IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org



Lo striptease è la danza, forse la più originale del mondo occidentale contemporaneo, dice Jean Baudrillard. E’ una danza seducente, è la celebrazione autoerotica da parte della donna del proprio corpo, che diventa così desiderabile. Miraggio narcisistico, sostanza di tutti i gesti, gestualità di carezze che avvolgono il corpo, stigmatizzato come oggetto fallico. È una masturbazione sublime: denudare, carezzare, fino a mimare il piacere supremo. I gesti sono quelli dell’altro, del partner sessuale, ma di colpo quell’altro è escluso, perché lei si sostituisce a lui e si appropria dei suoi gesti.

La striptease/girl infatti è una dea, una divinità che non prende nulla e che non dà nulla, vive in una perfetta trascendenza assolutamente lontana, indifferente ai desideri degli astanti, estranea ai loro sogni, danza appagata di se stessa, e il suo corpo emerge come effigie fallica al ritmo della musica. Non è quindi un gioco di spogliamento di segni verso una “profondità” sessuale, verso la “verità nuda”, ma al contrario un gioco di costruzione di segni, esibizione minuziosa di un senso differito, che mima la “perdita” e la “castrazione”.

Lo striptease dunque non è l’offerta generosa del proprio corpo agli altri, ma esattamente il contrario, è un processo di castrazione, dietro i veli che cadono a terra non c’è il corpo nudo della donna che si offre alla soddisfazione del desiderio, ma il corpo che è appagato di se stesso e quindi esclude l’altro. Tutto il comportamento occidentale, che sbocca in una coazione realistica vertiginosa, è affetto da questo strabismo della castrazione: sotto l’apparenza di ricostruire il “fondo delle cose”, si guarda incoscientemente sul vuoto. (Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte).

Un esempio evidente di “striptease narcisistico” è il “goofynomismo”, diramato da alcuni anni dal Professore Alberto Bagnai, l’economista più famoso del web, il “guru” del progetto anti-euro, che dalle pagine del suo blog ammaestra e seduce le candide menti dei suoi followers adoranti, impartendo loro chiarimenti sulle gravi questioni economiche che stanno devastando il tessuto sociale e democratico dell’Italia e dell’intera Eurozona. Ma l’operazione di Bagnai, alla luce dell’analisi di Baudrillard, appare più come castrazione di senso che come generoso disvelamento di conoscenze, al fine di un riscatto politico che parta dal basso della società, per la riconquista della democrazia (demos/cratos, governo del popolo).

Il suo narcisismo esasperato, autarchico e quasi autistico, divulga lusinghe di “verità” lungo le pagine del suo blog, ma in realtà sono solo verità economiche, non politiche e quindi precludono la partecipazione sociale alla risoluzione del problema politico italiano, castrano l’intervento attivo dei cittadini che frequentano il blog, che sono costretti a subirne le scelte dispotiche oppure “invitati”, non sempre serenamente, ad andarsene.

Bisogna ammetterlo, il Professore ha il merito di aver scritto un bel libro sulle dinamiche della crisi economica attuale, “Il tramonto dell’euro”, e di essere stato tra i primi a divulgare le scomode verità di questa tragica crisi, quotidianamente sconfessate dai mass media, completamente asserviti al sistema neoliberista finanziario che detiene il vero potere. Non è stato l’unico intendiamoci, però particolarmente dirompente fu un’intervista rilasciata al videoblogger Claudio Messora , dal titolo “Ce lo chiede l’Europa”.

Dunque lo Spin Professor (http://sollevazione.blogspot.it/2014/10/lo-spin-professor-di-fiorenzo-fraioli.html) appare come il “profeta dell’economia” più adorato dal web, proprio perché si è fatto carico di rischiarare già da qualche anno le menti inesperte dei suoi adepti, prive di quegli strumenti di conoscenza macroeconomica e finanziaria che permettono di comprendere le vere cause della crisi. Però ad anime un po’ meno ingenue sorgono alcuni dubbi: come mai il prof, che si dichiara così esperto in dinamiche economiche monetarie, non si è fatto sentire prima? Le origini della crisi risalgono ad un periodo precedente, che va dal Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992), all’ingresso nel sistema della moneta unica del 2002, dunque perché il Professore non ha cominciato a denunciarne l’anomalia fin da allora? Perché ha aspettato tanto tempo?

Per esempio il Professore spesso sostiene sui suoi post che il fallimento politico totale del Sessantotto sarebbe stata la causa prima che avrebbe impedito ai piddini, eredi appunto del ’68, di rivelare le vere cause della crisi, provocata da quell’europeismo che loro stessi hanno inaugurato (Romano Prodi) e caparbiamente sostenuto fino ad ora.

Ma lo “Spin Professor” ricorda quello che è successo nel ’68? E’ vero lui non era ancora nato, data la sua giovanissima età, quindi non può ricordare, ma forse ha letto qualche testo di storia, qualche pagina al riguardo. Infatti il “pensiero forte” del ’68, a differenza del “pensiero liofilizzato” postmoderno, è stato in grado di cambiare la storia, e le rivendicazioni operaie, le contestazioni studentesche hanno dato inizio ad un periodo importante di “Riforme Sociali”, “Vere Riforme” (non come quelle fasulle e devastanti degli ultimi anni), “Uniche Riforme” socialmente vantaggiose dal dopoguerra ad oggi: Statuto dei Lavoratori, Consigli di Fabbrica, Scala mobile, Welfare State, Riforma Diritto di famiglia, Decreti delegati, Organi collegiali, Scuola Media unica, Legge sul Divorzio, Legge sull’Aborto.

Dunque “cambiare la memoria del passato” è un’operazione sempre molto rischiosa, è la stessa operazione che faceva Winston Smith nel romanzo di George Orwell “1984”, quando doveva confondere la memoria del tempo trascorso per giustificare la Dittatura del Grande Fratello. Ma il Professore perché cerca di offuscare il passato? Forse per impedire la piena e consapevole comprensione della realtà odierna? Forse perché tenta di giustificare le proprie scelte politiche e le conseguenti indicazioni date con fruediano “senso di colpa” ai suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”. Seguaci e fedeli del blog, che presi da ingiurie continue, mascherate da goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi ai cazzeggi del loro “guru”. Ma nel mondo globalizzato del “pensiero scialacquato” tra i megabyte che trascorrono da un software ad un altro, la dignità è un lusso che solo pochi si possono permettere.

L’offesa infatti si fa più dura e diretta, non quando il povero “ortottero” di turno, dalla voragine abissale del suo QI, si azzarda a contestare qualche dato economico, ma piuttosto quando tocca le dinamiche oscure degli accordi politici, e soprattutto quando tocca il tasto M5S. Allora “Ipse dixit” si trasforma in un “Lupo Mannaro”, pronto a sbranare chiunque abbia osato avanzare un giudizio irrispettosamente critico. E il percorso logico è chiaramente sempre quello che aveva già indicato come consiglio elettorale in occasione delle Europee del maggio scorso. Praticando la riesumazione di un partito ormai morto e sepolto, la Lega Nord, dopo un’accurata respirazione bocca a bocca, un partito che si era distinto per aver collaborato insieme con tutti gli altri all’adesione al progetto eurocratico, firmando tutti i trattati europei e consegnando gli italiani all’euro-sistema, che li avrebbe condannati alla crisi (non firmò il Fiscal Compact, “errore”che poi ha immediatamente riscattato alleandosi con gli altri partiti).

In occasione delle Elezioni Europee infatti sfilarono sul suo blog numerosi panegirici rivolti a personaggi dell’establishment destroide, scritti direttamente in neolingua e dettati da una perfetta interpretazione postmoderna del gattopardismo più audace: Giuliano Ferrara, Mario Giordano, Gianni Alemanno, Giorgio 
La Malfa, Giorgia Meloni, Magdi Allam, Matteo Salvini … Quelli erano modelli da seguire, perché a differenza dei piddini, sostenevano l’uscita dall’eurozona. Non venne mai in mente al Professore che quei personaggi erano stati complici del grande capitale oligarchico finanziario, al fine di demolire la struttura dell’economia sociale, e per praticare l’erosione della società dei diritti e l’attacco storico alla Costituzione democratica? Come si poteva riconsegnare loro la fiducia, anche se ora si mostravano come “Salvatori della patria”? “Timeo Danaos et dona ferentes”: Temo i Danai anche quando portano i doni … (Virgilio, Eneide, Libro II).

Ma il Professore si è anche costruito con il suo impegno una fama piuttosto accreditata di “salvatore della patria”, lui dice di essere stato unicamente interessato alla divulgazione delle dinamiche economiche responsabili della crisi, ma da molte sue affermazioni, sorgono diversi dubbi sulla sua presunta “generosità disinteressate e salvifica”. Infatti quando afferma, a proposito del ’68 , le sue strane teorie, propone un’analisi politica antistorica e fuorviante, scritta direttamente in neolingua orwelliana, sostenuta altresì anche grazie al contributo di “amici come Fusaro e Barra Caracciolo”.

Alcuni esempi tratti dal blog: Alberto Bagnai, Agosto 2014 - (http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-keynesianesimo-per-le-dame-e.html )“… Con questo assetto istituzionale – e con i fondi del Piano Marshall – l’Italia risalì la graduatoria delle nazioni più evolute a livello mondiale fino al quarto posto; la Lira vinse altresì il primo premio per la valuta più stabile a livello mondiale. Poi arrivò il ’68 e tutto cominciò a rotolare verso il basso; solo il debito internazionale cresceva. Tutto ciò, per dirle che, nonostante una costituzione socialista, l’economia era ai primi livelli mondiali, il proletariato si avviava a divenire piccola borghesia e il benessere era abbastanza ben distribuito su tutte le classi sociali. Dunque, le ragioni del declino furono altre: culturali prima che economiche ...”

“… L'attacco neoclassico scatenato da Milton Friedman nel 1968, al grido di "vietato vietare" (che era lo slogan del sessantottini a Chicago come a Parigi - cosa sulla quale giustamente insiste Diego...), dal punto di vista tecnico consisteva sostanzialmente nell'imporre alla professione (con l'aiuto dell'oscillazione a destra del pendolo della storia) l'idea che il modello EEG fosse corretto anche nel breve periodo ...”

“... ma anche perché qui avete potuto avviare un discorso critico sui fondamenti culturali della crisi che stiamo vivendo, grazie al contributo di amici come Fusaro e Barra Caracciolo, e grazie alla vostra e mia multidisciplinarietà. Questa non è una cosa da trascurare, perché, vedete, ormai lo avete capito: il problema è rovesciare un frame, cosa pressoché impossibile se non se ne individuano e non se ne minano i pilastri ...”

Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano, sarebbe questo:


• Il Sessantotto è stato un fallimento culturale
• Gli ex68 sono i piddini di oggi
• I piddini non vogliono uscire dall'euro
• Allora è meglio andare a destra, votiamo la Lega di Salvini 


Ma affidarsi a Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi direttamente alle destre, responsabili del disastro, non sarebbe l’esito più auspicabile, dunque la montagna ha partorito il topolino, il “profeta” probabilmente ha interessi e ambizioni personali ben precisi.

Intanto il giovane Con/Fusaro fa eco al Professore ad ogni occasione, il ragazzo dagli occhioni azzurri divulga ossessivamente il mantra goofynomista ovunque gli sia possibile, giornali, tv, web:

“… ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano …"

“Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato del mondo ridotto a merce …”

“ … la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).”

Marx rivisitato dal ragazzo dagli occhi azzurri sembra essersi trasformato in Soros. Un Marx così a destra non l'avevo mai visto, ma del resto i “profeti della moneta” sanno benissimo che il dopo euro sarà gestito dalle destre, quindi si stanno opportunamente attrezzando... poteva accadere solo in epoca postmoderna e a contatto con lo striptease narcisistico e castrante del pensiero goofynomista.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.11.2014

Commenti (131)

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    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Peggio ancora però quelli che dicono di aver sbagliato migliaia di volte, tanto ci sono sempre i soliti elettori che ci cascano ... e del resto dove potrebbero andare a parare?

    1. Merlin 2 novembre 2014

      Reverenda madre Rosanna Spadini & Co., lei mi "confonde", nel senso meno elogiativo del termine. Il suo staff invece mi delude molto. Ma la cosa peggiore che è lei mi provoca uno stato d'animo che odio: "noia". La sua epifania sul web è stata corroborata da un C.V. da paura: lei è un semidio, davanti a lei non c'è che rivolgersi al povero Ovidio, che ci insegna come comportarsi con divinità implacabili. Per fortuna che il meschinello Vittorio Sermonti ci sta regalando la lettura della sua traduzione delle Metamorfosi in questi tristi pomeriggi, ed io ascoltandolo ho appreso quanto mi basta. En passant, questo post è una piccola trappola. MouseTrap docet .;) Evitatarla le dovrebbe essere facile, io credo. O no? saluti

    1. Gil_Grissom 2 novembre 2014

      Piu' becero di questo e' davvero dura.

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      E anche pespicace dal punto di vista freudiano, l'amore si è trasformato in odio, dopo i tradimenti spesso succede così, in questo caso è un tradimento politico, perché io non potrei mai ambire a nessun altro tipo di rapporto ...


    1. Gil_Grissom 2 novembre 2014

      Ti rammento che in tutta Europa sono piu' i partiti di destra ad aver fatto outing e ad essersi dichiarati anti euro piuttosto che quelli di sinistra.

    1. MarioG 2 novembre 2014

      Il signore greco mi pare che abbia risposto bene. Mi sembra assurdo stare a disquisire dei termini borghese, postborghese o antiborghese. L'idea del Fusaro e' abbastanza semplice e secondo me tutto sommato esatta. Ovvero l'assimilazione della sinistra da parte di quella che lui considera la fase piu' moderna del capitalismo. Essa si manifesta nell'adesione a un modello culturale, essenzialmente centrato su un certo tipo di individualismo, sulla disgregazione dei legami comunitari tradizionali (visti come ostacolo per ovvie ragioni), sul ripiegamento nel libertarismo da basso ventre che accompagna e maschera un'effettiva perdita di peso 'politica' . La cosiddetta sinistra del costume, appunto. Non e' un caso che oggi la sinistra sia indistinguibile da un partito radicale di massa. E' un dato di fatto.

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Divertente ...

    1. Gil_Grissom 2 novembre 2014

      Preferisco pensare che colui che ammette di aver sbagliato e cambia idea su una questione e' comunque meglio di chi continua a tirare dritto come se nulla fosse: meglio un capitano che ammette di aver sbagliato rotta e la cambia per evitare l'iceberg di uno che invece ti dice che la rotta e' giusta e poi ci va ad urtare.

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Georgios, sei fulminante quando rievochi le vicende storiche, ma tu hai uno spirito più storico e meno filosofico (posso sbagliarmi), perché la filosofia a volte diventa troppo astratta, e tu invece possiedi il dono della concretezza storica, definibile anche "storicismo".

      Fusaro dice delle assurdità in quel breve testo che ti ho proposto, e cioè:

      1) "Il principio dell’odierno capitalismo postborghese è pienamente sessantottesco e, dunque, di sinistra":può dire che è di sinistra ma non sessantottesco, perché il '68 era antiborghese.

      2)
      "vietato vietare, godimento illimitato, non esiste l’autorità, ecc.": se si riduce il '68 alla sua "degenerazione", vuol dire non aver messo a fuoco l'importanza storica di quel movimento operaio e studentesco che ha cambiato la storia, con le conquiste sociali nominate prima, le uniche dal dopoguerra ad oggi.

      3)
      "Lo definirei capitalismo edipico: ucciso nel
      Sessantotto il padre (l’autorità, la legge, la misura, ossia la cultura
      borghese), domina su tutto il giro d’orizzonte il godimento illimitato": anche questa è un'affermazione storicamente blasfema, che ha l'intento di demolire la verità storica e demolirne i valori, ed il "pensiero forte" che ha portato a quelle conquiste sociali così importanti, che ora stanno distruggendo. Perché Fusari e Bagnai non dicono questo, che oggi il capitale finanziario sta eliminando l'art.18, lo stato sociale, il lavoro, lo statuto dei lavoratori ... tutti i valori sociali che nel '68 si erano rafforzati. Perché cambiano la storia?

      4)
      "oggi abbiamo personaggi capitalisti e non borghesi
      (Berlusconi) o antiborghesi ultracapitalisti (Vendola, Luxuria, Bersani,
      ecc): questi ultimi sono i vettori principali della dinamica di
      espansione capitalistica. La loro lotta contro la cultura borghese è la
      lotta stessa del capitalismo che deve liberarsi dagli ultimi retaggi
      etici, religiosi e culturali in grado di frenarlo":
      Fusaro definisce capitalista "non borghese " Berlusconi, e
      antiborghesi "ultracapitalisti" Vendola, Luxuria, Bersani: (per Vendola e Bersani ci può stare, ma Luxuria?)

      a questo punto interviene
      Tonguessy che dice: le classi cambiano davanti al mutamento del capitale (e viceversa), non si possono definire post-borghesi Berlusconi e Luxuria, la borghesia non è mai morta, ha semplicemente subito la transazione da moderna a postmoderna, la "nuova" borghesia (edonismo, diritti estetici quindi
      sessuali etc..) che si sovrappongono ai vecchi valori su cui si poggiava
      la borghesia moderna è la cifra della postmodernità.
      (Jean Baudrillard)

      Per di più quando si parla di borhesia capitalista, si intende la Grande Borghesia, non certo la piccola borghesia, quel ceto medio (cioè noi) che ha avuto un certo potere fino ad oggi, grazie anche al '68, ma che ora sta scomparendo.
      Non trovo corrispondente a verità il pensiero secondo cui "la borghesia classica è stata capace di esprimere un
      pensiero anticapitalista e la neo-classe post-borghese no" proprio perchè
      deve ancora essere dimostrato che non esiste nesso alcuno tra borghesia
      e capitale, e che le due entità procedono per proprio conto su separate
      strade.
      (quindi sta dicendo quello che dici tu).

      Allora per concludere mi sembra che Fusaro abbia le idee un po' confuse e guarda caso coincidono con quelle di Bagnai: un vecchio democristiano italiano diceva che : A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

    1. Gil_Grissom 2 novembre 2014

      Anche questa sarebbe una buona soluzione: se l'euro implodesse il pd verrebbe letteralmente spazzato via con esso, cosa che mi auguro francamente.

    1. MarioG 1 novembre 2014

      Ne sono lusingato e ringrazio sentitamente. Chissa' che non ne trarra' giovamento anche lei.

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Nel 2007 internet c'era già eccome, ed un esperto di politiche monetarie queste cose le sa da tempo, addirittura dai tempi dello SME, ma non è questo il problema, io ho ammirato l'impegno di Bagnai e ho adorato il suo libro, poi però mi sono accorta attraverso il tempo (l'ho seguito per due anni), che lui aveva un interesse soprattutto politico, cioè di pilotare l'elettorato verso scelte ben precise (la Lega), tanto che adesso sembra che parli di un partito (ma di questo non ne sono sicura perché io il blog non lo frequento più da tempo).

      La scelta che lui ha fatto per le europee è stata per me un tradimento, perché essendo lui un tecnico, avrebbe dovuto restarsene neutrale politicamente, invece si è speso per un partito che ha avuto le stesse responsabilità del Pd e del Pdl, nel provocare la catastrofe. Questo che cosa vuol dire? Semplicemente che lui non si accontenta più di "insegnare" ai suoi seguaci le dinamiche macroeconomiche, ma che aspira a dirottare l'elettorato verso un ambiente politico ben preciso, ripristinando le vecchie alleanze, le antiche realzioni trite e ritrite della democrazia rappresentativa ormai morente, e impedendo una possibile riscossa del popolo dal basso, attraverso regole nuove e rinnovate.

      Si può essere d'accordo oppure no, ma perché sì a Salvini, che dice no-euro, ma poi consegna i voti alla destra di B, e invece no a Grillo, che con tutti i suoi difetti, sta tentando una strada del tutto nuova:

      1) niente finanziamento pubblico ai partiti
      2) vincolo di mandato di due legislature
      3) revoca del mandato da parte dei cittadini
      4)riduzione dello stipendio (impegno politico considerato come un servizio civile)

      Perché quando si nomina Grillo sul suo blog lui esce in escandescenze? forse perché Grillo sta veramente per la prima volta molestando il sistema? E perché Salvini va bene ? Forse perché Salvini è una garanzia di ripristino del sistema?

    1. adriano_53 1 novembre 2014

      Prima la nappi con fusaro, poi la spadini con bagnai: la regressione della donna alla femmina.

    1. Georgios 1 novembre 2014

      Non so a quale 68 si riferisce Fusaro. Il 68 italiano cominciò anche prima del 68 e finì con gli indiani metropolitani alla fine degli anni 70. Tutta una parabola capovolta. Poi si imposero gli anni di piombo che non casualmente indicano il degrado del movimento e la sua morte tramite abbandono, infiltrazione, estremismo e terrorismo.

      Certo di solito quando si parla del 68 ci si riferisce alle cose buone, al movimento operaio e studentesco, che di fatto erano cose molto buone che portarono ad una liberalizzazione della società ed a conquiste sociali importanti che tu elenchi nel tuo articolo.

      Ma non erano solo le cose buone. Il movimento lasciato a se specie dopo il 1976 con lo scioglimento di LC e poi coi fatti di Bologna voluti dal governo e' deragliato. Allora dagli "studi" di Marx, di Lenin e di Mao (rivoluzione sociale), si e' passati a quelli di Marcuse e di Cooper (critica della famiglia), di Reich (liberazione sessuale) e addirittura di Timothy Leary ("cultura" delle droghe). E a manifestazioni-carnevale di libero farsi e mostrarsi a culo scoperto in piazza. Questo cambio di rotta ha un nome preciso e si chiama orientamento verso il laicismo più degradato.

      Insomma insieme a molte cose buone il 68 ha lasciato dietro anche dei segnali di cambiamento di mentalità del periodo di decadenza che si potrebbero definire come prodromici dell'allentamento dei valori morali (rispetto degli altri), di dignità (rispetto di se stessi) e gerarchici (rispetto dell'importanza dei ruoli e delle situazioni). Tutti valori borghesi, nati nei tempi in cui la borghesia era una classe rivoluzionaria.

      Poi, io mi considero un marxista (lo uso solo per intenderci) e vorrei essere un rivoluzionario. Anche tu se ho capito bene vorresti essere una rivoluzionaria dati i tempi che corrono e anche tu sei una borghese. Mi puoi spiegare cosa c'entriamo noi con Vendola, Luxuria, Bersani e Berlusconi? Sono loro o non sono un'altra categoria, un'altra classe? Il problema e' come li chiameremo? Non mi importa, chiamiamoli come vogliamo ma loro sono antiborghesi dal momento che noi siamo borghesi. Loro sono contro i nostri valori e li vogliono cancellare, perché cosi ci priveranno dei nostri diritti e ci renderanno schiavi.

      Se però ci trasciniamo dietro il significato che la parola-denuncia "borghese" aveva nel 68, in un altro tipo di scontro della lotta di classe, allora noi due e quei quattro siamo tutti borghesi, anzi borghesi di merda (cosi li chiamavamo nel 68). Quando però lo gridavamo, dentro la nostra testa tenevamo molto in alto certi valori, (appunto di misura, di dignità personale e di rispetto per il prossimo nostro compagno di lotta) che erano valori borghesi nel senso che era stata la borghesia rivoluzionaria del 18o secolo a conquistarli per la prima volta. E che si riferivano a privilegi non di classe ma a quelli di cittadino. E da lì che si parte con la lotta di classe per andare oltre e conquistare un nuovo tipo di società, ancora più libera. Persi quelli privilegi, si torna allo stato di suddito, cioè dove ci vogliono portare ora.

      Tonguessy dice che "deve ancora essere dimostrato che non esiste nesso
      alcuno tra borghesia e capitale, e che le due entità procedono per
      proprio conto su separate strade". Veramente? Bisogna veramente dimostrare che non esiste nesso alcuno? Ma allora e' Tonguessy che "non ha idea di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale". Che cosa stiamo osservando con orrore gli ultimi 4 anni? L'attacco dei comunisti? Chi ci priva di tutto quello che abbiamo? Gli extraterrestri? La borghesia si e' trasformata in borghesia postmoderna della speculazione finanziaria e si e' presa anche il nome con se, lasciandoci socialmente anonimi?

      Ed infine sinceramente non capisco dove mira il "camouflage" e la "confusione interpretativa" di Fusaro. Io l'ho criticato per due cose sull'inaccettabile dialogo che ha intrapreso con la Nappi. Primo circa appunto il dialogo tra il pensare ed il pisciare e secondo e più importante per non avere mai usato la parola "patria", "unica
      capace di richiamare memorie perdute sia a destra che a sinistra, di
      sensibilizzare, far riflettere ed eventualmente unire il popolo" nel suo articolo.

      Ma per quel che riguarda il bisogno di difesa dello stato nazionale, lo scrive chiaro e tondo. Mi sai elencare chi altro lo dice apertamente? Fusaro e' giovane e perciò incline a passi falsi. Non lo considero però in malafede.

    1. halnessuno 1 novembre 2014

      Quando qualcuno mi chiede perché i cosiddetti paladini dell'antieuro non hanno parlato prima del disastro, io rispondo quanto prima avrebbero dovuto intervenire? Perché vedi noi diamo per scontato che basta che uno parli e troverà chi gli permette di esprimersi e chi lo ascolta. Ma fino non molto tempo fa internet in italia non era molto diffuso, tanto meno il web 2.0. L'informazione passava solo ed esclusivamente attraverso la tv, i giornali e la radio. Non c'era spazio nei mass media tradizionali, se non attraverso cooptazione.

      Ricordiamoci la solitudine del riformista di cui parlava Federico Caffe e l'omologazione degli intellettuali italiani. Esiste un muro di gomma che solo adesso stiamo iniziando a scalfire.
      Ma a quale pubblico si potevano rivolgere e con quali mezzi. Quante persone hanno iniziato a ragionare solo quando la crisi li ha colpiti e quando hanno iniziato a cercare le risposte nella rete? Quali partiti di sinistra avrebbero per lo meno ascoltato? Nessuno.
      Ancora oggi il blog di bagnai ha appena 3000 lettori fissi. È un numero veramente misero. Si può questo chiamare calvalcare l'onda? Credo che la sua idea sia quella di passare direttamente ai piani alti e cercare di creare le condizioni politiche adeguate a gestire la transizione verso il nuovo sistema. Ma se ad accettare il dialogo sono solo ex democristiani o partiti di destra non è colpa sua.

      È una strategia che credo sia l'unica percorribile. Ma non vi rendete conto che anche il solo ripristino della sovranità monetaria, anche nelle modalità non esattamente costituzionali post-divorzio, significa recuperare la possibilità di un vero confronto democratico tra interessi di classe diversi.
    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Scusa mi sono lasciata prendere la mano, Barnard non sia mai ... anche perché almeno lui non fa politica ma solo economia, quindi ha avuto la dignità di non dare indicazioni politiche di sorta ... anche se qualche volta critica molto i 5*

    1. Albertof 1 novembre 2014

      ops.. precisazione: volevo dire Barnard non ha nulla da spartire con Bagnai!

    1. Albertof 1 novembre 2014

      Ma dai Barnard insieme a Bagnai "per compiacere il potere e
      confondere le coscienze siete portatori di idee superate dalla storia" .. Barnard con tutti i difetti che vuoi sarebbe un "gatekeepers del potere"? .. per confondere le idee ai cittadini" ma per favore.

    1. cipperimerlo 1 novembre 2014

      I miei sono corti. Almeno!

    1. halnessuno 1 novembre 2014

      Capisco la tua visione romantica della rivoluzione, ma vorrei rammentarti ad esempio che la rivoluzione russa fu finanziata da Berlino al fine di disgregare il fronte nemico russo. D'altronde come può una massa disperata di persone senza armi, capi con conoscenze all'interno dell'apparato statale, rovesciare un regime?

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