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Dibattistanomics e antifascismo. Per un 2017 di confusione

FONTE: SENZASOSTE.IT

Uscita dall’ Euro ma non dall’UE tramite referendum consultivo, reddito di cittadinanza e molto altro. Per ora nel programma di volontà di governo dei 5 stelle c’è molta confusione. E nel frattempo per governare da soli c’è l’assalto agli elettori di destra

L’intervista di Minoli a Di Battista, condotta dall’ex giornalista di Rai 2 per mettere in difficoltà il proprio interlocutore, in effetti qualcosa di inaccettabile lo fa venire fuori. Ad esempio, la solita riduzione dell’antifascismo, da parte di Di Battista, a problema archeologico. Operazione oltretutto curiosa nel momento in cui, con un convinto no al referendum, lo stesso movimento 5 stelle ha difeso la costituzione nata dall’antifascismo. A Di Battista, che è persona gentile e alla mano, sembra sfuggire un elemento essenziale che non sta solo nelle sue convinzioni ma di tutto il movimento 5 stelle: tutte le volte che viene invocata la violazione della democrazia, e i pentastellati lo fanno regolarmente, ci si appella a qualcosa di elementare introdotto nelle nostre società proprio dall’antifascismo. L’idea che tutta la società debba, e possa, reagire di fronte alla violazione della democrazia. Al contrario, tanto più l’antifascismo viene mummificato (e qui non ci riferiamo a Di Battista) o reso archeologico (e qui i Di Battista ci mettono del suo) tanto più la violazione della democrazia rischia di essere vista come un male accettabile. Del resto antifascismo e democrazia, in molte forme molto diverse tra loro, sono sinonimi.

Negare l’attualità dell’antifascismo, come elemento costituente della vita sociale, è rendere debole l’attualità della democrazia. E’ un ABC oggi dimenticato, non per colpa del M5S ma della sinistra ci mancherebbe.  Ma così la democrazia di base, la partecipazione, l’informazione -tutti strumenti del fare politica invocati dal M5S- vengono meno come valore nella società proprio nel momento in cui l’antifascismo viene delegittimato anche dagli stessi esponenti pentastellati. Lo stesso autoritarismo -che è sempre chiamato in causa, invece del più militante antifascismo,  quando si pensa che la democrazia viene messa in pericolo- diviene in questo modo un concetto vago, poco spendibile nelle dinamiche di comunicazione. Ma, registri di condoglianze per Fidel a parte, che servono per le cerimonie delle nostre parti, la netta impressione è che il movimento 5 stelle abbia già fatto il pieno di consensi a sinistra, basta vedere il poco di consenso elettorale rimasto ai partiti della sinistra istituzionale. Non a caso alcuni elementi di un programma di sinistra, come il reddito di cittadinanza, rimangono qualificanti per il M5S. Magari in una veste paternalistica, molto adatta alle mediazioni nei gruppi parlamentari ma poco alle economie innervate di tecnologia, ma rimangono. Il punto è che, a prescindere dalla legge elettorale che verrà fuori il prossimo anno, il M5S, visto che vuol governare da solo (nemmeno la DC di De Gasperi e Scelba lo fece), ha bisogno di crescere ulteriormente. E per crescere sta andando a pescare dove i voti ci sono e la loro rappresentanza politica è più debole (visti Berlusconi e Salvini) ovvero a destra. E quindi l’antifascismo diventa archeologico proprio per questa esigenza, autoreferenziale, di governare da solo che ha il movimento 5 stelle.

Naturalmente in questi casi la confusione sarà massima: da una parte continueranno le aperture a destra, dall’altra si cercherà, per non perdere elettorato acquisito, di tranquillizzare a sinistra. In nome di un pragmatismo paziente formato santità da regno dei cieli, di questa confusione, si potrebbe anche fare finta di nulla. Non fosse altro perché è proprio questa confusione a creare il M5S per quello che è: un potente detonatore del sistema politico. Fino ad esaurimento della dinamite, s’intende.

Il punto è che la confusione non solo rimane ma a livello, per così dire, idelogico ma aumenta sul piano dei lineamenti di programma economico. Una cosa da nulla se non fosse che l’Italia è in declino economico da un quarto di secolo. Di sicuro una cosa, paradossalmente, tranquillizza: solo le dittature in economia hanno le idee chiare. Pinochet sperimentò le teorie economiche dei Chicago Boys sulla pelle dei cileni, Hitler nominò ministro dell’economia Hjalmar Schacht, già presidente della Banca di Germania, quello dell’epica battaglia contro l’inflazione, legato (toh) a J.P Morgan. Schacht portò la disoccupazione in Germania, in pochissimi anni, da sei milioni di unità a zero. Il dettaglio della seconda guerra mondiale, visto che l’occupazione di massa tedesca era legata al riarmo, qui lo tralasciamo. Insomma, nel movimento 5 stelle, per calmare tutti quelli che parlano di fascismo alle porte, il problema non sta nel piano dittatoriale nascosto dietro l’angolo, pronto per essere eseguito. Non si deve, venga perdonato il gioco di parole, confondere la confusione strutturale del movimento 5 stelle con il fascismo alle porte. Piuttosto si deve notare come questa confusione sia produttiva per prendere voti a destra e sinistra. E quindi far saltare questo sistema politico. Mentre sia distruttiva quando si tratta di impostare delle politiche di uscita dal declino italiano. E quindi ricostruire il paese. E qui, appunto, Di Battista quando si è dilungato, su Die Welt, sulla visione dell’economia del M5S ha confermato di aggiungere confusione economica a confusione politica. Ecco qualche pillola di Dibattistanomics. Mettiamo come titolo un paio di slogan su cui si basta con breve commento.

  • Uscita dall’Unione monetaria ma non dall’Unione Europea

Deve essere chiaro a tutti favorevoli o contrari: se salta l’Euro in Italia, terza economia dell’Eurozona, salta l’Euro. Se salta l’Euro salta l’unione europea. Non c’è via di mezzo. Salta una moneta sulla quale sono modellati, anche per i paesi non euro, governance continentale multilivello della concorrenza, dei trasporti, della ricerca, della finanza, dei sistemi di pagamento, del diritto, dei trasporti etc. Prendersela con chi ci ha portato fino a questo punto di rischio è lecito. Sperare in soluzioni da Facebook no. Le soluzioni radicali, auspicabili quando il capitale è in salute figuriamo ora che non lo è, devono essere praticabili. Altrimenti si fa il dottor Stranamore a propria insaputa. E con queste frasi i fatti sono due: o non si sa a cosa si va incontro o lo si tace. In ogni caso non si danno soluzioni all’altezza del problemache è drammatico e gigantesco.

  • Referendum consultivo sull’uscita dall’euro.

In concreto sarebbe la paralisi del paese, una volta che il M5S vincesse le elezioni. Nessuna politica economica si potrebbe mettere in piedi in attesa del Day one (il referendum) perchè rimanere o lasciare significa politiche economiche troppo diverse. Non esistono politiche di transizione in questi casi. Non solo, se una volta vincessero i “leave”, all’inglese, ci sarebbe il dettaglio di un paese ancora più paralizzato perché uscito politicamente ma non economicamente dall’euro. Visto che passare dal referendum, oltretutto consultivo, alla rottura dell’eurozona, e alla rinegoziazione di centinaia di trattati bilaterali, di ogni tipo, con quasi tutti i paesi del mondo, e con l’universo bancario-finanziario, sarebbe più complicato che l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.  Perchè, se i problemi si vogliono prendere sul serio vanno tarati nella giusta dimensione, uscire dalla moneta unica è persino più complicato e rischioso che uscire dall’Ue.  Lo scenario più probabile, in una paralisi in una situazione del genere, qui vede le borse incenerire l’Italia all’istante dopo la più spettacolare fuga dei capitali di sempre. E senza strumenti alternativi causa indeterminatezza della situazione. Insomma, il trionfo di una economia alla Pol-Pot, azzeramento dell’economia occidentale in un paese solo, senza bisogno di arrestare mezza Cambogia.

Basterebbero i due punti prima esposti per fermarsi.  Ma bisogna anche capire che, di fronte a ostacoli insormontabili, il M5S una volta al governo non si comporterebbe come il dottor Stranamore, non preparerebbe colpi di stato o distruggerebbe un continente. Semplicemente applicherebbe, moltiplicandoli, i comportamenti adottati nelle città: polemiche interne, paralisi, tattiche di prolungamento della propria sopravvivenza. Ci fermiamo quindi solo a rilevare, con qualche flash, il persistere di convinzioni di cui Di Battista si fa portavoce. Ad esempio a sovradeterminare la rappresentanza delle piccole e medie imprese, insistendo sul loro finanziamento da parte della fiscalità generale, quando l’evoluzione tecnologica le sta severamente selezionando. Così come il sistema bancario, che, con l’evoluzione tecnologica, non sarà più lo stesso. Non essendo già più quell’oggetto, tratto da chissà quale slide, di cui parlano i 5 stelle. La retorica delle startup, della piccola e media industria andrebbe irrobustita di almeno due visioni ampiamente realistiche: una sul tipo di forma di estrazione della ricchezza supportare nell’evoluzione tecnologica del credito, della produzione e della logistica. Altrimenti, leggendo Di Battista, entra in vigore solo un meccanismo di detassazione che tiene in vita le asfittiche PMI italiane solo finchè lo stato può detassare e finchè le banche fanno credito (a tenersi larghi).  Eppoi come si incrocia questa visione con la politica industriale del paese e tenendo conto della vera riforma del lavoro, e delle reazioni sociali, che il M5S vorrebbe fare: il reddito di cittadinanza. Ci fermiamo qui, consapevoli che in queste, a tratti generose, dichiarazioni sull’economia la confusione, come si vede, non manca. Come quella che vuole l’erogazione del reddito di cittadinanza subordinata alla ricerca attiva di un lavoro. Misura surreale quando, causa una miscela tra disoccupazione tecnologica e cambiamenti dell’economia, ci sono zone del paese che il lavoro come lo conosciamo ora non lo vedranno più. Ma è inutile, quando i due lineamenti guida di un programma politico (separazione Ue e euro, referendum sull’euro) nel migliore dei casi non tengono, accanirsi nei dettagli. Il M5S è un movimento giovane è anche possibile che, sbattendo la testa con la realtà, trovi una strada più legata a solide impostazioni che a tattiche di marketing.

Solo che chi vuol governare da solo, qui ed ora, deve avere le idee molto chiare. Altrimenti non la casta e i poteri forti ma la realtà e la storia presenteranno un conto molto, molto salato. Ma per ora limitiamoci a osservare il 2017 di confusione.

 

redazione, 12 dicembre 2016

Fonte: www.senzasoste.it

Link: http://www.senzasoste.it/dibattistanomics-antifascismo-un-2017-confusione/

12.12.2016

Pubblicato da Davide

  • Glock

    OK, bisogna avere le idee molto chiare. Molto chiare. Bisogna. Sì, davvero, bisogna proprio. Ma chiare chiare, le idee. E’ chiaro, no?

  • Mario Vincenti

    Certo non tutti i partiti dispongono di economisti brillanti e geniali come Monti, Padoa Schioppa o Padoan che in questi anni, mediante le loro brillanti e geniali ricette, hanno azzerato il debito pubblico, debellato la disoccupazione e drasticamente ridotto la pressione fiscale, messo in sicurezza la salda economia italiana, portato l’Italia ad un tasso di crescita del pil vertiginoso. Ma il movimento e’ giovane, diamogli tempo.

    • Wal78

      ma soprattutto hanno partecipato alla creazione della moneta migliore del mondo (l’Euro) che non ha portato che benessere, distribuzione della ricchezza, minor potere sul commercio alle multinazionali, sviluppo dell’economia reale, incremento effettivo del potere di acquisto delle famiglie, minore competizione selvaggia tra mercati

    • FBF

      Nell’Articolo Comunione e Liberazione, la più potente lobby italiana, Mattia Fantinati nel 2015 Portavoce M5s Camera, affermava (…) Non è un caso che il Movimento 5 Stelle sia nato il 4 Ottobre, il giorno di San Francesco; (…).
      Per cui mi par di capire che siano francescani. Se la gente li votasse non hanno bisogno di tempo con una simile struttura.

  • Gino

    Se il moV proponesse l uscita dal euro nel programma per le politiche, forse lo voterei.
    Ma il moV, molto ambiguo, propone un referendum!
    Si sa che il referendum non sarebbe vincolante e in sostanza non conterebbe nulla.
    Quindi la posizione del moV è ambigua.
    Proponendo e pianificando nel programma l uscita dall euro chiaramente e nettamente, se vincesse alla politiche sarebbe quello il referendum.
    Ma poi sarebbe costretto (per modo di dire) mantenere cio che ha scritto in programma.

    • Apollonio

      Per tutti i Grillini che hanno le idee chiare come DiBattista..!Il

      schiariamole un pò.

      Il Referendum non si può fare..!
      prima occorre una legge di modifica costituzionale.!
      poi approvarla a maggioranza dei 3/4 del Parlamento..!
      poi indire il Referendum !
      passano 5 – 6 anni minimo. se lo vinci, non puoi dire mi piace l’ eu e allegramente ti metti a stampare Euro per i cavoli tuoi, sei fuori dall’ Eu e devi ripagare tutto il tuo Debt. ai creditori e stampare £. forse i pressapochisti a cui bisogna dargli tempo ..devono imparare come alla Raggi o Pizzarotti..??
      non è vero grillini confusi ..!
      o forse non arrivate a capire cosa significa stampare £ e ripagare in Euro..?

      II grillini dicono che vogliono uscirne sapendo di mentire per accalappiare i voti dei Boccaloni incazzati per impoltronarsi e proseguire l’ opera dei loro passacarta Piddini proprio come fanno la Raggi e Pizzarotti..

      Se veramente volessero uscire dall’ Euro direbbero: una volta al governo finisce la nostra esperienza con L’ Euro, attiveremo l’ art. 50 del Trattato per la procedura di uscita.
      Come Madame Le Pen.

      • gio

        dire che non si puo fare e poi scrivere la roadmap per farlo si commenta da solo ^-^

  • PietroGE

    L’unica cosa che mi trova d’accordo con Di Battista è proprio la riduzione dell’antifascismo a problema archeologico. L’identificazione antifascismo = democrazia è problematica. Ricordo che anche i Paesi dell’Est occupati dall’URSS erano definiti ‘democratici’. Ricordo anche che i Paesi democratici dell’Europa di oggi limitano la libertà di espressione. Sono d’accordo invece sul carattere confuso del programma 5S.

    • MarioG

      Sono i “senza soste”, compagni livornesi. Togli l’antifascismo e cosa resta?

  • Pippo Spano

    Post piu’mirato ad attaccare i 5s che a discutere i concetti piu’ o meno condivisibili del deputato Dibattista.
    L’euro e’praticamente un cappio al collo dell’italia e ci si preoccupa che se si taglia la corda cadendo potremmo romperci una gamba!!!

    • alessandroparenti

      Il favoloso paragone con Pinochet e i Chicago boys, mandati non da una dittatura ma dagli esportatori di democrazia deve essere costato uno sforzo immenso per l’acuto autore. Tanto tutte le strade portano a Roma: dàgli al Movimento 5 stelle!

  • Storno

    Per chi ha studiato il fascismo senza preconcetti il fascismo è un problema archeologico se lo leghiamo a casa pound, è un argomento attualissimo se lo leghiamo al m5s

  • Wal78

    Senza Soste = Senza Idee. Loro sì che sono parecchio confusi.

  • sotis

    Articolo fazioso. Perchè quelli di adesso sono all’altezza del compito?

    • Gino

      no non lo sono!
      E questo cosa significa?

    • Truman

      Non c’è dubbio che Senzasoste rappresenti una visione di parte. E’ per questo che può essere utile scendere nel dettaglio di ciò che dice.
      Per quanto mi riguarda le manfrine sull’antifascismo mi convincono poco, però le osservazioni su ciò che si può fare rispetto all’Europa hanno senso. Tenendo presente che nessun partito che voglia governare può dire troppo esplicitamente che intende mollare l’UE. D’altro canto abbiamo visto in Grecia Tsipras che prometteva l’Europa e la prosperità della Grecia e al momento buono ha tradito la Grecia.

      • Corretto, ma dopo l’elezione di Trump non sono più tanto sicuro che un’eventuale pugno di ferro ue verso un paese in uscita troverebbe sponda su Washington (bisognerebbe anche domandarsi se converrebbe alla ue usare il pugno di ferro verso la terza economia del continente…). Però bisogna soprattutto piantarla di mettere in giro vaccate sull’uscita dell’euro che causerebbe le sette piaghe d’Egitto. Non è una passeggiata di salute, ma si pensa mai a quanto costa NON farlo? Dice giusto il commento precedente: stiamo morendo impiccati e non tagliamo la corda per paura di romperci una gamba. Esiste vasta letteratura che analizza cosa andrebbe fatto(a partire da un blocco ai movimenti di capitale) ed esistono decine di casi reali di paesi che abbandonano cambi fissi e/o unioni monetarie nei quali non succede nulla di quanto paventato. Non se ne può più. Che poi esista una classe dirigente disposta a mettere in pratica quel tipo di decisioni è altro discorso. I discorsi su antifascismo e fascismo sono passatempi… Il fascismo della ue è nei fatti e non da ieri e nessuno dice niente. Il vero punto sul m5s è se vuole veramente uscire dell’euro o no. Il referendum è talmente complicato da fare che sembra finto, un obiettivo da gatekeeper, appunto. Eppure la base li seguirebbe, se scegliessero quella strada,e dentro il movimento ci sono voci informate che spingono in tal senso(esempio il gruppo al parlamento europeo, Zanni in testa). Ho il forte dubbio che dietro le quinte i “soliti noti” abbiano fatto capire ai vertici che se vogliono evitare di essere politicamente spazzati via in qualche strano modo (un modo lo trovano) devono evitare l’argomento. E che quindi non faranno quello che potrebbero fare x toglierci da questo colossale casino.
        Poi, se qualcuno vuole farsi un’idea più precisa del quadro italiano, consiglio questo articolo di vocidallestero: è la traduzione di un capitolo di un libro uscito in Francia e vuole raccontare ai non italiani come siamo messi noi. C’è tutto, dalla geopolitica all’economia, alla storia…

        http://vocidallestero.it/2016/12/13/bagnai-si-puo-salvare-litalia-dalla-stagnazione-economica/

  • Antonio XV

    Ho poco tempo… ho dato un’occhiata, facendo scorrere la pagina… Non ci capisce molto né il Dibba né la redazione che ancora si attarda su cose che non capisce in materia di fascismo/antifascismo… un brodo dove ci hanno lasciato cuocere i vincitori dei nostri padri 70 anni fa… Ed ancora stiamo lì!

  • Gian Matteo Rizzo

    Ho la terribile sensazione che la confusione sia nella testa di chi ha scritto l’articolo, e mia convinzione che fintanto che si continua a ragionare con le sovrastrutture di un sistema politico che ci ha portato o ci sta portando al fallimento della civiltà, non andremo molto più in là, la storia dovrebbe insegnare non va ripetuta, va appresa.

  • gix

    Non so chi siano questi di senza soste ma mi pare che quanto a confusione anche loro stanno messi bene. Non mi sembra che si debba mettere sotto esame un Di battista che dice cose magari contraddittorie nel dettaglio (e non sempre) ma abbastanza intellegibili in un contesto generale, quando abbiamo gente in parlamento che non sa nulla di economia o di diritto o peggio ancora, come l’ex premier, non sa manco un po’ di inglese. Parlare oggi di antifascismo è sicuramente (ancora) sacrosanto, ma lo è a livello di categoria storica, in un mondo dove la sinistra fa politiche di destra e la destra non si sa che esista a fare. Potrà sembrare assurdo ma i 5 stelle, gente come Dibattista ecc, sono anche solitamente più preparati del bieco parlamentare medio italiano del momento, almeno hanno spesso la consapevolezza del problema, il resto dei peones manco quella. Non siamo in un’epoca di sottigliezze politiche o finezze interpretative a livello procedurale, come abbiamo visto nel caso del referendum: inutile tergiversare, si voleva segare la costituzione democratica, punto e basta. I 5 stelle sono i primi a sapere che il 51% è una utopia, sanno che presto dovranno fare un salto di qualità e dichiararsi pronti a governare accordandosi con forze politiche affini. Per questo non dovrebbe essere un problema riconoscere l’importanza del proporzionale; permetterebbe di fare accordi con tutti, cioè tutti quelli che vogliono essere coinvolti nell’impegno di governare l’Italia nell’interesse almeno della maggior parte della popolazione

  • Adriano Pilotto

    Questi con l’antifascismo riuscirebbero o riescono a giustificare anche il fascismo.
    Il M5S sarà ingenuo, a volte strampalato e giustamente criticabile per molti aspetti, ma, p.p., meglio mille volte il M5S che cariatidi di destra o di sinistra, cementate nel passato.
    Dato che la guerra è la prosecuzione della poltica con altri mezzi e viceversa la politica la continuazione della guerra con altri mezzi, e dato che qualcuno nei giorni scorsi ha citato il generale Patton, mi si passi una citazione del maresciallo prussiano Von Moltke il Vecchio: “Nessun piano di battaglia sopravvive mai ai primo contatto con il nemico”.
    Tutti gli strateghi politici dovrebbero meditarci sopra.

  • Antiquato

    Questo senzasoste ciancia troppo di democrazia. La maggioranza degli italiani, purtroppo, non è preparata per la democrazia e quindi il tutto funzionerebbe molto meglio con un dittatore onesto. Uscire dall’Euro è indispensabile e urgente come è indispensabile ed urgente deportare in qualche isola del mediterraneo i traditori che ci governano.

  • Ronte

    Alessandro Di Battista figlio di
    Vittorio, ex dirigente del MSI e tra i fondatori di AN.
    Luigi Di Maio figlio di Antonio, ex
    dirigente del MSI e dirigente di AN.
    Grillo apparentato allo xenofobo Farage
    e all’ultranazionalista polacco Januz per accaparrarsi la somma di
    5,6 milioni di euro dai fondi dell’unione e avere rappresentatività
    in sede Europa.
    Grillo e il suo Bossi “ grande
    statista”. Apertura incondizionata a Casapound… Farneticante la
    dichiarazione del Matteotti NON assassinato dai fascisti.
    Gianna Sigona, consigliera comunale di
    Ragusa: “Noi eravamo fascisti, poi siamo rimasti fascisti e saremo
    sempre fascisti”.
    Roberto Finardi, assessore della giunta
    Appendino, cita la Decima Mas, e sottolinea che i morti sono tutti
    uguali: fascisti e partigiani.
    Il sindaco di Nettuno, Angelo Costa,
    rende omaggio, al cimitero di guerra, ai repubblicani di Salò.
    Chiara Appendino inneggia ai Savoia,
    migliori alleati del fascismo.
    Di Casaleggio (Grillo sempre presente)
    e dei suoi affari meglio sorvolare.
    Insomma, il M5S, come nella migliore
    tradizione storica del populismo reazionario ondeggia tra la difesa
    del capitalismo e la piccola borghesia in difficoltà (artigiani,
    piccoli commercianti, contadini, piccole e medie imprese…).
    Il M5S propone l’eliminazione dei
    sindacati, ma non questi sindacati, bensì l’istituzione del
    sindacato in quanto tale.
    Il lavoro non c’è più, urla il
    beppino, perciò inutile cercarlo…meglio abbandonarsi al reddito di
    cittadinanza! Se non è follia questa…
    E poi e poi e poi…..
    Cito in ultimo una considerazione di
    Lenin: “Sotto il capitalismo l’unificazione europea o sarà
    impossibile o sarà reazionaria”. Sbagliava?

    • il gobbo

      e con questo?

    • gix

      Quindi cosa se ne deduce, che i grillini sono tutti fascisti? questa in effetti ci mancava, dopo boccaloni, incompetenti, nella migliore delle ipotesi ingenui, ora anche fascisti. Ne manca una però: “tanti, e sempre di più”

      • Apollonio

        gix, l’ abilità di Grillo sta nel convogliare tutti gli elettori delusi dai partiti tradizionali, Grillo stesso è un ex comunista, quindi la visione di Ronte è strabica partigiana ma è reale, come vera se parlasse un camerata, lui direbbe che la Taverna è comunista e farebbe un lungo elenco di eletti Grillini ex comunisti che so, come: Nogarin, Pizzarotti , Capuozzo l’ elenco è più lungo di quello dei Fascisti..!
        i Boccaloni invece sono la base, gli incazzati delle piazze e del Blog di Grillo che si bevono tutti i copia incolla che posta nello sfogatoio.
        Il problema è farli stare insieme tutti una volta chiamati a governare,
        come l’ osservatore attento sta già notando.

        • gix

          Vedi Apollonio evidentemente non hai capito, io come altri, preferisco la più innocente ingenuità, la più evidente inesperienza, la più crassa ignoranza giovanile, la più faticosa delle governabilità (perciò con il più puro dei sistemi proporzionali) la più statalista delle economie (diciamo mista va, sennò è troppo), la più complicata crescita politica, la più confusa consapevolezza (meglio confusa che niente), la più contraddittoria delle condotte politiche, tutto pur di vedere qualcosa di diverso rispetto al marciume del sistema attuale. Tu non hai capito una cosa semplice assai, che i grillini sono tutti quegli italiani che vogliono qualcosa di diverso, e per questo sono pronti a mettere in conto tutte le imperfezioni del nuovo, rispetto alle schifezze del vecchio sistema che si danno ormai per scontate. Se uno non capisce questo, non capisce nulla del momento politico attuale. A proposito, se oggi sei un grillino, forse avrai anche capito che purtroppo, per scardinare il sistema attuale, occorre necessariamente un impegno politico, anche solamente di protesta, diversamente da quelli che non si impegnano perché non vogliono dare soddisfazione al potere attuale partecipando a finti riti di democrazia. Purtroppo il sistema gode se tu ti astieni, perché basterà il consenso di pochi per mantenere il potere.

          • Apollonio

            Gix, se tu pensi che i Grillini ( intendo quelli eletti ) siano ingenui, te lo lascio credere, e capisco pure le imperfezioni, invece a differenza di voi non credo che cambieranno il sistema, ma saranno usati dalle Elite , come già si vede dove sono all’ opera.
            Che gli Italiani vogliono qualcosa di diverso lo ho anche scritto, se leggi bene il senso del mio post, anche l’ elettore di F.I. o del P.D. vuole qualcosa di diverso da quello che vede.
            A volte conviene astenersi per non fare danni maggiori Tsipras è un esempio, ma non è questo il motivo per cui mi astengo.

          • gix

            in realtà io non penso affatto che i grillini siano ingenui (detto e ripetuto tante volte), specie quelli a livello di direttorio politico, il mio è un discorso generale, l’ingenuità cui mi riferisco riguarda il popolo grillino, e gli attivisti di base soprattutto. So bene che non si arriva mai a certi livelli solo ed esclusivamente per caso, ma mi sta bene tutto il resto, la base per così dire

          • Apollonio

            Molto bene gix la tua è una posizione rispettabilissima, niente da obbiettare, ci siamo chiariti.

    • Odino Odino

      Si, ha ragione, è scandaloso!!! Non so come sia possibile solo pensare di considerare i morti tutti uguali ! Francisco Franco fece seppellire tutti i caduti della guerra civile uno accanto all’altro. Quasi 40.000 repubblicani e franchisti riposano insieme nella Valle de los Caidos. Da noi non è mai stato possibile, e finché ci saranno elette menti illuminate e d’animo nobile come lei, non lo sarà mai.