IL SIGNORAGGIO COLPISCE ANCORA ? COSENTINO SI DIMETTE

IL SIGNORAGGIO COLPISCE ANCORA ? COSENTINO SI DIMETTE

DI NICOLETTA FORCHERI

mercatoliberotestimonianze.blogspot.com

Se partiamo dai presupposti che:
1. qualsiasi politico è per definizione ricattabile, condizione sine qua non per arrivare a ricoprire certe alte cariche,

2. la parola “mafia” – un po’ come “talebano” “alqaeda” e “terrorista” – è talvolta affibbiata a persone che rischiano di inceppare il “sistema”, dai guardiani dello stesso,

3. l’Italia è un paese dalla sovranità praticamente nulla e occupato da potentati economicofinanziari le cui cupole sono straniere,

4. tali poteri si avvalgono di prestanomi, complicità affaristiche, e collusioni con il mondo politico istituzionale nella spartizione della torta “res publica”, o bottino,
5. siamo in un regime bancarioassicurativo che ogni giorno stringe la sua morsa sui nostri diritti, le conquiste sociali e le nostre libertà, chiudendo abusivamente il credito alla società civile,
6. tale regime ci costringe nella situazione paradossale di commettere infrazioni – nostro malgrado – alle troppe pletoriche regole connesse alla mission, alla vision e agli obiettivi di tale big corporation bancarioassicurativa (1), dalla logica estranea e ostile all’interesse della collettività,

7. a maggior ragione i nostri politici per gestire politiche che rappresentano profitti di diversi milioni di euro, su risorse primordiali come in particolare acqua, energia, materie prime, semi, farmaci, petrolio, banche dati sensibili, moneta e credito (usuraio), risultano costretti a lottare contro poteri forti e comitati d’affari incommensurabili, invisibili, trasversali, in particolare per la ragione numero 3 di cui sopra,

allora, come non constatare la coincidenza che il nome di Nicola Cosentino, Sotto segretario all’Economia dell’attuale governo dimessosi appena ieri (14 luglio 2010), è stato citato nel nuovo polverone “P3″ appena il giorno dopo (rif. Articolo 8 luglio 2010 ) la pubblicazione di una risposta esauriente a un’interrogazione scritta del deputato radicale Matteo Mecacci sul signoraggio accompagnata da ben 9 (nove!!!) solleciti e rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze? Infatti la risposta dimostra, per chi sapesse leggere tra le righe, qualcosa che il sistema bancarioassicurativo internazionale vuole mantenere criptato ai più e cioè che il reddito monetario da signoraggio viene spartito tra i rentier di BCE e BCN, lasciando le briciole agli Stati.

L’interrogazione, del 6 agosto 2008 (Interrogazione e risposta Cosentino ) prende spunto da uno scambio intervenuto nell’autunno del 2002, tra Tremonti e l’allora presidente della BCE Duisenberg, scomparso nel frattempo in condizioni un po’ sospette, sul signoraggio delle monetine allo Stato. Duisenberg aveva risposto alla proposta di Tremonti di trasformare le monetine da 1 euro in banconote:

“Mi auguro che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio sulla moneta”.
Nell’interrogazione di Mecacci si prende atto che i diritti di signoraggio erano “storicamente iscritti nei bilanci della Banca d’Italia prima della volontaria devoluzione della prerogativa sovrana alla BCE” e che, in seguito a Maastricht, sono stati “riportati sotto la voce ‘proventi da signoraggio’ del bilancio della BCE”.

L’interrogazione verte principalmente sulla differenza di regime tra l’emissione di cartamoneta, della BCE, e le monete metalliche, dello Stato e, in particolare, sul fatto che queste ultime generano un utile allo Stato, essendo caratterizzate

“dall’inesistenza di un nesso tra l’emissione di moneta e l’interesse proveniente dal possesso di titoli del debito pubblico” poiché non sono utilizzate “per acquistare alcun titolo del debito pubblico”,
alludendo alla farsa delle aste pubbliche dei titoli di Stato monopolizzato da un cartello di “dealer” ritualmente chiamati “mercato” dai media (cfr. Lista dei dealer in Signoraggio, un trompe-l’oeil? ).
La domanda, retorica, sulla base legale per trasferire i diritti di signoraggio ad altro ente giuridico in caso di trasformazione delle monete metalliche in banconote, contiene un’allusione molto interessante, nella frase:
[si chiede di sapere] “se esistano atti o fatti giuridici che trasferiscano il diritto di signoraggio, astrattamente inseribile nel bilancio dello Stato come utile, concorrendo alla diminuzione del debito pubblico, ad altri soggetti giuridici”,
laddove la parola “astrattamente” si riferisce, per gli addetti ai lavori, al fatto che in teoria tale utile dovrebbe essere riconsegnato allo Stato ma che, nella pratica, è trattenuto dai soci di bankitalia, diventati privati dopo il golpe bianco del 1992, e separati di fatto dal ministero del Tesoro dopo il divorzio avvenuto nel 1981,

venendo così meno allo Stato un utile introito per potere rimborsare e/o ridurre quel macigno del debito pubblico fraudolento che dovrebbe essere la principale preoccupazione di qualsiasi governo, poiché esso ci porterà nel baratro del fallimento del paese, rendendoci ricattabili nei confronti del sistema bancario internazionale – i nostri creditori fraudolenti, vedi Grecia – e costringendoci a svendere il demanio e la res publica, cioè le nostre cose.

Nella sua risposta, Nicola Cosentino cita scrupolosamente tutta la base giuridica che definisce, spiega e giustifica la spartizione dei redditi monetari tra BCE/Banche centrali nazionali (BCN) e Stati, ivi comprese le decisioni originali del compianto Duisenberg.
Si apprende quindi che l’8% del totale reddito monetario per l’emissione di cartamoneta va alla BCE, mentre gli interessi su tale percentuale di emissione, chiamati “remunerazione al tasso marginale di rifinanziamento principale” costituiscono (parte del) reddito da signoraggio ripartito tra le BCN secondo una chiave di ripartizione (rif. chiave di ripartizione BCE) e che il restante 92% è ripartito tra le varie BCN in proporzione alle quote di partecipazione al capitale con il citato “capital key”.

Si apprende anche, dalla risposta dell’indagato Cosentino, che la quota di circolazione di cartamoneta assegnata alla BCE è inserita nel suo bilancio come un credito di pari importo da vantare verso le BCN, detratti gli interessi “al tasso marginale delle operazioni di rifinanziamento principale”: se ne deduce che la BCE si appropria dell’8% del valore facciale di tutta la cartamoneta circolante. Tutto ciò è spiegato bene nella decisione della BCE, rif. ECB/2001/15, a firma del deceduto Duisenberg e successivamente emendata da altre 5 decisioni, di cui l’articolo 2 della bce/2005/11 recita:

La decisione BCE/2001/15, del 6 dicembre 2001, relativa all’emissione di banconote in euro fissa la distribuzione alle banche centrali nazionali (BCN) delle banconote in euro in circolazione in proporzione alle quote versate del capitale della BCE. L’articolo 4 della decisione BCE/2001/15 e l’allegato alla medesima attribuiscono alla BCE l’8 % dell’ammontare totale delle banconote in euro in circolazione. La BCE detiene saldi creditizi interni all’Eurosistema nei confronti delle BCN in proporzione alle quote di queste nello schema di capitale sottoscritto, per un valore equivalente all’ammontare delle banconote in euro che la stessa emette.
Si legge poi un controsenso che mette in luce la dissimulazione rituale sul reale significato di signoraggio e cioé che gli interessi sulla quota dell’8% assegnata alla BCE costituiscono “reddito da signoraggio della BCE” – mentre il capitale è iscritto come credito, ma un credito non è un futuro reddito? – distribuito secondo la chiave di ripartizione alle BCN, e che tale reddito può essere trattenuto in parte o totalmente dal Consiglio Direttivo della BCE “qualora la BCE avesse un utile netto inferiore all’importo del signoraggio…”
Ma se gli interessi sull’8% del valore totale della cartamoneta in circolazione sono definiti come il reddito da signoraggio della BCE, come fa la BCE a guadagnare meno di tale reddito? Di quale signoraggio si parla?? Il controsenso deriva dalla definizione – falsa – di signoraggio che non corrisponde agli interessi sulla quota circolante, bensì anche sul capitale iscritto come passività.

Sempre dalla risposta del dimissionario Sottosegretario all’economia, Nicola Cosentino, si apprende che il reddito sul restante 92% della cartamoneta spetta alle BCN, non senza transitare dalle casse della BCE prima della redistribuzione in funzione del capital key citato sopra. E quel reddito cos’è, se non signoraggio?

E infatti in alcune delle decisioni citate come la bce/2001/16, sempre a firma del compianto Duisenberg, si definisce il reddito monetario di ciascuna BCN conformemente alla formula :

RM = BP × TR,

dove RM: reddito monetario, BP: aggregato del passivo che comprende il totale della cartamoneta circolante e altre passività (depositi), come definito all’allegato della stessa decisione e TR: il tasso di riferimento. Più chiaro di così…

Si apprende infine la risposta retorica alla domanda retorica e cioé che, yes indeed, in caso di sostituzione delle monete metalliche da 1 e 2 euro in banconote, gli utili passerebbero certamente “in termini di signoraggio dagli Stati membri all’Eurosistema”. Ma questo si sapeva.
Il succo quindi è che mentre l’onorevole radicale Mecacci definisce il signoraggio sulla cartamoneta come “interessi sui titoli del debito pubblico” (1), il “fedifrago” Sottosegretario all’Economia, nella sua risposta, rimanda scrupolosamente alle decisioni vigenti della BCE che se ci prendiamo la cura di leggere, fanno capire che quel 92% di signoraggio riscosso dalle BCN corrisponde all’aggregato del passivo (totale valore cartamoneta e depositi) moltiplicato per il tasso applicato. E che la nostra BCN, essendo smaccatamente obbrobriosamente privata (rif. Partecipanti Banca d’Italia ), ecco chi si intasca il reddito monetario! Non certo lo Stato. E che tra i privati soci di banca d’Italia fanno eccezione l’INAIL e l’INPS in quanto istituti pubblici ma che come tutti gli italiani sanno, stanno palesemente abbandonando i cittadini con una “bancarizzazione” degli “utili”, cartolarizzazioni varie, pensioni da fame e la campagna di stampa sul trasferimento del TFR ai fondi pensione privati, per citarne solo alcune.

Per concludere, il paradosso è che la cosiddetta nuova “P3″ è accusata di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione di associazioni segrete, proprio da una magistratura assoldata a un sistema bancario il cui vertice italiano nascondeva i nomi dei suoi soci fino solo al 2005, e la cui cupola internazionale agisce, fa affari, trama, e vive unicamente grazie al segreto, basti pensare al Bilderberg e ad altre associazioni segrete, a cui apparentemente non piace il nostro governo.

La BCE e il sistema bancario, si comportano insomma come uno Stato (segreto) superiore agli altri stati, esercitando un diritto (segreto) di signoraggio fondamentale del sovrano. Questo diritto poteva essere ceduto a privati solo contando sulla segretezza e il linguaggio cifrato di una elite stecnocratica che ha tenuto ben nascosti i dati, i meccanismi e l’importanza della sovranità economico-monetaria. D’altra parte, lo avesse capito prima, questo pubblico europeo, avrebbe anche capito che la seconda guerra mondiale fu voluta per accaparrare a Washington (Bretton Woods, 1944) il potere di signoraggio mondiale attraverso il dollaro USA, anch’esso privatizzato attraverso la Federal Reserve. Se avesse invece vinto l’asse nazionalista ROBERTO (Roma-Berlino-Tokyo), il signoraggio su moneta e credito sarebbe rimasto appannaggio degli stati sovrani. Meno male, per i banchieri, che c’erano i partigiani!

Nicoletta Forcheri
Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com
Link: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/07/il-signoraggio-colpisce-ancora.html
15.07.2010

NOTE

  1. esempi: eccessi di velocità assurdi, assilli monetari per parcheggi abusivi, passare per servitù abusivamente chiuse, andare in bici sul pedonale, giocare a palla sulla spiaggia, poggiare l’asciugamano o sedersi sul bagnasciuga, camminare tra gli ombrelloni nelle spiagge, pescare durante il giorno, superare i limiti in mare, non pagare il canone per una TV che non si ha, entrare in ZTL in macchina, servire acqua sfusa al bar, vendere cibo casereccio al bar, servire totani e patate o novellame, produrre latte fresco genuino naturale secondo la richiesta del mercato (multe quote latte), non fare vaccinare i bambini, scambiare e vendere semi di piante considerate rare dall’UE e così via dicendo norme sempre più assurde e limitative della libertà personale.
2. ["che ogni anno la BCE riscuote poiché gli stessi sono detenuti nel suo patrimono, buona parte di questi interessi tornano alle banche centrali dei paesi dell'UE che detengono quote proprietarie della BCE stessa"]

Commenti (105)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. LucaV 19 luglio 2010

      Il primo ad insultare quando sei in difficoltà sei proprio tu...che pecorone. Le tue tesi sono confutate e riconfutate alla noia, solo tu non te ne sei accorto.

    1. lino-rossi 19 luglio 2010

      gli insulti degli anarcocapitalisti e dei signoraggisti non fanno altro che confermare la correttezza delle mie tesi.

    1. AlbertoConti 19 luglio 2010

      E non mi raccontare che i titoli di Stato in pancia a Bankitalia equivalgono in quantità alla cartamoneta emessa e in circolazione, altrimenti menti sapendo di mentire! O ci sei o ci fai.

    1. AlbertoConti 19 luglio 2010

      Prova tu a compilare il tuo 730, anno dopo anno, mettendo tutti i redditi tra le passività del tuo stato patrimoniale, bilanciate dai beni acquistati con quelle "passività". Così risulta reddito zero e stato patrimoniale pure zero, ma uno zero risultante da due controparti che crescono continuamente. Poi mi dirai se la G.d.F. te lo passa!

    1. lino-rossi 19 luglio 2010

      già fatto. se non sei attento non posso farci nulla.

    1. donparecido 19 luglio 2010

      Ma dico?! ogni volta che si parla di moneta, questo inetto di amensa inizia a scrivere paginate di cazzate.
      Perchè? che fai nella vita? chi ti paga per essere deficiente?
      Secondo la tua povera intelligenza una banca che si vede chiudere un credito, polverizza quel contante chiudendo il ciclo di creazione monetario.
      Ma dove cazzo vivi? scendi giù dal pero!

    1. AlbertoConti 19 luglio 2010

      ..... "quel costo in realtà viene restituito, a meno delle spese della BC" ..... In Spagna forse, in Italia resta solo la foglia di fico della teoria (della restituzione degli interessi allo Stato) Perchè non esponi le cifre vere di questi anni? Perchè non racconti quanto ci costa il carrozzone di Draghi? (vero signoraggio primario a parte)

    1. AlbertoConti 19 luglio 2010

      ........... "Il commento di amensa mette una pietra tombale sulla questione." ...................... Già, una pietra tombale sull'inconsistenza dei negazionisti: ..... "perchè nessun bene del valore di 99,95€ si trasferisce da chi riceve la banconota alla banca (centrale)" ..... Detto questo è detto tutto, cioè il falso più palese ed acclarato. L'emittente della banconota non la cede gratis, ma in cambio di pari controvalore facciale. E soprattutto non la cede a scadenza, ma per sempre (nei fatti, ma ancor di più giuridicamente, per le regole decise tra emittente e Stato (sovrano solo nel sottoscrivere tale furto ai danni dell'economia sociale). Il controvalore della banconota viene acquisito dall'emittente in modo definitivo, in forma di proprietà privata, col relativo diritto di riciclarlo a piacimento, da titolo di Stato a qualsiasi altro valore finanziario, facendosi gli "affari" propri. La beffa è che tale utile netto è esentasse, essendo falsamente contabilizzato come passività patrimoniale, che compensa le altre attività patrimoniali ottenute proprio per tale procedura di emissione. Si tratta praticamente di un condono perpetuo "ad banca", che incrementa (solo in Italia) il proprio patrimonio finanziario al ritmo di 10 miliardi l'anno. E' relativamente poco? Certo, come l'utile incassato dalle scatole cinesi per la vendita di Milano 2, una sorta di peccato originale.

    1. lino-rossi 19 luglio 2010

      Duisenberg aveva ragione anche per questo motivo: le monete metalliche non sono sottoposte alla trattenuta dell'8% della BCE.

    1. lino-rossi 19 luglio 2010

      la moneta metallica da un reddito (da signoraggio) con il quale si possono acquistare dei beni senza oneri ulteriori.

      le banconote non danno quel reddito, hanno addirittura un costo: gli interessi corrispondenti al titolo del debito pubblico inserito nell'attivo dello Stato Patrimoniale bankitalia. quel costo in realtà viene restituito, a meno delle spese della BC; pertanto le banconote non danno reddito ma non costano. con quelle banconote posso acquistare dei beni senza oneri ulteriori.

      RISULTATO:

      nel primo caso ho un reddito e posso acquistare dei beni senza oneri ulteriori;

      nel secondo caso NON ho un reddito ma posso ugualmente acquistare dei beni senza oneri ulteriori. (De Gaulle definiva questa procedura come "debito senza lacrime").

      i motivi per i quali si è preferita la seconda procedura sono ampiamente raccontati in tutti i testi di Economia Politica, che non vengono purtroppo fatti propri per osmosi: è necessario leggerli con attenzione.



      quindi Duisenberg aveva ragione: è meglio avere un reddito piuttosto che non averlo, ma per l'economia di uno Stato è assolutamente indifferente avere delle monete con reddito da signoraggio oppure avere delle monete senza reddito da signoraggio ma senza oneri. L'importante è che nella società ci sia la giusta quantità di moneta.

      avere degli enormi redditi da signoraggio, pari all'intera base monetaria, non determinerebbe nessun vantaggio reale.

    1. LucaV 18 luglio 2010

      C'è nessunooooo dentro quel cervello pieno di acqua omeopatica??? Grazie a Dio gli insulti ti giungono da tutti. Quello che ti meriti, IDIOTA.

    1. LucaV 18 luglio 2010

      Linuccio Rossi ha ormai il cervello impregnato di acqua omeopatica...e soprattutto ragiona con la memoria dell'acqua omeopatica! CIOé IL NULLA.

    1. marimari 18 luglio 2010

      Per riassumere: 1.
      Duisenberg, primo presidente della BCE, disse che con il passaggio alle banconote lo Stato avrebbe perso il reddito da signoraggio; 2.
      le monetine, emesse dallo Stato, non maturano tecnicamente parlando degli interessi per lo Stato visto che non vengono scambiate con alcun titolo di stato, 3.
      ergo il reddito da signoraggio delle monetine equivale al valore facciale (senno' a cosa???), 4.
      allora perché non si emettono le banconote e la moneta elettronica nello stesso modo delle monetine????

    1. LucaV 18 luglio 2010

      L'accostamento con Pinochet mi fa capire che il caldo afoso di questi giorni ti sta facendo molto molto male. Per le persone anzianotte come te è consigliabile non uscire nelle ore calde...anche perchè i rimedi omeopatici in quei casi...FANNO PIù CACARE CHE NEGLI ALTRI CASI.
      Io andrò in pellegrinaggio sulla tua tomba, insieme ai miei figli e nipoti, e racconterò le tue formidabili PERLE di saggezza che tanto dilettano i momenti noiosi della vita.
      Stamme bene! Ahahahahah.

    1. consulfin 18 luglio 2010

      francamente no

    1. stefanodandrea 18 luglio 2010

      Mi sembrano due fenomeni diversi, disciplinati da norme diverse e che meritino un'analitica considerazione. Se analizzo il problema della riserva obbligatoria riesco ad arrivare a certe conclusioni, anche se ancora non mi sono interrogato sul fatto se i crediti della BCE siano o meno cedibili. O se non conosco la disciplina della distruzione della moneta restituita. E così via.

      Sinceramente non riesco a comprendere per quale ragione sia impossibile dire qualche cosa di sensato sul primo argomento, senza sentirsi ferrato sul secondo, e viceversa. Così, per esempio, mi sembra che amensa nei suoi numerosi interventi su CDC non abbia mai preso posizione sulla riserva obbligatoria, pur avendo a fondo sviscerato il tema del cosiddetto signoraggio primario.
      Resta il problema del valore delle quote: è soltanto valore del patrimonio della Bd'I? O c'è, in minima parte, un "avviamento"? Perché le banche, secondo una notizia che lessi nel gennaio 2009, quando (mi sembra di ricordare) scadeva il termine triennale previsto dalla norma relativa al riacquisto delle quote, pretendevano oltre trentamila miliardi di euro? Se non so dare risposta a questa domanda e leggo (e chiedo a) persone che ne sanno più di me, non posso riflettere con qualche profitto sulla riserva obbligatoria? Francamente non vedo alcun nesso logico. Se volessi usare il tuo stile (che evidentemente, per il suo notevole e a mio avviso eccessivo tono polemico, con presenza immancabile di epiteti, non ti fa comprendere ai lettori di CDC) direi: SEI UN VERO FENOMENO a considerare inscindibilmente connessi due fenomeni che presentano una loro autonomia normativa e funzionale. A tacer d'altro, non vi è dubbio che la restituzione dei prestiti (effettuati più volte dal sistema bancario nel suo complesso in base al sistema della riserva obbligatoria) e il pagamento degli interessi da parte di cittadini e imprese danno luogo a somme che, detratti i costi sostenuti dalle banche, vanno a formare gli utili delle medesime. Mentre questo carattere per cui anche il capitale restituito dallo Stato( non solo gli interessi), detratte le spese, diventa utile della Bd'I che i soci si dividono, non è presente nel cosiddetto signoraggio primario.
      Spero, comunque, che al di là delle polemica mi saprai suggerire una spiegazione dell'alta valutazione delle quote di Bd'I da parte delle Banche private che ad oggi ne fanno parte.

    1. lino-rossi 18 luglio 2010

      sei stato tu ad accusarmi di falsità. cerca di leggere bene ciò che scrivi e ... VERGOGNATI.

    1. lino-rossi 18 luglio 2010

      Chi pretende di insegnare agli altri non sapendo di cosa sta parlando, secondo il mio modo di vedere, non merita considerazione. come fai a parlare di riserva obbligatoria quando non hai inquadrato il tema del signoraggio? MISTERO.

      è come se un paralitico pretendesse di giocare titolare nella finale di Champions League. SEI VERAMENTE UN FENOMENO.

    1. stefanodandrea 18 luglio 2010

      Caro Lino,

      basta una posizione non rigidamente e assolutamente schierata contro il signoraggio per farti tornare al Lei?

      Comunque, sul signoraggo primario non ho ancora pontificato. Mi convincono le cose chiare che scrive Amensa: i crediti non sono cedibili, ecc. E constato che nessuno dei signoraggisti che commentano su CDC si prende la briga di contestare le argomentazioni rigorose e chiare che amensa ha espresso.

      Rammento, però, che per le quote della Banca d'Italia che Tremonti "voleva" riacquistare, le banche private volevano oltre trenta miliardi di euro e non sette (che Tremonti offriva); perché valgono così tanto (anche se non quanto dovrebbero valere se i teorici del signoraggio avessero ragione?). A questa domanda non so dare risposta. E anzi mi permetto di chiedere a te se quali potrebbero essere le ragioni. Che i bilanci di Banca d'Italia siano falsi come tutti gli altri bilanci, privati e pubblici, in ogni lluoogo e in ogni tempo?
      D'altra parte, è anche vero che i dipendenti della Banca d'Italia godono di "privilegi" sconosciuti ai dipendenti pubblici (case a basso prezzo, luoghi di vacanze a basso prezzo, centri sportivi di eccellenza, ecc.), finanche agli alti ufficiali dell'esercito (prvilegi segnalati da Iannutti in una recente interrogazione al senato, pubblicata su CDC). E i dirigenti e alti dirigenti di Bd'I hanno sipendi da capogiro. Insomma ciò che si ricava dal "servizio" svolto da Bd'I potrebbe essere eccessivo e da ridurre e soprattutto resta da verificare se, in un modo o nell'altro, BCE e Banche Nazionali ricavino un qualche profitto (molto più basso di quello ipotizzato dai signoraggisti, ma comunque di un qualche rilievo).

      Insomma, non credo che esista la "truffa" di cui tutti parlano; penso che il signoraggio abbia sviato il pensiero di molti (con il mio articolo su Riserva Frazionaria e Decrescita credo di aver argomentato che la riserva totale comporterebbe un netto impoverimento e paralizzerebbe il sistema; cosa che molti sostenitori della riserva totale non vorrebbero); vorrei verificare se comunque c'è un reddito, in chiaro o in nero, che gustifichi il valore delle quote preteso dalle Banche private; e comunque vorrei tornare ad una situazione in cui i soci di Bd'I sono pubblici; sottoporrei il bilancio di Bd'I al controllo della Corte dei Conti; equiparerei ai dipendenti pubblici i dipendenti di Bd'I anche per non permettere che essi sfuggano all'austerità che stanno subendo i dipendenti pubblici.

      Il rischio che la tua rigida posizione comporta (almeno nella gran parte dei tuoi commenti) è quello di apparire come la posizione di colui che vuole lasciare le cose come stanno.
      Sei in grado, dunque, di spiegarmi per quale ragione le Banche private pretendevano da Tremonti oltre 30 miliardi di euro per le quote di Banca d'Italia?

    1. AlbertoConti 18 luglio 2010

      Al solito esprimi giudizi tanto pesanti quanto immotivati su quanto ho illustrato a correzione delle tue false descrizioni della realtà. E' inutile che ti atteggi a supponente esperto per evitare una critica che non sai fare, perchè non esiste. Fai solo la figura dell'incompetente, quale sei al di là delle arie che ti dai. Impossibile dialogare con uno che, arrivati al dunque, ti sfugge come un anguilla, scappando ed insultando. Peccato, qualche ideuzza ogni tanto ce l'hai pure tu. Del resto lo dico sempre che si può imparare anche dagli asini, sempre che siano asini onesti; su questo, riguardo a te, comincio a nutrire seri dubbi.

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