CACCIARE MILENA GABANELLI DAL TEMPIO

CACCIARE MILENA GABANELLI DAL TEMPIO

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Solo una volta, nel Vangelo, Gesù divenne violento. Egli scoprì che i mercanti e i falsari avevano violato il suo Tempio (Gv 2,13-25). Tale fu l’oltraggio, che ‘il Cristo del perdono e dell’amore’ fece qualcosa di inaudito, li cacciò a frustate senza pietà. La parabola non ci tramanda solo contenuti di dottrina, ma anche un insegnamento profondo per vivere: chiunque violi con il dolo il nostro Tempio sacro merita la più dura condanna.

Coloro che in buona fede bramano un mondo più morale, i cittadini e le cittadine della modernità italiana alla ricerca spasmodica di un filo di pulizia cui aggrapparsi, voi che vi interessate di queste cose e che dedicate il vostro tempo ad ostacolare la barbarie, avete un Tempio sacro: si chiama fiducia. La fiducia che voi - lettori, attivisti, pubblico impegnato - riponete in chi vi si propone come esempio, come punto di riferimento, come ultima scialuppa che resiste al gorgo del Titanic. Essa è un Tempio inviolabile. Chiunque scientemente, metodicamente, cinicamente la violi, deve esserne cacciato senza pietà. Infatti il tradimento in questo caso è imperdonabile.

Nella foto: Milena GabanelliLa scoperta che coloro in cui riponete la fiducia per sopravvivere sono invece dei traditori venduti al nemico comune, è di quelle che fa raggelare il sangue. E’ la scoperta dell’ammalato terminale spinto dal suo medico corrotto verso terapie inutili col solo fine di lucro; è la scoperta di chi in tribunale coglie il proprio avvocato a patteggiare la svendita della causa con l’avvocato della controparte; è la scoperta del figlio che aveva prestato la firma di garanzia al padre che gli ha celato un indebitamento che lo rovinerà per la vita.

Milena Gabanelli si presenta a voi da 15 anni come una ‘paladina’ incorruttibile, tenace e senza macchia nella lotta per la libera informazione in Italia. In 15 anni ella ha ottenuto le chiavi del Tempio di centinaia di migliaia di italiani in buona fede. Ma una volta all’interno, la signora di Report ne ha fatto scempio. Si è venduta ai poteri che la sovrastano, ha tradito il principio stesso di libera informazione, e ha usato metodi sordidi per celare i suoi misfatti. Milena Gabanelli non ha diritto di stare nel vostro Tempio. Va cacciata.

Non solo. Ha avuto persino l’ardire di sfidare la sua impunità, garantitale dal muro di gomma di tutta la stampa di centro sinistra e di sinistra italiana, e dallo stuolo di adoranti fans, sfoderando un altro dei peccati capitali del Vangelo: l’ipocrisia.



Sul Corriere della Sera del 29 settembre 2009, Gabanelli scrive parole importanti: “… la pressione politica sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante… Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.”

Milena Gabanelli sta parlando di Censura Legale, ovvero della scandalosa pratica secondo cui gli editori usano i giornalisti freelance per pubblicare le inchieste scomode facendosene persino vanto, ma al sopraggiungere delle citazioni in giudizio dei gaglioffi smascherati da quelle inchieste, abbandonano i giornalisti a pagarsi sia le spese legali che le eventuali condanne in sede civile. Questo, sottolinea la conduttrice di Report, minaccia la sopravvivenza della libera informazione più della censura politica, poiché nessun giornalista libero può reggere i costi di quei procedimenti. Le sue parole vengono diramate oggi dai maggiori quotidiani proprio perché, come è noto, la direzione RAI ha appena deciso di negare a Gabanelli e collaboratori la copertura legale sulle inchieste che fanno. C’è solo una cosa che stona nella giusta denuncia della signora di Report: lei ha appoggiato, sposato e difeso con unghie e denti proprio quell’infame sistema contro cui oggi si scaglia, e per anni si è stesa ai piedi del suo editore mentre negava la copertura legale a un suo giornalista di punta, tradendo lui e con lui il principio stesso di libera informazione. In combutta con i poteri forti della RAI, Gabanelli lo ha avversato, ne ha ignorato le proteste quando costui privato della voce gridava comunque allo scandalo e invocava una sua presa di posizione pubblica contro il medesimo abbandono che oggi la signora di Report denuncia ai quattro venti. Né ella spese mai una sillaba, la ‘paladina’ TV, per tutti gli altri colleghi così abbandonati.

Quel giornalista sono io, co-fondatore di Report, per dieci anni al servizio della trasmissione, e finito nei guai assieme a RAI e Gabanelli per aver denunciato in un’inchiesta la corruzione dei medici da parte delle multinazionali del farmaco. La vicenda è raccontata nei dettagli e con prove documentali qui (http://www.paolobarnard.info/censura.php), impossibile ripercorrerla tutta in questa sede, ma è cruciale riproporne alcuni aspetti salienti.

Il procedimento legale di cui sopra fu la prima causa civile per danni lanciata contro Report dalla sua nascita. La RAI decise immediatamente l’abbandono del sottoscritto al suo destino, ma offrì a Milena Gabanelli la difesa gratuita. Gabanelli sapeva benissimo che la dirigenza di viale Mazzini avvallava così una forma di censura micidiale contro i reporter indipendenti, ma l'eroina della libera informazione Tv d'Italia non ebbe neppure una frazione di dubbio: gettò nella spazzatura il suo giornalista Barnard assieme ai principi che di cui lei si proclama 'paladina', incurante del pericolosissimo precedente per mille altri colleghi freelance, e si schierò con l’Azienda che le garantisce la carriera. Accettò solo per sé la difesa gratuita offertale dai censuratori di viale Mazzini, e, peggio, controfirmò lungo tutto il procedimento durato cinque anni l’abbandono legale della RAI in aula contro di me, nonostante quella mia inchiesta fosse stata da lei voluta, vagliata, trasmessa e replicata (sic). Alle mie proteste rispose mentendo, e i suoi fedelissimi di redazione insultandomi. Mai le scappò una sillaba di critica all'indegno operato della RAI, né un grammo di solidarietà per i tanti reporter nelle mie condizioni. Alle proteste indignate di tanti spettatori di Report reagì dapprima con le medesime menzogne, poi addirittura censurandoli dal Forum RAI, infine chiudendo quello spazio in un disperato tentativo di zittirli, un metodo oggi comune in Birmania e in Cina. Questo mentre la ‘paladina’ Gabanelli si vendeva a voi come l’intrepida e libera nemica dei poteri corporativi, la spada tratta contro le censure del ‘regime’ informazione.

Alla luce di quanto oggi la signora di Report scrive sui massimi quotidiani, assume rilevanza sconcertante quanto ella scrisse allora in risposta alle mie proteste e alla mia richiesta che prendesse una posizione pubblica contro Censura Legale e contro la RAI. Eccovelo.

Gabanelli un anno fa, dava serenamente per scontato che “Ogni azienda, giornale o Tv fornisce l'assistenza legale ai propri dipendenti, non ai collaboratori… Non avendo l'autore del servizio nessun contratto di collaborazione con la RAI, si assume i rischi in caso di richiesta di risarcimento danni… E' un mestiere complesso che comporta molti rischi. Si può decidere di correrli oppure no, dipende dalla capacità di tenuta, dal carattere e dagli obiettivi che ognuno di noi si da nella vita. Il resto sono polemiche… Certo, se su ogni puntata vieni trascinato in tribunale, alla fine può darsi che lasci la partita perché non riesci più a reggere fisicamente. Ma questo non è colpa della RAI di turno, bensì del sistema giudiziario”. Un messaggio più che chiaro: va bene così, la RAI non ha nulla di cui essere rimproverata, nessuno scandalo, nessun dovere disatteso. Pagella all’Azienda: dieci e lode. Certo, la mannaia di Censura Legale era su di me e su altri colleghi da anni, non su di lei, perché denunciare chi la colloca in prima serata? Perché poi difendere un principio di libertà d’informazione?

Gabanelli oggi, invece: “Alla sottoscritta era stata manifestata l'intenzione (da parte della dirigenza RAI, nda) di togliere la tutela legale (a Report, nda). La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità”. Di colpo Gabanelli scopre che la RAI ha ora dei doveri di servizio pubblico impellenti… ora, non ieri. Superfluo commentare.

E qui torniamo al Vangelo. Questa è ipocrisia. Della peggior specie.

In quei giorni, infine, l’Azienda di viale Mazzini mi recapitò un atto di costituzione in mora, dove nero su bianco annunciava l’intenzione di rifarsi su di me e solo su me nel caso in cui avessimo perduto la causa sopraccitata (cosa ahimè avvenuta). Una vessazione nella vessazione.

Ma neppure in questo caso Milena Gabanelli trovò la forza di essere all’altezza del ruolo per cui è celebre. Mai fu sfiorata dal dubbio che la sua posizione di ‘paladina’, per cui riceve da anni onori e fama e soprattutto la fiducia che voi le avete concesso, la obbligavano innanzi tutto a dissociarsi pubblicamente dalla condotta della RAI e poi a condurre una battaglia a tutto campo per rivelare all’Italia lo scandalo di Censura Legale che divora la libertà di informare. Nulla di questo ha fatto, ed ebbe la faccia tosta di scrivere “Non ho il potere di cambiare le regole di un'azienda come la Rai”, dunque pace. Alla faccia della guerriera coraggiosa. Ha dunque taciuto per anni sull’ignobile pratica degli editori di abbandonare legalmente i giornalisti liberi, contenta del fatto che solo per lei e per i suoi fedelissimi la tutela legale era garantita. Al diavolo gli altri colleghi, al diavolo i principi fondamentali del suo stesso mestiere. Fino a quando la stessa mannaia che brandì in pieno accordo con la RAI dal 2004 al 2009, si è abbattuta su di lei. Oggi la ‘paladina’ una briciola di coraggio l’ha trovata. Che esempio.

E non vale qui il realismo di chi dice “la perfezione non esiste, comunque Report fa un grande servizio”. Nulla di più sbagliato e pericoloso. Va compreso che il guadagno a breve termine che si avrebbe dal chiudere un occhio qua e là pur di mantenere voci apparentemente libere in Tv, è di molto inferiore al danno nel lungo termine che verrà a tutti noi da quei compromessi morali. La ragione per cui questo nostro vivere è perennemente in declino su tutti i fronti, dai diritti alle libertà fino alla sopravvivenza stessa delle comunità umane, è precisamente perché oggi quasi più nessuno sa gridare “No!, a un principio non si deroga mai. Anzi: se ‘paladini’ siamo, lo si difende a qualsiasi prezzo”. E qui, il principio è quello della coerenza morale, per il quale si può anche rinunciare a una o più fette di libertà, poiché una volta intaccata quella coerenza, è tutto uno scivolare sempre più in basso senza più neppure rendersene conto, dritti fino al ritrovarsi della stessa pasta del 'nemico'.

Milena Gabanelli doveva sapere che il prezzo della sua fama, e dell’adorazione che le viene tributata, era il coraggio di perdere anche tutto per difendere un Principio sempre, e non solo quando conviene a lei. Ha avuto le chiavi del vostro Tempio, e si è comportata come detto. Ora il prezzo lo paghiamo tutti, tutta l’informazione italiana, tutti voi che per l’ennesima volta scoprite che “il nemico marcia alla vostra testa”. E ogni volta che accade, è sempre più dura ricominciare.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=142

30.09.2009

Commenti (152)

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    1. Tonguessy 1 ottobre 2009

      "l' unica cosa che ti chiedo ( se possibile) è di non darmi più dell' idiota ne a me ne a coloro che seguono i vari " cosidetti paladini" ( come tu ami chiamarli) perchè la diversità arrichisce e l' intransigenza non porta a nulla."

      L'intransigenza non porta a nulla? Non è vero, purtroppo. Porta all'operazione piombo fuso, ad esempio, dove la diversità viene assassinata. Bisogna starci attenti con i princìpi, e mai fidarsi troppo di quanto questi suggeriscono di fare. Verificare se tali princìpi fanno danno è il minimo che un paladino deve fare. La realtà ha regole che i princìpi purtroppo disconoscono.

    1. Tonguessy 1 ottobre 2009

      Barnard show? Ma non era Braccobaldo show?

    1. Stevin 1 ottobre 2009

      Va bene, OK siamo tutti contenti che sia stata cacciata.
      Adesso invece di Report (una delle pochissime trasmissioni guardabili in TV) ci sarà un reality della minchia.
      Sarà la volta buona per:
      1) Essere moralmente giustificati per non pagare più il canone RAI
      2) Eliminare definitivamente la parola "televisione" dal proprio vocabolario.

    1. mikaela 1 ottobre 2009

      "scartavetramento di cojones "

      Dopo aver letto altri suoi commenti devo aggiungere che lei e' un avvocato di parte quindi non affidale in quanto tendenzioso,basta leggere il suo precendente commento che le riporto sotto tanto per far capire da che pulpito viene la predica----------------------------------Re: COMEDONCHISCIOTTE DI NUOVO IN SELLA (Voto: 1)
      di mat612000 il Lunedì, 28 settembre @ 03:22:05 CDT
      (Info Utente | Invia un Messaggio)
      Adesso però chiudiamo questo tedioso siparietto e iniziamo a leggere qualcosa di più interessante? Spero vivamente di sì, anche perchè le vostre diatribe redazionali potevate risolverle tranquillamente in privato senza coinvolgere i lettori che per puro affetto e attaccamento al sito hanno subito un discreto scartavetramento di cojones (spero con questa frase di non essere inserito d'ufficio nella categoria dei sudici teppisti). Buon lavoro.

    1. clausneghe 1 ottobre 2009

      E', di cosa stiamo parlando?
      Non di cavilli o cavalli, ma di censura legale, fatto a me noto e stranoto, la vera linea guida dei pennivendoli, che vi si devono assoggettare assieme ad altre cosucce, pena la perdita della pagnotta.
      L'avvocato quì sopra vede tutto in codici e cavilli, non pensa nemmeno per un attimo che certe cose non sono giuste solo perchè scritte e firmate, che alla fine trattasi di carta straccia, basta che lo si voglia, innanzitutto non dando da mangiare agli azzeccagarbugli, che Dio ce ne scampi.
      L'ultima forza non sta nelle leggi scritte, che fatte dagli uomini, dagli uomini possono essere gabbate.

    1. mikaela 1 ottobre 2009

      "Quindi, in buona sostanza, di cosa stiamo parlando?"

      Continui a leggere la pagina di Barnard, vedra' che trovera' la soluzione.

    1. mikaela 1 ottobre 2009

      Quell'atto di fede di cui lei parla io l'ho fatto prima di conoscere Barnard, e se al mondo fossero tutti come me gli avvocati non esistirebbero.

    1. Galileo 1 ottobre 2009

      Il cafone sei tu barnard, i tuoi giochi di presigio sono finiti, hai il tempo contato, ti sei sputtanato…ancora non lo hai capito? (e hai fatto tutto da solo, complimenti).

    1. Galileo 1 ottobre 2009

      Qui ognuno ragiona come vuole per fortuna, e se ci vuole un avvocato per dire in faccia a barnard che è un bufffone, benvenga.
      Mi sono stufato del suo Grande Fratelloe e della pochezza di spirito di quest’uomo.

    1. mat612000 1 ottobre 2009

      Già che c'ero mi sono riletto anche l'intervento della giurista Giovanna Corrias Lucente, molto interessante.
      La collega Corrias è però una valente penalista e affronta il tema della diffamazione a mezzo stampa o altro.
      Leggo l'atto giudiziario che Barnard ha pubblicato sul suo sito ed è una sentenza civile che riguarda la violazione del diritto alla riservatezza.
      Trattasi si sentenza provvisoria che afferma la responsabiltà solidale di RAI, Gabanelli e Barnard per la violazione del diritto alla riservatezza (non la diffamazione) del dott. tal dei tali.
      Fatti diversi.
      Questioni giuridiche diverse.
      Risarcimenti danni diversi.
      A proposito, il giudice ha poi quantificato il danno?
      Se sì a quanto ammonta?
      Se c'è una condanna in solido (ciascuno dei condannati è tenuto per l'intero) secondo voi il dott. tal dei tali a chi li chiederà?
      Alla miliardaria RAI o a Barnard?
      Certo c'è sempre l'azione di rivalsa ma intanto paga chi è più solvibile tra i tre e non credo sia o sarà Barnard.
      Quindi, in buona sostanza, di cosa stiamo parlando?

    1. mat612000 1 ottobre 2009

      La linea difensiva dell'azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
      E questo per un'inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*
      *(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell'editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l'accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l'operato della RAI in questi casi).
      http://www.paolobarnard.info/censura_legale_repliche.php
      Cioè Lei Barnard ci vuol far credere che è stato "costretto" (come ?) a firmare un contratto con la calusola liberatoria nei confronti dell'editore?
      Ci vuol far credere che ha fatto il giornalista per dieci anni fidando su un "obbligo morale" della sig.ra Gabanelli?
      Abbia pazienza, ma io non ci credo.
      Uno non si mette a fare inchieste potenzialmente soggette ad azioni giudiziarie più che consistenti su delle promesse verbali.
      Io quando ho iniziato la professione legale una delle prime cose che ho fatto è stata una polizza assicurativa sui rischi professionali, altro che parole, pago fior fiore di euro per poter esercitare con un minimo di tranquillità la mia attività e Lei mi viene a dire che per dieci anni è andato avanti rassicurato da una persona (la Gabanelli) che in caso di lite giudiziaria non può mettere il becco più d'un tanto nella linea difensiva dei suoi legali, pena la perdita della difesa?
      Ma non le sapeva queste cose?

    1. tersite 1 ottobre 2009

      no, anche io condivido, soprattutto il discorso sulla perfezione, che B. aveva anticipato all'interno del suo articolo"..non mi si venga a dire che nessuno è perfetto..". Credo che Paolo abbia sofferto parecchio, e lo dice, per quel che gli è capitato; per questo a molti, me compreso, è sembrato che, oltre a pretendere giustizia, cercasse una vendetta personale....Ora però è la Gabanelli a trovarsi nella stessa situazione e, vista la sua reazione ipocrita , non posso che appoggiare le feroci critiche mosse da Paolo Barnard alla conduttrice di report.

    1. mat612000 1 ottobre 2009

      Leggerò anche se ho già letto, però per ora mi limito a far presente che è facile far credere qualcosa al posto di qualcos'altro se l'interlocutore non ha i mezzi e le conoscenze tecnico - giuridiche per valutare la bontà di certe affermazioni.
      Certo Lei Mikaela da quando la leggo fa continui atti di fede.
      Continui pure.
      Contenta Lei contenti tutti.

    1. mat612000 1 ottobre 2009

      vabbè adesso per non rispondermi ne facciamo una questione di etichetta?

    1. mat612000 1 ottobre 2009

      aria fritta

    1. roberto_fiordaliso 1 ottobre 2009

      No ma quale battibecco, anzi sono d'accordissimo con la suddivisione.

      I "pecoroni" descritti nei miei interventi in questo articolo non erano tanto diretti ai lettori di CDC, dato che nel peggiore dei casi sono informati oltre la soglia dell'italiano medio e sempre nel peggiore dei casi hanno sviluppato una lungimiranza e una capacità di discernere più che decente (ovvio non solo per merito di CDC).


      Purtroppo però vedo che i sopracitati con tutte le differenziazioni del caso, ai più appaiono come l'esempio da seguire e se non ce la fanno loro, questi grandi paladini, i poveri comuni mortali si creano un alibi alla propria nullafacenza.


      Molti son stati proclamati tali, ma molti si son auto-proclamati dimostrando così un'arroganza e una superbia ad alti livelli.

      E' nata la cultura "dell'esempio da seguire", sono rimasti in pochi quelli che non necessitano di "eroi" per il proprio agire quotidiano.

      Quindi ripeto, dopo tutti i servizi, belli o meno belli, che pochi hanno la capacità di analizzare per quel che sono, in generale non è cambiato niente, anzi da un certo punto di vista le cose son peggiorate.

      Come ci chiama Barnard siamo diventati un popolo di pavidi.

      Ora ha senso continuare con quest'ottica: Milena & C. che informa la gente su questioni "gigantesche" per ogni singolo, e mentre il singolo le "memorizza" perde la capacità di interagire nel proprio?

      Io vedo la follia nella massa, gente che va in cassa integrazione, tribola e suda ma per capire se le cose vanno bene o male necessitano del TG, alla frase "la crisi è finita ora c'è la ripresa" tutti si rallegrano anche se la loro condizione non cambia di una virgola e se siamo arrivati a questo livello di rincoglionimento la colpa è anche di tutti quelli che facevano e fanno solo puntare il dito; Travaglio ad esempio in questo è un maestro.

      La Gabanelli appena è stata chiamata a dimostrare il contrario si è "defilata".

    1. BarnardP 1 ottobre 2009

      Se vuoi una risposta seria non puoi scrivere da cafone. B.

    1. Galileo 1 ottobre 2009


      Che??!!


      Innanzitutto, per il mezzo attraverso il quale stiamo dicendo ognuno il nostro pensiero, questo mi permette.
      Io non solo ci metto la faccia, la mia reputazione e sono, da quando è comparso il barnard show in questo sito, che stò dicendo che è un buffone.

    1. Tetris1917 1 ottobre 2009

      Scusa se ti rispondo ancora, non vorrei creare un battibecco ma comprendere.

      Secondo me ci sta differenza tra le persone che citi.

      1) Travaglio e' un giornalista di sistema, lo si comprende da tante cose, tipo le entry che ha nelle stanze del potere, ma soprattutto mette becco ovunque, senza approfondire fino in fondo un bel nulla. Mi fermo qua' perche' si potrebbero fare ancora tante osservazioni.

      2) Santoro e' una vecchia volpe, conosce bene il sistema, almeno quello informativo (io dico la macchina produttrice di ideologia dominante) inoltre ha molte capacita' di pungere il cuore della macchina stessa, quando questa fa le bizze. Se si comporta bene la macchina, allora tutto ok, per lui siamo in democrazia.

      3) Dandini, Guzzanti, ecc... vabbe' fanno pseudo spettacoli da intrattenimento, cercando a volte di rimarcare qualche contraddizione del sistema, con la loro "arte". Abbastanza velletarie, dopotutto

      4) Gabanelli fa giornalismo. E questo lo fa all'interno del sistema stesso. E' chiaro che "il sistema" che cito e' quello capitalista. Anche perche' non ci sono altri sistemi alternativi in atto, attualmente. E a quello che ho capito, cerca di studiare il problema analizzandolo con una certa dovizia. Se dobbiamo imputare una cosa e' che la Gabanelli, cerca soluzioni nel sistema stesso che studia, e quindi le soluzioni che trova sono aggiustamenti. Vedi "la bella notizia" che cita spesso nei suoi programmi.



      Il problema quindi coinvolge me, te , PB, Gabanelli, tutti.....ed e' quello di dirci francamente e una volta per tutte, se questo sistema non va bene, cosa bisogna fare per superarlo e chi lo deve fare. Non mi aspetto certo che me lo dica la Gabanelli, per forza. A me gia' basta quello che fa vedere, filtrandola.



      Ciao

    1. mikaela 1 ottobre 2009

      Troppo faticoso leggere la pagina web di Barnard prima di postare vero? Censura Legale e la censura di Censura Legale http://www.paolobarnard.info/censura_legale.php.....L’OPINIONE DI UNA GIURISTA
      Giovanna Corrias Lucente http://www.paolobarnard.info/censura_giurista.php

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