"Il cielo che si spegne nel mare"

"Il cielo che si spegne nel mare"

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Ho visto un film, in anteprima nazionale, prodotto da Mondo REC. Il tema riguarda il fenomeno del bullismo. La sala si è riempita subito di ragazzi e ragazze molto giovani, i protagonisti; il resto era costituito in prevalenza da amici e familiari appassionati ed eccitati dalla curiosità di vedere l’opera dei loro figli, moltissimi dei quali per la prima volta davanti ad una macchina da presa. Onore ai produttori, al regista e a tutta la squadra che hanno scommesso sulla bravura di questi ragazzi senza avere un cast collaudato di professionisti……..ma è andata bene, molto bene!

Il film è dedicato a un giovane ragazzo, Paolo Mendico, morto suicida pochi mesi fa, vittima di bullismo, una piaga in costante aumento.

Il film racconta la storia di Giorgio e Andrea, fratelli adolescenti che si trasferiscono in Romagna con la propria famiglia per costruirsi una nuova vita. Alle spalle, nella loro città d’origine, un piccolo paese in provincia di Viterbo, lasciano un passato tormentato dal bullismo. Appena inseriti nella nuova scuola, incontrano Derek, poco più grande, vittima a propria volta di un gruppo di coetanei violenti e senza scrupoli, il cui “leader”, Saul, non tollera la sua relazione con Giulia, ostacolandola con prevaricazioni quotidiane fino a quando un evento, inaspettato e doloroso, mette a dura prova non solo i ragazzi ma anche l’intero tessuto sociale della città.

Non approfondirò la trama (1), mi soffermerò sul messaggio e sulle interpretazioni dei partecipanti: sorprendente la loro naturalezza e la passione con cui ci hanno illuminato la serata; direi che illuminato è la parola giusta. Con la loro umanità ci hanno travolto, ci hanno emozionato e…..ci hanno svegliato; ci hanno fatto capire che dentro di loro esiste un universo interiore profondo nel quale, noi adulti, abbiamo il dovere esistenziale di partecipare cercando di soddisfare la loro vitale necessità di essere amati e ascoltati. Sono il “tesoro” inestimabile del mondo che va curato, protetto e che merita tutte le nostre energie di genitori, nonni, educatori, per onorare la loro bellezza e impedire che la splendida luce dei nostri occhi, quale essi sono, venga offuscata da una vita difficile e ignorante, a volte anche misteriosa, resa ancora più complicata dalla categoria dei “bulli”, quelli che non collaborano, non rispettano ma opprimono, sfruttano, operano il male, la violenza, la sopraffazione.

Il film, che mette il bullismo in magistrale evidenza, crea un profondo e crescente coinvolgimento emotivo della platea fino ad arrivare ad un finale dirompente. A volte, la sceneggiatura pare forzare un po’ la mano sulla crudezza di certi comportamenti ma esistono e sono diffusi, sempre più diffusi. Nel film, vediamo in sequenza gli effetti sulle vittime impaurite, una paura che li fa sentire soli, rifiutati, derisi, quasi odiati: cosa ci può essere di peggiore per l’animo di un adolescente? Il primo istinto naturale dello spettatore è quello di immedesimarsi nel genitore della vittima e subito affiora il desiderio di intervenire, ma è un film, i bulli sono sullo schermo, non è reale. E qui arriva il primo campanello: e se capitasse ai nostri figli, nella vita vera? Allora viene da pensare che da domani ne parleremo con loro, come forse non abbiamo mai fatto, perché cominciamo a preoccuparci: vedere la sofferenza di quei ragazzi diventa insopportabile e, nella realtà, pensiamo non debba esistere. A quel punto, ci sentiamo tutti vicini alle vittime e pronti a stigmatizzare i colpevoli, violenti e malvagi. Ma la morale del film non è solo questa, è molto, molto di più.

La pellicola comincia con una serie di dichiarazioni di tanti ragazzi che spiegano i motivi della loro avversione al bullismo, i loro processi emotivi e relazionali vengono messi in bella evidenza durante tutta la proiezione. In sintesi, abbiamo i bulli, la sottomissione delle vittime, la reazione alle violenze con la denuncia alle autorità, e la “liberazione” dai soprusi reiterati subite dalle vittime.

All’interno di questa cornice, il film si concluderà con un commovente e intenso colpo di scena, protagonisti i due fratelli, Giorgio e Andrea, dove testimonieranno che il vero amore, la vera unione non finisce mai, ma rimane profondamente viva e vivificante nella nostra vita e nei nostri cuori.

L’ultima perla avviene poco dopo: i bulli, che seguivano il loro “leader”, prendono coscienza del male che hanno compiuto e si ravvedono, rimane il “vero colpevole”, Saul. L’immagine finale lo vede sulla spiaggia deserta con l’immenso mare alle spalle, solo, abbandonato dal mondo, lui, fin dall’inizio della pellicola, rappresenta il male. Ma ecco che alle spalle appare la sua meravigliosa sorella, figura simbolo del vero amore. Questa splendida emozione mi ha riportato ad alcune lezioni di esegesi biblica, a cui ho laicamente partecipato per diverso tempo, dove ci spiegavano il significato dell’Amore infinito di Dio, quello che non ti abbandona mai, che non giudica, non punisce, ma ti si offre, sempre, e deve solo essere accolto per ricondurti alla vita, quella vera. La sorella ne rappresenta la metafora più stupefacente, una vera e propria illuminazione, un messaggio di incommensurabile bellezza e speranza.

E’ in questo momento che affiora prepotentemente un sentimento che ci fa percepire Saul, in modo chiaro e definitivo, non più come il colpevole, ma come vittima, anche lui vittima di una solitudine interiore, forse per carenza di amore non percepito, che porta a uno squilibrio sentimentale da cui nascono le reazioni negative verso gli altri, ma anche e soprattutto verso se stesso. In questo finale intenso e travolgente, possiamo leggere un solo messaggio, il più importante: abbiamo bisogno di amore, solo la sua mancanza può aprire le porte al conflitto, alla violenza, alla barbarie, alla solitudine, in una parola, al male.

Grandi filosofi e pensatori del passato hanno definito il male, non come dotato di una natura propria, ma come assenza di bene; io credo che “Il cielo che si spegne nel mare” ce lo abbia fatto comprendere come nessuno mai prima ed è per questo che invito tutti, giovani e adulti a condividere questa immensa emozione. Dal più profondo del cuore, in particolare a tutti i ragazzi, grazie per questo grande regalo di umanità, di speranza e di vita vera. Da oggi, saremo sempre con voi.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

PS: Ad inizio del mese di marzo il film si potrà trovare in tv... Si consiglia la visione accompagnati dai figli.

22.02.2026

NOTE

(1)-https://www.mondorec.it/il-cielo-che-si-spegne-nel-mare-il-film-sul-bullismo-2026/

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