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Charlie Hebdo, perché sono utili idioti servi del potere

DI DIEGO FUSARO

ilfattoquotidiano.it

Ancora una volta i vignettisti satirici – si fa per dire – di Charlie Hebdo hanno perso una splendida occasione per tacere. L’hanno persa, poiché hanno inopportunamente scelto di ironizzare senza pietà sui morti in Abruzzo per via della neve. E hanno, una volta di più, dato prova di infinita volgarità e della più esecrabile disumanità.

Lasciate che vi spieghi in due parole perché i vignettisti di #CharlieHebdo sono dei miserabili nonché degli utili idioti al servizio del potere. Lasciate che vi spieghi perché io non sono stato né mai sarò un “je suis charlie”, ritenendo anzi questi signori vignettisti tra i più gretti prodotti del nichilismo e della barbarie dilaganti. Figli del nulla, nei quali il nulla trova piena espressione. Sono, senza saperlo, l’altra faccia del terrorismo che li ha colpiti.

Risultati immagini per Hotel Rigopiano, Charlie Hebdo

Un gruppo di sciocchi e utili idioti al servizio della deficienza imperante, della barbarie che avanza e che si esprime tanto nel terrore quanto nelle loro miserabili vignette. La satira, da sempre, si occupa del nesso tra servo e signore, tra sudditi e padroni. Prende impietosamente di mira i padroni, in ciò facendo valere un effetto liberatorio e critico. La vera satira attacca il potere e non chi lo subisce. Schernisce i costumi corrotti dei potenti: ridendo castigant mores.

Fateci caso: i miserabili di Charlie Hebdo, dal canto loro, prendono sempre di mira i servi, i sudditi: mai i potenti, i signori. E si rivelano, in tal maniera, dei ripugnanti cani da guardia al guinzaglio dei potenti. Mostrano di essere dei volgari servi del potere e dei nemici dei dominati che subiscono il potere quotidianamente sulla propria carne viva.

Chi ha ancora il coraggio di dire “je suis charlie”?

 

Diego Fusaro

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/

Link. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/23/charlie-hebdo-perche-sono-utili-idioti-servi-del-potere/3334239/

23.01.2017

Pubblicato da Davide

  • Davide

    Vi do solo una piccola dritta, perché possiamo dire che ci piace che
    non ci piace, che su che giù, ma per dio, quando si parla di satira dove
    c’è una vignetta e una scritta, magari sarebbe bene accertarsi di aver
    capito la vignetta e la scritta.

    Ora, delle polemiche sul ritardo
    dei soccorsi dovuti alla sottovalutazione di un allarme all’hotel
    Rigopiano ci ha riempito la propria bacheca proprio chi in queste ore
    scrive sulla bacheca di Charlie Hebdo “Arriva il camion” oppure “scappavate
    come topi quando vi ammazzavano”. A prescindere dal fatto che chi
    scrive queste cose si qualifica da solo, qua c’è un problema
    d’ignoranza.
    Ecco la piccola dritta: “Alors dépéchez vous d’en
    profiter, car il n’y en aura pas pour tout le monde, OFFRE LIMITEE AUX
    50 PREMIERES COMMANDES.”
    È una comune frase commerciale per
    promuovere le vendite e significa in parole povere: sbrigatevi, perché
    non ce ne sarà per tutti. È esattamente la frase della vignetta di
    Charlie Hebdo.
    La vignetta è assai semplice ed è di quelle vignette
    satiriche che non hanno lo scopo di far ridere per la battuta in sé, ma
    che prende posizione e condanna un comportamento, in questo caso il
    ritardo nei soccorsi. La letteratura satirica è piena di vignette di
    questo genere. Se io disegno un plotone d’esecuzione e un condannato e
    voglio censurare il comportamento del plotone di esecuzione, non
    significa che voglio “mancare di rispetto” al condannato che è ucciso,
    tutt’al più manco di rispetto alla seriosità umana nel provocare la
    morte. A meno che non pensiamo che siccome Bonvi, nelle sue
    Sturmtruppen, disegnava anche gli ebrei in maniera buffa avesse palesi
    intenzioni antisemite.
    Ora io vi chiedo, rispetta meno i morti chi
    con uno sberleffo censura un ritardo nei soccorsi o l’artefice del
    ritardo nei soccorsi? E se siete stati così feroci nel condividere le
    centinaia di articoli che parlavano di quel ritardo, perché ora
    condannate chi ha dato retta agli stessi giornali a cui avete dato retta
    voi?
    Io però non finirò mai di dire: lasciate stare la satira, non
    leggetela non condividetela se non l’avete capita perché purtroppo
    l’ignoranza è contagiosa. Soprattutto in questo paese nel quale la
    traduzione automatica di facebook fa danni come un camion tra la folla.

    Natalino Balasso
    Fonte: http://www.facebook.com
    Link: https://www.facebook.com/natalinobalasz/posts/1539610482723767
    22.01.2017

    • redigrotta

      La satira che non fa ridere è, al meglio, inutile. Come un pettine senza denti.
      Il florilegio di commenti a contorno di questa vicenda è invece tempo perso. Chi si è offeso denunci il fatto (se ha una minima chance di ricavarne un risarcimento), altrimenti ignoriamo queste scadenti puttane del mainstream e abbandoniamole alle loro paranoie negli scantinati da cui sono venute. Quasi nessuno ne sentirà la mancanza.

    • Niccolò Tacconi

      Certo che ce ne vuole di coraggio nel dare degli ignoranti a persone che giustamente si sentono ferite da questa merda. E ci vuole altrettanto coraggio nel giustificarla dicendo che ‘non hai capito la frase francese, caprone ignorante! Io sono indelledduale invece e l’ho capita!! W Charlie hebdo e w la satira’…Cioè sei sconcertante in questa tua analisi piena di fuffa. Qua nessuno ha mistificato la frase, perché nessuno l’ha letta! È bastato vedere lo squallore della vignetta per far incazzare le persone, quindi finiamola e anzi finiscila te e tutti sti mezzi uomini radical chic che in nome di una qualche libertà di espressione svincolata d’ogni pudore etico e morale perchè a vostro dire “pontifica sui nostri errori”. Fatela finita, questi sono solo sciacalli che lucrano sulle tragedie per vendere due copie in più e far parlare di sé con gli scandali che creano! Sciacalli loro e “alfabetizzati funzionali” voi, che difendete sta robaccia che di satira non ha nemmeno l’ombra. Una cosa Fusaro ha detto giusta: la satira che voi difendete prende di mira gli orrori dei potenti e dei “capi”, nelle loro vignette non c’è mai nulla di tutto questo e anzi ribadisco, sono solo sciacalli che lucrano sulla povera gente e voi che gli andate dietro come zombie con il libro di filosofia in mano, dimostrate solo di essere parimenti.

    • V_1988

      Beh, visto che secondo Balasso la maggior parte della gente, ignorante, non capisce questo tipo di satira e la denuncia che contiene,dove sta il senso di tutto ciò? Tanto i punti oscuri di questa vicenda sono emersi ovunque sui giornali.
      Secondo me si ottiene solo l’effetto contrario volutamente o no, ci si scanna tra nazioni, e tra compaesani, divisi tra chi si indigna e chi dice voi non capite!E intanto il tempo passa.
      Ma dove si arriva così?
      Sono orgogliosa di vivere in una nazione vicina di casa dell’Italia, dove invece delle vignette, si sono organizzati e con i mezzi che servivano, sono andati ad aiutare i loro vicini offrendo tutto il supporto, anche a livello di ingegneria civile, nonostante gli screzi tra vicini.
      Fatti non vignette.

  • PietroGE

    Oddio, dire che sono l’altra faccia del terrorismo mi sembra esagerato e di cattivo gusto. Certo che di cattivo gusto in queste vignette ce n’è in abbondanza. La scelta dei temi mi sembra quanto meno sbagliata e i disegni non sono all’altezza. In poche parole, una satira che non fa ridere.

    • Holodoc

      Sono l’altra faccia del terrorismo perché, al pari dei terroristi veri, fomentano odio. Come chi dice che per fermare gli attentati bisogna cacciare tutti i mussulmani.

      • PietroGE

        Beh, ammetterai che cacciando tutti i musulmani gli attentati si fermano, visto che gli attentatori sono tutti musulmani. Quanto all’odio, dipende chi odia chi.

        • Holodoc

          Allora cacciamo anche tutti gli zingari perché sono ladri, anzi mettiamoli tutti in un posto… concentriamoli tutti in un posto.. in un campo… come chiamarlo.. ah sì… di concentramento!
          Mi sa che la tua idea non è tanto originale. Sig heil!

  • Georgejefferson

    Le giravolte di fusaro, già politicamente inutile ancor prima di aver costruito la carriera. Lasciamo rispondere a Cedric, più che mai opportuno.

    Cit. Cedric:

    I soliti parrucconi farebbero bene a chiedersi CHI in realtà sia la morte che arriva sugli sci perchè non è stato certo il fato crudele a gettare i dadi.
    1) la Del Rosso srl occupa abusivamente il suolo pubblico e ci costruisce un albergo nel 1972
    2) il comune di Farindola approva una delibera di sanatoria edilizia condonando l’infrazione
    3) la Del Rosso srl fallisce e l’albergo viene rilevato dalla Gran Sasso Resort srl

    http://www.ilmessaggero.it/abruzzo/hotel_rigopiano_processo-2205500.html
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/quellhotel-era-abusivo-indagati-furono-tutti-assolti-1353734.html
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/19/hotel-rigopiano-al-centro-di-processo-per-abuso-edilizio-ma-tutti-imputati-furono-assolti/3327224/
    Il processo e l’assoluzione di cui si è parlato si riferiscono solo ad una presunta corruzione e non al fatto che l’hotel è stato prima costruito abusivamente sul suolo pubblico e poi legalmente condonato

    I parrucconi dovrebbero “Indignarsi” con gli italiani che costruiscono abusivamente e che rilasciano condoni (ancorchè formalmente leciti e corretti) perchè sono costoro ad ammazzare la gente. Costruire un albergo di montagna in fondo ad un canalone e permettere di ospitarci clienti è una follia: Charlie Hebdo giustamente schernisce l’Italia che con i suoi indegni condoni edilizi manda a morte certa i propri cittadini.

    Ne riparliamo a primavera con altri morti per le alluvioni che affogheranno nel fango chi vive in case costruite e condonate lungo i letti dei torrenti.

    • PersicusMagus

      Fusaro è politicamente inutile fino adesso.
      È giovane, di talento e spero che si deciderà a scendere in campo altrimenti resterà un maestrino saputello.

      Per quanto riguarda le vignette di Charlie Hebdo incluse quelle su Amatrice c’è poco da filosofare come fa Balasso, sono vergognose e basta.

  • PersicusMagus

    @WM

    Per capire come funziona.
    Come mai il mio commento di poco fa è in attesa di moderazione?
    Link non ce ne sono né ci sono parolacce.
    Ho commentato dopo da un altra parte e me lo ha pubblicato subito.
    Ora vediamo se mi pubblica questo.

    ————

    Ecco, lo ha pubblicato senza metterlo in lista di attesa.
    C’era un motivo? Per esempio delle parole che ho scritto che fanno scattare il meccanismo?

    Grazie.

  • PersicusMagus

    La precisazione di Balasso di cui parla Davide non ha molto significato e basterebbe ricordare le pessime boutade sul terremoto di Amatrice dove si paragonavano i corpi insanguinati fra le macerie a dei piatti di lasagne e di penne gratinate.
    Si tratta solo di una forma molto caratteristica di humour gallico in cui ci si compiace di esibire un menefreghismo cosmico cinico e indifferente a tutto.
    Ha senso se lo fai in privato ma su una rivista di diffusione internazionale sei quantomeno inopportuno.
    Non vedo alcun riferimento al ritardo dei soccorsi nella vignetta di Charlie Hebdo (dove lo ha visto Balasso?). C’è la satira del mondo di oggi dove tutto, anche il tragico, avviene secondo gli schemi della vendita commerciale di massa (la frase della morte è uno slogan) insieme a una nonchalance addirittura feroce verso le disgrazie, le proprie e le altrui, che avrebbe la funzione di esorcizzare il senso condiviso da noi tutti della nostra precarietà esistenziale.
    Ma funziona solo se lo fai fra amici o in un teatrino di cabaret, se lo fai su una rivista nota in tutto il mondo diventa un’offesa volgare per chi la riceve e imbarazzante per il paese che la lascia pubblicare.

    • Georgejefferson

      Se vogliamo ragionare, condivido la critica al cattivo gusto (più quella vignetta sulle lasagne) ma non tanto per la vignetta in sè almeno questa, ma per l’ignoranza diffusa a valle degli eventi che non aiuta a cogliere più in profondità le cose. Spiego meglio, se tutto il contesto culturale e’ annichilito con bombardamenti mediatici quotidiani incentrati sul profitto, sulle circonvenzioni di incapace (i toni bambineschi nelle pubblicità sono un esempio) sugli specchietti per le allodole fino all’ opinare in base alla pura emozione di un titolo di giornale ecc…, e senza nessun freno derivante da un’etica pubblica (per lo meno un freno, non sono un estremista dello stato etico) ovviamente da una vignetta di questo tipo si ottiene spesso scandalo semplicistico ed emotivo, senza riflessione, ed e’ buono per il demagogo di turno che fomenta rabbia servendo una conclusione impacchettata al debole (sfottono i morti), con parole altisonanti aumentando l’emozione e non la riflessione. Si fa e parla poco di prevenzione, e quasi solo dell’emergenza (che fa fatta e discussa ovviamente)…perchè porre i termini del discorso e dell’agire, anche e sopratutto sulla prevenzione (che sarebbe la posizione della vignetta) significa andare a monte, e a monte non ci stanno solo le persone, ma il sistema corrotto e malato del profitto sopra tutto il resto, e ci tocca direttamente nell’orgoglio nella mentalità dilagante che “l’imprenditore crea lavoro”, senza la spregiudicatezza la concorrenza ti schiaccia (quindi senza metterla mai in discussione) ecc.. Significa polemica sulla gestione dei fondi, sull’aumento nella prevenzione, nel sociale ( a proposito di keynesismo di sinistra, o di destra).
      Detto questo bisogna giustamente fare i conti anche col presente, e se ci riducono in un certo stato (non senza responsabilità nostre, ovviamente) certe vignette o stimoli che oggi producono solo odio e qualunquismo, sono ciniche e ottengono poco per la causa della giustizia, per quello condivido abbastanza una critica. Fatto sta che le condizioni culturali possono cambiare nel corso storico, e quindi e’ capibile la critica storicizzando il contesto, ma senza assolutizzare.

      Off topic su Fusaro.
      Diego ha già preso posizione, fin da subito come il suo mentore, la distinzione destra sinistra (con le sue intrinseche mille varianti) e’ un approccio prima filosofico che invece di politica istituzionale attuale, e se scegli la retorica del buon senso Aposizionale sei già in posizioni di destra, e da filosofo lo sa benissimo che esiste un buon senso pensato da un punto di vista di sinistra, ed uno di destra…un protezionismo di sinistra ed uno di destra, un cosidetto “sovranismo” di sinistra ed uno di destra ecc…, Cosi come c’era un socialismo di sinistra ed uno di destra (oggi si cercano parole nuove, ma sempre nel solco della tradizione di destra di non distinguere il senso e gli scopi, per tirare acqua al suo mulino)

      • PersicusMagus

        Dov’è che quella vignetta parla di prevenzione? O di ritardo nei soccorsi, come dice Balasso?
        Non lo so, forse sta scritto in qualche didascalia della rivista ma da quello che vedo e da quello che riporta Balasso accenni a prevenzione o ritardi non ce ne sono proprio.

        • Georgejefferson

          Sul cattivo gusto ho già espresso una moderata condivisione. La morte che scende e falcia vite umane e’ un chiaro riferimento critico alla “illusione” indotta che ricade il grosso delle responsabilità di tanti eventi sul “fato”…”la natura”..”la morte cieca” che deresponsabilizza e distoglie l’attenzione dalla realtà, che e’ fatta spesso di grosse responsabilità umane, e quindi ci tocca anche noi tutti, nel profondo.

          Ma capisco che la interpretazione semplice e bella impacchettata (non e’ scritto a chiare lettere, quindi non esistono interpretazioni altre, diceva il finto realista, un tempo) sia di più facile lettura, non necessita di troppa riflessione (non sia mai e’…)

          • Georgejefferson

            Quella frase citata da balasso, anche io non l’ho trovata

  • Слободан Јанковић

    Bravo Diego, sono servi in tanti modi, anche nel modo piu‚banale, cioe` sono direttamente impiegati da loro.

  • clausneghe

    Io non l’ho mai detto nè pensato “je suis Charlie” e questo in tempi non sospetti, al tempo del macello che subirono, ricordate?. A differenza di tanti politicaly correct..
    Ma la satira o è libera o non è.
    Non ci sono limiti, checchè ne pensi il Fusaro, moralista quando conviene.
    Poi le conseguenze se le beccano anche loro, gli artisti della vignetta, a volte li accoppano.
    Certo, non quelli come Fusaro che tiene le dita sulla tastiera, ma altri che magari lo fraintendono…

    • Tizio.8020

      Perfetto.
      SE non ci sono limiti, perchè mai quelli di CH non fanno vignette su Israele???
      Ce ne sarebbe da dire….

  • Holodoc

    Charlie Hebdo è veramente una realtà pessima.
    Pretendono di difendere la libertà di parola usandola nel modo più becero e odioso possibile.
    Sono esattamente come le Femen che difendono la dignità delle donne mostrando le tette, rivendicando cioè il diritto di essere oggetto sessuale!!!

    • Georgejefferson

      I certi casi sono pessimi, ma non in tutti. Anche le femen sono giustamente criticabili nel loro estremismo un po idiota, ma le “tette mostrate” sarebbero una provocazione per buttare in faccia la realtà dell’illuso borghese ben pensante che giudica quasi solo dalle apparenze e non vede le travi dell’occhio suo. Il diritto a vivere la propria sessualità come si vuole (ed io sono favorevole ad un limite condiviso di pudore e senza esibizionismo fine a se stesso), non c’ entra nulla col cosidetto “diritto di essere oggetto” alla mercè degli altri

      • Holodoc

        Rispondi: hai mai visto una Femen racchia? Solo le strafighe hanno diritto di mostrare le tette? Ma non l’hai ancora capito che come Charlie Hebdo anche loro sono agenti prezzolati dalle élite internazionali per influenzare la pubblica opinione?

        • Georgejefferson

          Non c’entra la Femen racchia con quello che ho scritto, non tieni conto di quello che ho scritto. Gli affaristi fanno affari, opportunisti di ogni risma esistono da sempre, e gli affari spesso finanziano anche la nonna, o la narrazione delle oligarchie cattive in cerca di dominio, se c’e’ un barlume di interesse o profitto da lucrare

  • MarioG

    “Fateci caso: i miserabili di Charlie Hebdo, dal canto loro, prendono sempre di mira i servi, i sudditi: mai i potenti, i signori. E si rivelano, in tal maniera, dei ripugnanti cani da guardia al guinzaglio dei potenti.”

    Qui Fusaro coglie nel segno.
    La prova, vera pistola fumante e’ fornita dal seguente episodio.
    (Sembra fatto su misura…)

    15 luglio 2008: Philippe Val, direttore di Charlie Hebdo, licenzia in tronco uno dei collaboratori piu’ importanti della rivista, Maurice Sinet.

    Questo la pietra dello scandalo, il testo scritto da Sinet:

    “Jean Sarkozy, degno figlio di suo padre e già consigliere
    generale de l’UMP, è uscito praticamente applaudito dal processo per
    omissione di soccorso in scooter. Il pubblico ministero ha persino
    richiesto il suo rilascio! Bisogna dire, però, che colui che lo querela è
    un arabo! E non è tutto: lui [il figlio di Sarkozy, ndt] ha appena
    dichiarato di volersi convertire all’ebraismo prima di sposare la sua
    fidanzata, un’ebrea, ereditiera dei fondatori di Darty. Ne farà di
    strada, nella vita, il piccolo!”

    Che altro aggiungere… Chissa’ se Balasso ne ha tenuto conto.

    • Newboyintown

      Esatto… Per dovere di cronaca:

      Per questa vicenda di “antisemitismo” , Sinet venne anche trascinato in tribunale per “incitamento all’odio razziale” dalle solite organizzazioni ma vinse la causa e risulto’ innocente.

      Cosi’ come vinse la causa contro Charlie Hebdo che dovette versargli 90.000 euro per licenziamento abusivo. Sinet creò un giornale di satira concorrente “Siné Hebdo” e fu ostacolato in tutti i modi con minacce, intimidazioni e strani furti di computer in redazione…

      Mori’ nel maggio del 2016 e come ultima opera satirica, sulla sua tomba ha fatto mettere l’epitaffio “Morire? Piuttosto crepare ! ” con un cactus di bronzo a forma di dito medio.

      • Georgejefferson

        Allora abbiamo il bimbo di Sarkozy che sposa una ricca ereditiera, che in quanto capitalisti, fanno gli interessi della loro classe (quella dei capitalisti, che a volte si accordano, a volte si scannano ma sempre con la stella polare del profitto privato sopra tutto, semplice e ovvia legge del capitale), pero la questione si sposta sul nonno Natan, che provenendo da famiglia ebraica, significherebbe che tutti i discendenti sarebbero di religione ebraica. Questo basta allo stigma. Ma e’ proprio quello l’antisemitismo, una critica non per quello che uno fa, ma per la cultura da cui discendono gli avi, come se gli odiatori dei cristiani stupidi nel mondo, avessero diritto di critica verso qualcuno, in quanto discendente da cultura cristiana. Robe da matti. Certo l’accusa di antisemitismo e’ esagerata per una battuta stupida, quando bastava sfottere il sistema di potere e relazioni di “chi si accoppia” per profitto privato da consolidare, senza bisogno dell stigma “ebraico”.
        Ma della denuncia satirica del sistema di potere e relazioni di “chi si accoppia” per profitto privato da consolidare, probabilmente interessa poco, interessa di più sapere quale santino pregava il bisnonno, e sue tradizioni culturali. Perchè l’interesse privato e sue derivazioni di alleanze vecchie come il mondo, non sono il problema, anzi, sembra sempre “legittimo”.

  • roberto stribmelli

    Diego Fusaro avrebbe potuto scrivere correttamente la frase latina, Castigat ridendo mores.
    Così come avrebbe potuto ricordare ai suoi lettoti , che la proprietà del settimanale è di Edouard de Rothschild, ( Acquisto Dicembre 2014 ) , così come viene riportato dall’intervista di Philippe de Rotschild a Quote , periodico olandese di economia e finanza .

    • Georgejefferson

      Su “Liberation”, che sarebbe quello aquistato dal rothschild

      it.wikipedia.org/wiki/Libération

      Fondato nel febbraio del 1973 da Jean-Paul Sartre, Serge July, Philippe Gavi, Bernard Lallement e Jean-Claude Vernier.

      Diventa in pochi anni il quotidiano di riferimento della sinistra francese. Dopo la scomparsa di Jean-Paul Sartre (1980), il giornale abbandona le posizioni più estremiste appoggiando la sinistra socialdemocratica, ma mantiene i toni accesi contro il potere economico e politico.

      Dopo il crollo del muro di Berlino, nel 1989, e il dissolvimento dell’Unione Sovietica (1991), il quotidiano assume mano a mano tendenze liberali e libertarie.

      Nel giugno 2006 Libération affronta una grave crisi finanziaria. Il quotidiano accetta che Édouard de Rothschild (appartenente al ramo francese della famiglia di banchieri ebrei Rothschild) ne assuma il controllo. Rothschild ritiene che Serge July, ex sessantottino, al timone del quotidiano da 23 anni (cioè dalla sua fondazione), abbia fatto il suo tempo e ne ottiene le dimissioni.

      Al momento di lasciare, Serge July dichiara: “Se la mia fuoriuscita potrà favorire il rifinanziamento del quotidiano, non porrò ostacoli”.[1]

      Il nuovo proprietario approva un piano di ristrutturazione che comporta tagli del personale. Alla fine del 2006 vengono licenziati 76 dipendenti su 276.

      Uno dei maggiori azionisti del giornale è stato l’imprenditore italiano Carlo Caracciolo. Con una quota di poco superiore, l’azionista di controllo è restato comunque Édouard de Rothschild.

      Il 18 novembre 2013 la redazione del giornale subisce un attentato in cui rimane vittima un assistente al fotografo di 27 anni.

      Dal 3 aprile 2014 il direttore del quotidiano è Pierre Fraidenraich.[2]

      • roberto stribmelli

        Certo. Libèration ha tral’altro ospitato nella propria sede i sopravvissuti di C. H . ” Dopo i tagli al personale C.H ha venduto milioni di copie” …….. ” Materie prime . Schizza alle stelle il prezzo della carta ! A trainarlo sono la diarrea e le milioni di copie vendute da C H ” 🙂

        • Georgejefferson

          Ma, a parte l’ospitata in redazione di Liberation (per quanto tempo) subito dopo l’attentato, a me sembra che hai dato una informazione scorretta, al primo intervento

          • Georgejefferson

            Come mai?

    • Georgejefferson

      Visto che mi hanno eliminato il commento, vediamo di riformulare meglio, puoi postare l’intervista di Philippe de Rotschild a Quote , periodico olandese di economia e finanza, cosi lo traduco e vedo le eventuali dichiarazioni?

  • Antonio XV

    Bravo Diego! A ciò che dice occorre aggiungere che in Italia i francesi di Charlie hanno delle sponde, non meno ignobili ed infami. Non mi va mi dilungarmi, ma si dia un’occhiata, sua pure fugace a questo link immondo: http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=8&sez=120&id=65144

  • Tonguessy

    Non commento ulteriormente la questione Hebdo, mi soffermo soltanto sull’inspiegabile odio verso i “figli del nulla..prodotti del nichilismo”.
    Ora le cose sono due: primo il nulla, in quanto tale, non ha segreti nè ideologie. Non vale nulla, appunto. Non si può definire il nulla connotandolo negativamente. Nè positivamente, ovviamente. Il nulla è nulla, e non partorisce nulla. Punto.
    Il secondo punto è i nichilismo. Non capisco se quella frase infelice si riferisca a Nietzsche, nichilista per definizione nichilista. “Dio è morto” sintetizza il senso delle sue battaglie contro il partito preso, contro l’ermeneutica del finto senso compiuto ovvero della metafisica del potere. Il nichilismo di Nietzsche produce umanità demolendo le divinità.
    Ora mi sembra che Hebdo sia la divinità stessa, ovvero “la barbarie che avanza” e non, come afferma Fusaro, la sua antitesi.
    Insomma Fusaro fa una gran confusione mettendo assieme linguaggio filosofico e populismo.

  • Pyter

    La satira stavolta c’è. Basta capirla.

    “[…] visto che gli attentatori sono tutti musulmani.”

    Complimenti a PietroGE.

    • Georgejefferson

      Fermo restando che la violenza gratuita e’ sempre da condannare. La retorica degli attentatori che “sono tutti mussulmani”, e’ la stessa logica dei criminali dell’ isis che propagandano “le bombe e milioni di morti provengono tutte da occidente, e sono tutti cristiani”.

      E’ la stessa logica senza senso, barbara e violenta, che ovviamente da criticare.

    • Tizio.8020

      Eh , ma anche te!!!

      C’era scritto sui loro documenti:
      Nome : tale
      Cognome : talaltro
      Religione: Musssulmana
      Professione : Attentatore suicida.

      carta canta!!!!!

  • orckrist

    Ma non era proprio il “Fatto Quotidiano” che si fregiava con orgoglio di pubblicare “Charlie Hebdo” come allegato?

    • roberto stribmelli

      L’osservazione migliore .
      Complimenti.

  • ignorans

    Comunque se pensi che ne hanno salvati nove, ma poi un elicottero del 118 è caduto e ne sono morti sei, non dico che ti viene da ridere, ma quasi….

  • alessandroparenti

    Tipico humor gallico? Mi dispiace. Non hai capito niente. Sono delle merde e basta. Delle povere merde, Tant’è che che hanno fatto la fine delle vittime sacrificali, fatti secchi probabilmente da quelli a cui leccavano il culo. E in più vorrebbero che ci stracciassimo le vesti per loro. Senz’altro.(Al meno da parte mia).

  • Samuel Zanolli

    per me l’Isis dovrebbe tornarci un’altra volta da Charlie Hebdo senza lasciare neanche uno vivo, vediamo se gli piace diventare degli scolapasta

    • Georgejefferson

      E delle responsabilità dei condoni edilizi criminali in Italia, hai qualche critica da fare?

  • silvano

    Da subito dopo i fatti successi dentro quella redazione, non mi sono mai sentito in linea con tutte le proteste fatte in loro favore…certo non è cosa buona e giusta andare in giro ad ammazzare gente sia ben chiaro, ma non credo sia neanche molto sensato schernire culture per trarne visibilità e vantaggi economici… ora alla luce dei fatti, prima col terremoto e le vignette con i terremotati dentro le lasagne ad agosto e poi quest’ultima, mi fanno pensare che chiunque sia stato ad organizzare l’attentato verso quel giornale abbia agito a ragion veduta!

  • furibondius

    Ben altri attacchi ci arrivano d’oltralpe, forse dissimulati ad arte anche da satira da cecchini della croce rossa: correggettemi se sbaglio ma sti francesi del cazzo non stanno scalando Generali (axa) e Unicredit?
    Immagino che, a posteriori, la prossima vignetta necrofobica insisterà sulla mancanza di ciaspole dei soccorritori…..

  • nadia

    il giornale è stato acquistato da anni dai rothshields ciò basti per capire che la sua politica è perciò ostile a paesi reticenti a sanzioni contro la russia e tendenti a volere maggiore sovranità monetaria. A buon intenditor poche parole

    • Georgejefferson

      I rothschild sono capitalisti senza scrupoli come mille altri, ma e’ una bufala la storia dell’ acquisto.