IL GIORNALE: QUELLA SOVRANITA’ DELLA MONETA IN MANI PRIVATE

IL GIORNALE: QUELLA SOVRANITA’ DELLA MONETA IN MANI PRIVATE

FONTE: IL GIORNALE.IT

Oggi il Giornale ha pubblicato un pezzo autodefinito “Provocazione”, in cui ribadisce che la moneta dev’essere del popolo e non di una cricca di privati. Il Giornale di Berlusconi, sembra disposto in questa lotta all’ultimo sangue, a fare scoppiare il bubbone, con un articolo che mai e poi mai i suoi detrattori, in particolare il braccio armato Repubblica e i suoi finanzieri proglobalizzazione, avrebbero mai scritto. Da far riflettere su chi sta attaccando il Premier da oltre un anno, e sugli eventuali perché. O sul tipo di conflitto intestino che sta vivendo il nostro governo… Un intestino che puzza di interferenze straniere...

Nicoletta Forcheri (mercatoliberonews.blogspot.com)

Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere?

Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà.C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera. La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro.

Ha cominciato la Federal Reserve (che si chiama così ma che non ha nulla di «federale»), banca centrale americana, i cui azionisti sono alcune delle più famose banche del mondo quali la Rothschild Bank di Londra, la Warburg Bank di Berlino, la Goldman Sachs di New York e poche altre. Queste a loro volta sono anche azioniste di molte delle Banche centrali degli Stati europei e queste infine, con il sistema delle scatole cinesi, sono proprietarie della Banca centrale europea. Insomma il patrimonio finanziario del mondo è nelle mani di pochissimi privati ai quali è stato conferito per legge un potere sovranazionale, cosa di per sé illegittima negli Stati democratici ove la Costituzione afferma, come in quella italiana, che la sovranità appartiene al popolo.


Niente è segreto di quanto detto finora, anzi: è sufficiente cercare le voci adatte in internet per ottenere senza difficoltà le informazioni fondamentali sulla fabbricazione bancaria delle monete, sul cosiddetto «signoraggio», ossia sull’interesse che gli Stati pagano per avere «in prestito» dalle banche il denaro che adoperiamo e sulla sua assurda conseguenza: l’accumulo sempre crescente del debito pubblico dei singoli Stati. Anche la bibliografia è abbastanza nutrita e sono facilmente reperibili sia le traduzioni in italiano che i volumi specialistici di nostri autori. Tuttavia queste informazioni non circolano e sembra quasi che si sia formata, senza uno specifico divieto, una specie di congiura del silenzio. È vero che le decisioni dei banchieri hanno per statuto diritto alla segretezza; ma sappiamo bene quale forza pubblicitaria di diffusione la segretezza aggiunga alle notizie. Probabilmente si tratta del timore per le terribili rappresaglie cui sono andati incontro in America quegli eroici politici che hanno tentato di far saltare l’accordo con le banche e di cui si parla come dei «caduti» per la moneta. Abraham Lincoln, John F. Kennedy, Robert Kennedy sono stati uccisi, infatti (questo collegamento causale naturalmente è senza prove) subito dopo aver firmato la legge che autorizzava lo Stato a produrre il dollaro in proprio.



Oggi, però, è indispensabile che i popoli guardino con determinazione e consapevolezza alla realtà del debito pubblico nelle sue vere cause in modo da indurre i governanti a riappropriarsi della sovranità monetaria prima che esso diventi inestinguibile. È questo il momento. Proprio perché i banchieri ci avvertono che il debito pubblico è troppo alto e deve rientrare, ma non è possibile farlo senza aumentare ancora le tasse oppure eliminare alcune delle più preziose garanzie sociali; proprio perché le banche hanno ricominciato a fallire (anche se in realtà non avevano affatto smesso) e ci portano al disastro; proprio perché è evidente che il sistema, così dichiaratamente patologico, è giunto alle sue estreme conseguenze, dobbiamo mettervi fine. In Italia non sarà difficile convincerne i governanti, visto che più volte è apparso chiaramente che la loro insofferenza per la situazione è quasi pari alla nostra.


Fonte: www.ilgiornale.it

Link: http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1

11.12.2009

Commenti (154)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. lino-rossi 14 dicembre 2009

      contro i dogmi non c'è niente da fare. bisogna aspettare che prendano il sopravvento nuove generazioni non infette.

    1. Aldebaran 13 dicembre 2009

      E' vero, hai ragione. Ma ripeto, il problema non è nell'emissione dei Titoli di Stato e neanche nel debito pubblico che, se gestito dallo stato con senso di responsabilità e per il bene dei cittadini rimarrebbe, come è stato nel passato anche in Italia, in quantità accettabili. I titoli di Stato sono uno strumento indispensabile e non rinunciabile per come è strutturata l'economia moderna (cioé quella degli ultimi duecento anni), il problema è un altro, CHI GESTISCE LA MONETA, su questo sono completamente daccordo con te e altri. Ma non credi che cambierebbe poco o niente se a gestire la moneta invece che questi banchieri rapaci fosse lo stato italiano (cioé la politica italiana). Anzi, forse sarebbe peggio. Il problema è che sono favorevolissimo a che lo stato si riappropri della gestione della leva monetaria e che si rinneghi lo stramaledetto euro e la suicida politica finanziaria di Maastricht-Bruxelles, ma non in questo momento perché, vedendo come è ridotta la politica italiana e la cosa pubblica italiana, questo significherebbe per l'Italia un destino mooooooooooooolto peggiore dell'Argentina. State attenti e valutate bene tutti gli aspetti...
      Io penserei per il momento, in attesa di tempi migliori, a soluzioni d'emergenza quali la creazione di monete locali, alternative all'euro, per transazioni economiche e finanziarie magari non di carattere nazionale o internazionale, ma limitate ad ambiti locali o regionali.
      In questo modo si potrebbe mantenere l'euro per le grandi operazioni di carattere nazionale e internazionale, creando così un doppio binario valutario euro-monete locali.
      In questo modo si "sgancierebbero" i problemi economici quotidiani delle persone comuni come noi dal grande carrozzone di Bruxelles; in questo modo si avrebbe una notevole mitigazione, a mio giudizio, dei problemi che ha creato l'euro e il sistema finanziario dell'Europa Unita.
      Tutto questo ovviamente in attesa che si creino le condizioni per cui si possa fare in Italia il cambiamento radicale che ho indicato sopra.

    1. marcello1950 13 dicembre 2009

      E' facile fare un articolo

      -
      CHE BERLUSCONI LO PONGA ALL'ORDINE DEL GIORNO del CdM COME STRUMENTO NECESSARIO PER SUPERARE LA CRISI SITEMICA: fare l'articolo sul Giornale è facile significa che rietra tra nella battaglia in corso, tra le bande nazionali ed internaizonali

      PERSONALMENTE continuo a sperare CHE Berlusconi NON SIA APPIATTITO SU TREMONTI CHE CONSIDERO il peggior nemico delle piccole imprese e dell'economia Italiana MA LO SOSTIENE E LO PROTEGGE DAGLI ATTACCHI DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA (un tremonti che poi viene difeso dai Bersani e dagli Letta della sinistra ed è l'assurdo, ma viviamo in italia)
      -

      FINCHE NON VEDO I FATTI NON CREDO, DI BUONI PROPOSITI SON PIENE LE FOSSE ed i morti saranno i poveri imprenditori italiani falliti, e noi finiti tutti in mani cinesi.
    1. maristaurru 13 dicembre 2009

      prima di fare il saccente e l'arrogante: tu hai visto le 2.550 tonnellate di oro?
      Non è ininfluente il fatto che l'oro del Paese ITALIA sia passato nelle mani dei BANCHIERI PRIVATI, stupidaggini non sono, a qualcuno piace farlo credere e qualcun altro vuole crederlo forse per pigrizia mentale o per tifo e paRTIGIANRIA DA PIRLA. La Banca centrale ? che intendi tu per banca centrale ? Forse la Banca d'Italia? Ma che essa si differenzi dalle banche che ne hanno la proprietà è una finzione a me pare.

      Quindi vediamo SERIAMENTE quanto si prendono le Banche A VARIO TITOLO della ricchezza del Paese, non solo stampando carta, ma anche facendoci pagare il danaro o per esempio i così detti servizi bancari, capitalizzando le spese, facendo in modo che le loro aziende commerciali ( altro le Banche non sono), oltre ad usare come materia prima danaro per lo più non loro, possano usufruire , per noti ed evidenti motivi, di una legislazione e di condizioni di favore che se altre ditte commerciali potessero usufruirne, stai sicuro che, non avendo giocato a zecchinetta con i soldi degli utenti, starebbero ricchi, e non chiuderebbero.

      Stanno rovinando un Paese ed ancora le pecore del Paese stanno lì a difendere i vari santini rossi, bianchi o neri, roba da scemi!

    1. ericvonmaan 13 dicembre 2009

      Puoi trovare risposte esurienti alle tue domande su Internet (ad esempio cos'è la "moneta a credito"). L'emissione di titoli di stato a copertura dell'emissione di valuta NON ci risparmia dall'inflazione, anzi (si è ben visto), è solo il giochetto con il quale i famosi padroni delle Banche Centrali si appropriano di denaro VERO ripagandolo con biglietti freschi di stampa (senza nessuna copertura, oltretutto, ma non è questo il problema)
      Chi controllerebbe una Istituzione Statale? Come la Polizia? I Carabinieri? La Magistratura? Un qualsiasi Ministero? Allora dimmi chi controlla una istituzione PRIVATA, SEGRETA, SOVRANAZIONALE e al di sopra di qualsiasi legge e parlamento?

    1. amensa 13 dicembre 2009

      hai perfettamente ragione a menzionare le responsabilità dei banchieri , ma diamo pane al pane.
      una responsabilità è PROPORRE un sistema
      altra responsabilità è ACCETTARE un sistema.
      che poi ad accettarlo siano politici corrotti, la responsabilità di averli eletti ricade sempre e comunque su chi li elegge.
      altrimenti , di nuovo, si fa di ogni erba un fascio, e non si viene mai a capo di nulla.

    1. amensa 13 dicembre 2009

      se prima di scrivere cercassi le informazioni, scopriresti che la banca d'italia ha in riserva circa 2500 tonnellate d'oro.
      ma questo , oggi, è completamente ininfluente, come ininfluente è il "chi è" il proprietario del denaro.
      l'unica cosa influente è invece "quanto si fa pagare per gestire e far circolare il denaro" la banca centrale.
      oltre al "costo" del denaro, infatti, quel parametro influisce su quanto lo stato deve pagare di interessi sul suo enorme debito (pubblico).
      questa e non altre stupidaggini, è la cosa importante, di cui eventualmente chiedere ragione. Ma di cui nessuno parla.
      il resto sono solo stronzate ( scusa il termine)

    1. marcop 13 dicembre 2009

      .... Ma vi rendete conto?
      Forse qualcuno penserà che non c'entra niente, ... ma,
      è la quarta volta che mi rileggo l'articolo a questo link:
      http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1065&Itemid=68

      e più lo leggo e più lo trovo grave e perfettamente allineato agli obiettivi che le elites stanno raggiungendo anche grazie alla gestione totale della moneta...

      Chi non si attiva o fa parte delle elites, ma credo siano pochi o ormai è andato! Vittima gia di tutti i meccanismi operativi per renderci tutti sempre + schiavi.

    1. Aldebaran 13 dicembre 2009

      Come con chi? Con chi ha comprato i titoli del debito pubblico cinesi, come in tutti gli stati del mondo.

    1. maristaurru 13 dicembre 2009

      dimentichiamo sempre che si stampa carta senza corrispondenza di riserva aurea, e che quella che era in banca d'Italia, o che comunque avrebbe dovuto esserci e che era "oro del popolo italiano" o quanto ne era (forse) rimasto, con la scellerata privatizzazione, a quanto pare .. è stato REGALATO alle banche.. ora dove è? Dove sia in realtà nessun lo sa...

      Crimini , niente altro che crimini a mio modo di vedere. Nessuno sembra volersene occupare seriamente.. forse ci sono poteri che fanno paura, quindi intoccabili , e falsi pericoli inventati ad hoc per fare felice e tenere occupato il popolo bue? Ve lo siete mai chiesto?

    1. Erwin 13 dicembre 2009

      Di nulla.____Servisse a far ragionare deficienti come certi qui dentro!______Ma credo abbiano le valenze sature.

    1. TizianoS 13 dicembre 2009

      Falsificare i dati è una parola grossa, assolutamente fuori luogo: i dati che ho riportato (il nostro e altri rapporti debito/PIL) li ho presi da Internet, e sono riferiti al 30 giugno 2009, può darsi che nel frattempo siano cambiati, ma in ogni caso la sostanza del discorso non cambia.

      Io ho scritto che l'Italia non è il paese messo peggio, quindi è implicito il concetto di una posizione non brillantissima, comunque credo che i bonds greci siano trattati peggio di quelli italiani.

      Qualificarmi "tuttosò" e uno che sa tutto di economia credo sia un attacco gratuito, comunque mi scuso se a volte appaio troppo schematico; inoltre non ho mai detto che il rapporto debito/PIL sia l'unico parametro economico, ma è certamente uno dei più popolari.

      Spero di aver chiarito tutte le tue preoccupazioni. Ti invito a scrivere piuttosto commenti organici ed equilibrati, senza cadere nell'attacco personale.

    1. Borokrom 12 dicembre 2009

      Quello che dice Amensa è tecnicamente ineccepibile, nel senso che le cose sono andate così.
      E ci sono groooosssi rischi, quando questa storia delle iniezioni di liquidità e di assorbimento di debiti da parte degli stati verrà al pettine.



      Forse la discussione a questo punto è un altra, chiarito il fatto che non si può andare tutti in Ferrari.

      A questo punto allora val la pena di rimettere in discussione il sistema stesso, altrimenti rischiamo di perdere di vista il fatto che si, in effetti siamo in queste condizioni per via delle scelleratezze dei politici del passato...

      Siamo in queste condizioni perchè guadagnamo 1 e spendiamo 2, tendenza forte tra gli anglosassaoni, meno da noi...

      Siamo in queste condizioni perchè abbiamo voluto dei lettori DVD a 15euro, e non si capisce come facciano anche a portarceli in Italia per 15ero.


      Però c'è da dire anche che questo sistema lo hanno voluto, in questo sistema ci hanno messo, dentro, e ora fino al collo.



      Perchè se questo sistema non andava bene ai vari Rothshild e Co (generalizzo ma ci capiamo), allora non avrebbero messo gli stati in mano alle banche.

      Le banche centrali sarebbero rimaste degli stati nazionali.

      I debiti di stato non sarebbero esistiti, in quanto cari miei, come diceva Ezra Pound:

      Uno stato che non ha soldi per fare una strada è come un ingegnere che dice che per fare quella stessa strada non ha abbastanza chilometri a disposizione.


      Quindi alla fine della fiera sarà pure che il signoraggio è una cazzata confronto ai danni che questo sistema è stato in grado di autoinfliggere a se stesso e alla gente, ma è questo sistema che ci hanno imposto e che ci sta strangolando.

      Il signoraggio alla fine è come lamentarsi del coperto in un ristorante che ci propina un conto da 200euro a testa.

      Ma se in questo ristorante mi ci hai portato tu (governo demoplutocratico) e io non ci volevo entrare, allora posso incazzarmi, spaccarti una bottiglia nella testa e lasciarti a pagare il conto.
      Poi se scopro che oltretutto mi ci hai portato perchè eri in combutta col ristoratore (le banche) allora mi autorizzi anche ad impiccarti e bruciare pure il ristorante con il ristoratore dentro.

    1. marcop 12 dicembre 2009

      Travajo e anozero = miseria e tradimento

    1. marcop 12 dicembre 2009

      ... mamma mia che fatica... per fare uno + uno non serve un trattato e per decifrare quello che scrivi non basta un buon software ne un buon analista. Ti hanno mai detto che rubare non crea ricchezza, ma la sposta! La ricchezza non la produce il denaro, la produce il lavoro, ma la produce anche l'energia che spesso è addirittura gratis, il nostro pianeta e tutto cio che ci circonda è ricchezza, uomini inclusi. Ma il furto e la stupidità la annullano. Stampare denaro e metterlo a debito oltre che truffa è furto ed oltre che furto è uno stupido crimine contro l'umanità e le ricchezze che ci pervadono. Non ti allambiccare troppo con calcoli astrusi dai a Cesare quello che è di Cesare.

    1. amensa 12 dicembre 2009

      la domanda posta da alcuni lettori, e cioè "perchè ora e solo ora, si parla del debito pubblico, addossandone inoltre laresponsabilità alle banche" è pertinente, anzi veramente molto azzeccata.

      posto come ho scritto sopra che la responsabilità del debito pubblico è innanzitutto dei politici, che per mantenere il consenso hanno speso molto più di quanto incassassero con le tasse, ma anche di chi, senza interessarsi, senza ascoltare chi metteva in guardia hanno continuato imperterriti a votarli, resta la domanda del perchè di questa operazione.

      il fatto che si additi falsamente il sistema bancario, capeggiato oltretutto da una istituzione sovranazionale, a mio avviso ha solo un significato:
      gli attuali governanti NON vogliono assumersi le loro responsabilità di fronte a ciò che hanno fatto, e soprattutto a ciò che NON hanno fatto.
      quanti soldi sono stati buttati per l'Alitalia ?
      quanti in quel progetto assurdo del ponte sullo stretto ?
      perchè togliere l'ICI, unica tassa veramente facile da verificare ?
      perchè premiare con lo scudo fiscale, ad un costo ridicolo (vedi gli altri paesi che per regolarizzare il reato chiedono l'intero dovuto, più la nominatività per impedire il reiterare del reato ) chi ha rubato, si perchè evadere le tasse è rubare al popolo, e malversato ?

      quando andassero in tv, e avverrà presto, a chiedere sacrifici, dovranno esser sicuri che tutti, o almeno la maggior parte dei cittadini, non reputi LORO i veri responsabili di questo nostro disastro, ma abbiano un capro espiatorio alternativo, già bello e pronto.

    1. amensa 12 dicembre 2009

      Cari lettori
      Quanto sto per scrivere non richiede conoscenze specifiche di economia, basta sapersi guardare attorno, un po’ di buon senso, e una testa che non serva solo a portare in giro un cappello. E un po’ di pazienza di attenzione.
      Ho letto un articolo, preso dal più becero complottismo, in cui si additano le banche e il sistema bancario, come responsabili dei nostri mali, presenti e futuri.
      Ho cercato di rispondere, ma mi sono accorto che il discorso deve essere un po’ più ampio, che le responsabilità delle banche non sono quelle additate troppo semplicisticamente con i discorsi sul signoraggio e la stampa delle banconote, o la creazione del denaro, e qui cercherò di chiarire.
      E il tutto, non per difendere il sistema bancario, correo del disastro in cui stiamo per precipitare, ma per additare le vere ragioni, per cui va censurato.
      E inizio con alcuni assiomi, tanto banali che non dovrebbero richiedere dimostrazioni.
      1) I debiti, prima o poi qualcuno li paga. Questo significa che non sempre paga chi ottiene i vantaggi, anzi, la politica è proprio quell’arte di raccogliere vantaggi e far pagare il conto a qualcun altro. Per questo si dice che è “sporca”.
      2) La ricchezza è relativa. Se tutti fossimo milionari, saremmo tutti ricchi o poveri (usate pure il termine che volete) nello stesso modo. Lo spazzino anziché esser pagato in centinaia di euro, sarebbe pagato in milioni, ma spazzino resterebbe, solo che il pane lo pagherebbe a migliaia, anziché in unità.
      Il discorso del debito pubblico, nonostante i tentativi maldestri di qualcuno di spostare l’attenzione su altri responsabili, è responsabilità pura e semplice dei politici che ci hanno governato negli anni passati.
      E con loro, la responsabilità è di chi li ha votati.
      Il debito si è formato, anno dopo anno, spendendo più di quanto incassato in tasse e entrate varie.
      Ovviamente, la popolazione era molto contenta di avere dei benefici senza dover pagare il conto, ma non erano miracoli, erano semplicemente risorse prese in prestito, a cambiali, che hanno cominciato a scadere e quindi vanno pagate.
      A meno di fare come l’Argentina e dichiarare di non voler più pagare i debiti. Ma non mi pare che abbiano avuto quei grandi vantaggi.
      La caratteristica del debito pubblico è innanzitutto che è fatta da titoli contratti a tempi diversi e per diverse durate.
      Dato che ogni titolo quando viene emesso, riflette l’interesse in vigore in quel momento, e l’interesse è variato notevolmente, ecco che ne scadono contemporaneamente di quelli su cui si paga interesse più alto e quelli su cui si paga un interesse più basso.
      Ma visto che lo stato non ha i soldi per pagare tali titoli in scadenza, ecco che ne emette altri per pagare quelli che scadono.
      Ma quelli che emette se può a lunga scadenza, altrimenti a media o bassa, riflettono comunque il tasso di interesse del momento.
      E oggi tale tasso è estremamente basso, quindi la gestione del debito relativamente facile.
      Ora, tanto per non restare tanto nel vago, parliamo di un debito pubblico di 1700 miliardi di euro, che a un tasso medio del 5% , fanno circa 85 miliardi di euro, solo di interessi.
      Questi 85 miliardi, che potrebbero finanziare la scuola, la sanità, il welfare, vanno invece a pagare i soli interessi del debito pubblico contratto e portato a questi valori assurdi dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso.
      Ma notate che i certificati del debito, non sono solo in mano alle banche, ma anche ai singoli cittadini, ai fondi (di cui sempre i cittadini possiedono le quote) o entità estere.
      Ora, in un periodo di tassi bassi, pagare i titoli che scadono emettendone di nuovi, può anche essere vantaggioso. Chiudo un debito al 6% e lo ripago aprendone un altro al 4%, ci risparmio il 2%.
      Ma cosa accadrà quando finirà la festa dei tassi bassi ?
      I soldi per ripagare i titoli in scadenza, non li avrà sicuramente ancora trovati, ma se dovrà rinnovare titoli al 4% con altri al 6% la gestione del debito pubblico peggiorerà velocemente il suo costo.
      Come vedete, in un ambiente con elevato debito pubblico, il tasso di interesse sul debito è estremamente importante.
      Ed esso dipende da due fattori:
      1) Il tasso ufficiale di sconto
      2) Lo spread o maggiorazione relativa al rischio insolvenza
      Del primo è responsabile la banca centrale, oggi la BCE, per noi.
      La quale lo manovra assieme alla quantità della massa monetaria, con il fine dichiarato (per sua costituzione, di tenere l’inflazione antro il 3% annuo).
      Su questo punto occorrerebbe fare una discussione ad hoc, nella quale considerare i dettati delle varie “scuole economiche”, molto distanti tra loro.
      Resta il dato di fatto, che il tasso di riferimento lo stabilisce insindacabilmente e secondo sue stime, la BCE.
      Il secondo punto riflette invece quello che è chiamato “il rischio paese”.
      Più è alto l’indebitamento di uno stato, più sono basse le sue possibilità reali di ripagare il debito, più forti sono le obiezioni da parte dei cittadini, e di quali classi, nel vedersi aumentare le tasse, per aumentare le entrate dello stato, e più è alto il differenziale , rispetto al tasso di riferimento.
      Questo riflette il fatto che, essendoci libertà di movimento dei capitali chi dovesse investire dei soldi, a parità di durata del titolo, preferirebbe un titolo di un paese meno indebitato, economicamente più forte, e quindi che dà maggiori garanzie di restituire il capitale imprestato.
      Quindi, un “rischio paese” più alto, va compensato con interessi più alti, se si vuole che vengano sottoscritti i suoi titoli del debito.
      E questo è tutto quanto c’è da dire per illustrare il meccanismo del debito pubblico.
      Ora alcune considerazioni.
      Se i governanti, per avere consenso, non chiedono sufficienti tasse al loro popolo, in effetti ipotecano, ricorrendo al debito, il futuro.
      Se il pensiero è : “io raccolgo i vantaggi oggi (in consenso) e lascio le patate bollenti ai miei successori” in effetti tale politica paga perché, e solo perché la popolazione è ignorante e non si accorge di cosa tutto ciò significhi. Perché se volesse SOLO dire che si spostano nel tempo i vantaggi e gli svantaggi, andrebbe ancora bene, ma purtroppo, in più ci sono anche gli interessi da pagare, ed allora i conti andrebbero un po’ rivisti.
      Avere un debito elevato, significa poi anche togliere ai futuri governi la possibilità di dare un ritorno decente ai sacrifici richiesti con il pagamento delle tasse. Per cosa ci riguarda, già oggi il “servizio del debito” (che sarebbero poi gli interessi sul debito pubblico) requisisce buona parte di quanto versato dal popolo.
      Inoltre asservisce il governo al sistema bancario. Se la BCE decide di innalzare il tasso di sconto, immediatamente le risorse da dedicare al pagamento degli interessi, lievita, sottraendo risorse alle altre destinazioni dei finanziamenti.
      Il sistema bancario , inoltre ha una grossa responsabilità sul costo del debito pubblico. Se le banche destinano una parte elevata delle loro disponibilità di finanziamento, ad acquistare titoli del debito pubblico, l’interesse che lo stato è costretto a pagare su di essi scende, ma se le banche rifiutano i titoli, l’interesse dovrà salire.
      In questo gioco tasse/debito chi ci guadagna e chi ci rimette. Le classi più ricche sono quelle che ci guadagnano di più quando si abbassano le aliquote maggiori (di tasse).
      Se le tasse raggiungessero ad esempio il 60% per redditi annui superiori ali 250.000 euro, a costoro resterebbero ancora 100.000 euro annui, che non sono pochi, ma essi non arricchirebbero in continuazione. E non aumenterebbe il debito pubblico.
      Aliquote superiori basse, debito pubblico già alto, porteranno, in caso di crescita dei tassi sul debito, ad innalzare le tasse su tutti,anche per coloro che già hanno difficoltà a mangiare fino alla fine del mese, oppure una svalutazione della moneta, che equivale ad un aumento percentualmente uguale per tutti , delle tasse.
      Quanto è stato fatto, poi, nella gestione di questa crisi, è addirittura criminale.
      Politiche disastrose messe in atto dal sistema bancario e speculativo, che ha riempito le tasche di banchieri e speculatori, ha aperto buchi enormi nei patrimoni delle banche.
      I governi hanno riempito tali buchi aumentando il debito pubblico, trasferendo così i debiti dalle banche agli stati.
      La manovra non ha dispiegato immediatamente i suoi effetti, perché i tassi sono stati tenuti artificiosamente bassi.
      Ma quando la festa finirà, i tassi torneranno a salire per frenare gli effetti della grande liquidità resa disponibile dalle banche centrali, anche il costo del “servizio del debito”, di debiti saliti vertiginosamente, ricadrà sulle popolazioni come mazzate.
      E intanto i ricchi signori banchieri e speculatori e politici che li hanno appoggiati, prenderanno i loro aereoplanini e fuggiranno in tranquilli paesi esotici, lasciando le popolazioni a togliere le castagne dal fuoco.
      SVEGLIA !!!!
      Almeno bloccate gli aereoplanini, in modo da potergli far sputare il maltolto, prima che prendano il volo.

    1. Borokrom 12 dicembre 2009

      Io non credo che il fatto grosso sia la notizia.

      Diciamo che sull'argomento regna una grossa confusione, sia sull'origine del debito pubblico, le attuali dimensioni e i condizionamenti che ha sui governi.

      Il signoraggio è una componente a mio avviso, di un processo che una volta innescato è alquanto pericoloso fermare.

      O meglio, lo si può fare, vedere il caso Argentina.

      Adesso è ben difficile per una nazione in area Euro, specie tra i paesi per difinizione trainanti (tra cui ci siamo noi), fare default, e cioè mandare a fanculo la BCE, l'IMF, la Banca D'Italia (che non è degli italiani a questo punto si è capito).


      Io credo che qui la notizia è che qualcuno si decida a parlarne.

      Da quando governano i banchieri nessuno vuol che si faccia parola di queste faccende, anche se diciamo, il Re è Nudo, perchè se uno vuol sapere basta che si interessi all'argomento e troverà tutto quello che è necessario sapere.

      Per inciso, ho visto che qualcuno parlava di BOT e CCT, ecco, questi non creano il DEBITO PUBBLICO, ma sono pezzi di debito pubblico che vengono messi in vendita con bond a breve termine, 1 anno (BOT), e a lungo termine CCT.

      Per cui lo Stato ti vende un pezzo di Debito, con la promessa che dato che tu oggi lo aiuti pro-tempore (tamponando il debito), lui ti sarà riconoscente dantoti gli interessi.

      Se per dire si facesse bancarotta i detentori di Bot e Cct se la prendono nel culo, salvo lunghe cause e processi internazionali per ottenenere qualche rimborso (vedi Argentina).


      Il punto è: perchè hanno scritto questo pezzo?

      Se originariamente l'ha scritto Ida Magli, che è effettivamente una voce Libera, per quanto i detrattori ne possano dire, è un conto.
      Ida Magli scrive cose ben più pesanti, in altri riviste e contesti.



      Se allora la direzione del giornale suddetto, si è presa la briga di mettere un pezzo del genere, ci sono delle ragioni di fondo pesanti, sicuramente approvate anche dall'editore.


      Il che vuol dire, secondo me, che qualcuno ha mandato un messaggio:

      Occhio che se si vuol giocare pesante possiamo farlo pure noi, e se ci mettiamo a voler fare incazzare la gente può essere che ci riusciamo.


      Ricordiamoci che stiamo vivendo tempi duri, per quanto possa valere al giorno d'oggi in un paese occidentale dove bene o male si mangia e si possiede il telefonino.

      Ma nel passato sono scoppiati vari casini nel mondo, quando la pressioni fiscale e la disoccupazione sono diventati insostenibili, a fronte di una classe politica che si sta pappando tutto, sotto forma di ruberie e sprechi.

      Alla fine tutto potrebbe crollare come il castello di Madoff, nel senso che con le vacche grasse va bene a tutti, quando il denaro scarseggia allora si rischia in maniera sistemica.

      E stiamo rischiando, non solo in Italia.

      Ma in Italia abbiamo il pregio di non fare sistema e di giocare al massacro, che è quello che sta facendo la sinistra oggi, il cui unico scopo è di sepellire Berlusconi dipingendolo come il problema dell'Italia.



      PS Se Ferrando, tra i pochi di sinistra, ha parlato di Signoraggio è perchè Ferrando non CONTA UN CAZZO.
      Fermorestando che lo rispetto perchè una persona in gamba.

    1. remox 12 dicembre 2009

      Come immaginavo i sinistroidi non sono riusciti a cogliere, per via del loro cieco ed ideologico odio, la portata di questo articolo dove per la prima volta si tratta, anche se con parole semplici e concetti non proprio esatti visto lo scopo divulgativo, un tema che è invece assolutamente reale ed attuale.
      Che tristezza... siete come farisei.

    1. mikaela 12 dicembre 2009

      NE PARLERANNO AD ANNOZERO? E TRAVAJO COSA DIRA' DI PAPI QUESTA VOLTA? CHE DITE, LO SCRIVERA' NEL SUO PROSSIMO LIBRO?

Visualizzati 20 di 154 commenti approvati.