CASSANDRA CROSSING

CASSANDRA CROSSING

DI GIANLUCA FREDA

blogghete.blog.dada.net

Nell’aprire la mail questa mattina, ho avuto la gioia di trovare tra gli avvisi di Google Alert un messaggio che mi informava della recente pubblicazione, ad opera del Prof. Ugo Bardi, sacerdote dell’Association for the Study of the Peak Oil (ASPO), di questo sagace articolo inerente la mia telematica persona. Mi viene quasi voglia di ringraziare il Prof. Bardi. E’ raro, infatti, che un articolo di critica nei miei confronti presenti toni così garbatamente ironici, articolati in un discorso che – pur non cogliendo minimamente nel segno e capovolgendo ciò che penso nel suo esatto opposto – si lascia leggere con un certo piacere.Abituato come sono a sentirmi appioppare etichette a casaccio (comunista, nazista, antisemita e altri simili nonsense) ogni volta che provo a prescindere dalle etichette e analizzare i contenuti, devo confessare di aver trascorso nella lettura di questo forbito anatema dodici secondi abbastanza gradevoli.
La dottrina dell’ASPO, i cui riti il Prof. Bardi si pregia di officiare, è universalmente nota: l’umanità peccatrice, che ha deturpato e avvelenato il pianeta per il proprio sozzo piacere, verrà punita nei prossimi anni da alcune apocalissi scatenate sulla Terra dal Dio dello Sviluppo Sostenibile in persona, che strazierà e martorierà i perversi con orribili catastrofi, costringendo i sopravvissuti a riprendere la strada del contatto con la natura e delle energie alternative. La natura di queste apocalissi varia da decennio a decennio, senza però che questo modifichi, nella sostanza, l’immensa entità della punizione che ci attende. Negli anni ’70 andavano di moda la sovrappopolazione e il raffreddamento globale, che garantivano con assoluto rigore scientifico l’estinzione dell’umanità per scarsità di risorse alimentari e glaciazione impellente dell’orbe terracqueo. Negli anni ’60 e negli ’80 spopolava l’apocalisse nucleare. Oggi il millenarismo religioso di fisici, biologi e altri lucumoni del disastro si concentra sui cherubini del picco petrolifero e del riscaldamento globale, che Dio invierà a mondare con dardi fiammeggianti l’umanità corrotta, salvo che l’umanità non si decida ad ascoltare per tempo la parola degli scienziati-profeti, il cui verbo è verbo di Dio e può redimere in extremis i viziosi, donando loro la salvezza.

Trattandosi di una religione costruita su dogmi, è perfettamente inutile, ed anzi eretico, sventolare sotto il naso dei sacerdoti le demoniache tentazioni del buon senso e dell’osservazione della realtà. E’ blasfemo, ad esempio, far notare che – come scriveva Vincenzo Zappalà in un articolo qui pubblicato alcuni giorni or sono – i ghiacci dell’Antartide, ben lungi dallo sciogliersi per l’incremento di temperatura, hanno raggiunto una delle massime estensioni degli ultimi trent’anni, controbilanciando abbondantemente la decrescita della calotta artica; è altrettanto blasfemo far notare che il petrolio sta talmente per esaurirsi che le due massime potenze del mondo nel campo dell’energia (Stati Uniti e Russia) stanno disputandosi in Medio Oriente e in Europa il controllo geostrategico di enormi gasdotti (Nabucco e North/South Stream) in un conflitto che modificherà la configurazione del potere globale per molti anni a venire; è poi tentazione di Satana rammentare ai pii devoti la vicenda del Climategate, che ha visto esimi vescovi del Riscaldamento Globale come Michael Mann ricevere milioni di dollari per falsificare i dati “scientifici” sull’imminente scioglimento dei ghiacciai himalayani. Solo una natura profondamente malvagia e “complottista” potrebbe sospettare che dietro questo Sacro Credo si nasconda la semplice tutela di interessi economici e strategici delle nazioni dominanti, come ad esempio la necessità di porre un freno allo sviluppo della Cina e dell’India, imponendo a forza – pena il biasimo della metà del mondo timorata di Dio – un contenimento delle emissioni che azzopperebbe l’ascesa industriale di questi paesi. E figuriamoci, poi, se un miserabile peccatore come me osasse produrre un’osservazione del tutto ruspante e antiscientifica, come ad esempio che il Riscaldamento Globale non ha impedito, quest’anno, che sulle spiagge di Sestri Levante si gelasse nella settimana di Ferragosto, né la sospensione anticipata delle ferie a cui sono stato costretto per evitare che le bambine, stando sul bagnasciuga, prendessero la polmonite anziché l’abbronzatura. Queste dozzinali notazioni d’insulsa realtà sperimentale non devono permettersi di mettere in discussione la Grande Fede Scientifica. Si brucerebbe chi le esprime sul sacro rogo, per l’avventatezza e l’ignoranza che dimostra, se i fumi della combustione non rischiassero di affrettare lo scioglimento delle calotte artiche e l’innalzamento del livello degli oceani, che ci sommergerà tutti.

E’ un fenomeno da studiare: il pensiero scientifico, che era nato per opporre i dati della realtà all’astrattezza filosofica della religione, che da essi pretendeva di prescindere, ha finito per diventare una delle religioni più sprezzanti e nemiche della realtà che il mondo abbia mai conosciuto. Provate a parlare di esperienza quotidiana e tangibile con un luminare della fisica o della biologia: vi liquiderà con un cenno di sufficienza, come un vecchio prete cui provaste a domandare come possa una donna essere vergine e puerpera allo stesso tempo.

Se devo essere sincero, il Prof. Ugo Bardi a me sembra una gran brava persona. Purtroppo, avendo studiato fisica e biologia – cioè Teologia – anziché letteratura e scienze umanistiche, che guardano all’uomo e al suo habitat da una prospettiva assai più concreta, non è disposto a prendere atto delle dinamiche che governano la realtà umana fin dalla sua comparsa sulla scena del mondo. Né è disposto ad ammettere che tutto ciò che chiamiamo scienza, fisica, astronomia, storia, arte, ecc. siano il prodotto della prospettiva culturale con cui le diverse società umane e le diverse epoche storiche guardano al mondo, non un’isola di dati “oggettivi” da analizzare a prescindere dall’osservatore. Sia benedetta la fisica quantistica, che - se non altro - sta lentamente reintroducendo nel nostro modo di pensare questa banale consapevolezza epistemologica, spazzata via per tre secoli dalla sbornia dell’Illuminismo. La religione “scientifica” chiama oggi “complottismo” ogni tentativo di rimettere in gioco l’idea in base alla quale il “mondo” non esiste come ente in sé, ma è un prodotto della cultura. E la cultura è a sua volta un prodotto dell’élite dominante in una data epoca, che viene imposto alla massa dei subordinati attraverso l’uso alternato della forza e del godimento, del bastone e della carota.

Per essere (spero) un po’ più chiaro, faccio un esempio tratto proprio dal blog del Prof. Bardi. Il blog si intitola “Effetto Cassandra” e contiene, in esergo, una presentazione che recita:

“Cassandra cercò di avvertire i troiani del pericolo che la città correva ma non fu creduta. Oggi succede la stessa cosa quando qualcuno cerca di avvertirci di qualche verità scomoda, per esempio il riscaldamento globale o l'esaurimento delle risorse. E' tanto comune che lo possiamo chiamare "Effetto Cassandra." Continuiamo a ignorare le cose che non ci fanno piacere e, addirittura, abbiamo trasformato in offesa la parola "Cassandra". Ma ci dimentichiamo sempre che Cassandra aveva ragione”.

Il senso dell’avvertimento è chiaro: esattamente come Cassandra, noi scienziati siamo la voce di Dio, la Verità parla attraverso di noi. Onorate ed ossequiate le nostre profezie o verrete spazzati via dalla collera divina.

Ora, per quanto operi in un campo dello scibile che tende a trascurare la letteratura, il Prof. Bardi saprà senz’altro che Cassandra non aveva affatto ragione, per il semplice fatto che non è mai esistita. E’ un personaggio del mito, un prodotto della cultura che rispondeva a precise esigenze di configurazione della realtà proprie del ceto dominante dell’epoca. Non credo che il Prof. Bardi intenda sul serio attribuire veridicità storica alla descrizione dell’epilogo della guerra di Troia così come viene narrato dall’aedo Demodoco nell’VIII libro dell’”Odissea”; o che ritenga seriamente che un popolo di navigati guerrieri come quello troiano potesse farsi fregare da un trucchetto scemo come quello del cavallo. Si tratta, ovviamente, non di Storia, ma di trasfigurazione fantastica della Storia, avente lo scopo di sottolineare ed imporre nell’immaginario collettivo alcuni valori che potevano tornare assai utili all’élite mercantile dell’epoca. Il valore dell’astuzia (Odisseo e il suo cavallo di legno), dell’intelligenza, del sapersela cavare in ogni occasione, che sono tipici del mercante e che vengono imposti alla collettività come punti di riferimento etici volti ad esaltare le qualità del ceto dominante (non a caso, Odisseo ha l’appellativo di πολύτροπος, cioè “uomo dalle mille risorse”). Troveremo l’esaltazione degli stessi valori mercantili in un testo scritto duemila anni più tardi, il Decamerone, in cui Boccaccio esalta appunto l’intelligenza, l’astuzia, la capacità di fornire a bruciapelo risposte argute, ecc., proprio nel momento in cui la società europea si avvia a diventare una società del mercantilismo borghese, uscendo da quasi mille anni di localismo autarchico medievale. Non è narrazione veridica, è gestione del potere che plasma gli avvenimenti riconfigurandoli ad immagine e somiglianza dei gruppi dirigenti. Allo stesso modo, in entrambi i testi viene esaltato il mito del viaggio, della scoperta, del contatto con popoli nuovi e strani, tutti valori tipici delle società mercantili. Non è un caso che il mito del cavallo di Troia compaia nell’Odissea e non nell’Iliade, che descrive la guerra di Troia nel pieno del suo svolgersi, ma è stata “assemblata” da composizioni orali risalenti a molto tempo prima, all’epoca in cui la società degli Achei aveva un carattere prettamente militare ed esaltava dunque la forza e il coraggio dei guerrieri, non sapendo che farsene dell’astuzia da commerciante di un ancora inimmaginabile Ulisse.

Nel Decamerone, i valori religiosi vengono esaltati, ma viene messa alla berlina la corruzione e l’immoralità della gerarchia ecclesiastica, che il ceto mercantile doveva affossare per poter emergere. L’Odissea, invece, è lo specchio di un habitat sociale in cui i dominanti si servono anche dell’immaginario e della ritualità religiosa per amministrare il proprio potere. Da qui la genesi del personaggio di Cassandra, che intimava di non sfidare mai gli avvertimenti della divinità, dei quali erano ovviamente le bocche dei gruppi di potere a farsi interpreti.

Tutto questo per dire che la Storia non è mai “scienza” empirica nel senso galileiano del termine, ma narrazione, che viene di volta in volta adattata alle esigenze delle élite di potere. La stessa cosa vale per ogni altro ambito dello scibile. La concezione “statica” dell’universo tolemaico non era dovuta a “ignoranza”: era invece la fedele riproduzione di una società cristallizzata ed immobile, articolata in tre stati (bellatores, oratores, laboratores) non permeabili tra di loro, cui non si poteva accedere per ricchezze o capacità personali ma solo per diritto di nascita. La concezione “dinamica” dell’universo copernicano, che impone alla Terra e ai pianeti movimenti frenetici su se stessi e intorno al sole (movimenti, sia detto tra parentesi per non scandalizzare ulteriormente il buon Bardi, mai pienamente dimostrati sul piano scientifico), nasce invece col declino del vecchio assetto socio-culturale, quando l’emergere della borghesia scardina alla base l’impenetrabilità dei gruppi umani del medioevo, consentendo rimescolamenti, ascese e tracolli di fortune personali e familiari tali da delineare una società in continuo mutamento, i cui nuovi membri dominanti (i borghesi) fanno della mobilità geografica e sociale la propria virtù di riferimento. Non dico che l’una concezione dell’universo sia vera e l’altra falsa: dico che entrambe sono prodotti della cultura imposta da due differenti tipologie di élite per giustificare il loro potere e possono essere vere o false a seconda del tipo di struttura che si intende impartire al corpo sociale.

Se avessimo la possibilità di vivere qualche migliaio di anni, assisteremmo alla sparizione di migliaia e migliaia di proposizioni “scientifiche” che oggi diamo per scontate e che col passare del tempo cadrebbero nel dimenticatoio e nel ridicolo. Non perché la scienza si evolva, ma perché le configurazioni sociali si modificano col passare dei secoli e ristrutturano a propria immagine la scienza e la prospettiva che i popoli hanno sul mondo che li circonda. La realtà è immaginazione condivisa. Ogni cosa esiste soltanto se c’è un accordo sufficientemente diffuso sulla sua esistenza. I media di oggi e la capillarità della rete ecclesiastica dei secoli passati sono appunto gli strumenti per mezzo dei quali viene posta in atto tale condivisione nel corpo passivo delle masse.

Non è affatto vero ciò che dice il Prof. Bardi, e cioè che una simile visione delle cose equivalga ad “autoconvincersi che qualsiasi cosa ti venga in mente li' per li è vera”. E’ esattamente il contrario. Nessuna forma solipsistica di immaginazione potrà mai acquisire lo stato di “realtà” se non è oggetto di contrattazione con altri; se non ottiene condivisione, esisterà solo allo scopo di beffare, tradire e deludere il suo ideatore, senza mai neppure avvicinarsi a costituire un “mondo mentale” abitabile.

Il potere dei dominanti sta nel possesso degli strumenti e delle posizioni di forza che consentono loro di definire le regole e i principali parametri di questa condivisione. Convincete qualche miliardo di persone che esiste una malattia chiamata “AIDS” e quella malattia esisterà all’improvviso; anche se si tratta in realtà di mille patologie differenti e preesistenti, unificate arbitrariamente sotto l’azione di un virus che nessuno ha mai visto. E’ il potere della nominazione a creare il mondo e il legame tra significante e significato è, per l’appunto, arbitrario. Quando il significante è stato debitamente inculcato nella coscienza collettiva, risultandone sufficientemente condiviso, esso è pronto a creare spontaneamente il proprio significato di riferimento. E’ così che le élite perpetuano il loro potere: utilizzando la propria posizione di forza per coniare nomi e simbologie, cui saranno poi i dominati a far corrispondere una data realtà. Ne ho conosciute a iosa, negli anni ’80, di persone che hanno iniziato all’improvviso a definire “AIDS” le loro infinitamente differenti forme di debilitazione psicofisica. E i medici – i supremi sacerdoti della “scienza” – confermavano convenientemente i loro sospetti, portando ad esistenza un fenomeno patologico che mai era esistito prima e che improvvisamente, da semplice nome, si trasformava in tangibile agglomerato di idee, comportamenti, sensazioni, costumi sociali, implicazioni relazionali ed economiche.

Tutto questo il Prof. Bardi può chiamarlo “totalitarismo del complotto” se questa definizione gli piace. Ma si tratta in realtà del meccanismo di evoluzione delle società umane e delle loro molteplici “realtà” sotto l’azione del potere direttivo che ha caratterizzato ogni comunità di individui fin dagli albori del genere umano. Ogni collettività rimane viva e stabile finché resta stabile la capacità dei suoi gruppi dominanti di garantire la condivisione necessaria alle “verità” e alle configurazioni del reale che assicurano la loro permanenza al vertice. Quando una élite perde – per obsolescenza - la capacità di generare tale condivisione, la società si trasforma. Nuove “verità”, nuove visioni del mondo, nuove inedite prospettive sull’universo nascono dagli abissi del possibile, sostenute nel loro affermarsi dalla convergenza della nuova “realtà” con gli interessi di un ceto dirigente nuovo.

Se nego e disprezzo le teorie sul picco del petrolio e sul riscaldamento globale, non è soltanto perché sono visibilmente false. E’, soprattutto, perché sono vecchie. Rispecchiano gli interessi di un ordine elitario che ha fatto il suo tempo, che è sopravvissuto a se stesso, che ha reso trasparenti le proprie mire propinandoci per decenni sempre gli stessi giochi di prestigio, senza essere più in grado di conferire la minima credibilità all’universo che, tanti secoli fa, aveva proposto alle masse come nuova realtà abitabile, per chiedere su di esso la fiducia e proporsi come gestore e custode della sua solidità. Questo vecchio universo sta sfilacciandosi, sta cadendo a pezzi e con esso si decompongono i suoi architetti. Non riuscendo più ad ottenere con l’attrattiva la condivisione necessaria al progetto di “realtà” che aveva fatto la loro ricchezza, ci provano con le minacce, con la paura, con la reiterazione di un modello culturale in cui nessuno ha più voglia di riporre fiducia. Minacciano apocalissi terroristiche ed ecologiche a ritmo continuo, celano le loro strategie sotto le spoglie di demoni sempre più raffazzonati e meno convincenti (si pensi al loro bin Laden o al più recente Ahmadinejad), vorrebbero propinarci ancora i miti della tecnologia, del decotto e putrefatto “metodo scientifico” e dell’esplorazione spaziale quando dalle loro fotografie sulla Luna iniziano ad emergere impietosi i paranchi nascosti dietro i fondali. Basta! Che muoiano, con il loro decrepito universo e che nasca un nuovo consesso di potere, demiurgo di una realtà nuova. Se parlo delle loro menzogne sul blog non è perché voglio donare al mondo la verità. Mi piacerebbe, piuttosto, donare al mondo l’eutanasia.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/

Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-09-02

2.09.2010

Commenti (87)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. mug 9 settembre 2010

      leggo solo oggi sia l'articolo di Bardi che il suo, che dire, siamo al punto zero, si può dire tutto e nessuno avrà ragione perchè è solo la ragione ,o meglio la logica, che muove entrambi.
      Che dire, penso che il peek oil esista, perchè dopo aver bevuto da un bicchiere sono abituato a vederlo vuoto, penso che bruciare petrolio inquini perchè se respiro i gas di scarico della mia vespa mi viene la nausea, penso che la terra sia rotonda perchè una nave all'orizzonte scompare, ma di questo non ne sono troppo sicuro...

    1. Biecoblu 5 settembre 2010

      Ehm, sembrerebbe che Michael A. Cremo e Richard L. Thompson facciano parte del Bhaktivedanta Institute di San Diego, una sorta di filiale dell'International Society for Krishna Consciousness... Desumo che non possano che scrivere strunzate.

      http://www.talkorigins.org/faqs/mom/lepper.html

    1. ottavino 3 settembre 2010

      E dov'è che Freda dice che non dovremmo temere le malattie chiamate "AIDS"?. Insomma che si dovrebbe fare secondo te? Lo capisci che la tua critica è sensa senso? Siccome lo stato spende soldi per curare questa gente, bisogna trattenerci da dire che l'AIDS è una buffonata....ma che logica è?

    1. venezia63jr 3 settembre 2010

      Bravo Freda. Non mi hai deluso neanche quando hai saputo spiegare chi era cassandra.

    1. anonimomatremendo 3 settembre 2010

      Oooops ,cancello le prime due righe.Quello che si sa é comunque che la formazione della roccia intorno al martello é si di origine recente.Alla fine basterebbe la prova del carbonio,ma evidentemente...

    1. anonimomatremendo 3 settembre 2010

      Non esiste nessuna prova del luogo del ritrovamento,solo la "parola" di quelli che dicono di averlo trovato LI dove le rocce sono antiche di centinaia di milioni di anni.Gli esperti di geologia peró affermano che la roccia intorno al martello é di origine recente.

      Anche in questa vicenda il giudizio di un altro ricercatore, nel caso John Cole, determina una svolta. Egli ha precisato che "Chi non è pratico dei processi geologici non è a conoscenza che la concrezione del martello non è ordoviciana; ma i minerali dissolti degli strati antichi possono indurirsi intorno ad un oggetto recente caduto in una crepa o abbandonato sul terreno se la roccia di fonte, nel caso ordoviciana, è chimicamente solubile".
      Cole inoltre ha notato che il martello è di stile storico americano e probabilmente del diciannovesimo secolo.
      Per considerare il martello un manufatto fuori posto si dovrebbe essere sicuri che sia stato incassato naturalmente nella roccia; dovremmo essere in grado di stabilire la sua età attraverso l’esame del carbonio 14 condotto sul manico di legno; ma da anni Baugh rifiuta di eseguire tale esame. Se Baugh non mostra interesse nella determinazione della verità significa che vuole nascondere qualcosa o teme il risultato degli accertamenti.
      Quindi anche su questo reperto grava il dubbio della sua autenticità; sembra piuttosto frutto di speculazioni nate da un’errata valutazione, con la complicità del suo ultimo acquirente.
      In definitiva, per concludere, in entrambi i casi sopra descritti, si tratta di oggetti imprigionati, casualmente, dai minerali di una roccia chimicamente solubile che, nel corso di qualche decina di anni, tornano ad indurirsi intorno all’oggetto imprigionandolo e fornendo quella parvenza di antichità dovuta solo all’origine della roccia che si è disciolta.
      (http://www.edicolaweb.net/edic044a.htm)

      In fine,"cosa ci fa li il martello"?Niente,che ne so.Cos'altro dovrebbe fare?

    1. astabada 3 settembre 2010

      Link corretto [www.repubblica.it]

    1. Truman 3 settembre 2010

      @daveross:

      Il tuo ragionamento mi appare confuso. Comunque riguarda l'ontologia, non l'epistemologia. Anche in senso anglosassone (l'inglese epistemology corrisponde grosso modo alla nostra gnoseologia) l'epistemologia non basta.

    1. sandman972 3 settembre 2010


      Sul punto uno mi ero già scusato...accidenti alla struttura dei post. :-P



      Sul punto due do quindi per scontato che per l'assioma "Dire che HIV non è collegato all'AIDS è diverso da dire che puoi praticare sesso senza protezione" abbiamo raggiunto un accordo. ;-)



      Punto tre...qui bisogna che ci chiariamo un attimo le idee.

      Prima mi dici che l'incerta correlazione tra HIV ed AIDS è conosciuta da tutti gli addetti alla ricerca. E fin qui posso essere d'accordo, perchè coincide con tutto quello che i teorici del "virus inventato" sostengono.

      Poi però mi dici: "I farmaci servono per non far attivare il virus"...ma allora, i casi sono due:



      o dai per buono il "dogma inculcato", come lo chiami giustamente, ed in questo caso hai ragione ad esporre i ragionamenti successivi legati al modo di affrontare l'HIV da parte del mondo medico;

      oppure sei coerente con la tua prima frase, ed allora non puoi esimerti dal chiederti:

      cazzo, ma allora se le correlazioni sono incerte non è che questi ci stanno inoculando una cura per l'HIV quando non si sa se è veramente lui a causare l'AIDS?

      cazzo, ma allora tutti quelli che negli anni '80 si curavano e sopravvivevano al massimo 15-18 mesi chi o cosa li ha ammazzati?

      cazzo, magari i giornalisti pomperanno sulla relazione HIV=AIDS per vendere più copie basandosi sulla emotività della cosa...ma i medici che sanno di questa mancanza di relazione e si comportano come se niente fosse???

      Eccetera...ne vengono fuori quante ne vuoi di queste domande.



      Sul motivo degli aumenti di casi negli ultimi 10 anni, una delle teorie dei "dissidenti" è che il consumo di droghe che vanno ad indebolire il sistema immunitario possa essere uno dei fattori determinanti; ora, sarà un caso, ma 10-15 anni è esattamente il periodo nel quale droghe per "persone benestanti" come la cocaina sono diventate diffusissime a causa della loro economicità.

      Probabilmente un caso, ma chi lo può sapere? :-)

    1. A_M_Z 3 settembre 2010

      Rispondo al terzo punto.

      Gli addetti ai lavori sono sia medici che purtroppo giornalisti.

      HIV = AIDS è il dogma inculcato; la frase d'effetto che tutti capiscono.

      Nello specifico chi è professionista sa benissimo i limiti delle cure e della ricerca. I farmaci, vere e proprie bombe, servono per non fare attivare il virus che rimane latente in modo da concedere al sieropositivo una vita normale e non da emarginato sociale. Tanto che come scrissi prima non solo nelle categorie a rischio è diffuso il virus.

      Abbiamo appurato che l'hiv può rimanere latente per moltissimi anni.
      Ma fin qui può essere la classica bomba ad orologeria tanto quanto un embolo per chi è predisposto.

      La gravità del problema è che i farmaci non risolvono il problema nel senso che non uccidono il virus ma lo isolano in modo che non possa proliferare. Mentre un embolo o qualsiasi patologia a scoppio random nella vita delle persone può essere curata se si agisce in tempo; con l'hiv non funziona così.

      Se si attiva si muore. Quindi una struttura sanitaria cosa dovrebbe fare?
      Innanzitutto cura chi è malato e in secondo luogo istituzionalmente si produce lo spauracchio per contenere i casi.

      Ultimamente saranno 10 anni che non si parla di AIDS costantemente in televisione e il risultato almeno in Lombardia è stato l'aumento di casi.

    1. A_M_Z 3 settembre 2010

      Questo è ciò ch ha scritto Freda nell'articolo.

      Il resto l'hai scrutto tu.

    1. A_M_Z 3 settembre 2010

      Ottavino scrive "segatura" e io rispondo "legno"

    1. A_M_Z 3 settembre 2010

      Il potere dei dominanti sta nel possesso degli strumenti e delle posizioni di forza che consentono loro di definire le regole e i principali parametri di questa condivisione. Convincete qualche miliardo di persone che esiste una malattia chiamata “AIDS” e quella malattia esisterà all’improvviso; anche se si tratta in realtà di mille patologie differenti e preesistenti, unificate arbitrariamente sotto l’azione di un virus che nessuno ha mai visto. E’ il potere della nominazione a creare il mondo e il legame tra significante e significato è, per l’appunto, arbitrario. Quando il significante è stato debitamente inculcato nella coscienza collettiva, risultandone sufficientemente condiviso, esso è pronto a creare spontaneamente il proprio significato di riferimento. E’ così che le élite perpetuano il loro potere: utilizzando la propria posizione di forza per coniare nomi e simbologie, cui saranno poi i dominati a far corrispondere una data realtà. Ne ho conosciute a iosa, negli anni ’80, di persone che hanno iniziato all’improvviso a definire “AIDS” le loro infinitamente differenti forme di debilitazione psicofisica. E i medici – i supremi sacerdoti della “scienza” – confermavano convenientemente i loro sospetti, portando ad esistenza un fenomeno patologico che mai era esistito prima e che improvvisamente, da semplice nome, si trasformava in tangibile agglomerato di idee, comportamenti, sensazioni, costumi sociali, implicazioni relazionali ed economiche.

    1. sandman972 3 settembre 2010

      Primo, nel caso la considerazione "testa di legno" fosse rivolta a me, non vedo per quale motivo devi scivolare sugli insulti personali. Non mi pare di aver scritto niente che fosse un offesa nei tuoi confronti, e sono dell'opinione che se si arriva agli insulti è perchè non si dispone dell'intelligenza nè di altro mezzo per difendere le proprie argomentazioni, cosa questa che non fa che evidenziare la pochezza della prima come delle seconde. E la chiudo qui. In caso invece fosse rivolto a qualcun altro (nella struttura dei commenti non ci si capisce niente) mi scuso in anticipo.



      Secondo, continui a sostenere che il fatto di conoscere il fatto che l'HIV-AIDS non sono in correlazione espone ad un aumento dei casi di contagio, come se il fatto di proteggersi durante un rapporto sessuale sia una cosa necessaria solo per via dell'HIV e non di altre malattie, come se la notizia della scoperta di una cura ufficiale per l'HIV portasse tutti a dire: "Ehi, figata, da ora in avanti facciamo come se sifilide, scolo, epatite e candida non esistano e ciuliamo tutti con tutti come i grilli!".

      La realtà dei fatti è che gli irresponsabili che fanno sesso con prostitute o sconosciuti senza protezioni c'erano, ci sono, ci saranno, HIV o non HIV, e su questo c'è poco da fare se non sensibilizzare le intelligenze delle persone. E non con uno "spauracchio" tipo l'AIDS alone viola intorno alla gente, ma con campagne informative fatte come Dio comanda ed aprendo il cervello delle persone. Ovviamente, se fosse quello che si vuole ottenere.

      Io per dire uso protezioni anche se penso che la correlazione HIV=AIDS sia fasulla; da cosa deriva la mia prudenza? Dal fatto di usare il cervello, non da ipotetiche "pesti del 2000"; è cosi difficile ottenerlo anche dalla massa, con tutta la forza di convincimento dei mass media?



      Terzo: veramente mi confermi (da persona che sembra conoscere la cosa in prima persona) e puoi presentare prove che gli addetti ai lavori sono 27 anni che sanno che ci sono dubbi sul collegamento, e continuano invece a comportarsi come se questo collegamento ci fosse? Propugnando alla pubblica opinione l'idea che se hai l'HIV prima o poi ti ammalerai SICURAMENTE di AIDS e quindi devi curarti con i loro cocktail antiretrovirali? Facendo sentire chi è HIV positivo come un appestato condannato a morte?

      In questo caso, ti rendi conto che ci troviamo di fronte ad una delle PIU' GRANDI frodi nel campo della medicina???

      Sarebbe come se, poniamo, si venisse a sapere che il livello di colesterolo in realtà NON ha un ruolo certo nelle patologie cardiache, ed i medici che in tutti questi anni hanno somministrato farmaci per questo, lo sapessero tutti!!! Ti rendi conto di questa cosa?? O____O

    1. ottavino 3 settembre 2010

      L'autore non dice l'aids è una cazzata; l'autore dice che è una malattia che in realtà è molte malattie, alle quali è stato voluto dare il nome aids. Quindi la menzogna è della medicina la quale ti inganna due volte. La prima perchè non sa spiegare che cosa sia e quale sia la causa, la seconda perchè ti propina la soluzione che vuole lei, cioè inutili farmaci costosissimi. Di tutta questa situazione, dimmi te che responsabilità ha chi dice semplicemente la verità. Freda o chiunque dica la verità ha la colpa se il nostro sistema sanitario passa i farmaci?. Se accattiamo una medicina inutile e sintomatica? Sedobbiamo sorbirci il potere delle farmaceutiche e dei baroni? Comincia a muoversi la segatura?

    1. vic 3 settembre 2010

      Comprati il libro di Cremo e Thompson, esiste anche in traduzione italiana, poi segui i riferimenti.

      Una volta fatto questo mettiti al lavoro e quando hai finito mi spieghi come si fa a mettere un martello dentro una roccia oppure chesso' un anello di fidanzamento dentro un pezzo di carbone.

      ;-)

    1. A_M_Z 3 settembre 2010

      Che vi siano dubbi sul collegamento è noto e chi studia medicina (e non legge il blog di Freda) lo sa e lo studia! Lo studia da medici che hanno a loro volta studiato anni medicina (Non da Freda).

      Mi fa ridere che sui forum si legga:"vogliono tenercelo nascosto!!" Invece non è vero: la versione "pappetta pronta" per gli zotici vien servita a colazione e durante il pranzo e sui forum.

      La verità la si studia!!!! E ci vogliono anni e sacrifici. Altro che scoprire la verità su "bloggete" leggendo articoli scadenti di un ignorante la cui ignoranza è pericolosa.

      Ciò che è contro la verità ufficiale non è per forza VERO!!!!
      I disinformatori sono soprattutto questi personaggi impreparati ma che scrivono ciò che la gente vuol leggere per non sentrisi stupida.

      EL GA RISU'!!! BRAO.. DIGHEL LE!

      Freda sostiene senza argomentare tante cavolate pseudoscientifiche e senza avere una preparazione in NULLA:
      geologia, fisica, economia, medicina.

      Ma in blog/forum probabilmente è laureato ad honorem.

      E' il filosofo dei poveri che fa tanti proseliti. E scrive cose pericolose.

    1. A_M_Z 3 settembre 2010

      Guarda ti insegno la matematica: 2+2=4.

      Se il messaggio che passa è "l'aids è una cazzata, non esiste" e le persone non la prevengono e si pigliano l'hiv il risultato è un aumento dei malati.
      All'aumento dei casi aumentano le spese mediche = 4.

      Dai che ci puoi arrivare. Signor testa di legno.

    1. sandman972 3 settembre 2010

      Continui a confondere le cose...come ti ho già scritto in un altro post, e tu non mi hai risposto in merito, il dire che non è comprovata la correlazione tra HIV e AIDS (correlazione sulla quale sono basate le costose terapie retrovirali) come dice Freda non è dire "fate sesso senza protezione", questa è una tua illazione che hai estrapolato dalle sue parole.

      Come ti ho già detto ci sono decine di malattie sessualmente trasmissibili che sono terribili come l'HIV=AIDS (tenendoci ai dati ufficiali della medicina) e con una infettività centinaia di volte superiore (sempre tenendoci ai dati ufficiali).

      La prudenza durante un rapporto sessuale con partner sconosciuto deve essere una cosa sempre presente per chiunque, sia vero o no il discorso dell'HIV.



      Continui poi a fare confusione sul fatto che la gente "muore di HIV" quando invece è l'AIDS che uccide...e se è vero (come hai scritto in un altro post) che "Il fatto che aids sia conseguenza dell'hiv non è un fatto certo", allora stai dando ragione solo a quelli che hanno dei dubbi sull'argomento. :-)

    1. sandman972 3 settembre 2010

      Non di medicina, ma studente in professioni sanitarie si, A_M_Z; non sono sicuramente uno scienziato od un medico ma qualcosina la so. :-)



      Quindi, riporto le tue parole:

      "Il fatto che aids sia conseguenza dell'hiv non è un fatto certo"



      Scritto da te, non mi pare di averti confuso con qualcun'altro.



      Se queste tue parole sono vere sai cosa significa, nonostante tutto quello che hai scritto dopo?



      Che quello che dicono i dissidenti è vero perchè l'equazione "HIV=AIDS" non è verificata

      che quello propugnato dalla medicina ufficiale è falso (perchè è esattamente su questa equazione che si basa il mercato-AIDS...prova a sottoporre la tua affermazione a qualche medico "ufficiale" e vediamo cosa ti risponde)

      che quindi milioni di persone al mondo vengono curate per una malattia che ha radici non confermate

      che le case farmaceutiche negli anni '80 hanno somministrato medicinali ad elevatissima tossicità (mortali) come le AZT a pazienti senza sapere bene di cosa si stava parlando.

      Che anche ipotizzando siano in buona fede, ti fanno curare in un certo modo senza avere la certezza che sia il modo giusto, sostanzialmente a tentoni.



      Per me ce n'è abbastanza per trarre le conclusioni successive, non ti pare? E questo solo nelle tue parole. :-)

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