E all’improvviso Volker ha dichiarato: Kiev dovrà adempiere agli accordi di Minsk

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fondsk.ru

È da tanto tempo che la buona sorte si è allontanata dall’Ucraina, tuttavia la scorsa settimana è stata semplicemente fallimentare – le cattive notizie si susseguivano una dopo l’altra.

Tutto è iniziato con il fatto che Petro Oleksijovič è giunto a Davos in cerca di qualcuno, al quale poter chiedere ancora denaro, e al contempo per sistemare la sua reputazione già vacillante. Non ha funzionato. Il Presidente degli Stati Uniti non ha avuto tempo per Porošenko. Anche quanto al Presidente del Paese con la bandiera giallo-blu –il Ruanda –non è stato trovato il tempo per il Capo di Stato ucraino, che aspira alla stabilità della Repubblica Popolare Ucraina.

Il successivo autentico «tradimento» è giunto dagli ex amici (o nemici dopotutto?) – i Polacchi. Inoltre, Varsavia attendeva astutamente il momento in cui l’Ucraina avrebbe lasciato il seggio di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ha presentato una «risoluzione anti-nazista». In essa è scritto a chiare lettere che «Kiev deve fare atto ufficiale di pentimento per i crimini dei nazionalisti ucraini contro il popolo polacco» e ancora «l’Ucraina deve rinunciare ufficialmente alla glorificazione dell’UPA (N.d.T. traslitterazione delle iniziali delle parole ucraine Украи́нскаяповстанческаяа́рмия – Esercito insurrezionale ucraino)».

E il terzo schiaffo l’Ucraina lo ha ricevuto dagli Emirati Arabi Uniti, dove i negoziati tra l’Assistente presidenziale russo, Vladislav Surkov, e il Rappresentante speciale statunitense per l’Ucraina, Kurt Volker, si sono svolti in maniera molto bizzarra. Prima di incontrarsi con Surkov, Volker ha letteralmente sproloquiato velate minacce nei confronti della parte russa, e dopo … Dopo hanno parlato soltanto Peskov e Surkov. Al fine di alleggerire il silenzio del rappresentante speciale americano, la stampa ucraina ha dovuto spacciare vecchie dichiarazioni di Volker come nuove, e Radio Svoboda ha persino riesumato un’«intervista esclusiva» dal materiale di redazione, che chiaramente odorava di naftalina.

Finalmente, quattro giorni dopo, Kurt Volker è apparso in pubblico. Durante un briefing telefonico a New York, ha affermato che «la parte ucraina deve adempiere agli accordi di Minsk» in modo inequivocabile – la TASS menziona Volker, «La risoluzione delle questioni politiche deve precedere l’istituzione del controllo sul confine russo-ucraino. Tra le questioni – lo status del Donbass, lo svolgimento di elezioni locali nella regione. Lo schieramento della missione ONU nel Donbass può iniziare dalla linea di contatto, e quindi coprire una vasta area. Ma i termini del possibile dispiegamento della missione ONU nel Donbass non sono definiti», è quanto ha detto testualmente l’americano.

Per farla breve, per Kiev questo significa: leggetevi gli accordi di Minsk. E lì si stavano già fregando le mani in previsione della moltitudine di molte migliaia di «soldati della pace», che baldanzosi si sarebbero introdotti a Donetsk e Lugansk su alcuni «Abrams» (N.d.T. l’M1 Abrams è un carro armato da combattimento progettato e prodotto dagli Stati Uniti – Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/M1_Abrams). E successivamente le VSU (N.d.T. Forze armate ucraine) avrebbero iniziato i «rastrellamenti» nel Donbass secondo lo «scenario croato». Di ciò si era parlato molto, prima dell’incontro di Surkov e Volker, tanto che a Kiev si era quasi certi del successo dell’approccio «croato» per la risoluzione del conflitto nel Donbass. Ed ecco che, all’improvviso, Kurt da New York: i termini dello schieramento della missione non sono definiti,  studiatevi [gli accordi] di Minsk. E ciò nel momento in cui il Ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha annunciato a tutto il territorio ucraino che gli accordi di Minsk sono uno «scenario di Mosca» e che Kiev non adempirà a essi!

Volker ha anche detto che durante l’incontro a Dubai, gli Stati Uniti non hanno presentato un piano specifico per l’introduzione delle forze di pace nel Donbass: «A Dubai non è stato presentato alcun piano specifico. Non lo chiamerei così. Abbiamo avuto una discussione dettagliata, ma non un documento su come verrà messo in pratica».

In altre parole, il «pacchetto di Dubai», che Vladislav Surkov indicava come pienamente attuabile, al momento esiste solo come dialogo tra le parti.

«È evidente, il Presidente degli Stati Uniti persegue i tentativi di ottenere la normalizzazione delle relazioni con la Russia. Allo stesso tempo, le attuali autorità ucraine in carica hanno deluso gli Stati Uniti. Ai negoziati di Dubai, per la prima volta, è emerso un piano concreto per lo schieramento di «caschi blu» nel Donbass, che ora deve essere elaborato a livello di esperti. La posizione degli USA, riguardante la regolarità dell’esigenza circa l’introduzione di un piano graduale di dispiegamento della missione ONU, merita particolare attenzione, in parallelo con l’attuazione delle clausole politiche degli accordi di Minsk. Anche se l’Ucraina sarà contraria a tale decisione, verso la quale tendono Mosca e Washington, sarà comunque impossibilitata di rinunciare al suo adempimento, poiché è completamente dipendente dall’Occidente», ritiene Denis Denisov, direttore dell’Istituto per le iniziative per il mantenimento della pace e la conflittologia.

 

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Fonte: www.fondsk.ru

Link: https://www.fondsk.ru/news/2018/01/30/volker-vnezapno-zajavil-kievu-pridetsja-vypolnit-minskie-dogovorennosti-45519.html

30.01.2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

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