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Roma, piazza San Giovanni, 14 dicembre 2019 (Andreas SOLARO / AFP)

Care sardine (l’odio nella società neoliberale)

DI PAOLO DESOGUS

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Spezziamo una lancia in favore delle sardine: che in Italia ci sia una tensione emotiva molto forte è vero. Il discorso pubblico è indubbiamente inquinato da sentimenti di rabbia e di rancore oggetto di continua strumentalizzazione da parte di quasi tutte le formazioni politiche, ovvero Lega, Fratelli d’Italia, il M5S a cui si è recentemente aggiunta Italia viva con lo squadrismo mediatico dei renziani contro Corrado Formigli.

È per questo assolutamente auspicabile che si torni a toni più pacati, a un maggiore rispetto tra le parti. Questo naturalmente dovrebbe valere per le stesse sardine a cui potrebbero essere ascritti comportamenti non meno rabbiosi. Ma non è questo il punto su cui vorrei soffermarmi. La lotta all’odio mi pare infatti nasconda qualche cosa. Mi pare che si soffermi solo sulla superficie del problema e che non vada a fondo, non si interroghi cioè sul contesto in cui nascono questi sentimenti.

Partiamo da un dato: credere che esistano manifestazioni d’odio solo perché esistono dei partiti che le fomentano o perché stanno tornando in auge vecchie ideologie è falso. Questo sentimento di cui tanto si parla ha delle precise ragioni sociali. Non ha niente a che fare col fascismo o col nazismo. Esso è assolutamente interno al nostro assetto economico, dominato dall’ideologia neoliberale e dunque dall’ideologia che ha promosso l’allentamento dei legami sociali ed affettivi, la disintermediazione politica e sindacale, l’atomizzazione della società e dunque la crisi dei valori comunitari ed affettivi.

Vi ricordate Ronald Reagan? “Bisogna affamare la bestia” è lo slogan che caratterizza questa nostra epoca neoliberale, e che è stato ripreso anche dalla sinistra. Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell’economia durante il secondo governo Prodi, con parole simili a quelle di Reagan diceva che occorreva rimettere gli italiani a “contatto diretto con la durezza del vivere”.

Come ha descritto in maniera esemplare Onofrio Romano nel suo recente volume, “La libertà verticale”, a partire dagli anni Ottanta il neoliberismo ha destrutturato la società e flessibilizzato il lavoro per riavvicinare i cittadini, in passato protetti dal sistema del welfare state, a una condizione di crisi esistenziale e di precarietà allo scopo di riattivare nei singoli quelle energie che la protezione garantita dallo stato durante il trentennio glorioso aveva assopito. Il neoliberismo ha in questo modo rimesso i singoli cittadini nella condizione di dover tornare a dover lottare per fronteggiare i bisogni primari. Con il neoliberalismo, quello che prima sembrava scontato, un lavoro, una casa, delle protezioni sociali finisce. Si ritorna a dover lottare per sopravvivere.

Il neoliberismo ha in questo senso riportato i singoli a una condizione civile e umana più arretrata, verrebbe da dire più animale. Ha fatto riscoprire la “durezza del vivere”, ha “affamato la bestia”. È chiaro che in un contesto in cui l’essere umano viene ridotto a una bestia, in cui si ritorna cioè a uno stadio di darwinismo sociale le reazioni politiche non potranno che essere irrazionali, violente, cariche di odio, e questo è vero soprattutto per quelle fasce di popolazione che in passato hanno conosciuto la stabilità garantita dallo stato con il welfare state.

Ecco che allora lottare contro l’odio è qualche cosa privo di senso, che non tocca la questione di fondo. Non solo, anche l’accostamento dei sentimenti che attraversano la società con l’ideologia fascista risulta totalmente fuorviante. Nasconde i veri responsabili della condizione attuale e cioè tutte quelle agenzie, quelle organizzazioni sovranazionali e quale associazioni culturali che hanno favorito l’avanzata neoliberale e che hanno permesso che gli stati si impoverissero sempre di più creando spaventose diseguaglianze ed eliminando dal discorso pubblico qualsiasi pensiero volto a riscoprire l’individuo dentro il collettivo.

Care sardine, se volete combattere l’odio dovete allora combattere contro il neoliberalismo e proporre una società diversa da quella attuale. In caso contrario non sarete altro che uno strumento di falsa coscienza del potere attuale.

 

Paolo Desogus

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/paolo.desogus1980/posts/2632004290180627

14.12.2019

Pubblicato da Davide

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9 Commenti

  1. Beh l’odio è ingenerato dallo stato, spinto dai legacci dell’austerity in salsa europea. Dunque lo slogan delle sardine “no odio” di fatto si autosmaschera come tentativo di disinnescare la rabbia montante contro l’europa che sta tentando di sigillare il guinzaglio tramite il Mes.

    E sono estremamente dispiaciuto perché tra i fan delle sardine ci sono anche amici e contatti che reputo svegli ed intelligenti, ed in questo caso sono caduti nell’imbroglio con tutte le scarpe.

  2. sbr_il_sovranista_rassegnato

    “Il male primario è l’istinto idealistico al buonismo”
    Verissimo.
    Ma parlare oggi di odio fa ridere.
    Mai nella storia c’è stato un rammollimento simile.
    Rammolliti, rimbambiti si riuniscono come “sardine” per sostenere dei governi che fregano la gioventù e la popolazione in genere come mai successo in tutta la storia europea.
    In Francia se ne sono accorti e sono nati i Gilet Gialli.
    In Italia il problema non è l’odio ma il rincitrullimento.

  3. Trattandosi di sardine non parlerei di odio sociale ma di olio sociale, buono per friggere le pietanze e per lubrificare gli ingranaggi del meccanismo liberale, poi ci sarebbe anche quello di ricino, ma è fascista e non si può citare, tra l’altro in un flash mob (assemblamento improvviso di un gruppo di persone) sarebbe deleterio per mancanza di cessi chimici.
    E’ mia opinione che, le sardine, forse si trasformeranno in movimento politico, per via del numero attraente, dell’impegno che media ci stanno mettendo e della presa di coscienza dei quattro organizzatori di poter utilizzare a vantaggio un tale assemblamento di bambocci che giocano sui social con i flash mob.
    Il fenomeno da valutare e che fà tremare i polsi non è quello politico (in tale assemblamento c’è di tutto ma di politica c’è solo la conclamata ignoranza) ma è il fenomeno sociale che andrebbe valutato e compreso…..Le sardine, a mio avviso, rappresentano il nichilismo assoluto di una massa di bambocci, nati e mai cresciuti nell’ovatta,che passano la giovinezza (anche oltre i 40anni) giocando in rete e sui social tra videogiochi e flash mob ( l’esatto contrario della durezza del vivere).
    Si noti, a colpo docchio, la quasi totale assenza di sardine di colore, segno evidente che tra di loro non c’è spazio, voluto o non voluto, per chi la durezza del vivere ben la conosce e non ha tempo da perdere e necessità di flash mob per impegnare la giornata.
    Forse per costoro, più che la sardina è il grillo che li rappresenta, quel marchese del Grillo di cui tutti conosciamo doti e virtù che spaziano dal nichilismo al narcisismo passando per il fancazzismo……gli antichi figli dei vescovi son tornati in massa a cazzeggiare, tanto al mantenimento ci pensa papà vescovo o cardinale, il babbo massone o la mamma puttana d’alto borgo…..Di tanto in tanto qualche lavoretto, ma solo a dimostrar che si cerca lavoro ma non lo si trova.

  4. ovviamente dal mio punto di vista, la politica in Italia è degenerata post tangentopoli. meglio ancora, quando l’uomo nuovo proveniente da Arcore strappò l’allora polposo osso italia dalle tavole già approntate dei sinistri compagni di merende, per l’occasione alleati nelle libagioni dagli altrettanto voraci amici di sacrestie, sacrestani, Clerici e clero tutto!
    nonostante il salvataggio del buon Umberto, che di acqua da benedire e verdi feste dell’unità era cultore, lo spettro del cavaliere errante ed i pochi giorni di digiuno crearono tale stress tra gli sconfitti che altro non poterono fare se non porre all’attenzione di tutti la vera essenza di colui che gli italiani avevano scelto per essere governati…
    si cominciò con il grande schermo, si cercò di spegnere il piccolo, per lo meno in quella quota di fedele fede nel nemico, si organizzarono girotondi e quant’altro potesse essere utile – femmine, femministe, il clero di cui sopra, …..- dimenticandosi, stranamente, che la politica è fatta di programmi, dialogo ed intese, perché una legge – il cui vero e costituzionale iter è oramai sconosciuto ai nostri rappresentanti, abituati ad approvare quanto stabilito dai non eletti con la formula ” o così, o a casa!”- non può essere solo sostenuta da una maggioranza, se di buona norma si tratta.
    allora, piccole sardine, prima di predicare ai politici, perché non cominciate a spiegarlo a mamma e papà?
    p.s. ovviamente il più caloroso ringraziamento di questi 30 anni di cancrena italiana va alla magistratura , anche se non citata.

  5. Non c’è nessuna lotta all’odio, semplicemente si può tradurre così: “O la pensi come me o sei un infame odiatore” perchè solo io so cos’è buono e giusto, anche per te.
    Son comunisti, c’è altro da aggiungere?

  6. Nell’elenco dell’odio mi sembra che manchi solo il PD, che invece e’ il primo a diffonderlo a piene mani (salvo puntare il dito, con grande ipocrisia, su altri partiti) dopo aver totalmente abdicato al ruolo storico della sinistra (diciamola pure, questa parola di cui il PD ha tanta paura: del socialismo): il lavoro, l’occupazione, la difesa delle conquiste dei lavoratori. Al contrario, fanno ormai solo gli interessi delle banche, delle multinazionali, della burocrazia UE, della Nato e degli stranieri, sia che siano tedeschi e francesi, sia che siano africani o musulmani (che aiutano ad abbassare il costo del lavoro e a tenere il popolo nell’esasperazione e nella paura).

    Le sardine? Sono nate solo per catturare i voti in fuga e per distogliere l’attenzione dai veri problemi (il MES, per esempio, tra i piu’ attuali e pericolosi per il Paese, dall’Ilva, dalle tasse sempre piu’ stratosferihe, dalla criminalita’, ecc.) con una consistenza e un “programma” che, al paragone, fa sembrare i 5Stelle un gigante della politica nazionale, che e’ tutto dire. Indicare ai politici attraverso quali canali devono o non devono comunicare col popolo non e’ affare delle sardine e non e’ un “programma”, decidere quali siano le notizie vere o false, esigere lo ius soli non sono compito delle sardine, ma soprattutto non sono le urgenze del Paese e del popolo italiano, ne’ dal punto di vista strutturale, ne’ da quello quotidiano. E’ niente. E’ sabbia, acqua che scorre tra le dita (o le pinne?).

    Quando si ascrive ai cittadini italiani l’ “odio” o l’imbestialimento, lo si fa per nascondere che si tratta, in realta’, di RABBIA, di furore, di insofferenza verso un sistema divenuto insostenibile sotto tutti i punti di vista, da quello economico a quello sociale, da quello politico a quello culturale. La situazione e’ incandescente, la gente vorrebbe poter prendere i forconi, ma per il momento si limita a esprimere la propria rabbia a parole, per questo le viene continuamente intimato i “abbassare i toni”. Il Potere ha paura della nostra rabbia e ci vuole mettere la museruola. E le sardine sono anche questo.

    • sbr_il_sovranista_rassegnato

      Vero.
      Aggiungo, il PD sa solo odiare (Berlusconi, Salvini, ecc.).
      Il PD sa solo far odiare (immigrazione incontrollata, italiani tutti evasori, buonismo, Bibbiano, ecc.).

  7. Visto il vuoto pneumatico del movimento ittico che si manifesta nei 5 punti “pretesi”, oltre che dalle evacuazioni televisive continue ( meravigliosa quella della sardina-capo che dopo aver ascoltato Borghi parlare di MES risponde che non ci ha capito niente malgrado lei fosse una persona “abbastanza altamente istruita”!), mi sembra evidente già scritta nella richiesta finale la risposta.
    Del resto quattro dei cinque punti sono rivolti al capo dell’opposizione, un quinto è sull’ informazione che ci deve proteggere da questi bruti; è roba da far vomitare dalle ghiandole lacrimali, oltretutto dicendo di pretenderlo ( effetto Greta, e se non lo si fa voi cosa fate, vi mettete a piangere e a pestare i piedi per terra fino a diventar paonazzi?… che spettacolo sarebbe una piazza così!).
    Piatto ricco per la psicanalisi o la psicologia sociale, certo che se poi arriva un Recalcati…

  8. Sì, ma che c’entra la pubblicità progresso dei preservativi nella foto dell’ articolo?