I TESTI DI RADIO GAZA #47 – L’esodo di migliaia di persone è avvenuto sotto intensi bombardamenti

I TESTI DI RADIO GAZA #47 – “L’esodo di migliaia di persone è avvenuto sotto intensi bombardamenti”.


A cura di Michelangelo Severgnini


Guarda la puntata:



(Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)


Da giugno 2025.

199.646 € raccolti grazie a 2.049 donazioni.

197,548 € inviati finora a Gaza.

6.873 € ricevuti a luglio

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IL TESTO INTEGRALE DEL VIDEO


<<Innanzitutto, lode a Dio che mi ha salvato dai bombardamenti e ha causato solo alcuni danni alla nostra casa, dove si sono verificati bombardamenti violenti e devastanti nel nostro quartiere del campo di Al-Shati. Una bomba del peso di una tonnellata è caduta su una casa nel campo di Al-Shati, provocando numerosi feriti e la distruzione totale e completa di diverse abitazioni circostanti. Stiamo vivendo i momenti più duri dei bombardamenti in questo periodo.

I bombardamenti sulla città di Gaza non si fermano: ora l’occupazione israeliana minaccia di bombardare l’Istituto dei Giovani Cristiani in via Al-Galaa, una zona in cui si concentrano istituzioni internazionali e scolastiche; è stato ordinato l’evacuazione dell’area in vista dei bombardamenti, oltre ai bombardamenti che hanno colpito diverse zone nel corso della giornata, causando almeno 10 martiri. Qui la morte non si ferma mai>>.

Zone cuscinetto. Questa sembra essere al momento l’idea più consolidata intorno ai piani di Israele non solo per Gaza, ma anche per Libano e Siria. Scenari secondari. Lì agiscono i proxy. Per ora vanno resi inoffensivi. La battaglia vera si gioca altrove.

Il presidente statunitense Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu si sono incontrati martedì 28 luglio 2026 alla Casa Bianca per un vertice bilaterale di circa 90 minuti.

Hanno pianificato la strategia contro l’Iran. Netanyahu ha giudicato l’incontro come il migliore mai avvenuto con Trump.

Ma sugli scenari secondari pare non ci sia stata convergenza totale. Trump chiede il ritiro di Israele dai 3 fronti citati, ma così, parole sparate a salve.

Come si traduce tutto questo sul campo a Gaza?

Israele ha trasformato 42 km di linea gialla in barriere permanenti e terrapieni pari all’85% dell’intera lunghezza. La linea gialla è il confine tra la parte della Striscia sotto il controllo di Israele (pari al 70%) e il resto della Striscia controllato da Hamas e dalle forze della Resistenza dove risiedono 2 milioni di civili.

Al di là della linea gialla, oltre alle forze israeliane, risiedono alcune migliaia di miliziani palestinesi filo-Israeliani e famiglie.

Da questo lato chiunque è libero di fare tiro al bersaglio su 2 milioni di Gazawi intrappolati.

Martedì alcuni aerei da combattimento israeliani hanno colpito la moschea di Al-Muttaqin, situata nei pressi dell’edificio della Young Men’s Christian Association (YMCA) nella città di Gaza.

Nel frattempo Khalil al-Hayya, il neoeletto capo dell’Ufficio politico di Hamas, ha incontrato mercoledì ad Ankara il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

Fidan si è congratulato con al-Hayya per la nomina e ha ribadito il forte sostegno della Turchia a quella che ha definito la «giusta causa» dei palestinesi in ogni ambito e su ogni piattaforma internazionale.

«Ankara continuerà a compiere ogni sforzo per aumentare la fornitura di aiuti umanitari a Gaza. Fidan ha inoltre affermato che la Turchia continuerà a sostenere il processo di pace a Gaza e ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto da Hamas in tali sforzi».

Nel frattempo noi continuiamo a fare il nostro sul campo. Il progetto della scuola “Al-Amal” a Gaza è ufficialmente ripartito e gli ultimi soldi inviati dall’associazione ZYP Onlus per il finanziamento della scuola hanno portato ormai i soldi raccolti a sfiorare la cifra di 200.000 euro.

Ringraziamo anche gli altri donatori che hanno continuato in questi giorni a sostenere i ragazzi di Radio Gaza e le loro comunità.

Tuttavia, il sostegno non è mai abbastanza. In trappola, in preda alla carestia e sotto il quotidiano bombardamento. Due milioni di civili. Signore e Signori, scusate, di cosa stiamo parlando?

<<La Striscia di Gaza sta assistendo a un’escalation sul campo e a continui bombardamenti israeliani che minacciano l’accordo di cessate il fuoco, mentre proseguono i raid aerei e gli attacchi di artiglieria che causano vittime e feriti. Sviluppi sul campo e sul fronte militare: violazione della tregua. L’esercito di occupazione israeliano continua a violare l’accordo di cessate il fuoco con bombardamenti di artiglieria e aerei in diverse zone. Ampliamento della «linea gialla»: i mezzi militari israeliani stanno effettuando manovre per ampliare la cosiddetta «linea gialla» nei quartieri di Al-Zaytoun, Al-Shuja’iya e Al-Tuffah. Operazioni di demolizione e distruzione: l’esercito di occupazione ha fatto saltare in aria complessi residenziali e abitazioni dei cittadini a Beit Lahia, nel campo di Al-Maghazi, a Khan Yunis e a Rafah. Attacchi alle moschee: gli aerei israeliani hanno bombardato una moschea nella zona di Yarmouk, nella città di Gaza, con il pretesto che fosse utilizzata come deposito di armi. Assassinio e vittime: si sono registrati feriti e martiri a seguito di attacchi con droni che hanno preso di mira un impianto industriale nel quartiere di Al-Sabra e assembramenti a Al-Mawasi e nel campo di Al-Nuseirat.

La notte scorsa è stata davvero pericolosa e la situazione era pessima. Gli aerei israeliani non hanno smesso di bombardare e distruggere: hanno raso al suolo un edificio a Tel al-Huwaya e un altro nella zona di al-Jalaa, oltre a un edificio nel quartiere di al-Nasr e due edifici a Deir al-Balah. Gli aerei israeliani hanno continuato a distruggere e uccidere per tutta la notte fino al mattino, senza contare l’intenso bombardamento di artiglieria su quartiere di Al-Zaytoun e l’avanzamento della linea gialla in zone profondamente penetrate nei quartieri residenziali. L’avanzamento della linea gialla è diventato un incubo quotidiano per i cittadini. A ciò si aggiunge l’esodo di centinaia di famiglie dal quartiere di Al-Zaytoun in seguito all’avanzamento della linea gialla nelle loro zone residenziali

L'esodo è avvenuto sotto un intenso bombardamento e una donna e le sue due figlie hanno perso la vita mentre fuggivano dalla zona di Al-Zaytoun. Avrei voluto riuscire a riprendere qualche filmato.

Un nuovo problema si aggiunge alle gravi criticità sanitarie.

Esaurimento delle scorte di farmaci chemioterapici per i malati di cancro: nel Settore di Gaza si contano 4.000 malati che necessitano di chemioterapia, ma le scorte sono completamente esaurite. Di conseguenza, questa mattina è deceduta una nostra vicina, madre di sette figli, a causa della mancanza di cure adeguate alla sua condizione.

Dal cuore della sofferenza, tra le tende appesantite dalle difficoltà e in cui la volontà ha tenuto duro vi facciamo giungere questa voce dall’interno di un campo profughi, che ospita al suo interno più di 31 famiglie di sfollati e rifugiati, nonché bambini che affrontano condizioni di vita e umanitarie estreme, e che chiedono un aiuto concreto per alleviare il peso di questi giorni.

Attraverso questa voce trasmettiamo un appello silenzioso e immagini vivide di una realtà critica, e vi chiediamo di provvedere ai bisogni primari e urgenti di cui le famiglie e le donne del campo sono prive: un riparo sicuro, cibo, assistenza sanitaria e generi di prima necessità per donne e bambini.

Questo appello è un grido di soccorso e un richiamo alla responsabilità rivolto a tutte le organizzazioni umanitarie, alle associazioni caritative e ai generosi benefattori, affinché si uniscano a noi e rispondano prontamente per soddisfare questi bisogni, sostenere la resilienza di queste famiglie di rifugiati e garantire loro i requisiti minimi per una vita dignitosa>>.

E’ dalla puntata numero 40 che non mostriamo più immagini della scuola “Al-Amal”. Da oggi si riprende, e speriamo che tutto vada per il meglio.

Questo significa che nel frattempo sono passati quasi 2 mesi. La scuola tuttavia non è stata chiusa in tutto questo tempo. Le lezioni e le attività sono state interrotte solo per un paio di settimane.

Le cause di questa interruzione sono legate all’incolumità degli operatori, messa a rischio da alcuni episodi.

E’ del tutto evidente a chiunque che operare alla periferia di Gaza città oggi, con la linea gialla a pochi chilometri che piano piano si avvicina, con il rischio di essere bombardati in qualsiasi momento e la diffusa miseria circostante, sia in ogni caso un’operazione rischiosa.

Di questo stato delle cose sono stati a conoscenza sin dall’inizio innanzi tutto i membri dell’associazione ZYP Onlus che coraggiosamente e generosamente hanno aderito al progetto.

Il loro comportamento in quanto donatori in queste settimane è stato ineccepibile e saggio, preferendo di approfondire le necessarie dinamiche sul campo, sempre più dure giorno dopo giorno, prima di giudicare possibile proseguire.

Purtroppo dobbiamo confessare di non aver ricevuto in queste settimane alcun aiuto sul campo da alcuna struttura o agenzia internazionale, pur contattate. La risposta è che semplicemente non sonno più presenti o perlomeno non lo sono ormai più in vaste aree di quel 30% di Striscia assediata, che però ormai è densamente popolata ad ogni angolo.

E’ stato pertanto impossibile reperire figure terze sul campo che garantissero sulla verosimile incolumità degli operatori.

In queste condizioni ZYP e Radio Gaza hanno deciso di continuare. Ci siamo dotati di una struttura interna alla scuola, per il monitoraggio e la condivisione di ogni aspetto di rilievo, direttamente in contatto con le realtà sostenitrici in Italia. Ringraziamo anche Sandalia Onlus per l’assistenza.

La scuola “Al-Amal” è dunque ufficialmente ripartita.

<<Al nobile popolo italiano, alle organizzazioni umanitarie in Italia, a ogni cuore che continui a credere nel diritto dei bambini all’istruzione e alla vita. La pace sia con voi, insieme alla misericordia e alle benedizioni di Dio. Oggi vi parliamo dal cuore di Gaza, tra le tende della scuola “Al-Amal”, che è diventata una piccola finestra di luce in una realtà piena di dolore e sofferenza.

Quando abbiamo avviato questa iniziativa, la nostra scuola accoglieva solo circa 100 bambini e bambine, ma con il protrarsi della guerra e la mancanza di scuole sicure, sempre più bambini hanno bussato alla nostra porta, fino a superare i 250, alla ricerca di un luogo dove imparare e di un momento di speranza che restituisse loro un po’ di quell’infanzia che è stata loro sottratta.

Non chiediamo la costruzione di una grande scuola né cerchiamo l’impossibile; chiediamo solo le necessità più elementari che ci aiutino ad andare avanti: una tenda adeguata, banchi, lavagne, servizi igienici. Cose semplici agli occhi di alcuni, ma che per questi bambini potrebbero cambiare un intero futuro e potrebbero essere la ragione per cui un’intera generazione rimanga unita grazie alla conoscenza e alla speranza invece di perdersi. Insegnanti che continuano a stare ogni giorno davanti ai bambini, sognando la loro missione nonostante la stanchezza e le condizioni estreme, perché credono che un bambino a Gaza meriti di imparare e che la guerra non debba rubargli il diritto di sognare. Ma oggi siamo qui davanti a voi con cuori sinceri e vi chiediamo: Dov’è il vostro sostegno? Dove sono le istituzioni italiane che si sono sempre schierate a favore della causa umanitaria? Dove sono i nostri amici che ci sono stati vicini nei giorni più difficili? Dove sono tutti coloro che hanno promesso di far sentire la voce dei nostri bambini? I bambini della Scuola della Speranza attendono da voi un gesto umanitario. Non chiediamo il lusso, ma solo i beni di prima necessità che rendono possibile la continuazione della nostra attività.

Porgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno sostenuto Radio Gaza e a ogni persona in Italia che ha contribuito a far sentire la voce di Gaza e a diffondere il nostro messaggio: state al fianco dei bambini. Il vostro sostegno è stato e continua ad essere la prova che l’umanità

Rivolgiamo inoltre un messaggio di gratitudine alla Fondazione Zib Alus e al nostro caro amico Michelangelo, che ci sono stati vicini nei momenti difficili e hanno contribuito a mantenere vivo questo sogno, dimostrando che in Italia c’è ancora un cuore compassionevole.

Dalle tende della Scuola della Speranza a Gaza vi diciamo: non lasciate che 250 bambini restino in attesa dietro le porte della speranza; non permettete che la mancanza di risorse chiuda completamente le porte di Bana. Al popolo italiano e alle organizzazioni umanitarie: i nostri bambini vi chiamano, li sentite? La pace sia con voi, e la misericordia e la benedizione di Dio>>.

30.07.2026

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Michelangelo Severgnini. Saggista e documentarista.

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