Green Pass e oscure disuguaglianze: la spinta verso i Passaporti per l’Immunità da Covid

Binoy Kampmark – counterpunch.org – 22 marzo

 

Adeguata, ideale, meravigliosa – se capita che vi troviate nell’Unione Europea. Questa è l’atmosfera di fiducia che circonda la proposta del 17 marzo per un passaporto digitale per l’immunità da Covid, o quello che viene ufficialmente chiamato Digital Green Certificate.

Il Digital Green Certificate è in realtà un pacchetto di tre [certificati]: certificati di vaccinazione che indicano la marca del vaccino utilizzato, i dati e il luogo di inoculazione e il numero di dosi somministrate; certificati di test negativi (o un test rapido dell’antigene o un test NAAT / RT-PCR); e certificati medici per coloro che si sono guariti da COVID-19 negli ultimi 180 giorni.

L’iniziativa è discriminazione bella e buona, privilegio messo in primo piano. Il requisito essenziale per ottenere un tale permesso è la prova che siete stati vaccinati con un vaccino approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali. Ma la Commissione Europea ha aggiunto una precisazione a questo requisito. Gli Stati membri potevano decidere se accettare i vaccini che l’EMA doveva ancora approvare. Di per sé non rassicurante, visti i vari approcci che gli Stati europei hanno adottato nei confronti del mercato internazionale dei vaccini.

Tali imposizioni amministrative e burocratiche sono materia di incubi per esperti di etica e filosofi. Per coloro che lavorano in economia, affari e management, è un’idea estremamente sensata che consentirà alle persone di spostarsi in Europa, preferibilmente in tempo per l’estate.

Il Direttore di Eagle Travel, David Reculez, ha esposto il caso per la difesa. “Per noi delle agenzie di viaggio, il nuovo certificato è davvero una speranza perché aiuterà sicuramente le persone a viaggiare di nuovo.” Le persone hanno espresso il desiderio [di poter] viaggiare in modo sicuro senza essere ostacolate da “regole rigide o quarantena”.

I Paesi con un’economia ad alto tasso turistico – Grecia, Spagna e Croazia, per esempio – sono entusiasti. Il 23 febbraio, il Ministro greco per la Governance Digitale Kyriakos Pierrakakis ha annunciato l’uso dei passaporti vaccinali. Sono stati conclusi accordi con Israele, Cipro e Serbia per consentire un flusso abbondante di residenti vaccinati quest’estate. Il Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis ha avuto l’attenzione da parte del Presidente dell’Ue Ursula von der Leyen, spingendo per una posizione unificata dell’UE sulla questione, nonostante gli specifici sforzi bilaterali del suo Paese.

Francia, Germania, Paesi Bassi e Belgio sono, a vari livelli, contrari e scettici. Il Ministro francese per il Turismo, Jean-Baptiste Lemoyne, ha ritenuto “l’idea di limitare il movimento alle sole persone vaccinate” fosse un dibattito “prematuro” dato che solo “il 4-5% della popolazione europea sarebbe vaccinato”. Il Ministro degli Affari Europei del Paese, Clément Beaune, ritienescioccante, mentre questa campagna di vaccinazione è ancora in corso in Europa, che ci possano essere più diritti per alcune persone che per altre. Questa non è la nostra concezione di protezione e accesso ai vaccini.”

Un certo numero di professionisti della salute e bioeticisti nutrono preoccupazioni simili. Sarah Chan, dell’Usher Institute for Population Health Sciences and Informatics di Edimburgo, sostiene in modo convincente l’accusa. “Penso che i passaporti vaccinali abbiano il potenziale per creare inutilmente divisioni. È probabile che ciò porti a conseguenze negative, in quanto inique e [suscettibili di] creare disuguaglianze.”

A febbraio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che “ci sono ancora incognite critiche per quanto riguarda l’efficacia della vaccinazione“, inclusa la lotta contro le varianti di SARS-CoV-2; la durata della protezione dopo la vaccinazione; la tempistica delle dosi di richiamo e se la vaccinazione offra [realmente] protezione contro le infezioni asintomatiche.

Dare priorità alle vaccinazioni per i viaggi “potrebbe comportare forniture inadeguate di vaccini per le popolazioni in priorità considerate ad alto rischio di grave malattia Covid-19“. L’introduzione di “un obbligo di vaccinazione come condizione per il viaggio può potenzialmente ostacolare un equo accesso globale a una fornitura limitata di vaccini e sarebbe improbabile che massimizzasse i benefici della vaccinazione per le singole società e la salute globale in generale“.

Possiamo già vedere il concetto di Green Pass attuato in Israele. L’incentivo a farlo è lampante. “Con il green pass“, incoraggia la voce fuori campo di un annuncio pubblicitario che promuove l’idea, “le porte si aprono per davvero davanti a voi … Torneremo alla vita“.

Il Paese ha utilizzato un’app per mostrare chi è stato completamente vaccinato contro il coronavirus o chi è guarito dall’infezione. Sia per gli individui vaccinati che per i pazienti guariti da coronavirus, il pass è valido fino al 6 giugno 2021. Agisce come una forma di accesso esclusivo, un segno di approvazione se si desidera andare a concerti, teatri, palestre e hotel. Albergatori come Armin Grunewald, la cui struttura si trova vicino al mare di Galilea, ha detto a The Guardian che “la gente sembrava felice e affrancata“.

I crittografi e gli studenti di sicurezza informatica erano meno allegri. L’app Ramzor è stata segnata da problemi da quando è stata lanciata. Secondo lo scienziato informatico Orr Dunkelman, dell’Università di Haifa, l’app rivela senza necessità informazioni come la data in cui una persona è guarita dal Covid-19 o ha ricevuto un vaccino. Inoltre utilizza una vecchia libreria di crittografia suscettibile di violazioni della sicurezza. Ran Bar Zik, editorialista del software per Haaretz, arriva al punto di definirla “una catastrofe in divenire”, suggerendo invece un modulo cartaceo per la vaccinazione.

A febbraio, la Knesset ha approvato una legge che consente al Ministero della Salute di fornire a una serie di autorità il nome, il numero di identificazione nazionale, il numero di telefono e l’indirizzo di qualsiasi cittadino che può essere vaccinato ma non lo è stato. Questi includono il Ministero dell’Istruzione e il Ministero del Welfare. Al momento del suo passaggio, Tamar Zandberg del Partito Meretz ha suggerito che “la divulgazione di tali informazioni è una china scivolosa e danneggia la privacy delle persone“.

Uno spettro di disagio si sta manifestando. Mentre i documenti che certificano la buona salute sono stati una caratteristica dei trasporti e dei viaggi – il cartellino giallo dell’OMS che mostra vaccinazioni certificate per infezioni come il colera, la peste e il tifo è un esempio più noto – i certificati verdi per la Covid-19 sono un’altra questione. L’epidemiologo Christopher Dye e la sociologa Melinda C. Mills, scrivendo su Science, osservano che “il rischio maggiore è che alle persone per le quali la vaccinazione è inaccettabile, non testata, inaccessibile o impossibile venga negato l’accesso a beni e servizi.” Considerano i vari casi in cui può manifestarsi la discriminazione: minoranze etniche riluttanti a farsi vaccinare, mancanza di dati sull’efficacia [e la sicurezza] del vaccino per le persone a rischio (donne incinte per esempio), migranti irreperibili e privi di documenti, il divario tecnologico digitale, e requisiti di idoneità.

In senso globale, i non vaccinati nell’era Covid-19 rischiano di diventare la moderna plebe derisa o ignorata, socialmente e politicamente esclusa. L’effetto è analogo al privare le persone del passaporto, alienandone la cittadinanza in forza di motivi biomedici. Dye e Mills sono ottimisti, fiduciosi che tali passaporti possano “essere accompagnati da una scienza esemplare, da tecnologie appropriate e da un uso equo per tutti“. Ma come per le precedenti categorie di invisibili e privi di documenti, i passaporti vaccinali verificabili si profilano come rigide gerarchie di conformità, sorveglianza e separazione.

 

Binoy Kampmark è stato uno Studioso del Commonwealth presso il Selwyn College, Cambridge. Insegna alla RMIT University, Melbourne. E-mail: [email protected]

 

Link: https://www.counterpunch.org/2021/03/22/green-passes-and-dark-inequalities-the-push-for-covid-immunity-passports/

Scelto e tradotto da NICKAL88 per comedonchisciotte.org