Governo Meloni, la legge di bilancio e la truffa del cuneo fiscale

Governo Meloni, la legge di bilancio e la truffa del cuneo fiscale

Di ConiareRivolta.org

Il Governo Meloni presenta la sua prima legge di bilancio e, come ampiamente preannunciato, si ripresenta per l’ennesima volta la telenovela del “taglio al cuneo fiscale”: una specie di creatura mitologica sempre evocata (e spesso già praticata, come vedremo) al grido di “mettere soldi nelle tasche delle persone”, ma mai capace di rilanciare positivamente i salari e nonostante ciò continuamente indicata come causa principale di un presunto “insopportabile costo del lavoro” che impedirebbe alle imprese nostrane di pagare in maniera adeguata i propri lavoratori.

Prima di commentare l’intervento inserito in legge di bilancio, è opportuno ricordare che cos’è il cuneo fiscale, e richiamare qualche dato di realtà relativamente alla sua entità.

Il cuneo fiscale, definito come la differenza fra il costo che l’impresa sostiene per un lavoratore e il salario netto che questo riceve, è dato principalmente dalla somma di imposte dirette (a carico del lavoratore, anche se trattenute dal datore di lavoro) e contributi previdenziali (sia a carico dell’impresa che del lavoratore); tutte voci, come si vede, che fanno parte a pieno titolo del salario corrente o differito (e già questo dovrebbe chiarire l’ipocrisia di chi sostiene che “per aumentare i salari occorre tagliare il cuneo”). Solitamente, il cuneo fiscale viene espresso in misura percentuale, come rapporto fra il cuneo stesso e il costo del lavoro complessivo.

A questo punto, vista l’insistenza con cui nel nostro dibattito pubblico viene posta la questione, le prime domande da farci sono: ma veramente in Italia il cuneo fiscale è alto in maniera così anomala (ad esempio rispetto ad altri paesi)? Ed è questo il motivo per cui gli stipendi italiani sono così bassi?

Beh, non si direbbe, almeno a leggere i dati pubblicati dall’OCSE nel rapporto “Taxing Wages” che, prendendo ad esempio un lavoratore singolo senza figli e con un salario pari al salario medio nazionale, ci dice che l’Italia è posizionata sì nella parte alta della “classifica” relativa al cuneo fiscale, ma comunque alle spalle di altri fra i più importanti paesi europei.

Paese Cuneo fiscale – Anno 2021 (% sul costo del lavoro per un lavoratore singolo con salario pari al salario medio nazionale)
Belgio 52,6
Germania 48,1
Austria 47,8
Francia 47,0
Italia 46,5

Insomma, a dire dell’OCSE, il Italia il cuneo fiscale è sì alto ma comunque inferiore a quelli di altri paesi europei talvolta portati ad esempio per quanto riguarda il livello salariale.

Ma allora, se il valore assoluto del cuneo fiscale non serve a giustificare i nostri salari da fame, non sarà che l’insistenza data a questo tema dipende dal fatto che si tratta comunque di un dato in crescita? Eh no, neanche questa spiegazione regge (ci dice sempre l’OCSE); infatti in Italia il cuneo è calato di 0,7 punti dal 2010 ad oggi, e addirittura di 2,8 punti se prendiamo a riferimento salari più bassi, pari a due terzi del salario medio.

In altre parole, nonostante (o, se preferite, proprio perché) il mantra di qualsiasi governo negli ultimi 15 anni sia stato “finalmente ora interverremo sul cuneo fiscale”, in realtà tale aggregato è stato già oggetto di numerosi interventi (tanto da parte di governi di centro-sinistra che di centro-destra), e nonostante questo sfidiamo chiunque a sostenere che i salari, specie quelli più bassi, abbiano incrementato il proprio potere di acquisto nello stesso periodo.

Ripetiamo quindi quello che questi dati ci dicono: NO, non è vero che il cuneo fiscale in Italia è straordinariamente alto rispetto agli altri paesi europei, e SÌ, il cuneo è già diminuito nel corso degli ultimi anni, ma questo non ha portato nessun beneficio ai lavoratori.

La domanda naturale da porsi diventa allora: perché un intervento che dovrebbe nelle intenzioni dei proponenti “mettere più soldi in tasca” ai lavoratori non ha alcun effetto sulle loro condizioni? Ci sono almeno tre risposte possibili:

1. Il taglio del cuneo fiscale rappresenta una minore entrata per lo Stato, ma per un paese come l’Italia (che più di altri ha imboccato la via dell’austerità imposta dalle regole di bilancio europee) il dogma del pareggio di bilancio impone che a una minore entrata corrisponda un aumento di qualche altra imposta, e tipicamente negli ultimi due decenni abbiamo assistito a una diminuzione delle imposte dirette e a una crescita di quelle indirette (ad esempio, nello stesso intervallo 2010-2021 in cui come detto il cuneo è diminuito di 0,7 punti per i salari medi e di 2,8 punti per quelli più bassi, abbiamo che l’aliquota IVA ordinaria è aumentata di 2 punti, dal 20% al 22%); e non si tratta – si badi – di un cambiamento neutrale, perché le imposte sui consumi sono strutturalmente regressive comportando un onere proporzionalmente maggiore per i redditi più bassi.

2. Inoltre, qualora lo Stato non volesse aumentare altre imposte, per finanziare il taglio del cuneo (ovviamente sempre senza sfidare il tabù dell’austerità) dovrebbe necessariamente diminuire le proprie spese, e l’esperienza ci insegna che la spesa sociale finisce sempre per essere il primo agnello sacrificale; avremmo così che quei “pochi maggiori euro in tasca” se ne andrebbero immediatamente in maggiori spese private sostenute dai lavoratori per visite mediche, aumenti delle tariffe dei trasporti pubblici, etc.

3. Infine, in termini di impatto distributivo diretto l’esito di una riduzione del cuneo fiscale è tutt’altro che scontata. Se a seguito di un simile intervento un lavoratore si trova con qualche euro in più in tasca (pochi o tanti, non importa), sarà gioco facile del datore di lavoro – in occasione del rinnovo del contratto – dire qualcosa del tipo “avete già avuto” e negare (o mitigare) la normale crescita dei salari che si avrebbe anche in un mercato del lavoro asfittico come quello italiano. Ed è così che un onere che dovrebbe essere sopportato dalle imprese viene invece messo di fatto a carico della fiscalità generale. Piccoli, modestissimi aumenti salariali che anziché andare a discapito del profitto vengono di fatto pagati dalla collettività attraverso i tributi. Tributi che, come noto, ricadono in larga parte sui redditi medio-bassi da lavoro o da pensione. Insomma, una redistribuzione interna allo stesso piatto: quello dei redditi da lavoro.

In definitiva la riduzione del cuneo fiscale finisce facilmente per essere un ostacolo alla contrattazione salariale anziché favorirla. Siamo noi ad essere malpensanti? In verità la stessa cosa la dicono persino due economisti insospettabili come Boeri e Perotti, i quali sostengono che nel giro di pochi anni le imprese riescono a “catturare” fino al 90% del valore di una iniziativa di detassazione inizialmente pensata a favore dei lavoratori.

Ecco dunque svelato l’arcano del perché la strada del cuneo fiscale non solo non è adatta a difendere e accrescere i salari, ma è continuamente evocata tanto dalle imprese (che la vedono come via per aggirare la contrattazione salariale e quindi non mettere in discussione i propri margini di profitto) quanto dai governi che facilmente recuperano con la mano sinistra quanto apparentemente concesso con la mano destra.

Con questo quadro teorico e fattuale in testa, arriviamo finalmente a commentare l’ultimo intervento sul cuneo fiscale, contenuto nella prima legge di bilancio del Governo Meloni per scoprire che banalmente non c’è nessun taglio (o, se preferite, taglia ciò che era stato già tagliato).

Infatti la manovra si limita a stabilizzare il taglio del 2% dei contributi previdenziali già deciso (in via transitoria, con il cosiddetto Decreto Aiuti-Bis) dal Governo Draghi fino a dicembre 2022 per i lavoratori dipendenti con reddito annuo fino a € 35.000, e aggiunge un ulteriore taglio dell’1% per i lavoratori con reddito fino a € 20.000: in sostanza, si stima che questo porti in tasca (ma appunto solo ai lavoratori con salario sotto i 20.000 euro) 11 euro in più al mese. Insomma, se in generale, come detto, il taglio del cuneo fiscale non è lo strumento per difendere i salari, il Governo Meloni sembra essere riuscito nel capolavoro di averne inventato una versione che non riesce neanche a mettere quei famosi “soldi in più in tasca”! Se mai servisse ancora ecco l’ennesima prova del chiaro indirizzo intrapreso dal nuovo Governo in continuità con i precedenti: austerità e difesa dei profitti.

Di ConiareRivolta.org

23.11.2022

link fonte: https://coniarerivolta.org/2022/11/23/la-truffa-del-cuneo-fiscale-parte-seconda/

TITOLO ORIGINALE: La truffa del cuneo fiscale, parte seconda

Commenti (56)

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    1. Arian Van Heisen 24 novembre 2022

      Leggendovi, Articolo e Commentatori si deduce che per l' Italy non vi è via di uscita , perchè al netto del buon senso tarato dalla faziosità ideologica del destro che deve essere per forza sparare contro al manco o viceversa si finisce con delle affermazioni che sono tutto ed il contario di tutto senza centrare mai il problema o il cancro da estirpare..
      Allora secondo l' articolista mettere in tasca 156 Euro all' anno ai redditi bassi in una situazione dove gli scostamento di bilancio non sono possibili visto l' altro Debt e la perdita di sovranità è una Truffa e non mettere soldi in tasca ai più bisognosi , insomma aspettiamo questi esimi economisti di Coniare Rivolta Cripto Comunisti che si affidano a Boeri e Perotti economisti al servizio Eu e articolisti di Economist W.S.J. ci spieghino come li aumenti i salari .. ? col RDC ? con l' Elicopetr Money BCE ?
      no,... perchè qualcuno prima di scrivere articoli spazzatura dovrebbe informare quelli di Coniare Rivolta che i salari si formano non per grazia divina o per decreto, ma dall' incontro di contrattazione e dalla legge della domanda e dell' offerta in un giusto equilibrio del mercato regolamentato .
      Quindi concludendo continuate pure ad indicare la luna senza spiegare come andarci nel frattempo andate a votare divindedovi e sparandovi adosso da Dx e da Manca poi a Bruxelles sono tutti d' accordo gli stessi di Dx. e di Sx. vi porteranno nel Baratro votando le risoluzioni che condannano la Russia .
      sveglia Boomers...! di Dx. e di Sx.

      P.S dimenticavo..! aumentare i salari per decreto, con la Stampante Libera o con l' Elicopter money , con il Bonus 110, quello che aumenti è solo l' Inflazione che guarda un pò...! invece di metterti in tasca, 150 Eur ti brucia pure quelli di prima.

    2. Bertozzi 24 novembre 2022

      Sveglia boomers è una contraddizione in termini.
      (Son stati programmati per rimanere dormienti a vita, una luuuunga e comoda vita).

    1. Nate 24 novembre 2022

      come sarà il futuro dell'italia fra 10 anni ?

    2. mago 24 novembre 2022

      nero...in tutti i sensi.

    1. Martin 24 novembre 2022

      La lotta di classe e' esattamente quello che manca per seppellire definitivamente l' Italia. Bisogna innanzitutto far ripartire la crescita economica, la domanda interna e gli stipendi, attraverso innazitutto una forte detassazione in deficit.
      Se non riparte la crescita economica e la domanda interna, non ci sara' modo alcuno di aumentare gli stipendi, salvo comprimere ulteriormente a suon di tasse la gia' esangue classe media e ridurre ulteriormente le sacrosante differenze di reddito tra chi lavora e chi no.

      Quando l'Italia cresceva, come negli anni 50 e 60, non c'era nemmeno un decimo dei NULLAFACENTI che ci sono da decenni.
      E' che in quei tempi a stare a casa ti uccidevi di noia, oggi invece si sta benissimo....con 4 soldi scarichi films, musica, giochi, etc

    2. Nate 24 novembre 2022

      Non saprei Signore , sono stato a casa disoccupato quasi un anno a fare quello che diceva Lei e già dopo un paio di mesi stavo con la pistola in bocca..metaforicamente parlando si intende ...

    3. Bertozzi 24 novembre 2022

      Hai ragione, negli anni 50 e 60 non li avevamo tutti sti pensionati.

    4. mago 24 novembre 2022

      Una persona con ideali e principi,spero che la sua situazione professionale abbia avuto uno sbocco positivo.

    5. ric 24 novembre 2022

      toh.. lo spara cazzate !!

    6. Martin 24 novembre 2022

      Buonanotte se ritieni la crescita economica impossibile, ed altrettanta buonanotte se sostieni la decrescita e la redistribuzione come modello di sviluppo, ossia valanghe di poveri nullafacenti. Su queste premesse, la comunicazione e' inutile.

    7. Martin 24 novembre 2022

      Toh, l'analfabeta di economia e di buon senso che insulta

    8. Martin 24 novembre 2022

      e la marea di giovani che stanno a casa con mamma' e papa' ad oltre 35 anni

    9. ric 24 novembre 2022

      ho insultato nessuno : ho semplicemente detto che spari cazzate.

    10. ric 24 novembre 2022

      infatti se stai zitti fai un figurone.

    11. Bertozzi 24 novembre 2022

      perchè impossibilitati ad avere una vita autonoma proprio dal sistema creato da mamma e papà che li tirano su mammoni (quando si ricordano di averli)

    12. Eugiorso 24 novembre 2022

      su scala almeno continentale un riapparire della lotta di classe (violenta, si spera) aprirebbe un fronte interno contro l'impero del male al quale siamo assoggettati ... Il fornte esterno di guerra vera e propria lo terrebbero ottimamente i Russi con i loro alleati, mentre a noi spetterebbe il fornte interno. Saremo in qualche modo uniti contro il comune nemico.

      Cari saluti

    1. Bertozzi 24 novembre 2022

      Complimenti a questo governo globalista DI DESTRA perfettamente in linea con quelli precedenti se non peggio (no, non intendo "meno peggio"), complimenti a chi ha fatto per loro campagna elettorale quest'estate qui su CDC e che non faceva altro che dire "vedremo", a chi diceva che i sovranisti avrebbero fatto il bene dell'Italia e il cui primo provvedimento sarebbe stato la nazionalizzazione di Eni ed Enel.
      (Oh, come si sta in un mondo in cui non si può più dare la colpa alla sinistra? Se si sentisse mancare la terra da sotto i piedi non preoccuparsi, è un primo sintomo di risveglio)

    2. IlContadino 24 novembre 2022

      Come sparare sulla croce rossa.
      Comunque, hai visto che bella foto su in alto?! La Hillary de noantri.
      Ancora non mi sono abituato a leggere "Governo Meloni", cioè quando leggo quelle parole il cervello non fa nessuna associazione, vuoto e silenzio, leggo "Governo Meloni" e mi sento Homer Simpson.
      Spero duri meno del solito, altrimenti rischio il collasso psichico; oppure potrei approfittare di questo periodo ed usare "Governo Meloni" come mantra meditativo, come fosse un koan.
      Ce lo vedo il maestro che dice al discepolo:"Governo Meloni, vai e risolvi".

    3. ric 24 novembre 2022

      questa carciofara ci fara' apparire la Margaret Thatcher

      come una missionaria al suo confronto.

    4. Martin 24 novembre 2022

      Non c'entra meno di nulla con la Thatcher

    5. Fantine 24 novembre 2022

      Lo spero proprio.
      La Thatcher è morta e, con tutto il rispetto umano per i morti, mi sento vicina ai minatori che lei ha massacrato e agli inglesi a cui ha portato via tante conquiste sociali.
      Ma ciò che è peggio è che Tina (“There is no alternative”) è ancora viva e vegeta, coi pugni di ferro dati al nostro stomaco.
      E ricordo la "sinistra italiana" prenderla a modello per la terza strada.
      È così che la sinistra italiana, come ha ottimamente detto @Rnamessaggero, si è fatta destra e si è scrollata di dosso "il vecchio" antiquato bagaglio. Poveri fessi.
      Però, viva il mercato sovrano, le pentole e i fluidi politici (termine creato da Rna che ringrazio e userò d'ora in avanti, perché destra e sinistra non esistono).

    6. Rama 24 novembre 2022

      Brutta rasa!

    1. Martin 24 novembre 2022

      La manovra della Meloni non ha aumentato le tasse - come la sinistra avrebbe sicuramente fatto - ed e' gia' qualcosa.
      Ma certo e' una manovra assolutamente minimalista ed in linea con i diktats della Commissione UE che -per quanto integralmente finanziata dagli Stati dell' Europa Occidentale, Italia inclusa (terzo contribuente netto dell'UE) - COMANDA A BACCHETTA.

      L'Italia non uscira' MAI dalla stagnazione se non salta la regola del pareggio di bilancio e se non si avvia in deficit un esponenziale programma di detassazione, per rilanciare crescita economica, domanda interna e stipendi.
      Il differenziale tra gli stipendi francesi e tedeschi rispetto a quelli italiani oscilla ormai tra il minimo del 30% fino a punte del 100% nonostante un costo della vita similare, per valanghe di categorie (da operai e impiegati fino a medici e ingegnieri).

    1. oriundo2006 24 novembre 2022

      O burro o cannoni. La ricetta è sempre la stessa.

    1. DrCaligari 24 novembre 2022

      Le elezioni le ha vinte quel 50 per cento che a votare non ci è andato, ecco l'unica ragione per cui a Roma hanno (per ora) rallentato con la menata dei vaccini. Per il resto confermo che tutta la fiducia che leggo verso i vari Trump e destroidi vari è aria fritta, anche se comunque voterei lo stesso per loro in questo momento perché la cosiddetta sinistra dei vari Letta eccetera si è comportata in maniera abominevole. Però fiducia zero. Leggevo ieri che tra 8 anni occorreranno due pianeti per il fabbisogno mondiale, traduco: si prevede che saremo in quattro miliardi nel 2030. Saluti (a chi resta, e a chi va)

    1. Rnamessaggero 24 novembre 2022

      Ma dai, la continuità coi governi precedenti, chi l'avrebbe mai detto che anche i precedenti erano governi di destra.

    2. ric 24 novembre 2022

      che ragionamento da Pidiota !!!

    3. Rnamessaggero 24 novembre 2022

      Questo tuo è da pidiota senza p ?

    4. Fantine 24 novembre 2022

      Meglio lei che quelli di prima.
      A vita.
      Lo so che è impossibile fare peggio, perciò un vantaggio ce l'ha.
      Però i peggio sono quelli che oggi gridano "fassismo" e che hanno accettato tutto ciò che è stato fatto negli ultimi 30 anni.
      Nemmeno si era insediato il governo, che gli universitari fluidi (di sinistra) hanno gridato al fassismo, loro che cacciavano a Roma, come a Bologna i compagni non greenpassati e non in(o)culati.
      Quelli che la libertà di opinione è libera se l'opinione è la loro.
      Abbiamo una governante di una colonia, perché quello siamo e non da oggi.
      Ma lei di certo merita più fiducia dei traditori che l'hanno preceduta.
      Di certo è meno serva e meno traditrice, a pelle.
      Poi se dovesse riuscire a fare peggio, meriterebbe comunque un "riconoscimento" (con onestà intellettuale), perché avrebbe assolto un'incombenza impossibile da realizzare.
      Poi certo, coloro che l'hanno preceduta al Governo erano "progressisti" nel con-cesso, volevo dire nel consesso internazionale.
      Ed in effetti hanno ben progredito nella distruzione dello Stato sociale.
      Mi taccio, perché il sangue amaro fa male a chi ce l'ha, diceva mia nonna.
      E sì, caro @Sbregaverse, torno a rileggermi il discorso di Victor Hugo all'assemblea francese che ho riportato qualche tempo fa, così il mio sangue e la mia carne si rincuorano in quelle parole, che sento e sono profondamente vere.

    5. Rnamessaggero 24 novembre 2022

      Concordo totalmente.
      In entrambe i casi parliamo di destra, quella della Meloni, essendo più nazionalista, appare più a sinistra dell' altra. Al momento siamo all' apparenza, come dici tu, non le sarà assolutamente facile andare più a destra del PD.

    6. absitiniuriaverbis 24 novembre 2022

      Destra e sinistra erano in principio due rette parallele di verso opposto che avrebbero dovuto incontrarsi all'infinito.
      Hanno impiegato molto meno tempo a sovrapporsi, quasi un niente.
      Da aggiungere che anche il verso è lo stesso.

    7. Fantine 24 novembre 2022

      Abs! Nella geometria euclidea (che mi è cara), mi insegni, due rette parallele che giacciono sullo stesso piano non si incontrano mai.
      Però vanno nella stessa direzione, che dovrebbe essere volta al medesimo fine, sebbene con visioni e soluzioni differenti.
      Poi è vero, questo lo credo anche io, hanno dei punti di contatto.
      Poiché su certe cose, che sono o almeno dovrebbero essere "condivise", vi è convergenza, e segnatamente sul "sociale".
      E aggiungo che, come sempre, la differenza la fanno sempre gli uomini.

    8. Fantine 24 novembre 2022

      E lei, come ha ottimamente osservato @Nestor Halak, è di certo alla sinistra del PD.
      Ora il PD ha perso pure i Parioli, che sono passati a Calenda.
      Tutto molto fluido, fluido, fluido.
      E penso ai fluidi corporei, non a quelli che ci danno piacere, ma a quelli che ci danno sollievo.
      Scusate il francesismo, che non si addice a una signora, ma oggi è così.
      Chiedo venia.

    9. Fantine 24 novembre 2022

      Ti ringrazio, Rna.

    10. Rnamessaggero 24 novembre 2022

      Anche se, trovami due cose identiche nell'intero universo, se ti riesce.

    11. sarah 24 novembre 2022

      Non penso ci sia altro da aggiungere altrimenti si va fuori tema.

    12. Fantine 24 novembre 2022

      Ti ringrazio, Sarah.
      Però se hai delle considerazioni in proposito o nei dintorni, aggiungi!
      È sempre un piacere leggerti.

    13. Rama 24 novembre 2022

      L'unico vantaggio? E bionda!

    14. Fantine 24 novembre 2022

      Sei sicuro che sia un vantaggio? ;)

    15. Rama 27 novembre 2022

      Alla fine sono i cavoli (suoi) nostri, sono stufo di gente che arriva in posti di massima importanza per il paese con delle false promesse e che noi siamo cosi cechi di far funzionare questo giochino!

    1. JA 24 novembre 2022

      E questa l’altra legge del bilancio porti “chiusi” dalla Meloni, la presa per i fondelli degli italiani che l’hanno votata soprattutto per questo continua. Dimenticavo che per lei la priorità è l’alleanza con i parenti del sorcio Soros:
      Con Meloni già sbarcati 16mila clandestini: Guardia costiera al servizio dei trafficanti
      https://voxnews.info/2022/11/23/con-meloni-gia-sbarcati-16mila-clandestini-guardia-costiera-al-servizio-dei-trafficanti/

    2. mago 24 novembre 2022

      quella del blocco navale...ma per favore ...follow the money..se al gatto di marmo con gli stivali hanno dato appalti per vari milioni figurati il resto.

    3. JA 24 novembre 2022

      Più che altro pare abbiano un blocco mentale di chi ha la coda di paglia.

    4. ric 24 novembre 2022

      can questa carogna il peggio deve ancora venire.. aspetta che riceva gli ordini da Tel aviv....poi ne riparliamo

    5. JA 24 novembre 2022

      Così sono i meloni: bianchi fuori e rossi dentro e si gratti chi li ha votati.
      Con le buone nun-se-ne-e-sce.

    6. mago 24 novembre 2022

      Dal mazzo di carte questa era l`ultima che si potesse scartare,visto come era andata con i 5s e Salvini era facile scommettere sulla Meloni,non hanno ritenuto opportuno votare i vari Paragone che già litigavano fra loro ancora prima di nascere,il gatto con gli stivali ha legittimato simbologicamente che il nostro è un paese che si regge sulle macerie.

    7. Eugiorso 24 novembre 2022

      Pienamente concorde.
      In fatti, quale governicchio succube degli elitisti si batterebbe veramente contro i "desiderata" dell'élite e contro il boss soros? Non certo un "draghi 2" come il governo merdoni ...

      Cari saluti

    8. JA 24 novembre 2022

      La storia ci ha reso disuniti e l'unità forzata con +70 anni di pidocchi al governo ha esasperato la cosa. :(

    9. mago 24 novembre 2022

      No secondo me lo abbiamo nel DNA.

    10. JA 24 novembre 2022

      Vero ma il DNA si modifica anche con l'ambiente.

    11. JA 25 novembre 2022

      La Meloni è tutta “scompisciata” d’essere la prima donna a capo del governo italiano, ma se si guardasse attorno gli verrebbe da piangere a capire il perché: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!». :(

    1. Eugiorso 24 novembre 2022

      La contrattazione salariale mai come oggi è squilibrata, mai come oggi i lavoratori sono stati deboli, perché da una parte c'è la camarilla sub-imprenditoriale confindustria, che è sempre forte, dall'altra i tre maiali sindacali cgil-cisl-uil che hanno venduto la pelle dei lavoratori da molti anni e continuano a venderla nelle "contrattazioni" ... Inoltre, precarietà del lavoro e disoccupazione-sotto occupazione fanno il resto.

      Io, personalemente, genero un costo del lavoro complessivo di circa 70 mila euro anni, ma lo stipendio netto - grazie anche ai contratti nazionali di lavoro truffa, che molto hanno inciso (negativamente) sul potere d'acquisto - lo chiamo ormai "sussidio di povetà", perché da qualche tempo non ci sono veri aumenti, a fronte di una pressione fiscale che resta elevatissima e al costo della vita alle stelle ...

      Concordo nel definire truffa il "cuneo fiscale", perché lascia pressoché immutata la situazione dei lavoratori, che scivolerà sempre più verso il basso, e ciò dimostra che il governo merdoni, con il criminale ultra-liberista giorgetti all'economia, è un draghi 2 senza draghi ... Elettori-pecore da tosare fottuti ancora una volta,

      Cari saluti

    2. ric 24 novembre 2022

      ringraziamo quei bastardi di sindacalisti pidioti che gia' da tempo hanno fatto scomparire la contingenza sul costo della vita.

    3. Eugiorso 24 novembre 2022

      Infatti la scal mobile l'ha eliminata Craxi, a suo tempo, con il concorso e la vile complicità di una parte dei sindacati ... Ricordiamoci, però, che la Cgil di Luciano Lama era anni luce da quel letamaio che oggi ha la stessa sigla e molti all'epoca si sono battuti, perdendo, in difesa della scala mobile.

      Cari saluti

    4. ric 24 novembre 2022

      concordo.. ma piu' che Lama era Berlinguer distante anni luce , alla stessa stregua di Almirante dalla fuori di melone attuale.
      Tra l' altro oggi la tipa ha detto che per "ora" le MULTE in genere non saranno aumentate PER ADEGUARLE AL CARO VITA !!!!!!!!

    5. JHON 24 novembre 2022

      E' vero, che fu un Presidente del Consiglio, per dipiù Socialista a tagliare di 3 punti della Scala Mobile, con l' appoggio delle sigle CISL, UIL + la corrente Socialista della CGIL nel famoso decreto di S. Valentino il 14/02/84. L' anno successivo nel 1985 il P.C.I. di Berlinguer propose un referendum per abrogare tale Legge, nel frattempo convertita, ma il risultato, sebbene con un affluenza buona del 78% e a favore della abrogazione del 45,7% e i contrari del 54,3%.La soppressione definitiva della Scala mobile avvenne per mano del Governo Amato ( altro socialista) il 31/07/92. Attenzione alla data! prima che la maggior parte delle industrie chiudeva per ferie, dispiace ammettere che stavolta tutte le sigle Sindacali ( la triplice) firmarono l' accordo, in aggiunta a tutto ciò fu soppressa anche l'indennità di contingenza, e introdotto l' elemento distinto della Retribuzione. E.D.R.! Sempre in quell' anno avvenne un altra famosa rapina, sempre a firma del Dottor Sottile, il prelievo forzoso dai Conti Correnti degli Italiani. Sic Transit Gloria Mundi.

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