I TESTI DI RADIO GAZA #51 - "Vi siete dimenticati di Gaza?"

I TESTI DI RADIO GAZA #51 - "Vi siete dimenticati di Gaza?"


A cura di Michelangelo Severgnini


Guarda la puntata #51

(Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)



Da giugno 2025.

204.468 € raccolti grazie a 2.097 donazioni.

203.320 € inviati finora a Gaza.

4.671 € ricevuti ad agosto.

Per le donazioni:

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<<Gaza non conosce né pace né tranquillità.

Qui a Gaza, il genocidio continua>>.

Non sappiamo se abbiamo l'autorità morale per decretarlo, ma queste settimane rappresentano il fallimento storico del movimento mondiale di solidarietà per Gaza. La gente di Gaza ha bisogno di liquidità oggi più che mai, per far fronte ai prezzi esorbitanti delle merci che pur entrano nella Striscia attraverso Israele, ma appunto a prezzi ben oltre le possibilità di 2 milioni di persone senza lavoro da quasi 3 anni.

Tutto qui. E' talmente semplice.

Gli aiuti non entrano. Le organizzazioni internazionali vengono costrette a chiudere o a limitare il proprio intervento.

Non rimane altro che l'aiuto diretto, da pari a pari, orizzontale.

Non saranno certo le parole o lo sventolio di bandiere a tenere in vita il popolo affamato e sotto assedio di Gaza.

Non lo sono mai state e certamente non lo saranno oggi.

L'immaginario del sostenitore pro-Pal è legato a una storia, a una narrazione, non alla sorte reale delle persone intrappolate a Gaza. Finita la storia, richiuso il libro, riposte le bandiere, 2 milioni di persone sono scomparse all'improvviso.

E' falso che non si sappia nulla di Gaza. A Radio Gaza, Gaza racconta se stessa ogni settimana.

E' falso che non si parli più di Gaza. A Radio Gaza, Gaza parla ogni settimana.

E' falso che non si possa fare più niente per Gaza. A Radio Gaza, Gaza ogni settimana raccoglie donazioni per assistere decine di persone, in base alle disponibilità di denaro.

La strategia di comunicazione del movimento pro-Pal invece non solo ha rimosso dalle opzioni tutte quelle modalità di intervento che davvero potevano fare la differenza, ma ovviamente ha rimosso tutte quelle voci reali che dimostrano la validità di queste diverse opzioni.

E il risultato oggi è sotto i nostri occhi: il totale scollamento tra realtà e fantasia, tra bisogni reali e propaganda.

Radio Gaza sarà in pubblico questo venerdì a Carpignano Salentino, vicino a Lecce, in Italia.

<<Rivolgo un messaggio ai nostri cari e alle nostre sorelle in Italia e a tutti coloro che hanno contribuito a inviarci denaro tramite Radio Gaza e poi hanno smesso di farlo: vi siete dimenticati di Gaza? Dov'è finita la vostra umanità? Vi scriviamo dal cuore di queste tende logore per chiedervi con il cuore spezzato: perché avete smesso di inviarci donazioni e sostegno? Le nostre sofferenze si aggravano ogni giorno; affrontiamo una grave carenza di acqua, cibo e medicine. Ora l'inverno bussa alle porte e noi siamo senza protezione; abbiamo urgente bisogno di tende e teloni che ci riparino dal freddo e dalla pioggia. Il nostro calvario non è finito e il nostro bisogno dei vostri cuori compassionevoli cresce sempre di più. Spero che ascoltiate le nostre voci dalla campagna «Radio Gaza» e che non ci lasciate soli in queste condizioni estreme; donate per salvare ciò che resta delle nostre vite.

Oggi Israele ha aumentato le tasse sull'ingresso di ogni singolo camion nella Striscia di Gaza a 35.000 dollari.

Ciò comporta un nuovo aumento dei prezzi che i cittadini qui non riescono a sopportare. Stiamo parlando di un aumento molto consistente dei prezzi di ortaggi, conserve e di tutto il resto. Qui siamo senza soldi e, come se non bastasse, i prezzi stanno salendo in modo vertiginoso. Oggi servono somme ingenti per riuscire a cavarsela e, come se non bastasse, gli aiuti non arrivano quasi più nella Striscia di Gaza, dato che le famiglie qui non ricevono un solo pacco alimentare da cinque mesi almeno, stiamo vivendo i giorni peggiori della carestia.

La pace sia con te, fratello Michelangelo.

Qui a Gaza stiamo soffrendo molto e ci mancano i beni di prima necessità. C'è carenza di acqua, cibo, medicine e di tutto ciò che serve per vivere qui. Abbiamo bisogno di tutto qui a Gaza. Inoltre, con l'avvicinarsi dell'inverno, le tende sono diventate molto fragili, perché sono state messe a dura prova dal caldo estivo. Inoltre, i nostri bambini hanno bisogno di latte e medicinali per proteggerli dalle epidemie e dalle malattie cutanee diffuse a Gaza... Chiediamo ai nostri fratelli in Italia di tenderci una mano per soddisfare i nostri bisogni qui a Gaza, alla luce delle difficili condizioni umanitarie... Grazie a voi, nostri fratelli in Italia.

La Striscia di Gaza è una città costiera situata in riva al mare, che rappresenta la loro unica via di fuga, ma il mare è rimasto davvero la loro via di fuga?

No, è diventato una via di fuga, ma lì la morte e la malattia li perseguitano.

Oggi le spiagge del mare sono piene di tende degli sfollati e di fognature; durante il giorno la gente trasforma le proprie tende in un ammasso di fiamme e fugge verso il mare, ma tornerà dal mare sana e salva o ricoperta di sporcizia? Deve procurarsi l'acqua pulita per lavarsi dall'acqua di mare inquinata

Qui a Gaza fuggiamo dal fuoco verso le ceneri ardenti.

Oggi Israele ha bombardato alcuni magazzini alimentari nella zona di Al-Zawaya, colpendo un deposito di merci commerciali e un magazzino del Programma Alimentare Mondiale nel pomeriggio. Israele continua a praticare una politica di fame selettiva contro la popolazione della Striscia di Gaza.

Ieri è stato bombardato un impianto di desalinizzazione nella zona di Sheikh Radwan, un nuovo impianto installato solo due settimane fa, privando migliaia di persone dell'acqua potabile

Oggi Israele ha compiuto un massacro nella zona di Jabalia, nel quartiere delle scuole, dove è stato bombardato un gruppo di cittadini che si era spontaneamente radunato per soccorrere i feriti e recuperare i martiri. Israele ha ripreso i bombardamenti, colpendo anche i soccorritori e trasformando la strada in una pozza di sangue e macerie. Tra i martiri e i feriti, ora all'ospedale Al-Shqa' è stato dichiarato lo stato di emergenza per la donazione di sangue a causa dell'elevato numero feriti.

Oggi, nel campo di Al-Shati, è stata bombardata una moschea chiamata Moschea di Ashkelon. Per la cronaca, questa moschea era già stata bombardata durante gli anni di guerra. Oggi è stata nuovamente bombardata, nonostante fosse costruita in tela; è stato utilizzato un missile da guerra lanciato da aerei F-16. Tutte le case circostanti sono state distrutte; l'obiettivo del bombardamento era distruggere le abitazioni, ma la scusa è stata che è stata bombardata una moschea.

E questo non è l'unico bombardamento di oggi: a Deir al-Balah è stata colpita una tenda, uccidendo un'intera famiglia. I bombardamenti israeliani continuano senza sosta e un altro attacco ha colpito un'altra moschea nella zona di Sheikh Radwan, chiamata Moschea al-Radwan. È così che Israele perpetra le uccisioni quotidiane nella Striscia di Gaza>>.


A cura di Michelangelo Severgnini

27.08.2026


Michelangelo Severgnigni. Documentarista e saggista.




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