità affaristiche, e collusioni con il mondo politico istituzionale nella spartizione della torta “res publica”, o bottino,
5. siamo in un regime bancarioassicurativo che ogni giorno stringe la sua morsa sui nostri diritti, le conquiste sociali e le nostre libertà, chiudendo abusivamente il credito alla società civile,
6. tale regime ci costringe nella situazione paradossale di commettere infrazioni – nostro malgrado – alle troppe pletoriche regole connesse alla mission, alla vision e agli obiettivi di tale big corporation bancarioassicurativa (1), dalla logica estranea e ostile all’interesse della collettività,

7. a maggior ragione i nostri politici per gestire politiche che rappresentano profitti di diversi milioni di euro, su risorse primordiali come in particolare acqua, energia, materie prime, semi, farmaci, petrolio, banche dati sensibili, moneta e credito (usuraio), risultano costretti a lottare contro poteri forti e comitati d’affari incommensurabili, invisibili, trasversali, in particolare per la ragione numero 3 di cui sopra,

allora, come non constatare la coincidenza che il nome di Nicola Cosentino, Sotto segretario all’Economia dell’attuale governo dimessosi appena ieri (14 luglio 2010), è stato citato nel nuovo polverone “P3″ appena il giorno dopo (rif. Articolo 8 luglio 2010 ) la pubblicazione di una risposta esauriente a un’interrogazione scritta del deputato radicale Matteo Mecacci sul signoraggio accompagnata da ben 9 (nove!!!) solleciti e rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze? Infatti la risposta dimostra, per chi sapesse leggere tra le righe, qualcosa che il sistema bancarioassicurativo internazionale vuole mantenere criptato ai più e cioè che il reddito monetario da signoraggio viene spartito tra i rentier di BCE e BCN, lasciando le briciole agli Stati.

L’interrogazione, del 6 agosto 2008 (Interrogazione e risposta Cosentino ) prende spunto da uno scambio intervenuto nell’autunno del 2002, tra Tremonti e l’allora presidente della BCE Duisenberg, scomparso nel frattempo in condizioni un po’ sospette, sul signoraggio delle monetine allo Stato. Duisenberg aveva risposto alla proposta di Tremonti di trasformare le monetine da 1 euro in banconote:

“Mi auguro che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio sulla moneta”.
Nell’interrogazione di Mecacci si prende atto che i diritti di signoraggio erano “storicamente iscritti nei bilanci della Banca d’Italia prima della volontaria devoluzione della prerogativa sovrana alla BCE” e che, in seguito a Maastricht, sono stati “riportati sotto la voce ‘proventi da signoraggio’ del bilancio della BCE”.

L’interrogazione verte principalmente sulla differenza di regime tra l’emissione di cartamoneta, della BCE, e le monete metalliche, dello Stato e, in particolare, sul fatto che queste ultime generano un utile allo Stato, essendo caratterizzate

“dall’inesistenza di un nesso tra l’emissione di moneta e l’interesse proveniente dal possesso di titoli del debito pubblico” poiché non sono utilizzate “per acquistare alcun titolo del debito pubblico”,
alludendo alla farsa delle aste pubbliche dei titoli di Stato monopolizzato da un cartello di “dealer” ritualmente chiamati “mercato” dai media (cfr. Lista dei dealer in Signoraggio, un trompe-l’oeil? ).
La domanda, retorica, sulla base legale per trasferire i diritti di signoraggio ad altro ente giuridico in caso di trasformazione delle monete metalliche in banconote, contiene un’allusione molto interessante, nella frase:
[si chiede di sapere] “se esistano atti o fatti giuridici che trasferiscano il diritto di signoraggio, astrattamente inseribile nel bilancio dello Stato come utile, concorrendo alla diminuzione del debito pubblico, ad altri soggetti giuridici”,
laddove la parola “astrattamente” si riferisce, per gli addetti ai lavori, al fatto che in teoria tale utile dovrebbe essere riconsegnato allo Stato ma che, nella pratica, è trattenuto dai soci di bankitalia, diventati privati dopo il golpe bianco del 1992, e separati di fatto dal ministero del Tesoro dopo il divorzio avvenuto nel 1981,

venendo così meno allo Stato un utile introito per potere rimborsare e/o ridurre quel macigno del debito pubblico fraudolento che dovrebbe essere la principale preoccupazione di qualsiasi governo, poiché esso ci porterà nel baratro del fallimento del paese, rendendoci ricattabili nei confronti del sistema bancario internazionale – i nostri creditori fraudolenti, vedi Grecia – e costringendoci a svendere il demanio e la res publica, cioè le nostre cose.

Nella sua risposta, Nicola Cosentino cita scrupolosamente tutta la base giuridica che definisce, spiega e giustifica la spartizione dei redditi monetari tra BCE/Banche centrali nazionali (BCN) e Stati, ivi comprese le decisioni originali del compianto Duisenberg.
Si apprende quindi che l’8% del totale reddito monetario per l’emissione di cartamoneta va alla BCE, mentre gli interessi su tale percentuale di emissione, chiamati “remunerazione al tasso marginale di rifinanziamento principale” costituiscono (parte del) reddito da signoraggio ripartito tra le BCN secondo una chiave di ripartizione (rif. chiave di ripartizione BCE) e che il restante 92% è ripartito tra le varie BCN in proporzione alle quote di partecipazione al capitale con il citato “capital key”.

Si apprende anche, dalla risposta dell’indagato Cosentino, che la quota di circolazione di cartamoneta assegnata alla BCE è inserita nel suo bilancio come un credito di pari importo da vantare verso le BCN, detratti gli interessi “al tasso marginale delle operazioni di rifinanziamento principale”: se ne deduce che la BCE si appropria dell’8% del valore facciale di tutta la cartamoneta circolante. Tutto ciò è spiegato bene nella decisione della BCE, rif. ECB/2001/15, a firma del deceduto Duisenberg e successivamente emendata da altre 5 decisioni, di cui l’articolo 2 della bce/2005/11 recita:

La decisione BCE/2001/15, del 6 dicembre 2001, relativa all’emissione di banconote in euro fissa la distribuzione alle banche centrali nazionali (BCN) delle banconote in euro in circolazione in proporzione alle quote versate del capitale della BCE. L’articolo 4 della decisione BCE/2001/15 e l’allegato alla medesima attribuiscono alla BCE l’8 % dell’ammontare totale delle banconote in euro in circolazione. La BCE detiene saldi creditizi interni all’Eurosistema nei confronti delle BCN in proporzione alle quote di queste nello schema di capitale sottoscritto, per un valore equivalente all’ammontare delle banconote in euro che la stessa emette.
Si legge poi un controsenso che mette in luce la dissimulazione rituale sul reale significato di signoraggio e cioé che gli interessi sulla quota dell’8% assegnata alla BCE costituiscono “reddito da signoraggio della BCE” – mentre il capitale è iscritto come credito, ma un credito non è un futuro reddito? – distribuito secondo la chiave di ripartizione alle BCN, e che tale reddito può essere trattenuto in parte o totalmente dal Consiglio Direttivo della BCE “qualora la BCE avesse un utile netto inferiore all’importo del signoraggio…”
Ma se gli interessi sull’8% del valore totale della cartamoneta in circolazione sono definiti come il reddito da signoraggio della BCE, come fa la BCE a guadagnare meno di tale reddito? Di quale signoraggio si parla?? Il controsenso deriva dalla definizione – falsa – di signoraggio che non corrisponde agli interessi sulla quota circolante, bensì anche sul capitale iscritto come passività.

Sempre dalla risposta del dimissionario Sottosegretario all’economia, Nicola Cosentino, si apprende che il reddito sul restante 92% della cartamoneta spetta alle BCN, non senza transitare dalle casse della BCE prima della redistribuzione in funzione del capital key citato sopra. E quel reddito cos’è, se non signoraggio?

E infatti in alcune delle decisioni citate come la bce/2001/16, sempre a firma del compianto Duisenberg, si definisce il reddito monetario di ciascuna BCN conformemente alla formula :

RM = BP × TR,

dove RM: reddito monetario, BP: aggregato del passivo che comprende il totale della cartamoneta circolante e altre passività (depositi), come definito all’allegato della stessa decisione e TR: il tasso di riferimento. Più chiaro di così…

Si apprende infine la risposta retorica alla domanda retorica e cioé che, yes indeed, in caso di sostituzione delle monete metalliche da 1 e 2 euro in banconote, gli utili passerebbero certamente “in termini di signoraggio dagli Stati membri all’Eurosistema”. Ma questo si sapeva.
Il succo quindi è che mentre l’onorevole radicale Mecacci definisce il signoraggio sulla cartamoneta come “interessi sui titoli del debito pubblico” (1), il “fedifrago” Sottosegretario all’Economia, nella sua risposta, rimanda scrupolosamente alle decisioni vigenti della BCE che se ci prendiamo la cura di leggere, fanno capire che quel 92% di signoraggio riscosso dalle BCN corrisponde all’aggregato del passivo (totale valore cartamoneta e depositi) moltiplicato per il tasso applicato. E che la nostra BCN, essendo smaccatamente obbrobriosamente privata (rif. Partecipanti Banca d’Italia ), ecco chi si intasca il reddito monetario! Non certo lo Stato. E che tra i privati soci di banca d’Italia fanno eccezione l’INAIL e l’INPS in quanto istituti pubblici ma che come tutti gli italiani sanno, stanno palesemente abbandonando i cittadini con una “bancarizzazione” degli “utili”, cartolarizzazioni varie, pensioni da fame e la campagna di stampa sul trasferimento del TFR ai fondi pensione privati, per citarne solo alcune.

Per concludere, il paradosso è che la cosiddetta nuova “P3″ è accusata di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione di associazioni segrete, proprio da una magistratura assoldata a un sistema bancario il cui vertice italiano nascondeva i nomi dei suoi soci fino solo al 2005, e la cui cupola internazionale agisce, fa affari, trama, e vive unicamente grazie al segreto, basti pensare al Bilderberg e ad altre associazioni segrete, a cui apparentemente non piace il nostro governo.

La BCE e il sistema bancario, si comportano insomma come uno Stato (segreto) superiore agli altri stati, esercitando un diritto (segreto) di signoraggio fondamentale del sovrano. Questo diritto poteva essere ceduto a privati solo contando sulla segretezza e il linguaggio cifrato di una elite stecnocratica che ha tenuto ben nascosti i dati, i meccanismi e l’importanza della sovranità economico-monetaria. D’altra parte, lo avesse capito prima, questo pubblico europeo, avrebbe anche capito che la seconda guerra mondiale fu voluta per accaparrare a Washington (Bretton Woods, 1944) il potere di signoraggio mondiale attraverso il dollaro USA, anch’esso privatizzato attraverso la Federal Reserve. Se avesse invece vinto l’asse nazionalista ROBERTO (Roma-Berlino-Tokyo), il signoraggio su moneta e credito sarebbe rimasto appannaggio degli stati sovrani. Meno male, per i banchieri, che c’erano i partigiani!

Nicoletta Forcheri
Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com
Link: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/07/il-signoraggio-colpisce-ancora.html
15.07.2010

NOTE

  1. esempi: eccessi di velocità assurdi, assilli monetari per parcheggi abusivi, passare per servitù abusivamente chiuse, andare in bici sul pedonale, giocare a palla sulla spiaggia, poggiare l’asciugamano o sedersi sul bagnasciuga, camminare tra gli ombrelloni nelle spiagge, pescare durante il giorno, superare i limiti in mare, non pagare il canone per una TV che non si ha, entrare in ZTL in macchina, servire acqua sfusa al bar, vendere cibo casereccio al bar, servire totani e patate o novellame, produrre latte fresco genuino naturale secondo la richiesta del mercato (multe quote latte), non fare vaccinare i bambini, scambiare e vendere semi di piante considerate rare dall’UE e così via dicendo norme sempre più assurde e limitative della libertà personale.
2. ["che ogni anno la BCE riscuote poiché gli stessi sono detenuti nel suo patrimono, buona parte di questi interessi tornano alle banche centrali dei paesi dell'UE che detengono quote proprietarie della BCE stessa"]

Commenti (105)

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    1. Conan 17 luglio 2010

      Io però vorrei capire allora perché Eugenio Benetazzo, Marco Della Luna nel suo libro "Euroschiavi", ed altri parlano di queste cose in maniera completamente diversa, il loro ragionamento su signoraggio e riserva frazionaria, é più che plausibile (qualche nozione di economia ce l'ho!), perché non organizzate un confronto per far capire a noi chi ha ragione, visto che sembrate dire tutti delle cose corrette, (come i politici che hanno tutti ragione...).

    1. ulrichrudel 17 luglio 2010

      Stimata dottoressa Forchieri,desideravo farLe i miei complimenti non tanto per l'articolo nell'insieme,che lascio valutare agli esperti delle opposte fazioni, ma per le ultime 7 righe a chiusura. Da :D'altra parte e per finire ...i partigiani. Ha ragione da vendere,abbiamo perso..

    1. kirby77 17 luglio 2010

      Dal post di Amensa: "nel caso di una banconota del valore di 0,05€ e valore facciale di 100€, quando esce dalla banca apparentemente la banca incassa 99,95€, ma esso è un incasso puramente virtuale, perchè nessun bene del valore di 99,95€ si trasferisce da chi riceve la banconota alla banca. Inoltre, quando viene estinto il debito, quei 99,95€ faranno il percorso inverso, in quanto renderò un oggetto del valore di 0,05€ ma cancellerò un debito di 100€. "
      In base a questo tuo ragionamento la banca centrale all'inizio del ciclo aveva un valore di 0,05 (carta e inchiostro per stampare la banconota) e alla fine ha in cassa un valore di 100 (la banconota con cui viene estinto il debito, a meno che questa non venga distrutta, cosa che non succede); non è la prima volta che fai questo esempio e mi pare dimostri il contrario di ciò che vorresti...

    1. kirby77 17 luglio 2010

      amensa dice "nel caso di una banconota del valore di 0,05€ e valore facciale di 100€, quando esce dalla banca apparentemente la banca incassa 99,95€, ma esso è un incasso puramente virtuale, perchè nessun bene del valore di 99,95€ si trasferisce da chi riceve la banconota alla banca. Inoltre, quando viene estinto il debito, quei 99,95€ faranno il percorso inverso, in quanto renderò un oggetto del valore di 0,05€ ma cancellerò un debito di 100€. "

      In base a questo ragionamento la banca centrale all'inizio del ciclo aveva un valore di 0,05 (carta e inchiostro per stampare la banconota) e alla fine ha in cassa un valore di 100 (la banconota con cui viene estinto il debito, a meno che questa non venga distrutta, cosa che non succede); non è la prima volta che fa questo esempio che mi pare dimostri il contrario di ciò che vorrebbe...

    1. kirby77 17 luglio 2010

      Il precedente messaggio è una risposta a ciò che ha detto Amensa (il virgolettato"

    1. kirby77 17 luglio 2010

      "nel caso di una banconota del valore di 0,05€ e valore facciale di 100€, quando esce dalla banca apparentemente la banca incassa 99,95€, ma esso è un incasso puramente virtuale, perchè nessun bene del valore di 99,95€ si trasferisce da chi riceve la banconota alla banca. Inoltre, quando viene estinto il debito, quei 99,95€ faranno il percorso inverso, in quanto renderò un oggetto del valore di 0,05€ ma cancellerò un debito di 100€. "

      in base a questo tuo ragionamento la banca centrale all'inizio del ciclo aveva un valore di 0,05 (carta e inchiostro per stampare la banconota) e alla fine ha in cassa un valore di 100 (la banconota con cui viene estinto il debito, a meno che questa non venga distrutta, cosa che non succede);
      non è la prima volta che fai questo esempio e mi pare dimostri il contrario di ciò che vorresti...

    1. Marduk1970 17 luglio 2010

      A questo proposito, il Post uscito qui oggi sull'impoverimento della classe media, tirandola alla fame e giá in vigore da diversi mesi, ci stá a pennello, chiudendo definitivamente il cerchio del grande complotto dei "potenti della Terra".

    1. gelsomino 17 luglio 2010

      Dando per buono ciò che dici trovo un'assurdità che banche private per funzionare siano pagate svariate centinaia di miliardi di euro: che siano nazionalizzate !

    1. stefanodandrea 17 luglio 2010

      Caro Bruotto, sul signoraggio primario non mi sono ancora fatto idee precise. Soprattutto non so quantificare il fenomeno. Credo però di riuscire a persuaderti, perché leggendo spesso il tuo sito so che sei una persona che sa ragionare, che la critica della riserva frazionaria, volta ad introdurre una "riserva totale" non sta in piedi sul piano logico. Ti segnalo un mio articolo, che troverai sul forum - segnalazioni, ancora in prima pagina, dal titolo "Riserva frazionaria, Decrescita e Sovranità".

    1. Ricky 17 luglio 2010

      Il commento di amensa mette una pietra tombale sulla questione.

    1. gelsomino 17 luglio 2010

      Finchè ogni azione umana sarà valutata in moneta soggetta a signoraggio non usciremo mai dalle sabbie mobili delle crisi economiche. La soluzione? Dare la sovranità monetaria al popolo e abolire o attenuare la proprietà privata, una sorta di socialismo lungimirante gestito da controllori soggetti a loro volta ad altri controllori.

    1. gelsomino 17 luglio 2010

      Anch'io come Terence alias Massimo Girotti lavoro alla Banca d'Italia e anch'io come lui faccio sparire gli euro restituiti dalle banche commerciali alla BCE. Io però non li brucio, faccio prima a giocarli al super-enalotto.

    1. Marduk1970 17 luglio 2010

      Le banche centrali ottengonoo il reddito da signoraggio grazie alla differenza tra costo di stampa ed il valore nominale della moneta.
      Tale ricchezza viene poi spartita tra banchieri e "poteri forti" a tutto svantaggio dei cittadini.

      Tutto il resto é solo aria fritta, finché esiste una Banca privata che ha il monopolio di stampare i soldi ed elargirli alle Nazioni con gli interessi non saremo mai liberi da questo cancro chiamato SIGNORAGGIO.

      Meditate gente, meditate.

      Aufwiedersehen.

    1. ilnatta 17 luglio 2010

      ah a scanso di equivoci, per me può anche essere vero tutto il complottone bancario-massonico ecc.ecc. ma ciò non mi farebbe mai preferire una dittatura nazifascista! se per voi quella è la soluzione...

    1. ilnatta 17 luglio 2010

      "..avrebbe anche capito che la seconda guerra mondiale fu voluta per accaparrare a Washington (Bretton Woods, 1944) il potere di signoraggio mondiale attraverso il dollaro USA, anch’esso privatizzato attraverso la Federal Reserve. Se avesse invece vinto l’asse nazionalista ROBERTO (Roma-Berlino-Tokyo), il signoraggio su moneta e credito sarebbe rimasto appannaggio degli stati sovrani. Meno male, per i banchieri, che c’erano i partigiani!"

      Bhuuhahahahahahah ma questo rigurgito fascista non fa sbellicare nessuno? ah si che bello se avessero vinto loro! sotto una dittatura fascista però vuoi mettere... hai la sovranità monetaria! hahahaha

    1. maristaurru 17 luglio 2010

      che dirti, io credo che scrivere, ognuno per quel che sa e che può di quanto ci stanno facendo, può aiutare molti a capire. Sai anni fa, molti anni fa, mio marito, tecnico bancario fuoriuscito dal suo istituto che vedeva morire per mano amica.. diciamo, mi spiegò dell'anatocismo, allora nessuno di voi, neanche l'erudito Lino Rossi sapeva di che si trattasse: una truffa, pensata, voluta, applicata anche grazie all'ignoranza della materia da parte di molti politici, mai certo avvisati da quelli che ignoranti della materia non erano, e così cominciò la sua avventura nello Adusbef. Mi sembra che il suo lavoro, le sue denuncie, avvenute dove e quando era utile , senza clamore, ma mirando a ricostituire, per quanto possibile un minimo di legalità nel settore, hanno portato frutti a molti, se non a tutti, vista la forza ed il potere di certi poteri. ma dirsi: "lo sanno anche i sassi" oppure " si è fatto sempre così, io che ci posso fare'" Oltre che espressione di scarso senso civico a me pare anche espressione di menefreghismo per il prossimo , certo si attaglia benissimo alla società arida e sciocca in cui viviamo, eppure tutti dovremmo tener presente un unico argomento che li supera tutti:

      " Che cacchio di mondo stiamo lasciando che certa gentaglia costruisca per i nostri figli e comunque per le generazioni future? "

      io non sono nessuno e faccio fatica a capire di Banche, mio marito non ha tempo di spiegarmi: c'è gente a cui si cerca di toglier tutto, ancora e spesso senza base alcuna, c'è gente che si lascia truffare, cè gente che vuole capire per svolgere meglio il suo lavoro, che magari ha seguito corsi costosi del prof tale, dell'università talaltra, ma tra i bla , bla, non gli sono stati forniti i concetti fondamentali. Non salverà il mondo, ma avrà fatto quello che sente essere il suo dovere. più di quanto troppi italiani fanno, se anche altri seguissero l'esempio di quello strano tipo, ognuno secondo le proprie capacità , forse ne usciremmo da questa fogna invereconda.
      Bè, mi sono sfogata

    1. lino-rossi 17 luglio 2010

      caro amensa, non c'è più niente da fare. sono tutti bolliti. lo sport del parlare a vanvera è inarrestabile. si vede che si divertono così.

    1. LucaV 17 luglio 2010

      Il signoraggio è una bufala nei termini in cui viene descritto dai signoraggisti e soprattutto nei rimedi che tali personaggi auspicano. L'attuale sistema economico-monetario è un modus operandi di cerchie ampie di potentati e un accordo di tali potentati con i gestori, a vari livelli, della società.
      La moneta è nata come riserva di valore per facilitare gli scambi. Oggi invece è diventata l'arma di gentaglia per rendere schiavi o pseudo-schiavi le persone che lavorano.
      Solo una moneta onesta che mantiene il suo valore nel tempo, come tutti i beni materiali non di consumo, è alla base di una società libera e non ricattabile.
      La carta è inflazionabile a piacimento e noi dovremmo lavorare sempre di più per mantenere un livello di vita accettabile.
      Non ripeto tutte le cose che ho detto in questo sito, ma per chi mi ha seguito...SA a COSA MI RIFERISCO.
      La libertà è un valore che non viene regalato, è un diritto che ognuno di noi deve conquistarsi.

    1. AlbertoConti 17 luglio 2010

      Grazie a Nicoletta ecco un rigurgito estivo di polemiche sull’interpretazione del signoraggio bancario. Io parto dal presupposto che Lino Rossi e Andrea Mensa, giusto per citare gli intervenuti in rappresentanza della categoria dei negazionisti e/o riduzionisti, siano in buona fede e sappiano usare il cervello. Tuttavia l’esito dei loro interventi è una falsa rappresentazione della realtà, alla quale fa eco, purtroppo, una reazione tanto emotiva quanto superficiale, ascrivibile all’opinionismo senza dimostrazione e senza costrutto. Tutto ciò nuoce a tutti, oltre che al buon livello dei commentari di CDC. Impossibile metterci una pezza in poche righe, mal lette e/o interpretate in questo clima appena descritto. Eppur “ci provo”. A parte le differenze abissali di comportamento delle varie BC, ad es. la virtuosa spagnola e la dissipatrice italiana (a proposito, il sedicente dipendente di BANKITALIA, anziché burlarsi di noi con fantasie inceneritoriste, peraltro platealmente contraddette dagli stessi numeri nei bilanci ufficiali anno dopo anno, farebbe bene a fornirci una fantasia del proprio reddito, certamente viziata per difetto), la questione è ben più generale e di vasta portata, e bene a fatto Nicoletta a rammentare il “caso dollaro” da Bretton Woods in poi, passando per il tradimento anche formale di questo stesso trattato mondiale, avvenuto nel 1971. Astrattamente parlando, la questione, stupidamente negata dagli autodidatti ragionieri, è l’appropriazione del valore facciale della banconota da parte del soggetto giuridico emittente della stessa. E’ ovvio che l’attuale sistema truffaldino delle BC occidentali neghi tale appropriazione, coerentemente con l’altrettanto truffaldina falsificazione dei bilanci, dietro assurde interpretazioni ragionieristiche d’altri tempi, quelli ormai archeologici della moneta convertibile “pagabile a vista al portatore” (caratteristica invece conservata, a scadenza, dai titoli di Stato). Il risultato è che con la costante crescita della base monetaria in circolazione le BC si auto-capitalizzano dal nulla, accumulando anche per questa via quel potere economico che si riflette in quello amministrativo sulle politiche monetarie, provatamente favorevoli alla superconcentrazione in mani private del capitale finanziario a livello sistemico. La foglia di fico di tanta truffa, o tradimento del patto sociale che dir si voglia, è sempre la stessa, da sempre (cioè dai tempi andati), ovvero che tale massa monetaria (simboleggiata ancora, ma non si sa per quanto, dalle banconote) rappresenta un debito dell’emittente BC, il cui corrispondente credito è paradossalmente definito inesigibile da legge di Stato (patto di ferro delle istituzioni sociali contro la società). In realtà la banconota emessa, al contrario del titolo di Stato, non ha una data di scadenza prefissata o anche solo ipotizzata, configurandosi perciò giuridicamente eterna nella sua funzione di merce di scambio in perenne libera circolazione sui mercati di tutto il mondo. Anche uno studente ragioniere col debito in ragioneria capirebbe che queste regole giuridiche non stanno in piedi, si contraddicono tra loro pur rappresentando il paradigma corrente e tutt’altro che astratto della moneta moderna. Chissà che con qualche corso di recupero estivo qualcuno di loro non si ravveda, e la smetta di seminare dubbi e zizzania tra i pensatori onesti. Ovviamente non tutti i mali del mondo sono diretta e attuale conseguenza di ciò, allo stesso modo del peccato originale di Adamo ed Eva nel perduto paradiso terrestre. Il peggio che si possa fare a questo punto è perdere il gusto del frutto dell’albero della conoscenza, non saremmo più ne carne ne pesce.

    1. lino-rossi 17 luglio 2010

      PS: onnipresenza. faccio fatica a stare zitto quando sento pontificare chi non sa di cosa sta parlando.

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