IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org



Lo striptease è la danza, forse la più originale del mondo occidentale contemporaneo, dice Jean Baudrillard. E’ una danza seducente, è la celebrazione autoerotica da parte della donna del proprio corpo, che diventa così desiderabile. Miraggio narcisistico, sostanza di tutti i gesti, gestualità di carezze che avvolgono il corpo, stigmatizzato come oggetto fallico. È una masturbazione sublime: denudare, carezzare, fino a mimare il piacere supremo. I gesti sono quelli dell’altro, del partner sessuale, ma di colpo quell’altro è escluso, perché lei si sostituisce a lui e si appropria dei suoi gesti.

La striptease/girl infatti è una dea, una divinità che non prende nulla e che non dà nulla, vive in una perfetta trascendenza assolutamente lontana, indifferente ai desideri degli astanti, estranea ai loro sogni, danza appagata di se stessa, e il suo corpo emerge come effigie fallica al ritmo della musica. Non è quindi un gioco di spogliamento di segni verso una “profondità” sessuale, verso la “verità nuda”, ma al contrario un gioco di costruzione di segni, esibizione minuziosa di un senso differito, che mima la “perdita” e la “castrazione”.

Lo striptease dunque non è l’offerta generosa del proprio corpo agli altri, ma esattamente il contrario, è un processo di castrazione, dietro i veli che cadono a terra non c’è il corpo nudo della donna che si offre alla soddisfazione del desiderio, ma il corpo che è appagato di se stesso e quindi esclude l’altro. Tutto il comportamento occidentale, che sbocca in una coazione realistica vertiginosa, è affetto da questo strabismo della castrazione: sotto l’apparenza di ricostruire il “fondo delle cose”, si guarda incoscientemente sul vuoto. (Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte).

Un esempio evidente di “striptease narcisistico” è il “goofynomismo”, diramato da alcuni anni dal Professore Alberto Bagnai, l’economista più famoso del web, il “guru” del progetto anti-euro, che dalle pagine del suo blog ammaestra e seduce le candide menti dei suoi followers adoranti, impartendo loro chiarimenti sulle gravi questioni economiche che stanno devastando il tessuto sociale e democratico dell’Italia e dell’intera Eurozona. Ma l’operazione di Bagnai, alla luce dell’analisi di Baudrillard, appare più come castrazione di senso che come generoso disvelamento di conoscenze, al fine di un riscatto politico che parta dal basso della società, per la riconquista della democrazia (demos/cratos, governo del popolo).

Il suo narcisismo esasperato, autarchico e quasi autistico, divulga lusinghe di “verità” lungo le pagine del suo blog, ma in realtà sono solo verità economiche, non politiche e quindi precludono la partecipazione sociale alla risoluzione del problema politico italiano, castrano l’intervento attivo dei cittadini che frequentano il blog, che sono costretti a subirne le scelte dispotiche oppure “invitati”, non sempre serenamente, ad andarsene.

Bisogna ammetterlo, il Professore ha il merito di aver scritto un bel libro sulle dinamiche della crisi economica attuale, “Il tramonto dell’euro”, e di essere stato tra i primi a divulgare le scomode verità di questa tragica crisi, quotidianamente sconfessate dai mass media, completamente asserviti al sistema neoliberista finanziario che detiene il vero potere. Non è stato l’unico intendiamoci, però particolarmente dirompente fu un’intervista rilasciata al videoblogger Claudio Messora , dal titolo “Ce lo chiede l’Europa”.

Dunque lo Spin Professor (http://sollevazione.blogspot.it/2014/10/lo-spin-professor-di-fiorenzo-fraioli.html) appare come il “profeta dell’economia” più adorato dal web, proprio perché si è fatto carico di rischiarare già da qualche anno le menti inesperte dei suoi adepti, prive di quegli strumenti di conoscenza macroeconomica e finanziaria che permettono di comprendere le vere cause della crisi. Però ad anime un po’ meno ingenue sorgono alcuni dubbi: come mai il prof, che si dichiara così esperto in dinamiche economiche monetarie, non si è fatto sentire prima? Le origini della crisi risalgono ad un periodo precedente, che va dal Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992), all’ingresso nel sistema della moneta unica del 2002, dunque perché il Professore non ha cominciato a denunciarne l’anomalia fin da allora? Perché ha aspettato tanto tempo?

Per esempio il Professore spesso sostiene sui suoi post che il fallimento politico totale del Sessantotto sarebbe stata la causa prima che avrebbe impedito ai piddini, eredi appunto del ’68, di rivelare le vere cause della crisi, provocata da quell’europeismo che loro stessi hanno inaugurato (Romano Prodi) e caparbiamente sostenuto fino ad ora.

Ma lo “Spin Professor” ricorda quello che è successo nel ’68? E’ vero lui non era ancora nato, data la sua giovanissima età, quindi non può ricordare, ma forse ha letto qualche testo di storia, qualche pagina al riguardo. Infatti il “pensiero forte” del ’68, a differenza del “pensiero liofilizzato” postmoderno, è stato in grado di cambiare la storia, e le rivendicazioni operaie, le contestazioni studentesche hanno dato inizio ad un periodo importante di “Riforme Sociali”, “Vere Riforme” (non come quelle fasulle e devastanti degli ultimi anni), “Uniche Riforme” socialmente vantaggiose dal dopoguerra ad oggi: Statuto dei Lavoratori, Consigli di Fabbrica, Scala mobile, Welfare State, Riforma Diritto di famiglia, Decreti delegati, Organi collegiali, Scuola Media unica, Legge sul Divorzio, Legge sull’Aborto.

Dunque “cambiare la memoria del passato” è un’operazione sempre molto rischiosa, è la stessa operazione che faceva Winston Smith nel romanzo di George Orwell “1984”, quando doveva confondere la memoria del tempo trascorso per giustificare la Dittatura del Grande Fratello. Ma il Professore perché cerca di offuscare il passato? Forse per impedire la piena e consapevole comprensione della realtà odierna? Forse perché tenta di giustificare le proprie scelte politiche e le conseguenti indicazioni date con fruediano “senso di colpa” ai suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”. Seguaci e fedeli del blog, che presi da ingiurie continue, mascherate da goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi ai cazzeggi del loro “guru”. Ma nel mondo globalizzato del “pensiero scialacquato” tra i megabyte che trascorrono da un software ad un altro, la dignità è un lusso che solo pochi si possono permettere.

L’offesa infatti si fa più dura e diretta, non quando il povero “ortottero” di turno, dalla voragine abissale del suo QI, si azzarda a contestare qualche dato economico, ma piuttosto quando tocca le dinamiche oscure degli accordi politici, e soprattutto quando tocca il tasto M5S. Allora “Ipse dixit” si trasforma in un “Lupo Mannaro”, pronto a sbranare chiunque abbia osato avanzare un giudizio irrispettosamente critico. E il percorso logico è chiaramente sempre quello che aveva già indicato come consiglio elettorale in occasione delle Europee del maggio scorso. Praticando la riesumazione di un partito ormai morto e sepolto, la Lega Nord, dopo un’accurata respirazione bocca a bocca, un partito che si era distinto per aver collaborato insieme con tutti gli altri all’adesione al progetto eurocratico, firmando tutti i trattati europei e consegnando gli italiani all’euro-sistema, che li avrebbe condannati alla crisi (non firmò il Fiscal Compact, “errore”che poi ha immediatamente riscattato alleandosi con gli altri partiti).

In occasione delle Elezioni Europee infatti sfilarono sul suo blog numerosi panegirici rivolti a personaggi dell’establishment destroide, scritti direttamente in neolingua e dettati da una perfetta interpretazione postmoderna del gattopardismo più audace: Giuliano Ferrara, Mario Giordano, Gianni Alemanno, Giorgio 
La Malfa, Giorgia Meloni, Magdi Allam, Matteo Salvini … Quelli erano modelli da seguire, perché a differenza dei piddini, sostenevano l’uscita dall’eurozona. Non venne mai in mente al Professore che quei personaggi erano stati complici del grande capitale oligarchico finanziario, al fine di demolire la struttura dell’economia sociale, e per praticare l’erosione della società dei diritti e l’attacco storico alla Costituzione democratica? Come si poteva riconsegnare loro la fiducia, anche se ora si mostravano come “Salvatori della patria”? “Timeo Danaos et dona ferentes”: Temo i Danai anche quando portano i doni … (Virgilio, Eneide, Libro II).

Ma il Professore si è anche costruito con il suo impegno una fama piuttosto accreditata di “salvatore della patria”, lui dice di essere stato unicamente interessato alla divulgazione delle dinamiche economiche responsabili della crisi, ma da molte sue affermazioni, sorgono diversi dubbi sulla sua presunta “generosità disinteressate e salvifica”. Infatti quando afferma, a proposito del ’68 , le sue strane teorie, propone un’analisi politica antistorica e fuorviante, scritta direttamente in neolingua orwelliana, sostenuta altresì anche grazie al contributo di “amici come Fusaro e Barra Caracciolo”.

Alcuni esempi tratti dal blog: Alberto Bagnai, Agosto 2014 - (http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-keynesianesimo-per-le-dame-e.html )“… Con questo assetto istituzionale – e con i fondi del Piano Marshall – l’Italia risalì la graduatoria delle nazioni più evolute a livello mondiale fino al quarto posto; la Lira vinse altresì il primo premio per la valuta più stabile a livello mondiale. Poi arrivò il ’68 e tutto cominciò a rotolare verso il basso; solo il debito internazionale cresceva. Tutto ciò, per dirle che, nonostante una costituzione socialista, l’economia era ai primi livelli mondiali, il proletariato si avviava a divenire piccola borghesia e il benessere era abbastanza ben distribuito su tutte le classi sociali. Dunque, le ragioni del declino furono altre: culturali prima che economiche ...”

“… L'attacco neoclassico scatenato da Milton Friedman nel 1968, al grido di "vietato vietare" (che era lo slogan del sessantottini a Chicago come a Parigi - cosa sulla quale giustamente insiste Diego...), dal punto di vista tecnico consisteva sostanzialmente nell'imporre alla professione (con l'aiuto dell'oscillazione a destra del pendolo della storia) l'idea che il modello EEG fosse corretto anche nel breve periodo ...”

“... ma anche perché qui avete potuto avviare un discorso critico sui fondamenti culturali della crisi che stiamo vivendo, grazie al contributo di amici come Fusaro e Barra Caracciolo, e grazie alla vostra e mia multidisciplinarietà. Questa non è una cosa da trascurare, perché, vedete, ormai lo avete capito: il problema è rovesciare un frame, cosa pressoché impossibile se non se ne individuano e non se ne minano i pilastri ...”

Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano, sarebbe questo:


• Il Sessantotto è stato un fallimento culturale
• Gli ex68 sono i piddini di oggi
• I piddini non vogliono uscire dall'euro
• Allora è meglio andare a destra, votiamo la Lega di Salvini 


Ma affidarsi a Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi direttamente alle destre, responsabili del disastro, non sarebbe l’esito più auspicabile, dunque la montagna ha partorito il topolino, il “profeta” probabilmente ha interessi e ambizioni personali ben precisi.

Intanto il giovane Con/Fusaro fa eco al Professore ad ogni occasione, il ragazzo dagli occhioni azzurri divulga ossessivamente il mantra goofynomista ovunque gli sia possibile, giornali, tv, web:

“… ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano …"

“Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato del mondo ridotto a merce …”

“ … la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).”

Marx rivisitato dal ragazzo dagli occhi azzurri sembra essersi trasformato in Soros. Un Marx così a destra non l'avevo mai visto, ma del resto i “profeti della moneta” sanno benissimo che il dopo euro sarà gestito dalle destre, quindi si stanno opportunamente attrezzando... poteva accadere solo in epoca postmoderna e a contatto con lo striptease narcisistico e castrante del pensiero goofynomista.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.11.2014

Commenti (131)

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    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Carissimo MarioG, d'ora in avanti dovrò darle del Lei, perché Lei mi dà sempre del Lei e dunque io mi sento in colpa a darle del tu, quindi La ringrazio per i suoi commenti sempre briosi e ironici, almeno su questo ci troviamo d'accordo, per il resto abbiamo qualche discrasia di vedute soprattutto intorno al periodo del ventennio,

      ma ora quel tempo è trapassato da parecchio, quindi ci troviamo a dover affrontare la crisi attuale, insieme da cittadini italiani, che combattono di comune accordo per non lasciarsi travolgere da questa moderna dittatura, che stavolta non chiamerò fascismo per farLe piacere.

      Contento?

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Grazie Georgios, sono d'accordo con te, in questi momenti tragici per la storia di un popolo non si può attribuire il consenso ai soliti noti, che si sono districati tra mille tradimenti e ipocrisie,
      come dici tu "in momenti storici come questi non esistono vie di mezzo, non c'è lo spazio per errori tattici o fraintendimenti dovuti a qualche decisione magari sbagliata ma presa in buona fede".

      Per quanto riguarda Fusaro, ti posto un brano tratto da un suo commento a proposito del '68 che chiarisce benissimo il suo pensiero:

      "Il principio dell’odierno capitalismo postborghese è pienamente sessantottesco e, dunque, di sinistra: vietato vietare, godimento illimitato, non esiste l’autorità, ecc. Il capitalismo, infatti, si regge oggi sulla nuda estensione illimitata della merce a ogni sfera simbolica e reale (è questo ciò che pudicamente chiamiamo “globalizzazione”!). "Capitale umano”, debiti e crediti nelle scuole, “azienda Italia”, “investimenti affettivi”, e mille altre espressioni simili rivelano la colonizzazione totale dell’immaginario da parte delle logiche del capitalismo odierno.

      Lo definirei capitalismo edipico: ucciso nel Sessantotto il padre (l’autorità, la legge, la misura, ossia la cultura borghese), domina su tutto il giro d’orizzonte il godimento illimitato. Se Mozart e Goethe erano soggetti borghesi, e Fichte, Hegel e Marx erano addirittura borghesi anticapitalisti,

      oggi abbiamo personaggi capitalisti e non borghesi (Berlusconi) o antiborghesi ultracapitalisti (Vendola, Luxuria, Bersani, ecc): questi ultimi sono i vettori principali della dinamica di espansione capitalistica. La loro lotta contro la cultura borghese è la lotta stessa del capitalismo che deve liberarsi dagli ultimi retaggi etici, religiosi e culturali in grado di frenarlo.

      Diego Fusaro


      Mi sembra che qui Fusaro dimostri molta confusione interpretativa, perché la definizione di classe post-borghese relativamente a personaggi come Berlusconi e Luxuria è quantomeno curiosa.
      Credo che la borghesia abbia semplicemente cambiato pelle, passando da produttiva a speculativa esattamente come il capitale, e questo perché c'è stato il passaggio dalla modernità alla post-modernità. Quindi definire antiborghesi personaggi capitalisti e non borghesi (Berlusconi) o antiborghesi ultracapitalisti (Vendola, Luxuria, Bersani, ecc) consiste veramente in un'operazione di camuffamento delle idee e dei concetti, prodotto non in buona fede, ma volutamente per colpire nel segno ed assecondare un progetto.

      Tonguessy ha fatto un bel commento, ora te lo cerco:

      "Fusaro non ha idea di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale (e viceversa). La definizione di classe post-borghese relativamente a personaggi come B e L non mi trova d'accordo (ma forse si tratta di questioni di lana caprina...). Chi ha saputo cavalcare l'onda speculativa ne ha tratto enormi vantaggi, e non si può dire che non appartenga alla borghesia. Quindi la borghesia non è mai morta, ha semplicemente subito (ma sarebbe più corretto dire pilotato) la transizione da borghesia moderna a borghesia postmoderna. La pletora di simulacri ed eccessi che accompagna questa "nuova" borghesia (edonismo, diritti estetici quindi sessuali etc..) che si sovrappongono ai vecchi valori su cui si poggiava la borghesia moderna è la cifra della postmodernità.Non trovo corrispondente a verità il pensiero secondo cui "la borghesia classica è stata capace di esprimere un pensiero anticapitalista, la neo-classe post-borghese no" proprio perchè deve ancora essere dimostrato che non esiste nesso alcuno tra borghesia e capitale, e che le due entità procedono per proprio conto su separate strade. Storicamente è successo che la paura borghese dell'URSS avesse "consigliato" la borghesia a mitigare lo scontro con il proletariato. E' il vecchio fordismo in chiave sessantottina, se vogliamo. Quello di Fusaro è, ancora una volta, un tipico camouflage postmoderno, quel camaleontismo che permette a filosofi e analisti di pescare nel torbido ricavandoci sempre qualcosa di utile per loro. Nella realtà questo atteggiamento è profondamente reazionario perchè autorizza a pensare, senza prima dimostrare la consistenza dell'assunto che vuole la borghesia lontana e separata dal capitale, che può esistere un movimento antiborghese o non borghese i cui esponenti sarebbero nientepopodimeno che L e B. Antiborghese e ultracapitalista, tipico ossimoro postmoderno. Semplicemente kafkiano.

    1. anonimos 1 novembre 2014

      Ok, passeggiando nel web si evince che è partita la grande offensiva anti-Bagnai, il quale fa evidentemente troppa ombra a chi da almeno vent'anni fa ombra a se stesso.


      Sicuramente è opera di coloro che da tempo ci parlano di rivoluzioni socialiste prossime venture, di internazionalismo proletario, di comunismo rifondato, che non si rifonda mai. Costoro hanno perso qualunque pulsione creativa e riescono a operare solo in modalità distruttiva.

      Io sarei per default neutrale, ma quando invece di argomentare si usano frasi del tipo "Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano...", io non posso che schierarmi non "per" Bagnai, ma "contro" coloro che hanno come unica ragione di vita l'annientamento di qualunque istanza che in modo pragmatico provi a dare soluzioni minime a problemi complessi. Certo che Bagnai non è dotato di ingegno sovrumano, ma è questo il nostro problema? E a me, che cazzo me ne frega!!
    1. Georgios 1 novembre 2014

      Cara Rosanna non so se l'hai fatto con assoluta convinzione (non mi riferisco naturalmente alla tua intelligenza ma alla tua sensibilità verso qualsiasi cosa possa lasciare "una porta aperta" alla causa del popolo), ma con questo articolo hai raccontato una grande verità: in momenti storici come questi non esistono vie di mezzo, non c'è lo spazio per errori tattici o fraintendimenti dovuti a qualche decisione magari sbagliata ma presa in buona fede.

      Le cose sono fin troppo chiare e secondo me in momenti come questi vale solo il "chi non e' con me e' contro di me" solo che a dirlo stavolta e' il popolo. Per cui io credo che sia giusto parlare di gatekeepers. D'altra parte l'esperienza greca mi ha insegnato molto in materia.

      Sul 68 le cose, secondo me, sono un po' più complicate. Intanto le tre frasi finali che riporti (dette da Fusaro), se ci pensi, non e' che siano tanto sbagliate. Sono cose che sosteneva Preve e può darsi che il discepolo le stia riprendendo. Si riferiscono però al tradimento dello spirito sessantottino non al 68 in sé (che in Italia e' stato una cosa molto diversa, andata molto più in là del 68 americano e francese).

      Certo, l'ultimo dibattito-show di Fusaro con la Nappi non direi che mia abbia particolarmente entusiasmato, ma può darsi che Fusaro sia una vittima inconsapevole dell'opportunismo di Bagnai. O può darsi che l'ingenuo sia io. Sei proprio sicura che la "collaborazione" di Fusaro sia del tipo Ferrara, Giordano, Alemanno, Salvini etc che giustamente denunci?

      Va detto però che queste tre frasi non indicano un Marx spostato a destra, anzi. E va detto anche che in questo caos ideologico nel quale si trova la società e particolarmente la cosiddetta sinistra, e' molto difficile sostenere una tesi giusta e non trovarsi automaticamente in minoranza.

    1. MarioG 1 novembre 2014

      Ottima sintesi da perfetto allievo spadiniano

    1. MarioG 1 novembre 2014

      La scuola pre '68 non e' la scuola privata. E' scuola pubblica, anche se a concezione elitaria, senza serie barriere di reddito. La scuola privata e' altra cosa.

      Non so a che scuole faccia riferimento riguardo alle danze e quant'atro. Ovviamente bisogna distinguere per categorie. Sarebbe discutibile che in un Liceo si insegni taglio e cucito. Ma non vedo nulla di male in altre tipologie di scuola. (Non tutti devono diventare dei filosofi; altrimenti Fusaro non mangia).
      Non ho dati di prima mano riguardo agli scambi scolastici come ha lei. La mia esperienza personale e' altra.
      In effetti, e' magra consolazione confrontare la scuola pubblica con quella che puo' essere la scuola pubblica in USA. E poi il ´68 non c'e' stato solo in Italia, ma in USA e in altre parti dell'Europa Occidentale. Quindi il paragone che lei fa non e' dirimente.
      Pero' se si guarda a quelle che sono le nazioni emergenti come la Corea e ai sistemi scolastici, si capisce perche' le produzioni ultratecnologiche vengano da li' mentre qui (ripeto: non solo Italia) si perdono i saperi.
    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Sono d'accordo con te, io infatti non sono eurista, gli euristi sono fascisti, e la sinistra non c'è più, il '68 è morto e sepolto, non per vizi d'origine, ma perché è stato tradito,

      Bagnai è stato grande nell'insegnarci quello che ci ha insegnato, ma poi ci ha tradito anche lui, perché se la sinistra non c'è più però

      C'E' IL POPOLO ITALIANO E C'E' LA COSTITUZIONE ITALIANA

      e quelli non devono essere traditi dando il voto ai soliti noti, traditori fino a ieri, e oggi salvatori della patria ... gattopardismo camaleontico allo stato puro.

    1. saur-one 1 novembre 2014

      Cara Rosanna leggo spesso i tuoi testi sul CDC e li trovo quasi sempre abbastanza condivisibili.
      Stavolta però non ci siamo,l’hai decisamente fatta fuori dal vasino…,non facile per una donna!
      Il tuo post mette in evidenza,se servisse ancora,la differenza che c’è tra la sinistra odierna e i goofynomiani o definiscili come vuoi,anche seguaci di Bagnai va bene.
      Con un fiume di parole (vuote) tu ti spingi a fare una analisi del goofynomismo come streptease narcisistico…ETC......ETC…e fai un clamoroso autogol e ti spiego: è vero,il professore sta facendo lo streaptease.
      Il problema però per te e la tua sinistra è che lo STREAPTEASE viene fatto sui numeri,non quelli del circo o quelli della retorica ma sui NUMERI NATURALI 1,2,3,4,5,……della prima elementare…..!
      Vedi gentilissima il GRANDE MERITO di Bagnai è quello di aver tolto il velo sui numeri della disfatta EURISTA,per capirci:non c’è nemmeno bisogno di aver letto Marx,scomodare Orwell,sapere la storia di Ferrara di cui personalmente me ne batto il belino o cosa è stato il 68.
      Per sapere dove stanno i fascisti OGGI ci bastano i numeri,certo devi capirli,studiarli,ma credi basta un po’ di impegno e aver fatto un percorso scolastico minimo chè sono talmente evidenti che solo chi non vuol vedere non vede.
      Mi dispiace non c’è più bisogno che ce lo insegni tu con mille parole e numeri da circo della retorica dove sono e chi sono FASCISTI….lo sappiamo grazie a Bagnai che ce lo ha fatto vedere coi “numeri naturali”:sono tutti a sinistra.
      Riassunto finale,perché mi sono rotto:CHI E’ EURISTA E’ FASCISTA.

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      La classe dirigente italiana è una delle migliori e meglio preparate al mondo, lascialo dire a me che lo vedo tutti i giorni a scuola nel confronto con le scuole in giro per il mondo:

      quando i nostri ragazzi compiono periodi di studio all'estero, si distinguono per essere i migliori del corso, testimoniato dalle pagelle e dalle relazioni dei docenti stranieri, quando gli stranieri vengono da noi il confronto è deprimente. Pensa che c'è stata un'insegnate francese che ci ha chiesto? ma i vostri alunni quando sono interrogati rispondono? perché i nostri no ...

      oppure i nostri ragazzi che svolgono periodi di studio all'estero ci raccontano di scuole magari superattrezzate dal punto di vista tecnologico, ma che svolgono programmi assolutamente elementari rispetto ai nostri, oppure di rilevanza tematica di basso profilo, quali: fotografia, ballo latino americano, la vita dei lamantini nell'oceano Pacifico ...

      Gli ingegneri, architetti, laureati che escono dalle nostre università sono i più preparati, apprezzati da tutti

      Naturalmente le tv, le statistiche Ocse ti raccontano il contrario, è un po' la stessa cosa del debito pubblico, ti dicono che la nostra scuola è la peggiore ecc.. ecc..

      Secondo te per quale motivo? La risposta è dentro di te ed è quella giusta ...

      PER PRIVATIZZARE LA SCUOLA, così come succede in Usa, e nel mondo anglosassone, dove c'è una scuola di élite per i ricchi ed una scuola scassata per i poveri.

      Hai capito adesso il valore del '68?

      Il DIRITTO ALLO STUDIO DEVE ESSERE GARANTITO PER TUTTI

      ma qesti diritti oggi stanno per essere demoliti definitivamente dal neoliberismo galoppante, sostenuto proprio da quelli che si dicono portatori di verità.

    1. MarioG 1 novembre 2014

      A parte le enunciazioni di principio spesso inoppugnabili in quanto tali, anche se non sempre pertinenti, bisogna considerare il raccolto finale. Le classi dirigenti (non dico a livello politico, ma soprattutto tecnico amministrativo) della scuola dopo il '68 sono entrate in servizio attorno agli anni '80-90. Si confrontino le competenze di tali classi con quelle precedenti, che avevano gestito il periodo del boom economico. E in avanti fino ad oggi, si valuti l'effettivo successo della scuola nel suo obiettivo primario, che non e' quello dell'assistente sociale, ma dell'istruttore sociale. Nel tirare le somme, non conta il numero di pezzi di carta, ma il numero di individui che ha acquisito un sapere utile a occupare un posto in societa', o, viceversa il numero di individui inoccupabili.

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Cazzo, un'accozzaglia di significati:

      lo sproloquio c'è sono d'accordo,

      la gerontocrazia volendo anche,

      la misandria non mi sembra, non mi piacciono le donne, ma gli uomini sì,

      ma la peifobia non so cosa sia ...



    1. dancingjulien 1 novembre 2014

      Pensa un pò che pubblicano anche i tuoi commenti

    1. cipperimerlo 1 novembre 2014

      Ancora a pubblicare gli sproloqui di questa gerontocrate misandrica e peifoba?

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Insomma MarioG non ce la fai a darmi del tu ... pazienza

      Comunque il discorso è piuttosto complesso, diciamo che cercherò di sintetizzarlo, premesso che la scuola deve ACCOGLIERE, non ESCLUDERE, il compito della scuola dovrebbe essere quello di "recuperare" i possibili abbandoni scolastici, i possibili insuccessi, e quando boccia lo deve fare con le dovute giustificazioni. Il motto della scuola dovrebbe essere "Non uno di meno !!".

      I figli di contadini e operai nel '68 erano assolutamente diversi da quelli di oggi, quindi molto meno evoluti, non parlavano l'italiano, ma solo il dialetto e la scuola li bocciava.

      Quando la scuola boccia deve tener conto di molti fattori :
      1) la provenienza sociale del ragazzo, la sofferenza di emarginazione sociale, il contesto magari degradato socialmente, privo di strumenti per capire, per intervenire a suo vantaggio. Se il contesto sociale non ha l'opportunità di comprendere le esigenze del ragazzo, la scuola deve intervenire a suo vantaggio, per esempio può essere una violenza (psicologica e non) che il ragazzo subisce in un certo contesto. Anche la difficoltà economica incide negativamente.
      2) la difficoltà psicologica del ragazzo, che magari lo costringe a soffrire in un determinato contesto familiare (figlio di genitori separati che si fanno la guerra tra di loro), o che subisce violenza anche da parte di un genitore (purtroppo succede anche questo). Prima del '68 la scuola non si interessava di tutto ciò.
      3) la scuola non deve solo rimpinzare i ragazzi di informazioni e nozioni, ma deve soprattutto "formare" le personalità, "educare" i giovani ad essere i futuri cittadini italiani, quindi deve aiutarli a crescere nel migliore dei modi, formando la loro coscienza di cittadini di una Nazione libera, indipendente e democratica. Vedi che il processo culturale del '68 si è interrotto ad un certo punto ed ora noi stiamo regredendo, proprio perché sono venuti meno quei valori per l'avvento del postmoderno e per il tradimento di tizi come quelli nominati precedentemente.


      Tutte queste sono conquiste del '68, poi però purtroppo sono state interrotte e tradite lungo il percorso, anche da coloro che spacciano lucciole per lanterne e falsificano la storia.

    1. MarioG 1 novembre 2014

      Francamente la sua mi sembra una caricatura piuttosto rozza.


      E' ineludibile che la provenienza familiare influenza il rendimento scolastico. Lei pero' va molto oltre: "bocciavano senza alcuna giustificazione di ordine sociologico, psicologico, educativo". Per inciso, la giustificazione di una bocciatura deve essere di ordine educativo, non psicologico ne' sociologico. Ma si deve decidere: bocciavano perche' non sapevano l'italiano o senza alcuna giustificazione?

    1. A 1 novembre 2014

      è un video documentario

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      Allora ti consiglio la lettura di un libro straordinario"Lettera a una professoressa" di Don Milani,

      che contestava "la scuola classista" del "prima '68", perché era una scuola che

      BOCCIAVA I FIGLI DEI CONTADINI E DEGLI OPERAI semplicemente perché non sapevano l'italiano, dato che provenivano da ambienti familiari poco colti,

      una scuola che IMPEDIVA ALLE FAMIGLIE di partecipare alla vita della scuola, di assistere ai consigli di classe, di tutelare condizioni familiari e problematiche salutari difficili,

      una scuola insomma ipocrita che faceva una netta distinzione tra i figli della classe borghese agiata, sempre tutti promossi, e quelli delle classi meno abbienti, sempre spesso bocciati,

      Questa era la scuola contro la quale si è battuto il '68, quando gli insegnanti bocciavano SENZA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE di ordine sociologico, psicologico, educativo.

    1. Rosanna 1 novembre 2014

    1. MarioG 1 novembre 2014

      Non ne ho esperienza diretta. Pero' implicitamente conferma quello che dicevo. Che razza di lotta e' quella contro "l'ipocrisia del potere"? o contro il "perbenismo" borghese? E' la sinistra del costume di cui parla il Fusaro. Poi parlare di scuola classista dei ricchi aveva un senso forse negli USA. Piu' che altro si dedicavano alla missione dei "piedi sul banco" di cui parlava la Nappi. Dunque hanno vinto a mani basse, ha di che rallegrarsi.

    1. Rosanna 1 novembre 2014

      halnessuno, non ho detto assolutamente che Bagnai o Borghi e altri siano "al soldo dei poteri forti", ma le cose sono un po' più sottili, come ho detto nell'articolo i"profeti della moneta" sono intervenuti a tempo e debito (se lo facevano prima era meglio) per illuminare le menti degli italiani sulle verità economiche della crisi taciute dal sistema, il merito gli va riconosciuto e io l'ho fatto,

      ma questa operazione di disvelamento delle ipocrisie, che oggi molti esperti anche in altri ambiti stanno facendo (avvocati, giuristi, storici ...), poi i profeti della moneta, l'hanno governata a loro uso e consumo, pilotando i consensi verso un partito che è implicato quanto gli altri nelle responsabilità storiche del massacro sociale, proprio perché essi, da esperti, sanno bene che il Dopo/euro sarà governato dalle destre, inevitabilmente, attraverso un'operazione che definirla astutamente gattopardesca sarebbe poco.

      Sono d'accordo con te che il referendum proposto da Grillo è una buffonata, ma il movimento ha anche proposto una legge parlamentare per uscire dall'euro e questa non è una buffonata, ma comunque Grillo sta facendo la stessa operazione di Bagnai e Borghi, hanno preso tempo perché sanno che il sistema imploderà da solo (questo Bagnai se lo aspettava anche nel 2012),

      ma se per Grillo può aver avuto un senso tale comportamento, perché due anni fa gli italiani non erano politicamente pronti, ora lo sono molto di più, quindi il messaggio ha un impatto politico del tutto diverso, per loro non ha lo stesso significato. E' la NECESSITA' che guida la storia, insieme all'INTERESSE.

      1) Necessità per Bagnai e Borghi di entrare tardi nell'arena, accusare i 5* di immobilismo, pilotare i voti vero la Lega perché avranno un riscontro nel dopo/euro
      2) Necessità per Grillo di prendere tempo, annunciare il referendum, attendere il momento opportuno per poi agire.

      Ma la proposta di Grillo è assolutamente nuova e propone una Democrazia Diretta e non più rappresentativa, invece la proposta di Bagnai propone la solita zuppa cotta e ricotta ed ormai diventatata non solom indigesta, ma anche mortale per la democrazia (che volendo è già in agonia).

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