A cura di Michelangelo Severgnini
Guarda la puntata:
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Da giugno 2025.
201.908 € raccolti grazie a 2.089 donazioni.
200.506 € inviati finora a Gaza.
2.111 € ricevuti ad agosto
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<<Messaggio al mondo: sono tre anni che subiamo bombardamenti e morte; sono tre anni che viviamo la morte in ogni momento, tra esilio e sopravvivenza. Siamo stanchi di tutte le volte che siamo sfuggiti alla morte; i nostri corpi non reggono più a tanti addii. Gaza è stata distrutta, le città e il Paese sono in rovina. Gli alberi e le pietre sono morti; siamo morti centinaia di volte con ogni amico, compagno e parente che perdiamo e con ogni casa che viene rasi al suolo e ogni albero e animale viene ucciso. Ora, però, la guerra deve fermarsi, almeno per un po’, per darci il tempo di piangere coloro che abbiamo perso e ciò che abbiamo perso in questa guerra che non conosce tregua>>.
Queste sono settimane di cifre tonde per Radio Gaza. Prima i 200.000 euro raccolti, poi inviati. Oggi festeggiamo la puntata numero 50, sebbene ci sia poco da festeggiare. La prossima settimana festeggeremo un anno invece dalla puntata 1, caricata il 28 agosto 2025.
Ma da Gaza ci ricordano che un’altra data si sta avvicinando, quella del 3 ottobre 2026. Quel giorno saranno 3 anni consecutivi di sterminio quotidiano di civili senza pietà.
Eppure cosa porta oggi Gaza a non rappresentare più quella geografia della resistenza che tanto aveva animato le piazze del mondo?
Gaza, purtroppo, è diventata pretesto. O forse lo è sempre stata. Non è mai stata una missione, una ragione, un terreno di cambiamento reale.
E’ stata per il mondo solo la rappresentazione di un pretesto. Quello di troppe persone che lo hanno utilizzato per dissodare il consenso attorno a loro e allargare il proprio bacino di affiliati, senza pretese di incidere in alcun modo là dove è proprio necessario incidere. Un pretesto, dunque, esattamente. Una cartuccia già sparata in vista delle prossime elezioni.
Ora il nome di Gaza si possono tutt’al più organizzare gite in barca verso qualsiasi porto e per qualsiasi motivo ufficiale.
Il cinismo che Radio Gaza ha sempre mostrato non vi suoni irrispettoso, però. E’ che, dissipato il fumo, resta solo un’ipocrisia sconcertante.
Mentre dunque a Gaza non cambia niente (stessi bombardamenti su civili, stessa mancanza di aiuti, stessa mancanza di acqua, stesse malattie mortali), l’imbuto della storia sta aumentando i giri del vortice.
Il 27 ottobre prossimo ci saranno le elezioni in Israele.
Il 28 novembre, un mese più tardi, ci saranno le elezioni dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Il peso politico e dunque militare che sta schiacciando pertanto Gaza in queste settimane è insopportabile.
In tutto questo la scuola “Al-Amal” rischia di chiudere, dopo 5 mesi di attività, perché le richieste del Ministero per adeguare la scuola vanno ben al di là delle possibilità economiche stanziate per la scuola.
Ribadiamo inoltre l'appello per assistere 31 famiglie sfollate nel campo di Wameed, un campo sorto recentemente e completamente isolato rispetto a qualsiasi tipo di intervento umanitario.. Servirebbero 1.500 euro costanti al mese, oltre a quelli che già riceviamo per assistere al meglio i membri di Radio Gaza e le loro comunità.
Insomma, la sensazione qui è che la distonia tra parole e fatti abbia raggiunto livelli stridenti insopportabili.
<<Dal cuore della sofferenza, tra tende appesantite dalle difficoltà ma in cui la volontà ha resistito...
Vi presentiamo questo rapporto sul campo dal campo profughi (Wameed), che ospita 31 famiglie di sfollati, rifugiati e bambini che affrontano condizioni di vita e umanitarie estreme e che sperano in una mano benevola che allevi il peso di questi giorni.
Questo rapporto vuole essere un appello e un invito alla responsabilità rivolto a tutte le organizzazioni umanitarie, alle associazioni caritative e alle iniziative di beneficenza, affinché si uniscano a noi e rispondano rapidamente per soddisfare questi bisogni.
Le elezioni israeliane e l’uccisione dei palestinesi.
Dal 1996 le elezioni israeliane sono legate ai massacri contro i palestinesi, dal massacro di Qana fino ai giorni nostri. Dopo la fissazione della data, i bombardamenti israeliani sono iniziati e la fame aumenta di giorno in giorno. Una volta definite le liste dei partiti israeliani, il partito di Netanyahu ha iniziato ad aumentare il ritmo dei bombardamenti e dei massacri per soddisfare l’opinione pubblica israeliana assetata di uccidere i palestinesi e assicurarsi i voti per il proprio partito alle elezioni. C’è una grave crisi idrica e una crisi alimentare ancora più grave; i bombardamenti sono in aumento mentre ti scrivo e i bombardamenti di artiglieria non si fermano nelle zone orientali della Striscia di Gaza, dalla zona centrale fino all’estremo nord: i bombardamenti continuano senza sosta.
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato lo svolgimento delle elezioni, e non è la prima volta che annuncia una data per le elezioni. Le elezioni non si tengono, vengono rinviate o annullate; per questo motivo la popolazione palestinese non prende sul serio gli annunci di Abu Mazen. Da un lato, da un altro, da un mese si tengono incontri tra le fazioni palestinesi al Cairo, ma Abu Mazen e l’Autorità Palestinese li hanno boicottati e rifiutano di parteciparvi in qualsiasi forma.
Ci troviamo quindi di fronte a annunci contrastanti. Ma nulla di concreto sul campo: l’ultima volta che è stato fatto un annuncio, Abu Mazen ha annullato le elezioni un giorno prima del loro inizio; la ragione addotta allora era che Israele si opponeva alla presenza di urne elettorali nella città di Gerusalemme, in quanto essa rientra nelle zone di conflitto e di disaccordo tra noi e gli israeliani. Non ci si può quindi fidare dell’annuncio prima che il processo si concretizzi realmente, per evitare che si ripeta l’esperienza delle volte precedenti.
Salve, vi parlo con voce spezzata e il cuore che sanguina… In questi momenti difficili ci troviamo sull’orlo della chiusura definitiva della nostra scuola.
Dove sono i nostri fratelli e i nostri cari italiani? Dove sono coloro che hanno un cuore compassionevole? Ci rivolgiamo a qualsiasi istituzione, associazione o organizzazione italiana e a tutti gli uomini liberi del mondo… Abbiamo un bisogno urgente e imperioso di voi oggi, prima di domani! Dove sono coloro che ci sono stati accanto e ci hanno sostenuto nei giorni più duri della guerra, senza abbandonarci nemmeno per un istante? Come è possibile che oggi veniamo lasciati soli a metà strada?!
Il Ministero ci ha posto di fronte a una scelta letale: o soddisfiamo immediatamente i requisiti per la licenza, oppure chiudiamo la scuola e lasciamo questi bambini in balia della strada! I nostri bambini, privati dell’istruzione per tre anni consecutivi… I nostri bambini, ai quali l’occupazione ha ucciso la maggior parte dei compagni e degli amici sotto i loro occhi, mentre stringevano quaderni e libri e piangevano… Ci supplicano con le loro manine di non chiudere loro le porte in faccia! Non chiedono né cibo né giochi, piangono solo per ottenere il loro diritto all’istruzione!
Con l’inizio di questo nuovo anno, cresce il numero dei bambini senza tetto che non hanno altro rifugio se non questa tenda, e noi siamo impotenti… completamente impotenti!
Abbiamo un bisogno urgente e immediato di soli 10.000 dollari... Questa è la somma necessaria per coprire i costi iniziali richiesti dal Ministero, per fornire bagni, tende e arredi che diano riparo a questi innocenti.
Guardateci con compassione e misericordia... Immaginate se questi fossero i vostri figli! Accettereste che la loro speranza venisse spezzata dopo tutto quello che hanno passato? Se un’organizzazione decidesse di sostenerci, o se ogni persona donasse solo 50 dollari, salveremmo questa scuola ora, prima che sia troppo tardi.
Non lasciateci morire nell’ignoranza dopo essere sopravvissuti ai bombardamenti... Vi prego, condividete questo appello ovunque, fate in modo che raggiunga ogni organizzazione e ogni cuore vivo... Salvate subito i nostri bambini e aiutateci a raccogliere la somma necessaria prima di essere costretti a chiudere tutto.
La pace sia su di te, con la misericordia e le benedizioni di Dio, fratello Michelangelo. Sono molto stanca in questo momento ed è arrivato il momento di prendere le dosi di medicinali. Devo comprare gli inalatori per l’asma e ho bisogno di fare un po’ di spesa. Mi servono 285 euro. Spero che tu possa aiutarmi e procurarmeli, così potrò comprare i medicinali. Che Dio ti ricompensi, fratello Michelangelo.
Ieri c’è stata una ressa intorno a un’autobotte che ha causato la morte di una persona. La crisi idrica si aggrava di giorno in giorno. È diventata una crisi mortale e siamo entrati in una fase pericolosa di carenza d’acqua. Le organizzazioni internazionali nel settore di Gaza sono inattive e non offrono nulla; qui ci sono solo dichiarazioni senza alcun seguito. Stiamo vivendo i momenti peggiori di una guerra di sterminio, con una carestia continua.
La gente qui è senza fonte di reddito, senza soldi, senza stipendi, senza cibo, senza acqua, senza bevande e con letti a strappi su cui non si può dormire. Stiamo vivendo i giorni più torridi dell’estate e il caldo.
Un’altra giornata segnata dai bombardamenti e dalla morte
Di prima mattina ci sono stati bombardamenti a Khan Younis, poi l’assassinio di un funzionario di polizia nella provincia di Gaza e ora bombardamenti e sparatorie contro i pescatori per impedire loro di pescare e per affamare loro e le loro famiglie. L’occupazione continua a praticare una politica di affamamento contro la Striscia di Gaza.
I bombardamenti, che non si fermano mai, dopo aver colpito ieri un bar causando la morte di 8 martiri, si sono ripetuti oggi contro un edificio civile, uccidendo diverse persone, tra cui una donna. Israele vuole seminare il caos e la criminalità nella Striscia di Gaza. Ieri sera, le forze speciali israeliane hanno rapito due persone a Khan Younis: anche questo è un crimine organizzato volto a seminare il caos nella Striscia di Gaza.
Poco fa c’è stato un bombardamento nella zona del campo di Al-Shati: un bombardamento durante una pausa in cui la gente usciva dalle tende per sfuggire al caldo e trovare un po’ di sollievo; i razzi li hanno inseguiti sulla spiaggia, uccidendoli e scaraventandone alcuni in mare a causa della violenza del bombardamento. L’occupazione israeliana non capisce altro che il linguaggio dell’omicidio e della morte: vogliono ucciderci tutti, nel silenzio del mondo intero.
La notte scorsa non è stata affatto facile, soprattutto per la città di Deir al-Balah, dove si sono verificati bombardamenti intensi e violenti e dove sono stati distrutti edifici residenziali nelle zone orientali della città; le esplosioni erano così intense e potenti che se ne sentivano i rumori anche da zone lontane. Israele continua a seminare morte e distruzione con bombardamenti intensi ogni giorno, nonostante i ripetuti annunci statunitensi secondo cui ci stiamo ci stiamo avvicinando a un cessate il fuoco, ma si tratta solo di dichiarazioni mediatiche; qui sul campo, invece, i bombardamenti non si fermano nemmeno per un istante.
Poco fa c'è stato un bombardamento vicino a casa mia, nella zona della spiaggia. Ti scriverò due messaggi: il primo riguarderà il bombardamento e il secondo le implicazioni di questo bombardamento sulle imminenti elezioni israeliane>>.
A cura di Michelangelo Severgnini
20.08.2026
Michelangelo Severgnigni. Documentarista e saggista.
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