COME GLI STATI ASSETATI DI SOLDI POSSONO CREARE IL PROPRIO CREDITO

COME GLI STATI ASSETATI DI SOLDI POSSONO CREARE IL PROPRIO CREDITO

DI ELLEN BROWN

webofdebt.com

“Chi non applica nuovi rimedi dev'essere pronto a nuovi mali, perché il tempo è il più grande degli innovatori.”
– Francis Bacon



Il 19 febbraio 2009 la California si è salvata per un pelo dal fallimento quando il Governatore Arnold Schwarzenegger ha indossato il suo vestito da Terminator e ha messo in isolamento il Senato dello stato finché non si è arrivati alla firma di un bilancio molto controverso [1]. Se il voto non fosse andato a buon fine, lo stato si sarebbe ridotto a pagare i propri dipendenti con delle cambiali. La California, per il momento, ha evitato la bancarotta ma 46 dei 50 stati americani sono insolventi e nei prossimi due anni potrebbero richiedere l’avvio della procedura prevista dal Capitolo 9 sui fallimenti [2].

Uno dei quattro stati che non sono insolventi è un improbabile candidato per questo tipo di riconoscimento – il North Dakota. Come faceva osservare il mese scorso Charles Fleetham, un consulente di organizzazione aziendale del Michigan, in un articolo distribuito ai suoi mezzi d’informazione locali:

“Il North Dakota è uno stato scarsamente popolato con meno di 700.000 abitanti, conosciuto per il suo clima freddo, i suoi agricoltori isolati e un film di successo – Fargo. Eppure, per qualche ragione, resiste al cliché del mercato immobiliare secondo il quale il valore dell’abitazione aumenta in base alla zona in cui si trova. Dal 2000, il PIL dello stato è aumentato del 56%, i redditi personali sono cresciuti del 43% e i salari del 34%. Quest’anno lo stato ha un avanzo di bilancio di 1,2 miliardi di dollari!”

Che cos’ha lo stato del North Dakota che gli altri stati non hanno? Lo risposta sembra essere: una banca propria. In effetti, il North Dakota possiede l’unica banca del paese di proprietà statale. La legislatura dello stato ha costituito la Banca del North Dakota nel 1919. Fleetham scrive che la banca fu creata per liberare gli agricoltori e i piccoli imprenditori dalle grinfie dei banchieri degli altri stati e dai magnati delle ferrovie. Per legge, lo stato deve depositare tutti i propri fondi presso la banca e ne garantisce i depositi. Tre funzionari eletti vigilano sulla banca: il governatore, il procuratore generale e il commissario all’agricoltura. La missione della banca è quella di fornire dei servizi finanziari solidi che favoriscano l’agricoltura, il commercio e l’industria nel North Dakota. La banca opera come una banca dei banchieri, associandosi alle banche private per prestare denaro agli agricoltori, agli operatori del mercato immobiliare, alle scuole e alle piccole imprese. Eroga prestiti agli studenti (più di 184.000 prestiti in circolazione) ed acquista le obbligazioni degli enti locali dalle istituzioni pubbliche.

Eppure, potreste chiedere, come risolve tutto questo il problema della solvibilità? Lo stato non è limitato a spendere solamente il denaro che possiede? La risposta è no. Ai banchieri certificati con la targhetta è permesso fare una cosa che nessun altro può fare: possono creare “credito” tramite voci contabili nei loro registri.

Una licenza per creare denaro

Nel sistema di prestito a “riserva frazionaria” alle banche è consentito estendere credito (creare denaro sotto forma di prestiti) per una somma equivalente a numerose volte la loro base di depositi. In uno scritto del 1973 il parlamentare Jerry Voorhis descriveva così questo processo:

“Per ogni dollaro che la gente – o il governo – deposita in una banca, il sistema bancario può creare dal nulla e con un tratto di penna qualcosa come dieci dollari di credito o di conti correnti. Il sistema bancario può prestare ad interesse tutti quei dieci dollari finché può mantenere nelle riserve un dollaro, o poco più, come garanzia.” [3]
Il fatto che le banche in realtà creino denaro attraverso voci contabili è stato confermato in un significativo opuscolo pubblicato dalla Federal Reserve di Chicago dal titolo “Modern Money Mechanics.”[4] L’opuscolo venne periodicamente riveduto fino al 1992, quando raggiunse la lunghezza di 50 pagine. A pagina 49 dell’edizione del 1992, si può leggere:

“Con un requisito costante del 10 per cento della riserva, un incremento di un dollaro nelle riserve sovvenzionerebbe 10 dollari di ulteriori conti correnti [prestiti creati sotto forma di depositi nei conti dei depositanti].” [4]

Il requisito del 10 per cento della riserva ora è ampiamente sorpassato, in parte perché le banche hanno capito come aggirarlo con strumenti come gli “overnight sweeps”. Quello che oggi limita maggiormente l’erogazione del prestito bancario è il requisito dell’8 per cento del capitale imposto dalla Banca per i Regolamenti Internazionali, la mente del sistema bancario centrale globale privato con sede a Basilea, in Svizzera. Con un requisito dell’8 per cento del capitale, uno stato che possiede una propria banca potrebbe aumentare le proprie entrate fino a 12,5 volte il loro valore nominale in prestiti (100 ÷ 8 = 12,5). E poiché lo stato è veramente il proprietario della banca, non dovrà preoccuparsi degli azionisti o degli utili. Potrebbe erogare prestiti ai mutuatari affidabili a bassissimo interesse, magari solamente con alcune spese di servizio per coprire i costi. E potrebbe erogare prestiti a sè stesso o agli enti locali ad un interesse dello zero per cento. Se questi prestiti fossero rinnovati all’infinito, l’effetto sarebbe equivalente alla creazione di nuovo denaro, esente da debito.

Pericolosamete inflazionario? Non se il denaro viene utilizzato per creare nuovi beni e servizi. Ne deriverebbe un’inflazione sui prezzi solamente quando la “domanda” (il denaro) supera l’”offerta” (beni e servizi). Quando aumentano insieme, i prezzi rimangono stabili.

Oggi ci troviamo in una pericolosa spirale deflazionistica, perché i prestiti si sono esauriti e il valore dei beni è colato a picco. Il monopolio della creazione del denaro e del credito da parte di una confraternita di banche private ha avuto come risultato il cattivo funzionamento del sistema creditizio e un crollo monetario. I mercati del credito sono stati congelati dalle sconsiderate scommesse speculative sui derivati di alcune grosse banche di Wall Street, scommesse che non solo hanno distrutto i bilanci di quegli stessi istituti ma che stanno infettando l’intero sistema bancario con dei detriti tossici. Per uscire da questa trappola del debito deflazionistico è necessaria un’iniezione nell’economia di nuovo denaro, esente da debito, una cosa che può essere compiuta al meglio attraverso un sistema di banche pubbliche dedite all’interesse pubblico, amministrando il credito come un servizio pubblico.

Alcuni esperti insistono sul fatto che dobbiamo stringere la cinghia e ricominciare di nuovo a risparmiare, per ricostruire il “capitale” necessario per far funzionare i mercati. Ma i nostri mercati, per la verità, stavano funzionando piuttosto bene fintanto che il sistema del credito era in attività. Abbiamo gli stessi beni reali (materie prime, petrolio, conoscenze tecniche, capacità produttiva, forza lavoro e via dicendo) che avevamo prima dell’inizio della crisi. I nostri operai e le nostre fabbriche sono inattivi perché il sistema del credito privato è crollato. Un sistema di credito pubblico potrebbe rimetterli di nuovo al lavoro. Il concetto che il “denaro” è un qualcosa che deve essere “risparmiato” prima di essere “preso a prestito” stravolge la natura del denaro e del credito. Il credito è solamente un contratto, un “monetizzazione” degli incassi futuri, una promessa di pagare in un secondo momento in base al risultato del proprio anticipo. Le banche hanno creato credito sui loro registri contabili per secoli, e questo sistema avrebbe funzionato piuttosto bene se non fosse stato per l’enorme tributo dirottato nei forzieri privati sotto forma di interessi. Un sistema bancario pubblico potrebbe risolvere quel problema e riportare gli interessi nelle casse pubbliche. Questo è il genere di sistema bancario che fu introdotto nella colonia della Pennsylvania, dove funzionò a meraviglia.

Ristabilire la solvibilità nel Michigan



Tra gli altri vantaggi per uno stato che possiede una propria banca ci sono le ragguardevoli somme di denaro che potrebbe risparmiare in interessi. Come fa notare Fleetham in merito al suo sofferente Michigan:
“Secondo gli ultimi rapporti finanziari (disponibili online), la città di Detroit, il dipartimento degli acquedotti e degli impianti fognari di Detroit, l’aeroporto della contea di Wayne, le scuole pubbliche di Detroit, l’Università del Michigan e la Michigan State University pagano più di 800 milioni di dollari all’anno di interessi su un debito a lungo termine. Se aggiungete anche l’interesse pagato dalle altre cittadine del Michigan, dai distretti scolastici e dalle aziende di servizio pubblico, il costo per i contribuenti supera di gran lunga il miliardo di dollari all’anno. Che cosa fa Wall Street con il nostro miliardo di dollari? Decorano i loro uffici come fossero dei sovrani.”

La cosa interessante è che il disavanzo statale previsto per il 2009 è anch’esso di un miliardo di dollari. Se il Michigan non dovessere restituire un miliardo di dollari di interessi a Wall Street, il bilancio potrebbe essere in pareggio e lo stato potrebbe ritornare solvibile. Un banca di proprietà dello stato non solo fornirebbe credito esente da interesse ma potrebbe, in realtà, generare degli introiti. Fleetham fa notare che nel 2007 la Banca del North Dakota ha avuto un utile netto per 51 milioni di dollari su un volume di prestiti di 2 miliardi di dollari:

“Lo scorso anno, i cittadini del Michigan hanno pagato più di 5 miliardi di dollari di imposte sui redditi. Con una banca statale come nel North Dakota, potremmo ridurre questo peso fiscale, finanziare nuove imprese e risistemare i nostri acquedotti e le nostre fogne. E non dobbiamo sentirci dispiaciuti per Wall Street che ci perderà come clienti. Loro non hanno affatto ‘guadagnato’ il denaro che ci hanno prestato perché lo hanno creato con i computer e per giunta ci hanno addebitato gli interessi. Seguiamo l’esempio del North Dakota e liberiamoci da questa trappola di Wall Street.”

Portare l’iniziativa in California

Anche la California potrebbe fare questo. Robert Ellis è un conduttore di un talk show a Tucson che una volta lavorava per Wall Street e che è stato coinvolto nella costituzione di diverse banche e istituti finanziari. Nel gennaio di quest’anno, in una lettera indirizzata al governatore Schwarzenegger, ha suggerito che la California potrebbe risolvere le sue sventure finanziarie istituendo un banca sul modello della Banca del North Dakota. Ellis ha così scritto al governatore:

“Ammiro la sua tenacia nell’affrontare i problemi finanziari della California. La sua idea di utilizzare delle cambiali è stata ingegnosa ma esiste un modo migliore. Lo Stato della California può creare per statuto una banca propria ed emettere assegni propri per tutti i dipendenti dello stato... Inoltre, con la banca può pagare tutti i suoi venditori, gli appalti e gli appaltatori. E come se non bastasse, una volta che la banca sarà operativa, potrete finanzare i progetti statali e determinare il tasso di interesse pagato invece di essere alla mercé delle banche con cui oggi avete a che fare oppure il tasso di interesse che le banche di investimento vi fanno pagare per emettere obbligazioni. Nel fare questo, metterete lo stato al controllo del proprio destino e lo renderete il benefattore del proprio denaro.”

“Quello che sto proponendo non è nuovo. E’ stato fatto da un altro stato del paese [il North Dakota]. Perché dovreste continuare a pagare le banche per dei servizi e per gli interessi sui prestiti quando potete ottenere quegli interessi a vantaggio dello stato della California? Non sarebbe meglio se poteste finanziare dei vostri progetti infrastrutturali senza dover ottenere l’approvazione delle banche indipendenti o delle banche d’investimento? Inoltre, potrete stabilire il tasso di interesse sui vostri progetti. E potrete addirittuta fissarlo a zero se ritenete che il progetto valga abbastanza.”

Ellis si è offerto di dare una mano per la costituzione della banca, che pensava potesse essere creata per statuto in pochi mesi. Il Governatore non ha risposto, ma un po’ di pressione da parte degli elettori potrebbe far giungere una risposta.

Se questo non dovesse avvenire, sono stati introdotti in California l’iniziativa popolare e il processo di referendum. Questi due strumenti permettono la proposta di leggi dello stato direttamente da parte dell’opinione pubblica, e la riforma della Costituzione dello stato sia da parte di petizioni pubbliche (“l’iniziativa popolare”) che dalla legislatura che sottopone una proposta di riforma costituzionale all’elettorato (il “referendum”). L’iniziativa popolare viene realizzata elaborando una proposta di riforma costituzionale oppure uno statuto sotto forma di petizione, che viene presentata al Procuratore Generale della California insieme ad piccolo contributo, che nel 2004 era la modesta cifra di 200 dollari. La petizione deve esser firmata dagli elettori regolarmente iscritti che ammontano all’8% (per una riforma costituzionale) o al 5% (per uno statuto) del numero di persone che si erano recate alle urne alle ultime elezioni per il Governatore. [5]

Come diceva Gandhi “Quando il popolo farà strada, i leader si accoderanno”. Noi popolo possiamo battere i banchieri di Wall Street nel loro gioco, spingendo i nostri legislatori ad istituire banche di proprietà pubblica che possano creare credito utilizzando i medesimi princìpi che sono normalmente e usualmente accettati nelle attività dei banchieri stessi.


Ellen Brown ha sviluppato le proprie abilità di ricerca come avvocato seguendo cause legali a Los Angeles. In “Web of Debt”, il suo ultimo libro, traduce queste abilità in un’analisi sulla Federal Reserve e sulla “fiducia monetaria”, mostrando come questo cartello privato abbia usurpato il potere di creare moneta, e spiegando come il popolo se lo possa riprendere. Tra gli undici libri della Brown possiamo annoverare il bestseller "Nature’s Pharmacy", scritto in collaborazione con la dottoressa Lynne Walker, e “Forbidden Medicine”. I suoi siti web sono www.webofdebt.com e www.ellenbrown.com

Fonte: www.webofdebt.com

Link: http://www.webofdebt.com/articles/state_bank_option.php

3.03.2009

Scelto e Tradotto da JJULES per www.comedonchisciotte.org

NOTE

1. Anne Davies, “Lockdown Vote Saves California from Bankruptcy,” theage.com.au (21 febbraio, 2009).

2. John Mitchell, “46 of 50 States Could File Bankruptcy in 2009-2010,” Freedom Arizona (30 gennaio, 2009).

3. Jerry Voorhis, The Strange Case of Richard Milhous Nixon (1973), tratto da http://www.sonic.net/~doretk/ArchiveARCHIVE/ECONOMICSPOLITICS/FEDERAL%20RESERVE/Jerry%20VoorhisFedReserve.html.

4. Modern Money Mechanics: A Workbook on Bank Reserves and Deposit Expansion (Federal Reserve Bank of Chicago, Public Information Service, 1992, disponibile su http://www.rayservers.com/images/ModernMoneyMechanics.pdf).

5. “California Ballot Proposition,” Wikipedia.

Commenti (112)

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    1. LucaV 11 marzo 2009

      Basterebbe vedere la perdita di potere d'acquisto del dollaro da quando è nata la FED. Con gli stessi soldi comprate le stesse cose di 10 anni fa?
      Prendete sempre lucciole per lanterne...

    1. LucaV 11 marzo 2009

      Ma Mises dimostrò che la grande attrattiva della “inflazione” (un aumento della quantità di moneta) sta proprio nel fatto che nessuno riceve la stessa quantità di moneta nello stesso momento; a ricevere per primi la nuova moneta sono invece il governo e i destinatari degli acquisti e delle sovvenzioni governative. Il loro reddito aumenta prima che i prezzi salgano, mentre i cittadini, che ottengono un aumento di reddito alla fine della catena (o, coloro che, come i pensionati, non ricevono affatto nuova moneta), ne vengono danneggiati in quanto il prezzo delle cose che comprano sale prima che essi possano effettivamente godere di un aumento del reddito. In breve, l’attrattiva dell’inflazione sta proprio nel fatto che, grazie ad essa, il governo e altri gruppi di potere economico riescono silenziosamente ma efficacemente a trarne dei benefici a spese della popolazione priva di potere politico.

      Almeno l'oro (o il platino, o l'argento, l'importante è che sia libera e concorrenziale la moneta...studiate prima la scuola austriaca) lo devi prima estrarre.
      Qui per creare inflazione ( e Keynes ne sa qualcosa) basta prendere una stampante.
      Se queste sono le controproposte...

    1. Earth 11 marzo 2009

      "Questi esaltati non si rendono conto che l'oro è una merce qualsiasi, soggetta a oscillazioni di prezzo anche molto forti" ripreso dal mio post poco sopra "Indiscutibilmente se l'economia va bene e' meglio avere i soldi in quanto l'oro scende di valore avendo basso riscontro pratico nell'utilizzo della produzione reale quotidiana, ma se va male il suo valore torna a quello reale e quindi come RICCHEZZA PER CHI LO POSSIEDE"..... Il governo sa ottenere quello che vuole, se c'e' uno instupidimento scolastico e' perche' il governo lo voleva, altrettanto lo e' per l'economia, la ricetta perfetta loro gia' la sanno ma non la vogliono attuare e quindi e' sempre aria fritta quello che tu e lino andate sbandierando e' informazionalmente corretto ma con una previsione pratica molto bassa in questo caso bisogna trovare il modo piu' semplice e pratico da capire al cittadino medio che tra le varie alternative ha il massimo benificio possibile, una volta appreso dal cittadino non lo freghi piu', e' questo che dobbiamo puntare. L'informazione e' potere.

    1. Earth 11 marzo 2009

      Visto che sono pro al gold standard, mi sento chiamato in causa e ti rispondo subito, ma a chi vuoi fare fesso? E' furbo da parte tua colpire su una cosa che ho gia' dato per vera. ------- "Utilizzando il gold standard non si e' esenti da problemi causati dalla ingegneria economica in quanto il gold standard era presente nella crisi del 1929, pero' non sarebbe mai potuta diventare cosi' grande come adesso che parliamo del pil mondiale moltiplicato per un numero ancora insondabile esattamente. Ma piu' che per un motivo economico e' per un motivo pratico". -------------------- comunque ti rispondo che in quel periodo l'oro non era un minerale a quantita' FINITA, in quanto c'erano ancora molte vene d'oro in giro per il globo, a differenza di adesso e aumentandone la quantita' in un determinato territorio si va in inflazione. Tutt'ora l'oro non e' stato estratto tutto ma poco ci manca, dunque puo' essere considerato FINITO e dunque relativamente soggetto a una variazione del suo valore intrinseco.

    1. Earth 11 marzo 2009

      Ma questi sono assiomi gold standard escluso... il problema di fondo e' che come ce lo fai capire a uno che la societa' si sta sfasciando quando magari e' proprio lui che propone cose sbagliate? La scolarizzazione dell'india e' il caso esemplare cosi' da considerarla come una sana ricchezza e guarda caso e' derivato da un movimento socialista sempre saldo in india anche se e' capitalista. Ma l'italia? Parla con l'italiano medio di economia e vedi che ti risponde. URGE UN'ECONOMIA FACILE E COMPRENSIBILE TEMPESTIVAMENTE, che solo il gold standard puo' ottenere, per evitare che anche lo stupido del paese venga preso in giro dai politici truffatori. Ma fin quando esiste un sistema capitalista dove il mio e' mio e il tuo se posso te lo frego ed e' mio, questi assiomi non possono trovare riscontro reale nel nostro paese. La piu' grande nazione capitalista del mondo sono gli usa ed il divario tra povero e ricco e' vomitosamente impressionante oltre che essere un paese comprato dalla cina. Il potere e' del popolo non nel singolo che una persona come lino rossi possa avere ragione mi sta bene, ma il fatto che sbagliate voi e' che essendo un sistema oligarchico, se non lo fate capire ai cittadini potete parlarne fino alla morte e niente cambiera'. Bisogna scegliere un compromesso e quello del gold standard e' il piu' solido democraticamente parlando

    1. lino-rossi 11 marzo 2009

      la tesi (condivisibile) di Ezra Pound, Auriti, ecc. (personaggi positivi che hanno centrato l'essenza della questione (il debito), anche se hanno sbagliato i dettagli tecnici) è che la politica monetaria dovrebbe essere nelle mani degli Stati. Ritengono che l’emissione monetaria dovrebbe avvenire senza debito, come avviene per le monete metalliche o i biglietti di Stato. Ma è già così. Per mancanza di adeguata conoscenza tecnica, non riconoscono alle banconote emesse dalla Banca Centrale pari dignità.

      Invece la base monetaria è formata da:

      1) monete metalliche;

      2) biglietti di Stato;

      3) banconote emesse dalla Banca Centrale (una parte sono le banconote in circolazione e l’altra sono le banconote poste nella riserva obbligatoria - tutta carta (titolo) contro carta (banconote), con restituzione degli interessi)).

      La base monetaria è TUTTA non indebitante, anche se in FORME diverse.

      Negli anni ’30, in Italia, si realizzarono tutte le opere pubbliche che conosciamo proprio attraverso adeguata emissione monetaria. E così pure in tutto il mondo nel secondo dopoguerra. Roosevelt abbracciò questa linea per forza maggiore, volendo entrare in guerra. La politica monetaria ("di guerra" - secondo Bernanke) negli USA ci fu fino al 1951 (ma scambiando i dollari come se fossero oro permise agli USA di fare i nababbi anche dopo il 1951). Furono keynesiane (seppure con forme leggermente diverse) sia la PM di Mussolini, che quella di Hitler, che quella di Roosevelt, che quella di Churchill, che quella di tutti gli altri nel secondo dopoguerra (Adenauer, De Gaulle, Fanfani, ecc.).

      La fregatura è consistita in questa frase di Friedman del 1970: "la spesa governativa, se è finanziata dalla creazione di moneta, provoca inflazione; poco importa se i tassi di interesse sono superiori o molto superiori all'inflazione. "

      con questo dogma ci hanno strozzato. con questo dogma ... guarda cosa dice Ruffolo.

      http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/09/economia-il-ritorno-alla-morale.html

      "È avvenuto che l' avidità e il successo individuale sono stati eretti a principio collettivo: l' ideale impossibile che tutti possano star meglio degli altri. Il che ha indotto istituzioni severissime, come le Banche Centrali, a praticare POLITICHE DI INDEBITAMENTO SCONSIDERATO, che a loro volta incoraggiavano comportamenti irresponsabili scorretti o criminosi da parte di amministratori, dirigenti, consulenti, di ogni ordine e grado. È significativa l' analogia tra guasti ambientali e guasti morali dell' economia."

    1. ericvonmaan 11 marzo 2009

      Grazie Lino. Questi esaltati non si rendono conto che l'oro è una merce qualsiasi, soggetta a oscillazioni di prezzo anche molto forti. Non ha NESSUNA relazione col reale valore di una moneta, che è forte o debole a causa di ben altri elementi.
      Quello su cui dobbiamo puntare tutti è chiedere che finalmente la moneta, che è solo un attrezzo, un mezzo per permettere lo scambio di beni e servizi, sia emessa e gestita dai governi, e sottoposta quindi al controllo del popolo che vota, e soprattutto SENZA DEBITO. La moneta non è una merce. E' un attrezzo, che va usato in relazione e accordo con determinati parametri macroeconomici. Purtroppo i privati che la gestiscono e la possiedono la usano esattamente come una merce, con l'unico fine di ricavarne PROFITTO alle spalle nostre, senza muovere un dito (loro). Questo è il punto, non il gold standard e altre sciocchezze simili.

    1. lino-rossi 11 marzo 2009

      concordo pienamente.



      http://www.homolaicus.com/storia/oro/cercare_oro.htm

      "ma l'afflusso massiccio e improvviso di oro e argento a buon mercato in tutta Europa provocò una fortissima inflazione. In Spagna il livello medio dei prezzi crebbe dal 1500 al 1600 di 3,5 volte. Il potere d'acquisto dell'oro e dell'argento calò velocemente: in Inghilterra, nel decennio 1630-40, era i 2/3 di quello del decennio 1560-70.
      Nel 1512 le navi spagnole che trasportavano oro dall'America alla madrepatria vennero per la prima volta assalite dai pirati, appoggiati dagli inglesi, e a partire da quella data, per circa tre secoli, l'Atlantico diventerà l'oceano più insicuro del pianeta. Famose furono le imprese di Francis Drake, che addirittura era al diretto servizio della regina. Il re spagnolo Filippo II fu costretto a dichiarare guerra all'Inghilterra, ma questa gli distrusse totalmente la flotta navale detta "Grande Armada" e da allora il dominio dei mari passò in altre mani."



      Questi rothbardiani sono tremendi. stanno appollaiati sulle loro certezze anarcocapitalistiche, convinti che siano verità assolute, matematiche.

      Non si rendono conto che la loro è solo una teoria (sgangherata) che applicata alla società è catastrofica.

      Il modo nel quale trattano Keynes è disgustoso. Sembrano locuste.

    1. ericvonmaan 11 marzo 2009

      Cari amici, una volta per tutte quella del gold standard è una cosa assurda e del tutto inutile. Una moneta è forte quando rappresenta una società forte industrialmente e culturalmente, capace di saper fare beni di qualità e di produrre buoni cervelli.
      A uno stato allo sfascio puoi dare tutto l'oro del mondo ma non serve a nulla. Così come il contrario.
      Quello che rende una moneta degna di rispetto e soprattutto di fiducia ed affidabilità è la serietà della società (o stato o nazione o gruppo di nazioni) che la usa ed emette, e la convizione che anche in futuro quella società sarà sempre in grado di svilupparsi in maniera armonica ed equilibrata.
      Il controvalore di una moneta è il totale delle richezze di uno stato: risorse naturali sicuramente, ma anche e soprattutto ricchezza industriale, culturale, scientifica, civile, morale. Questo è il vero oro che ci serve. E se mancano questi assets non c'è montagna di oro al mondo che possa dare valore "vero" a una moneta.
      Naturalmente la moneta deve essere emessa dallo stato, senza debito, in nome del popolo. Altrimenti è una merce qualsiasi.

    1. lino-rossi 11 marzo 2009

      deciditi: sei d'accordo con la moneta di Stato o col gold standard? sono agli antipodi.

    1. Earth 10 marzo 2009

      Concordo e aggiungo che il 90% delle aziende agricole del mondo sono in mano alla philip morris e anche siccome il petrolio finira' presto, bisognera' imparare a coltivare personalmente e in modo classico senza motori.

    1. Earth 10 marzo 2009

      Quando intendevo l'oro in euflazione, lo intendevo nella mia mente gia' correlata alla cartamoneta, ovviamente la cartamoneta avra' la sua inflazione deflazione in base alle richieste di mercato, ma sara' sempre una flazione perfetta perche' l'oro e' finito, dunque una volta fatta la suddivisione e' in euflazione. Volevo aggiungere alla ricetta anti crisi anche la abolizione dei derivati.

    1. Earth 10 marzo 2009

      Io non sono un economista ma una persona con una forte logica, e chi ce l'ha come me si capisce subito che parlare male del gold standard e' una cazzata colossale e non mi interessa chi lo dice ma cosa dice per screditare una RICCHEZZA FINITA, utilizzata storicamente come simbolo di ricchezza e potere oltre che di ornamento, con impossibilita' di inflazione e deflazione, sempre in euflazione ovviamente perche' e' FINITA. Il fatto per cui e' improponibile utilizzare l'oro come merce di scambio e' di un fatto piu' pratico che economico in quanto come qualcuno ha gia' detto in questo sito, vorrei vedere la nonna che gira con dentro il portafoglio granelli di oro. L'inflazione esisteva anche in passato, ma era un problema relegato alla produttivita' con l'incognita di un disastro naturale, in quanto se tutto andava bene e c'era il raccolto 1 moneta d'oro ci prendevi 10 mele, se c'era carestia ci compravi 1 mela, ma 1 moneta d'oro rimaneva sempre 1 moneta d'oro... ma siccome oramai abbiamo la tecnologia adatta per arginare questi tipi di problemi, con i trasporti se c'e' un brutto raccolto il cibo lo recuperi da un'altra parte del mondo... Ritorno al punto della divisione dell'oro in base alla offerta, essendo l'oro una ricchezza REALE se si sotterra una pepita d'oro il mercato subisce una perdita REALE, invece se si bruciano 100 euro quei soldi possono essere benissimo ristampati senza problemi, inoltre come detto prima e' scomodo da usare, quanti microgrammi ci vanno per un pacchetto di caramelle? Comunque si puo' ottenere un gold standard utilizzando la cartamoneta come mezzo al posto dell'oro ma correlandone il valore. Utilizzando il gold standard non si e' esenti da problemi causati dalla ingegneria economica in quanto il gold standard era presente nella crisi del 1929, pero' non sarebbe mai potuta diventare cosi' grande come adesso che parliamo del pil mondiale moltiplicato per un numero ancora insondabile esattamente. Ma piu' che per un motivo economico e' per un motivo pratico, in quanto se parli alle persone di 5948578 milioni di euro che sono stati "bruciati" la gente non capisce immediatamente, ma se tu dici lo stato aveva a inizio anno 100.000 tonnellate di oro e con il wto le aziende stanno emigrando portando via 70.000 tonnellate la gente dice: ao tra un po' qua moriamo de fame! Infine concludo con il mio colpo "finale" in quanto penso nessuno che reputi male il gold standard mi possa rispondere: Se il gold standard non va bene, allora perche' c'e' stato un aumento verticale della richiesta di acquisto dell'oro? E' o non e' che l'oro e' sempre la fonte piu' affidabile di ricchezza? Tutti coloro che lo hanno comprato (e purtroppo non sapro' mai se lo hanno fatto i grandi ricchi del mondo) sono tutti scemi? Indiscutibilmente se l'economia va bene e' meglio avere i soldi in quanto l'oro scende di valore avendo basso riscontro pratico nell'utilizzo della produzione reale quotidiana, ma se va male il suo valore torna a quello reale e quindi come RICCHEZZA PER CHI LO POSSIEDE. Concluso il gold standard volevo dire la ricetta per la ripresa e' abolire il wto e dare gli stessi diritti a tutti i cittadini del mondo, Moneta credito, riserva frazionaria al 100% con una cartamoneta correlata all'oro posseduto, in questo modo ci sara' poco margine per arricchirsi ma per lo meno sara' un'economia sana e decisamente etica seppur molto piu' lenta del turbocapitalismo, ma tanto una volta sviluppata la centrale nucleare a fusione fredda e i trattori a energia elettrica, possiamo dire di aver risolto il 90% dei problemi mondiali, di petrolio ancora ne abbiamo per 5-10 anni (dipendente dall'andamento dell'economia) per una facile transizione. Purtroppo il futuro che vedo io e' nero, a questo punto sto iniziando ad aspettare seriamente come mai l'ho presa fin ora la fatidica data dei maya 21 dicembre 2012, ci siamo troppo vicini, in base alle notizie che questo meraviglioso sito ci offre ogni giorno e le varie previsioni parlano ultimamente di 2011, metti un anno di guerre e diventa una data possibilissima, speriamo solo che sia la rinascita dell'umanita' e non la sua disfatta. /Earth

    1. rosacroce 10 marzo 2009

      gli austruiaci e il gold standard ci mettono in prigione,
      mentre la banca centrale ,e le banche commerciali indebitando tutto e tutti ci danno la LIBERTà.
      anche oggi le spari al contrario.
      il contrario di quello che dici è la verità.

    1. rosacroce 10 marzo 2009

      SONO D'ACCORDO con la moneta di stato.
      ma per quanto riguarda le zucchine e le galline,ti dico che non mangerai MAI bene,fin che compri la merci della grande distribuzione, ciò ti farà ammalare ,anche,oltre a costarti 10 volte tanto.
      e non è irrealistico tornare alla vita contadina,fra poco ,dati i debiti che ci sono grazie alle banche e alla moneta di carta,tornare all'autoproduzione sarà necessario per vivere.
      tutti questi lavori supertecnologici ,sono stati pagati con moneta creata dal nulla e a debito,tra poco spariranno,che vive in campagna e sa prodursi l'alimento continuerà a lavorare e sarà RICHIESTO.

    1. rosacroce 10 marzo 2009

      i l gold standard c'è sempre stato.
      pensa al regno borbonico ,con moneta d'oro e d'argento o ai fiorini d'oro di firenze, e ai ducati di venezia d'oro.
      la bretton wood del 44 stabiliva 35 dollari per un oncia d'oro.
      oggi 1000 dollari un oncia d'oro.(neanche 1/30).
      nel 71 nixon staccò il dollaro dall'oro,(la francia ogni settimana cambiava un aereo di dollari in oro,richiedendo all'america il cambio a 35 dollari per un oncia d'oro).
      la rovina attuale deriva dal 1971 ,lo stacco del dollaro DALL'ORO,ha causato la creazione da parte della fed di vagoni di dollari per 40 anni.
      arriverà l'iperinflazione e il denaro non varrà più niente,vedremo poi chi accetterà ancora soldi di carta.
      in regime di moneta d'oro,l'aumento della produttività,si manifesta in diminuzione del valore delle merci.in tal modo il risparmiatore e il lavoratore,vedrebbero a parità di salario o risparmio CALARE i prezzi delle merci e servizi con grande guadagno.
      in siffatto sistema (con l'oro)risulterebbe non vantaggioso indebitarsi,ma al contrario sarebbe incentivato il RISPARMIO,per questo le banche e gli imprenditori,ei governi non vogliono l'oro.
      LO ODIANO.DATO CHE NON POTREBBERO PIù FARE I LORO SPORCHE AFFARI SULLA PELLE DELLA GENTE.
      detto questo sono d'accordo con la moneta di stato anche non collegata all'oro,come dice la rouche.

    1. LucaV 10 marzo 2009

      Ma Mises dimostrò che la grande attrattiva della “inflazione” (un aumento della quantità di moneta) sta proprio nel fatto che nessuno riceve la stessa quantità di moneta nello stesso momento; a ricevere per primi la nuova moneta sono invece il governo e i destinatari degli acquisti e delle sovvenzioni governative. Il loro reddito aumenta prima che i prezzi salgano, mentre i cittadini, che ottengono un aumento di reddito alla fine della catena (o, coloro che, come i pensionati, non ricevono affatto nuova moneta), ne vengono danneggiati in quanto il prezzo delle cose che comprano sale prima che essi possano effettivamente godere di un aumento del reddito. In breve, l’attrattiva dell’inflazione sta proprio nel fatto che, grazie ad essa, il governo e altri gruppi di potere economico riescono silenziosamente ma efficacemente a trarne dei benefici a spese della popolazione priva di potere politico.

    1. LucaV 10 marzo 2009

      Ma Mises dimostrò che la grande attrattiva della “inflazione” (un aumento della quantità di moneta) sta proprio nel fatto che nessuno riceve la stessa quantità di moneta nello stesso momento; a ricevere per primi la nuova moneta sono invece il governo e i destinatari degli acquisti e delle sovvenzioni governative. Il loro reddito aumenta prima che i prezzi salgano, mentre i cittadini, che ottengono un aumento di reddito alla fine della catena (o, coloro che, come i pensionati, non ricevono affatto nuova moneta), ne vengono danneggiati in quanto il prezzo delle cose che comprano sale prima che essi possano effettivamente godere di un aumento del reddito. In breve, l’attrattiva dell’inflazione sta proprio nel fatto che, grazie ad essa, il governo e altri gruppi di potere economico riescono silenziosamente ma efficacemente a trarne dei benefici a spese della popolazione priva di potere politico.

    1. LucaV 10 marzo 2009

      Ma Mises dimostrò che la grande attrattiva della “inflazione” (un aumento della quantità di moneta) sta proprio nel fatto che nessuno riceve la stessa quantità di moneta nello stesso momento; a ricevere per primi la nuova moneta sono invece il governo e i destinatari degli acquisti e delle sovvenzioni governative. Il loro reddito aumenta prima che i prezzi salgano, mentre i cittadini, che ottengono un aumento di reddito alla fine della catena (o, coloro che, come i pensionati, non ricevono affatto nuova moneta), ne vengono danneggiati in quanto il prezzo delle cose che comprano sale prima che essi possano effettivamente godere di un aumento del reddito. In breve, l’attrattiva dell’inflazione sta proprio nel fatto che, grazie ad essa, il governo e altri gruppi di potere economico riescono silenziosamente ma efficacemente a trarne dei benefici a spese della popolazione priva di potere politico.

    1. LucaV 10 marzo 2009

      Ma Mises dimostrò che la grande attrattiva della “inflazione” (un aumento della quantità di moneta) sta proprio nel fatto che nessuno riceve la stessa quantità di moneta nello stesso momento; a ricevere per primi la nuova moneta sono invece il governo e i destinatari degli acquisti e delle sovvenzioni governative. Il loro reddito aumenta prima che i prezzi salgano, mentre i cittadini, che ottengono un aumento di reddito alla fine della catena (o, coloro che, come i pensionati, non ricevono affatto nuova moneta), ne vengono danneggiati in quanto il prezzo delle cose che comprano sale prima che essi possano effettivamente godere di un aumento del reddito. In breve, l’attrattiva dell’inflazione sta proprio nel fatto che, grazie ad essa, il governo e altri gruppi di potere economico riescono silenziosamente ma efficacemente a trarne dei benefici a spese della popolazione priva di potere politico.

      Così si difendono i redditi dei lavoratori e dei pensionati!

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