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Il delatore e il giornalista

DI MICHEL ONFRAY

michelonfray.com

Scrivendo questo titolo, ho rischiato di scrivere: il delatore è il giornalista. Ma tutto sommato sarebbe così tanto un errore?

Ho conosciuto l’epoca che si potrebbe dire benedetta, in cui l’anonimato e la delazione erano contrassegnati dal sigillo dell’infamia: il peso dell’occupazione delle truppe hitleriane sul territorio francese era ancora grande e si sapeva che si doveva a queste due pesti, l’anonimato e la denuncia, il buon funzionamento dell’amministrazione nazista in Francia. Infatti, senza la lettera anonima che attirava l’attenzione del militare venuto dalla Germania nazionalsocialista, come avrebbe potuto quest’ultimo sapere chi, in un villaggio, era ebreo, comunista, massone, omosessuale o partigiano? L’occupazione nazista si fece forte molto spesso della debolezza dei Francesi che avevano consegnato i loro compatrioti.

L’ideologia ha potuto contare un po’, ma marginalmente, laddove le passioni disoneste hanno spesso rappresentato la regola: la gelosia, l’invidia, la rabbia, l’odio, l’antipatia, i risentimenti personali nei confronti di un conoscente, sono stati assai spesso la ragione di queste denunce. Il povero denuncia il ricco, chi è brutto denuncia uno bello, il vecchio denuncia il giovane, il cattivo denuncia la brava persona, il poveraccio denuncia il prospero, il noioso denuncia chi è brillante, l’abbandonato senza compagna denuncia il libertino coperto di donne e c’è anche la donna che denuncia suo marito per disporre completamente del suo amante e l’uomo che agisce in silenzio con le stesse speranze, gli eredi che denunciano il nonno che tarda ad andarsene, i compratori con un prestito ipotecario vitalizio (della nuda proprietà (?) N.d.T.) che spingono a precipizio il proprietario della casa che bramano, i cattivi allievi che fanno pagare all’insegnante un brutto voto attribuito in precedenza, un’ amante abbandonata o un amante abbandonato che fanno pagare una vecchia rottura.

Dopo la guerra, su ciò che era accaduto si tacque: la situazione sarebbe stata insostenibile se si fossero denunciate per condannarle le amanti dei tedeschi, i “collaborazionisti”, i resistenti dell’ultima ora, i partigiani del 1945, i sostenitori di Pétain diventati gollisti alla liberazione, i trafficanti del mercato nero le cui tinozze erano piene di biglietti di banca, i resistenti dei gruppi cittadini (i nostri GAP ?- N.d.T.) appena usciti dalla prigione dove erano rinchiusi per reati comuni.

Questa riluttanza a denunciare andava anche più lontano poiché mi ricordo che delle persone oneste, spesso di sinistra, ritenevano che segnalare l’esistenza di un pedofilo riconosciuto nel suo quartiere pieno di ragazzini o costituire una associazione di vicini vigilanti per dissuadere i ladri di appartamento, veniva considerato come il peggior ritorno agli anni più oscuri, eccetera.

Ma tutto questo capitava prima delle cosiddette Reti Sociali…

Perché dopo di queste i valori si sono invertiti: la legge la fanno l’anonimato e i delatori. Se Internet dovesse essere nominativo, e vi fossero proibiti gli pseudonimi, se non ci si potesse nascondere dietro un nome falso, Allora eviteremmo tutto ciò che trionfa sullo schermo: l’odio, l’insulto, il disprezzo, la grossolanità, la malevolenza, l’antipatia, l’aggressività, la cattiveria, l’offesa, l’oltraggio, l’invettiva, la volgarità sì, l’oscenità, la scatologia, l’animosità, l’inimicizia; e tutto questo in piena impunità!

finita l’epoca in cui il ricordo di ciò che la delazione aveva consentito ( incarcerazioni, tortura, deportazioni, sterminio…), si pensava ancora che anche segnalare dei fatti accertati appartenesse ad una mentalità da collaborazionista.

Al giorno d’oggi lo pseudonimo permette la schizofrenia del dottor Jekyll educato sotto tutti gli aspetti e di un Mr. Hyde con le stimmate del delinquente. Ormai il collaborazionista trionfa.

Abbiamo già dimenticato le azioni della Ligue du LOL (1) che permetteva a delle persone per bene sotto tutti gli aspetti (pensate: alcuni di questi giornalisti considerati di sinistra lavoravano a Liberation o al giornale Les Inrockuptibles…) di dedicarsi in rete, nell’ impunità permessa dall’anonimato, alle delizie della provocazione sessuale, della misoginia, della fallocrazia, del sessismo,, dell’omofobia, dell’antisemitismo , del disprezzo degli obesi, del razzismo.

L’episodio Xavier Dupont de Ligonnès mette in evidenza tutto questo. Questo magistrale fiasco invita a trarre degli insegnamenti!

Infatti tutta la stampa, la radio, la televisione si sono lanciati a commentare un episodio che si appoggiava su una sola telefonata anonima fatta ai servizi di Polizia francesi. Non ne riterremo certo responsabile la polizia che purtroppo deve prendere seriamente qualunque segnalazione, Ma piuttosto gli svitati che ci sono sempre… Quell’uomo, autore di un quintuplice omicidio al quale ha aggiunto l’abbattimento dei suoi due cani, è a buon diritto ricercato dalla polizia francese. Che questa non trascuri nessuna pista fa parte del suo compito di base. Il buon grano è mescolato al loglio e non li si può separare se non dopo un accertamento.

Riassumiamo i fatti: l’anonimo delatore informa la polizia asserendo che Xavier Dupont de Ligonnès si trova a Parigi su un aereo con destinazione Glasgow. La polizia fa il suo lavoro, si reca sul posto ma l’aereo è già partito. Allora segnala alla polizia scozzese che deve fermare L’uomo in questione. La polizia scozzese fa il suo lavoro.

Un altro delatore anonimo, questo probabilmente della polizia, informa la stampa: Le Parisien pubblica per primo e annuncia che Xavier Dupont de Ligonnès è stato arrestato a Glasgow. L’agenzia France Press ( AFP) riprende l’informazione. Le Monde si mette in coda. Sappiamo il seguito: la Francia intera è informata nell’ora in cui va a dormire. Le catene di informazione continua fanno delle edizioni speciali. Si fanno scendere dal letto Jacques Pradel (2) o una signora che ha commissionato un libro su questo episodio di cronaca.

Ed è allora un diluvio di stupidaggini, di bestialità e di menzogne. Si afferma che Xavier Dupont de Ligonnès era irriconoscibile: quella era proprio la dimostrazione che aveva fatto numerose operazioni di chirurgia estetica per impedire di essere riconosciuto; si dice che negli uffici della polizia di frontiera scozzese rifiuta di parlare e alcuni avvocati in televisione ritengono che sia effettivamente suo diritto e che senza dubbio sia anche la prova che ha qualcosa da nascondere; si assicura che viaggiava con documenti falsi e con un passaporto rubato, questa era una prova supplementare che era stato fermato proprio il colpevole; sì sollecita una perquisizione al suo domicilio che conferma che avrebbe avuto a disposizione alcuni (al plurale) rifugi sicuri nelle Yvelines (dintorni di Parigi – Île-de-France), eccetera.

Non si sa nulla, ma si inventa tutto. È la legge. Un chiodo scaccia l’altro, Liberazione, che aveva annunciato “L‘estrema sinistra deraglia”, in occasione dell’affare di Tarnac (3), o che aveva proclamato che i Raeliani (4) erano riusciti a far nascere un bambino clonato, due notizie false in una, non ha mai fatto delle smentite o presentato delle scuse. La stampa che gode di una giurisdizione eccezionale dispone di una extraterritorialità etica e morale: può dire qualunque cosa, anche delle menzogne, l’opposto della verità, e non sarà mai messa sotto inchiesta. Chi oserebbe prendersi le bastonate che non mancano mai di tornare quando non ci si inchina? La stampa si sente autorizzata anche a denunciare delle false notizie proprio quando è proprio lei la principale fornitrice di queste. Orwell ha ben smontato il funzionamento di questa logica analizzando i meccanismi del Ministero della Verità nel romanzo 1984. E ci siamo arrivati!

i può immaginare che la stampo faccia ammenda onorevole o presenti delle scuse! Non si deve sognare…

Una volta le impronte testimoniavano: era proprio Xavier Dupont de Ligonnès ! Allora non era il caso di dubitare dato che l’informazione andava nel senso del pettegolezzo – gli annunciatori allora vedevano aumentare le tariffe della loro pubblicità,- una cosa che rallegra qualunque impresario di catena di informazioni continue che si rispetti. Quando il test del DNA proverà che l’uomo arrestato era una vittima innocente, allora sentiremo dei giornalisti che spiegano che gli Scozzesi non dispongono degli stessi strumenti che abbiamo noi Francesi. Gli scozzesi sono degli arretrati, senza dubbio…

Allora abbiamo sono apparsi i meccanismi abituali di negazione che mettono in atto i colpevoli che rifiutano di confessare per conservare la bella immagine che hanno di loro stessi: dato che non era questione di autocritica da parte dei giornalisti, bisognava ben trovare un capro espiatorio. Il compito del capro espiatorio è di non essere colpevole di nulla, ma che lo si carica di tutti gli errori per poi sgozzarlo per fargli espiare l’errore che non ha commesso ma del quale si crede in tal modo di sbarazzarsi.

Colpevole non è il delatore che rivela il nome di questo poveraccio colpevole di andare a raggiungere sua moglie scozzese nella loro seconda casa; e non è neanche quello che, dai servizi di polizia, dà l’informazione ai giornalisti; e non sono neanche i giornalisti del “Parisien” o di France Press, e i loro seguaci che spargeranno la notizia – un delatore che diffonde una spiata che viene trasformata in notizia dai giornalisti non dovrebbe essere un affare di spioni e di complici degli spioni – no di certo.

Sono gli scozzesi che i colpevoli francesi hanno trasformato in vittime: un bello schifo!

Poi ho sentito che noi, i Francesi, quando facevamo delle analisi del DNA avevamo bisogno di due o tre ore mentre invece per gli Scozzesi, questi poveri zoticoni, serve molto più tempo, almeno 10 volte di più – si parlava in effetti di uno o due giorni, ma i risultati sono arrivati un’ora dopo questa arrogante cattiveria; e poi ho anche sentito dire che questi balordi di scozzesi non avevano niente a che fare con questo problema, che era tutto francese e che per loro non era affatto urgente e quindi se la prendevano comoda; aggiungiamo ancora: un po’ di politica politicante contro questi fascisti di sovranisti non sarebbe male, e la Brexit avrebbe rallentato tutte le procedure, e questi poveri scozzesi vittime del voto degli elettori del Regno Unito erano in effetti completamente sulla strada del ritorno al medioevo; sempre nella stessa logica menzognera si è data la colpa alla loro polizia scientifica, questi cretini hanno dei criteri di riconoscimento pupillare molto arretrati, mentre non è certamente il caso nostro: per loro è una questione artigianale e dilettantesca, per noi è una roba scientifica e irrefutabile – questo a noi non sarebbe capitato signore e signori…sicuramente no.

I giornalisti francesi non hanno ancora osato domandare delle pubbliche scuse a questa Scozia arretrata, ma certo ciò avverrà presto. Ora non hanno tempo, devono pur continuare a …”informare”.

 

Michel Onfray

Fonte: https://michelonfray.com

Link: https://michelonfray.com/interventions-hebdomadaires/le-delateur-le-journaliste?mode=video&fbclid=IwAR2bYNNnnp25-XEZxm9Yyg5UNaUaDdqOFgXkReMmZdg9qg_3v3jRum18x94

13 ottobre 2019

Tradotto per www.comedonchisciotte.org da GIAKKI49

Note del traduttore:

1 – Ligue du LOL.  Dopo un’inchiesta del quotidiano francese Libération diversi giornalisti, caporedattori o direttori di media e giornali in Francia sono stati sospesi o licenziati: sono accusati di aver coordinato azioni moleste o di bullismo online attraverso un gruppo privato su Facebook chiamato “la Ligue du Lol” (“la lega del LOL), attivo soprattutto tra il 2009 e il 2012, prendendo di mira scrittrici, giornaliste e attiviste femministe con attacchi sessisti e in alcuni casi razzisti. Dal momento della pubblicazione dell’inchiesta, decine di donne hanno iniziato a raccontare la loro esperienza online usando l’hashtag #ligueduLOL. (da: www.ilpost.it)

2 – Jacques Pradel. E un conduttore radiotelevisivo francese, che attualmente conduce “L’heure du crime” (“l’ora del delitto”) ogni giorno sulla stazione RTL prendendo in esame un fatto di cronaca nera.(da Télé Loisirs)

3 – L’affaire Tarnac : inizia l’11 Novembre 2008 con lo spettacolare arresto da parte di 150 poliziotti incappucciati di una decina di membri di una comune libertaria aperta a Tarnac, paesetto del Corrèze, sotto l’occhio delle telecamere. Nove persone sono arrestate perché sospettate di aver piazzato nella notte del 7/8 novembre in tre Dipartimenti francesi degli agganci per strappare le linee di alimentazione e fermare dei treni (TGV) al loro passaggio. Nessun pericolo di deragliamento ma il sabotaggio provoca una notevole confusione col blocco di più di un centinaio di TGV fermi e 20 .000 passeggeri a piedi.
Il 12 Aprile 2018 (dopo numerose vicende politico-giudiziarie ) i principali imputati sono prosciolti da tutte le accuse, salvo quella di “essersi rifiutati di sottomettersi ad un prelievo biologico”. La presidente dell 14.ma sezione del Tribunale di Parigi ha così motivato:” L’udienza ha permesso di capire che il gruppo di Tarnac era un’invenzione” .  Il PG ha rinunciato all’appello. (da Wikipedia)

4 – Raeliani : Setta religiosa atea che sostiene che l’uomo è stato prodotto da una specie aliena

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

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