CITALOPRAM

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Aggiornamento Il Più Grande Crimine 9


DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info


CI voleva una sosta alle tre del mattino in un Fini grill lungo un’autostrada
italiana. Nevica, ho fame, non c’è anima viva. Ed è qui, sotto al neon di
questo banale luogo, che capisco quello che finora non mi era arrivato, che
capisco quanto abbia vinto il Vero Potere, e quanto finita sia l’era
plurisecolare dei popoli protagonisti del loro destino. Spiacente, le notizie
sono pessime, ma quanto segue è fondamentale per un solo motivo: vivere e
morire sapendo cosa accade. Almeno quello.

Ci sono due dipendenti dietro al banco, lui non è di queste parti, lo si vede lontano un miglio, ma è italiano. Lei, sempre italiana, è una copia un po’ sottolivello di Julia Roberts, ma accidenti che somiglianza. Mangia una burrella mentre pulisce un forno, io ordino un panino alla cotoletta di pollo. La musica è orribile, una specie di techno plasticata made in China, eppure devo a quei suoni dementi l’innesco della mia conversazione coi due. “Ma non diventate scemi con sta colonna sonora?” Lui: “Gli tirerei una bomba”, e ride. “E spegnerla?” incalzo, mentre con lo stesso fiato gli ricordo che il panino me lo deve scaldare bene, giusto quanto basta a non mangiare un pane caldo e una cotoletta gelida. Lui “La musica, la mettono su in ufficio, e non abbiamo le chiavi… un’altra gentilezza per noi in sto bel lavoro”.

Flash back di 200 anni. In Europa furoreggiavano le idee di Thomas Robert Malthus, un economista che si occupò di teoria del valore del lavoro (prima di Marx). Pensava, questo gentleman, che la soluzione per i problemi dei lavoratori di allora, una massa di schiavi poco sopra l’animalità nella sussistenza, era di decimarli di fame, malattie, stenti vari, per compassione. Non scherzo. Egli aveva formulato una teoria (del tutto fantasiosa) secondo la quale la crescita della popolazione era geometrica, mentre quella dei beni alimentari era aritmetica, per cui non ci sarebbe mai stato da mangiare a sufficienza per garantire benessere a tutti. Allora che fare? Bè, disse Malthus, se la plebe viene accudita con sanità, igiene, abitazioni decenti e salari minimi essa figlierà di più, crescerà di numero a fronte di beni alimentari insufficienti e farà la fame ancor peggio. Per cui compassione vuole, declamò l’economista, che rimangano come stanno e si auto riducano decimandosi nella miseria e nella malattia, soffriranno di meno. Voilà. Non è uno sketch noir di Aldo Giovanni e Giacomo, non accadeva sotto Attila l’Unno. E’ tutto vero e lo possiamo datare solo due vite consecutive di due centenari fa, in piena Europa civilizzata, non in Mongolia sotto un re pazzoide. Ma quei lavoratori ce l’hanno fatta, cioè in quelle condizioni inimmaginabili e con un Potere incomparabilmente soverchiante che trovava plausibile simili idee, seppero ribaltare la propria storia, in un’epica di coraggio che nessuno scrittore potrà mai rendere su carta. Attenzione, oggi un operaio di Pomigliano che decidesse di imitare quegli eroi di 200 anni fa rischierebbe il licenziamento, un sacco di problemi economici pesanti, anche disperazione per la ricerca di un altro lavoro, chiuso nel suo appartamentino, forse con un aiuto dalla famiglia o forse no, la sera al bar depresso giustamente. Il suo omologo ai tempi di Malthus sapeva che il pegno per la ribellione al Potere era di essere pestato dai gendarmi fino a spaccargli femori, clavicole e cranio, e se sopravviveva crepava poi in una cella fetida, il corpo spariva in una fossa di calce viva, sua moglie e i suoi bambini rimanevano nei tuguri fra i maiali e i cani a morire di fame, lei non avrebbe superato i trent’anni fra tubercolosi e setticemie, i bimbi sarebbero o morti di freddo una notte, oppure dovevano essere venduti a una compagnia mineraria a lavorare. Fine della ribellione dell’operaio. Questo gli sarebbe toccato, a lui e ai suoi pari, cioè pene atroci lungo la breve strada delle perdita della loro vita che si trascinava dietro, sempre fra pene incalcolabili, quella di chiunque essi amassero di più. Ma non si fermarono. Ho scritto ciò affinché nessuno osi argomentare l’usuale cretinata secondo cui quegli uomini e quelle donne seppero agire contro il Potere perché “non avevano nulla da perdere”, ovvero la pietosa scappatoia retorica di chi non ha le palle per vedere che razza di patetici vigliacchi siamo diventati 200 anni dopo quegli esempi eccezionali. Patetici vigliacchi incapaci di pagare alcun prezzo per il cambiamento.

Il panino è rovente, colpa mia. Mi parte una curiosità. Di questi tempi in cui mi occupo del piano settantennale di deflazione degli stipendi voluto dal Vero Potere, cosa guadagna un tizio che lavora in un Fini grill? Glielo chiedo. Dapprima i due esitano presi in contropiede dalla domanda, e tergiversano con battute scontate. Allora li aggiro ai fianchi e riparto con le ore di lavoro: part time? Full time? Determinato o indeterminato? Salta fuori che lei è part, lui è full con 40 ore, entrambi determinato. “Insomma, dai, siete contenti per la paga?”. Li ho scaldati quanto basta e mi dicono no, secco. “Ma siete sopra o sotto i mille?” Lui mi guarda e io scruto la risposta negli occhi, forse mi dice una buona cifra, non ha la faccia di uno che becca mille miseri euro al mese: “Meno di mille, a conti fatti”. Rinculo. Eh? Lei: “Sai cosa vuol dire? Macché fare un mutuo, io non ce l’ho fatta neppure a farmi dare un cellulare a rate”. A lui in realtà danno qualche spicciolo più dei mille, ma il rimborso di benzina e autostrada è una miseria forfettaria, e così finisce che in tasca gli arrivano i due zeri e non i tre. Ok, penso, sono elementi perfetti, ora gli racconto tutto. Questo è un test importantissimo per me, e lo è perché sarà il cinquecentesimo che faccio di questo tipo, e vediamo se andrà come gli altri. Io, il comunicatore attivista, sono qui di fronte all’Italia, perché questa è l’Italia vera, e ora io sono il giornalista che sperimenta live come trasmettere il disvelamento del Potere a due sue vittime, ovvero come esso li ha aggirati, annichiliti e fottuti. Non c’è Facebook di mezzo, non ci sono i blogghettari di mezzo, non godo qui dell’esenzione stracomoda di chi affida le sue illuminate parole a un popolo fantasma di lettori che non avrà mai di fronte. Non sono al dibattito col pubblico dei sessanta cittadini – cioè il drappello dello 0,1% degli italiani di Repubblica, il Manifesto, Comedonchisciotte, David Icke e bla bla. Ok, questi sono l’Italia vera. Parto, anche se sto panino mi sta ustionando.

Prima cosa che gli dico è che mi occupo di economia, la seconda è che i loro guai vengono da lontano, che c’è un motivo preciso per cui sono a meno di mille al mese, che quella risicata paga non è affatto una necessità economica giustificata dalla crisi. Julia Roberts fa subito la donna media, e questo mi dispiace tantissimo. Cioè, con la faccia inconfondibile del ‘io di politica non capisco niente’ si stacca dalla conversazione e va a fare altro con in mano una scatola di Pocketcoffee da sistemare. Lui invece mi segue. Continuo, ora gli devo spiegare come accade che il circolo vizioso del wage deflation, produca investment deflation, che causa disoccupazione, che causa il fenomeno marxiano della reserve army of the unemployed, che scatena altra wage deflation, che porta a una competizione al ribasso dei salari e che porta dritto al loro stipendio, il tutto nel disegno neomercantile e neoagrario che il Vero Potere ha imposto agli Stati, senza parlare della folle parabola del asset price inflation che ha soffocato l’economia produttiva a favore del pension fund capitalism, con l’aggravante della perdita della sovranità monetaria, cioè il disastro dell’euro, coi suoi responsabili occulti sparsi fra Trilaterale e Bilderberg, cioè ancora il fatto che oggi lo Stato non può assolutamente più spendere a deficit per rimediare ai sopraccitati disastri creando net financial assets che aiuterebbero proprio quelli come lui, ecc. ecc. Ok. Tutto questo astruso costrutto è assolutamente necessario spiegare, al fine di dargli gli strumenti per capire chi e cosa veramente lo sta fottendo, perché se non conosce chi è il vero nemico del suo reddito e come si muove non potrà mai cambiare nulla.

So bene che non posso fare tutto ciò nel tempo di un panino già a metà, ma so che devo almeno iniziare a trasmettere il primo mattone, o forse il secondo, per aprirgli la prima consapevolezza da cui poi partire. Lo farò in parole veramente chiare, esempi chiarissimi che ho in mente da mesi, ok, ora lo faccio. Pronti, via.

Paolo Barnard, bla bla bla…. Lui “Eh, sì, l’Europa, sì, ma cosa fa lo Stato per me eh? Eh?”. P.B., no, guarda aspetta, lo Stato qui non c’entra più nulla, bla bla bla… Lui: “E Craxi? Eh? Quanto mi ha rubato a me Craxi? Perché tu dici del debito, ma l’ha fatto Craxi il debito pubblico, e se quei soldi li davano a noi per lavorare…” (questo è vittima di Travaglio, ecco i danni che fa quell’ignorante, nda). P. B., Craxi non c’entra, e Tangentopoli ha sottratto al massimo l’1% del PIL di allora, bla bla bla… Lui: “Ma senti un po’, tu sai cosa si prende lo Stato per il mio stipendio? Si prende altrettanto, cioè io prendo mille e lui si prende mille di tasse. Allora, se invece si prendesse 500 e il resto lo desse a me…” P.B., giusto, ma oggi abbiamo l’euro e le tasse non le possono più calare, sai perché? Perché Tremonti l’euro lo deve prendere in prestito dai privati bla bla bla… E lui di seguito con la storia di cosa spendono per le auto blu, per la Casta, e se torniamo alla lira poi c’è l’inflazione, e guarda l’America che ha moneta sovrana ma sta a pezzi, ma poi sono le banche che ci mangiano sopra… Io: sì, in parte è vero, però, no quello no, aspetta ti ho appena detto quella cosa lì, ripeto, capisco che ti hanno sempre detto così e cosà, ma bla bla bla… bla bla bla… e giù esempi, esempini, due più due, tre più tre, fino alla resa, perché lui mi sta seguendo sempre di meno, e non siamo neppure arrivati ad acquisire il primo concetto, che era che il governo oggi non c’entra più nulla col suo stipendio. Neppure questo è passato. Infatti il volenteroso uomo che ha accettato di ascoltarmi, sicuramente più che intellettivamente sveglio, mi sdogana con un bel “tanto era così con mio padre, ci rubavano in tasca, ed è così oggi con me, non cambia niente, va là…”. Gli dico: “Senti, ti va di leggere un paio di cose con calma per capire meglio?”. Ripete: “Non cambia niente, va là…”. Sipario.

Esco, nevica. E mi si apre il cielo, un cielo nero. Le altre 499 volte sono finite tutte così. Cioè sono finite con la persona che mi fa capire con assoluta chiarezza che l’ammontare delle cose da sapere per capire, dunque per agire sulla causa, è troppo, è troppo specialistico. Non ha tempo, non ha l’energia, non ha l’abitudine mentale, non può farcela a comprendere. NON PUO’. Punto. E sono mesi che ricevo email da tutta l’Italia scritte da ragazzi o lavoratori che mi dicono sempre la medesima cosa: “Ci proviamo a spiegare, ma li perdiamo per la strada… ci sbadigliano in faccia… ci danno del matto… insultano Berlusconi”.

Sono in auto, mi chiamo Paolo Barnard, nel settembre del 1989 sognai che il mio mestiere poteva cambiare le cose, e che io sarei stato uno di quelli che lo avrebbe permesso, io, parte del drappello degli attivisti per Un Mondo Migliore. Quello che ho fatto in 22 anni, cioè la quantità di iniziative, non è neppure raccontabile, per il semplice motivo che me ne ricordo un terzo, sono troppe. A metà percorso compresi che il Potere non stava dove tutti credono che stia. Ok, avrei diretto i cittadini al posto giusto. Poco dopo compresi cosa il Potere aveva fatto ai cittadini contemporanei, li aveva tutti paralizzati, veri zombie ambulanti incapaci, primi nella storia dell’umanità, di agire per cambiare il loro tempo. Ok, avrei trovato l’antidoto. Stanotte, nel parcheggio di questo Fini grill sotto la neve bagnata, con il parabrezza che piange lacrime di acqua a rivoli grossi come un dito sullo sfondo di un cielo nero stellato solo dalle luci dei piloni, capisco cosa veramente ci ha battuti e perché io sono del tutto inutile: le cose da sapere per cambiare veramente la nostra storia sono troppe, troppo specialistiche, e la gente non ha il tempo, non ha l’energia, non ha l’abitudine mentale, non può farcela a comprendere. Ma se non comprende, perderà sempre, non c’è via d’uscita da questo.

Capisco che dietro al piano nascosto del Vero Potere per annientare Stati, leggi e cittadini partecipativi, e che credevo fosse il muro contro cui finiva il suo cunicolo di intrighi, vi è un’altra idea. Cioè esiste in realtà un altro muro, che forma un’intercapedine nascosta entro la quale vive quell’idea, e non me n’ero reso conto. Ora la vedo, e mi stordisce talmente che non avvio neppure il motore dell’auto nonostante il gelo. Seguo solo le lacrime d’acqua sul parabrezza.

Mi torna alla mente la frase di Giuliano Amato, quando al Centro per la Riforma Europea di Londra, il 12 luglio del 2007, commentò il Trattato di Lisbona, che è quella Carta-Colpo di Stato che ha sottratto la democrazia a milioni di europei senza che nessuno ne sapesse nulla. Disse il ‘Dottor Sottile’: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile… “. Ecco, questa è l’idea custodita in quella intercapedine, il fondo del male. Significa che il Vero Potere ha lavorato per rendere impossibile alla quasi totalità degli esseri umani capire come fa ciò che fa, perché il Potere sa che se non lo capiamo non potremo mai agire per combatterlo. Ovvero: a noi arrivano le conseguenze strazianti del suo volere – l’erosione dei diritti, la massificazione della povertà, la sottrazione totale della nostra autodeterminazione sul lavoro, nella salute, sul nostro destino entro la breve vita che abbiamo – ma ci ha reso di fatto impossibile comprendere da dove ci arrivano quei mali facendoli scaturire da percorsi talmente intricati da essere sia inspiegabili che incomprensibili al 99% di noi. “Fu deciso che il documento fosse illeggibile… “, cioè non l’avrebbero compreso i politici, tanto meno i cittadini, e chiunque si fosse arrangiato per spiegarlo sarebbe stato accolto con incredulità, noia, irritazione, o come un folle, da parte di persone per le quali è tutto troppo specialistico e non possono farcela a comprendere. Punto. Come i due dipendenti del Fini grill che ho alle spalle ora.

Ma state capendo la portata di questo? Sapete cosa significa in pratica? Significa che anche se mai venisse quell’immaginario giorno in cui milioni di esseri umani – precedentemente intontiti come zombie che vagano nell’Esistenza Commerciale e nella Cultura della Visibilità massmediatica – si svegliassero e in numeri sempre maggiori tornassero a partecipare, a reclamare, a saper pagare i prezzi della rivoluzione… anche mai accadesse una tale immaginaria cosa, tutto sarebbe comunque vano, non scalfirebbe in modo significativo il Vero Potere, perché tutta quella massa umana attiva marcerebbe contro gli obiettivi sbagliati, non avendo mai potuto comprendere da quali intricati meandri proviene il loro male. In un esempio immediato: anche se l’uomo cui ho appena parlato al Fini grill si trasformasse magicamente in un attivista senza paura e decidesse domattina di scagliarsi anima e corpo a reclamare un salario decente, finirebbe a stremarsi contro l’insignificante governo, contro l’impotente Tremonti, o contro le fandonie sulle tasse, sul debito dello Stato, o magari per ottenere l’inutile bolla di sapone del federalismo fiscale. Passerebbe anni a dare la sua vita per nulla. Il Vero Potere, indisturbato, rimarrebbe saldo al comando.

Il Vero Potere ha colpito ogni aspetto della nostra vita, ma non lo ha fatto con una manovra semplice, diretta, visibile, tale cioè da poter essere capita da quasi tutti e combattuta. Lo ha fatto costruendo meccanismi immensamente complicati, scatole cinesi impossibili da seguire, piazzandoci davanti agli occhi responsabili fasulli come fossero fantasmi di borotalco, e nascondendo la vera origine dei mali dietro a labirinti che quasi nessuno fra i cittadini è in grado di percorrere – cioè di capire o di spiegare agli altri – per arrivare a colpire quella origine.

Il bracciante europeo contemporaneo di Malthus, o quelli della rivoluzione industriale ottocentesca, i nostri contadini dei latifondi meridionali che sono giunti fino all’incomparabile dipinto che ne ha fatto Ignazio Silone, tutti questi miserabili dei secoli scorsi, avevano di certo immensi svantaggi rispetto a noi, e li ho descritti prima. Ma un vantaggio avevano, ed era d’importanza capitale: l’origine dei loro mali era elementare da comprendere, era alla luce del sole e composta di strutture semplici, tanto esse erano arroganti e sicure della propria invincibilità. Per chi sputava i polmoni sotto ciminiere infernali e a tavola trovava una polenta scondita con attorno cinque faccine luride e affamate; per chi lavorava i campi con metodi cavernicoli e un giorno al mese doveva aspettare fuori dalla porta del padrone al freddo fino al momento in cui egli si degnava di aprirgli per strappare dalle sue mani ogni singolo profitto del suo lavoro; per l’uomo che doveva mordersi l’anima e prestare la moglie alle luride richieste del prete del villaggio perché se quel porco non lo certificava come buon cristiano i padroni non l’avrebbero mai assunto… per tutti questi era chiaro chi fosse il Vero Potere, come agiva e i percorsi per strappargli le rivendicazioni; chiaro come un buco al centro del sole. Bastava alzare lo sguardo, non ci si sbagliava. C’era un obiettivo – smettere di morire da schiavi; un nemico – il padrone, il latifondista, il prete; c’era un unico scontro frontale sulle ali delle idee della giustizia sociale, anch’esse semplici come il pane. Così poterono arrivare ai gangli del loro male, e cambiare la loro storia. Il Vero Potere ha imparato quella lezione. Eccome che l’ha imparata.

Se prima, per renderti schiavo e senza diritti, gli occorreva un titolo d’autorità, un capitale, i gendarmi, e poco altro, oggi per arrivare a sostanzialmente lo stesso risultato (in rapporto alla modernità ovviamente) si sono inventati percorsi che assomigliano al districarsi fra i 178.243 cavi del collisore di particelle di Ginevra. Ma con la diabolica abilità di farci apparire come fonte del male le stesse semplici strutture di una volta: il governo, i padroni, la polizia, e poco altro. E siamo all’epilogo.

Vorrei accendere il motore della mia auto, veramente vorrei non aver pensato. Fra un’ora sarò a casa, davanti al mio pc, io, uno del gruppo di quelli che voleva Un Mondo Migliore. E adesso? Tu che vivi l’alienazione di questo sistema, tu per cui ho scritto dall’agosto del 2010 Il Più Grande Crimine con questi nove aggiornamenti, tu che sei di quelli della vera Italia del lavoro a rotoli, della sanità opzionale, delle scuole nel burrone… a te cosa dico adesso? Posso forse dirti che con una pinza, un cacciavite e ‘olio di gomito’ potremo cambiare i circuiti dei megaprocessori di Ginevra che ci controllano? Non posso, è impossibile. Dovrei fermarti una sera al ritorno dal tuo lavoro al Fini grill e condurti attraverso le settemila pagine dei manuali informatici necessari a capire e a combattere quella macchina infernale. Tu, stremato dai panini, dalla musica techno di plastica, e dalla sfiducia, mi manderesti a quel paese. E come te i milioni di altri. Eppure senza quello studio non si ferma neppure una lucina di un led in quel mostro di cavi e circuiti.

Hanno vinto loro, lo dico con immensa serietà. Quella intercapedine, quella idea… che incredibili bestie che sono stati. Li ammiro da un certo punto di vista, la perfezione del male suscita ammirazione per la sua immacolata forma senza errori.

Sarò ancora davanti a questo pc a scrivere altri aggiornamenti sul Più Grande Crimine, per due motivi: primo, perché l’ho visto e una volta visto non posso staccarmene. Secondo, perché devo lottare contro la depressione, e il Citalopram non lo prenderò mai più. Non funziona.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=206

1.02.2011

Commenti (304)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. castigo 5 febbraio 2011

      P.S.: Gold Is The Money Of Kings, And Debt Is The Money Of Slaves.

    1. amensa 4 febbraio 2011

      tanto per prevenire ... non pensare che non sarei felice si potesse raggiungere la condizione del "pieno impiego", credimi, è cosa vorrei come prima ed essenziale cosa.
      lavoro è dignità, certezza di una fonte di guadagno significa non subire i ricatti ignobili e offensivi che il "potere" fa con questo mezzo, ma va raggiunto con consapevolezza, non elargito dall'alto.
      deve essere il frutto della conoscenza, dell'organizzazione, della solidarietà, e non ottenuto con trucchi contabili che precipiterebbero , in un secondo tempo, in un baratro economico.
      l'inghilterra ha abolito il lavoro infantile quando si è trovata a corto di giovani adatti alla leva militare.
      alle 40 ore settimanali si è arrivati per permettere a chi lavorava di diventare ANCHE consumatore... poi stop.
      da 40 anni a questa parte gli aumenti enormi di produttività sono andati solo a vantaggio del capitale, impoverendo i lavoratori. se prima bastava il lavoro del capofamiglia ora non basta più nemmeno quello di entrambi i genitori per vivere decentemente e soprattutto quando c'è.
      la soluzione sta nel ridurre il tempo di lavoro, e quindi lavorare tutti. l'aumento di produttività lo consentirebbe, ovviamente riducendo la quota destinata al capitale.
      minori investimenti, crescita più lenta, ricchezza e lavoro più distribuiti.... non è un sogno irrealizzabile, ma che cacchio c'entra la sovranità monetaria con questo ? perchè dovrebbe entrarci lo stato ?
      certo, occorre che non ci si combatta, nelle classi più povere come i polli dei Renzo, questo obiettivo va CONQUISTATO con consapevolezza e rigore intellettuale, la solidarietà deve essere un valore e la paura va sconfitta.
      questo è quanto sostengo io, ti sembra una illusione? ti sembra poco etico ? non è forse più a portata di mano di teorie fantasiose campate per aria ?
      vogliamo discuterne ? trova il tempo e il luogo, ed io ci sto.

    1. amensa 4 febbraio 2011

      @ rasna-zal
      tu mi inviti e io vado... ho perso almeno un'ora di sonno, ma il tuo primo intervento di "confutazione" è questo:"Barnard non fa "previsioni"
      Gli scenari descritti da Barnard, che che se ne dica, sono plausibili inoltre non scaturiscono dal solito ciarpame complottistico senza dati nè fonti: le sue sono sempre citate.
      Egli è molto accurato nel selezionarle, questo non significa che non possa sbagliare o non possa essere fuorviato durante le sue ricerche...
      Ma, sicuramente il lavoro di Barnard ha il suo valore sociale: di fronte alla denuncia di questi fatti, che ha messo in atto da Settembre scorso, non è giusto cavillare su posizioni di mera natura tecnica.
      Ossia, spostare la discussione sul lato tecnico-economico esclude la maggioranza della gente comune, proprio quella che subisce gli effetti di questo criminoso intento.
      Il suo lavoro è un grido di allarme che merita di essere divulgato per l'obbiettivo comune che si prefigge, la presa di coscenza resta individuale e l'azione o la soluzione può essere quella di Barnard o esulare dai suoi concetti, si vedra...
      Tutto però, deve partire dalla conoscenza dei fatti e della visione della situazione per quella che è, almeno questa mi sembra che Barnard l'abbia correttamente palesata.
      Il resto sono degli individualismi che vedono accanirsi, anche persone intelligenti, su discusioni marginali.
      Di fronte a un evidente progetto di disintegrazione delle libertà individuali e sociali abbiamo chi vuole erudirci in economia e chi pensa di ritirarsi nella sua isola felice in comunità ecologiche; personalmente inizierei esprimendo forte il mio dissenso.
      Saluti"
      posto sul 3d "sciame sismico nel quale fai una confutazione ame, ch eho visto solo ora, dove fai ipotesi sul mio pensiero ch esono almeno per metà completamente sballate. evidentemente oltre al pensarmi un ex bancario ( non sono mai stato dipendente bancario, benchè molta parte della mia vita lavorativa l'abbia passata a risolvere problemi informatici all'interno delle banche), hai capito proprio poco di me e del mio pensiero, anche se , devo riconoscerlo, inizialmente ti sei espresso in modo assai pacato.
      mi chiedi dove ho appreso i rudimenti della comunicazione:
      sei o sette "corsi" proposti da IBM, Amdahl, Memorex, di cui sono stato dipendente, scientology ( non inorridire, il lavoro iniziale di Hubbard è notevole e l'ho seguito presso dei "dissidenti" che poi ho lasciato quando sono diventati troppo invasati), PNL, oltre i lavori di Watzlawick e di Erickson. ho una moglie master di PNL e master counsellor, e penso quindi di sapere di cosa parlo quando parlo di comunicazione.
      sul fatto che a volte io risponda irritato, e anche in malo modo, ti do ragione, mi accade quando gli "avversari " sono troppi e mi costringono a ripetere troppe volte le stesse cose.
      a volte dubito che siano anche persone diverse, nascondersi dietro dei nick names non consente di sapere chi effettivamente ci sia dietro.
      cosa poi mi irrita di più è il veder ingannare delle povere menti semplici.
      la teoria del pieno impiego, ottenuto mediante la sovranità monetaria, buona per stampare denaro fasullo, è una puzzonata che non accetterebbe nemmeno un bambino di 10 anni, eppure viene propinata come la soluzione a tutti i mali.
      se per attirare consenso, e questo è la colpa peggiore che addebito a Barnard, occorre prospettare una soluzione semplice a tutti i problemi, soprattutto ch enon implichi una assunzione diretta di responsabilità, allora tutte lebelle e giuste cose che dice appaiono come un facile modo per crearsi un seguito, ed uno stuolo di "sacerdoti" che pendono dalle sue labbra.
      di profeti del genere , purtroppo, ogni tanto ne vengono alla luce, ed i danni che fanno alle menti deboli e ignoranti sono davvero troppo forti.
      se Barnard, non cercasse un seguito con promesse fasulle, non mi dispiacerebbe affatto, ripeto, è il suo modo di attirare consenso che mi disgusta.

    1. rasna-zal 4 febbraio 2011

      non ti preoccupare per il mio modo di comunicare...


      fatti servire Andrea, forse il tuo ego ha già provveduto a rimuovere il processo, ma vatti a vedere due articoli di Barnard or sono chi ti ha portato ad aprire il 3D di cui ti vanti.

      Se non fosse stato per il mio intervento pacato ancora stavi inveendo contro tutti quanti non concordassero con te.

      Mi ero illuso tu fossi una persona differente invece eccetto l'articolo di Barnard scorso dove ti sei limitato (con mio compiaciuto stupore) a chiedere a B. solo un confronto pubblico (?), ti sei ripreso subito con quest'ultimo: insulti, rabbia, turpiloqui...

      Sei serio oppure vuoi farmi sorridere quando mi consigli un corso di comunicazione? ... facciamoci due risate: consigliami quelli che hai frequentato tu, poi ti dico se erano migliori o peggiori di quelli che ho frequentato io. ;)

      Inutile fare grandi giri di parole tutto questo show che potremo definire il "Barnard Show" suo malgrado, in quanto non dipendente dalla sua volontà, nasce come un parassita che cresce e si alimenta del suo lavoro, serve solo a denigrare il valore ideologico che questo trasmette al di là del contenuto stesso.

      Ovviamente, questo può avvenire mettendo in discussione la credibilità dell'autore, anzi è il miglior modo.

      Ognuno hai suoi ideali e, malgrado quelli dichiarati apertamente, e ovviamente non corroborati dai fatti, è evidente che i miei divergono dai vostri.

      Comunque siete carini, Mimì e Cocò, a proposito che fine a fatto Tellì? Lo ritroveremo sicuramente in qualche altra puntata del "Barnard Show", ognuno ai loro posti, voi sicuramente...

      PS: è vero, "specialistico" è un termine effettivamente sbagliato, ma se il top è rappresentato da ex impiegati di banca, con la passione dell'economia e un ossessione verso Paolo Barnard...
      ... senza offesa, Andrea ma io mi perdono da solo. :)
      Ciao

    1. amensa 4 febbraio 2011

      interessante, questo tuo intervento, per diverse ragioni.
      dici :"Il lavoro di Barnard è confutabile, e io mi sono preso la briga di farlo."
      sai dire quali punti hai confutato ? e magari con quale mezzo ?
      poi dici :"Questo Blog è molto specialistico e chi si approccia ad un autore senza conoscerne il pensiero, commette la ......".
      specialistico ? cosa vuol dire , scusa, specialistico ? l aspecializzazione è caratteristica di chi approfondisce la realtà, non le teorie, soprattutto se mai dimostrate. qui, soprattutto nella parte economica si danno convegno persone che non hanno mai visto da vicino come funzionino le cose, e tu lo chiami specialistico ? specialistico a sparare stupidaggini, questo si, e guarda caso quando cerco di riportare chi proclama con i piedi per terra, piovono insulti.
      non domande, perchè per quelle ho aperto un3d sul forum e me ne hanno fatte tante ed ho risposto a tutte, e non hanno più replicato, benchè liberi di farlo se non avessero ritenuto chiaro e logico quandto affermavo. quello è un lavoro "specialistico", non il predicare al vento.
      poi dici:"Per altro i tuoi interventi in "guanti di velluto" non sono mai stati di fatto propositivi.... " ma li hai letti ? e li hai capiti ? quando si afferma che, se non si viene capiti, non è mai responsabilità dell'ascoltatore, ma di chi lancia il messaggio... non è essere propositivi ? non vuol dire far notare un errore con la speranza che , con un po' meno di presunzione , si ascolti quanto gli si dice che è di un'ovvietà ch ec'è da vergognarsi a doverlo sottolineare.
      e concludo con questa perla:".....è che se ci sono vari modi di esprimersi, significa che le persone amano esprimersi in maniera differente...." se il loro intento è solo quello di apparire colti, bravi, eruditi.... una persona che invece vogli farsi capire , e questaè la base di tutte le scuole della comunicazione, e quando dico tutte, voglio proprio dire tutte, deve adattare il proprio modo di esprimersi (linguaggio, verbale, gestuale, esempi, metafore, e tutto cosa può essere opportuno) al destinatario del messaggio. perchè nessuno è obbligato a sentirsi cretino nell'ascoltare qualcosa che non capisce, soprattutto se gli viene anch edetto che non capirà mai perchè è un povero ignorante.
      fatti un minicorso sulla comunicazione, avrai molte cose da cambiare nel tuo atteggiamento, se vorrai essere ascoltato.

    1. rasna-zal 4 febbraio 2011

      Io non sono allievo di nessuno e tu non sei la paladina di tutti gli sprovveduti che ruotano su questo sito.


      Questo Blog è molto specialistico e chi si approccia ad un autore senza conoscerne il pensiero, commette la stessa imprudenza di chi si fa consigliare da un utente che promuovendo il suo punto di vista tende a screditare quello di altri.

      Le persone devono crescere e fare delle scelte da soli, tu invece fai intendere di aver preso il ruolo di chi le protegge dalle scelte sbagliate.

      La stessa arroganza che imputi a Barnard ce l'hai tu quando ti elevi a questo ruolo, la differenza e che tu lo fai attaccando un personaggio che sai già in partenza non ti risponderà, e quindi, facendolo in tutta tranquillità, indirettamente suggerisci una scelta senza aver dimostrato di avere le conoscenze per poterla indicare.

      Ti poni in antitesi e in questa maniera giustifichi il peso dei tuoi giudizi che in realtà nessuno conosce da che pulpito giungono.

      Per altro i tuoi interventi in "guanti di velluto" non sono mai stati di fatto propositivi di qualsiasi voglia teoria ma, sono sempre stati mirati alla persona, suggerendo dettagli di poco conto rispetto le argomentazioni e indirettamente invalidando i contenuti del suo lavoro.
      La domanda è con quale competenza?

      Il lavoro di Barnard è confutabile, e io mi sono preso la briga di farlo.

      Ultima cosa, ma non ultima, è che se ci sono vari modi di esprimersi, significa che le persone amano esprimersi in maniera differente. Io non suggerirei a nessuno di cambiare la sua scrittura, a meno che la stessa non fosse inappropriata o offensiva.

      Al contrario trovo del tutto appropriato e lecito mettere in discussione il tuo modo di importi in questo blog, le tue idee di cooperazione mi fanno sbellicare se iniziano con la demolizione di argomenti a partire dallo screditare personaggi, il tuo esprimerti è solo del falso buonismo se poi in realtà suggerisci alla gente che ti critica di cabiare modo di scrivere, anzichè rispondere su te stessa consigli altri di interrogarsi su loro stessi...

      Non posso esprimermi in altro modo in quanto è l'unico che mi ispiri, e come tu stessa suggerisci a Barnard in merito alla sua comunicazione, questo è soltanto un problema tuo, io non intendo assolutamente farmene carico.

    1. caterinazanivan 4 febbraio 2011

      Barnard risponderebbe cosi’.
      Non hai capito, rileggi, e’ scritto chiarissimo, puoi migliorare.

      Io invece vi scrivo cosi’:
      Ho scritto e confermo di aver letto Barnard. Ho letto tutto e conseguentemente anche il “il piu’ grande crimine”. L’atto di onesta’ cosi’ come da me scritto era inteso per essere indirizzato ad un lettore qualsiasi. Ricordo, infatti, che un articolo va letto e compreso nella sua unicita’ e non deve mai essere necessario leggere altri scritti dell’autore per comprenderlo e nemmeno risalire alla biografia dell’autore stesso.
      Pertanto i punti
      1-Non e’ autore di una teoria economica
      e
      2-Riporta una teoria economica.
      erano e sono intesi con lo scopo di portare chiarezza a chi avesse letto solo l’articolo a cui qui ci stiamo riferendo.

      Non pone a confronto due teorie, parla di due scuole economiche. E dice esplicitamente piu’ volte che c’e’ la soluzione. La stessa secondo l’autore sarebbe data dalla teoria economica della “piena occupazione”. Nel semplificare tale teoria manca di scriverne degli elementi essenziali. Ragion per cui, se qualcuno di voi volesse veramente comprendere fino in fondo di cosa si tratta e in cosa consista la soluzione proposta dall’autore dovrebbe sentirsi in dovere di leggere gli scritti degli economisti da lui citati.
      3-Quanto a questo punto ribadisco che lui ha seguito solo una scuola. Ne esistono moltissime altre di alternative. Veramente moltissime, cosi’ come moltissimi “esperimenti” proprio mentre ora leggete sono in corso con monete locali. Nessno, assolutamente nessuno sa quali conseguenze potrebbero avere le applicazioni pratiche di tali teorie. L’unica cosa molto probabile e’ che proprio per la caduta del saggio marginale di profitto, alla base del quale gli investimenti si sono spostati dal settore produttivo al settore finanziario, crisi economiche sarebbero assolutamente prevedibili.
      Il tuo citare la Bocconi, e’ in linea con quanto da me sempre affermato che l’Universita’ non andrebbe nemmeno piu’ finanziata. Proprio perche’ li vengono insegnate le non verita’. Questo accade parimenti nelle universita’ statali. Su questo ho gia’ scritto quanto Barnard sia non in contraddizione con se stesso (poiche’ la contraddizione e’ una forma evolutiva) ma semplicemente incoerente.
      4-E’ una teoria capitalista e per quanto spiegato al punto 3 e’ una teoria sorpassata.

      Mi duole constatare come gli allievi seguano il maestro e come il suo linguaggio influenzi chi, come voi, poi rispondono con toni di attacco senza riuscire a dialogare.

      Il mondo, nemmeno il vostro micromondo, potra’ mai cambiare finche’ vi porrete cosi’ negativamente verso gli altri, finche’ non sarete disposti a dare fiducia agli altri, ad ascoltarli, a capirli e a dialogare con loro. Dovete imparare a farlo senza pensare mai che ci sia la verita’ assoluta. In economia non c’e’ la verita’. Solo ponendovi sempre ad ascoltare e leggere gli altri con grande spirito critico e apertura al dialogo potrete dare il vostro contributo per un mondo migliore.

      Ci sono vari modi per potersi esprimere, anche con lo scrivere. Se volete davvero cambiare dovete riuscire a cambiare prima voi stessi e il vostro scrivere.

      Caterina

    1. amensa 3 febbraio 2011

      è la mia risposta a tres1219, il secondo post prima di quello di Caterina

    1. amensa 3 febbraio 2011

      @ cara Mikaela
      dici :"Amensa sta' solo cercando consensi, le elezioni si stanno avvicinando."
      mi vien da ridere sul come non riesci a scorgere la verità nemmeno se ti sta davanti a un centimetro dsal naso.
      sono più di 20 anni che io non voto più!!!
      ma figurati se poi mi candido a qualcosa!!
      ma non hai ancora capito che io sono contro questo sistema ? questa democrazia fasulla, questo inganno magistrale messo in piedi dal potere per conservare se stesso ? un voto ogni 5 anni dato a chi non sai e non sai nemmeno il perchè, poi liberi tutti di fare i c...zi che vogliono, e a tue spese ? dai Mikaela.... leggi , l'ho scritto varie volte, cosa vorrei io per ALMENO RICOMINCIARE a prendere in considerazione di giocare questo lurido gioco. io voglio almeno la possibilità della "REVOCA IMMEDIATA" agli eletti, poterli mandare a casa e senza pensione, al primo sgarro. capito cosa voglio ? e ti sembra che detestando queste regole inique, questa presa in giro solenne, io potrei parteciparvi ? è ridicolo come tu e tanti altri riusciate a distorcere la realtà.... ma che razza di occhiali vi siete messi sul naso ? guarda ... alcuni post sopra ho messo in evidenza le VOSTRE contraddizioni, il vostro paradosso di "innovatori fasulli" vattelo a leggere và, vale anche per te.

    1. rasna-zal 3 febbraio 2011

      Leggiti "Il più grande crimine" e scoprirai che le tue 4 domande sono inutili:


      1 - non ha mai detto di essere l'autore di alcuna teoria, semmai l'autore di un trattato che parla di economia;
      2 - non riporta una teoria, ma mette a confronto l'attuale liberismo economico con le politiche economiche di matrice Keynesiane pre Bretton Woods;
      3 - Keynes ha influenzato tutta l'economia mondiale fino all'avvento delle teorie del libero mercato; tutt'ora la Bocconi risulta essere una università di stampo Keynesiano, a detta di alcuni ambienti della scuola austriaca;
      4 - No; è una teoria che non andava bene al capitalismo che l'ha sostituita con le attuali forme di liberismo.

      Ma tu non sei quella che ha letto tutto di Barnard?

      Cos'era una arrampicata sugli specchi?

    1. mikaela 3 febbraio 2011

      Il problema di amensa, e' Berlusconi, convinto come e' che la verita' di Barnard riesce ad allontanare la gente dalla lotta che lui e tutta la sua parrocchia stanno facendo sui media e in rete,
      questo commento che riporto sfuggito ai tanti lo dimostra.

      Demolire Barnard e chi la pensa come lui, e' solo una questione politica, non sta' riportando nessuna tesi economica che valga la pena di per smontare il lavoro di Barnard.

      Invita Barnard a schierarsi e mettersi in gioco nella lotta al potere(naturalmente quello che la sua testa pensa sia il potere)senza rendersi conto che un vero giornalista racconta i fatti alla gente non le fantonie come fa lui e gli amici di parrocchia.

      Amensa sta' solo cercando consensi, le elezioni si stanno avvicinando.

      " Re: CITALOPRAM (Voto: 1) di amensa il Mercoledì, 02 febbraio @ 14:52:23 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) se permetti, te lo indico io, ma non l'"american Dream" ma il come consolidare l'attuale situazione, perchè alla fine cala la maschera e palesa il suo vero pensiero. "In un esempio immediato: anche se l’uomo cui ho appena parlato al Fini grill si trasformasse magicamente in un attivista senza paura e decidesse domattina di scagliarsi anima e corpo a reclamare un salario decente, finirebbe a stremarsi contro l’insignificante governo, contro l’impotente Tremonti, o contro le fandonie sulle tasse, sul debito dello Stato....." e conclude: "Hanno vinto loro, lo dico con immensa serietà. Quella intercapedine, quella idea… che incredibili bestie che sono stati. Li ammiro da un certo punto di vista, la perfezione del male suscita ammirazione per la sua immacolata forma senza errori." il vero pensiero sta nell'ammirazione di quelli che chiama i "veri poteri", e quanto riesce a dire è che non c'è nulla da fare contro di essi. e per farlo ti costruisce un intricato sistema fatto di cose che non potrai mai capire, perchè sono illogiche e nessuno potra mai capirle.... se lo stato ha delle spese, queste sono a carico della comunità ch ele sovvenziona con le tasse. semplice , banale no ? il debito dello stato ? come qualsiasi società che spenda più di quanto incassa, come succede anche a qualsiasi individuo che faccia la stessa cosa, non gli resta che indebitarsi no ? semplice, banale, succede nella vita di tutti i giorni. giusto ? NO,NO, NO! non è giusto. ma chi è che indebita lo stato ? chi governa.... e chi controlla chi governa ? NESSUNO !!! NESSUNO pweer 5 anni fanno quel cazzo che gli pare e piace e ci indebitano anche il buco del culo per arricchirsi loro i loro amici e le loro puttane !! non è difficile da spiegare vedi ? non ci vuole una scienza per capire dove sta il problema. non è vero ch enon c'è niente da fare.... rassegnati tu Barnard, con le tue menzogne, con le tue belle parole di comprensione per i poveri e sfruttati, per poi dirgli che non c'è niente da fare !! va affan culo Barnard !!! "

      Visto che vuole ricominciare la discussione evitando accuratamente gli utenti che gli hanno gia' risposto adeguatamente ricominciamo pure da qui

      . Pensi che quelli che verranno dopo Berlusconi faranno meglio di lui?

      Pensi che Grillo passa essere meno schiavo del potere americano di quanto non lo sia stato Prodi e tutti gli altri fino ad arrivare ai nostri giorni? Questo commento di di rasna-zal spiega chiaramente il grande lavoro che sta' facendo amensa e tanti come lui quando condividono in parte e poi insistono nella demolizione del Giornalista.

      Sono dei Giano Bifronte

      "Re: CITALOPRAM (Voto: 1) di rasna-zal il Giovedì, 03 febbraio @ 12:58:21 CST (Info Utente | Invia un Messaggio) ... la situazione è un po' più complessa: esistono degli "obbiettivi" e esistono delle "posizioni" esistono gli "individui" che attraverso le loro scelte determinano la loro "posizione" Anche tu devi scegliere un "obbiettivo" e iniziare a muoverti in determinate "posizioni" per raggiungere il tuo "obbiettivo", in questa fase è utile capire in che "posizione" ti trovi tu e da quale "posizione" ti sta "invitando" un altro "individuo". Se non fai questo corri il rischio di sbagliare "obbiettivo". "
    1. rasna-zal 3 febbraio 2011

      Quello che dici tu è assolutamente giusto e attuabile, serve però anche una certa coscenza "educata" all'argomento.


      Certamente la moneta crea il problema dell'accumulo, però il denaro è per tutti un dogma.

      Scardinare questo dogma mi sembra uno scoglio molto duro...

      Non avrei problemi a rimettere in discussione tutto come proponi tu ma per un percorso collettivo... bhe, allora serve veramente il "reset" che dicevi. :)

    1. tres1219 3 febbraio 2011

      Io mi ci voglio affidare sempre meno! :)

    1. amensa 3 febbraio 2011

      un mio saggio professore diceva: per apprendere qualcosa, occorre o metterlo in pratica o insegnarlo ( facendosi capire) . credo che non ci sia , almeno da mia esperienza, niente di più vero.

    1. amensa 3 febbraio 2011

      non sto a ripetermi .... ma acc... chissà gli altri!!!

    1. amensa 3 febbraio 2011

      ps. se qualcuno non è d'accordo si esprima pure liberamente, ma provi anche a motivare il dissenso

    1. amensa 3 febbraio 2011

      tanto per mettere alcune cose in chiaro.
      da anni vesto solo tute acquistate ai saldi o ai mercati, le scarpe le acquisto a 3 paia alla volta alle liquidazioni o ai cambi di stagione, mangio le patate che mi coltivo e così i pomodori e l'insalata. in casa mia non è mai entrato ne un idraulico, ne un eletricista ne un falegname perchè faccio tutto io, e bene.
      poi ho un criterio e che è quello che prima di buttare qualcosa , cerco di ripararlo. e lo applico a tutto.
      perchè del vecchio conosco già pregi e difetti, e se lo uso ancora è perchè quei difetti non mi disturbano più di tanto.
      se lo sostituisco con uno nuovo, invece non so e rischio di fare come mi è accaduto alcune volte di usare dei pezzi del nuovo, per riparare il vecchio.
      e questo principio lo applico a tutto.
      ecco perchè cerco di capire come funziona REALMENTE ciò che mi circondas, perchè penso più saggio correggere dei difetti di qualcosa che già conosco , piuttosto che ritrovarmi a dover ricominciare daccapo, magari da una situazione peggiore.
      mi pare che siate completamente in contraddizione, quando siete contro il consumismo il "butta e compra il nuovo" e poi vi vogliate affidare ad un sistema economico /monetario di cui non sapete una pippa.
      non vi pare ?

    1. amensa 3 febbraio 2011

      hei... Caterina .... senza leader ???? senza fazioni ???? ma allora per cosa si è dato tando da fare, fino ad oggi ??? no aspetta...c'è troppo da dire, meglio aprire un post ad hoc..

    1. amensa 3 febbraio 2011

      @ Caterina

      premetti, nella tua serie di richieste, questa frase:
      "Li, seduti tra quella varieta’ di esseri umani, riuniti per lo stesso deisderio di cambiamento, sarebbe bello poter immaginare che tu Paolo Barnard spiegassi con semplicita’ che...."
      sei sicura che Barnard desideri un cambiamento ? da cosa lo deduci ?
      se vedo un bambino che con un grosso martello cerca di piantare un piccolo chiodo, e continua a pestarsi le dita, e gli suggerisco che magari cambiando martello e prendendone uno più piccolo, tanto per cominciare si farebbe meno male tutte le volte che si pesta, e che magari allenandosi prima a martellare un qualcosa che non richieda di esser tenuto, affinerebbe le sue capacità, e questi mi risponde che quello è il miglior martello che esista, perchè così è scritto nei sacri testi, e che lui è già abilissimo perchè ha letto tutte le istruzioni, potresti pensare che ha l'abito mentale per confrontarsi con qualcuno ? che ha qualche possibilità di apprendere qualcosa ? penseresti che è disponibile a cambiare una sua opinione? io francamente non riesco a pensarlo.
      poi dici "spiegando con semplicità".
      ora a cosa so io, e non so cosa sai tu, ma per spiegare con semplicità occorrono almeno due presupposti:
      1) una reale intenzione di comunicare dei concetti, ovviamente cercando un linguaggio e dei mezzi adatti all'ascoltatore, tali che non debba sentirsi inadatto ad ascoltare quanto gli dici
      2) una grande chiarezza di idee di cosa vuoi spiegare, in modo tale da poter affrontare la stessa materia in molti modi diversi, parole diverse, esempi, metafore, e tutta quella gamma di strumenti della comunicazione che permettono di far arrivare compiutamente il tuo messaggio.
      ora, a te pare che alcuni suoi cavalli di battaglia, come il discorso sulla sovranità monetaria, o quello ancor più ridicolo del signoraggio, possano esser esposti in modo logico , lineare, comprensibile, quando è invece così facile smontarli con il semplice ragionamento ?
      per discutere per confrontarsi occorre saper fare un ragionamentologico. è inutile appellarsia dei testi, ad affermazioni di altri. se sei li sei tu che devi confrontarti con le tue affermazioni, ma se sai già che sono false, come puoi pensare che possa accettare un simile confrontto ? per ammettere pubblicamente di aver menatoil can per l'aia per tutto quuesto tempo ? no Caterina, un simile confronto non lo accetterà mai, non può accettarlo, perchè vorrebbe dire distruggere in un botto tutto quel carisma che con la sua bella capacità di scrivere si è conquistata, a prescindere dai contenuti.
      quindi il tuo appello, benchè gentile, corretto, amorevole, direi, cadrà nel vuoto, e lui, con il suo seguito di sacerdoti proseguirà imperterrito nella sua predicazione del nulla.

    1. alecale 3 febbraio 2011

      io ho vissuto qui http://www.unicornecofoundation.org/index.html
      poi la mia musica mi ha portato altrove ,,, ma cio che dici tu e' fattibile .

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