Il cambio di gabinetto di Putin disorienta l’intellighenzia occidentale

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Simplicius – 13 maggio 2024

 

Come molti sospettavano da giorni, Putin ha dato il via a un importante cambiamento nel suo gabinetto. Il più importante è stato l’allontanamento del ministro della Difesa Shoigu, che è stato sostituito da un uomo che molti non hanno mai sentito nominare: Andrey Belousov, un economista di professione e di formazione.

Alcuni hanno ritenuto che si trattasse di un deliberato depistaggio da parte di Putin, dato che molti si aspettavano la sostituzione di Shoigu con l’astro nascente Dyumin.

Ci sono molti punti di vista da cui trattare la questione, ma prendiamo in considerazione alcuni dei più importanti.

In primo luogo, si tratta di una retrocessione o di una promozione per Shoigu? RYBAR (think-tank russo, N.d.T.), da parte sua, la definisce una promozione, dato che la sua nuova posizione di Segretario del Consiglio di Sicurezza è una posizione piuttosto prestigiosa che il silovik Patrushev – uno degli uomini più potenti del Cremlino – ha ricoperto per quasi due decenni:

Il Ministro della Difesa Sergei Shoigu è stato promosso al Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa. Non si sa ancora dove andrà esattamente Nikolai Patrushev. Forse, come a suo tempo per Medvedev, gli verrà inventata una posizione aggiuntiva e un’area separata di cui si occuperà. O forse, Nikolai Platonovich ha semplicemente ricevuto un pensionamento a lungo atteso. L’arrivo di Shoigu significherà per il Consiglio di Sicurezza: un aggiornamento e un rimpasto (dovranno essere inseriti i quadri fedeli a Shoigu). A questo punto, nella struttura del Consiglio di Sicurezza si è sviluppato un sistema quasi di casta, senza possibilità di crescita per i singoli dipendenti. Forse, nelle condizioni attuali, ciò comporterà una ristrutturazione del meccanismo di lavoro del Consiglio di Sicurezza su un piano leggermente diverso. Forse.

Altri naturalmente ritengono che si tratti di un colpo di stato atteso da lungo tempo contro Shoigu e i “suoi quadri”. Il recente arresto di Timur Ivanov era in programma da 5 anni, come ci hanno detto i procuratori russi. Avrebbero potuto arrestarlo in qualsiasi momento, ma hanno scelto di farlo in modo molto simbolico non solo prima della rielezione di Putin, ma anche letteralmente lo stesso giorno in cui sedeva accanto a Shoigu nel consiglio di difesa. Sebbene non creda necessariamente alle teorie cospirative, faccio notare che nel grande gioco della politica del potere non esistono coincidenze.

putin_shoigu

Il fatto che Timur Ivanov sia stato considerato stretto alleato di Shoigu – che lo ha nominato – è significativo. Si è persino detto che l’accusa di “appropriazione indebita” fosse una copertura per uno spionaggio molto più serio. Alcuni si spingono addirittura a ipotizzare che l’intera operazione sia un’unica, grande e prolungata eliminazione del clan Shoigu, come scrive questo analista:

Timur Ivanov è una delle persone di cui Prigozhin voleva sbarazzarsi. Una delle risorse vicine al gruppo ”Wagner” ha appena postato questo:

”A nome del PMC “Wagner” vorremmo esprimere la nostra profonda gratitudine al Presidente del Comitato Investigativo della Federazione Russa Alexander Ivanovich Bastrykin per l’arresto di un funzionario corrotto di livello statale, il Vice Ministro della Difesa della Federazione Russa Timur Ivanov. Grazie al dipartimento da lei diretto, è stata bloccata la fuoriuscita di ingenti risorse materiali dalle casse dello Stato, ora così necessarie per mantenere la stabilità economica del Paese in un momento di enorme pressione da parte di Paesi a noi ostili. Nel corso dei molti anni di attività corrotta, questo funzionario ha causato danni colossali non solo al nostro esercito, ma anche alla gente comune russa. Crediamo nella giustizia della legge e speriamo che questo e altri furfanti corrotti ricevano una meritata e severa punizione nella misura massima prevista dalla legge penale della Federazione Russa”.

Un’altra teoria che segue il filone della cospirazione:

“Forse questo non è un compromesso definitivo; nel mentre la battaglia al vertice continua. Questa è la prima fase della vittoria del clan Kovalchuk. È stata realizzata una brillante operazione per eliminare Shoigu. Ovviamente, scenderà ancora più in basso. Le persone del suo entourage verranno acchiappate. Non ha più un vero potere.

Shoigu rappresentava il clan più grande. Prossimi in linea, logicamente, sono i pesci più piccoli, come i Rotenberg. O si piegano ai Kovalchuk o saranno divorati. E insieme anche persone della loro cerchia, come Kolokoltsev. Penso che non resterà a lungo e che per sei mesi ci saranno cambiamenti al Ministero degli Affari Interni. Anche per quanto riguarda l’FSB, penso che ci possa essere una sostituzione entro sei mesi, anche questo è legato alle fasi di lotta interna”.

Infine, l’ipotesi più plausibile: “Il commentatore politico di Tsargrad Andrey Perla è sicuro che mettendo Belousov a capo del Ministero della Difesa, Vladimir Putin voglia raggiungere due risultati”:

Il primo è quello di stroncare sul nascere tutte le discussioni sulla possibilità di corruzione nel ministero della Difesa.

Il secondo è dividere la guida delle truppe durante le operazioni di combattimento e il supporto organizzativo ed economico dell’esercito e della marina.

Perla si è chiesto quanto l’agenzia cambierà Belousov, perché, presumibilmente, al momento una parte significativa dello staff è composta da persone di Shoigu.

Le macchinazioni richiedono molto tempo per svilupparsi e svolgersi a livello di élite. Lo stesso Prigozhin ha gravemente mancato di rispetto alla Russia e ha “pagato” per questo solo molti mesi dopo. È quindi possibile che Putin, non volendo scuotere la barca per ragioni comprensibili, abbia preferito aspettare fino al momento in cui una scossa sarebbe stata naturale e attesa, opportunità che si è presentata con il consueto rimpasto di gabinetto post-elettorale.

Ma a prescindere dalle vere ragioni, una cosa che personalmente credo è che la Russia, come molti Paesi del mondo, soffra di una patologia strisciante di gerontocrazia, come un tempo la stessa Unione Sovietica nella sua fase terminale. Probabilmente non è così grave come negli Stati Uniti, ma ci sono molte vecchie figure, sovietiche e simili, che avrebbero dovuto essere messe al pascolo e mandate in pensione molto tempo fa. Non necessariamente a causa della corruzione, di per sé, ma semplicemente per la mancanza di passione e vitalità nel migliorare il Paese.

Per quanto mi riguarda, credo nell’importanza della fisionomia, e un’occhiata a molti dei più anziani funzionari in carica mostra un gruppo a volte invecchiato, dall’aspetto impoverito e privo di ispirazione. Anche Shoigu, che non è così vecchio, ultimamente ha un aspetto peggiore, sparuto e consumato. Belousov, con i suoi 65 anni, è praticamente un “pischello” per gli standard gerontocratici globali.

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L’aspetto e la fisionomia possono certamente trarre in inganno, ma a prima vista sembra acuto, preciso e con l’occhio limpido. Un video dimostrativo (disponibile purtroppo solo nell’articolo originale) che sta facendo il giro è destinato a mostrare la sua acuta comprensione e la sua diretta schiettezza riguardo alla produzione russa di droni e ai suoi limiti intrinseci.

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Si dice inoltre che sia un severo tecnologo e un appassionato di tecnologia dei droni che indirizzerà la produzione della difesa russa verso le direzioni necessarie. Nella recente tavola rotonda con i comandanti di prima linea, ricorderete che Putin ha specificamente comunicato l’intenzione della Russia di concentrarsi sullo sviluppo di UGV terrestri (altro video disponibile purtroppo solo nell’articolo originale).

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Non è una coincidenza che “l’uomo dei droni” sia stato improvvisamente assunto per questo lavoro. Si prevede che questa nomina sarà molto positiva per l’avanzamento dei droni russi.

RWA_podcasta ulteriormente approfondito la nomina con una precisazione estremamente significativa (altro video disponibile purtroppo solo nell’articolo originale):

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Leggete la parte in grassetto del riassunto qui sotto:

Commento completo di Dmitry Peskov sulle ragioni della nomina di Andrei Belousov a Ministro della Difesa.

Il bilancio del Ministero della Difesa e del blocco di sicurezza era ancora intorno al 3%, ma è cresciuto recentemente fino al 6,7%. Non si tratta ancora di una cifra critica, ma a causa delle note circostanze geopolitiche, ci stiamo gradualmente avvicinando alla situazione della metà degli anni ’80, quando la quota delle spese per il blocco di sicurezza nell’economia era al livello del 7,4%.

È molto importante integrare l’economia del blocco di potere nell’economia del Paese. Tenetelo presente per adattarlo al momento attuale. Oggi, il vincitore sul campo di battaglia è colui che è aperto all’innovazione, più aperto all’implementazione più rapida. È quindi naturale che nella fase attuale il Presidente abbia deciso che il Ministero della Difesa sia guidato da un civile.

E non si tratta di un semplice civile, ma di una persona che ha diretto con grande successo il Ministero dello Sviluppo Economico e che per molto tempo è stato l’assistente del Presidente per le questioni economiche. E nel precedente gabinetto dei ministri era il Primo Vice Primo Ministro.

Il Ministero della Difesa deve essere assolutamente aperto all’innovazione e all’introduzione di tutte le idee avanzate.

Come si può notare, la nomina di Belousov ha lo scopo di semplificare l’integrazione economica delle industrie della difesa e dell’economia generale del Paese. Si potrebbe scrivere un intero saggio sul significato preciso di questa sola voce. Alcuni l’hanno addirittura interpretato come una sorta di colpo di stato neoliberista, in quanto Belousov, secondo alcuni, è un “liberale” che è stato assistente di German Gref della banca Sber, e che quindi “saccheggerà” l’economia russa riportando nel “settore privato” le industrie della difesa, recentemente statalizzate – in sostanza, riconsegnando le chiavi del futuro della Russia ai “gatti grassi”, gli oligarchi delle armi.

Dobbiamo aspettare e vedere, ma non credo che sia questo il significato. Questo sviluppo può essere accolto solo positivamente, perché dimostra la serietà di Putin nell’affrontare le questioni dell’integrazione e dell’alleggerimento della difesa e dell’economia. Credo che questo ruoterà attorno alla scalabilità dei processi produttivi e alla creazione di un settore della difesa più agile, flessibile e innovativo, consentendo alle aziende private di integrarsi meglio con gli sviluppi attualmente realizzati dalle centrali industriali “statali”. È così che funziona negli Stati Uniti, e ci sono grossi vantaggi nel velocizzare lo sviluppo di nuovi progetti innovativi.

Mentre in alcuni settori la Russia ha ottenuto ottimi risultati dall’inizio dell’OMS, in molti altri ha accumulato ritardi notevoli. Ad esempio, la scalabilità e la commercializzazione dei sistemi EW basati sul personale lasciano molto a desiderare. La maggior parte dei sistemi sul campo è costituita da imitazioni cinesi a basso costo e requisite ad hoc, un processo estremamente stantio e inefficace, che ha causato la morte in massa di militari russi a causa di droni nemici. C’è bisogno di razionalizzare qualcosa in questa pipeline, compresa la “localizzazione” che lo stesso Belousov ha sottolineato nel video qui sopra.

Per quanto riguarda le preoccupazioni sul fatto che sia un civile in tutto e per tutto, questa è diventata una tradizione del giorno sotto Putin e infatti gli ultimi quattro ministri della Difesa sono stati tutti non militari. Shoigu, come molti sanno, era un ministro delle emergenze; prima di lui, Serdyukov era un fiscalista, portato da Putin proprio per essere un “outsider” in grado di togliere le ragnatele dell’apparato militare incapace di auto-regolamentarsi; e ancora prima di lui c’era Sergei Ivanov, un capo dell’FSB specializzato in legge, senza alcun background militare. Dopo tutto, Peskov ha detto che ancora una volta Belousov è stato introdotto in virtù – e non per disprezzo – del suo background di non militare.

Alcune riflessioni finali sulla nomina da parte di un altro analista:

La nomina di Belousov promette una revisione totale di tutti i flussi finanziari del Ministero della Difesa. È un manager piuttosto duro ed efficace, noto per il suo approccio pratico agli affari. Spesso ha avuto un punto di vista impopolare sul lavoro delle strutture responsabili, che probabilmente è quello di cui il Ministero della Difesa ha bisogno ora.

E c’è sempre questo, per i credenti:

Il nuovo ministro della Difesa russo, Andrey Belousov, è un cristiano ortodosso praticante. Ha personalmente donato e costruito un monastero nell’Oblast’ di Vladimir: “La Russia deve diventare il custode delle tradizioni della civiltà cristiana. L’era del globalismo è finita”.

Conoscenti di Andrei Belousov hanno detto a The Bell (un’agenzia straniera) che periodicamente serve come chierichetto in una delle chiese, presumibilmente nella regione di Vladimir.

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In generale, lo considero cautamente uno sviluppo molto positivo. In passato ho parlato apertamente del fatto che gran parte della struttura militare russa all’inizio dell’OMS era un retaggio arrugginito, talvolta decrepito e persino corrotto, del passato. Anni di operazioni a bassa intensità o di assenza di ostilità in genere portano all’accumulo di pigrizia, di generali inutili che si riempiono le tasche o siedono su posizioni che considerano sinecure piuttosto che guadagnarsi meritoriamente il pane.

Tutto questo viene ripulito in virtù della necessità – e un conflitto esistenziale porta con sé una necessità senza precedenti. Fin dall’inizio, Putin ha fatto lentamente piazza pulita delle strutture calcificate, promuovendo e mobilitando uomini meritevoli per rimpiazzare i perditempo provenienti da epoche polverose del passato. È un processo continuo e senza fine, ma ha dato i suoi frutti e oggi ne vediamo la progressione. Il rinnovamento primaverile del cambiamento e dell’adattamento è una buona cosa.

Come ultimo rapido accenno all’offensiva di Kharkov in corso, abbiamo ora visto l’introduzione ufficiale del simbolo tattico operativo del gruppo settentrionale:

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Un confronto tra l’operazione attuale e il tentativo del 2022 di conquistare la regione di Kharkhov

2022: le truppe russe avanzarono principalmente lungo le strade e raggiunsero i confini della città di Kharkhov in pochi giorni. Le truppe principali entrarono.

2024: Le truppe russe evitano le linee di demarcazione e si muovono attraverso le foreste e i campi della frontiera, ancora a guida DRG.

2022: i simboli V, O, Z (che per coincidenza sono le iniziali di Volodymyr Oleksandrovych Zelenskyy) iniziano a comparire qualche giorno prima dell’inizio dell’attacco principale.

2024: Il nuovo simbolo tattico è stato svelato solo dopo l’inizio dell’attacco.

2022: i russi, a causa dell’avanzata troppo rapida, diventano anche preda di imboscate, subendo perdite superiori a quelle degli ucraini che si nascondono

2024: I russi hanno schierato più droni e mezzi per distruggere i rinforzi ucraini in arrivo, le perdite possono essere pari o addirittura superiori per gli ucraini per ora

Allo stesso tempo, con armi come i droni FPV e i FAB, anche lo stile di combattimento è diverso.

Anche se, in termini di conquista del territorio, non è grandioso come il tentativo del 2022, questo è più sostenibile per l’esercito russo e crea dilemmi strategici per il comando ucraino.

In aggiunta a quanto sopra, ora si dice che la Russia stia sminando interi campi incendiandoli e bruciando tutte le mine:

mine_fields_burnt

E le cose continuano ad andare avanti, le forze russe hanno conquistato altri villaggi e sono entrate nella città di Volchansk, la più grande roccaforte della regione settentrionale:

Volchansk

Volchansk_1

Molti canali ucraini legati all’esercito sono in preda al panico o al disordine e ora accusano apertamente la leadership ucraina di non aver costruito alcuna difesa nel nord. È chiaro che quello che era iniziato come un tentativo di sminuire l’avanzata a nord si sta trasformando in un’aperta disfatta:

I volontari ucraini lamentano che le formazioni naziste del GUR (il servizio di intelligence ucraino, N.d.T.) (“Kraken”, “Sonechko”, “Brotherhood”, ecc.)* hanno bloccato l’evacuazione della popolazione locale da Volchansk e stanno usando gli abitanti della città come scudi umani.

I residenti locali si sono accordati con i volontari, ma non hanno fatto entrare o uscire nessuno dalla città.

A giudicare dai notiziari, i combattimenti per la città sono già iniziati.

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L’AFU sta ora cercando di tappare i buchi inviando a nord le sue unità più d’elite, con gli spetsnaz e i Kraken del GUR che, secondo quanto riferito, stanno arrivando in soccorso. Purtroppo per loro, diversi gruppi di Kraken sono già stati catturati dalle forze russe. Di seguito le loro interviste:

Militante catturato del battaglione “Brotherhood” della Direzione principale dell’intelligence del regime di Kiev. Questa formazione è stata creata dal bastardo Korczynski, che è andato a uccidere i russi in Cecenia, come membro di UNA-UNSO ha combattuto al fianco dei terroristi di Duday.

2° Video:

Un militante del battaglione “Brotherhood”, che fa parte del GUR. Una di queste organizzazioni simili all’RDK (il ragazzo è di Krasnodar).

(anche in questo caso è possibile vedere i video solo nell’articolo originale)

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Il canale Starshe Edda aggiunge alcuni dettagli:

Il secondo giorno dopo l’inizio dell’offensiva del gruppo di truppe del Nord il numero di soldati AFU catturati ha già superato i 50, c’è anche un prigioniero del Kraken. È troppo presto per stimare le perdite del nemico; probabilmente ci sono 100 persone che giacciono sulle roccaforti, sono quelle che i soldati delle Forze armate ucraine in fuga non sono riusciti a trascinare via. Quanti nemici siano stati distrutti a causa degli incessanti attacchi di artiglieria e aerei non è chiaro al momento, ma è ovvio che sono molti.

Strelechye, Gatishchi, Pylnaya, Borisovka, Pletenevka, Krasnoye, Ogurtsovo, così come i reggimenti forestali adiacenti e le fortificazioni nemiche, sono sotto il nostro controllo; si stanno svolgendo battaglie nella zona di Glubokoe, così come alla periferia di Volchansk. È molto importante notare che le nostre perdite sono minime, Storm of the North agisce in modo molto competente, Lancet, equipaggi FPV, artiglieri, carristi gli spianano la strada, spazzando via le fortificazioni del nemico e i suoi veicoli blindati.

L’AFU non riesce a mostrare nulla dei suoi ohlos (cioè a mostrare i successi sul campo di battaglia), quindi registra video con i rappresentanti dei corpi volontari dei galli (traduzione letterale, ignoro se si riferisca ai francesi, N.d.T.), in cui parlano delle nostre grandi perdite. Spero che i combattenti del corpo dei galli smettano di pisciare sulle recinzioni a Kharkov e vengano adesso in aiuto degli ucraini, da dove li cacceremo. Il nemico scarica tutti i suoi fallimenti sui civili di Belgorod, bombardando le aree residenziali. È questo il problema che i nordisti d’acciaio stanno ora risolvendo, disfacendo il nemico.

Il canale fa una nota importante che ho visto sottolineata da altri: per una volta, questa offensiva è stata caratterizzata da un’enfasi specifica sul fatto che le forze russe stanno utilizzando efficaci tattiche di armi combinate, con diversi rapporti in prima linea che si preoccupano di far notare che l’artiglieria e l’uso dei droni sono buoni, le comunicazioni sono notevolmente coordinate e funzionano fluidamente, ecc. Ciò è in contrasto con molti altri fronti, come quello di Kherson, dove abbondano le lamentele sul coordinamento di questi aspetti. Sembra che chiunque stia gestendo il “Vento del Nord”, come alcuni lo chiamano, stia facendo un lavoro molto competente finora.

E naturalmente il merito va anche alle unità stesse, per le quali il quadro sta diventando gradualmente più chiaro. La volta scorsa ho menzionato alcune delle unità che si sospettava fossero coinvolte, ma ora ne sono state presentate altre di rilievo:

La 138a Brigata Separata di Fucilieri a Motore delle Guardie, che appartiene alla 6a Armata d’Armi Combinate del Distretto di Leningrado; una fonte sostiene che si tratti dell’80° Reggimento Carri Armati, anche se non ne ho avuto conferma.

Poi c’è la 18ª Divisione Fucilieri Motorizzati delle Guardie, come parte dell’11° Corpo d’Armata dalle truppe della Flotta del Baltico che ho già menzionato la volta scorsa, con il 79° Reggimento Fucilieri Motorizzati che opera come parte della 18ª divisione.

Uno degli unici punti in comune prevalenti è che la maggior parte delle unità utilizzate sembra provenire dal “Distretto Militare di Leningrado” di recente formazione.

Questo crisi di cuore da panico di un resoconto della 57ª Brigata ucraina elenca persino la partecipazione delle ormai leggendarie truppe di detenuti “Tempesta-Z”, mentre nomina anche le truppe di difesa territoriale ucraine della 125ª che abbandonano le loro posizioni a Volchansk per fuggire.

È stato inoltre già confermato da altri resoconti militari ucraini che l’AFU è stata costretta a ritirare unità molto necessarie dai fronti di Avdeevka e Chasov Yar per rinforzare la direzione di Kharkov, in peggioramento:

Le prime conseguenze dello sfondamento delle truppe russe nella regione di Kharkov. Le cronache militari riportano che le Forze armate ucraine hanno ritirato parte delle unità della 42ª Brigata di fanteria meccanizzata dal fronte vicino a Chasov Yar e hanno trasferito frettolosamente le truppe a Volchansk, temendo un’ulteriore espansione della testa di ponte e l’inserimento di maggiori forze delle Forze armate russe.

Così come Forbes:

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https://www.forbes.com/sites/davidaxe/2024/05/12/ukraines-cv90-fighting-vehicles-are-rolling-into-vovchansk-their-crews-expecting-a-russian-invasion-from-the-north/

Il dilemma, per i leader ucraini, è che una finta può trasformarsi in un’offensiva con poco preavviso, a patto che i russi possano risparmiare le forze dalle loro operazioni a est. “È un approccio accorto, considerando le limitazioni di personale dell’Ucraina”, ha scritto l’analista finlandese Joni Askola.

L’esercito ucraino non corre rischi. Elementi di diverse brigate, tra cui la 59esima brigata motorizzata e la 92esima brigata d’assalto, sono già a Vovchansk o stanno arrivando. In particolare, la 92ª Brigata d’assalto sta portando i suoi migliori veicoli da combattimento di fanteria CV90.

Il comandante in capo ucraino Oleksandr Syrskyi ha insistito sul fatto che le sue truppe si schiereranno e si riposizioneranno per adeguarsi alle mosse dei russi. “Siamo consapevoli dei piani del nemico e possiamo rispondere in modo flessibile a tutte le sue azioni”, ha dichiarato Syrskyi.

Nel frattempo, le stesse fonti dell’AFU riferiscono che la Russia ha iniziato a utilizzare solo il 7% delle sue forze regionali, per poi aumentarle al 15%, il che dovrebbe dare un’idea di ciò che deve ancora accadere:

Post uraino: C’è molta pressione sui ragazzi. La profondità è molto difficile, Vovchansk è sotto controllo, ma ci sono tentativi di sfondamento. L’occupante sta richiamando sempre più forze. Se ieri era coinvolto il 7-8% del totale delle forze dispiegate nell’area operativa, oggi è salito al 15%. Sono state bruciate molte attrezzature nemiche. Ma non si fermeranno finché non saranno completamente distrutti.

Ecco una visualizzazione dei combattimenti di una delle unità AFU nelle foreste vicino a Volchansk mentre vengono bombardate dall’artiglieria russa:

(video disponibile solo nell’articolo originale)

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Il portavoce del gruppo da battaglia ucraino Khortitsa, Nazar Voloshin, afferma che la Russia ha lanciato oggi oltre 22 bombe guidate su Volchansk:

(video disponibile solo nell’articolo originale)

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Anche l’ISW ha confermato le avanzate russe e le denunce dell’AFU:

I progressi russi continuano ad essere numerosi anche su altri fronti, ma di questi ci occuperemo la prossima volta.

 

Simplicius76Simplicius76, approfondite analisi di geopolitica e dei conflitti, con un pizzico di ironia.

 

 

Link: https://simplicius76.substack.com/p/putins-cabinet-shakeup-stumps-western

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