E COSI' SIAMO GIUNTI ALL' EPILOGO

E COSI' SIAMO GIUNTI ALL' EPILOGO

DI CARLO BERTANI

Per aver cercato di sondare quali potranno essere gli esiti del post-berlusconismo, mi sono beccato:

1) del quaqquaraqquà da Affus, il quale ammette candidamente di non aver nemmeno letto l’articolo. Tanto basta (e cosa, se non lo ha letto?), però, per dare del quaqquaraqqà ad una persona.



2) Lino Rossi ancora attende soddisfazione per delle “offese” nei suoi riguardi. Devo confessare che Lino Rossi iniziò ad offendermi tanto tempo fa, quando in un articolo cercai di sondare le possibilità per un’auto del futuro. Ma passi. Se questi sono i termini nei quali concepisce il dibattito Lino Rossi, non me ne frega un accidente. Potrei ricordare che sono una discreta “lama”, ma non penso che questi siano i termini dell’onore per Lino Rossi.
3) Un povero “pellegrino”, invece, m’accusa d’essere prezzolato, di scrivere “a comando”. Quando, poi, faccio presente ai gestori di CDC che si tratta di un’accusa grave per uno scrittore – si mina la sua credibilità – si fa vivo con una e-mail anonima (firma: “P”) nella quale si genuflette chiedendo perdono. Era stato “preso” dal vorticare dei commenti nel forum. Dice lui. Ma non era un forum: era un articolo. Più della consapevolezza, fece il timore dell’art. 595: che pessima figura.



4) Un certo Dana74, invece, è più furbo. Avvisato probabilmente dal pellegrino (sic!) che era in arrivo una querela per diffamazione, cerca di salvare il salvabile. Sa di non essere destinatario di querela poiché un punto interrogativo lo ha provvidenzialmente salvato (Chi ti paga? Fare Futuro? Casini?) e continua nella sua filippica. Sarei una primadonna che non accetta critiche, nell’attesa di ricevere chissà quali “chiamate” per pubblicare libri ed andare in TV. Per pura informazione di Dana74, ho pubblicato parecchi libri e la scelta di non pubblicare più in cartaceo è solo mia, poiché ritengo che la comunicazione, oggi, sia preminente sul Web. Per quanto riguarda le “chiamate” in TV, lo informo che ho rifiutato per tre volte gli inviti (documentabile), giacché non desideravo fare la pessima figura che fecero Blondet e Chiesa sull’11 Settembre. La TV è una trappola per topi, e chi ha in mano le chiavi della trappola è sua maestà Berlusconi.

Sorvolo sulla quantità di stupidaggini che hanno seguito quell’articolo. Veniamo al dunque.

Si scrivono articoli migliori e peggiori: dipende da molti fattori, non ultimo il proprio stato d’animo. Nulla da obiettare che certe “ciambelle” non riescano col buco, ed è molto difficile tracciare cerchi perfetti. Giotto insegna.

Un autore – giustamente – viene giudicato per il suo livello di comunicazione, che comprende qualità, linguaggio, incisività ed interesse “intrinseco” dei suoi articoli. E un commentatore?

Nel Web, chi commenta partecipa alla comunicazione, a differenza della carta stampata.

Qual è il livello di chi commenta su CDC? Quello di chi commenta senza leggere? Di chi le “spara” e poi si genuflette in scuse?

Viene allora spontaneo domandarsi se la modalità di scrivere a “critica aperta” sia condivisibile. Per chi commenta in questo modo, senz’altro: basta scrivere quel che ti passa per la testa in quel momento. Se va male, fai pervenire una e-mail anonima di scuse.

Se, invece, si filtrano i commenti, si grida alla censura.

Per chi scrive, le cose sono un po’ diverse.

Anzitutto, chi scrive deve necessariamente controllare tutte le fonti ed essere certo di non “spararle” a caso, e questo per due motivi: per onestà nei confronti dei lettori e per mettersi “al vento” da possibili ingiunzioni.

Per il mio articolo “Zardoz” ricevetti e-mail dal tono minaccioso, nelle quali mi veniva chiesto di “cancellare” immediatamente alcuni riferimenti: siccome ero certo di non aver violato nessuna norma, risposi picche. Queste sono cose che, i commentatori, manco immaginano.

A ben vedere, è fin troppo facile attirare gli strali che puntualmente sono proposti dai vari decreti “Levi”, “D’Alia”, “Carlucci” e compagnia cantante: basta comportarsi come i commentatori di CDC.

Non dimentichiamo che la diffamazione (C.P. 595 e seguenti) è ben circoscritta dall’attuale ordinamento: cercare di by-passarla o di fregarsene, è ciò che spalanca la porta ai censori. E, qualcuno dei commentatori, mi sa che lavora per il re di Prussia (“qualcuno”, indeterminativo, capito mi hai? Prova a citarmi!).
L’attenzione, allora, si sposta sui gestori dei siti.

In lunghe conversazioni, i gestori di CDC mi comunicarono i loro intendimenti: CDC doveva essere un sito “aperto”, affinché tutti potessero confrontarsi. Destra e sinistra, alto e basso. Nobile intento, nulla da eccepire.

Nella prassi, ciò significa che quasi ogni articolo diventa un campo di battaglia: significa confrontarsi?

Confrontarsi in modo dialettico vuol dire appurare le tesi altrui e proporre critiche fondate: è una critica fondata dare del quaqquaraqquà ad una persona senza aver letto l’articolo? E non si tratta certo di un caso singolo, per articoli miei e d’altri scrittori.

Tempo fai proposi – scientemente – un articolo che non piacque: “Il panciafichismo fra etica ed estetica” Perché lo feci?

Volevo appurare qual era il livello di comprensione degli articoli: fino a che punto si poteva spingere la precisione dell’analisi la quale, inevitabilmente, richiede un linguaggio più preciso (o raffinato che dir si voglia). Capita l’antifona, ripiegai su qualcosa di più comprensibile.

Ma, questo, cozza con il livello del mio blog – che non ha certo gli “ascolti” di CDC, mantenendosi comunque fra i primi 500 blog italiani – nel quale gli articoli inviati a CDC sanno tanto di brodetto annacquato.

Perciò, s’impone una scelta: per questa ragione ho deciso d’informare i lettori di CDC che non troveranno più i miei articoli su CDC ma solo sul mio blog, non per questioni di “offese” o che altro. E che le mie decisioni – sempre ponderate con calma – non sono mediabili.

La mia, personale opinione su CDC è che stia scontando una crisi di crescita (già lo dissi, inascoltato, in passato), come avviene per molti siti e blog nel momento stesso nel quale l’informazione ufficiale non ce la fa più a reggere il livello che hanno raggiunto il Web. Un abisso. Lo scrivevo nell’articolo in questione, ma nessuno se n’è accorto: ah, già, bisognava leggere.

Mantenere una totale apertura per tutti – senza porre dei limiti – espone il sito a rischi che devono essere valutati, pena il decadere (rapidissimo! Il Web è crudele!) prima che solo si riesca a rendersene conto.

Una possibilità – tutta da sondare – sarebbe pubblicare articoli scritti dai commentatori. Dal livello della maggioranza dei commenti, ritengo che sarebbero in pochi a poterlo fare, ma converrebbe comunque tentare.

Sul mio blog ho adottato una politica che ritengo di buon senso: siccome è un blog dove s’incontrano persone che hanno storie politiche diverse ma che, comunque, si ritrovano per la ricerca di soluzioni all’attuale crisi sociale e politica italiana – e tutti ancora credono che la Carta Costituzionale sia un “faro” al quale riferirsi – ho deciso di non censurare le posizioni critiche, ma soltanto quelle che – testardamente – continuano ad inviare commenti che i “coautori” del blog rifiutano. In altre parole: ben venga il contributo ma, se si sconfina nella testardaggine, la cancellazione è inevitabile.

Si tratta però di un blog che ha dimensioni diverse da CDC, con meno partecipanti, piuttosto omogenei nelle loro posizioni: per questa ragione, il dilemma per i gestori di CDC rimane immutato. Credo che sia un problema, ad oggi, quasi insolubile: il blog “totalmente aperto” è una chimera, spiacente, ma così è.

Per questa serie di ragioni – non ho mire d’arrivare da nessuna parte (ho quasi 60 anni!), non sono proprio una primadonna (anzi, tendo a defilarmi), non ho motivazioni economiche per continuare in questa avventura…insomma, non trovo ragioni per continuare ad offrire i miei articoli ad una sorta di scontro “della via Pal” – preferisco “rientrare” nei confini del mio blog e restarci. Convinto come sono, che questa pessima abitudine di scontrarsi “alla Funari” non conduca da nessuna parte, credo di compiere un atto nobile.



Vorrei, infine, ricordare ai molti lettori che “s’infiammano” per questioni relative al complottiamo ed alle società segrete, che questi argomenti sono ben noti agli “addetti al lavori”, che il Bilderberg può trovare un collegamento con il “Club di Roma” e, tutti quanti, fanno riferimento a qualcosa di più sornione e meno conosciuto: il cenacolo di Madame Blavatsky. Andando a ritroso, si giunge a Tocqueville ed alle sue perplessità sulla democrazia, la quale – secondo Predrag Matvejević – si trasforma rapidamente in democratura. Cercate, riflettete, collegate.



I tanti che, invece, preferiscono abbeverarsi alle fonti statunitensi, sappiano che gli scrittori di quelle terre campano nelle fondazioni. Cosa sono le fondazioni? Sono “contenitori” nei quali confluiscono denari di chi corre il rischio – per aver oltrepassato un limite – di pagare al fisco tanto di più. Così, la fondazione è un elegante modo per pagare meno tasse ed ottenere sicura fedeltà da tante “buone penne”. In fin dei conti, la gran parte di quegli articoli sono pagati con i risparmi sulle tasse: immaginate i “riscontri”.

Perdonate chi, da anni, scrive che non ci sarà una guerra all’Iran – e ci mette solo e gratuitamente la sua faccia – mentre decine d’articoli chiamano ad “Armagheddon” poiché una portaerei americana ha mutato ormeggio. Già, e sarei io il prezzolato.

Desidero salutarvi con una citazione che per molti risulterà inaspettata: Silvio Berlusconi. Giorni fa, ebbe a dire ad un giornalista: “i camposanti sono zeppi di persone che si ritenevano insostituibili”. Sono contento che ci abbia riflettuto: per mia fortuna, non ho mai corso questo rischio poiché Bergman è sempre stato un mio preciso punto di riferimento.

Grazie per il tempo trascorso insieme e lasciamo nel passato le incomprensioni: anche la peggior burrasca, alla fine, cede al buon vento.

Carlo Bertani

20.08.2010

Commenti (77)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. borderline 24 agosto 2010

      Insomma la soluzione al trollismo e alla "testardaggine" di alcuni commentatori per Bertani è la defilazione verso il blog domestico.
      Rispetto per Bertani ed anche per CDC...quando una cosa è "aperta" per definizione può entrarci di tutto.
      "Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo"...mi pare una frase aperta.
      Ossequi

    1. Kerkyreo 23 agosto 2010

      si vede che sei un povero coglione. Ammazzati babbo di minchia!

    1. ottavino 23 agosto 2010

      Sono andato a rileggermi l'articolo incriminato. Devo dire che mi sembra un tantino esagerata la reazione di Bertani. Comunque, faccia lui....personalmente non lo leggevo e non lo leggo. Trovo inopportuno tutto questo parlare di Berlusconi e della politica con la P maiuscola....solo il costume è interessante.....

    1. Affus 23 agosto 2010

      non c'è l'ha prescritto il dottore che bisogna credere alla storiella della scimmia che diventa umanoide ; noi non siamo cosi bacchettoni dogmatici ! Lei certamente avrà per antenato un verme di limo rosso di circa 350 miliardi si anni fa, quando non esisteva nemmeno il sole e le stelle e non si poteva misurare con precisione il tempo e le stagioni .

    1. Affus 23 agosto 2010

      infatti si vede che sei un povero frustrato....

    1. Eli 23 agosto 2010

      Carissimo Carlo, ti comprendo totalmente. Ho smesso quasi del tutto di commentare su CDC perché, non appena si esprime un'idea un tantino diversa dalla norma piatta e banale del pensiero comune, si viene lapidati e fustigati,
      neanche si fosse dei pericolosi sovversivi. O forse il pensiero libero è
      sovversivo?
      Mentre i berluscloni avanzano indisturbati.
      Non è soltanto un problema di intelligenza o di cultura, ma di evoluzione.
      Perché c'è un conformismo anche nelle persone colte ed intelligenti.
      Mentre la persona realmente evoluta, conformista non sarà mai.
      Hai un bellissimo blog, chi ama ti seguirà. A volte l'assenza ha un peso
      maggiore della presenza. Ed intanto, mille ringraziamenti.

    1. Kerkyreo 22 agosto 2010

      Dobbiamo fare sul serio però!!! Io leggo CDC non perchè non ho niente da fare, ma perchè sono stufo dei Kili di cazzate che vengono ogni mattina stampati sui giornali ordinari. Lei Sig. Bertani ha il talento di saper scrivere e comunicare in modo efficace e coerente affiancando dei valori e dei concetti di giustizia e onestà. Perchè fa questo lavoro? Lei cerca di raccontare la verità giusto? Lei vuole svegliare le coscienze e i cervelli, vuole far capire alla gente che la fuori c'è una realtà differente e che fa molto più paura di quella che ci viene raccontata dagli pseudocolleghi. Oppure no? mi dica Lei! Lei non scrive più su CDC perchè qualche stronzetto impertinente ha ragliato qualche frase!!! E questo basta per farla desistere? un articolo con i nickname dei bacchettoni che scrivono a vanvera non ha senso! E lei lascia per questo? Non so perchè sto lasciando questo post, anche perchè tutto ciò non ha niente a che fare col la mia vita quotidiana e non so perchè sto perdendo tempo a scrivere qualcosa per degli sconosciuti. Forse perchè quando leggo CDC o qualsiasi altro sito, lo faccio con un sentimento di rabbia e di frustrazione per quanta merda mi circonda e di conseguenza queste sciocchezze mi sembrano cazzate. Comunque va bene così!!! Whatever!

    1. daveross 22 agosto 2010

      Partendo dal fatto che Bertani scrive in buona fede e con tutto il suo animo di scrittore. In tutti i commenti ai suoi articoli ho sempre cercato di evidenziare la sua maggiore pecca, che giustifica i non simpatici attacchi che riceve su CDC: è un tuttologo. E i tuttologi, non sapendo, spesso creano argomentazioni non molto attendibili.

      I siti c.d. 'aperti' poi, si sa, sono i campi dove la battaglia dialettica è aspra e la etichetta è spesso ignorata. Chi pubblica su CDC deve assumersi anche questo rischio.

      Ciao Bertani!

    1. tersite 22 agosto 2010

      ..dispiace.

    1. licia 22 agosto 2010

      ma poi non capisco! dice di non scrivere piu per questo sito ma continua a scrivere nel proprio! non credo che i contenuti espressi negli articoli siano rilevanti o interessanti a causa di chi li scrive o del sito dal quale provengono.La forza di internet è nei suoi contenuti e non nella presunta reputazione dello scrittore che invece nei main stream rappresenta il mezzo attraverso il quale si fanno passare per accettabili e condivisibili anche e soprattutto grosse cazzatone, solo per il fatto che chi le ha pronunciate ha un nome famoso!
      Se qualcuno vuole leggere bertani vada nel suo sito! è semplice! eppoi... se un blogger qualunque pubblicasse gli scritti di bertani sul suo blog sarebbe denunciato da bertani per violazione del copiright o chiede i denari pr la pubblicazione? è evidente che il problema sia la concezione personale di internet da parte degli utenti!Se è cosi che si intende internet allora è giusta ogni forma di repressione

    1. Ricky 22 agosto 2010

      Tutte queste dissertazioni sulla libertá nei blog, tutte le polemiche sugli articoli ed i commenti agli articoli, gli insulti e le diffamazioni che portano a dolorosi distacchi, non esisterebbero se si eliminiasse la possibiltá di commentare. Torniamo alla forma passiva della comunicazione: compro un libro, una rivista, ascolto un programma alla radio, vedo un servizio alla tv poi traggo le mie conclusioni, consulto il web come si consulta un'enciclopedia: si puó commentare una voce dell'enciclopedia? Come per incanto ecco sparite le censure, i filtri, le diffamazioni e tutto il resto. In piú, evita tutto il fenomeno dell'attivismo da tastiera tanto comune per sfogare le proprie frustrazioni quanto inefficace.
      E' la strada indicata da Barnard, che infatti non permette commenti nel suo sito.
      E' una faccenda molto seria e forse in questo momento é l'unica soluzione praticabile nel contesto del nostro Paese.

    1. brunotto588 22 agosto 2010

      Ridi quanto vuoi, ma frena i buoi ...!!! .... Non ho mica detto che Internet sia da buttare, tutt' altro .... ho detto che occorre tenere presenti "anche" i fattori riportati. Vive la fesse.

    1. oldhunter 21 agosto 2010

      Quoto parola per parola

    1. prodomo 21 agosto 2010

      Rivoluzione tecnologica? La tua visione della rete, quella sì, è veramente arcaica. Sembra uscita pari pari da un qualche saggio di Sterling dei primi anni '80...

    1. prodomo 21 agosto 2010

      In alcuni dei commenti letti qui sopra c'è un bel concentrato di dottrina neo-digitale, di mistificazione pura del concetto di "libertà di parola".
      Sembrerò Don Pino ma lo voglio dire: tra criticare (es.: «Che mucchio di stronzate!», «Questo pezzo fa ridere i polli») e sputare insulti personali (es.: «Sei un quaquaraquà») c'è una certa differenza... non so voi, ma io in un caso ci potrei stare, nell'altro potrei anche incazzarmi di brutto.

    1. Earth 21 agosto 2010

      Internet e' liberta' e le stesse persone che vogliono la liberta' gli dan fastidio questa cosa, un po' paradossale. Il metodo antico non ha mai funzionato, infatti il piu' grande exploit e' stato quello del controllo della informazione, basta guardare fuori dalla finestra per vedere cosa ha generato.
      Internet e' uno strumento in costante evoluzione e chi vuole fermare l'evoluzione non ha intelligenza per capire che e' un male.
      L'unico posto dove la gente puo' pensare col proprio cervello, internet, devono essere costretti a degli schemi mentali imposti da esseri "superiori" che impongono determinate norme sociali tra loro, quando il sociale e' mutevole e le parole su internet cambiano e nascono di giorno in giorno.
      Queste persone non hanno capito niente. Un po' come il vecchietto che sta seduto sulla panchina che urla ai bambini e parla di educazione, chissa' quante schifezze avra' fatto quel vecchietto ben educato nella sua vita. Ipocrisia ai massimi livelli riportata sul virtuale.

    1. Earth 21 agosto 2010

      ahahahahahahahaahahhahahahahahahahahah, oddio che ridere, mi non mi facevo una risata cosi' da tanto tempo. Grazie per i tuoi plausibili (infantili?) dubbi sul mezzo.

    1. pippo74 21 agosto 2010

      Gentile sig. Bertani, innanzi tutto le confesso che non avrei immaginato che lei avesse 60 anni; è solo una mia impressione ovviamente ma quando leggevo i suoi articoli immaginavo che a pensarli elaborarli e poi scriverli (il tutto anche contemporaneamente, eventualmente) fosse un uomo di una età che aveva ormai lasciato la gioventù, ma lo avesse fatto a malincuore, e che forse aveva ancora in sè la voglia di lottare in "qualche modo".
      Credo che scrivere, quello che ci si sente si debba in ogni caso raccontare ,sia comunque una forma di non rassegnazione; per questo motivo non mi sento di giudicare la sua scelta, che credo vada in ogni caso rispettata.
      Una cosa mi rimane comunque difficile da comprendere, senza alcuna nota polemica, voglio precisare: lei parla di numeri di lettori in termini che a mio avviso non riflettono le effettive dimensioni dei soggetti della polemica (a meno che non abbia preso un enorme abbaglio sul n. medio di lettori dei singoli articoli pubblicati su CDC), nel senso che un n. pari a circa 2,3 mila lettori non rappresenta certo un numero significativo se paragonato alle cifre della televisione o anche dei media mainstream.
      Siamo pertanto già molto settari, purtroppo aggiugno io caro Bertani, su CDD a prescindere dalle idee politiche e culturali dei partecipanti.
      Con ciò le vorrei semplicemente far notare che continuare a pubblicare su CDC non credo le darà o toglierà qualcosa, ma la sua decisione priverà senza dubbio tanti lettori che magari volentieri la leggono su CDC, e che hanno il piacere di leggere o perfino solo di criticare i suoi articoli. Forse mi sono un pò dilungato, non sono molto abituato a scrivere commenti, ma spero abbia potuto comprenndere il senso delle mie parole.
      Sinceri saluti e apprezzamenti

    1. brezzarossa 21 agosto 2010

      Carlo Bertani è una persona onesta che scrive in modo onesto. Mi dispiace tantissimo. Buona fortuna.

    1. brunotto588 21 agosto 2010

      ... Tenera Licia .... su questo, e sull' effettivo "senso" di Internet, si potrebbe aprire un lunghissimo dibattito .... ed anche sulla "presunta" libertà di circolazione delle idee ..... ti porto un esempio solo su cui riflettere: ti sei mai chiesta perchè proprio nelle più austere caserme e collegi circoli con tanta facilità la pornografia ...???? ..... Perchè funge da "innocente valvola di sfogo", ed è quindi ben tollerata proprio dai peggiori moralisti ..... ecco, questo è uno solo dei motivi per dubitare dello "splendore" di internet .... Un altro è quello che funge da "finestra di controllo", un altro che è facilmente infiltrabile, un altro che è un sostituto della Tv, un altro che "intrattiene" nel virtuale salvaguardando il reale, un altro ... che anche in altri settori non è servito proprio a un cazzo ( alla faccia della comunicazione, quante e-mail spedite non vengono neanche aperte ???? ) Le POSSIBILITA' di internet, ovvio, potevano essere enormi .... basti pensare alla possibilità di lavorare senza spostarsi da casa ..... ma come tutto, è imbragato in una morsa da cui è difficile che esca qualcosa di buono ....... ecco: teniamole presenti tutte queste considerazioni, quando inneggiamo alla "libertà" di Internet ....!!!... e soprattutto teniamo presente che non è una nostra conquista, ma "un regalo" che qualcuno ha messo lì ..... sarà stato Babbo Natale ???? .... gli invasori più astuti sono quelli che si presentano con la cioccolata in mano..... la discussione sarebbe molto lunga, ho solo voluto sollevare qualche plausibile dubbio, di fronte a tanto ( infantile ? ) entusiasmo del mezzo. Ciao !

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