IL GIORNALE: QUELLA SOVRANITA’ DELLA MONETA IN MANI PRIVATE

IL GIORNALE: QUELLA SOVRANITA’ DELLA MONETA IN MANI PRIVATE

FONTE: IL GIORNALE.IT

Oggi il Giornale ha pubblicato un pezzo autodefinito “Provocazione”, in cui ribadisce che la moneta dev’essere del popolo e non di una cricca di privati. Il Giornale di Berlusconi, sembra disposto in questa lotta all’ultimo sangue, a fare scoppiare il bubbone, con un articolo che mai e poi mai i suoi detrattori, in particolare il braccio armato Repubblica e i suoi finanzieri proglobalizzazione, avrebbero mai scritto. Da far riflettere su chi sta attaccando il Premier da oltre un anno, e sugli eventuali perché. O sul tipo di conflitto intestino che sta vivendo il nostro governo… Un intestino che puzza di interferenze straniere...

Nicoletta Forcheri (mercatoliberonews.blogspot.com)

Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere?

Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà.C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro.

Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.


Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.



Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.


Fonte: www.ilgiornale.it

Link: http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1

11.12.2009

Commenti (154)

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    1. mikaela 12 dicembre 2009

      Grazie del link.

    1. Aldebaran 12 dicembre 2009

      verissimo purtroppo...

    1. maristaurru 12 dicembre 2009

      (IRIS) - ROMA, 10 DIC - "La decisione del Governo di utilizzare oltre 3 miliardi di euro provenienti dagli accantonamenti del Tfr dei lavoratori a copertura di un terzo dell’intera Finanziaria è un furto annunciato", afferma Pierpaolo Leonardi, Cordinatore nazionale RdB.

      "Già dalla decisione di trasferire il Tfr dalle aziende ai fondi pensione e all’Inps - spiega Leonardi - era chiaro che il risparmio affidato ai fondi pensione sarebbe diventato carta straccia, e quello all’Inps sarebbe stato utilizzato dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori".

      "Dunque, non ci stupisce tanto questo - prosegue Leonardi - quanto il fatto che Cgil, Cisl, Uil, Ugl, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e lo smantellamanto di fatto dell’istituto del Tfr, oggi si stupiscano dell’uso che il Governo ne intende fare ".

      "Non solo RdB diffida il governo dall’utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile - conclude il Coordinatore RdB l’introduzione di una norma che almeno consenta od ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi".

      Io non faccio disinformazione, e non so se la fai tu o sei solo ignorante ed arrogante. Ti ho riportato sopra uno scritto di Leonardi Coordinatore di Rdb che ha la onestà intellettuale che a molti di voi manca: non era d'accordo con il duo lescano Padoa Schioppa e Prodi, come non lo è con questo governo sul TFR, e io So che il TFR era condannato dal 1993 circa...
      non fare il sapiente con me, che non attacca, informati , leggi, capisci .. sarebbe ora!!

    1. nautilus55 12 dicembre 2009

      E come mai, tu che sai tutto d'economia, sui mercati internazionali vengono svenduti proprio i bond greci e italiani? Signor "tuttosò", a parte falsificare i dati (è il 117,5%, il nostro rapporto debito/PIL) credi che sia l'unico parametro economico?

    1. nautilus55 12 dicembre 2009

      Smettila di fare disinformazione, maristaurru: studia un po' d'economia!

    1. nautilus55 12 dicembre 2009

      Sante parole, materialeresistente, ma qui di cervello ne è rimasto poco...Ciao

    1. Borokrom 12 dicembre 2009

      Siccome a molti ho visto che interessa:


      IL BILANCIO DI PREVISIONE 2010 DELLO STATO E' DI 792MILIARDI DI EURO

      DI QUESTI BEN 338 VANNO A TAMPONARE IL RIMBORSO E GLI INTERESSI DEL DEBITO PUBBLICO.

      GROSSE PERCENTUALI VANNO ALLA GESTIONE PERIFERICA (REGIONI, COMUNI, ENTI VARI).

      LO STATO CENTRALE SI TIENE CIRCA IL 23% CHE SONO CIRCA 180 MILIARDI.

      SE DA QUESTI SI TOLGONO GLI STIPENDI RESTANO CIRCA 90 MILIARDI PER FINANZIARE COSUCCE COME ISTRUZIONE, ORDINE PUBBLICO, PREVIDENZA, RICERCA ETC...


      Quindi dai 792.000.000.000 di entrate rimangono allo stato 90.000.000.000...

    1. rosacroce 12 dicembre 2009

      PERFETTAMENTE D'ACCORDO .QUESTO è IMPORTANTE:
      PRIMO
      FAR FUORI DRAGHI E LE BANCHE .

    1. rosacroce 12 dicembre 2009

      SENTI CARINO TU E QUELLI COME TE CHE SPACCIANO STE IDEE DA FESSI è ORA CHE VI TOGLIATE DI MEZZO ,. DATO CHE CON LA GRAVITà DELLA SITUAZIONE ATTUALE IO ,,,,,,,,,,,,,,,,,, WE LA GENTE SERIA NON ABBIAMO TEMPO DA PERDERE CON LE CHIACCHERE EBETI DI TE E DEI TUOI AMICI DEFICIENTI

    1. rosacroce 12 dicembre 2009

      quello che dici tu è un miraGGIO ,STRANO PARLI COME LINO ROSSI SARAI MICA LUI CON ALTRO NOME?

    1. marcop 12 dicembre 2009

      Questo articolo de Il Giornale è una pietra miliare nel panorama del giornalismo italiano e mondiale. Un arma potentissima per chiunque si voglia attivare, da acquistare nella versione cartacea e da tenere sempre a portata di mano. Il Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi firmando l'articolo prima a nome Ida magli e poi a nome della redazione ove non lo smentisse, certifica la realtà TOTALMENTE ED ASSOLUTAMENTE CRIMINALE E FRAUDOLENTA OLTRECHE' GRAVISSIMA del debito pubblico e a maggior ragione proveniendo da un mainstream fortemente legato al primo ministro del Governo Italiano che conosce necessariamente benissimo e nei dettagli il sistema del debito pubblico e della gestione monetaria. Mettendo nero su bianco su un documento diffuso in tutta Italia che spiega riguardo il gravissimo meccanismo di gestione monetaria compie un atto ufficiale da cui dovrà difendersi tutta la dirigenza Italiana che include Governi, Polizia, Carabinieri, Magistratura, Informazione, etc. che fino ad ora hanno avuto tutti sulla questione un comportamento assolutamente omertoso, deviante e occultatorio gia dai tempi delle denunce pubbilche del Grandissimo ed unico Professor Auriti.

    1. Altrove 12 dicembre 2009

      Io pensavo che l'articolo individuasse un punto di discussione ben preciso:
      "come mai il giornale pubblica un articolo del genere in questo momento?".
      Se stiamo a discutere se è vero o no, si fa notte. Un giornale di un certo "prestigio" e con una tiratura nazionale pubblica una potenziale accusa verso lo stato italiano e delle banche... la domanda da porsi, secondo me, non è se sia vero, ma perchè... Improvvisamente siamo diventati tutti esperti dell' economia, mancati broker miliardari per pigrizia. Da quello che ho studiato la questione è molto più complessa di come può apparire. Incappi in una serie infinita di documenti contrastanti dai quali è difficile farsi un' opinione e capire cosa è realtà e cosa è finzione. Credo però che vero o falso nel mondo moderno non siglifichi proprio nulla... meglio affidarsi all' intuito. Saluti a tutti

    1. kermitilrospo 12 dicembre 2009

      complimenti....
      (non scherzo) ;)

    1. kermitilrospo 12 dicembre 2009

      si vede che staranno già facendo campagna elettorale!

    1. kermitilrospo 12 dicembre 2009

      ...cancellato dai mass media (soprattutto di centro sx)

    1. kermitilrospo 12 dicembre 2009

      quasi quasi quoto

    1. kermitilrospo 12 dicembre 2009

      perchè no? magari ci va qualcuno! ;)

    1. kermitilrospo 12 dicembre 2009

      eccheccazzo, con quello 0,01 mi pagherei il mutuo e magari mi faccio la bici nuova.... lo voglio anch'io!!

    1. hammurabi 12 dicembre 2009

      Vorrei dire una cosa sulla quale forse l'articolista non ha riflettuto abbastanza: Mediolanum.

    1. marcop 12 dicembre 2009

      con chi?

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