IL PIU’ GRANDE CRIMINE

IL PIU’ GRANDE CRIMINE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info


Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di
esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza
della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole. Soffrirono e soffriranno per una decisione
che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi
sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno
dopo giorno, anno dopo anno.

La decisione di cui parlo si è materializzata in un progetto di proporzioni storiche come pochi prima,
architettato con un dispiegamento di mezzi impressionante, quasi impossibile da concepire per una
mente comune, e una finalità che toglie il respiro solo a considerarla: la distruzione degli Stati sovrani,
delle leggi, delle classi lavoratrici, e di ogni virgulto rimasto di democrazia partecipativa in tutto
l’Occidente, per profitto. Fu letteralmente deciso a tavolino, e ci sono riusciti: nomi e cognomi, date e
fatti, nelle righe che seguono.

Quella decisione piagò, e tutt’ora sta piagando, l’esistenza di milioni di famiglie e di milioni di singole
vite tormentate dalla disoccupazione, con le infinite agonie sociali e personali che causa; costrette a
penuria e malattia dai tagli al Welfare e alla Sanità, con i suoi eserciti di morti anzi tempo; e poi mettete
in conto i morti sul lavoro nella perenne rincorsa al taglio dei costi; l’attacco frontale alle pensioni, che
immiserisce fino all’oltraggio gli ultimi preziosi anni di tantissime persone degne; i centesimi spesi per
l’istruzione, cioè la condanna all’arretratezza sociale per schiere di giovani vite oggi ormai irrecuperabili;
il precariato, che è stata ed è la più oscena negazione del diritto al proprio futuro, portatore di drammi
personali come gli aborti decisi per carenza di reddito o i danni irreparabili alla dignità della persona, e
strumento di resa in neo-schiavitù della forza lavoro; sto parlando degli impieghi nelle fabbriche con
stipendi sempre al limite dell’indecenza per milioni di operai, impiegate, manovali; della svendita dei
beni pubblici edificati col sacrificio di generazioni, ma alienati per “far cassa” a seguito di un subdolo
inganno; delle economie nazionali sempre minacciate dalla crisi, e noi sempre con l’acqua alla gola per
una vita intera, la nostra vita e quella di tantissimi che ci hanno preceduti, intimiditi dall’incessante
incubo del debito degli Stati e della perenne carenza di ricchezza. Insomma, milioni di persone, milioni
di destini troncati, vite schiacciate per sempre. Era ed è tutto un inganno.


Il lungo testo viene fornito in formato Pdf per download: cliccare qui per scaricare il file (versione aggiornata ottobre 2011

Commenti (269)

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    1. t_punch 2 settembre 2010

      Non la distinzione tra signoraggio primario e secondario che volevo sottolineare, visto anche che nel saggio non e' nemmeno accennata se non in quel confuso esempio dell'auto e in un groviglio di spiegazioni che credo nemmeno lo stesso autore abbia capito a fondo.
      Quello che Barnard non ha capito ed omette nel suo saggio e' cosa da' valore al denaro.
      Il mio commento era esclusivamente riferito all'aria fritta di Barnard quando afferma che restituendo un prestito si restituisce la stessa aria fritta ricevuta. Che questa aria fritta sia ottenuta dal signoraggio primario o da quello secondario non fa differenza nel caso in cui io riceva e poi restituisca un prestito. Mi spiego...quello che volevo sottolineare e' il modo in cui si ottiene aria fritta, ed e' citato dallo stesso Barnard quando dice che con una moneta sovrana si puo' creare denaro dal nulla e con una non sovrana lo si puo' ottenere solo lavorando (o con un prestito ma questo implica il lavoro per ottenere cmq il denaro da restituire). Le due arie fritte non possono avere lo stesso valore, in quanto una e'ottenuta dal nulla, senza produrre alcun bene o servizio, mentre l'altra e' la stessa aria fritta del banchiere ma ottenuta lavorando, producendo beni e servizi. La differenza e' enorme, una produce, l'altra no. E' la stessa aria fritta messa in circolazione dal banchiere, questo e' vero, ma nella pratica quella che produce e' la tua, quella usata con il tuo lavoro e non quella creata dal nulla (anche se e' la stessa che gira). La moneta del banchiere acquista valore dal momento che il cittadino inizia ad usarla e quindi ad accettarla (Prof Auriti, Il paese dell'utopia) ma al momento della stampa, o della creazione, ha esattamente il suo valore intrinseco, quasi nullo, nn produce niente finche' non e' usata dalla popolazione per produrre. La moneta essendo un patto sociale ha valore nel momento che il patto sociale viene attuato. Se poi e' prodotta da signaroggio primario o secondario nn ha importanza per quanto riguarda il suo valore. Non determina il suo valore, in quanto il denaro e' la misura della ricchezza, non la ricchezza stessa. E' la misura dei beni acquistabili, non il bene stesso. Infatti ne potresti produrre a tonnellate di denaro, ma se non fosse usato dalla popolazione avrebbe valore nullo, ed e' per questo che gli stati impongono la loro divisa nazionale per legge. Ed e' per lo stesso motivo che le monete locali funzionano (al mondo ce ne sono circa 5000), e che l'isola di Jersey per esempio stampa la sua sterlina (io vivo in inghilterra e qui ogni tanto circola ed e' accettata, come sono accettate le banconote di altre 2 banche che nn sono la Bank of England). Ed e' per lo stesso motivo che fino a poco tempo fa altre civilta' usavano mezzi di scambio differenti per denaro, come le tavolette da te nel sud est asiatico o addirittura i tally stick su cui si e' fondato l'impero britannico nel medioevo. I tally stick erano pezzi di legno con cui potevi pagare le tasse, la sua lunghezza determinava il suo valore. era un patto sociale accettato e lo stato li accettava come tasse, quindi era automaticamente denaro, mezzo di pagamento, valore vero perche' accettato per la produzione e lo scambio di beni. Quello che produce beni e servizi e' denaro "vero"....il mio concetto era questo, se poi e' ottenuto con il signoraggio primario o con i tally stick o con le tavolette da the nn fa differenza. Il valore e' dato dal patto sociale accettato da tutti e dalla sua circolazione. per questo il denaro nn puo' essere di proprieta' della banca, ma dello Stato (funzione giuridica in rappresentanza di tutti i cittadini) e quindi di proprieta' del portatore.
      Se da domani tutti i cittadini iniziassero a scambiarsi accendini come mezzo di pagamento gli accendini diverebbero denaro.
      Infatti durante la guerra le sigarette erano un mezzo di pagamento accettato (in mancanza di denaro ufficiale).
      Il denaro deve il suo valore al lavoro dell'uomo, non alla sua emissione come ben descritto dal corano che proibisce infatti, come faceva la chiesa una volta, il prestito ad interesse.
      in realta' lo Stato lo impone per legge, attraverso il pagamento delle tasse, ma il vero valore del denaro e' dato dalla popolazione che lo usa per produrre beni e servizi e li scambia, quindi lo fa circolare.

    1. t_punch 2 settembre 2010

      no, aspetta, forse mi sono espresso male ma nn era la distinzione tra signoraggio primario e secondario che volevo sottolineare, visto anche che nel saggio non e' nemmeno accennata se non in quel confuso esempio dell'auto e in un groviglio di spiegazioni che credo nemmeno lo stesso autore abbia capito a fondo.
      Il mio commento era esclusivamente riferito all'aria fritta di Barnard quando afferma che restituendo un prestito si restituisce la stessa aria fritta ricevuta.
      Che questa aria fritta sia ottenuta dal signoraggio primario o da quello secondario non fa differenza nel caso in cui io riceva e poi restituisca un prestito.
      Mi spiego...quello che volevo sottolineare e' il modo in cui si ottiene aria fritta, ed e' citato dallo stesso Barnard quando dice che con una moneta sovrana si puo' creare denaro dal nulla e con una non sovrana lo si puo' ottenere solo lavorando (o con un prestito ma questo implica il lavoro per ottenere cmq il denaro da restituire).
      Le due arie fritte non possono avere lo stesso valore, in quanto una e'ottenuta dal nulla, senza produrre alcun bene o servizio, mentre l'altra e' la stessa aria fritta del banchiere ma ottenuta lavorando, producendo beni e servizi.
      La differenza e' enorme, una produce, l'altra no.
      E' la stessa aria fritta messa in circolazione dal banchiere, questo e' vero, ma nella pratica quella che produce e' la tua, quella usata con il tuo lavoro e non quella creata dal nulla (anche se e' la stessa che gira).
      La moneta del banchiere acquista valore dal momento che il cittadino inizia ad usarla e quindi ad accettarla (Prof Auriti, Il paese dell'utopia) ma al momento della stampa, o della creazione, ha esattamente il suo valore intrinseco, quasi nullo, nn produce niente finche' non e' usata dalla popolazione per produrre.
      La moneta essendo un patto sociale ha valore nel momento che il patto sociale viene attuato. Se poi e' prodotta da signaroggio primario o secondario nn ha importanza per quanto riguarda il suo valore.
      Non determina il suo valore, in quanto il denaro e' la misura della ricchezza, non la ricchezza stessa.
      E' la misura dei beni acquistabili, non il bene stesso.
      Infatti ne potresti produrre a tonnellate di denaro, ma se non fosse usato dalla popolazione avrebbe valore nullo, ed e' per questo che gli stati impongono la loro divisa nazionale per legge.
      Ed e' per lo stesso motivo che le monete locali funzionano (al mondo ce ne sono circa 5000), e che l'isola di Jersey per esempio stampa la sua sterlina (io vivo in inghilterra e qui ogni tanto circola ed e' accettata, come sono accettate le banconote di altre 2 banche che nn sono la Bank of England).
      Ed e' per lo stesso motivo che fino a poco tempo fa altre civilta' usavano mezzi di scambio differenti per denaro, come le tavolette da te nel sud est asiatico o addirittura i tally stick su cui si e' fondato l'impero britannico nel medioevo.
      I tally stick erano pezzi di legno con cui potevi pagare le tasse, la sua lunghezza determinava il suo valore.
      era un patto sociale accettato e lo stato li accettava come tasse, quindi era automaticamente denaro, mezzo di pagamento, valore vero perche' accettato per la produzione e lo scambio di beni.
      Quello che produce beni e servizi e' denaro "vero"....il mio concetto era questo, se poi e' ottenuto con il signoraggio primario o con i tally stick o con le tavolette da the nn fa differenza.
      Il valore e' dato dal patto sociale accettato da tutti e dalla sua circolazione.
      per questo il denaro nn puo' essere di proprieta' della banca, ma dello Stato (funzione giuridica in rappresentanza di tutti i cittadini) e quindi di proprieta' del portatore

    1. Cippala 2 settembre 2010

      Stampate e diffondete la verità...soprautto quando ci sono i polli del povolo viola ,Travaglini,Ricchini,Grillini..Saltate la prima parte che è di poco interesse, la gente deve capire che il debito pubblico di una paese sovrano della sua moneta non è un PROBLEMA!!!

    1. t_punch 2 settembre 2010

      "I mercati ci bocciano" (cito Barnard)
      A bocciare sono le agenzie di Rating, senza nessun controllo, che sono di proprieta' delle stesse banche creditrici dei nostri debiti.
      Una bocciatura spesso equivale a una ristruttrazione del debito, che in parole povere e' fare un'altro debito per pagare un debito, evito parole piu' povere per non andare sullo scurrile!
      Questa e' una delle tante omissioni di questo saggio che vuole essere pretenzioso, saccente e offensivo verso chi sta lottando per portare a galla la verita'.
      Per la baggianata dell'aria fritta poi vedere il commento "Denaro vero e aria fritta, la distinzione c'e' caro Barnard".
      Andasse a lavorare da operaio per capire la differenza tra denaro "vero" e aria fritta e a vantaggio di chi...

    1. Mondart 2 settembre 2010

      Ecco un' esposizione chiara e comprensibile della "truffa" ( e poi chiamatela come volete ! ) ..... Ed ecco come parla chi vuole farsi capire !!! .... Certo, non aspettate che ve lo dica la TV ! ( Monetaristi invece ce ne sono stati, eccome: Saba, Paoletti, e poi avvocati, ecc. ecc... ci sono stati tanto di Prsidenti, parlamentari, eurodeputati ... ed anche quotidiani nazionali a "smarronare" il trucco ... certo, se uno vuol continuare a mettersi le fette di salame sugli occhi, non c'è santo che tenga ! ... E poi chiedetevi: "perchè fidarsi dell' "autorità" di un monetarista americano, parbleu ???" E' come farsi spiegare il cancro da Veronesi ) ... Vive la fesse.

    1. t_punch 2 settembre 2010

      Sembra quasi che per lui le classi sociali non esistano, non esista la disoccuppazione, l'indigenza, lo sfruttamento, ma poi si contraddice quando parla di piena occupazione etc....da questo saggio emerge in Barnard una confusione di ruoli enorme, forse andare a lavorare seriamente gli farebbe bene, magari potrebbe fare il centralinista in un call-centre per un mese e vedere se quell'aria fritta che gli passano e' cosi inutile, sottopagato e fruttato, con la schiena rotta tutte le sante sere e i figli davanti alla TV tutto il giorno perche non hai tempo da dedicargli.
      Non credo che gli sfugga la distinzione dei ruoli, penso piuttosto che li ignori completamente, come tutti quelli che cadono nel paradigma occidentale, quello delle possibilita', dell'uguaglianza dei diritti e del raggiungimento degli obbiettivi. Eppure gli basterebbe leggere Marx per avere un quadro preciso dei risvolti depauperistici del sistema monetario occidentale, o Pound o Keynes, e dozzine di altri, scegliendosi anche a secondo della fede politica o delle ideologia. C'e' solo l'imbarazzo della scelta.
      Magari crede realmente, visto da come ne hha parlato, che negli USA ognuno puo' diventare presidente....hahahahha...

      Credo che io avrei saputo far di meglio...
      Questo e' un tema da terza media, superficiale, dilettantistico e mi sorprende che lo abbia scritto lui.
      62 pagine quando ci vorrebbe una biblioteca per affrontare tutti i temi e soprattutto i risvolti ambientali, sociali, immigrativi che il sistema monetario privato comporta.

      http://www.facebook.com/pages/Cogito-ergo-sumPenso-dunque-sono/114391918594230#!/notes/cogito-ergo-sumpenso-dunque-sono/denaro-vero-e-aria-fritta-la-distinzione-ce-caro-barnard/147505915284115

    1. Mondart 2 settembre 2010

      ATTENZIONE !!! Esposto così non è corretto, ( mescoli il signoraggio primario con quello secondario ), pur essendoci il concetto generale della "moneta-debito" ... la miglior esposizione la trovate nel commento di "Sovranidade", dove parla di "riserva frazionaria o signoraggio secondario" ... infatti è "nella moltiplicazione della massa virtuale consentita dall' obbligo di riserva al solo 2% il quid della faccenda" ... Rimando al suo commento, dove questo concetto è esposto in modo chiarissimo ...


      Quello che qui è esposto è piuttosto il "meccanismo generale di moneta-debito" .... tanto per essere un po' più precisi, perchè è proprio su queste imprecisioni "tecniche" ( anche se sostanzialmente il "grosso" del problema è quello ) che poi "ci marciano" i vari detrattori alla Lino Rossi, per esempio ...

    1. Cippala 2 settembre 2010

      Fai caso ai punti fondamentali di Barnard...il falso problema dell'inflazione, Il debito pubblico non è un debito bensi un credito,Le tasse non servono a finaziare la spesa pubblica perchè con moneta sovrana si fa tutto a deficit..le tasse servono solo per far accettare la moneta sovrana e limitare il potere dei ricchi.

      L'unica divergenza Barnard e Auriti è che la propietà non si può dare ai cittadini, ma deve rimane dello STATO.

    1. t_punch 2 settembre 2010

      Mi son perso i tuoi commenti precedenti ma il tuo concetto e' giusto e molto chiaro e ben sviluppatto da quei signoraggisti "de noantri" che tanti criticano.
      ed e' il concetto che evidentemente il monetarista di fiducia di Barnard si e' scordato di dire.
      Credo che Barnard abbia preso una cantonata gigantesca, per essere buoni questo saggio sembra un tema da terza media, non tiene conto di nient'altro che le dichiarazioni di un monetarista.
      Ho gia sviluppato in altri 2 post molti degli argomenti e dei concetti omessi nel saggio.
      A questo tuo concetto aggiungerei anche la frode dell'interesse bancario come chiave di questa espansione monetaria fittizia (oltre che le varie e note speculazioni).

    1. AlbertoConti 2 settembre 2010

      Già, gli sfugge la distinzione dei ruoli, cadendo nel tranello tipico del paradigma monetario occidentale. Per questo io ho spesso puntato il dito sul ruolo e sull'identità dell'emittente di moneta, sottolineando che la sua configurazione attuale è una bestemmia, ben espressa dal termine "privatizzare" in senso lato. Eppure nonno Ciampi morirà da eroe, come Cossiga del resto. Il paradigma monetario giustificato da Barnard altro non è che il vero tradimento del patto sociale. Diciamo che con la valanga di palesi minchiate espresse per giustificarlo, ha reso un servizio utile alla comprensione dell'errore di fondo. Almeno lo spero.

    1. Tetris1917 2 settembre 2010

      Con il tuo intervento, penso che si inizia a scoprire un po' arcano del problema. Il lavoro classico, quello che produce beni, merce, ecc.. libera nella societa' dei nuovi valori. Valori che poi vengono scambiati con altre merci o per convenzione con moneta. Banalmente il lavoratore salariato scambia la propria merce forza lavoro, con il capitalista. In cambio lui lavora e produce beni, per il suo datore di lavoro. E' tutto funziona, in quanto il salariato compra beni per se e la sua famiglia e tira avanti. La nebbia inizia quando, parallelamente alla produzione di beni reali, "assimilabili" a una certa quantita' di denaro, inizia a circolare moneta che non ha un corrispondente nei beni prodotti e liberati nella societa' dal lavoro umano. Una ricchezza fittizia, insomma. E' questo il peccato originale che ha assunto oggi, proporzioni da malato terminale. E' quello che cercavo di spiegare in qualche intervento mio precedente, del sorpasso dell'economia fittizia, su quella reale. Penso che bisogni iniziare a discutere su questo.

    1. t_punch 2 settembre 2010

      non sono d'accordo, infatti cerco di spiegare il modello vigente, ma se non mostri anche l'alternativa la gente non riesce ad uscire dal sistema semplicemente perche' pensa che sia l'unico possibile, invece e' solo l'unico che conosciamo.
      Anch'io ho il mio piccolo blog, e la domanda piu' ricorrente quando le persone capiscono i meccanismi del monetarismo e':
      "allora che possiamo fare? Quali sono le soluzioni?"

    1. t_punch 2 settembre 2010

      Le quote di Bankitalia e quindi i suo stato di ente privato SpA sono ufficiali dopo che l'allora ministro dell'Economia Siniscalco (subentrato a Tremonti nella scorsa legislatura) ha risposto a una interrogazione parlamentare (dopo quasi un secolo di segreto).
      Bankitalia nacque alla fine dell'800 come societa' anonima totalmente privata.
      Fu Mussolini con la creazione dell'IRI e quindi BNL, San Paolo e Credito Commerciale che erano statali e rilevarono parte delle quote di Bankitalia a renderla semi-nazionalizzata.
      Poi con tangentopoli e le privatizzazioni selvagge queste tre banche furono privatizzate rendendo di fatto la Bc di nuovo privata.
      Le quote sono state pubblicate e sono aglin atti ufficiali del parlamento!
      Se non erro l'interrogazione parlamentare e' dei primi del maggio 2005, cmq ti sara' facile reperirla su internet nel sito web di bankitalia, del parlamento o della gazzetta ufficiale o sui siti specializzati.
      I primi a pubblicarla in realta' furono i quotidiani Solo 24 ore e l'Osservatore Romano, qualche giorno prima del parlamento attraverso un indagine a ritroso sulle quote azionarie detenute da tutte le banche italiane.

    1. t_punch 2 settembre 2010

      Sembra che Barnard questa volta non abbia colto l'inganno che c'e' dietro la moneta come invece fece con i suoi lavori precedenti riguardo altri argomenti.....quando dice che il denaro e' aria fritta non dice una novita'...ormai sappiamo che e' una semplice convinzione, ma mi stupisce quando, nell'esempio dell'auto, dice che anche il denaro che restituisco alla banca e' aria fritta! Non coglie una sottile ma fondamentale distinzione tra le due arie fritte. Il banchiere la ottiene dal nulla, semplicemente pigiando un pulsante... noi ci alziamo la mattina presto, dobbiamo lavorare molte ore al giorno (io arrivo a farne anche 15 almeno una volta a settimana) privandoci del nostro tempo libero, e se non siamo in grado di restituire un prestito la banca ci pignora i nostri beni. La legge quindi ci punisce se non restituiamo questa aria fritta che non vale nulla, togliendoci quanto fatto con il nostro duro lavoro ma garantisce a un banchiere di ottenere il lavoro degli altri in cambio della creazione di aria fritta. Questo concetto e' ben espresso dai cosi detti complottisti o signoraggisti "de noantri" con la distinzione tra denaro "vero", quello che ottengo con il mio duro lavoro, e denaro "finto" creato dal nulla semplicemente architettando deglin artifici contabili. Entrambi sono aria fritta ma uno mette a rischio la vita del lavoratore, che spesso e' costretto a turni di lavoro massacranti, in condizioni precarie per se e la sua famiglia, magari malsane come i tanti che lacvorano all'ILVA di Taranto o a Porto Marghera, i tanti che dormono nelle baracche perche' sottopagati o disoccupati; l'altro agevola la vita del banchiere, che quasi nulla rischia, al limite andra' a farsi una vacanza e a cantare al Billionaire come fece Fiorani. I paradisi fiscali servono proprio a questo, non certo al fornaio, ma a loschi individui, che conoscendo i trucchi finanziari riescono a occultare notevoli somme di denaro per consentirgli una vita agiata, con l'unico rischio di bere champagne con Briatore. Il mio denaro che restituisco alla banca sara' anche aria fritta, ma per me e' vitale, per il banchiere no! Per questo il mio denaro e' "vero" e il suo e' "finto". A me serve per vivere e mi e' imposto dallo Stato (o meglio dal sistema economico occulto di cui lo stesso Barnard ammette l'esistenza perlando di Trilaterale etc), al banchiere non serve per vivere, ma per assoggettare i popoli. La distinzione e' netta e ben spiegata dai vari Della Luna, Saba, Auriti etc. Barnard andasse a spiegarlo a chi dopo anni di sacrifici sta perdendo casa perche' non riesce a pagare il mutuo, pagasse lui gli avvocati....tanto e' solo aria fritta, ma di quella viviamo, quindi e' "vera"!!

    1. t_punch 2 settembre 2010

      Sembra che Barnard questa volta non abbia colto l'inganno che c'e' dietro la moneta come invece fece con i suoi lavori precedenti riguardo altri argomenti.....quando dice che il denaro e' aria fritta non dice una novita'...ormai sappiamo che e' una semplice convinzione, ma mi stupisce quando, nell'esempio dell'auto, dice che anche il denaro che restituisco alla banca e' aria fritta! Non coglie una sottile ma fondamentale distinzione tra le due arie fritte.
      Il banchiere la ottiene dal nulla, semplicemente pigiando un pulsante...
      noi ci alziamo la mattina presto, dobbiamo lavorare molte ore al giorno (io arrivo a farne anche 15 almeno una volta a settimana) privandoci del nostro tempo libero, e se non siamo in grado di restituire un prestito la banca ci pignora i nostri beni.
      La legge quindi ci punisce se non restituiamo questa aria fritta che non vale nulla, togliendoci quanto fatto con il nostro duro lavoro ma garantisce a un banchiere di ottenere il lavoro degli altri in cambio della creazione di aria fritta.
      Questo concetto e' ben espresso dai cosi detti complottisti o signoraggisti "de noantri" con la distinzione tra denaro "vero", quello che ottengo con il mio duro lavoro, e denaro "finto" creato dal nulla semplicemente architettando deglin artifici contabili.
      Entrambi sono aria fritta ma uno mette a rischio la vita del lavoratore, che spesso e' costretto a turni di lavoro massacranti, in condizioni precarie per se e la sua famiglia, magari malsane come i tanti che lacvorano all'ILVA di Taranto o a Porto Marghera, i tanti che dormono nelle baracche perche' sottopagati o disoccupati; l'altro agevola la vita del banchiere, che quasi nulla rischia, al limite andra' a farsi una vacanza e a cantare al Billionaire come fece Fiorani.
      I paradisi fiscali servono proprio a questo, non certo al fornaio, ma a loschi individui, che conoscendo i trucchi finanziari riescono a occultare notevoli somme di denaro per consentirgli una vita agiata, con l'unico rischio di bere champagne con Briatore.
      Il mio denaro che restituisco alla banca sara' anche aria fritta, ma per me e' vitale, per il banchiere no!
      Per questo il mio denaro e' "vero" e il suo e' "finto".
      A me serve per vivere e mi e' imposto dallo Stato (o meglio dal sistema economico occulto di cui lo stesso Barnard ammette l'esistenza perlando di Trilaterale etc), al banchiere non serve per vivere, ma per assoggettare i popoli.
      La distinzione e' netta e ben spiegata dai vari Della Luna, Saba, Auriti etc.
      Barnard andasse a spiegarlo a chi dopo anni di sacrifici sta perdendo casa perche' non riesce a pagare il mutuo, pagasse lui gli avvocati....tanto e' solo aria fritta, ma di quella viviamo, quindi e' "vera"!!

    1. AlbertoConti 2 settembre 2010

      Concordo, ed ho aggiunto qualcosa in più qui sotto (non come Re a qualcun altro ma come commento originale: di AlbertoConti il Mercoledì, 01 settembre @ 03:38:22 CDT). Le altre centinaia di commenti a questo punto sarebbero inutili. Testimoniano però sulla nostra condizione, tra tifoseria e confusione mentale. Quanto alla prima è però comprensibile. Anch'io stimo Barnard per molte cose che ha scritto in passato, per il suo mettersi in discussione. Perciò da parte mia gli ho già perdonato questo scivolone, un momento nero può capitare a tutti. Sui contenuti però non si può far finta di niente.

    1. AlbertoConti 2 settembre 2010

      Concordo con te, difatti ci ho provato (vedi qua sopra: di AlbertoConti il Mercoledì, 01 settembre @ 03:38:22 CDT), citando brani di Barnard con un minimo di commento, visto che si screditano da soli (bisogna però leggerli dopo aver acceso il cervello). Risultato? Zero feedback. Che altro bisognerebbe fare?

    1. melisva1 2 settembre 2010

      Se il signoraggio è una "panzana", una "bufala"........perchè siamo indebitati?....................
      Tra chi parlò di signoraggio bancario vi fu anche un certo Duisenberg,
      presidente della BCE....................................................

      ""-Duisenberg, costose per l'Italia le piccole banconote di euro""---------------

      La risposta della Banca Centrale Europea alla proposta di Giulio Tremonti----------------------------------
      (Conferenza stampa presidente BCE 12.9.2002)------------------------

      La Banca Centrale Europea sta valutando le implicazioni dell'introduzione di banconote da uno e due euro suggerita dal nostro ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Lo ha rivelato il presidente della BCE Willem Duisenberg rispondendo il 12 settembre a una domanda sull'argomento nel corso di una conferenza stampa a Francoforte. L'introduzione di queste due nuove banconote non sarebbe però un affare né per l'Italia né per gli altri Paesi che attualmente godono del diritto di "signoraggio" sulle monete. (13 settembre 2002)-----------------

      Estratto della conferenza stampa del presidente della BCE, Willem F. Duisenberg, Francoforte 12.9.2002---------------------

      Domanda: "Mr Tremonti, il ministro italiano dell’Economia, ha proposto l’adozione delle banconte da 1 e 2 euro, insieme con le monete allo scopo di impedire ulteriori aumenti dei prezzi. Il 74% degli italiani è d’accordo con questa proposta e noi vogliamo sapere che cosa pensa lei di questo e se ne avete parlato alla Banca centrale europea. Grazie.----------------------------------"

      Duisenberg: “Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so.”--------------------

      Ecco il testo originale in inglese:--------------------------------

      Question: Mr. Tremonti, the Italian finance minister, proposed the adoption of EUR 1 and EUR 2 banknotes together with coins in order to prevent more rises in price. 74% of Italians agree with this proposal, and I want to know what you think about it and if you have discussed this in the European Central Bank. Thank you.
      Duisenberg: We have no plans to introduce EUR 1 or EUR 2 banknotes, but we have also heard those noises. Of course, we have discussed it. We are assessing the implications of introducing such a banknote. In principle we have nothing against it, but we are assessing the implications and I hope that Mr. Tremonti realises that if such a banknote were to be introduced, he would lose the seigniorage which goes with it. So whether he, as a minister of finance, would be all that pleased, I do not know".----------------------------------------------

      Mi pare strano, pensare che chi scrive su questo sito, sia più ferrato in materia monetaria di quanto lo fosse l'ex presidente della BCE.....................................

      Walter

    1. LeoneVerde 2 settembre 2010

      troppo comodo ripetere ottusamente tutta la teoria del signoraggio. Devi rispondere punto per punto agli otto motivi scritti da Barnard che la smentiscono. Altrimenti è un dialogo tra sordi, o peggio, tra fanatici.

    1. Tetris1917 2 settembre 2010

      Ho letto recentemente un libro di Luciano Gallino "Con i soldi degli altri - il capitalismo per procura", in cui si analizza, tra le altre cose, il connubio banche e la classe (dominante) che investe capitali (per procura o conto terzi appunto) in borsa e in titoli. Descrive magistralmente l'erosione della ricchezza prodotta a favore della speculazione piu' becera, quella che ha poi portato al crollo nel biennio 2007-2009, di tutta l'impalcatura finanziaria anglo-americana. Si pone in evidenza, come tale meccanismo abbia prodotto la circolazione di valore, in meno di 15 anni, pari a quasi 10 volte del PIL mondiale prodotto. Questo dato spiega gia' di per se, un meccanismo che non si incardina soltanto nel signoraggio, ma in tutto un sistema che si definisce parassitario. Ed ha retto su delle mollette per panni, l’economia post-industriale occidentale.

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