E COSI' SIAMO GIUNTI ALL' EPILOGO

E COSI' SIAMO GIUNTI ALL' EPILOGO

DI CARLO BERTANI

Per aver cercato di sondare quali potranno essere gli esiti del post-berlusconismo, mi sono beccato:

1) del quaqquaraqquà da Affus, il quale ammette candidamente di non aver nemmeno letto l’articolo. Tanto basta (e cosa, se non lo ha letto?), però, per dare del quaqquaraqqà ad una persona.



2) Lino Rossi ancora attende soddisfazione per delle “offese” nei suoi riguardi. Devo confessare che Lino Rossi iniziò ad offendermi tanto tempo fa, quando in un articolo cercai di sondare le possibilità per un’auto del futuro. Ma passi. Se questi sono i termini nei quali concepisce il dibattito Lino Rossi, non me ne frega un accidente. Potrei ricordare che sono una discreta “lama”, ma non penso che questi siano i termini dell’onore per Lino Rossi.
3) Un povero “pellegrino”, invece, m’accusa d’essere prezzolato, di scrivere “a comando”. Quando, poi, faccio presente ai gestori di CDC che si tratta di un’accusa grave per uno scrittore – si mina la sua credibilità – si fa vivo con una e-mail anonima (firma: “P”) nella quale si genuflette chiedendo perdono. Era stato “preso” dal vorticare dei commenti nel forum. Dice lui. Ma non era un forum: era un articolo. Più della consapevolezza, fece il timore dell’art. 595: che pessima figura.



4) Un certo Dana74, invece, è più furbo. Avvisato probabilmente dal pellegrino (sic!) che era in arrivo una querela per diffamazione, cerca di salvare il salvabile. Sa di non essere destinatario di querela poiché un punto interrogativo lo ha provvidenzialmente salvato (Chi ti paga? Fare Futuro? Casini?) e continua nella sua filippica. Sarei una primadonna che non accetta critiche, nell’attesa di ricevere chissà quali “chiamate” per pubblicare libri ed andare in TV. Per pura informazione di Dana74, ho pubblicato parecchi libri e la scelta di non pubblicare più in cartaceo è solo mia, poiché ritengo che la comunicazione, oggi, sia preminente sul Web. Per quanto riguarda le “chiamate” in TV, lo informo che ho rifiutato per tre volte gli inviti (documentabile), giacché non desideravo fare la pessima figura che fecero Blondet e Chiesa sull’11 Settembre. La TV è una trappola per topi, e chi ha in mano le chiavi della trappola è sua maestà Berlusconi.

Sorvolo sulla quantità di stupidaggini che hanno seguito quell’articolo. Veniamo al dunque.

Si scrivono articoli migliori e peggiori: dipende da molti fattori, non ultimo il proprio stato d’animo. Nulla da obiettare che certe “ciambelle” non riescano col buco, ed è molto difficile tracciare cerchi perfetti. Giotto insegna.

Un autore – giustamente – viene giudicato per il suo livello di comunicazione, che comprende qualità, linguaggio, incisività ed interesse “intrinseco” dei suoi articoli. E un commentatore?

Nel Web, chi commenta partecipa alla comunicazione, a differenza della carta stampata.

Qual è il livello di chi commenta su CDC? Quello di chi commenta senza leggere? Di chi le “spara” e poi si genuflette in scuse?

Viene allora spontaneo domandarsi se la modalità di scrivere a “critica aperta” sia condivisibile. Per chi commenta in questo modo, senz’altro: basta scrivere quel che ti passa per la testa in quel momento. Se va male, fai pervenire una e-mail anonima di scuse.

Se, invece, si filtrano i commenti, si grida alla censura.

Per chi scrive, le cose sono un po’ diverse.

Anzitutto, chi scrive deve necessariamente controllare tutte le fonti ed essere certo di non “spararle” a caso, e questo per due motivi: per onestà nei confronti dei lettori e per mettersi “al vento” da possibili ingiunzioni.

Per il mio articolo “Zardoz” ricevetti e-mail dal tono minaccioso, nelle quali mi veniva chiesto di “cancellare” immediatamente alcuni riferimenti: siccome ero certo di non aver violato nessuna norma, risposi picche. Queste sono cose che, i commentatori, manco immaginano.

A ben vedere, è fin troppo facile attirare gli strali che puntualmente sono proposti dai vari decreti “Levi”, “D’Alia”, “Carlucci” e compagnia cantante: basta comportarsi come i commentatori di CDC.

Non dimentichiamo che la diffamazione (C.P. 595 e seguenti) è ben circoscritta dall’attuale ordinamento: cercare di by-passarla o di fregarsene, è ciò che spalanca la porta ai censori. E, qualcuno dei commentatori, mi sa che lavora per il re di Prussia (“qualcuno”, indeterminativo, capito mi hai? Prova a citarmi!).
L’attenzione, allora, si sposta sui gestori dei siti.

In lunghe conversazioni, i gestori di CDC mi comunicarono i loro intendimenti: CDC doveva essere un sito “aperto”, affinché tutti potessero confrontarsi. Destra e sinistra, alto e basso. Nobile intento, nulla da eccepire.

Nella prassi, ciò significa che quasi ogni articolo diventa un campo di battaglia: significa confrontarsi?

Confrontarsi in modo dialettico vuol dire appurare le tesi altrui e proporre critiche fondate: è una critica fondata dare del quaqquaraqquà ad una persona senza aver letto l’articolo? E non si tratta certo di un caso singolo, per articoli miei e d’altri scrittori.

Tempo fai proposi – scientemente – un articolo che non piacque: “Il panciafichismo fra etica ed estetica” Perché lo feci?

Volevo appurare qual era il livello di comprensione degli articoli: fino a che punto si poteva spingere la precisione dell’analisi la quale, inevitabilmente, richiede un linguaggio più preciso (o raffinato che dir si voglia). Capita l’antifona, ripiegai su qualcosa di più comprensibile.

Ma, questo, cozza con il livello del mio blog – che non ha certo gli “ascolti” di CDC, mantenendosi comunque fra i primi 500 blog italiani – nel quale gli articoli inviati a CDC sanno tanto di brodetto annacquato.

Perciò, s’impone una scelta: per questa ragione ho deciso d’informare i lettori di CDC che non troveranno più i miei articoli su CDC ma solo sul mio blog, non per questioni di “offese” o che altro. E che le mie decisioni – sempre ponderate con calma – non sono mediabili.

La mia, personale opinione su CDC è che stia scontando una crisi di crescita (già lo dissi, inascoltato, in passato), come avviene per molti siti e blog nel momento stesso nel quale l’informazione ufficiale non ce la fa più a reggere il livello che hanno raggiunto il Web. Un abisso. Lo scrivevo nell’articolo in questione, ma nessuno se n’è accorto: ah, già, bisognava leggere.

Mantenere una totale apertura per tutti – senza porre dei limiti – espone il sito a rischi che devono essere valutati, pena il decadere (rapidissimo! Il Web è crudele!) prima che solo si riesca a rendersene conto.

Una possibilità – tutta da sondare – sarebbe pubblicare articoli scritti dai commentatori. Dal livello della maggioranza dei commenti, ritengo che sarebbero in pochi a poterlo fare, ma converrebbe comunque tentare.

Sul mio blog ho adottato una politica che ritengo di buon senso: siccome è un blog dove s’incontrano persone che hanno storie politiche diverse ma che, comunque, si ritrovano per la ricerca di soluzioni all’attuale crisi sociale e politica italiana – e tutti ancora credono che la Carta Costituzionale sia un “faro” al quale riferirsi – ho deciso di non censurare le posizioni critiche, ma soltanto quelle che – testardamente – continuano ad inviare commenti che i “coautori” del blog rifiutano. In altre parole: ben venga il contributo ma, se si sconfina nella testardaggine, la cancellazione è inevitabile.

Si tratta però di un blog che ha dimensioni diverse da CDC, con meno partecipanti, piuttosto omogenei nelle loro posizioni: per questa ragione, il dilemma per i gestori di CDC rimane immutato. Credo che sia un problema, ad oggi, quasi insolubile: il blog “totalmente aperto” è una chimera, spiacente, ma così è.

Per questa serie di ragioni – non ho mire d’arrivare da nessuna parte (ho quasi 60 anni!), non sono proprio una primadonna (anzi, tendo a defilarmi), non ho motivazioni economiche per continuare in questa avventura…insomma, non trovo ragioni per continuare ad offrire i miei articoli ad una sorta di scontro “della via Pal” – preferisco “rientrare” nei confini del mio blog e restarci. Convinto come sono, che questa pessima abitudine di scontrarsi “alla Funari” non conduca da nessuna parte, credo di compiere un atto nobile.



Vorrei, infine, ricordare ai molti lettori che “s’infiammano” per questioni relative al complottiamo ed alle società segrete, che questi argomenti sono ben noti agli “addetti al lavori”, che il Bilderberg può trovare un collegamento con il “Club di Roma” e, tutti quanti, fanno riferimento a qualcosa di più sornione e meno conosciuto: il cenacolo di Madame Blavatsky. Andando a ritroso, si giunge a Tocqueville ed alle sue perplessità sulla democrazia, la quale – secondo Predrag Matvejević – si trasforma rapidamente in democratura. Cercate, riflettete, collegate.



I tanti che, invece, preferiscono abbeverarsi alle fonti statunitensi, sappiano che gli scrittori di quelle terre campano nelle fondazioni. Cosa sono le fondazioni? Sono “contenitori” nei quali confluiscono denari di chi corre il rischio – per aver oltrepassato un limite – di pagare al fisco tanto di più. Così, la fondazione è un elegante modo per pagare meno tasse ed ottenere sicura fedeltà da tante “buone penne”. In fin dei conti, la gran parte di quegli articoli sono pagati con i risparmi sulle tasse: immaginate i “riscontri”.

Perdonate chi, da anni, scrive che non ci sarà una guerra all’Iran – e ci mette solo e gratuitamente la sua faccia – mentre decine d’articoli chiamano ad “Armagheddon” poiché una portaerei americana ha mutato ormeggio. Già, e sarei io il prezzolato.

Desidero salutarvi con una citazione che per molti risulterà inaspettata: Silvio Berlusconi. Giorni fa, ebbe a dire ad un giornalista: “i camposanti sono zeppi di persone che si ritenevano insostituibili”. Sono contento che ci abbia riflettuto: per mia fortuna, non ho mai corso questo rischio poiché Bergman è sempre stato un mio preciso punto di riferimento.

Grazie per il tempo trascorso insieme e lasciamo nel passato le incomprensioni: anche la peggior burrasca, alla fine, cede al buon vento.

Carlo Bertani

20.08.2010

Commenti (77)

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    1. licia 21 agosto 2010

      i metodi antichi hanno funzionato e funzionanao ancora benissimo,per fortuna,nel mondo reale.Internet non è il mondo reale o almeno dovrebbe aspirare ad esserlo considerando le sue potenzialità virtuali.La esistenza di una realta virtuale diversa,con nessuna pretesa di identificarsi con quella reale, non comprometterebbe la esistenza della realtà materiale e delle relazioni umane reali; riproporre invece le medesime dinamiche in un mondo alieno dalla realtà perche virtuale oltre a sprecare una risorsa di infinite possibilità metterebbe in contatto due realta per definizione inconciliabili che possono generare solo paradossi e contraddizioni che nella realta della vita degli utenti significherebbero solo divieti proibizioni e censura.Forse è per questo che molti poteri mediatici espressione spesso di interessi politici particolari tendono a soffermarsi su aspetti marginali della rete criminalizzandoli ed invocando una legislazione restrittiva di controllo e repressione.(lo stesso metodo con il quale in tv si amplificano fatti di cronaca incresciosi per invocare leggi severe...la differenza è che nella realtà virtuale non si possono verificare atti di violenza come nella realtà e da questo punto di vista,della sicurezza,internet è il miglior mondo possibile.)

    1. Santos-Dumont 21 agosto 2010

      Non so quanti anni lei abbia ne mi interessa saperlo non sono certo a rimorchio, sappia comunque che, ciò che lei va ora criticando, ovvero quel che oggi lei chiama "arcaici schemi" hanno funzionato per secoli e come canzoni di alcuni anni fa... sono immortali, mentre oggi il moderno, ha la stessa durata di un anno web tant'èvvero che non dura più di tre mesi e, se dura così poco mi permetta, sarà mica perché vale quanto esprime? se la ponga la domanda prima di dare una izzosa risposta e potrà da se constatare che le idee odierne durano quanto un frigorifero o una lavatrice nuova, si rompono entro un anno e non vi sono pezzi in sostituzione, anche questi sono fatti con le concezioni moderne o meglio le idee giovani, dimostrando così, quanto vale anche chi le esprime. Certo se a lei questo va bene contenta lei! ma la prego non coinvolga tutti a venire a tirarla fuori dal gorgo, nel quale con innocente stupidità poi si infila.

      Il commento precedente denota tutt'altro che stupidità, al contrario richiama chi di dovere a prendere in considerazione la natura del mezzo usato. Non si può applicare pedissequamente gli schemi della parola stampata, dei "punti di vista" e dell'autorità intellettuale a un mezzo istantaneo come internet, che permette la partecipazione indifferenziata e l'interazione immediata. O si capisce questo, o è meglio tornare al medium di origine (libri), alla comunicazione uno a molti con qualche sporadica conferenza o seminario, e tanti saluti.
      Qui su internet tutte le opinioni hanno diritto di cittadinanza, sta ad ognuno di noi agire cum grano salis e attribuire il giusto valore. Quel che è inaccettabile, e secondo me destinato al fallimento, è voler limitare la libertà di espressione inserendo limiti incompatibili col mezzo.

    1. Santos-Dumont 21 agosto 2010

      Sottoscrivo: esprime in dettaglio quello che intendevo dire menzionando McLuhan.

    1. wiki 21 agosto 2010

      CONDIVIDO...

    1. Altrove 21 agosto 2010

      Beh, c'è poco da aggiungere... Ma si, una cosina sola: Fidarsi ciecamente è l'esatto contrario di analizzare attentamente...

    1. Altrove 21 agosto 2010

      Da bravo ritardatario esprimo la mia: Caro bertani, la scelta è tua... Io ti ho sempre letto, così come ho letto tutti gli altri autori. Ogni articolo che leggo è un'occasione prima di tutto per riflettere, poi, se è opportuno, commento (alcune volte non ha senso gettarsi da solo nella fossa dei leoni). Non farti spaventare da critiche o offese, anzi, esse saranno un monito per i prossimi lettori e permetteranno la scrematura degli stupidi (ogni stupido è la miglior pubblicità della propria stupidità). Chi è intelligente sa riconoscere i propri limiti e, poco alla volta, anche quelli degli altri. Io, che sono un cinico bastardo, tento sempre di ricordarCElo. Tento anche di ricordare come tutto questo, in fin dei conti, sia una grande masturbazione mentale collettiva dal momento che fuori da queste righe virtuali esiste solo la nostra incapacità di cambiare effettivamente qualcosa. Infine, ogni opinione ne genera una uguale e contraria, a volte solo per il gusto della mente di trovarsi controcorrente senza nessun motivo. E si sa... quando non si sa più come argomentare, subentra l'offesa... Almeno io lo ammetto... Comunque si, siamo allo stadio, la partita sta per finire e la nostra squadra sta perdendo...
      Quindi, se puoi, resta con noi...

    1. backtime 21 agosto 2010

      Non so quanti anni lei abbia ne mi interessa saperlo non sono certo a rimorchio, sappia comunque che, ciò che lei va ora criticando, ovvero quel che oggi lei chiama "arcaici schemi" hanno funzionato per secoli e come canzoni di alcuni anni fa... sono immortali, mentre oggi il moderno, ha la stessa durata di un anno web tant'èvvero che non dura più di tre mesi e, se dura così poco mi permetta, sarà mica perché vale quanto esprime? se la ponga la domanda prima di dare una izzosa risposta e potrà da se constatare che le idee odierne durano quanto un frigorifero o una lavatrice nuova, si rompono entro un anno e non vi sono pezzi in sostituzione, anche questi sono fatti con le concezioni moderne o meglio le idee giovani, dimostrando così, quanto vale anche chi le esprime. Certo se a lei questo va bene contenta lei! ma la prego non coinvolga tutti a venire a tirarla fuori dal gorgo, nel quale con innocente stupidità poi si infila.

    1. vic 21 agosto 2010

      Forse che i giornali non hanno una linea editoriale?

      Certi articoli non sono nelle loro corde, per cui non li pubblicherebbero.

      E' per questo che i blog come CDC vengono letti. Vi si trovano articoli che difficilmente finirebbero su un quotidiano italiano.

      Ne approfitto per ringraziare i traduttori, esortando magari qualche cinese o russo o indiano a farsi avanti.

      Detto questo, anche CDC ha la sua bella censura interna, per esempio ha censurato un articolo sulla bilancia commerciale della Svizzera, paese confinante con l'italia, fonte di numerosi spunti di riflessione, anche politici, ma che gli italiani in generale conoscono ancor meno della Papuasia (stavo per scrivere della Libia).

    1. brunotto588 21 agosto 2010

      Poichè la ritengo una decisione comunque sofferta e difficile ( c' erano già state precedenti avvisaglie espresse dallo stesso Bertani di un notevole disagio a continuare a postare su CDC ) ritengo che vada comunque rispettata a prescindere dalle "motivazioni scatenanti", che probabilmente altro non sono che l' ultimo anello di una catena di motivazioni multiple, complesse, e già rimuginate a lungo......... Dal canto mio, se da una parte avevo ( penso in modo del tutto corretto ) espresso a Bertani i miei dubbi sull' "efficacia tecnica" di una prosa troppo ricercata in un ambito come questo, certamente anche la monotematicità degli ultimi post espone a facili critiche ......... Non concordo però nemmeno con chi, come l' ultima commentatrice, vorrebbe una completa "deregulation" del blog, mandando a farsi friggere in un battibaleno la buona educazione, il più comune buon senso, e l' applicazione di un minimo sindacale di intelletto ( ho detto "intelletto", non "censura" e nemmeno "perbenismo" ! ) alla mano che commenta: così si uccide ogni espressione, nella stupida illusione di una "libertà obbligatoria" .... e con essa il mezzo, internet, molto più velocemente che con qualsiasi gabello legale ...... Mai come in questo caso, forse, la verità sta nel mezzo ...... per cui pregherei Bertani, se così ha già deciso, di presenziare almeno come commentatore ( con pseudonimo, perchè no ??? ) ....... contribuirebbe non poco ad alzare il livello culturale dei commenti, farebbe comunque opera capillare di comunicazione ed informazione, e, perchè no, avrebbe il destro per destabilizzare i tanti trolls certamente presenti ......... che ne dice, sig. Bertani ? ....

    1. Tonguessy 21 agosto 2010

      Anch'io non sono riuscita ad andare in fondo all'articolo

      Affus:

      mi sono fidato ciecamente di quello ha letto e capito dana74

      Di due non ne viene fuori UNO di normale.

      Chiamasi giornalismo investigativo, no? Lunga disamina di documenti seguiti da attenta e puntigliosa analisi. Bene fa Bertani ad andarsene e chiedere a CDC di mostrare una volontà di crescita. Questo stare sopra le righe mi sgomenta.

    1. licia 21 agosto 2010

      Secondo me l'età del signor Bertani lo costringe ad una concezione dei rapporti inter-net-personali legata ad arcaici schemi dettati dagli arcaici schemi di comunicazione da cui proviene cronologicamente;schemi dai quali la rete tenta di emanciparsi per affermarsi definitivamente in qualcosa di nuovo ed inedito proprio delle potenzialità ancora inespolarate di internet.Anche le leggi che vogliono regolare internet seguono quegli schemi arcaici perche provengono dalla concezione arcaica di uomini ancora legati a generazioni antiche rispetto alla rivoluzione tecnologica che la rete consente.La rete ha dato a Bertani la reputazione che rivendica tramite la normaledialettica di internet, che comprende critiche insulti elogi etc quasi in diretta ma si scontra allo stesso tempo con la concezione elitaria degli intellettuali per i quali in passato essa era destinatia a pochi eletti che divenivano oggetto di venerazione di massa come sacri totem .Secondo me le richieste di bertani nascondono lo stesso criterio per il quale molti chiedono regole piu severe pre l'uso di internet ed in definitiva regole piu rigide per l'esternazione dei propi pensieri.
      Mi domando cosa usano a fare internet se poi non accettano critiche anche violente o anche diffamatorie(relativamente) dettate dalla impulsività ed immediatezza diu reazione che internet consente?In rete secondo me nessuno è nessuno e mi rendo conto che Bertani forse on accetta di essere consderato alla stregua di un qualunque altro blogger.

    1. albertgast 21 agosto 2010

      Caro Bertani, forse del mio parere non te ne frega nulla, ma a me quell'articolo era piaciuto e, per aver criticato alcune resposte mi è arrivata addosso una valanga! Non me la prendo, però, è giusto che ognuno dica la sua. La soddisfazione di dire un giorno "io te l'avevo detto!" vale più di una vincita al superenalotto, e così aspetto. Io credo, lascia che te lo dica come te lo direbbe una sorella maggiore (ho qualche anno più di te), che tu sia troppo permaloso. Le critiche non fanno mai male, perchè da esse si impara. Solo quando sono palesemente stupide o offensive si deve sorvolare, perchè non meritano attenzione, a meno di non scendere al loro livello. Io ti ho attaccato anche duramente su quello che dicevi delle donne, e non mi sarebbe dispiaciuto continuare il discorso, se non altro per dimostrarti che "le donne" non sono un tutt'unico, ma persone ben distinte le une dalle altre, proprio come voi uomini. Mi dispiace quindi se non potrò più leggerti qui, credo che questo posto stia scadendo ogni giorno di più e rimpiango i tempi in cui leggevo della crisi mondiale in arrivo, quando ancora nessuno ne parlava. Credo che potresti dare ancora molto, ma rispetto la tua decisione. Buona continuazione e buon tutto.

    1. dana74 21 agosto 2010

      Volevo anche aggiungere che a parer mio se Affus non ce l'ha fatta a giungere alla fine dell'articolo io mi chiederei come mai un lettore non mi regge, oltretutto Affus non ha scritto solo quaquaraqua ha motivato il perché, ma su quello si sorvola perché la critica brucia.
      Allora si recita la parte dell'offeso che rende di più.
      Anch'io non sono riuscita ad andare in fondo all'articolo, mi son bastate le premesse che ho messo in commento( quello considerato insulto) ovvero o Pinochet non ha fatto la sequela di omicidi che gli attribuiscono o Berlusconi ha nascosto bene la scia.
      Ripeto, va bene essere antiberlusconi (per me è una pedina come Vendola o DIpietro) ma paragonarlo a Pinochet ha condizionato la lucidità dell'articolo.

      Pellegrino le ha scritto scusa e sua Maestà Bertani "se mi critichi ti querelo" cosa fa?
      Lo schernisce. Bella educazione veramente.

      Per chi scandalizzato tra i commentatori fa tanto il perbenista controlli il tenore delle critiche trasformate abilmente in "insulti" dal sommo scrittore di cui sopra, una tecnica per non entrare nel merito ed "addossare" ogni responsabilità all'altro.

      Mi stupisce ma è probabile, che gli utenti che fanno gli scandalizzati perché a causa di qualche "cattivo" che non lo apprezza se ne debba andare, strano che non gli sia mai capitato di "criticare" mai nessun altro articolo di nessun autore, hanno avuto la fortuna di criticare un autore che è capace di accettare le critiche, come un adulto dovrebbe saper fare.

    1. AlbertoConti 21 agosto 2010

      Dice Licia: ............ io sono nuova ed è la prima volta che leggo Bertani ma mi sembra che il modo di rapportarsia alla rete di scrittori ed articolisti come questo sarà la causa della fine della libertà in rete ........
      Dice Cardinal Gardel: ............ Sembra che le masse, nonostante Internet, (o grazie a Internet?), siano divenute ancora più passive e manipolabili che in passato. Ovverosia, si mobilitano, scrivono (eccomi come esempio), pubblicano, ma su Internet, quindi non accade nulla fuori da Internet. Nella rete c’è il sesso virtuale, l’amicizia virtuale, la politica virtuale. Non si vedono mutamenti nelle strade, nelle piazze. Anzi la gente in giro è sempre meno; in genere si riversano nei centri commerciali per comprare, se possono, quello che c’è............... e questo, dico io, lo trovo già molto più sensato. A mio avviso Bertani è una persona reale che gioca nel mondo virtuale conservando la propria dignità di persona fisica, quindi è l'eccezione, con tutte le conseguenze del caso, fino al limite dell'incompatibilità. Come spesso già accaduto nella storia umana il problema sono i tanti, non l'uno che provoca la loro pochezza. Qui la differenza è che la pochezza non sono neppure i tanti lettori, relativamente parlando, ma la minoranza loquace che apparentemente li rappresenta, per via dell'effetto "sfogatoio" tendente alla totale perdita di qualità, tendente a zero, ben al di sotto di 4 "veri" amici al bar.

    1. Tonguessy 21 agosto 2010

      non ho letto l’articolo, che , si , ne ho letto solo metà , però mi sono fidato ciecamente di quello ha letto e capito dana74 .


      ECCEZZIUNALLO VERAMENTTEH!!!

    1. licia 21 agosto 2010

      io sono nuova ed è la prima volta che leggo Bertani ma mi sembra che il modo di rapportarsia alla rete di scrittori ed articolisti come questo sarà la causa della fine della libertà in rete ;a cominciare dall'anonimato.
      Cambierò pagina ogni volta che vedrò la firma di Bertani come con il telecomando un programma che non mi piace.

    1. gnorans 21 agosto 2010

      A volte puo' servire, ma con molta misura.

      Io ritengo che troppi commenti rendano il sito illegibile, e diluiscano quei commenti, purtroppo pochi, che invece sono davvero informativi. Postare commenti inutili, anche non provocatori, puo' diventare un sabotaggio.

      Basta vedere il CDC di pochi anni fa per constatare la miglior qualita' dei commenti, assieme al loro numero ridotto.

      Purtroppo il miglior contributo solitamente e' il silenzio.

    1. Skaff 20 agosto 2010

      @maxfool
      dice:
      "Non siamo tutti uguali e sopratutto affrontiamo le discussioni in maniere differenti, ma non per questo piu' o meno esatte."

      Credo che tu abbia centrato un punto dolente. E' vero che non siamo tutti uguali, ma Internet e' il primo mezzo di comunicazione che da' uguale dignita' ad ogni intervento. Non tutti coloro che sono stati abituati a parlare ex cathedra per la maggior parte della loro vita riescono ad accettarlo. E mi pare che Bertani sia tra questi. Tutti noi conosciamo nomi di blogger piu' o meno noti che, facendo la scelta del blog aperto, si tirano spesso addosso molte critiche, alcune costruttive, altre distruttive. Si difendono argomentando invece di sparire.

    1. ottavino 20 agosto 2010

      Eh no, mio caro gnorans! Bisogna sforzarzi! Anche se non ha niente da dire è bene che invece uno dica!. E' l'ora di farla finita con questa cultura del lassismo, della pigrizia, del "lasciar correre". Che si lasci almeno un voto, un giudizio, una traccia, l'approvazione per un commento altrui ......

    1. Affus 20 agosto 2010

      Caro Bertani la pensavo superiore a certe critiche e uomo abituato alle schermaglie dialettiche data la sua professione di pubblicista di genere politico ormai da anni. Non pensavo si facesse intimorire così semplicemente da qualche sberleffo , da qualche insulto o pernacchia .. Sono convinto che quando uno crede a ciò che afferma e ne è convinto , certe critiche possono solo confermarlo nella sua ragione , lei invece ha preferito abbandonare il campo . Se sono stato io uno dei motivi, le chiedo scusa e rispondo alle sue affermazioni , dove dice che non ho letto l’articolo, che , si , ne ho letto solo metà , però mi sono fidato ciecamente di quello ha letto e capito dana74 . Quindi ho condiviso in toto anche le sue critiche . Mi spiace che si sia sentito offeso, ma la credevo superiore a certe cose ; meno suscettibile e più sicuro delle sue idee. Distinti saluti.

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