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E LA NAVE GRECIA VA….: LETTERA A UN COLLEGA ITALIANO

DI YANIS VAROUFAKIS
yanisvaroufakis.eu

Alcune settimane fa mi chiamò Andrea Adriatico, un regista teatrale dei Teatri di Vita di Bologna e mi fece un’interessante richiesta: se potevo scrivere una “lettera” ad un professore di economia italiano inventato, esponendogli da collega a collega la situazione greca così come viene vissuta da un professore di economia greco. Questa lettera sarebbe stata poi letta durante una rappresentazione (dal titolo Cuore di Grecia), come parte integrante della stessa. La cosa m’intrigava e gli dissi di sì. Ecco qui la “lettera” che ho scritto. Lo spettacolo in questione è previsto per la fine di Luglio.

Caro Collega,
Come te, suppongo, anch’io sono cresciuto con le immagini in bianco e nero di un’ Europa meridionale che lottava per emergere dalle miserie degli anni tra le due guerre.Come te, la mia mente è ancora piena di immagini di gente duramente messe alla prova dalla vita, che cercava di rinascere emigrando in paesi lontani, come nel film “Ladri di biciclette” o film greci simili, in cui intere sequenze comiche giravano intorno alla figura di un uomo adulto che desiderava ardentemente una torta al formaggio o un dessert.

Comunque, arrivò poi il tempo in cui questi ricordi ed immagini di profonda povertà e privazione svanirono al punto da annullare la forza comica di simili scenette. Le nostre società, l’Italiana e la Greca, abbandonarono la tradizione culturale dei De Sica, Fellini, Koundouros e Kakoyiannis per scendere pian piano nel buco nero della volgare era Berlusconiana. Nel corso di questi anni di “crescita” e di consumismo, molti di noi speravano che le nostre società potessero trovare in se stesse la capacità di riscoprire l’equilibrio perduto; cercare cioè di far convivere la pancia piena con un cinema decente preferendolo al crasso stile di vita che la televisione ci mostrava.

Ahimè, non ci siamo riusciti. Prima di poter raggiungere un tale equilibrio (presumendo che lo si potesse raggiungere) si è abbattuto su di noi un nuovo 1929. E’ accaduto nel 2008 quando, proprio come nel 1929, crollò la Borsa di Wall Street, la valuta comune del tempo (nel 1930 era il Gold Standard, nel 2010 l’Euro) iniziò a rivelare le sue debolezze e in breve tempo le nostre ‘élites’ finanziarie fallirono clamorosamente nella capacità di rispondere razionalmente alla marcia trionfante della Crisi. Dopo soli due anni da quando la Crisi si è abbattuta sul mio Paese, la Grecia, ci siamo ritrovati nonostante tutto nella capacità di rapportarci adeguatamente a quelle sequenze comiche degli anni 50-60 dove persone bramavano una torta al formaggio e sognavano un dessert.

Da giovane, quando studiavo economia, ricordo che avevo difficoltà a capire perché i governi del periodo tra le due guerre, dal ’29 in poi, avessero così miseramente fallito nel bloccare il disagio economico che ci condusse poi tragicamente alla seconda guerra mondiale.
Leggevo dell’impegno del Presidente Hoover nel ridurre drasticamente le spese pubbliche e nel tagliare salari in un momento in cui l’economia statunitense stava implodendo e proprio non riuscivo a capire come lui e i suoi allegri consiglieri potessero appoggiare una simile idiozia. Semplicemente mi rifiutavo di credere che fossero uomini malvagi che volevano il male della loro gente. Ma allo stesso tempo non riuscivo a capire come fecero a convincere se stessi che le loro azioni davvero potessero dare sollievo al loro sofferente elettorato.

Bene, sono passati tanti anni da allora ma poi ho capito. Guardando il nostro Governo in Grecia dall’inizio della crisi del debito in atto, osservando i capi europei approvare e adottare una politica rovinosa dopo l’altra, alla fine ho capito.

Se ci pensi, è un po’ quello che è accaduto negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’60-inizio ’70. Al Pentagono, brillanti generali capirono perfettamente che la guerra nel Vietnam non poteva essere vinta. E che mandare altre truppe a combattere nella giungla, bombardare con il napalm le città vietnamite inasprendo ulteriormente lo sforzo bellico era del tutto inutile. Sappiamo benissimo, grazie agli sforzi eroici di Daniel Ellsberg, che ognuno di loro e anche gruppi di loro sapevano quali erano stati gli errori commessi. Eppure non riuscirono a coordinarsi tra loro e a sincronizzare le loro opinioni per concordare un cambiamento di rotta. Un cambiamento che avrebbe salvato migliaia di vite Americane, centinaia di migliaia di vite vietnamite, per non parlare delle ingenti somme di denaro speso.

Qualcosa di simile a quello che succede oggi ad Atene, a Roma, a Francoforte, a Berlino e a Parigi. Non è vero che la nostra classe dirigente è ignara del fatto che l’Europa sia come un treno che sta lentamente deragliando con in testa il vagone Grecia seguito dai vagoni Irlanda e Portogallo e, a seguire, i più grandi vagoni Spagna, Italia, Francia e, per finire, la stessa Germania. No, io credo che tutto questo loro lo hanno bene in mente, proprio come i generali americani avevano ben chiara l’immagine delle scene finali a Saigon – con gli elicotteri che caricavano gli ultimi americani dal tetto dell’Ambasciata USA. Ma proprio come i generali americani, essi non riescono a coordinare le loro opinioni in un’unica risposta politica intelligente. Nessuno di loro ha il coraggio di parlare quando entrano nelle sale conferenza dove si prendono decisioni importanti, per paura di essere accusati di troppa “morbidezza” o di essersi arresi. Così restano muti, mentre l’Europa brucia, sperando che il fuoco si estingua da solo, mentre sanno, nel profondo del loro cuore, che questo non potrà accadere.

E mentre esitano e Atene, Roma, Madrid, Lisbona e Dublino bruciano, le nostre società stanno sprofondando in un pantano dove muoiono le speranze e le prospettive, dove le esistenze si impoveriscono e dove i soli vincitori sono i misantropi, i cinici, quelli che cercano il capro espiatorio nella forma dell’ “alieno”, l’Ebreo, il “diverso”, l’ “altro”.
Mentre si stanno letteralmente spegnendo le luci nel mio Paese, con famiglie che “scelgono” di avere la fornitura di elettricità discontinua in modo da poter comprare il cibo tutti i giorni, criminali pattugliano le strade in cerca del “nemico”. L’ideologia nazista sta avendo un’altra rinascita, come anche la fame e le privazioni, e infetta ancora una volta il nostro tessuto sociale. E mentre le nostre istituzioni, i nostri sindacati, le nostre organizzazioni e principi culturali si trasformano in gusci vuoti, il campo è libero per i bigotti, i razzisti, gli sfruttatori del disagio generale e della disperazione. Ahimè, l’uovo del serpente è riapparso di nuovo in Europa e per le stesse ragioni per cui apparve allora.

Il tuo Paese ed il mio condividono molto di più di questa triste storia anche se dimentichiamo di ammetterlo. Prima della guerra, entrambe le nostre società diedero vita e tollerarono regimi fascisti. Il tuo Mussolini ed il mio Metaxas possono anche esser finiti a farsi la guerra uno con l’altro, ma entrambi erano il prodotto di fallimenti politici e disastri economici molto simili al comune destino che assilla attualmente i nostri due paesi. Sento che oggi in Europa è al lavoro una strana geografia: l’Irlanda continua a dire che non è come la Grecia, il Portogallo ripete che non è come l’Irlanda, la Spagna urla che non è come il Portogallo e, ovviamente, l’Italia vuole credere di non essere come la Spagna. Faccio appello a te: dobbiamo smettere di negare i nostri comuni disagi. Ovviamente, l’Italia non è la Grecia, ma nonostante questo, i guai crescenti in cui l’Italia si trova oggi, proprio mentre ti scrivo, è inutile separarli o distinguerli dai guai in cui versa oggi il mio Paese. La nostra “malattia” ha provocato forse una febbre maggiore di quella che avete voi ora ma, credimi, si tratta dello stesso virus. Domani, forse, la vostra febbre salirà ai livelli della nostra febbre di oggi.

Molte persone che conosco al di fuori della Grecia, compresi colleghi economisti, fanno l’errore di pensare che la Grecia stia vivendo attualmente una profonda recessione. Lasciami dire che questa non è una recessione. Questa è una depressione. Qual è la differenza? Le recessioni sono semplici flessioni. Periodi di attività economica ridotta e di maggiore disoccupazione. Come noi insegniamo ai nostri studenti, le recessioni stanno al capitalismo come l’Inferno sta alla Cristianità: sgradevole ma essenziale perché il “sistema” funzioni. Periodi di recessione possono risultare risolutivi e provvidenziali poiché “spazzano via” dall’ecosistema economico tutto ciò che non è efficiente, tutte le aziende che non dovrebbero esistere, i prodotti non più di moda, le tecniche di produzione obsolete, insomma, per usare una metafora, tutti i dinosauri.

Ma quello che avviene oggi in Grecia non è affatto una recessione! In Grecia, oggi, tutti stanno andando giù: l’efficiente e l’inefficiente, il produttivo e l’improduttivo, le imprese redditizie e quelle in perdita. Conosco fabbriche che esportano tutto quello che producono a clienti soddisfatti, carichi di commesse, con un’invidiabile tradizione di utili; ebbene, oggi si trovano sull’orlo della bancarotta. Perché? Perché i fornitori esteri non accettano più le loro garanzie bancarie necessarie perché si riforniscano di materie prime, poiché nessuno ha più fiducia delle Banche Greche. Con i circuiti bancari ormai spezzati, questa crisi sta affondando ogni possibile imbarcazione, buona o meno buona che sia, come per assicurarsi che niente resti più in superficie.

E più si riducono i salari, più aumentano le tasse, più si riducono gli aiuti alla disoccupazione, più grande si fa la voragine in cui tutti stanno sprofondando. Se qualcuno volesse spiegare il concetto del “circolo vizioso”, la Grecia di oggi è un perfetto oggetto di studio.

Tra me e te, da professore economista a professore economista, devo confessarti un profondo senso di vergogna per la mia professione. Tu sai che altri accademici spesso ci definiscono dei “sismologhi”, insinuando che siamo come loro inutili ed incapaci nel prevedere il fenomeno che studiamo.

E’ proprio così. Come professione, non siamo mai stati capaci di avvisare il mondo di un imminente cataclisma. Forse alcuni economisti isolati lo hanno anche fatto ma, purtroppo, un orologio rotto segna l’ora giusta solo due volte al giorno. No, come corpo di scienziati ci siamo dimostrati incapaci tanto quanto i sismologhi nel saper dire dove, quando e con quale intensità colpirà il prossimo terremoto.

Pensaci un momento: dietro ogni nefasta operazione CDO di cartolarizzazione del debito (CDO – collateralized debt obligation), dietro qualsiasi operazione d’ingegneria finanziaria, s’intravedeva l’ombra di qualcuno di noi. Dietro ogni politica economica responsabile della crescita a “schema di Ponzi” (cioè “falsa”) prima del 2008, troviamo sempre la figura di un qualche rinomato e rispettato economista che stava lì a dare la copertura ideologica alla politica adottata.

Dietro tutte le misure di austerità che vengono prese oggi, misure che soffocano le nostre società, ancora una volta troviamo nostri colleghi accademici, i cui modelli e teorie conferiscono autorevolezza e giustificazione alle politiche che vengono imposte alla popolazione. In breve, io e te siamo colpevoli di ciò che stanno soffrendo le persone in Grecia e in Italia. Anche se non condividevamo quei modelli economici in particolare, non abbiamo fatto abbastanza per avvertire il mondo della loro potenziale “tossicità”. Davvero, noi siamo colpevoli.

La settimana scorsa una mia ex-studentessa, malata di cancro, non riusciva più a trovare i farmaci per la chemioterapia di cui ha bisogno, a causa della rottura dell’accordo tra lo stato e l’ordine dei farmacisti (sono in sciopero perché lo stato non li paga da diciotto mesi). Un gruppo di noi suoi ex-professori (tutti economisti) ci siamo messi d’accordo e abbiamo raccolto il denaro necessario per pagare i suoi farmaci a prezzo intero. Per quanto utile sia stato questo gesto, non ci esonera. La nostra colpa resta, uguale a com’era prima di questo gesto. Perché noi eravamo quelli che insegnavano agli studenti l’efficacia dei mercati finanziari, noi avevamo permesso all’era del sistema finanziario “alla Ponzi” di essere definita “La Grande Moderatrice”, noi avevamo chiesto ai nostri studenti di aver fiducia nella capacità delle istituzioni finanziarie di dare il giusto prezzo al rischio. Noi ci siamo seduti lì a guardare mentre i nostri studenti leggevano nei loro libri di testo la grande menzogna che i mercati si autoregolano e che la miglior cosa che uno stato possa fare è di liberare il campo e lasciare che i mercati compiano il loro miracolo. Sì, caro collega, le nostre teste dovrebbero penzolare al pubblico ludibrio. Anche se, individualmente, abbiamo talvolta messo in discussione la “saggezza” convenzionale del nostro mestiere.

Prima di concludere questa lettera, vorrei evocare un’immagine duratura con cui descrivere il modo in cui si sente oggi la mia gente, la gente della Grecia. Ti ricordi il brillante film di Fellini E la nave va? Ti ricordi i profughi di guerra sul ponte, che l’equipaggio trattava con sufficienza? Mi fermo qui nella loro descrizione. Sono certo che ricordi il modo in cui Fellini li dipinse magistralmente. Ecco, è così che si sentono oggi i Greci, e per un motivo preciso anche, dato il ruolo di capro espiatorio che gli è stato affibbiato, come fosse il primo pezzo del domino che cade portandosi appresso una lunga catena di altri pezzi, minacciando l’intera Europa con una versione post-moderna di un tempo passato.

Con tristezza.

Sinceramente tuo.

Yanis Varoufakis

Fonte: http://yanisvaroufakis.eu
Link: http://yanisvaroufakis.eu/2012/06/24/and-the-good-ship-greece-sails-on-letter-to-an-italian-colleague/

24.06.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

34 Commenti

  1. E’ lo “schema Shylock”, l’usuraio del Mercante di Venezia di Shakespeare… Grazie a politici corrotti ed ignoranti si indebitano gli Stati, ben sapendo che non potranno mai ripagare i loro debiti per comprarne poi la sovranita’…

  2. Io alla economia come scienza non ci credo, pur avendolo studiata con impegno:
    Leggo:
    «quelli che cercano il capro espiatorio nella forma dell’ “alieno”, l’Ebreo, il “diverso”, l’ “altro”».

    Che vuol dire? Non ci sono responsabili dei nostri guai? Rotschild non c’entra nulla? Dunque, una fatalità, come la peste…

  3. L’obbiettivo di chi ha creato e pilotato questa crisi e’ di utilizzarla per costringere le Nazioni Europee ed i loro popoli ad una magggiore “integrazione” cioe’ alla perdita pressoche’ totale delle rispettive sovranita’ nazionali a favore di un “superstato” europeo, colonia delle oligarchie finanziarie…La crisi magari e’ economica ma il tornaconto e’ politico…

  4. Rotschild e compagnia cantante agevolano le debolezze delle masse. Se le masse fossero piu’ furbe tutti i vari Rotschild non varrebbero niente.

  5. Rotschild c’entra in quanto capitalista , non in quanto ebreo . Un pò come i cattolici Draghi , Monti , Merkel , Montezemolo .. o i miliardari confuciani cinesi eccetera eccetera . L’homo oeconomicus è palesemente trasversale alle fedi religiose . Un pò come il razzismo .

  6. Oh, Rotschild c’entra, eccome.
    E’ ormai un simbolo della miseria dello spirito umano così come Dante è il simbolo del dolce stil novo o Michelangelo il simbolo della nostra straordinaria capacità di creare bellezza.
    Come dicono qui sopra, per questi predatori universali non c’è patria, bandiera, razza, morale nè religione: sono trasversali.
    Pesano loro le amiche con cancro dell’economista che non possono comprare le medicine quanto i “desaparecidos” argentini della Dittatura, succhiati nei buchi della morte, torturati in modo disumano, i loro figli rapiti e tolta la loro identità, buttati nel Rio de La Plata dagli aerei o dagli elicotteri, drogati, vivi per vedere l’acqua oscura che avrebbe sigillato la loro non esistenza: nulla. Non pesano nulla. Neanche uno dei bambini fatti a pezzi da ordigni vari o consumati dalla fame, gli pesa.
    Esseri vuoti, sterili, non riusciranno mai a resignificarsi neppure con tutto l’oro del mondo per più che ci provino, e ci provano tanto, da tanto tempo, persino da quando finanziavano Hitler e ancora prima.
    “Dietro ogni grande fortuna c’è un crimine” (Honorè de Balzac).

    Ad un certo punto bisognerà decidere se vivere da schiavi delle bestie o da uomini e donne liberi e civilizzati.

  7. **Ma proprio come i generali americani, essi non riescono a coordinare le loro opinioni in un’unica risposta politica intelligente. Nessuno di loro ha il coraggio di parlare quando entrano nelle sale conferenza dove si prendono decisioni importanti, per paura di essere accusati di troppa “morbidezza” o di essersi arresi. Così restano muti, mentre l’Europa brucia, sperando che il fuoco si estingua da solo, mentre sanno, nel profondo del loro cuore, che questo non potrà accadere.

    Ma siamo così sicuri che hanno un cuore…o non parlano perchè gli interessa solo il fine mese…e null’altro. L’egoismo e la mancanza di rispetto per il resto del mondo la fà da padrone.

  8. E questo Yanis Varoufakis avrebbe studiato economia. O propaganda? E storia niente, neanche un’acca a parte barzellette?
    Tra le varie scrive: “Eppure non riuscirono a coordinarsi tra loro e a sincronizzare le loro opinioni per concordare un cambiamento di rotta. Un cambiamento che avrebbe salvato migliaia di vite Americane, centinaia di migliaia di vite vietnamite, per non parlare delle ingenti somme di denaro speso.”
    No denaro speso, caro signor Yanis Varoufakis, ma profitti enormi fatti. La guerra l’hanno fatta durare più a lungo possibile per far profitti, e ci hanno fatto sopra poi dei processi su questa questione, poi sepolti. Sepolti perchè quando furono accusati i Generali Americani di incompetenza in Vietnam, loro cominciarono a vomitare la verità, e cioè che gli era stato richiesto di farle durare le cose. E non è mica l’unica volta, signor Yanis Varoufakis, pure la seconda guerra mondiale. E chi te lo dice? Il complottista? No eccolo qua: U.S. STRATEGIC BOMBING SURVEY: OIL DIVISION REPORT del 1947. un documento ufficiale, basta leggere.
    Dove chiaro e tondo ti dice 3 cose: la prima che i Tedeschi non avevano pressochè autonomia, se non per qualche mese, per petrolio, materie prime, industria chimica ecc.. la seconda che bastava bombardare quegli impianti, tutti localizzati, e la terza ve la metto testuale: “Neither the German chemical industry nor any vital segment of it was selected by the Allied air forces for deliberate concentrated attack”. Cioè: “nè l’industria chimica Tedesca, nè altri vitali segmenti furono selezionati dalle foze Alleate per attacchi concentrati e mirati.” Bombardarono invece i civili di 103 città, esclusivamente a scopo terroristico, e in particolare selezionando i quartieri popolari, più affollati. Alla fine della guerra i 2/3 delle industrie Tedesche erano ancora intatte. http://orbat.com/site/sturmvogel/ussbsgensum.html
    Per quel che riguarda i Nord Vietnamiti forse sarebbe meglio prendersi la lista dei camion, attrezzature, logistica, armi ecc…venduti a loro dalle multinazionali US. Una lista che lo storico Inglese Anthony Sutton ha compilato e nessuno ha mai smentito. Come sempre si profittava dai due lati, non da uno solo. E questo Yanis Varoufakis ti parla delle “somme di denaro speso”. Ai Vietnamiti furono poi imposte da IMF perfino le spese sostenute dal precedente Governo, in cambio dei soliti “aiuti” cioè obbligazioni a tasso di interesse, e naturalmente le “riforme”, oltre alle concessioni e appalti, perchè il secondo affarone delle guerre è la ricostruzione successiva . Anche questo non viene mai detto.

  9. Sei così sicuro che Rotschild centri solo in quanto capitalista? E allora come spiegare che nelle alte sfere si vedano promossi ebrei in numero sproporzionato in base alla densità demografica? Non si promuovono cos’ tanti giudei alle massime caric he senza che vi sia un preciso disegno.Non è certamente un caso che Draghi, Monti la Merkel siano- almeno in parte- ebrei. Che dire di Hollande e Obama e Medvedev, finanche Amadinejhad Queste mie stupide osservazioni sono soltanto farneticazioni di antisemitismo, naturalmente.

  10. E’ un’analisi corretta e plausibile. Mi chiedo però perchè in altri momenti della Storia gli USA hanno semplicemente raso al suolo qualsiasi cosa, capacità produttiva inclusa, come fecero a Tokio o più recentemente in Iraq.

  11. @Tanita, parli con ragione, ma non ti accorgi che stai cercando qualità umane in esseri che non sono umani, e non parlo metaforicamente, i Rotschild non appartengono alla nostra specie, e non si deve fare l’errore di considerarli nostri simili.

  12. Se in Germania gli anglo-sionisti non hanno disrrutto gli impianti produttivi è stato semplicemente per impadromirsene a fine guerra, fagocitando nell’economia USA una tecnologia estremamente avanzata come quella tedesca, e trasferendo gli scienziati del Reich a lavorare per i progetti a stelle e strisce. Non è stato per temporeggiare.

  13. Non sono economista, ma non farei di tutta l’erba un fascio, come suggerisce Varoufakis: se lui nei suoi anni di insegnamento era fra quelli “seduti lì a guardare mentre i nostri studenti leggevano nei loro libri di testo la grande menzogna che i mercati si autoregolano e che la miglior cosa che uno stato possa fare è di liberare il campo e lasciare che i mercati compiano il loro miracolo“, allora ha di che implorare il perdono dei suoi concittadini, ma che sia un MEA CULPA, non un NOSTRA CULPA, esistono per fortuna altre correnti di pensiero economico oltre al liberismo di A. Smith!

  14. No signor AironeBlu. Hanno mantenuto intatta l’industria bellica Tedesca perchè potesse continuare la guerra ad Est con la Russia con cui gli US avevano sottoscritto il lend-lease Act, un affarone che DOVEVA durare. Qui una listerella di forniture fatte (non gratis) con il lend-lease dagli USA all’URSS dal ’41 al ’45.
    14.795 aerei, 7.056 carri armati, 51.503 jeep, 375.883 autocarri, 35.170 motociclette, 8.071 trattori, 8.218 cannoni, 131.633 mitragliatrici, 345.735 tonnellate di esplosivi, macchinari da costruzione per 10.910.000 dollari (dell’epoca), 11.155 vagoni merci, 1.981 locomotive, 90 navi da carico, 105 cacciasommergibili, 197 torpediniere, 7.784 motori navali, 4.478.000 tonnellate di generi alimentari, macchine ed equipaggiamento vario per un valore di un miliardo 87 milioni e 965.000 dollari, tra cui centinaia di migliaia di radiotrasmittenti, telefoni da campo, cucine da campo, apparecchiature ottiche, ferri chirurgici, lampadine, binari ferroviari, filo spinato, paracadute, torni, presse da fusione, bulldozer, reti mimetiche, etc., 802.000 tonnellate di metalli non ferrosi tra cui alluminio, zinco, bronzo, piombo, cobalto, berillio, nickel, molibdeno, cadmio, leghe di magnesio, 2.317.694 tonnellate di acciaio, 2.670.000 tonnellate di prodotti petroliferi, 106 milioni e 893.000 metri di prodotti chimici, 49.860 tonnellate di cuoiami, 3.786.000 pneumatici, 81.000 tonnellate di gomma, 15.417.000 paia di stivali e infine bottoni per un valore di 1.647.000 dollari.

  15. In Giappone hanno bombardato i civili signor RicBo. L’eroe in questione è il Generale Curtis Le May. E non furono tanto le successive atomiche, per le quali vennero selezionate Hiroshima e Nagasaki che non avevano nessuna installazione militare, nessuna importanza industriale, ma erano invece densamente popolate, e perciò andavano bene e per quello furono scelte per la “sperimentazione” e dimostrazione, nonostante una ospitasse un campo di prigionia di soldati Alleati. Le atomiche fecero pochi morti in confronto ai bombardamenti al fosforo (napalm), uguali a quelli fatti in Germania. Solo a Tokio fecero un milione di morti le ondate ripetute di bombardamenti incendiari. Le stesse imprese Le May le fece poi in Corea dove si vantò di aver sterminato il 20% della popolazione civile (parole sue al Congresso). Si sbagliava, ne aveva sterminato più del 30%. Dei 9 milioni di abitanti circa 3 milioni aveva incenerito. Il Giappone se lo sono preso dopo, economicamente, e soprattutto le aree che controllava (materie prime) e lì di certo non ha visto “Alleati” ma solo Americani a sulla torta. Ma non hanno distrutto nemmeno in Giappone specificatamente gli impianti. Hanno preso controllo delle risorse, petrolio, gomma ecc…che stavano fuori. Le battaglie chiave dal punto di vista militare stanno fuori dal Giappone.

  16. Non è più tempo per le mezze misure. La cieca fede su molti dogmi accademici fatti piovere dall’alto sulle teste dei popoli hanno fatto vittime a iosa. Ma santo cielo, tanta analisi sulle piaghe della società quando si continua a battere il tasto dei vangeli secondo cui per curare il cancro occorre ricorrere alla chemio, notoriamente tossica e mortale. Che citazione infelice! Per sostenere una verità se ne sacrifica un’altra. Due tipi di droghe, ugualmente devastanti, economia e farmaci pericolosi, che non vengono messe come meriterebbero sullo stesso piano. Quando finirà il meccanismo perverso?

  17. ProjectCivilization

    Non sono cosi’ conciliante con la casta . Nessuna persona istruita puo’ credere alle ridicole teorie monetariste .

  18. ProjectCivilization

    Concordo .

  19. Certo che le tue allucinazioni sono antiebraismo . Impegnarsi a scovare un po’ di ebraismo ovunque , anche in persone dichiaratamente cattoliche , mi sembra , oltre che una noiosa perdita di tempo , un chiaro sintomo di antiebraismo . Immagino che per te anche l’emiro di Dubai o tutti i petrolieri sauditi “siano – almeno in parte- ebrei” … o che i cattolici portoghesi , spagnoli e francesi , i protestanti inglesi , i calvinisti olandesi , che colonizzarono e sfruttarono ogni angolo del mondo “erano – almeno in parte- ebrei” . Ho la vaga sensazione che chi è afflitto dal morbo dell’ignarus fascist si faccia le domande sbagliate . Credo che sia molto da pavidi prendersela con un capro espiatorio inventato . L’unico nemico da nominare è il capitalismo come struttura di classe , come generatore all’infinito dell’homo oeconomicus eccetera eccetera .

  20. Risposta a MINCUO

    http://en.wikipedia.org/wiki/Yanis_Varoufakis

    Ebbene si’, Varoufakis e’ un economista, ha studiato economia e insegna economia. Che abbia in questa lettera inviata ad un inventato collega un linguaggio adatto ad una rappresentazione teatrale (perche’ quello era il primo lo scopo della lettera), non significa che non abbia davvero studiato e non sia un economista.

  21. Varoufakis e’ una persona, pensa e ha opinioni personali, non ha alcun interesse a fare di tutta un’erba un fascio e a mettersi contro tutti i suoi colleghi “liberi pensatori” e “dissenzienti”. NON DIMENTICHIAMO QUESTA “LETTERA” e’ stata scritta per essere parte integrante di una RAPPRESENTAZIONE TEATRALE. Per questo i toni sono calcati, assoluti e drammatici.

    Cio’ che pensa davvero il Prof. Varoufakis, chiediamoglielo direttamente.

    sk63

  22. Come? A me hanno sempre insegnato che gli americani hanno combattuto per ridarci la libertà e la democrazia e per abbattere il mostro nazifascista. Come ti permetti………

  23. Questo lo sapevo anch’io (che era economista) e infatti era ironico da parte nia, e avevo aggiunto “propaganda”. Parlare “delle spese che potevano essere evitate” e della “mancanza di accordi” è giustificabile se viene da uan persona ingenua o non competente, ma da un economista significa paraculaggine, o disonestà intellettuale, a mio modestissimo avviso.

  24. Per CARDISEM:

    Forse non e’ quello che intendeva quando diceva “si cercano responsabili nella forma dell’alieno, del diverso ‘l’ebreo?, ecc.”.

    Penso che qui non parlasse dei responsabili dei guai dell’economia in generale.

    Credo che volesse darci l’immagine di squadre autogestite e anche piuttosto armate (bastoni e altri oggetti contundenti..) che vanno in giro per le strade a sfogare la loro rabbia e frustrazione, “squadre” che abbiamo gia’ conosciuto in altri momenti della storia non lontana del nostro paese.

    Vigilantes, squadre civiche, che poi diventano qualcosa di più e prendono il posto delle forze di polizia…..insomma mi hai capito.

    E cosa fanno queste gagliarde brigate? Vanno in giro in cerca di guai, e i guai non li trovano ma li causano ai poveracci che gli capitano per le mani, gente di colore, anziani, ragazzi che giocano per strada….

  25. La creazione di un impianto ideologico…estratto da Barnard…. Negli anni ’60, tutti i dottori qui in Italia, ma proprio tutti, erano d’accordo che i bambini dovevano togliersi le tonsille. Milioni di operazioni, a milioni di bambini, con spese pubbliche elevate. Tutto per niente, perché poi abbiamo saputo che era tutto sbagliato. Oggi, da un bel po’, non si fa più da nessuna parte né in Italia né altrove. Eppure allora se chiedevi a chiunque, ai dottori, genitori, insegnanti, ai politici della Sanità, ti dicevano che andava fatto, che era la scienza a dimostrarlo. Bene. Chi lo aveva deciso? Il ministro della Sanità italiano a Roma? Macché. L’industria farmaceutica internazionale lo aveva deciso, e avevano sguinzagliato i loro scienziati strapagati a raccontare ai congressi dei medici che le tonsille andavano tolte, e avevano portato a prova di questo montagne di studi su carta. I ministri della Sanità erano invitati a quei congressi, dove c’erano anche i professori di medicina delle università, che avevano poi insegnato sta bufala a tutti i dottorini degli anni ’60, e questi lo avevano intimato alle famiglie, ed ecco che divenne la regola per tutti per molti anni. Vero o no?…..

    Nonna: Mi ricordo che ai bambini raccontavano che dopo l’operazione dovevano mangiare molto gelato, ma a te dopo l’operazione la mamma non te lo comprava…

    P. Dai nonna, stai attenta. Bada a una cosa precisa in quello che ho detto. Bada alla catena del passa parola che va dal volere di quelle mega industrie private fino a diventare regola nazionale per tutti. Allora: 1) una potenza economica privata enorme decide che farà montagne di soldi se un’idea del cavolo convincerà tutti a fare una certa cosa. 2) assumono degli studiosi che strapagano, che dovranno scrivere dei trattati serissimi che dimostrano che quell’idea del cavolo è invece fondamentale. 3) poi infiltrano i luoghi dove studiano quelli che diventeranno importanti domani, quelli che comanderanno, e li convincono che quell’idea è fondamentale. 4) per fare questo spendono un sacco di soldi in congressi, incontri, in programmi in tv e articoli… più cene, regali ecc. 5) si sa che gli ambienti di quelli importanti sono gli stessi dove bazzicano i politici, che sono ignoranti come delle sogliole e alla fine si bevono quasi sempre quello che i professoroni gli raccontano. Tu immagina cosa capiva un deputato, che magari aveva una fabbrica di scarpe, cosa capiva quello di microbiologia delle ghiandole umane… niente. E così succede per tanti altri settori. 6) Il peso del mondo dei professoroni più quello dei politici si sommano per far diventare quella idea fasulla la regola nazionale per tutti. E siamo fregati. Nota cosa è successo: delle elite potenti, cioè i giganti farmaceutici, riescono a imporre una politica; ma a noi ci raccontano che è una politica della Sanità nazionale, che invece se la sono inventata quelle elite. E nessun cittadino sa dove stanno quelle elite e cosa hanno fatto. Cioè: un potere nascosto comanda sul potere che noi vediamo, cioè il governo

  26. L’analogia e’con la contro rivoluzione monetarista

  27. L’articolo mi appare molto stimolante.
    In qualche punto può essere criticabile, ma è ben più interessante l’aspetto ben delineato degli economisti che coprono la grande menzogna e dei capri espiatori che pagano le colpe di altri.
    Anche l’osservazione che molti economisti si rendono conto che le politiche di austerity sono inutili mi appare interessante. Insomma il problema non è che non capiscono l’errore, ma che non sono capaci di trovare una soluzione.

  28. Sì, in una rappresentazione può funzionare la figura stereotipata dell’economista, mi era sfuggito il tono teatrale dell’articolo, grazie per la precisazione.

  29. Mettiamola cosi’: i sionisti sono stati tra i piu’ bravi a cavalcare il capitalismo come struttura di classe e generare l’homo economicus ecc. ecc., anche a causa della loro emarginazione storica che li ha costretti all’attivita’ di usura. Con il tempo tutto questo e’ diventato un pretesto per promuovere il piano razzista-imperialista della Grande Israele.

  30. No Truman. Fanno esattamente quel che è previsto. L’IMF stessa (ufficio studi) ha studiato 170 casi (stanno in un working paper) e ha scritto che sono stati regolarmente inutili o controproducenti, o fortemente controproducenti. Però questo è l’ufficio studi, perchè le politiche IMF restano identiche. Fatte in Africa, Sud e Centro America e alle Tigri Asiatiche, e ora in Europa. Perchè le anno, perchè sono stupidi? E l’immigrazione incontrollata anche sono stupidi? E le legislazioni sempre più di stampo oligarchico con il Parlamento Europeo che non decide una cippa, anche sono stupidi?
    Davvero? Non trovano le soluzioni?
    Ma le soluzioni per chi Truman? Per i cittadini o per le elites? Per le elites sono ideali. Un popolo di schiavi che dirà signorsì a gente eletta da nessuno. Popoli a cui togli ogni decisione e ogni libertà, ogni servizio e welfare. Quali soluzioni non troverebbero secondo te? Vanno a meraviglia, mi pèare, e cammnano svelte anche. Prova a passare dal sistema Tolemaico al Copernicano, come maniera di ragionare, vedrai che le cose tornano. Il fatto che tu dai per scontato che faciciano l’interesse tuo è un pò contro la realtà. Non di oggi. Prova un pò il Copernicano vedrai che non c’è tanti salti mortali da fare.

  31. No , mettiamola così invece : la tua è l’analisi razzista anti-ebraica che fa il gioco dei NaziSionisti ( come sappiamo il NaziSionismo si legittima sull’anti-ebraismo ) . E sono ovviamente balle razziste : l’usura medievale era pratica molto più da persone di fede cattolica che da persone di fede ebraica . Il capitalismo e il pensiero utilitarista iniziano a svilupparsi in ambienti dove la persona di fede ebraica non aveva voce . E soprattuto il sionismo è movimento laico che non c’entra nulla con l’ebraismo : lo strumentalizza .

  32. Il punto Tolemaico è che: I Governi sono eletti dai popoli e perciò rappresentano i popoli e la loro volontà. Dogma. Va bene. Andiamo a vedere. Questo interesse in 50 anni avrà pur prodotto progressi. Prendi Credit Suisse, pubblica ogni anno un report. Che vedi? Che un’elite dal 20% della ricchezza di un Paese è passata al 50%, cioè un 1% o 10% (dipende) ha più di metà delle risorse di un Paese, ma 50 anni fa no. S’è sempre più appropriata delle ricchezze di un Paese. Ma se i rappresentanti facevano gli interessi dei popoli come è possibile questo? Eppure la ricchezza è cresciuta e la produttività anche. Poi vedo che in 50 anni il reddito reale sì è più che dimezzato. Come è possibile coi miei eletti che facevano i miei interessi? Poi vedo che negli ultimi decenni le tutele, i servizi e l’welfare si riducono, le imposte e la disoccupazione invece aumentano, e i debiti che son la chiave per asservire i popoli, pure. La classe media invece sparisce, e fa posto a un proletariato diffuso, che insieme a un’elite, e a una burocrazia che fa funzionare la baracca, è poi tutto quel che serve. Un Bolshevismo in riedizione soft (speriamo). Come è possibile? Vedo politiche deflazionistiche, deindustrializzazioni, delocalizzazioni, mica inevitabili, questo l’hanno raccontato a te, ma mica era inevitabile la “globalizzazione” di colpo, anzi. Vedo immigrazione incontrollata, mica inevitabile anche quella, questo l’hanno raccontato a te, ma che non è altro (tra i vari scopi) che una riserva di lavoro a basso prezzo disponibile che fa da cuneo per qualunque ribasso imposto del costo del lavoro, e salta contrattazione, per via anche che la proprietà dell”impresa non è nemmeno del Paese, è multinazionale, e se ne fotte, chiude o ricatta, e dell’interesse sociale se ne sbatte proprio. E perchè? Perchè son state fatte le privatizzazioni anche dei settori strategici, e quindi addio interesse Nazionale. Ma come mai? I miei Governanti non facevano il mio interesse? Eppure tutto questo secondo te è stato SEMPRE nell’interesse dei cittadini, è chiaro perchè c’è la democrazia. O una truffa Truman? O altrimenti tutto è stato sbagliato e ciò è dovuto al fatto che semplicemente erano ottusi e stupidi. Ma guarda un pò! Io da Copernicano (e un pò per via di Michels o di Mosca o di Pareto) la vedo invece diversamente e mi pare che non devo fare fatica e trovare spiegazioni complicate. DAl punto di vita delle elites le cose sono andate benissimo. Cioè come previsto diciamo. Saluti.

  33. condivido la domanda retorica di mincuo, questo è un economista o fa propaganda?
    Questa finta ingenuità che da per assodato che dopo le dittature sia stato istaurato il mondo del bene, dei saggi e dei giusti principi non regge più.
    Più che una lettera dovrebbe essere chiamato “Saggio di un collaborazionista dell’elite finanziaria totalitarista”

  34. Lasciala perdere…. lei c’ha sempre ragione; e perderci tempo (io c’ho provato, non ne vale la pena) è una bella imprudenza. Significa farsi un nemico “senza profitto e senza utilità”. La cosa meno preziosa del mondo.

    E t’è andata ancora bene che non t’ha ancora dato del fascista. C’ha l’ossessione, li vede dappertutto. Sai… è fatta così.