CITALOPRAM

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Aggiornamento Il Più Grande Crimine 9


DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info


CI voleva una sosta alle tre del mattino in un Fini grill lungo un’autostrada
italiana. Nevica, ho fame, non c’è anima viva. Ed è qui, sotto al neon di
questo banale luogo, che capisco quello che finora non mi era arrivato, che
capisco quanto abbia vinto il Vero Potere, e quanto finita sia l’era
plurisecolare dei popoli protagonisti del loro destino. Spiacente, le notizie
sono pessime, ma quanto segue è fondamentale per un solo motivo: vivere e
morire sapendo cosa accade. Almeno quello.

Ci sono due dipendenti dietro al banco, lui non è di queste parti, lo si vede lontano un miglio, ma è italiano. Lei, sempre italiana, è una copia un po’ sottolivello di Julia Roberts, ma accidenti che somiglianza. Mangia una burrella mentre pulisce un forno, io ordino un panino alla cotoletta di pollo. La musica è orribile, una specie di techno plasticata made in China, eppure devo a quei suoni dementi l’innesco della mia conversazione coi due. “Ma non diventate scemi con sta colonna sonora?” Lui: “Gli tirerei una bomba”, e ride. “E spegnerla?” incalzo, mentre con lo stesso fiato gli ricordo che il panino me lo deve scaldare bene, giusto quanto basta a non mangiare un pane caldo e una cotoletta gelida. Lui “La musica, la mettono su in ufficio, e non abbiamo le chiavi… un’altra gentilezza per noi in sto bel lavoro”.

Flash back di 200 anni. In Europa furoreggiavano le idee di Thomas Robert Malthus, un economista che si occupò di teoria del valore del lavoro (prima di Marx). Pensava, questo gentleman, che la soluzione per i problemi dei lavoratori di allora, una massa di schiavi poco sopra l’animalità nella sussistenza, era di decimarli di fame, malattie, stenti vari, per compassione. Non scherzo. Egli aveva formulato una teoria (del tutto fantasiosa) secondo la quale la crescita della popolazione era geometrica, mentre quella dei beni alimentari era aritmetica, per cui non ci sarebbe mai stato da mangiare a sufficienza per garantire benessere a tutti. Allora che fare? Bè, disse Malthus, se la plebe viene accudita con sanità, igiene, abitazioni decenti e salari minimi essa figlierà di più, crescerà di numero a fronte di beni alimentari insufficienti e farà la fame ancor peggio. Per cui compassione vuole, declamò l’economista, che rimangano come stanno e si auto riducano decimandosi nella miseria e nella malattia, soffriranno di meno. Voilà. Non è uno sketch noir di Aldo Giovanni e Giacomo, non accadeva sotto Attila l’Unno. E’ tutto vero e lo possiamo datare solo due vite consecutive di due centenari fa, in piena Europa civilizzata, non in Mongolia sotto un re pazzoide. Ma quei lavoratori ce l’hanno fatta, cioè in quelle condizioni inimmaginabili e con un Potere incomparabilmente soverchiante che trovava plausibile simili idee, seppero ribaltare la propria storia, in un’epica di coraggio che nessuno scrittore potrà mai rendere su carta. Attenzione, oggi un operaio di Pomigliano che decidesse di imitare quegli eroi di 200 anni fa rischierebbe il licenziamento, un sacco di problemi economici pesanti, anche disperazione per la ricerca di un altro lavoro, chiuso nel suo appartamentino, forse con un aiuto dalla famiglia o forse no, la sera al bar depresso giustamente. Il suo omologo ai tempi di Malthus sapeva che il pegno per la ribellione al Potere era di essere pestato dai gendarmi fino a spaccargli femori, clavicole e cranio, e se sopravviveva crepava poi in una cella fetida, il corpo spariva in una fossa di calce viva, sua moglie e i suoi bambini rimanevano nei tuguri fra i maiali e i cani a morire di fame, lei non avrebbe superato i trent’anni fra tubercolosi e setticemie, i bimbi sarebbero o morti di freddo una notte, oppure dovevano essere venduti a una compagnia mineraria a lavorare. Fine della ribellione dell’operaio. Questo gli sarebbe toccato, a lui e ai suoi pari, cioè pene atroci lungo la breve strada delle perdita della loro vita che si trascinava dietro, sempre fra pene incalcolabili, quella di chiunque essi amassero di più. Ma non si fermarono. Ho scritto ciò affinché nessuno osi argomentare l’usuale cretinata secondo cui quegli uomini e quelle donne seppero agire contro il Potere perché “non avevano nulla da perdere”, ovvero la pietosa scappatoia retorica di chi non ha le palle per vedere che razza di patetici vigliacchi siamo diventati 200 anni dopo quegli esempi eccezionali. Patetici vigliacchi incapaci di pagare alcun prezzo per il cambiamento.

Il panino è rovente, colpa mia. Mi parte una curiosità. Di questi tempi in cui mi occupo del piano settantennale di deflazione degli stipendi voluto dal Vero Potere, cosa guadagna un tizio che lavora in un Fini grill? Glielo chiedo. Dapprima i due esitano presi in contropiede dalla domanda, e tergiversano con battute scontate. Allora li aggiro ai fianchi e riparto con le ore di lavoro: part time? Full time? Determinato o indeterminato? Salta fuori che lei è part, lui è full con 40 ore, entrambi determinato. “Insomma, dai, siete contenti per la paga?”. Li ho scaldati quanto basta e mi dicono no, secco. “Ma siete sopra o sotto i mille?” Lui mi guarda e io scruto la risposta negli occhi, forse mi dice una buona cifra, non ha la faccia di uno che becca mille miseri euro al mese: “Meno di mille, a conti fatti”. Rinculo. Eh? Lei: “Sai cosa vuol dire? Macché fare un mutuo, io non ce l’ho fatta neppure a farmi dare un cellulare a rate”. A lui in realtà danno qualche spicciolo più dei mille, ma il rimborso di benzina e autostrada è una miseria forfettaria, e così finisce che in tasca gli arrivano i due zeri e non i tre. Ok, penso, sono elementi perfetti, ora gli racconto tutto. Questo è un test importantissimo per me, e lo è perché sarà il cinquecentesimo che faccio di questo tipo, e vediamo se andrà come gli altri. Io, il comunicatore attivista, sono qui di fronte all’Italia, perché questa è l’Italia vera, e ora io sono il giornalista che sperimenta live come trasmettere il disvelamento del Potere a due sue vittime, ovvero come esso li ha aggirati, annichiliti e fottuti. Non c’è Facebook di mezzo, non ci sono i blogghettari di mezzo, non godo qui dell’esenzione stracomoda di chi affida le sue illuminate parole a un popolo fantasma di lettori che non avrà mai di fronte. Non sono al dibattito col pubblico dei sessanta cittadini – cioè il drappello dello 0,1% degli italiani di Repubblica, il Manifesto, Comedonchisciotte, David Icke e bla bla. Ok, questi sono l’Italia vera. Parto, anche se sto panino mi sta ustionando.

Prima cosa che gli dico è che mi occupo di economia, la seconda è che i loro guai vengono da lontano, che c’è un motivo preciso per cui sono a meno di mille al mese, che quella risicata paga non è affatto una necessità economica giustificata dalla crisi. Julia Roberts fa subito la donna media, e questo mi dispiace tantissimo. Cioè, con la faccia inconfondibile del ‘io di politica non capisco niente’ si stacca dalla conversazione e va a fare altro con in mano una scatola di Pocketcoffee da sistemare. Lui invece mi segue. Continuo, ora gli devo spiegare come accade che il circolo vizioso del wage deflation, produca investment deflation, che causa disoccupazione, che causa il fenomeno marxiano della reserve army of the unemployed, che scatena altra wage deflation, che porta a una competizione al ribasso dei salari e che porta dritto al loro stipendio, il tutto nel disegno neomercantile e neoagrario che il Vero Potere ha imposto agli Stati, senza parlare della folle parabola del asset price inflation che ha soffocato l’economia produttiva a favore del pension fund capitalism, con l’aggravante della perdita della sovranità monetaria, cioè il disastro dell’euro, coi suoi responsabili occulti sparsi fra Trilaterale e Bilderberg, cioè ancora il fatto che oggi lo Stato non può assolutamente più spendere a deficit per rimediare ai sopraccitati disastri creando net financial assets che aiuterebbero proprio quelli come lui, ecc. ecc. Ok. Tutto questo astruso costrutto è assolutamente necessario spiegare, al fine di dargli gli strumenti per capire chi e cosa veramente lo sta fottendo, perché se non conosce chi è il vero nemico del suo reddito e come si muove non potrà mai cambiare nulla.

So bene che non posso fare tutto ciò nel tempo di un panino già a metà, ma so che devo almeno iniziare a trasmettere il primo mattone, o forse il secondo, per aprirgli la prima consapevolezza da cui poi partire. Lo farò in parole veramente chiare, esempi chiarissimi che ho in mente da mesi, ok, ora lo faccio. Pronti, via.

Paolo Barnard, bla bla bla…. Lui “Eh, sì, l’Europa, sì, ma cosa fa lo Stato per me eh? Eh?”. P.B., no, guarda aspetta, lo Stato qui non c’entra più nulla, bla bla bla… Lui: “E Craxi? Eh? Quanto mi ha rubato a me Craxi? Perché tu dici del debito, ma l’ha fatto Craxi il debito pubblico, e se quei soldi li davano a noi per lavorare…” (questo è vittima di Travaglio, ecco i danni che fa quell’ignorante, nda). P. B., Craxi non c’entra, e Tangentopoli ha sottratto al massimo l’1% del PIL di allora, bla bla bla… Lui: “Ma senti un po’, tu sai cosa si prende lo Stato per il mio stipendio? Si prende altrettanto, cioè io prendo mille e lui si prende mille di tasse. Allora, se invece si prendesse 500 e il resto lo desse a me…” P.B., giusto, ma oggi abbiamo l’euro e le tasse non le possono più calare, sai perché? Perché Tremonti l’euro lo deve prendere in prestito dai privati bla bla bla… E lui di seguito con la storia di cosa spendono per le auto blu, per la Casta, e se torniamo alla lira poi c’è l’inflazione, e guarda l’America che ha moneta sovrana ma sta a pezzi, ma poi sono le banche che ci mangiano sopra… Io: sì, in parte è vero, però, no quello no, aspetta ti ho appena detto quella cosa lì, ripeto, capisco che ti hanno sempre detto così e cosà, ma bla bla bla… bla bla bla… e giù esempi, esempini, due più due, tre più tre, fino alla resa, perché lui mi sta seguendo sempre di meno, e non siamo neppure arrivati ad acquisire il primo concetto, che era che il governo oggi non c’entra più nulla col suo stipendio. Neppure questo è passato. Infatti il volenteroso uomo che ha accettato di ascoltarmi, sicuramente più che intellettivamente sveglio, mi sdogana con un bel “tanto era così con mio padre, ci rubavano in tasca, ed è così oggi con me, non cambia niente, va là…”. Gli dico: “Senti, ti va di leggere un paio di cose con calma per capire meglio?”. Ripete: “Non cambia niente, va là…”. Sipario.

Esco, nevica. E mi si apre il cielo, un cielo nero. Le altre 499 volte sono finite tutte così. Cioè sono finite con la persona che mi fa capire con assoluta chiarezza che l’ammontare delle cose da sapere per capire, dunque per agire sulla causa, è troppo, è troppo specialistico. Non ha tempo, non ha l’energia, non ha l’abitudine mentale, non può farcela a comprendere. NON PUO’. Punto. E sono mesi che ricevo email da tutta l’Italia scritte da ragazzi o lavoratori che mi dicono sempre la medesima cosa: “Ci proviamo a spiegare, ma li perdiamo per la strada… ci sbadigliano in faccia… ci danno del matto… insultano Berlusconi”.

Sono in auto, mi chiamo Paolo Barnard, nel settembre del 1989 sognai che il mio mestiere poteva cambiare le cose, e che io sarei stato uno di quelli che lo avrebbe permesso, io, parte del drappello degli attivisti per Un Mondo Migliore. Quello che ho fatto in 22 anni, cioè la quantità di iniziative, non è neppure raccontabile, per il semplice motivo che me ne ricordo un terzo, sono troppe. A metà percorso compresi che il Potere non stava dove tutti credono che stia. Ok, avrei diretto i cittadini al posto giusto. Poco dopo compresi cosa il Potere aveva fatto ai cittadini contemporanei, li aveva tutti paralizzati, veri zombie ambulanti incapaci, primi nella storia dell’umanità, di agire per cambiare il loro tempo. Ok, avrei trovato l’antidoto. Stanotte, nel parcheggio di questo Fini grill sotto la neve bagnata, con il parabrezza che piange lacrime di acqua a rivoli grossi come un dito sullo sfondo di un cielo nero stellato solo dalle luci dei piloni, capisco cosa veramente ci ha battuti e perché io sono del tutto inutile: le cose da sapere per cambiare veramente la nostra storia sono troppe, troppo specialistiche, e la gente non ha il tempo, non ha l’energia, non ha l’abitudine mentale, non può farcela a comprendere. Ma se non comprende, perderà sempre, non c’è via d’uscita da questo.

Capisco che dietro al piano nascosto del Vero Potere per annientare Stati, leggi e cittadini partecipativi, e che credevo fosse il muro contro cui finiva il suo cunicolo di intrighi, vi è un’altra idea. Cioè esiste in realtà un altro muro, che forma un’intercapedine nascosta entro la quale vive quell’idea, e non me n’ero reso conto. Ora la vedo, e mi stordisce talmente che non avvio neppure il motore dell’auto nonostante il gelo. Seguo solo le lacrime d’acqua sul parabrezza.

Mi torna alla mente la frase di Giuliano Amato, quando al Centro per la Riforma Europea di Londra, il 12 luglio del 2007, commentò il Trattato di Lisbona, che è quella Carta-Colpo di Stato che ha sottratto la democrazia a milioni di europei senza che nessuno ne sapesse nulla. Disse il ‘Dottor Sottile’: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile… “. Ecco, questa è l’idea custodita in quella intercapedine, il fondo del male. Significa che il Vero Potere ha lavorato per rendere impossibile alla quasi totalità degli esseri umani capire come fa ciò che fa, perché il Potere sa che se non lo capiamo non potremo mai agire per combatterlo. Ovvero: a noi arrivano le conseguenze strazianti del suo volere – l’erosione dei diritti, la massificazione della povertà, la sottrazione totale della nostra autodeterminazione sul lavoro, nella salute, sul nostro destino entro la breve vita che abbiamo – ma ci ha reso di fatto impossibile comprendere da dove ci arrivano quei mali facendoli scaturire da percorsi talmente intricati da essere sia inspiegabili che incomprensibili al 99% di noi. “Fu deciso che il documento fosse illeggibile… “, cioè non l’avrebbero compreso i politici, tanto meno i cittadini, e chiunque si fosse arrangiato per spiegarlo sarebbe stato accolto con incredulità, noia, irritazione, o come un folle, da parte di persone per le quali è tutto troppo specialistico e non possono farcela a comprendere. Punto. Come i due dipendenti del Fini grill che ho alle spalle ora.

Ma state capendo la portata di questo? Sapete cosa significa in pratica? Significa che anche se mai venisse quell’immaginario giorno in cui milioni di esseri umani – precedentemente intontiti come zombie che vagano nell’Esistenza Commerciale e nella Cultura della Visibilità massmediatica – si svegliassero e in numeri sempre maggiori tornassero a partecipare, a reclamare, a saper pagare i prezzi della rivoluzione… anche mai accadesse una tale immaginaria cosa, tutto sarebbe comunque vano, non scalfirebbe in modo significativo il Vero Potere, perché tutta quella massa umana attiva marcerebbe contro gli obiettivi sbagliati, non avendo mai potuto comprendere da quali intricati meandri proviene il loro male. In un esempio immediato: anche se l’uomo cui ho appena parlato al Fini grill si trasformasse magicamente in un attivista senza paura e decidesse domattina di scagliarsi anima e corpo a reclamare un salario decente, finirebbe a stremarsi contro l’insignificante governo, contro l’impotente Tremonti, o contro le fandonie sulle tasse, sul debito dello Stato, o magari per ottenere l’inutile bolla di sapone del federalismo fiscale. Passerebbe anni a dare la sua vita per nulla. Il Vero Potere, indisturbato, rimarrebbe saldo al comando.

Il Vero Potere ha colpito ogni aspetto della nostra vita, ma non lo ha fatto con una manovra semplice, diretta, visibile, tale cioè da poter essere capita da quasi tutti e combattuta. Lo ha fatto costruendo meccanismi immensamente complicati, scatole cinesi impossibili da seguire, piazzandoci davanti agli occhi responsabili fasulli come fossero fantasmi di borotalco, e nascondendo la vera origine dei mali dietro a labirinti che quasi nessuno fra i cittadini è in grado di percorrere – cioè di capire o di spiegare agli altri – per arrivare a colpire quella origine.

Il bracciante europeo contemporaneo di Malthus, o quelli della rivoluzione industriale ottocentesca, i nostri contadini dei latifondi meridionali che sono giunti fino all’incomparabile dipinto che ne ha fatto Ignazio Silone, tutti questi miserabili dei secoli scorsi, avevano di certo immensi svantaggi rispetto a noi, e li ho descritti prima. Ma un vantaggio avevano, ed era d’importanza capitale: l’origine dei loro mali era elementare da comprendere, era alla luce del sole e composta di strutture semplici, tanto esse erano arroganti e sicure della propria invincibilità. Per chi sputava i polmoni sotto ciminiere infernali e a tavola trovava una polenta scondita con attorno cinque faccine luride e affamate; per chi lavorava i campi con metodi cavernicoli e un giorno al mese doveva aspettare fuori dalla porta del padrone al freddo fino al momento in cui egli si degnava di aprirgli per strappare dalle sue mani ogni singolo profitto del suo lavoro; per l’uomo che doveva mordersi l’anima e prestare la moglie alle luride richieste del prete del villaggio perché se quel porco non lo certificava come buon cristiano i padroni non l’avrebbero mai assunto… per tutti questi era chiaro chi fosse il Vero Potere, come agiva e i percorsi per strappargli le rivendicazioni; chiaro come un buco al centro del sole. Bastava alzare lo sguardo, non ci si sbagliava. C’era un obiettivo – smettere di morire da schiavi; un nemico – il padrone, il latifondista, il prete; c’era un unico scontro frontale sulle ali delle idee della giustizia sociale, anch’esse semplici come il pane. Così poterono arrivare ai gangli del loro male, e cambiare la loro storia. Il Vero Potere ha imparato quella lezione. Eccome che l’ha imparata.

Se prima, per renderti schiavo e senza diritti, gli occorreva un titolo d’autorità, un capitale, i gendarmi, e poco altro, oggi per arrivare a sostanzialmente lo stesso risultato (in rapporto alla modernità ovviamente) si sono inventati percorsi che assomigliano al districarsi fra i 178.243 cavi del collisore di particelle di Ginevra. Ma con la diabolica abilità di farci apparire come fonte del male le stesse semplici strutture di una volta: il governo, i padroni, la polizia, e poco altro. E siamo all’epilogo.

Vorrei accendere il motore della mia auto, veramente vorrei non aver pensato. Fra un’ora sarò a casa, davanti al mio pc, io, uno del gruppo di quelli che voleva Un Mondo Migliore. E adesso? Tu che vivi l’alienazione di questo sistema, tu per cui ho scritto dall’agosto del 2010 Il Più Grande Crimine con questi nove aggiornamenti, tu che sei di quelli della vera Italia del lavoro a rotoli, della sanità opzionale, delle scuole nel burrone… a te cosa dico adesso? Posso forse dirti che con una pinza, un cacciavite e ‘olio di gomito’ potremo cambiare i circuiti dei megaprocessori di Ginevra che ci controllano? Non posso, è impossibile. Dovrei fermarti una sera al ritorno dal tuo lavoro al Fini grill e condurti attraverso le settemila pagine dei manuali informatici necessari a capire e a combattere quella macchina infernale. Tu, stremato dai panini, dalla musica techno di plastica, e dalla sfiducia, mi manderesti a quel paese. E come te i milioni di altri. Eppure senza quello studio non si ferma neppure una lucina di un led in quel mostro di cavi e circuiti.

Hanno vinto loro, lo dico con immensa serietà. Quella intercapedine, quella idea… che incredibili bestie che sono stati. Li ammiro da un certo punto di vista, la perfezione del male suscita ammirazione per la sua immacolata forma senza errori.

Sarò ancora davanti a questo pc a scrivere altri aggiornamenti sul Più Grande Crimine, per due motivi: primo, perché l’ho visto e una volta visto non posso staccarmene. Secondo, perché devo lottare contro la depressione, e il Citalopram non lo prenderò mai più. Non funziona.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=206

1.02.2011

Commenti (304)

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    1. Eracle 1 febbraio 2011

      La massaia ignorante da cui vuoi stare lontano, è proprio quella che permette ai veri padroni di esercitare il loro potere.
      I veri padroni hanno potere finchè ci sono enormi masse di persone pronte a eseguire inconsapevolmente i loro ordini.
      Se non si risolve questo problema ci si ritroverà sempre a dover affrontare forze dell'ordine che eseguono gli ordini dei veri padroni.

      Sperare che il popolo si autodistrugga alla fine non è proprio la soluzione malthusiana?

    1. geopardy 1 febbraio 2011

      Non sarei così nichilista.

      Sarà, eventualmente, la progressione geometrica a porre fine a tutto ciò.

      Questo sistema sarà pure inintellegibile, ma rischia di rendere molto difficile se non impossibile la governabilità del sistema mondo.

      Non credo che miliardi di persone si lasceranno morire di fame senza reagire, a furia di andare (citanto Barnard) contro obbiettivi sbagliati, capiranno per esclusione da dove derivano i loro problemi.

      Personalmente non assolverei completamente i politici dei vari paesi, se il trattato di Lisbona fosse come Barnard dice (non ho elementi), sarebbe loro dovere esisgerne la comprensione.

      Se essi continuano ad avere gli enormi privilegi che hanno senza rendere conto ai loro concittadini (non parlo solo di pounizioni elettorali), dubito si possano sforzare in tal senso.

      Qualche cosa le ribellioni in atto nei paesi arabi e magrebini ci dovrebbero pur insegnare.

      Le risorse sono limitate, mentre il sistema le vorrebbe illimitate, questo potrebbe generare una situazione di corto circuito a cui, molto porbabilmente, subentrerebbe l'innata legge della sopravvivenza collettiva.

      In estremis ci potrebbe essere, in un imprecisato futuro, la disubbidienza civile di massa, impossibile da curare con gli artifizi economici di un tale sistema.

      Ci potrebbero essere anche guerre terribili, ma nessuna sa cosa comporterebbero per il mondo.

      Potranno mischiare le carte come vogliono, ma prima o poi le contraddizioni verranno al pettine.

      Una volta c'era un mondo da colonizzare fisicamente, ora c'è una massa crescente di abitanti ovunque, quindi le valvole di sfogo territoriali vengono meno.

      Un'altra cosa, le risorse del pianeta sono finite, mentre questo sistema le vorrebbe infinite, quanto potranno continuare ad illuderci?

      Ci potrebbe essere una rivoluzione per forza di cose.

      Quella tanto temuta da Zbigniew Brzezinski.

      Ciao

      Geo

    1. nomorelie 1 febbraio 2011

      forse non c'entra un tubo, ma esiste anche il fattore caveaù.
      cioè la Svizzera non è luogo di deposito valutario e aureo mondiale per antonomasia?
      forse il coinvolgimento popolare e l'attenzione politica locale al cittadino dipendono anche da questo vantaggio.
      a meno che non sia tutto a rovescio, cioè la situazione privilegiata della Svizzera "caveaù" derivi dalla stabilità locale dovuta alla buona simbiosi tra cittadini e politica locale.
      in linea generale comunque penso che quando i vari Brezinski et simila lo decidono, non c'è santo che tenga e i diritti popolari diventano meno che un pugno di lenticchie.

    1. tres1219 1 febbraio 2011

      Anche io vedo una miriade di dormienti e rarissimi pensatori, il perchè me lo domando da sempre e per ora ho 2 teorie e 1 conclusione:

      1 - in alcune persone si sviluppano una serie di fattori, milioni e milioni di esperienze che concatenate le portano ad aprire gli occhi, tale combinazione è rara purtroppo, considerando anche il fatto che tutto intorno mira al rincretinimento generale.

      2 - come nel fisico anche nel cervello ci sono differenze, siamo tutti concordi ad accettare la differenza tra uno alto e uno basso, tra il biondo e il castano, ma quando si parla di facoltà cerebrali tutti credono che siamo uguali.

      Potrebbe benissimo esserci lo stupido che per genetica non può essere altrimenti.

      Indipendentemente dalle teorie la conclusione, del tutto personale, è che in un caso o nell'altro, passata l'età che va dalla pubertà alla ventina abbondante, non c'è più soluzione, non ci si sveglia più, si tiene ciò che si ha e nessun discorso per quanto ben fatto potrà trasformare lo stupido in altra cosa.


      Si può riuscire a spiegare una teoria ma non si potrà mai pretendere di insegnare ad elaborarne di proprie all'idiota, Barnard dato che non vuol insegnare nessuna teoria, a mio avviso, parla o tenta di parlare con i meno dormienti e in tutto questo sfoga anche un pò di frustrazione, che ti assicuro in elementi come lui ce nè troppa per contenerla tutta e star zitti.


      Io diffido sempre dalla persona non incazzata, a non esserlo oggi credo ci siano parecchi problemi e parecchia inconsapevolezza di ciò che avviene fuori dalla sfera personale.


      L'incazzatura e il sangue che ribolle nelle vene è la reazione spontanea che dovrebbe avere il non dormiente; io lo terrei come parametro per capire se si è svegli o meno! :P

    1. Pellegrino 1 febbraio 2011

      In Italia le tesi di Malthus sono tuttora sostenute da ceri Radicali e dal giro dell'ASPO (Ugo Bardi e c.). Si, quelli del "peak oil".

    1. maristaurru 1 febbraio 2011

      Rossa primavera, le invidio la sua inconsapevolezza.
      Ma tanto per vedere se una luce si accenderà nella sua mente, le ricordo cosa disse, non un oscuro economista Australiano ( oscuro per lei, ma non per molti), bensì Attalì la vecchia volpe:

      Jaques Attali all’economista Alain Parguez , disse quanto segue: “Non è colpa nostra se la plebaglia europea era convinta che l’Unione Monetaria fosse fatta per la loro felicità”.

      E le assicuro che questo pensavano di noi in Europa gli Attali e compagnia ballante, poi i nostri sinistri paperini, che altro non sono, sempre in cerca del "pat" "pat" sul capino da parte del potere economico, si sono sbracati, e hanno mostrato le terga svendendo il paese e noi dentro, sperando in chi sa che vantaggi di partito e forse chi sa, personali. La germania, si è sempre fatta fino in fondo i fattacci propri, come la francia ad essa unita, e noi fessi ad elemosinare il "pat" Pat, tanto pagavano gli Italiani, ecco il perchè dei nostri stipendi e
      , e mi pare che i nostri sindacati dovrebbero esser messi alla gogna almeno quanto basta perchè il popolo sappia quanto della povertà e dello scempio del Paese sia dovuto a loro, quanto alle sinistre burokrazie ingnoranti e prensili, infiltrate per arrivare a tesseramenti infiniti, fonte di potere , soldi ed impunità.

      E diciamole , e denunciamole ste porcate che ci hanno tagliato le gambe, senza nasconderci dietro a frasette fatte che dicono e non dicono: ! assistenzialismo" , si ma a chi e da parte di chi? CHI HA MAGNATO SULL' ASSISTENZIALISMO che toglieva dignità, ledeva diritti, impoveriva, ma produceva tessere, contributi, potere, ricatto...

      Ecco che siamo più deboli di fronte alle nuove truffe del mondo economico, che guarda caso trova una certa parte... con le braghe calate ed il piattino in mano!!

    1. Quantum 1 febbraio 2011

      Ma quando Barnard parla di debito, parla di stampare moneta a debito, ma con sovranità monetaria, non prenderla in prestito da banche centrali private come nel caso dell'Euro...

      In tal caso il debito produce ricchezza, nel senso che circola più denaro per attività sociali, commerciali e produttive.

      Il debito viene anche "spalmato" tramite i titoli di stato. E può essere ridotto aumentando le tasse.
      Ma soprattutto uno Stato che può stampare denaro suo può decidere di mettere a sua garanzia non solo oro, ma anche beni culturali, paesaggistici o il potenziale della forza lavoro del paese.

    1. Nolisbona 1 febbraio 2011

      il debito si ripaga con altro debito...se è sovrano.Altrimenti Tagli, tasse e lacrime.
      Bankitalia se lo ricomprava, puoi farlo all'infinito.Crisi del debito è solo una scelta politica(dei ricchi contro i poveri).

    1. amensa 1 febbraio 2011

      bravissima... sai esporre i tuoi concetti con una limpidezza sconcertante.
      peccato che lui non ti ascolterà, convinto com'è di avere la verità assoluta in mano, anche se ogni tanto difetta un pò di logica.
      chissà se capirà mai che per capire cosa non capisce l'interlocutore, la cosa più semplice da fare è domandarglielo ?
      certo che se uno è convinto di aver già detto TUTTO ed in modo perfetto, diventa ovvio che meglio non può fare, pertanto diventa anche inutile chiedere, un modo migliore ( sempre che tutti si sia fatti con lo stesso stampo per cui si usi lo stesso linguaggio, le stesse preconoscenze, ecc....) per esprimere le stesse cose , quindi non esiste.

    1. amensa 1 febbraio 2011

      prova a NON guardare più la tv e nel tempo libero , prova a ragionare.... vedrai che bello e soprattutto a quante conclusioni arriverai !!

    1. amensa 1 febbraio 2011

      mi spiace ma Barnard NON discute, non risponde, predica e basta.
      se si domandasse anche perchè gli appaiono tutti così "dormienti" forse ci guadagnerebbe qualcosa in comunicazione.
      e qui non sto ancora contestando il suo "verbo" ma solo il metodo.

    1. tres1219 1 febbraio 2011

      Il problema è che c'è una fissazione a trovare una soluzione adatta a tutti, mentre si dovrebbe solamente egoisticamente riprendere in mano la propria vita.

      Io la massaia ignorante non voglio convincerla, voglio solo stargli lontano 1000 km mentre lentamente muore, me ne sbatto altamente di spiegargli alcunchè, nessuno che è in grado di capire ha bisogno del maestro, chi ne ha bisogno lo imiterà solamente nel migliore dei casi.

      La cosa in cui c'è da sperare, semmai la massa sfogherà la propria rabbia, è che ci siano un numero sufficiente di "guastatori" che con criterio devastino ciò che la massa lascerà intatto, in modo da non dare la possibilità pratica a nessuno di indirizzare il gregge a proprio piacimento.

    1. misunderestimated 1 febbraio 2011

      BRAVO!!! diciassette minuti di applausi, restiamo con i piedi per terra, l'italia è in mano a parassiti di tutti i ceti sociali (hai fatto bene a citare falsi invalidi e braccianti agricoli, che magari sistemano i figli in banca...), ruffiani, yuppie sessantenni e vecchi affittuari che campano di rendite vergognose. e questo penso sia riscontrabile da Pieve di Cadore a Sciacca, da Mondovì a Gorizia.

    1. warewar 1 febbraio 2011

      eh si dai ... non fare il saputello ... ciampi e craxi e le lobby straniere hanno deciso la separazione di bdi dal tesoro e tutto il resto, debito esplosivo connesso.


      e poi ancora: "Ma anche se cresce il debito sovrano e' strumento ricchezza"


      e chi lo ripaga quando arriva al 400% ?? la ricchezza che si è creata ripaga il debito ?? No !!


      Quindi se sei convinto di questa cosa (il debito sovrano e' strumento ricchezza) preparati per un nuovo giubileo di condono dei debiti come sempre è successo nel corso della storia...

    1. Nolisbona 1 febbraio 2011

      La tv ha detto che l'euro ci ha salvato.
      La tv ha detto che il debito pubblico fa male.
      Non importa se sei un fesso o intelligente tu continuerai a credere quello che ti dice la tv.

    1. Nolisbona 1 febbraio 2011

      Il signoraggio come lo spiegano in molti e' sbagliato...continuano a ripetere le banche centrali creano denaro dal nulla! Sotto sotto molti di loro vogliono il ritorno delle restrizioni delle riserve auree.
      Tu non hai capito come funziona la moneta moderna...non vuole essere un offesa.

    1. tres1219 1 febbraio 2011

      Barnard non cerca seguaci, per far quello ci sono i Travaglinelli.

      Barnard discute, si esprime e giustamente si avvelena il sangue a vedere una così grande sproporzione tra svegli e dormienti.

    1. Eracle 1 febbraio 2011

      Non per niente le rivoluzioni sono sempre state ideate e organizzate da piccole elites.
      Quando il popolo si muove di sua spontanea volontà, è solo per sfogare la propria rabbia, spaccando e incendiando tutto ciò che trova sul suo cammino, e lo fa quando non ha più nulla da mangiare.
      Questa forza dirompente può essere indirizzata, ma occorre che ci sia un progetto studiato da qualcuno in grado di capire a fondo il quadro complessivo e di far scaturire la scintilla al momento opportuno.
      Aspettarsi che una massaia possa essere interessata a cosa dice il trattato di Lisbona è semplice utopia.
      Bisogna rendersi conto che le persone non sono tutte uguali e tutte intellettualmente e caratterialmente equivalenti; anche questa è semplice utopia.
      Fare proselitismo è come cercare di svuotare l'acqua che entra in una barca bucata, senza preoccuparsi di chiudere prima la falla.
      I mezzi di distrazione di massa a disposizione dei veri padroni sono talmente potenti e capillari che è semplicemente impossibile contrastarli.
      Occorrono altre vie.

    1. tres1219 1 febbraio 2011

      Basta solamente conoscersi e spostare la residenza! :)

      Ovviamente non si deve avere già le catene (mutui, debiti, ecc... ) e niente che non si ha il coraggio (o l'indifferenza) di perdere! :P

    1. Nolisbona 1 febbraio 2011

      Non ti sei mai chiesto neppure perché il debito era piccolo fino agli 70... Separazione tesoro bakitalia ti dice nulla? Ma anche se cresce il debito sovrano e' strumento ricchezza.

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