GLI ODIOSI DESIGNATI: PRIMA BERLUSCONI, ADESSO LE BANCHE

GLI ODIOSI DESIGNATI: PRIMA BERLUSCONI, ADESSO LE BANCHE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Ai tempi del Cavaliere io rimproveravo alle masse delle ‘belle anime’ travagliate e grillanti di aver creato nella figura dell’ex Premier un simbolo di Odioso Designato, fonte di tutti i mali dell’Italia, ma proprio tutti, peggio di lui impossibile. Dicevo alle masse enormi di sti stolti che puntare il dito in quella direzione gli impediva di vedere la reale e montante causa della catastrofe italiana (e non solo). Ok, ora sappiamo cos’è successo. Oggi accenderemmo ceri alla Madonna pur di non essere nelle mani della Fornero-ING, e di Monti-Sachs, più tutti gli altri. Pazienza, quella è andata.Ma oggi un minore, seppur ugualmente agguerrito, numero di italiani consapevoli dell’orrore di questo Golpe Finanziario sta facendo esattamente la stessa cosa. Ora gli Odiosi Designati sono le banche. Tutti contro Bankenstein, e di nuovo tutti fuori target. Ma impareremo mai qualcosa?

Le banche, quelle commerciali sotto casa e quelle immense internazionali, non sono buone. Possono anche essere criminali, corrompono la politica, minacciano di fatto il bene comune. Cosa fanno? Sostanzialmente erogano crediti e fanno girare soldi di ogni sorta. Oggi c’è chi accusa le banche di aver causato una bolla d’indebitamento colossale, che ha devastato interi Paesi distruggendone le economie. Sbagliato, e giusto. Sbagliato è il verbo “causato”, perché nessuna banca al mondo può costringere qualcuno a chiedere prestiti o a comprare prodotti di risparmio truffa. Giusta è la devastazione, che c’è stata. E allora come stanno le cose?



La metafora perfetta per capire è quella dei Casinò. Non sono bei posti, sono spesso cause di rovine finanziarie, crimine organizzato, drammi personali. Ma può il Casinò costringerti ad andarci? No. E allora perché si va al Casinò? Per due motivi: A) perché si è presi dall’euforia dell’arricchimento e allora si va a scommettere i soldi di casa col sogno di raddoppiare il gruzzolo B) perché si è cronicamente a corto di soldi e allora si va a tentare la fortuna, chissà mai.

Con le banche è stata la stessa cosa. A) vi sono stati periodi dell’ultimo ventennio dove chi faceva affari ha voluto scommettere nelle bolle speculative di finanza pura, e vi ha gettato tutto se stesso correndo in banca a chiedere denaro per accatastare scommessa su scommessa, e ovviamente per un po’ l’euforia funzionò eccome. Le banche, che seguono le euforie come oche che vanno a bere, sono corse a chieder prestiti loro stesse per finanziare la bonanza generale, e hanno strafatto a loro volta. Ma questo perché milioni di individui e aziende ciucciavano crediti e prodotti finanziari come pazzi, nessuno li stava obbligando. E non mi si venga a dire che ci hanno infinocchiati vendendoci roba marcia come fosse garantita. Se si è così scemi da credere ai rendimenti da Befana, ce lo si merita il cetriolo nel didietro. Di nuovo: nessuno ci costringeva a essere grulli. Infatti poi è arrivato il crack. Ohh! Misnky! B) vi sono stati periodi, molti, cioè quasi di continuo dagli anni 80’ in poi, dove i governi hanno deciso che la spesa a deficit doveva rientrare, e, come spiega la Modern Money Theory, se il contenitore del governo chiude i rubinetti di spesa, per forza un altro contenitore, che quasi sempre è quello di aziende e cittadini, perde quei soldi e va in crisi. Ohh! Godley! E allora cosa fanno cittadini e aziende se il rubinetto del denaro governativo si strozza? Vanno per forza dalle banche a cercare quei soldi che il governo non dà più, nella speranza di rimettersi in piedi. Questi ultimi sono costretti, ma NON dalle banche, dal governo che vuole i pareggi di bilancio, che in macroeconomia significano SEMPRE un impoverimento di cittadini e aziende, spesso drammatico. Le banche sono oche scellerate che corrono dietro all’euforia, o che prestano da usurai a gente messa alla canna del gas dai governi.

Morale della favola: non puoi incolpare il Casinò se un tizio è ubriaco di azzardo e si gioca il patrimonio, o se un tizio è in bolletta e spera disperatamente di avere fortuna. La colpa non è delle banche Odiose Designate, è SOLO E SEMPRE della politica. La politica dovrebbe, nel caso A), regolamentare i giochi della finanza speculativa (banche) in modo severissimo, impedendo drasticamente le bolle euforiche che poi esplodono nel mondo; e nel caso B), la politica dovrebbe AUMENTARE E NON DIMINUIRE la spesa a deficit con una propria moneta sovrana per fornire al settore di cittadini e aziende la liquidità necessaria a tenerli il più possibile lontani dai debiti con le banche. Leggi Modern Money Theory.

Semplice. Ma tanto anche questa volta nessuno imparerà niente.

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=424

25.08.2012

Commenti (113)

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    1. albsorio 26 agosto 2012

      Ops Paolo ti è caduta la maschera da paladino.......... Cito: " Oggi c’è chi accusa le banche di aver causato una bolla d’indebitamento colossale, che ha devastato interi Paesi distruggendone le economie. Sbagliato, e giusto. Sbagliato è il verbo “causato”, perché nessuna banca al mondo può costringere qualcuno a chiedere prestiti o a comprare prodotti di risparmio truffa. Giusta è la devastazione, che c’è stata. E allora come stanno le cose?".................... Ok le banche non hanno causato la bolla ma non la hanno nemmeno impedita perchè? Per le banche i prestiti sono fiumi d'oro, non il 5% ma il 250%, come? Con la riserva frazionaria con 1€ si prestano 50€ adesso se immaginiamo un differenziale del 5% tra ciò che danno a chi deposita e chi chiede e lo moltiplichiamo non per 1€ ma per 1€ reale + 49€ inventati avremo che 1€ REALE rende il 250%, l'euro reale corrisponde ai depositi REALI non agli artifici contabili della riserva frazionaria ( che MMT ACCETTA SENZA LIMITAZINI DEL 2% di liquidita ). Quando scoppia la bolla le banche ingrassano, si mangiano il lavoro degli altri. Nel 2008 quando scoppiò la bolla americana, prima salvarono il sistema bancario con iniezioni di danaro/debito pubblico, nel 2009 i curatori fallimentari americani vendevano lotti da 1000 appartamenti, chi poteva evere i soldi per comprarli? Riguardo al debito pubblico ribadisco la mia posizione, la moneta deve essere dei cittadini, non dei privati di BCE, l'emissione non deve trovare corrispettiva emissione di debito pubblico. Qui presto i curatori avranno molto lavoro, sai Paolo una volta non sapevo cosa pensare di te, ora ll so.

    1. Tonguessy 26 agosto 2012

      Ignorare le colpe della deculturizzazione e pressapochismo (per usare eufemismi) che il Berlusconi ha causato equivale ad ignorare le colpe di chi ha sapientemente e scientemente perseguito i propri guadagni. Che, bada bene, non sono quelli delle genti. Anche se poi tali genti, attraverso un percorso di deculturizzazione e presunti "guadagni" si ritrova a fare delle valutazioni che, guarda caso, coincidono con quelle dell'homo ridens e dei banksters. Qui il cerchio si chiude: chi determina le leggi è lo stesso che le fa per proprio tornaconto. Il bello è che ci credono in troppi per passare per iniziative "ad personam". Certo, it takes two to tango. Ma siamo sicuri che l'altro volesse veramente ballare, se solo ci fossero stati meno sorrisi sfacciati e promesse da osteria?

    1. mincuo 26 agosto 2012

      Mondart non ti allargare troppo. Va a scuola invece che hai tanto bisogno.

    1. mincuo 26 agosto 2012

      @Rebel69,
      Il debito privato è costituito da quello delle famiglie e quello delle imprese.
      1) Il debito delle famiglie è aumentato ma rimane basso, ed è il 60% del reddito disponibile, un valore tra i più bassi di Europa (media area EU 93%).

      La crisi finanziaria sta modificando le caratteristiche dei nuclei familiari indebitati. In base all’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane (IBF) condotta dalla Banca d’Italia, tra il 2008 e il 2010 la quota dei nuclei con debiti, già contenuta, è scesa ulteriormente (al 24,1 per cento, dal 26,5); si è inoltre ridotta la percentuale di famiglie con basso reddito che hanno un mutuo.

      Quella del vivere sopra le proprie possibilità è propaganda. Di cui i giornali e le Tv dovrebbero vergognarsi

      2) Il debito delle imprese, che tradizionalmente in Italia è stato basso, è aumentato ed è circa l'80% del PIL, comunque inferiore ad altri Paesi. E' un deterioramento che inizia proprio con l'EUR, e coincide con il calo di redditività, e che si è aggravato dopo la crisi del 2008. Quel che preoccupa è il margine operativo lordo (MOL) in rapporto al valore aggiunto che è ancora peggiorato, scendendo al livello più basso dal 1995.

    1. Mondart 26 agosto 2012

      SAGGIA DECISIONE. Ma prima dovresti toglierti un po' di prosciutto dagli occhi, e riuscire a vedere altro altro oltre ai soldi e alle statistiche che ti ingrifano tanto. Comunque, visto che qui in fondo sembri molto divertito da tali argomenti, ti segnalo un link che non mancherà di esserti oltremodo utile e proficuo ( purtroppo "solo" in senso semiologico e gnoseologico, e non finanziariamente parlando, parbleu ! ):


      http://mon-dart.blogspot.it/

      Buon divertimento, e buon lavoro !

    1. rebel69 26 agosto 2012

      Quando ero intelligente volevo cambiare il mondo,ora che sto diventando saggio voglio cambiare me stesso.
      Dalai Lama
      Leggendo i commenti ho notato che Barnard facendo il paragone con il Casinó ha suscitato lo sdegno di molti utenti.A mio avviso l'articolo dice semplicemente quello che dicono decine di economisti non allineati,ovvero che questa è una crisi del debito privato.Allora bisognerebbe riflettere sul fatto se la gente si indebita per comprare il pane e l'acqua o per vivere al di sopra delle loro possibilità.

    1. illupodeicieli 26 agosto 2012

      Non ho letto gli altrei 66 commenti prima del mio per cui potrò scrivere cose già scritte da altri. Ma credo che parlare di banche nei termini che ne scrive Barnard sia sbagliato o non del tutto esatto. Per i rapporti con le banche mi riferisco a quando io pagavo interessi del 25% e alle finanziarie del 30% e oltre. Da diversi anni non concedono prestiti ai commercianti e a nessuno che abbia attività commerciali, e ai privati in genere accade lo stesso, cioè si ricevono dei no. Il problema è che ,giustamente, alla luce di quanto ho scritto io, e di quanto può lo stesso Barnard sentirsi dire da milioni di persone, è per questa ragione che le banche sono malviste.Lui stesso sa che hanno ricevuto un'iniezioni di milioni di euro che dovevano servire alle aziende in crisi, ma non ne hanno dato nemmeno un centesimo.Penso che se si parla di banche occorre parlarne in quest'ottica, scendere cioè dai piani alti e vedere cosa succede alle persone normali, ai cittadini. Ma forse è chiedere troppo.

    1. Nauseato 26 agosto 2012

      Non so.

      Ho cercato di leggere tutti i commenti. Cercato perché quando oltrepassano una certa lunghezza o si snodano per "troppi" botta/risposta, la lettura a video diventa faticosa. Per lo più sono nettamente negativi ed effettivamente credo sia facile farsi saltar la mosca al naso. Anche a me è saltata al naso.

      Tuttavia.

      Tuttavia al di là di paragoni non felicissimi (ma non del tutto infelicissimi) i bersagli di quanto scritto credo che rischino di sfuggire. Ho sempre pensato che Berlusconi non fosse (è ?..) tanto il problema ... il problema era la sua propaganda ciarlatana e i milioni di babbei ciarlatani che gli hanno dato fiducia. Allo stesso modo si potrebbe osservare che il problema non sono le Banche ... ma i milioni di "risparmiatori" che sull'onda della magica moltiplicazione nel campo dei miracoli hanno abboccato agli ami invitanti partecipando al "gioco" ... E non tanto nei casi di necessità di un mutuo, evidentemente.



      Poi certo, come ha scritto qui saggiamente qualcuno le truffe presuppongono l'esistenza di truffatori. Oltre che dei truffati. Piaccia o meno le relazioni – in quanto tali – presuppongono due o più soggetti.

      Morale ?

      Una volta scacciata la mosca, cercherei di guardare la luna e non il saggio (sempre che lo sia) non la sua mano, la peluria annessa, il suo dito e perfino l'unghia ... che la indicano.

    1. AmonAmarth 26 agosto 2012

      Certo che il problema è politico, Barnard. Ma come dice anche "kant" qui sopra: i banchieri si comprano i politici, e così facendo anche loro fanno in modo che strumenti finanziari utili a uno Stato e al suo popolo, come la MMT, non vengano a galla. Potrebbe anche darsi che con un referendum popolare si possa tornare alla moneta sovrana per aumentare la spesa a deficit, ma sicuramente i "politici" non lo faranno al nostro posto (altrimenti perderebbero il loro bel gruzzolo da parte di Goldman Sachs & Co.).

    1. mincuo 26 agosto 2012

      Hai ragione Mondart, adesso vado un pò a studiare "il problema ben più complesso" perchè "la locomotiva andrà comunque nella sua direzione" e così sto in guardia dal "prossimo ripetersi "ciclico" della beffa storica" che ci sarà impostop dalla "matematica al potere" (ma non dalla geometria) e tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino e non dire quattro se non ce l'hai nel sacco e rosso di sera buon tempo si spera. Au revoir.

    1. Mondart 26 agosto 2012

      Cavolo, ma ti accorgi o no che te la stai suonando e cantando da solo ??? Il tuo misurare tutto con la "finanza" ( e te ne vanti, anche ! ) NON E' FIDEISTICO ??? La tua logica non è sofismo ?? A me sembra di sì, quindi PER FAVORE PIANTIAMOLA. Non ci saranno ulteriori repliche da parte mia, che quale tecnico di comunicazione, capisco invece benissimo la tua manipolazione dialettica e dove vorresti andare a parare, ok ? Ciao, tappezziere !

    1. SeveroMagiusto 26 agosto 2012

      Caro Georgejefferson, come sai io sono un fautore di un macro-sistema ottenuto dall’unione di più micro-sistemi. Se il sindaco del paese nel quale abito fa qualche cazzata, io posso incontrarlo per la strada e prenderlo a calci in culo. E questo è uno dei vantaggi di vivere in una piccola comunità. Oggi come oggi se invece volessi sderenare le terga di chi gestisce il macro-potere dovrei intanto scoprire di chi si tratta, e poi andare a Roma, Londra, Berlino, Bruxelles, New York…e francamente non avrei il tempo né i mezzi per farlo. Allora i casi sono due: o dobbiamo sperare che chi gestisce il macro-potere lo faccia in maniera coscienziosa (vana speranza, e d'altronde lo sai bene anche tu, visto che mi citi tre personaggi che sono stati elegantemente messi da parte), o cerchiamo per quanto possibile di arrangiarci. Che cosa vuol dire? Trovare un gruppo di persone a noi affini, nel nostro circondario – parenti, amici, vicini di casa, colleghi, ecc…– e fare esattamente quello che stiamo facendo sul web. Cioè far capire in che razza di trappola ci hanno messo e ragionare sul come uscirne. Passando dal virtuale al territorio. I meccanismi da attivare sono più o meno gli stessi che utilizza il macro-potere (in fondo sappiamo che sono efficaci ed efficienti) ma adattati alle nostre esigenze e dimensioni. Ad esempio: complotto o non complotto, i “potenti” hanno trovato un minimo comun denominatore nel volerci fottere a più non posso. Penso che mettere come cappello di una nuova società l’esigenza di non farsi inchiappettare a secco dalla mattina alla sera possa già essere una buona base di partenza sulla quale tutti dovremmo trovarci d’accordo. Poi si comincia a ragionare su quali sono le nostre esigenze e su come autoorganizzarsi . Tutti abbiamo le stesse esigenze di base: avere un tetto sulla testa, mangiare sano, bere acqua potabile (se no ci arrangeremo con vino e birra), respirare aria pulita, trombare (volevo metterlo all’inizio, ma poi mi sarei preso del maniaco…), un minimo di abbigliamento, ecc… Guarda caso su tutti questi elementi base è molto forte la speculazione da parte dei potentati economici (e politici), che cercano di guadagnarci il più possibile. Dato che al contrario non ritengo che sia interesse della società andare ad arricchire pochi individui, se ne deduce che bisogna cercare di ottenere questi beni al prezzo più basso possibile. Questo è un compito che può svolgere un GAS. Ovviamente più alta è la domanda (cioè più grande è il gruppo) e più basso è il prezzo a cui si riuscirà ad ottenere il prodotto. Non solo; se invece di acquistarlo te lo produci da te, risparmierai ancora di più. Lavorerai per te stesso e per il gruppo. E il surplus si vende. Possibile che non riusciamo ad immaginare una società del genere? Nella quale invece di essere sfruttati siamo noi a possedere i mezzi di produzione e a lavorare per il bene della collettività? Ad autogovernarci, ad autofinanziarci togliendoci dal ricatto delle banche? A stabilire il funzionamento degli scambi, con o senza bisogno di utilizzare una moneta (cosa che ovviamente il potere non ti lascia fare, come sperimentò Auriti)? Non sto parlando di aziende e banche “pubbliche” – la gestione statale sappiamo che non sempre è all’altezza, per usare un eufemismo – ma di proprietà dei cittadini. Non voglio tornare ai tempi delle comuni stile ’68 o al collettivismo di matrice sovietica, ma dico soltanto che con i mezzi tecnologici che ci sono al giorno d’oggi, con un po’ di ingegno e fantasia e ovviamente delle forti regole, sicuramente possiamo riuscire ad organizzare qualcosa di meglio dello schifo di sistema che ci propinano. Quando ho creato il simbolo del mio movimento – R-evolution – (che è anche il logo del sottoscritto, megapresidente nonché unico aderente) ho utilizzato questi elementi: una fascia esterna, grigia, che rappresenta l’attuale sistema, una cornice interna, nera, quadrata, che simboleggia il rigore delle NOSTRE REGOLE che ci proteggono dal sistema, e all’interno il nostro microcosmo, arancione, che oltre ad essere allegro è anche il colore che simboleggia il cambiamento; e infine la linea curva, il sorriso, che scaturisce dal vivere nel nostro castello”. Se le comunità di questo tipo fossero molte, avremmo un duplice effetto: da una parte ci proteggeremmo dal sistema – sono “loro” che hanno bisogno di noi, non il contrario! – e dall’altra ne eroderemmo il potere. Ciao. Severo Magiusto – http://www.lavocedellaplebaglia.net

    1. mincuo 26 agosto 2012

      Sì Mondart in 20 anni. Ci sono volumi interi su questo, in particolare relativamente agli effetti della globalizzazione. Non sono "concetti" però.

    1. mincuo 26 agosto 2012

      Ora se permetti un concetto provo a esprimerlo anch'io, così mi faccio perdonare da Mondart.

      Io ho cercato di esprimerlo anche facendo l'esempio del calcio.

      Più in generale quando la gente ha la possibilità di avere riferimenti vicini all'esperienza, al mondo reale, o a una conoscenza o informazione onesta e adeguata, si comporta in un modo coerente.
      Se una persona parla con un tappezziere, ne riconosce la competenza, non pretende di sproloquiare su come vadano imbottite le poltrone, quali punti e dove vadano fissati, a meno che non sia un esperto. Così con un agricoltore, un medico, un falegname....
      La ragione vera di questo è che si confronta con un mondo reale in cui la competenza è reale, l'esperienza è reale, e lui ha un sistema di riferimento reale ecc..
      Non parlerà probabilmenet dei destini del mondo della tappezzeria ogni due per tre

      Perchè non ha il cervello imbevuto di indottrinamento di massa su quello, o meglio non è imbottito di "concetti" che però colla realtà non c'entrano nulla. Prevale ancoora cioè la sua persona, non la dottrina, e la sua persona non è stravolta da dottrina.

      Invece vedi ad esempio parlare di finanza, che intanto è fatta di innumerevoli settori, ma poi è pure complicata. Lì la gente non ha niente di riferimento certo, anche perchè l'informazione tende a confondere, a banlizzare, a generalizzare a non a chiarire, e anzi a creare slogan, pardon "concetti" .
      P
      er cui vedrai che ti dicono "i titoli tossici" ma se chiedi di chiarire quali e come funzionano, non lo sanno. Oppure i "derivati" ma se gli chiedi quali, non lo sanno. Gli fai un esempio e gli chiedi se sa come funzionano e che volumi hanno, cioè cposa contano. Niente. Per forza poi uno può dire quel che gli pare, o meglio "i concetti". Che poi i concetti sono: "buono" o "cattivo" Mondart.
      Male e bene.
      Perchè ti è stato detto che è una società laica questa e anche questo è un "concetto" ma raramente s'era vista una società così bigotta e fideista. E questo non è un concetto, sono dati, a partire da Pinker, o Chomsky, o Lippmann andando pure un pò indietro.

    1. Mondart 26 agosto 2012

      Come no ... un processo storico si analizza nel corso di 10 o 20 anni ... lasciamo perdere va là, che è meglio. Ti lascio alle tue ( consolantissime ) statistiche

    1. SentieroIndiano 26 agosto 2012

      Barnard ha ragione: certamente la colpa primaria dell'attuale disastro economico italiano è l'euro, moneta straniera che dobbiamo farci prestare ad interessi perchè non possiamo stampare. Da qui nasce tutto: l'esigenza di massacrare i cittadini di tasse per sostenere lo stato, le leggi che danno ad equitaglieggia poteri criminali, la revoca dei diritti dei lavoratori per compiacere l'oligarchia che ha creato l'euro per farci divenire schiavi. Senza sovranità monetaria
      Sono state le banche a toglierci la sovranità monetaria? No, però le banche sono strumenti in mano all'oligarchia finanziaria e Draghi regala miliardi alle banche perchè possano guadagnare cifre colossali prestandoli agli stati.
      Puntiamo innanzitutto il dito contro l'euro, torniamo alla nostra moneta sovrana e obblighiamo i nostri (nuovi) politici a spendere a deficit per immettere direttamente moneta nel mercato.
      Avremo così tolto potere anche alle banche.
      Se combattiamo le banche e teniamo l'euro e le teorie economiche che ci stanno distruggendo, non ci libereremo comunque dalle catene della schiavitù.

    1. mincuo 26 agosto 2012

      Qualche concetto lo capisco anch'io Mondart. Ho solo un approccio differente, i concetti e le opinioni o me li formo a partire dai fatti, i dati e ho molta cura delle fonti oppure se paarto da lì verifico.

      Sono un pò refarttario a fare aderire i fatti ai concetti per avvalorarli. Metodo Leninista o anche metodo religioso, o laicista in genere che è un'altra forma di metodo religioso.

      Quindi ad esempio non mi consta quanto dici rispetto a solo 10 o 20 anni fa. Per via appunto dei fatti. E non dei concetti.

    1. mincuo 26 agosto 2012

      Beh ne hai citati tre che non mi pare che abbiano fatto una bella fine, infatti.

    1. Mondart 26 agosto 2012

      PS: il concetto è avvalorato anche, se ancora ci fosse bisogno di prove in tal senso, dai valori spropositati che hanno assunto gli stipendi dei dirigenti in qualunque settore. Certo, tutto questo non fa "statistica", ma fa "concetto". Se tu non concepisci i concetti, è un tuo problema, non mio.

    1. Mondart 26 agosto 2012

      Sì, questo a livello basso e medio-basso. Ma a livello medio e medio-alto l' èlite ( occidentale, stiamo ovviamente parlando di quella ) si è man-mano allargata, non ristretta, grazie ad un principio analogo a quello dell' impero romano che rendeva "compartecipi" le èlites "sottoposte" alla comune conquista, alla comune ideologia. L' ultima guerra alla Libia è la prova provata di quanto affermo: non si è trattato della solita guerra "americana", ma di una guerra "della Nato" ... il che la dice lunga sulla composizione dell' èlite attuale


      E dove là ( impero romano ) erano "il clan e la terra" gli assunti unificatori, qui è diventato lo sfruttamento favorito dal debito. L' èlite combatte ora contro la stessa popolazione interna ( e questo spiega per esempio perchè Monti si guardi bene dal toccare anche i minimi privilegi ); contestualmente la sub-èlite ( chiamiamola così ) si è MOLTO allargata, in quanto il controllo sostanzialmente mediatico e psicologico della base sacrificabile impone che non solo i vertici e l' esercito, ma media, tv, intellettuali, spettacolo, moda, cultura, pensiero in genere rispondano univocamente ai suoi desideri. L' imposizione e controllo continuo del "pensiero unico" richiede un allargamento sia dei "persuasori" che dei privilegi ad essi accordati. Per questo, ripeto, non esiste più una sola voce "fuori dal coro".

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