GLI ODIOSI DESIGNATI: PRIMA BERLUSCONI, ADESSO LE BANCHE

GLI ODIOSI DESIGNATI: PRIMA BERLUSCONI, ADESSO LE BANCHE

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Ai tempi del Cavaliere io rimproveravo alle masse delle ‘belle anime’ travagliate e grillanti di aver creato nella figura dell’ex Premier un simbolo di Odioso Designato, fonte di tutti i mali dell’Italia, ma proprio tutti, peggio di lui impossibile. Dicevo alle masse enormi di sti stolti che puntare il dito in quella direzione gli impediva di vedere la reale e montante causa della catastrofe italiana (e non solo). Ok, ora sappiamo cos’è successo. Oggi accenderemmo ceri alla Madonna pur di non essere nelle mani della Fornero-ING, e di Monti-Sachs, più tutti gli altri. Pazienza, quella è andata.Ma oggi un minore, seppur ugualmente agguerrito, numero di italiani consapevoli dell’orrore di questo Golpe Finanziario sta facendo esattamente la stessa cosa. Ora gli Odiosi Designati sono le banche. Tutti contro Bankenstein, e di nuovo tutti fuori target. Ma impareremo mai qualcosa?

Le banche, quelle commerciali sotto casa e quelle immense internazionali, non sono buone. Possono anche essere criminali, corrompono la politica, minacciano di fatto il bene comune. Cosa fanno? Sostanzialmente erogano crediti e fanno girare soldi di ogni sorta. Oggi c’è chi accusa le banche di aver causato una bolla d’indebitamento colossale, che ha devastato interi Paesi distruggendone le economie. Sbagliato, e giusto. Sbagliato è il verbo “causato”, perché nessuna banca al mondo può costringere qualcuno a chiedere prestiti o a comprare prodotti di risparmio truffa. Giusta è la devastazione, che c’è stata. E allora come stanno le cose?



La metafora perfetta per capire è quella dei Casinò. Non sono bei posti, sono spesso cause di rovine finanziarie, crimine organizzato, drammi personali. Ma può il Casinò costringerti ad andarci? No. E allora perché si va al Casinò? Per due motivi: A) perché si è presi dall’euforia dell’arricchimento e allora si va a scommettere i soldi di casa col sogno di raddoppiare il gruzzolo B) perché si è cronicamente a corto di soldi e allora si va a tentare la fortuna, chissà mai.

Con le banche è stata la stessa cosa. A) vi sono stati periodi dell’ultimo ventennio dove chi faceva affari ha voluto scommettere nelle bolle speculative di finanza pura, e vi ha gettato tutto se stesso correndo in banca a chiedere denaro per accatastare scommessa su scommessa, e ovviamente per un po’ l’euforia funzionò eccome. Le banche, che seguono le euforie come oche che vanno a bere, sono corse a chieder prestiti loro stesse per finanziare la bonanza generale, e hanno strafatto a loro volta. Ma questo perché milioni di individui e aziende ciucciavano crediti e prodotti finanziari come pazzi, nessuno li stava obbligando. E non mi si venga a dire che ci hanno infinocchiati vendendoci roba marcia come fosse garantita. Se si è così scemi da credere ai rendimenti da Befana, ce lo si merita il cetriolo nel didietro. Di nuovo: nessuno ci costringeva a essere grulli. Infatti poi è arrivato il crack. Ohh! Misnky! B) vi sono stati periodi, molti, cioè quasi di continuo dagli anni 80’ in poi, dove i governi hanno deciso che la spesa a deficit doveva rientrare, e, come spiega la Modern Money Theory, se il contenitore del governo chiude i rubinetti di spesa, per forza un altro contenitore, che quasi sempre è quello di aziende e cittadini, perde quei soldi e va in crisi. Ohh! Godley! E allora cosa fanno cittadini e aziende se il rubinetto del denaro governativo si strozza? Vanno per forza dalle banche a cercare quei soldi che il governo non dà più, nella speranza di rimettersi in piedi. Questi ultimi sono costretti, ma NON dalle banche, dal governo che vuole i pareggi di bilancio, che in macroeconomia significano SEMPRE un impoverimento di cittadini e aziende, spesso drammatico. Le banche sono oche scellerate che corrono dietro all’euforia, o che prestano da usurai a gente messa alla canna del gas dai governi.

Morale della favola: non puoi incolpare il Casinò se un tizio è ubriaco di azzardo e si gioca il patrimonio, o se un tizio è in bolletta e spera disperatamente di avere fortuna. La colpa non è delle banche Odiose Designate, è SOLO E SEMPRE della politica. La politica dovrebbe, nel caso A), regolamentare i giochi della finanza speculativa (banche) in modo severissimo, impedendo drasticamente le bolle euforiche che poi esplodono nel mondo; e nel caso B), la politica dovrebbe AUMENTARE E NON DIMINUIRE la spesa a deficit con una propria moneta sovrana per fornire al settore di cittadini e aziende la liquidità necessaria a tenerli il più possibile lontani dai debiti con le banche. Leggi Modern Money Theory.

Semplice. Ma tanto anche questa volta nessuno imparerà niente.

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=424

25.08.2012

Commenti (113)

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    1. anglotedesco 30 agosto 2012

      Il Paolo Barnard di Report era sicuramente il miglior giornalista d'inchiesta italiano, il Paolo Barnard che ha ripreso a scrivere sul suo sito dopo la "sosta" assolutamente no.Per prima cosa usa gli stessi modi di quelle persone che in passato ha criticato tipo Piero Ricca, usando toni patetici per convincere la gente a partecipare ai suoi summit e versare la quota e intascarsi qualche soldino, l'amico giosby.it in questo post è perfetto ( http://www.giosby.it/2012/03/25/lettera-aperta-a-paolo-barnard-e-ai-suoi-seguaci-mmt-dipendenti/#comment-2602).Si parte subito come gruppi di attivisti ma in realtà sono un business per i pochi che li fondano.E poi come lo potete notare sulla sua homepage ,da oggi per le conferenze vuole essere pagato (http://www.paolobarnard.info/contatti.php). Capisco che navighi in cattive acque ma non è l'unico,anzi c'è gente peggio di lui.
      Tutti quelli che non si chiamano Alain Parquez, Stphanie Kelton,Michael Hudson, William Blake, Marshall Aurbeck ,ho non sono economisti (neanche lui è laureato in economia ma in psicologia) e parlano in maniera poco convincente come Giulietto Chiesa, Ida Magli o Eugenio Benetazzo.Una vera e propria parrocchietta questa MMT, in questo paese non serve solo una moneta sovrana, servono anche esseri umani all'altezza, abbiamo un livello culturale bassissimo, fermi ancora alla Seconda Guerra mondiale.

      La cosa che mi da piu fastidio è che una volta stava dalla parte degli operai e ora lecca i piedi ai piccoli e medi imprenditori che,avendoli conosciuti fin da quando avevo 17 anni,posso tranquillamente dire che sono i meno onesti dei paesi sviluppati e non lo dico solo io ma anche i dati dei primi mesi del 2012 che dicono che su piu o meno 13.000 aziende controllate, la metà commettono delle irregolarità ,e questo succedeva anche prima della crisi che ora viene usata come scusa.
      Ci ha provato fin con Maurizio Zamparini un signore che è nel mondo del calcio (servo delle grandi multinazionali) da una vita, tutti gli anni dice che lo abbandona e invece resta li, a fare i suoi affari.
      Condivido quello che scrive sull'euro ,sui gravi problemi che comporta la perdita della sovranità monetaria ma non può sentirsi l'unico che capisce queste cose, basta andare nelle librerie o biblioteche o si trovano tutti i libri di economia che si vuole.
      Nessuno ha la bacchetta magica neanche quegli economisti che Barnard spaccia per infallibili. Gli economisti sperano nelle crisi per vendere piu libri e tenere conferenze in giro per il mondo, non ci vuole molto a capirlo..

      http://anglotedesco.blogspot.it/2012/08/larrivo-delleuro-di-elido-fazi.html

    1. gm 28 agosto 2012

      mi scuso per la mia disinformazione su quel MMT barnardiano. Non so neppure cosa significa questa sigla.
      Sulle banche (compresa equitalia) io mi sono limitato a dire che non riesco più a distinguere la politica finanziaria di strozzinaggio delle banche dalla politica strozzina dello stato. Per me, può darsi che esagero ma non credo di molto, stato e banche sono l'uno funzionale alle altre e, quindi, è inutile stare a fare le distinzioni barnardiane tra il "vero nemico" e il "non vero" .
      Credo sia facilmente intuibile che le banche oggi stanno svolgendo un ruolo ben diverso da quello svolto nel passato, un ruolo di supporto e di strumento operativo dello stato e di questo bisognerebbe tenerne conto.
      Entrambi fanno politica, entrambi sono respondabili dello sfascio attuale.
      Non so se ci sia l'obiettivo consapevole di distruggere la classe media, di sicuro l'effetto di queste politiche è anche quello (e non credo che questo fatto di abolire una classe cuscinetto come la classe media, sia in prospettiva una cosa buona per chi l'ha deciso o, comunque, determinato).
      Dici che il fiscal compact impedisce di versare soldi alle banche da parte dello stato? Se così è, non significa che così è stato anche negli anni scorsi in cui non abbiamo fatto altro che sentire parlare di finanziamenti alle banche da parte dello stato. Comunque non l'ho detto io per primo che il debito pubblico è stato causato anche e soprattutto dalle banche, e io mi sono limitato a riprendere questa notizia che, a naso, ritengo fondata.
      Quanto alle nazionalizzazioni delle maggiori banche, mi sembra esagerato dire che potrebbero portare a effetti peggiori se non cambia il potere politico. E' ovvio che questo sarebbe auspicabile (e io propendo, naturalmente, per un "potere popolare") ma piuttosto che avere banche che speculano a destra e a manca penso che la nazionalizzazione sarebbe un modo per ricondurle nell'ambito della loro funzione essenziale: finanziare l'economia e le famiglie e non fare giuochi di trading a dir poco.
      Non mi sembra sufficiente la proposta, se non erro anche di barnard, di mettere controlli e fare leggi ad hoc. Di controlli ce ne sono a josa e servono solo a creare enti pressoché inutili se non ai burocrati che ci mangiono sopra.
      Riguardo al "debito" son benissimo che viene sfruttato solo per terrorizzare e per ridurre i paesi all'obbedienza. Infatti non sono contrario all'uscita dall'euro che, mi sembra, è proposta dallo stesso Barnard. So anche che in questa operazione ci sarebbero molti pericoli e problemi ma mi sembra che siamo senza via d'uscita se voglioamo recuperare in fatto di sovranità e toglierci di torno, per quanto possibile, questi oligarchi finanziari alla monti e alla draghi.

    1. LeoneVerde 28 agosto 2012

      Concordo. Bella citazione.
      Poi al buon governo la gente si abitua, o almeno dopo si accorge della differenza...troppo pericoloso! stanno togliendo sempre più l'insegnamento delle "scienze umane" dalle scuole...filosofia, letteratura, poesia, storia etc...tutte cose inutili paragonate all'inglese e al computer...che tristezza...
      p.s. alla scuola primaria di mia figlia hanno introdotto come "laboratorio" il corso di arrampicata sportiva...immagino li porteranno in gita al museo dello scarpone...saltando ovviamente la gipsoteca del Canova a pochi kilometri!

    1. greiskelly 28 agosto 2012

      Ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re, o i re diventeranno filosofi. -Platone

    1. Jor-el 28 agosto 2012

      L'1% è un'evidente semplificazione, una parola d'ordine. All'1% (inteso come slogan!) dobbiamo moltissimo: ha svelato alle moltitudine che non siamo tutti "sulla stessa barca", che c'è qualcuno che sulla barca neanche c'è e che, tuttavia, la telecomanda come un bimbo ricco con una barchetta giocattolo. Però è una parola d'ordine fuorviante, perchè si ferma a metà. A mio modesto parere, la società umana è divisa in classi, classi in lotta fra loro spinte dall'interesse dei dominanti a rimanere tali. Il perno di questa lotta è il rapporto di produzione, il lavoro, che, quando è finalizzato alla valorizzazione del capitale, rende l'uomo null'altro che merce. Analizzare la composizione delle classi è un lavoro scientifico che, a mio parere, andrebbe ripreso, perchè il capitalismo, in questa fase ha portato enormi cambiamenti non solo alla composizione del proletariato e delle classi intermedie, ma anche a quella delle classi dominanti. L'elite dell'1% che gode del 50% delle ricchezze è la punta di un iceberg statistico. Chi ha mai detto che il restante 99% della popolazione si spartisca equamente quel rimanente 50%? Oggi che la produzione è socializzata, in un mondo in cui il funzionamento stesso della società concorre alla valorizzazione del capitale, i dominanti e i dominati si combattono in molteplici fronti. Un tempo c'era la fabbrica, l'operaio, il padrone e, in mezzo, la macchina. Oggi la macchina si trova in ogni casa, l'orario di lavoro si sta splamando in ogni attimo della nostra vita e, in ogni casa, in ogni istante, si combatte, si sceglie da che parte stare, mentre il padrone è diventato lontano e sfuggente. Ma il lavoro continua ad essere il nodo centrale. Il tempo che dedichiamo al lavoro è tempo che diventa di proprietà dei dominati, è ciò che li FA ESSERE dominanti. Solo riducendo il tempo di lavoro ridurremo effettivamente, realmente, il potere dei dominanti, la loro ricchezza, i loro privilegi. La costrizione al lavoro è il nodo di questa fase politico-economica. L'abbattimento dello stato sociale è stato un passo fondamentale. "Se mi ammalo, dovrò pagarmi le cure mediche, per cui devo lavorare". "Per far studiare i miei figli devo pagare una scuola privata, per cui devo lavorare". A questo serve il ricatto del Debito Pubblico: costringerci a lavorare per permette al capitale di continuare ad esistere. Si sta creando un vasto esercito di lavoratori delocalizzati, precari, spesso impropriamente definiti "autonomi", collocati appena al di sopra di quelli che si definiscono disoccupati. Un esercito che serve a terrorizzare, ricattare e a distruggere i lavoratori ancora tutelati (anche se si tratta di tutele relative, visto che la progressiva riduzione dello stato sociale produce la proporzionale evaporazione del reddito reale). Ogni singolo provvedimento del governo Monti è andato incontro a tale logica. Anche l'immigrazione è stata usata in questo progetto di demolizione sociale. Il rifiuto dell'egualitarismo retributivo, l'abolizione dei meccanismi che permettevano la svendita della forza lavoro ha prodotto un mostro sociale, una situazione in cui ogni singola categoria di lavoratori è in competizione (al ribasso) con le altre. Tutto questo ha prodotto una nuova classe di controllori sociali, di manager che, pur non possedendo materialmente i mezzi di produzione, rendono possibile che questo marasma sociale funzioni secondo uno schema razionale. Una classe di moderni capò dispiegata nel corpo sociale che ha visto i propri redditi, pacchetti azionari, status sociale e bonus vari andare alle stelle. Non fanno parte dell'1% ma ne costituiscono le radici, i capillari. Ai margini dell'esercito dominante,c'è, inoltre, una corte di sub investitori che partecipano alla spartizione del reddito sociale estorto ai lavoratori attraverso gli strumenti finanziari offerti dalle banche. Sono i famosi "risparmiatori", che, quando sono piccoli e medio-piccoli, sono come foglie al vento. Li vediamo piangere amare lacrime quando qualche grosso pescecane a cui avevano affidati i "risparmi di una vita" affonda e quasi ci fanno pena, a vederli persi in infinite cause legali in cui finiscono ancor più spolpati! In realtà, come ben sappiamo, tutti i truffatori fanno leva sul basso istinto dell'avidità. E così vasti strati dell'ex classe media sono stati corrotti. Pensate solo a cosa sono diventate le Poste Italiane, che hanno venduto titoli Lehman Brothers fino all'ultimo minuto (tutte le volte che metto piede in un ufficio postale mi viene il voltastomaco, soprattutto davanti al fraseggio pseudo manageriale: "prodotti finanziari"... ma pensassero a distribuire la posta come si deve!).

    1. Jor-el 28 agosto 2012

      a) Sì, prima di inveire contro Equitalia bisogna indicare a tutti il Vero Nemico. Altrimenti inveire non servirà a nulla.
      b) è vero, ma le banche obbediscono a un disegno politico che è necessario smascherare, altrimenti nazionalizzare la banche non servirà a nulla, anzi, potrebbe anche essere controproducente. c) I rubinetti lo Stato li ha chiusi non per tamponare le falle delle banche, ma per conseguire un obiettivo politico: affossare la classe media e distruggere la democrazia. Il debito pubblico è un pretesto, non IL problema. d) Se fosse come tu dici, il pareggio in bilancio in Costituzione sarebbe un provvedimento "contro le banche", visto che impedirebbe allo stato di versare soldi a deficit alle suddette. Il debito pubblico non è "colpa delle banche" perchè il debito pubblico non è affatto una colpa, anzi, è una RISORSA. e) le banche non sono "un falso obiettivo", però non sono neanche l'obiettivo principale. E' come pretendere di abbattere il sistema facendo cadere, uno dopo l'altro, i governi. Come è stato dimostrato dal caso Berlusconi, caduto lui, siamo finiti nella brace di Monti. I presupposti teorici degli interventi di Barnard fanno capo alla MMT. Se non si è daccordo con la MMT, sulla definizione di Debito Pubblico della MMT, sul ruolo delle banche secondo la MMT e via discorrendo, per forza non si è daccordo con Barnard! Se si parte dall'idea che il Debito Pubblico è il Male Assoluto e che sia stato provocato dalle banche, allora per forza le "banche" diventano il nemico numero 1. Le banche e Equitalia sono un comodo specchietto per le allodole, utile ai terroristi del Debito pubblico e e ai soliti Bossi & Co., che cercano di raggranellare voti e consenso con la demagogia. Se lo stato resta quel che è, se la classe dominante rimane ... dominante, nazionalizzare le banche non servirà a nulla, anzi, potrebbe essere peggio. Ricordiamoci sempre che il neoliberismo si è imposto anche nei paesi a moneta sovrana, e che recuperare la sovranità monetaria non servirà a nulla se quelli che sono al potere ci restano. Con o senza le banche.

    1. LeoneVerde 28 agosto 2012

      Se l'uguaglianza risiede nel "comportamento egualitario" dello stato nei confronti dei cittadini, mi dici perchè MMT non appartiene alla visione di Stato che dà? L'hai letta?

    1. gm 27 agosto 2012

      Sul “berlusca” credo che Barnard avesse ragione ma sulla questione delle “banche” forse ne ha un po’ di meno.
      Tutto sta a capire qual è la funzione delle banche nel sistema attuale (ancora solo capitalistico o soprattutto “usuraio-predatorio”?).
      Se le banche le si considera delle semplici imprese “finanziarie” che, per quanto usuraie … e oche siano, non hanno niente o quasi a che spartire con lo Stato, si potrebbe anche essere d’accordo con Barnard.
      Ma davvero oggi le banche sono solo questo? O non sono diventate qualcosa di più di semplici oche usuraie che stanno solo lì, all’angolo della strada, aspettando pazientemente che i poveri grulli o gassati dallo Stato caschino nella loro rete?
      a) La famigerata “equitalia” è anch’essa una specie di banca (specializzata nella riscossione dei tributi) ma non è forse vero che funziona come “braccio armato” dello stato anche se non ne è parte integrante ? Se arriva una cartella esattoriale che ti mette sul lastrico, prima di inveire contro equitalia bisogna fermarsi un attimo a pensare che non è “il Vero nemico”?
      b) Le banche non agiscono forse per conto dello Stato quando acquistano titoli pubblici anziché prestare a piccole imprese e famiglie il denaro che hanno ricevuto quasi gratis dalla BCE?
      Se un piccolo imprenditore sta per affogare perché la banca non gli concede un credito, dovrebbe pensare che la banca non è il “vero nemico”? In realtà, In quel momento, la banca è lo Stato o, se si preferisce, è la “longa manus” dello Stato (come equitalia) e ti strozza né più né meno dello Stato in persona.
      c) I rubinetti lo Stato li ha chiusi “sua sponte”, semplicemente perché in vena di virtuosi risparmi, o perché ha dovuto tamponare le falle delle banche che si erano divertite con titoli spazzatura?
      d) il famigerato “debito pubblico”, col quale ci scassano la minchia ogni quarto d’ora, non è stato creato proprio perché lo stato ha versato fiumi di soldi alle banche?
      e) Le speculazioni su spread e quant’altro le ha fatte lo Stato o non le hanno fatte soprattutto le banche (ad es. con i loro fondi d’investimento) più o meno etero dirette da chi aveva interesse (merkel e obama in testa) a metter in ginocchio questo o quell’altro Stato o ad influenzare la caduta di questo o quel governo?

      Insomma, non mi sembra proprio che si possa dire che le banche sono semplice oche usuraie, che non hanno niente a che spartire col nemico vero (lo Stato) e che sono un “falso obiettivo”.
      In realtà mi sembra piuttosto che si possa dire che – in modo incomparabilmente superiore al passato – oggi sono talmente ben sintonizzate con lo Stato e in sostanziale simbiosi con esso che è difficile dire se le banche sono strumento dello Stato o se è lo Stato ad essere un loro strumento.
      In entrambi i casi mi sembra sia giusto considerarle “vero nemico” tanto quanto lo Stato.
      D’altronde, non mi sembra che l’intelligenza popolare, facendosi deviare da falsi obiettivi (le banche), non riesca a vedere che lo Stato è un nemico (al pari delle banche).
      Se così fosse non si spiegherebbe, fra l’altro, l’assenteismo nelle ultime elezioni amministrative, la debacle di tanti partiti (compreso il PD dell’assonnato o ubriaco Bersani che non s’è accorto di nulla e, anzi, s’è vantato di aver vinto), la paura che hanno un po’ tutti di grillo e via dicendo.

      In conclusione: mi sembra si possa dire che abbiamo a che fare con banche che si sono fatte “Stato” condizionandone la politica (un po’ come faceva la Fiat nei bei tempi andati) e uno Stato che si è fatto “usuraio” come le banche...e la mafia!
      Naturalmente non inciterei nessuno a rompere i bancomat e le vetrine delle banche ma, se è vero che le banche si sono fatte Stato, allora riterrei opportuno consacrarne anche formalmente la loro nuova natura con una “nazionalizzazione” generalizzata almeno alle maggiori e più strategiche tra di esse … se poi fossimo in epoca “rivoluzionaria” probabilmente sarebbe anche giusto fare in modo che i vari direttori delle banche fossero nominati da tutto il popolo piuttosto che dagli azionisti o da un qualsiasi partito … fosse anche un partito bolscevico.

    1. Georgejefferson 27 agosto 2012

      Sveglia tu...tu l'hai nominata,la mia era una provocazione

    1. sm 27 agosto 2012

      sveglia! guarda che non siamo piu' nel 15/18 a tener conto della provvidenza....

    1. gm 27 agosto 2012

      potreste almeno indicare una data, un'ora e un luogo per questo incontro...non vi pare?

    1. Jor-el 27 agosto 2012

      E non dimentichiamo la NATO, che spesso lasciamo indietro quando parliamo di economia, forse perché non è una banca... eppure c'entra, eccome! Sapete che lavoro fa, veramente, Mario Monti? E' membro dell'Advisor Group del "Business & Economics Program" della NATO.

    1. Jor-el 27 agosto 2012

      Mi sembra che qui abbiamo un po' tutti la tendenza a partire lancia in resta per la tangente :-) . Per prima cosa, Barnard NON ha detto che banche sono "innocenti", ha detto solo che non sono IL VERO NEMICO, così come non lo era il Berlusca. Ed ha ragione, in quanto le banche oggi sono il bersaglio inesistente su cui indirizzare il malcontento popolare per renderlo vano e inefficace. Un altro di quei bersagli è il famoso "1%". Magari la classe dominante fosse composta da pochi milioni di persone! La classe dominante, in quanto classe, è un complesso e cangiante agglomerato sociale percorso da contraddizioni e varrebbe la pena, una volta tanto, di studiarne un po' la composizione. Che la classe dominate eserciti il proprio dominio anche con le banche, è ovvio, ma non sono le banche il solo strumento d'oppressione. Magistratura, parlamento, forze dell'ordine, tutte le istituzioni sono DOMINATE e quindi asservite nelle lotte intestine che, quotidianamente, avvengono fra le varie componenti della classe dominante. Chi investe i propri risparmi in borsa - siano molti o pochi - si aggrega alla vasta clientela della classe dominate, si espone sì a dei rischi, ma ne riceve anche dei vantaggi. Chi si compra un appartamento con un mutuo impiegando parte del proprio stipendio, non fa proprio nulla di male, così' come quello che si compra il frigo a rate. Quello che dice Barnard, in sintesi è questo: attenzione, le banche sono come il saloon del far west, sono pene di bandidos, ma sono i bandidos i veri nemici, non le banche. Attenzione, le banche non sono "amiche", ma concentrare su di esse ogni ragionamento permette ai bandidos di svignarsela. Infine, quando Barnard dice "La colpa non è delle banche Odiose Designate, è SOLO E SEMPRE della politica", non intende, ovviamente i vari caporioni dei partiti così screditati, ma quelli che oggi nel mondo detengono il reale POTERE POLITICO, cioè quelle elite che manovrano istituzioni sovranazionali come FMI, CE, BCE (che includono sì anche alcune banche come quella da cui proviene il nostro premier non eletto) e spezzoni della politica e dei sindacati. Quelli che hanno deciso che stato sociale deve essere smantellato, che la disoccupazione deve essere il motore dell'economia. Quelli che usano le banche per succhiare ricchezza alla collettività. A leggere tutti questi commenti mi pare che, nella sostanza, siamo tutti d'accordo... con Barnard!

    1. Nauseato 27 agosto 2012

      Non crederai che chi (dice) di aver studiato se ne intenda sia di quel che avrebbe studiato, sia di finanza o di politica.



      Basta guardarsi attorno.

    1. Georgejefferson 27 agosto 2012

      A se prevedi il futuro allora hai ragione,non ci avevo pensato

    1. ottavino 27 agosto 2012

      L'attuazione del principio "Egalitè" è molto importante. Ma capisco che si può non capirlo. Comprendi almeno che verrai sacrificato sull'altare del "sistema misto"?

    1. Georgejefferson 27 agosto 2012

      esiste una cosa chiamata economia mista,esistente in mezzo mondo da 100 anni...che non abbia adempito al paradiso in terra non significa che non possa esistere o migliorare,che il problema sia l'uomo in se e non i massimi sistemi lo si sa,va da se che se tutti fossimo onesti qualunque sistema andrebbe bene,come ben dice mincuo,ma che debba esistere solo il bianco..o il nero,e'una tua opinione,legittima,per carita..come quella di chiunque altro

    1. ottavino 27 agosto 2012

      Tipicamente occidentale. Non hai principi ispiratori. Dare a ciascuno il suo non vuole dire nulla. O decidi che l'economia, la società debba essere "pensata", pianificata, cioè stabilisci il primato della politica che "da" (naturalmente che da quello che può dare, non certo il giro intorno al mondo), oppure decidi che lo stato non deve niente a nessuno, lasci che sia e non crei caste statali. L'uguaglianza non è quella dei cittadini, ma l'uguaglianza risiede nel comportamento egualitario dello stato nei confronti dei cittadini.

    1. LeoneVerde 27 agosto 2012

      Non per la moneta statale. Starebbe in piedi se l'intera popolazione facesse presioni per una politica onesta e giusta, che opterebbe per ovvia conseguenza per una moneta sovrana, il controllo del sistema bancario, la piena occupazione, e tutta una serie di cose utili e necessarie ad una crescita economica, culturale e umana. Pacchetto completo.

      Perchè se non sono le banche a comprarsi i politici da niente, sono i palazzinari, oppure gli industriali, oppure chiunque altro! Se un politico non ha la levatura morale degna del suo compito e la vera - sottolineo la vera - ambizione di fare qualcosa di buono, grande e bello, avremo sempre e solo degli inutili cani rognosi che aspettano sotto le tavole dei potenti la mano di turno che getti loro dei miseri avanzi, per poi ringhiare a chi si avvicina ai loro "benefattori"...

    1. ienaplischi59 27 agosto 2012

      L'onestà, ecco il motivo di fondo.
      Non ho studiato, non me ne intendo di finanza e di politica. Dopo il sacrificio di Hitler e di settantamilioni di esseri umani, l'uomo(il politico) ha creato una costituzione come quella italiana, io intendo la prima senza ritocchi e politici intendo come Aldo Moro. Poi questo cambiamento é stato fermato, dai primi anni settanta. Da capire a me sembra....normale, da spiegare mi é difficile, ripeto ho una cultura da terza media, ma nei miei 53anni di vita posso dire di aver visto l'Italia e l'Europa nella gente comune, che gradualmente migliorava il suo status, senza avere BMW o "megappartamenti", ma una sicurezza sanitaria, una abitazione dignitosa, una vecchiaia protettae un piatto pieno. Di colpo si é cominciato a scendere, a quanto pare non ci si ferma. Io il "politico" lo intendo come un "Saggio". Scusatemi se mi sono permesso di dire la mia, che non approverete ma é quello che vedo, niente altro.

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