CASSANDRA CROSSING

CASSANDRA CROSSING

DI GIANLUCA FREDA

blogghete.blog.dada.net

Nell’aprire la mail questa mattina, ho avuto la gioia di trovare tra gli avvisi di Google Alert un messaggio che mi informava della recente pubblicazione, ad opera del Prof. Ugo Bardi, sacerdote dell’Association for the Study of the Peak Oil (ASPO), di questo sagace articolo inerente la mia telematica persona. Mi viene quasi voglia di ringraziare il Prof. Bardi. E’ raro, infatti, che un articolo di critica nei miei confronti presenti toni così garbatamente ironici, articolati in un discorso che – pur non cogliendo minimamente nel segno e capovolgendo ciò che penso nel suo esatto opposto – si lascia leggere con un certo piacere.Abituato come sono a sentirmi appioppare etichette a casaccio (comunista, nazista, antisemita e altri simili nonsense) ogni volta che provo a prescindere dalle etichette e analizzare i contenuti, devo confessare di aver trascorso nella lettura di questo forbito anatema dodici secondi abbastanza gradevoli.
La dottrina dell’ASPO, i cui riti il Prof. Bardi si pregia di officiare, è universalmente nota: l’umanità peccatrice, che ha deturpato e avvelenato il pianeta per il proprio sozzo piacere, verrà punita nei prossimi anni da alcune apocalissi scatenate sulla Terra dal Dio dello Sviluppo Sostenibile in persona, che strazierà e martorierà i perversi con orribili catastrofi, costringendo i sopravvissuti a riprendere la strada del contatto con la natura e delle energie alternative. La natura di queste apocalissi varia da decennio a decennio, senza però che questo modifichi, nella sostanza, l’immensa entità della punizione che ci attende. Negli anni ’70 andavano di moda la sovrappopolazione e il raffreddamento globale, che garantivano con assoluto rigore scientifico l’estinzione dell’umanità per scarsità di risorse alimentari e glaciazione impellente dell’orbe terracqueo. Negli anni ’60 e negli ’80 spopolava l’apocalisse nucleare. Oggi il millenarismo religioso di fisici, biologi e altri lucumoni del disastro si concentra sui cherubini del picco petrolifero e del riscaldamento globale, che Dio invierà a mondare con dardi fiammeggianti l’umanità corrotta, salvo che l’umanità non si decida ad ascoltare per tempo la parola degli scienziati-profeti, il cui verbo è verbo di Dio e può redimere in extremis i viziosi, donando loro la salvezza.

Trattandosi di una religione costruita su dogmi, è perfettamente inutile, ed anzi eretico, sventolare sotto il naso dei sacerdoti le demoniache tentazioni del buon senso e dell’osservazione della realtà. E’ blasfemo, ad esempio, far notare che – come scriveva Vincenzo Zappalà in un articolo qui pubblicato alcuni giorni or sono – i ghiacci dell’Antartide, ben lungi dallo sciogliersi per l’incremento di temperatura, hanno raggiunto una delle massime estensioni degli ultimi trent’anni, controbilanciando abbondantemente la decrescita della calotta artica; è altrettanto blasfemo far notare che il petrolio sta talmente per esaurirsi che le due massime potenze del mondo nel campo dell’energia (Stati Uniti e Russia) stanno disputandosi in Medio Oriente e in Europa il controllo geostrategico di enormi gasdotti (Nabucco e North/South Stream) in un conflitto che modificherà la configurazione del potere globale per molti anni a venire; è poi tentazione di Satana rammentare ai pii devoti la vicenda del Climategate, che ha visto esimi vescovi del Riscaldamento Globale come Michael Mann ricevere milioni di dollari per falsificare i dati “scientifici” sull’imminente scioglimento dei ghiacciai himalayani. Solo una natura profondamente malvagia e “complottista” potrebbe sospettare che dietro questo Sacro Credo si nasconda la semplice tutela di interessi economici e strategici delle nazioni dominanti, come ad esempio la necessità di porre un freno allo sviluppo della Cina e dell’India, imponendo a forza – pena il biasimo della metà del mondo timorata di Dio – un contenimento delle emissioni che azzopperebbe l’ascesa industriale di questi paesi. E figuriamoci, poi, se un miserabile peccatore come me osasse produrre un’osservazione del tutto ruspante e antiscientifica, come ad esempio che il Riscaldamento Globale non ha impedito, quest’anno, che sulle spiagge di Sestri Levante si gelasse nella settimana di Ferragosto, né la sospensione anticipata delle ferie a cui sono stato costretto per evitare che le bambine, stando sul bagnasciuga, prendessero la polmonite anziché l’abbronzatura. Queste dozzinali notazioni d’insulsa realtà sperimentale non devono permettersi di mettere in discussione la Grande Fede Scientifica. Si brucerebbe chi le esprime sul sacro rogo, per l’avventatezza e l’ignoranza che dimostra, se i fumi della combustione non rischiassero di affrettare lo scioglimento delle calotte artiche e l’innalzamento del livello degli oceani, che ci sommergerà tutti.

E’ un fenomeno da studiare: il pensiero scientifico, che era nato per opporre i dati della realtà all’astrattezza filosofica della religione, che da essi pretendeva di prescindere, ha finito per diventare una delle religioni più sprezzanti e nemiche della realtà che il mondo abbia mai conosciuto. Provate a parlare di esperienza quotidiana e tangibile con un luminare della fisica o della biologia: vi liquiderà con un cenno di sufficienza, come un vecchio prete cui provaste a domandare come possa una donna essere vergine e puerpera allo stesso tempo.

Se devo essere sincero, il Prof. Ugo Bardi a me sembra una gran brava persona. Purtroppo, avendo studiato fisica e biologia – cioè Teologia – anziché letteratura e scienze umanistiche, che guardano all’uomo e al suo habitat da una prospettiva assai più concreta, non è disposto a prendere atto delle dinamiche che governano la realtà umana fin dalla sua comparsa sulla scena del mondo. Né è disposto ad ammettere che tutto ciò che chiamiamo scienza, fisica, astronomia, storia, arte, ecc. siano il prodotto della prospettiva culturale con cui le diverse società umane e le diverse epoche storiche guardano al mondo, non un’isola di dati “oggettivi” da analizzare a prescindere dall’osservatore. Sia benedetta la fisica quantistica, che - se non altro - sta lentamente reintroducendo nel nostro modo di pensare questa banale consapevolezza epistemologica, spazzata via per tre secoli dalla sbornia dell’Illuminismo. La religione “scientifica” chiama oggi “complottismo” ogni tentativo di rimettere in gioco l’idea in base alla quale il “mondo” non esiste come ente in sé, ma è un prodotto della cultura. E la cultura è a sua volta un prodotto dell’élite dominante in una data epoca, che viene imposto alla massa dei subordinati attraverso l’uso alternato della forza e del godimento, del bastone e della carota.

Per essere (spero) un po’ più chiaro, faccio un esempio tratto proprio dal blog del Prof. Bardi. Il blog si intitola “Effetto Cassandra” e contiene, in esergo, una presentazione che recita:

“Cassandra cercò di avvertire i troiani del pericolo che la città correva ma non fu creduta. Oggi succede la stessa cosa quando qualcuno cerca di avvertirci di qualche verità scomoda, per esempio il riscaldamento globale o l'esaurimento delle risorse. E' tanto comune che lo possiamo chiamare "Effetto Cassandra." Continuiamo a ignorare le cose che non ci fanno piacere e, addirittura, abbiamo trasformato in offesa la parola "Cassandra". Ma ci dimentichiamo sempre che Cassandra aveva ragione”.

Il senso dell’avvertimento è chiaro: esattamente come Cassandra, noi scienziati siamo la voce di Dio, la Verità parla attraverso di noi. Onorate ed ossequiate le nostre profezie o verrete spazzati via dalla collera divina.

Ora, per quanto operi in un campo dello scibile che tende a trascurare la letteratura, il Prof. Bardi saprà senz’altro che Cassandra non aveva affatto ragione, per il semplice fatto che non è mai esistita. E’ un personaggio del mito, un prodotto della cultura che rispondeva a precise esigenze di configurazione della realtà proprie del ceto dominante dell’epoca. Non credo che il Prof. Bardi intenda sul serio attribuire veridicità storica alla descrizione dell’epilogo della guerra di Troia così come viene narrato dall’aedo Demodoco nell’VIII libro dell’”Odissea”; o che ritenga seriamente che un popolo di navigati guerrieri come quello troiano potesse farsi fregare da un trucchetto scemo come quello del cavallo. Si tratta, ovviamente, non di Storia, ma di trasfigurazione fantastica della Storia, avente lo scopo di sottolineare ed imporre nell’immaginario collettivo alcuni valori che potevano tornare assai utili all’élite mercantile dell’epoca. Il valore dell’astuzia (Odisseo e il suo cavallo di legno), dell’intelligenza, del sapersela cavare in ogni occasione, che sono tipici del mercante e che vengono imposti alla collettività come punti di riferimento etici volti ad esaltare le qualità del ceto dominante (non a caso, Odisseo ha l’appellativo di πολύτροπος, cioè “uomo dalle mille risorse”). Troveremo l’esaltazione degli stessi valori mercantili in un testo scritto duemila anni più tardi, il Decamerone, in cui Boccaccio esalta appunto l’intelligenza, l’astuzia, la capacità di fornire a bruciapelo risposte argute, ecc., proprio nel momento in cui la società europea si avvia a diventare una società del mercantilismo borghese, uscendo da quasi mille anni di localismo autarchico medievale. Non è narrazione veridica, è gestione del potere che plasma gli avvenimenti riconfigurandoli ad immagine e somiglianza dei gruppi dirigenti. Allo stesso modo, in entrambi i testi viene esaltato il mito del viaggio, della scoperta, del contatto con popoli nuovi e strani, tutti valori tipici delle società mercantili. Non è un caso che il mito del cavallo di Troia compaia nell’Odissea e non nell’Iliade, che descrive la guerra di Troia nel pieno del suo svolgersi, ma è stata “assemblata” da composizioni orali risalenti a molto tempo prima, all’epoca in cui la società degli Achei aveva un carattere prettamente militare ed esaltava dunque la forza e il coraggio dei guerrieri, non sapendo che farsene dell’astuzia da commerciante di un ancora inimmaginabile Ulisse.

Nel Decamerone, i valori religiosi vengono esaltati, ma viene messa alla berlina la corruzione e l’immoralità della gerarchia ecclesiastica, che il ceto mercantile doveva affossare per poter emergere. L’Odissea, invece, è lo specchio di un habitat sociale in cui i dominanti si servono anche dell’immaginario e della ritualità religiosa per amministrare il proprio potere. Da qui la genesi del personaggio di Cassandra, che intimava di non sfidare mai gli avvertimenti della divinità, dei quali erano ovviamente le bocche dei gruppi di potere a farsi interpreti.

Tutto questo per dire che la Storia non è mai “scienza” empirica nel senso galileiano del termine, ma narrazione, che viene di volta in volta adattata alle esigenze delle élite di potere. La stessa cosa vale per ogni altro ambito dello scibile. La concezione “statica” dell’universo tolemaico non era dovuta a “ignoranza”: era invece la fedele riproduzione di una società cristallizzata ed immobile, articolata in tre stati (bellatores, oratores, laboratores) non permeabili tra di loro, cui non si poteva accedere per ricchezze o capacità personali ma solo per diritto di nascita. La concezione “dinamica” dell’universo copernicano, che impone alla Terra e ai pianeti movimenti frenetici su se stessi e intorno al sole (movimenti, sia detto tra parentesi per non scandalizzare ulteriormente il buon Bardi, mai pienamente dimostrati sul piano scientifico), nasce invece col declino del vecchio assetto socio-culturale, quando l’emergere della borghesia scardina alla base l’impenetrabilità dei gruppi umani del medioevo, consentendo rimescolamenti, ascese e tracolli di fortune personali e familiari tali da delineare una società in continuo mutamento, i cui nuovi membri dominanti (i borghesi) fanno della mobilità geografica e sociale la propria virtù di riferimento. Non dico che l’una concezione dell’universo sia vera e l’altra falsa: dico che entrambe sono prodotti della cultura imposta da due differenti tipologie di élite per giustificare il loro potere e possono essere vere o false a seconda del tipo di struttura che si intende impartire al corpo sociale.

Se avessimo la possibilità di vivere qualche migliaio di anni, assisteremmo alla sparizione di migliaia e migliaia di proposizioni “scientifiche” che oggi diamo per scontate e che col passare del tempo cadrebbero nel dimenticatoio e nel ridicolo. Non perché la scienza si evolva, ma perché le configurazioni sociali si modificano col passare dei secoli e ristrutturano a propria immagine la scienza e la prospettiva che i popoli hanno sul mondo che li circonda. La realtà è immaginazione condivisa. Ogni cosa esiste soltanto se c’è un accordo sufficientemente diffuso sulla sua esistenza. I media di oggi e la capillarità della rete ecclesiastica dei secoli passati sono appunto gli strumenti per mezzo dei quali viene posta in atto tale condivisione nel corpo passivo delle masse.

Non è affatto vero ciò che dice il Prof. Bardi, e cioè che una simile visione delle cose equivalga ad “autoconvincersi che qualsiasi cosa ti venga in mente li' per li è vera”. E’ esattamente il contrario. Nessuna forma solipsistica di immaginazione potrà mai acquisire lo stato di “realtà” se non è oggetto di contrattazione con altri; se non ottiene condivisione, esisterà solo allo scopo di beffare, tradire e deludere il suo ideatore, senza mai neppure avvicinarsi a costituire un “mondo mentale” abitabile.

Il potere dei dominanti sta nel possesso degli strumenti e delle posizioni di forza che consentono loro di definire le regole e i principali parametri di questa condivisione. Convincete qualche miliardo di persone che esiste una malattia chiamata “AIDS” e quella malattia esisterà all’improvviso; anche se si tratta in realtà di mille patologie differenti e preesistenti, unificate arbitrariamente sotto l’azione di un virus che nessuno ha mai visto. E’ il potere della nominazione a creare il mondo e il legame tra significante e significato è, per l’appunto, arbitrario. Quando il significante è stato debitamente inculcato nella coscienza collettiva, risultandone sufficientemente condiviso, esso è pronto a creare spontaneamente il proprio significato di riferimento. E’ così che le élite perpetuano il loro potere: utilizzando la propria posizione di forza per coniare nomi e simbologie, cui saranno poi i dominati a far corrispondere una data realtà. Ne ho conosciute a iosa, negli anni ’80, di persone che hanno iniziato all’improvviso a definire “AIDS” le loro infinitamente differenti forme di debilitazione psicofisica. E i medici – i supremi sacerdoti della “scienza” – confermavano convenientemente i loro sospetti, portando ad esistenza un fenomeno patologico che mai era esistito prima e che improvvisamente, da semplice nome, si trasformava in tangibile agglomerato di idee, comportamenti, sensazioni, costumi sociali, implicazioni relazionali ed economiche.

Tutto questo il Prof. Bardi può chiamarlo “totalitarismo del complotto” se questa definizione gli piace. Ma si tratta in realtà del meccanismo di evoluzione delle società umane e delle loro molteplici “realtà” sotto l’azione del potere direttivo che ha caratterizzato ogni comunità di individui fin dagli albori del genere umano. Ogni collettività rimane viva e stabile finché resta stabile la capacità dei suoi gruppi dominanti di garantire la condivisione necessaria alle “verità” e alle configurazioni del reale che assicurano la loro permanenza al vertice. Quando una élite perde – per obsolescenza - la capacità di generare tale condivisione, la società si trasforma. Nuove “verità”, nuove visioni del mondo, nuove inedite prospettive sull’universo nascono dagli abissi del possibile, sostenute nel loro affermarsi dalla convergenza della nuova “realtà” con gli interessi di un ceto dirigente nuovo.

Se nego e disprezzo le teorie sul picco del petrolio e sul riscaldamento globale, non è soltanto perché sono visibilmente false. E’, soprattutto, perché sono vecchie. Rispecchiano gli interessi di un ordine elitario che ha fatto il suo tempo, che è sopravvissuto a se stesso, che ha reso trasparenti le proprie mire propinandoci per decenni sempre gli stessi giochi di prestigio, senza essere più in grado di conferire la minima credibilità all’universo che, tanti secoli fa, aveva proposto alle masse come nuova realtà abitabile, per chiedere su di esso la fiducia e proporsi come gestore e custode della sua solidità. Questo vecchio universo sta sfilacciandosi, sta cadendo a pezzi e con esso si decompongono i suoi architetti. Non riuscendo più ad ottenere con l’attrattiva la condivisione necessaria al progetto di “realtà” che aveva fatto la loro ricchezza, ci provano con le minacce, con la paura, con la reiterazione di un modello culturale in cui nessuno ha più voglia di riporre fiducia. Minacciano apocalissi terroristiche ed ecologiche a ritmo continuo, celano le loro strategie sotto le spoglie di demoni sempre più raffazzonati e meno convincenti (si pensi al loro bin Laden o al più recente Ahmadinejad), vorrebbero propinarci ancora i miti della tecnologia, del decotto e putrefatto “metodo scientifico” e dell’esplorazione spaziale quando dalle loro fotografie sulla Luna iniziano ad emergere impietosi i paranchi nascosti dietro i fondali. Basta! Che muoiano, con il loro decrepito universo e che nasca un nuovo consesso di potere, demiurgo di una realtà nuova. Se parlo delle loro menzogne sul blog non è perché voglio donare al mondo la verità. Mi piacerebbe, piuttosto, donare al mondo l’eutanasia.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/

Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-02

2.09.2010

Commenti (87)

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    1. anonimomatremendo 2 settembre 2010

      Freda senza accorgersene(o forse si...ahahah!il metacomplotto al quadrato iperbolico.Grande Ugo Bardi)alla fine non fa altro che propagandare le senescenti idee postmoderniste neoliberali tardocapitaliste tipiche di una classe intellettuale ormai alla deriva come il sistema che vuole "dominare".

      ________________________________________________________

      Criticare le teorie post-moderne risulta difficile a causa del loro carattere auto-immunizzante che rende ogni discussione impossibile e trasforma le loro affermazioni in verità di fede che possono solo essere credute oppure no. Ma si può dire qualcosa sulla loro funzione, sul cui bono, e osservare così la sottigliezza metafisica dispiegata dalla merce per difendersi.

      Dietro i tanti discorsi sulla sparizione della realtà non si nasconde altro che il vecchio sogno della società della merce di potersi del tutto liberare dal valore di uso e dalla limitazione che questo rappresenta per l’illimitata crescita del valore di scambio

      E’ la speranza che il capitale fittizio possa continuare ad accrescersi anche in assenza di una base reale. Qui non si tratta di decidere se tale sparizione del valore di uso, proclamata dai postmoderni, sarebbe positiva o no; il fatto è piuttosto che tale sparizione è rigorosamente impossibile, per quanto possa apparire desiderabile agli occhi di molti. C’è evidentemente un nesso tra la diminuzione della sostanza del valore – il lavoro produttivo – negli ultimi tre decenni e la negazione del concetto di “sostanza” in tutto il pensiero postmoderno e decostruzionista. D’altronde, il parallelo tra la simulazione postmoderna e quella economica è stato tracciato in modo significativo da Baudrillard stesso, quando nel 1976 paragona il venir meno del soggetto come riferimento del discorso alla sparizione del gold standard come riferimento del denaro. Ma egli vi vede naturalmente una tappa di un processo inarrestabile che potrebbe sempre continuare, e non il segno di una crisi che si accuisce ogni giorno e di cui la filosofia postmoderna è il rispecchiamento acritico.

      Che non esista alcuna sostanza e che si possa vivere in eterno nel regno della simulazione, ecco la speranza di tutti i padroni del mondo attuale, e non solo dei padroni. Quando diventa evidente la estrema caducità della base della propria vita individuale e collettiva, quando la realtà si dimostra in tutta la sua pericolosità non più allontanabile, ma allo stesso tempo ancora non è arrivata a essere percepibile fin in fondo, quando brucia la casa del vicino immediato, ma la propria si è giusto un po’ scaldata, allora è il momento delle teorie che insegnano che tutto è relativo e niente è certo, che nessuna perdita è irreparabile perché per tutto è già pronta la copia, la protesi, il succedaneo – che però non possono neanche venir considerati tali, poiché l’originale non esiste – e che tutto è interscambiabile, combinabile, smontabile. Don Ferrante era il primo rappresentante del pensiero postmoderno, e i crolli a catena delle “economie emergenti” negli ultimi tempi ne costituiscono la pietra tombale, così come dell’economia neoliberista.. E’ comunque curioso notare che l’impietosa critica postmoderna di ogni ricerca della verità, del senso e dell’autentico rappresenti essa stessa un atteggiamento iper-illuministico, incentrato sulla continua distruzione degli idoli e sulla pretesa di enunciare la grande verità che la verità non esista e di svelare il vero senso della ricerca del senso.

      Come si vede, non è facile sottrarsi al fascino perverso della merce. La critica del feticismo della merce è l’unica strada oggi percorribile per una comprensione globale della società, e per fortuna una tale critica si sta già formando.(http://www.krisis.org/1998/le-sottigliezze-metafisiche-della-merce)

    1. anonimomatremendo 2 settembre 2010

      Che Freda faccia parte del COMPLOTTO?:)

    1. anonimomatremendo 2 settembre 2010

      Ma bastaaaaa.Ancora con sta storia del Teschio di Starchild.L'altro giorno la teoria che i cinesi hanno scoperto l'america 70 anni prima di Colombo sbufalata dagli stessi cinesi (http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/esteri/mappafalsa/mappafalsa/mappafalsa.html.).Adesso lo Starchild spacciato per alieno che manco gli ufologi ci credono (http://ufologie.net/htm/starchild.htm).Aaaahnnamo bene....

      O Sancho Panza,aiutaci tu.

    1. ranxerox 2 settembre 2010

      Concordo. Sono di origine valtellinese e negli anni, nei decenni, ho visto quanto sia regredito il manto nevoso sulle Retiche come pure ho notato la totale scomparsa di tutti i ghiacciai orobici esistenti negli anni '60. A proposito del post di Freda aggiungo che sostenere che l'affievolirsi dei ghiacci d'Artide e l'incremento di quelli antartici si controbilancino sia tanto disinformativo da rasentare l'idiozia.

    1. anonimomatremendo 2 settembre 2010

      Sentite qua:"La religione “scientifica” chiama oggi “complottismo” ogni tentativo di rimettere in gioco l’idea in base alla quale il “mondo” non esiste come ente in sé, ma è un prodotto della cultura. E la cultura è a sua volta un prodotto dell’élite dominante in una data epoca...".E qui finisce il mondo.Capito?Le elites dominanti sono come Dio:prima di loro,nulla.Freda non é solipsista,é una SOLA.

    1. vic 2 settembre 2010

      Molti dei reperti di cui parlano Cremo e Thompson erano finiti in angoli oscuri dei magazzini di vari musei. Altri sono finiti in mani private. Altri sono andati persi.

      Esistono due versioni del libro. In una c'e' un'esteso riferimento bibliografico. Nell'altra la bibliografia e' piu' succinta.

      I reperti tipo martello del paleocene vennero datati da geologi. Altri piccoli manufatti saltarono fuori da pezzi di carbone, una volta spezzati. I geologi datarono il carbone al periodo carbonifero, quindi per deduzione logica i manufatti ivi incorporati.

      C'e' una divertente foto di un sandalo incastonato in una pietra non mi ricordo piu' di che periodo. Ammesso che ci fossero in giro degli ominidi, la prima sorpresa e' che avessero i nostri piedi, la seconda e' che avessero i nostri gusti, in quanto alle calzature, e la terza e' che dovevano esserci degli artigiani calzolai tessitori di sandali. Tutto questo quando secondo teoria l'uomo non era ancora apparso sulla terra.

      Chissa' perche' e' d'uso dire apparso e non nato.
      Apparire si coniuga piu' facilmente al passato remoto. Sara' per quello.

      ;-)

    1. martiusmarcus 2 settembre 2010

      Ammirevole. Per vitalità intellettuale, per la coerenza epistemologica, per lo stile dell'argomentazione: davvero complimenti, Freda: una musica per l'intelletto!

    1. Santos-Dumont 2 settembre 2010

      Ops, l'utente Trumana ha citato Dick prima di me... :)

    1. Santos-Dumont 2 settembre 2010

      Egregio Freda, se proprio ci tiene l'eutanasia la doni a sé stesso, e in merito allo sproloquio sul metodo scientifico e sulla supposta assenza di una realtà oggettiva, le rispondo con una frase del compianto Philip Kendrick Dick:

      La realtà è quella cosa che, anche se smetti di crederci, non svanisce. (Reality is that which, when you stop believing in it, doesn't go away.) (da How to Build a Universe That Doesn't Fall Apart Two Days Later, 1978)



      Saluti.

    1. astabada 2 settembre 2010

      La storia del martello impossibile e' raccontata da Michael Cremo nel suo libro: "Archeologia proibita", scritto con Thompson qualche anno fa'. Vi sono molte altre storie assai interessanti. Molte risalgono al 1800, alcune riguardano reperti italiani.

      Se questi reperti ancora esistono, dove si trovano adesso? Qualcuno ne ha fatto una bella analisi al C14?

      Per la teoria dell'evoluzione non si tratta di negarla od accettarla. Il meccanismo della selezione naturale indubbiamente esiste. Pero' non e' il solo. Non ci siamo sempre coi tempi. E nemmeno le spiegazioni sono convincenti fino in fondo. Salta sempre fuori un fossile che butta tutto all'aria.

      Ammetterai pero` che un numero enorme di specie si e` estinto; in tal caso il numero di specie viventi sulla Terra e` in costante diminuzione, da sempre. Mentre all'inizio gli uomini convivevano coi trilobiti, gli scorpioni giganti e i dinosauri, man mano le specie sono andate scomparendo, fino a giungere ad oggi. Altrimenti, se nuove specie compaiono, da dove vengono? E` naturale come dici che ci siano altri meccanismi. Per dirla tutta la bruta selezione del piu` adatto non e` nemmeno il piu` importante. Mi riferisco ad esempio alla prolificita` delle specie, per non parlare della versatilita`.

      Sulla cosmologia. Uno o due anni fa' ebbi modo di assistere casualmente ad una conferenza di Veneziano, quello che ha scoperto una formula riguardo la teoria delle stringhe (anche quella chissa' perche' chiamata teoria quando rimane una congettura, per ora). Alle domande gli chiesi cosa ne pensasse degli esperimenti sulla gravitazione di un certo Podkletnov. Rimasi strabiliato dal fatto che non ne sapesse nulla! A conferma di come oggi si lavori troppo a comportamenti stagnii. Occorre dire che la cosmologia va forse controtendenza in quanto gente di discipline assai lontane finalmente si parla. Non so se in cagnesco o affettuosamente.

      Sono d'accordo che oggi ci sia molta specializzazione, ma ti assicuro che le frontiere della ricerca scientifica sono cosi` lontane ormai che diventa arduo conoscerne piu` che il necessario al proprio lavoro. Un po` come la storia dei sette messaggeri di Kafka.

      Che si dice nell'ambiente sugli esperimenti degli anni '50 circa l'interazione elettrogravitica dimostrata sperimentalmente da Townsend Brown? Oppure sugli esperimenti del compianto Brian de Palma il quale mostro' che non tutti gli oggetti cadono con la stessa accelerazione? So che nelle scuole non se dice nulla!

      Si, infatti non si dice nulla neanche adesso...

      Continua piu` tardi...

    1. andyconti 2 settembre 2010

      Caro Freda, non le assegnerei mai nessuna etichetta perche' mi limito a leggere i suoi articoli e valutarli obiettivamente, questo articolo in particolare mi sembra piu' ideologico delle ideologie che Lei giustamente critica. "Ideologico" e' un'etichetta? Comunque, tutto serve al dibattito e all'informazione.

    1. vic 2 settembre 2010

      La storia del martello impossibile e' raccontata da Michael Cremo nel suo libro: "Archeologia proibita", scritto con Thompson qualche anno fa'. Vi sono molte altre storie assai interessanti. Molte risalgono al 1800, alcune riguardano reperti italiani.

      Per la teoria dell'evoluzione non si tratta di negarla od accettarla. Il meccanismo della selezione naturale indubbiamente esiste. Pero' non e' il solo. Non ci siamo sempre coi tempi. E nemmeno le spiegazioni sono convincenti fino in fondo. Salta sempre fuori un fossile che butta tutto all'aria.

      Sulla cosmologia. Uno o due anni fa' ebbi modo di assistere casualmente ad una conferenza di Veneziano, quello che ha scoperto una formula riguardo la teoria delle stringhe (anche quella chissa' perche' chiamata teoria quando rimane una congettura, per ora). Alle domande gli chiesi cosa ne pensasse degli esperimenti sulla gravitazione di un certo Podkletnov. Rimasi strabiliato dal fatto che non ne sapesse nulla! A conferma di come oggi si lavori troppo a comportamenti stagnii. Occorre dire che la cosmologia va forse controtendenza in quanto gente di discipline assai lontane finalmente si parla. Non so se in cagnesco o affettuosamente.

      Che si dice nell'ambiente sugli esperimenti degli anni '50 circa l'interazione elettrogravitica dimostrata sperimentalmente da Townsend Brown? Oppure sugli esperimenti del compianto Brian de Palma il quale mostro' che non tutti gli oggetti cadono con la stessa accelerazione? So che nelle scuole non se dice nulla!

      C'e' anche la faccenda di quelli che propongono spiegazioni di tipo elettrico per spiegare molte manifestazioni dell'universo. Forse stiamo guardando troppo lontano. Una pausa di riflessione farebbe bene. Come ho gia' detto, ad esempio, ristudiando il pendolo. Perche' se la materia+energia oscura pervadono tutto, pervadono anche il pendolo. Il trucco e' naturalmente quale tipo di pendolo composto scegliere. Non dimentichiamo che Allais, durante le eclissi di sole, si accorse che il pendolo di Foucault deviava dal suo piano di oscillazione. La questione e' tuttora controversa. C'e' chi ha replicato gli esperimenti di Allais e chi non c'e' riuscito. Ma e' la teoria che manca! Come mai succederebbe un effetto del genere?

      Ha qualcosa a che fare con le anomalie d'orbita che von Braun riscontrava coi primi satelliti americani?

      Di queste cose al pubblico gli scienziati non parlano mai, forse perche' sono troppo presi dal loro particulare. Il guaio della specializzazione.

      Sarebbe molto interessante ripetere gli esperimenti di Galileo dalla torre di Pisa, ma secondo il procedimento di de Palma. Per il pubblico piu' che altro, perche' sono abbastanza convinto che in certi ambienti questi effetti sono ingegnerizzati da parecchio tempo.

      Nei media ci si dimentica spesso della storia recente. Durante gli anni che rivoluzionarono la concezione del mondo micro e macro, era un susseguirsi continuo di nuove teorie convalidate o invalidate da nuovi esperimenti. Il modello atomico a budino venne rapidamente abbandonato davanti alla sua non evidenza sperimentale.
      Oggi al contrario ci sono teorie, sorry congetture, che persistono tenacemente per decenni, senza il minimo straccio di una minima evidenza sperimentale. siamo al paradosso che non si e' nemmeno in grado di immaginare un semplice esperimento fittizio, mentale. Dico semplice perche' la semplicita' questi amanti delle stringhe non sanno nemmeno cosa sia. Eppure le loro congetture (bravo, ce l'ho fatta a non dire teorie) vengono continuamente glorificate dai media, circondandole dal solito alone di grande conquista del sapere, quando in realta' si sa solo che sono: troppo complicate, troppo vaghe. Si vede forse in giro un motore a stringhe? Una tivu' a stringhe? Un telefonino a stringhe? Un telescopio a stringhe? Niente di niente. 150-100 anni fa' le cose andavano ben diversamente. I motori elettrici funzionavano, il telegrafo era un pomello tangibile. La scienza era piu' agile e snella, pur dispondendo di molti meno mezzi di oggi, in particolare essendo priva di computer. Mica e' niente. Oggi senza computer saremmo nella notte piu' oscura.

      Un ricordo vada all'umilissimo, ormai centenario elettrone. L'unica particella elementare che c'ha veramente cambiato la vita ed il modo di vedere il mondo. E forse in futuro ci si accorgera' che gioca un bel ruolo pure nei maneggi dell'universo. Forse piu' dell'elusivo gravitone che a questo punto possiamo quasi dire che non esista affatto. Bel busillis la gravita', nevvero? Di sicuro e' molto oscura in quanto funziona anche di notte.

      La notte, in cui cadra' il modello standard se quelli dell'LHC non ce la faranno ad estrarre dal budino di Dio il bosone di Higgs, che tutto pervade, tutto tocca e nulla stringe. Sto scrivendo frasi troppo eteree. Ops, non si puo' dire etere. Va bene diro' Higgs. Ma non fatemi dire particella di Dio, perche' Dio non centra proprio un bel niente. A' propos, non confondiamo il niente col vuoto, ne'!

      Con stima divertita

    1. astabada 2 settembre 2010

      La temperatura sulla terra non e' mai stata costante.

      Su questo non ci sono dubbi. Infatti non e` preoccupante tanto il cambiamento, quanto la sua entita` e la sua rapidita`

      Quindi e' in se' sciocco meravigliarsi se per caso la temperatura aumenta, come durante il 1200, quando con la temperatura fiori' anche l'arte e la scrittura, o se per caso diminuisce, com'e' il caso per la temperatura media terrestre da dieci anni a questa parte, o come successe durante il miniperiodo glaciale, allorche' il sole manifestava pochissime macchie e i londinesi evolvevano felici sul Tamigi, grazie ai veloci pattini che portavano ai piedi.

      I legami tra il sole e il clima sono ben noti ai climatologi. Su realclimate trovi dettagliate (con riferimenti) spiegazioni in proposito.

      E' ancora piu' sciocco trangugiare ad occhi chiusi l'ipotesi dell'effetto serra dovuta all'anidride carbonica, come se fosse una verita' rivelata. Che il CO2 possa in linea di principio giocare un ruolo e' indiscutibile. Che pero' questo ruolo sia decisivo e' tutta un'altra storia. L'effetto serra terrestre e' dovuto prevalentemente, il 90% piu' o meno, a certi tipi di nuvole a certe ore del giorno. Poi giocano un piccolo ruolo il metano ed altri gas, fra cui eventualmente il CO2. Fatto sta che le misure dirette sul CO2 presente nell'alta atmosfera non hanno rivelato nessun effetto serra. Capito: se c'e' non e' misurabile, per cui la conclusione logica sarebbe di dire, lasciamo perdere il CO2, tanto piu' che non fa male a nessuno, anzi fa bene al mondo vegetale, e tanto piu' che ce n'e' molto poco nell'atmosfera, in rapporto all'azoto o all'ossigeno.

      Il contributo della CO2 all'effetto serra avviene soprattutto in alta quota. Del resto l'osservazione che per il 90% esso non e` dovuto alla CO2 e` irrilevante: un po' come dire che aggiungendo una biglia a un bicchiere pieno d'acqua (o altre sostanze) fino all'orlo non cambia la situazione. Il tavolo si sporca. Per quanto riguarda il beneficio della CO2 alla vegetazione, esso e` valido solo fintanto che altri effetti (siccita`, temperature in rapido cambiamento) non entrano in gioco. Ci sono degli interessanti risultati al riguardo, li trovi linkati qui [ugobardi.blogspot.com]. Naturalmente sono a pagamento, come ogni cos che e` meglio non si sappia troppo, pero` se sei interessato mandami un messaggio (o crea una mail temporanea) per modo che chi ne ha la disponibilita` possa inoltrarteli (naturalmente io non ho tale disponibilita`, e se l'avessi non violerei le condizioni che ho accettato per averla). Qui trovi una spiegazione dettagliata dell'effetto della CO2. Qui [www.realclimate.org] invece l'opinione opposta.

      Per la statistica sugli ominidi fossili, lasciamo perdere va', i ritrovamenti sono cosi' sparuti che non vale nemmeno la pena mettersi a misurare qualsiasi significativita' statistica.

      Sparuti ma presenti, a differenza di quelli di Homo Sapiens Sapiens, a parita` di epoca. Non dirmi che non significa niente!

      A cio' vanno aggiunti ritrovamenti "impossibili", ad esempio di un martello dentro una roccia del paleocene. Che ci fa' un martello? Non sarebbe da dedurre che probabilmente qualcuno lo usasse e prima ancora qualcun altro lo assemblassse: c'e' da fare almeno un foro, lavorare il manico e guarda un po' estrarre il ferro e fonderlo a forma di percussore! Tutto questo quando secondo la paleontologia non c'era ombra di homo sapiens da nessuna parte!

      Di questo non sapevo nulla. Certo sono a conoscenza di ritrovamenti archeologici di difficile interpretazione, ma da qui a un martello in epoca pre neolitica! Se hai dei link ti invito a pubblicarli cosi` mi risparmio la fatica di cercarli.

      Prendiamo i prodotti di consumo inanimati, ad esempio le auto. Sappiamo tutti che non hanno attivita' sessuale propria. A nessuno salta in mente di dire che il modello tale e' discendente sessuale diretto del modello tal altro per via della legge dell'evoluzione di Darwin. Eppure se si analizzasse la morfologia dell'auto, si facesse un elenco delle caratteristiche, poi invece di auto si scrivesse un nome di un animale fossile estinto, tutti sarebbero pronti a scommettere d'aver trovato una catena evolutiva del genere "quadrirota semoventis".

      Immagino che gli scienziati del futuro saranno in grado di distinguere tra organismi ed oggetti inanimati. Vedi per gli organismi i meccanismi della riproduzione sono generalmente ben noti e sono in accordo con la teoria dell'evoluzione. A dire la verita` anche oggi gli archeologi trovano "serie" storiche, come quelle dei vasi e non mi risulta che abbiano avanzato una teoria dell'evoluzione biologica del vaso. Dietro la teoria dell'evoluzione c'e` un po` di piu` che qualche fossile!

      Un po' lo stesso discorso vale per tutto cio' che e' lontanissimo quanto la nascita dell'universo. Si possono imbastire racconti, piu' o meno verosimili. Ma presumere di sapere tutto di quei momenti e' davvero troppo. Infatti alla minima (che e' poi massima) contraddizione si inventano nomi conturbanti e misteriosi: energia oscura, massa oscura. E' come ammettere: non abbiamo capito praticamente niente! Pero' non lo si ammette di fronte al grande pubblico. Davanti al quale si rigira la frittata: guardate come siamo abili, abbiamo scoperto l'esistenza della materia oscura e dell'energia oscura.

      Guarda caso io lavoro (lavoricchio) in questo campo e la stragrande maggioranza dei miei colleghi e` perfettamente a conoscenza del problema, tanto e` vero che quando si parla ad esempio di materia oscura si ha ben presente che si sta parlando di un effetto dinamico misurato. Quando si parla invece di ipotetiche particelle costituenti l'ipotetica massa che determinerebbe gli effetti misurati, si parla allora di CDM o altro. Non posso escludere che ci sia una certa tendenza a semplificare quando si parla con i media, ma d'altronde e` accaduto ripetutamente che questi, a casa o in redazione, stravolgessero dichiarazioni e interviste. C'e` un nutrito gruppo di astrofisici che trova convincente l'attuale paradigma, ma non vuol dire che sia l'unica strada che stiamo battendo!

      Cheers,

      astabada

    1. Truman 2 settembre 2010

      Interessante disputa questa tra Bardi e Freda, in cui ambedue hanno molte ragioni. Sicuramente criticabile la tendenza di Bardi a dare del "complottista" a chi non accetta le versioni ufficiali.




      D'altro canto Freda, almeno in un punto, la spara grossa:

      La religione “scientifica” chiama oggi “complottismo” ogni tentativo di rimettere in gioco l’idea in base alla quale il “mondo” non esiste come ente in sé, ma è un prodotto della cultura.

      Ora l'idea che il mondo sia solo un prodotto della cultura è un'altra assunzione non dimostrabile, ed anch'essa è ideologica, settaria, di parte. Personalmente non mi sento di escludere che possano esistere sia entità reali che entità culturali e che il mondo come lo conosciamo sia una combinazione delle due. Diciamo che mi piace molto la defizione di P. K. Dick: "La realtà è ciò che si rifiuta di sparire anche quando noi smettiamo di crederci" (intendendo qui la realtà come realtà profonda). C'è poi la realtà come costruzione sociale (Berger e Luckmann) ma essa presumibilmente appoggia sulla realtà profonda.

    1. oldhunter 2 settembre 2010

      Leggere: Galileo non è sul libro paga del Vaticano. Capire: esprimendo idee che vogliono essere a tutti i costi alternative che si distaccano totalmente dal buonsenso (come sostenere che sia la Terra a ruotare attorno al Sole) è uguale a tenere un comportamento che avvantaggia quello che si dice che stia combattendo.

    1. Mondart 2 settembre 2010

      Una "vera" regola c'è, ed è quella che sta alla base di tutte le altre: ossia "il nostro modo di funzionare e comprendere" .... Per questo ogni vera battaglia viene condotta sulle menti, ancor prima che sul campo.

    1. makashikan 2 settembre 2010

      grazie della tua risposta.
      Purtroppo ancora non si riesce a pensare con la propria testa, e crediamo a questi dogmi imposti dall'alto, senza dubitare un attimo, proprio per questo motivo, siamo in queste condizioni catastrofiche.

    1. Mondart 2 settembre 2010

      Ecco dunque materializzarsi il dogma della "Green Economy", che ha esattamente lo scopo di preparare il terreno agli attuali dominanti, che ora stanno per "chiudersi nel bozzolo" al riparo di crisi, guerre e sconvolgimenti, per risvegliarsi come farfalle .... dominanti: che tutto cambi affinchè nulla cambi.


      UN VERO CAMBIAMENTO INVECE si avrebbe se fosse lo stesso IMMAGINARIO COLLETTIVO a cambiare se stesso, non a recepire passivamente quanto indottovi ... ( le modalità di sfruttamento sono vicinissime, e per questo pericolose: ciò che ci viene proposto in modo indotto infatti rasenta molto da vicino "l' auspicabile", ed è proprio su questo che si basa ogni cambiamento indotto dall' alto ! ) ....


      Ecco, propongo un mio post a maggior chiarimento:

      http://brunotto588.blog.espresso.repubblica.it/il_linguaggio_dimenticato/2009/04/l-immaginario-quale-sfera-del-possibile.html

    1. Skaff 2 settembre 2010

      Quando Freda non parla di Berlusconi mi piace :)
      Sul serio, ottimo articolo, condivido al 100% e anche molto ben scritto. Bravo Freda!

    1. sandman972 2 settembre 2010

      Lo è perchè ti obbligano a curarti con medicinali che ti fanno pagare un occhio della testa. :-)

      Se perdi un pò di tempo ad informarti scoprirai ad esempio che i primi "medicinali" per l'HIV erano composti esclusivamente dalle famigerate AZT, che erano state brevettate come antitumorali negli anni '60, poi non commercializzate perchè si era scoperto che erano tumorali ed immunosoppressive (guarda un pò...), e quindi riciclate e prodotte come...veleno per topi!!!

      Quando nel 1983 Gallo "scoprì" il virus dell'HIV, che indubbiamente esiste (ti sarà noto che la diatriba non è se l'HIV esiste o no, ma la sua correlazione funzionale con l'AIDS) queste AZT vennero "miracolosamente" ripescate dal cilindro della casa farmaceutica che deteneva il brevetto (che casualmente era anche una delle sue finanziatrici principali).

      Venne quindi attuato un programma governativo che consisteva:

      1) Nel test di sieropositività di Gallo, su cui il celeberrimo ha ovviamente il brevetto, che si è poi scoperto avere una percentuale elevatissima di falsi positivi e

      2) Nel motto "Colpisci duro, colpisci subito", che consisteva nell'iniziare le cure con AZT appena veniva diagnosticata la sieropositività.

      Le conseguenze di questo furono che i tempi di sopravvivenza dei primi sieropositivi erano dell'ordine di 15-18 mesi dal momento della diagnosi. Casualmente, chi non si è curato è sopravvissuto anche 18-20 anni prima di manifestare la malattia.

      Al giorno d'oggi ti dicono che dal momento del contagio il tempo medio prima che insorga l'AIDS è di 15, 20, persino 30 anni, e dicono che dipende dal fatto che sono "migliorati" i medicinali...questo perchè nel corso degli anni il cocktail è stato modificato eliminando progressivamente le AZT, che steminarono i primi malati sottoposti a quei bombardamenti di sostanze tossiche.

      Chi negli anni '80 non si è curato con i protocolli medici di allora è sopravvissuto tanto quanto quelli che oggi si curano con le ultime risorse della medicina...e già questo a me da MOLTO da pensare.

      Per approfondimenti, qui si parla abbastanza bene dell'argomento. :-)

      http://www.mednat.org/aids/aids_bugie.htm

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