CACCIARE MILENA GABANELLI DAL TEMPIO

CACCIARE MILENA GABANELLI DAL TEMPIO

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Solo una volta, nel Vangelo, Gesù divenne violento. Egli scoprì che i mercanti e i falsari avevano violato il suo Tempio (Gv 2,13-25). Tale fu l’oltraggio, che ‘il Cristo del perdono e dell’amore’ fece qualcosa di inaudito, li cacciò a frustate senza pietà. La parabola non ci tramanda solo contenuti di dottrina, ma anche un insegnamento profondo per vivere: chiunque violi con il dolo il nostro Tempio sacro merita la più dura condanna.

Coloro che in buona fede bramano un mondo più morale, i cittadini e le cittadine della modernità italiana alla ricerca spasmodica di un filo di pulizia cui aggrapparsi, voi che vi interessate di queste cose e che dedicate il vostro tempo ad ostacolare la barbarie, avete un Tempio sacro: si chiama fiducia. La fiducia che voi - lettori, attivisti, pubblico impegnato - riponete in chi vi si propone come esempio, come punto di riferimento, come ultima scialuppa che resiste al gorgo del Titanic. Essa è un Tempio inviolabile. Chiunque scientemente, metodicamente, cinicamente la violi, deve esserne cacciato senza pietà. Infatti il tradimento in questo caso è imperdonabile.

Nella foto: Milena GabanelliLa scoperta che coloro in cui riponete la fiducia per sopravvivere sono invece dei traditori venduti al nemico comune, è di quelle che fa raggelare il sangue. E’ la scoperta dell’ammalato terminale spinto dal suo medico corrotto verso terapie inutili col solo fine di lucro; è la scoperta di chi in tribunale coglie il proprio avvocato a patteggiare la svendita della causa con l’avvocato della controparte; è la scoperta del figlio che aveva prestato la firma di garanzia al padre che gli ha celato un indebitamento che lo rovinerà per la vita.

Milena Gabanelli si presenta a voi da 15 anni come una ‘paladina’ incorruttibile, tenace e senza macchia nella lotta per la libera informazione in Italia. In 15 anni ella ha ottenuto le chiavi del Tempio di centinaia di migliaia di italiani in buona fede. Ma una volta all’interno, la signora di Report ne ha fatto scempio. Si è venduta ai poteri che la sovrastano, ha tradito il principio stesso di libera informazione, e ha usato metodi sordidi per celare i suoi misfatti. Milena Gabanelli non ha diritto di stare nel vostro Tempio. Va cacciata.

Non solo. Ha avuto persino l’ardire di sfidare la sua impunità, garantitale dal muro di gomma di tutta la stampa di centro sinistra e di sinistra italiana, e dallo stuolo di adoranti fans, sfoderando un altro dei peccati capitali del Vangelo: l’ipocrisia.



Sul Corriere della Sera del 29 settembre 2009, Gabanelli scrive parole importanti: “… la pressione politica sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante… Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.”

Milena Gabanelli sta parlando di Censura Legale, ovvero della scandalosa pratica secondo cui gli editori usano i giornalisti freelance per pubblicare le inchieste scomode facendosene persino vanto, ma al sopraggiungere delle citazioni in giudizio dei gaglioffi smascherati da quelle inchieste, abbandonano i giornalisti a pagarsi sia le spese legali che le eventuali condanne in sede civile. Questo, sottolinea la conduttrice di Report, minaccia la sopravvivenza della libera informazione più della censura politica, poiché nessun giornalista libero può reggere i costi di quei procedimenti. Le sue parole vengono diramate oggi dai maggiori quotidiani proprio perché, come è noto, la direzione RAI ha appena deciso di negare a Gabanelli e collaboratori la copertura legale sulle inchieste che fanno. C’è solo una cosa che stona nella giusta denuncia della signora di Report: lei ha appoggiato, sposato e difeso con unghie e denti proprio quell’infame sistema contro cui oggi si scaglia, e per anni si è stesa ai piedi del suo editore mentre negava la copertura legale a un suo giornalista di punta, tradendo lui e con lui il principio stesso di libera informazione. In combutta con i poteri forti della RAI, Gabanelli lo ha avversato, ne ha ignorato le proteste quando costui privato della voce gridava comunque allo scandalo e invocava una sua presa di posizione pubblica contro il medesimo abbandono che oggi la signora di Report denuncia ai quattro venti. Né ella spese mai una sillaba, la ‘paladina’ TV, per tutti gli altri colleghi così abbandonati.

Quel giornalista sono io, co-fondatore di Report, per dieci anni al servizio della trasmissione, e finito nei guai assieme a RAI e Gabanelli per aver denunciato in un’inchiesta la corruzione dei medici da parte delle multinazionali del farmaco. La vicenda è raccontata nei dettagli e con prove documentali qui (http://www.paolobarnard.info/censura.php), impossibile ripercorrerla tutta in questa sede, ma è cruciale riproporne alcuni aspetti salienti.

Il procedimento legale di cui sopra fu la prima causa civile per danni lanciata contro Report dalla sua nascita. La RAI decise immediatamente l’abbandono del sottoscritto al suo destino, ma offrì a Milena Gabanelli la difesa gratuita. Gabanelli sapeva benissimo che la dirigenza di viale Mazzini avvallava così una forma di censura micidiale contro i reporter indipendenti, ma l'eroina della libera informazione Tv d'Italia non ebbe neppure una frazione di dubbio: gettò nella spazzatura il suo giornalista Barnard assieme ai principi che di cui lei si proclama 'paladina', incurante del pericolosissimo precedente per mille altri colleghi freelance, e si schierò con l’Azienda che le garantisce la carriera. Accettò solo per sé la difesa gratuita offertale dai censuratori di viale Mazzini, e, peggio, controfirmò lungo tutto il procedimento durato cinque anni l’abbandono legale della RAI in aula contro di me, nonostante quella mia inchiesta fosse stata da lei voluta, vagliata, trasmessa e replicata (sic). Alle mie proteste rispose mentendo, e i suoi fedelissimi di redazione insultandomi. Mai le scappò una sillaba di critica all'indegno operato della RAI, né un grammo di solidarietà per i tanti reporter nelle mie condizioni. Alle proteste indignate di tanti spettatori di Report reagì dapprima con le medesime menzogne, poi addirittura censurandoli dal Forum RAI, infine chiudendo quello spazio in un disperato tentativo di zittirli, un metodo oggi comune in Birmania e in Cina. Questo mentre la ‘paladina’ Gabanelli si vendeva a voi come l’intrepida e libera nemica dei poteri corporativi, la spada tratta contro le censure del ‘regime’ informazione.

Alla luce di quanto oggi la signora di Report scrive sui massimi quotidiani, assume rilevanza sconcertante quanto ella scrisse allora in risposta alle mie proteste e alla mia richiesta che prendesse una posizione pubblica contro Censura Legale e contro la RAI. Eccovelo.

Gabanelli un anno fa, dava serenamente per scontato che “Ogni azienda, giornale o Tv fornisce l'assistenza legale ai propri dipendenti, non ai collaboratori… Non avendo l'autore del servizio nessun contratto di collaborazione con la RAI, si assume i rischi in caso di richiesta di risarcimento danni… E' un mestiere complesso che comporta molti rischi. Si può decidere di correrli oppure no, dipende dalla capacità di tenuta, dal carattere e dagli obiettivi che ognuno di noi si da nella vita. Il resto sono polemiche… Certo, se su ogni puntata vieni trascinato in tribunale, alla fine può darsi che lasci la partita perché non riesci più a reggere fisicamente. Ma questo non è colpa della RAI di turno, bensì del sistema giudiziario”. Un messaggio più che chiaro: va bene così, la RAI non ha nulla di cui essere rimproverata, nessuno scandalo, nessun dovere disatteso. Pagella all’Azienda: dieci e lode. Certo, la mannaia di Censura Legale era su di me e su altri colleghi da anni, non su di lei, perché denunciare chi la colloca in prima serata? Perché poi difendere un principio di libertà d’informazione?

Gabanelli oggi, invece: “Alla sottoscritta era stata manifestata l'intenzione (da parte della dirigenza RAI, nda) di togliere la tutela legale (a Report, nda). La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità”. Di colpo Gabanelli scopre che la RAI ha ora dei doveri di servizio pubblico impellenti… ora, non ieri. Superfluo commentare.

E qui torniamo al Vangelo. Questa è ipocrisia. Della peggior specie.

In quei giorni, infine, l’Azienda di viale Mazzini mi recapitò un atto di costituzione in mora, dove nero su bianco annunciava l’intenzione di rifarsi su di me e solo su me nel caso in cui avessimo perduto la causa sopraccitata (cosa ahimè avvenuta). Una vessazione nella vessazione.

Ma neppure in questo caso Milena Gabanelli trovò la forza di essere all’altezza del ruolo per cui è celebre. Mai fu sfiorata dal dubbio che la sua posizione di ‘paladina’, per cui riceve da anni onori e fama e soprattutto la fiducia che voi le avete concesso, la obbligavano innanzi tutto a dissociarsi pubblicamente dalla condotta della RAI e poi a condurre una battaglia a tutto campo per rivelare all’Italia lo scandalo di Censura Legale che divora la libertà di informare. Nulla di questo ha fatto, ed ebbe la faccia tosta di scrivere “Non ho il potere di cambiare le regole di un'azienda come la Rai”, dunque pace. Alla faccia della guerriera coraggiosa. Ha dunque taciuto per anni sull’ignobile pratica degli editori di abbandonare legalmente i giornalisti liberi, contenta del fatto che solo per lei e per i suoi fedelissimi la tutela legale era garantita. Al diavolo gli altri colleghi, al diavolo i principi fondamentali del suo stesso mestiere. Fino a quando la stessa mannaia che brandì in pieno accordo con la RAI dal 2004 al 2009, si è abbattuta su di lei. Oggi la ‘paladina’ una briciola di coraggio l’ha trovata. Che esempio.

E non vale qui il realismo di chi dice “la perfezione non esiste, comunque Report fa un grande servizio”. Nulla di più sbagliato e pericoloso. Va compreso che il guadagno a breve termine che si avrebbe dal chiudere un occhio qua e là pur di mantenere voci apparentemente libere in Tv, è di molto inferiore al danno nel lungo termine che verrà a tutti noi da quei compromessi morali. La ragione per cui questo nostro vivere è perennemente in declino su tutti i fronti, dai diritti alle libertà fino alla sopravvivenza stessa delle comunità umane, è precisamente perché oggi quasi più nessuno sa gridare “No!, a un principio non si deroga mai. Anzi: se ‘paladini’ siamo, lo si difende a qualsiasi prezzo”. E qui, il principio è quello della coerenza morale, per il quale si può anche rinunciare a una o più fette di libertà, poiché una volta intaccata quella coerenza, è tutto uno scivolare sempre più in basso senza più neppure rendersene conto, dritti fino al ritrovarsi della stessa pasta del 'nemico'.

Milena Gabanelli doveva sapere che il prezzo della sua fama, e dell’adorazione che le viene tributata, era il coraggio di perdere anche tutto per difendere un Principio sempre, e non solo quando conviene a lei. Ha avuto le chiavi del vostro Tempio, e si è comportata come detto. Ora il prezzo lo paghiamo tutti, tutta l’informazione italiana, tutti voi che per l’ennesima volta scoprite che “il nemico marcia alla vostra testa”. E ogni volta che accade, è sempre più dura ricominciare.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=142

30.09.2009

Commenti (152)

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    1. lino-rossi 1 ottobre 2009

      il comandante che salta per primo sulla scialuppa di salvataggio non è mai stato un esempio di rettitudine.

      inevitabilmente ... "chi la fa ... l'aspetti".



      ha ragione barnard. la signora "report" farebbe bene ad ammettere i propri errori, soprattutto a sè stessa. scrivere che chi non ha gli attributi è meglio se sta a casa, come ha fatto un anno fa, non fotografa bene la realtà dei fatti.

    1. roberto_fiordaliso 1 ottobre 2009

      Lo conosci il proverbio "mal comune mezzo gaudio" ?

      Significa che se condividi un disagio comune ti rallegri per metà.

      Ecco a cosa serve Report, Annozero e compagnia bella, invece c'è bisogno di gente straincazzata che con serietà assoluta, senza scherzare e fare satira politica, agisca nel proprio costi quel che costi.

      Quindi per me se Guzzanti, Dandini, Santoro, Gabanelli, Travaglio & C. se ne vanno, magari il classico Mario Rossi inizia ad alzare il sederino dal divano invece che ad esempio compiacersi sulle vignette di Vauro che lo sfotte con il sorriso (senza parlare dei loro stipendi).

      Questo se vogliamo cambiare le cose, altrimenti stiamo già facendo bene per l'altra via :)

    1. Earth 1 ottobre 2009

      Se non lo consideri eccessivo significa che o non dai fiducia alla gente oppure non te ne frega di essere pugnalato alle spalle... Dammi la tua fiducia, ho un affare che ti fara' ricco, dammi un mucchio di soldi... poi mi faro' sentire io quando sara' il momento di ritirare la tua quota, ok?

    1. MalBianco 1 ottobre 2009

      Magari ci fosse gente che esprime il proprio sdegno mettendoci la faccia... tutti bravi a dire "questo è sbagliato" dalla tastiera; purtroppo a teatro applaudono tutti.

    1. Tetris1917 1 ottobre 2009

      ho capito. La gente non si solleva dopo i programmi della Gabanelli, quindi il problema e' la Gabanelli. Allora ha ragione Papi, e' meglio vedere solo tette e culi, tanto non cambia mai nulla......e viviamo piu' felici.

      Ottimo. Sempre piu' chiare le cose.

    1. trotzkij 1 ottobre 2009

      Piccoli Gabbanelli crescono:


      'Chi difenderebbe un collega a costo del licenziamento anche se per una giusta causa? ... Insomma io non la mitizzo, ma la biasimo, come dire, un tradimento a metà. ... ma no è certo per colpa di programmi come Report, caso mai dello Stato/Guardia di Finanza che non interviene nonostante i fatti, ... ma resta il fatto che queste trasmissioni devono andare in onda anche a costo di sentire puzza di carrierismo.'


      In sostanza, il programma è inutile, ma siccome ci piace tanto la Gabanelli, spendiamoci su ancora qualche milionata... (assieme ai contratti da centinaia di migliaia di euro per santoro e travaglio, che parlano delle seghe che si fanno quelli del berlusconi si/no e i cadaveri ambulanti del pd. A proposito di seghe, a noi quanto ci costa la comparsata della daddario, e senza neanche poter toccare con mano...)


      Se c'è qualche furbacchione che dice che PB ha letto il contratto e se n'è assunto gli oneri, e perciò strepita inutilmente, allora mi pare che per la Gabanelli la cosa sia la medesima: ha letto il contratto, forse con qualche anno di ritardo, e ora che tocca a lei e accoliti, piagnucola.
      Cmq, come diceva travaglio stesso, quando bazzicava solo la rete: per poter apparire in TV, bisogna stabilire di cosa si può parlare e di cosa NON si DEVE parlare.


      Di cosa non devono parlare gabanelli e travaglio? Se sono quei paladini della libertà, perchè non ci fanno l'elenco, e dicono apertamente che tengono famiglia e hanno dei limiti? Basta dirlo, così sappiamo quando barano e cercano di infinocchiarci....


      o No?

    1. roberto_fiordaliso 1 ottobre 2009

      Se vieni qui dentro a ragionare da avvocato ossia legale = giusto e illegale = sbagliato a priori, è inutile per tutti.

      Il discorso è ben più profondo, non si ferma a 2 procedure burocratiche; secondo me sia dall'articolo che dai commenti lo si capisce benissimo, ti invito a rileggere tutto da capo.

      Ovvio che, se hai instaurati in te pseudo-valori come l'arrivismo e simili, non ci comprenderemo mai, ne mai comprenderai Barnard, ne la maggior parte degli articoli di CDC.

      E' curioso come tanti per come gli fa comodo a volte si affidano al buon senso e all'etica e a volte alla legge scritta, anche se sono in contrapposizione, effettivamente così non si sbaglia mai, no ? :)

    1. luca71 1 ottobre 2009

      una domanda semplice semplice per Paolo:
      al di là del contenzioso con la Gabanelli, come reputi il programma Report?
      ancora un buon prodotto giornalistico oppure no?
      perchè a me francamente interessa questo

    1. Eli 1 ottobre 2009

      Renatino, penso che davvero tu sia in un periodo pessimista. Non è vero che i programmi della Gabanelli , di Santoro, e di altri non siano serviti a nulla, sono serviti a far crescere la consapevolezza in un sacco di persone. Essere consapevoli è molto meglio che essere addormentati ed ignoranti. Adesso non beviamo più le molte balle che confezionano, e cominciamo ad essere in molti. Gli altri invece diventano sempre più stupidi e livorosi, e l'ignoranza va a braccetto con la loro stupidità. Quanto all'Ottavo Nano, Serena Dandini, Michael Moore, Woody Allen, ridere fa bene al corpo ed alla mente, e ridere in maniera intelligente fa crescere, ed allontana sempre di più dai massificati e dagli stolti. Se vuoi, vai a vedere l'ultimo film di Woody Allen, esilarante!

    1. mat612000 1 ottobre 2009

      Nonostante sia avvocato non capisco dove vuole andare a parare Barnard con questo ennesimo pippone su quanto è bravo e onesto lui e quanto sono stronzi gli altri.
      Vuole forse sostenere che la Gabanelli doveva farsi carico delle sue spese legali?
      Che la Gabanelli doveva imporre alla RAI di farsi carico delle spese legali di Barnard pur non essendo questi tra i giornalisti (in quanto free lance) coperto dalla polizza assicurativa che oltre a tenere indenni da eventuali danni da risarcire ai diffamati si fa carico anche delle spese legali?
      Vorrei che mi spiegasse davvero che cosa vuole il sig. Barnard.
      A proposito.
      Nel concetto di conflitto di interessi rientra anche il caso di un blog utilizzato da qualcuno per portare aventi le proprie personalissime ripicche e vendette diffondendo notizie parziali e spesso inesatte?
      Che cosa ne sa il lettore medio di CDC di come si svolgono le cause civili di risarcimento dei danni per diffamazione?
      Che cosa ne sa delle clausole delle polizze assicurative?
      Dei casi di esclusione della responsabilità, delle franchigie e di quanto esattamente stabilito tra la compagnia e la RAI?
      Lo sapeva il duro e puro Barnard fin dall'inizio che nel caso di richiesta danni nei suoi confronti non sarebbe stato coperto per le spese legali?
      Le ha poi pagate davvero queste spese legali?
      Vorrei che mi si rispondesse seriamente se possibile.
      Grazie

    1. roberto_fiordaliso 1 ottobre 2009

      Quello che non va è la reazione della gente al programma.

      Se un programma è atto a creare migliorie ma queste migliorie non si creano, secondo te il programma è da valutare con gli intenti nobili di partenza o è il caso di dire in fin dei conti è inutile?

      Cosa serve ancora per comprendere che sono marci i meccanismi che instaurano "voglie" come la carriera, l'accumulo indiscriminato, la crescita sociale ecc ... invece di puntare il dito al Berlusconi di turno ?

      Credi che ci sia una vicenda che raccontata possa far cambiare direzione alla gente ?

      Ormai ne sappiamo a bizzeffe di storie malandrine, a me non ne serve 1 in più.

      Pensa che tutti i bifolchi che incolpano la "crisi" stanno in realtà vedendo un metodo in "difetto" quando in realtà siamo fin troppo in "eccesso".

      Secondo me servono le dispense vuote, non è vero che a pancia piena si ragiona meglio ...

    1. maika18 1 ottobre 2009

      Per Barnard si discute anche di questo ed io ho focalizzato la genesi della storia, cioè da cosa è nato il caso.

      La Gabanelli ci tiene al suo lavoro come ci tengo io o te, e sai, è difficile essere una voce fuori dal coro riuscendo a mantenere il propio posto.
      Prova a parlare e denunciare le nefandezze di un tuo diretto superiore.........e ti accorgerai quanto sia arduo rimanere legati ai propri valori (e posto di lavoro).
      Chi difenderebbe un collega a costo del licenziamento anche se per una giusta causa? chiaramente sbagliando! e stiamo parlando di ambienti piccoli, con poteri piccoli.
      Insomma io non la mitizzo, ma la biasimo, come dire, un tradimento a metà.

      Per quanto riguarda gli italiani che sono ormai assuefatti, sono daccordo con te, ma no è certo per colpa di programmi come Report, caso mai dello Stato/Guardia di Finanza che non interviene nonostante i fatti siano messi alla gogna dei cittadini, anche se conoscono benissimo da tempo i fatti e per questo ci metterebbero ancor meno ad intervenire.

      Per il resto, l'attivismo che tu citi, è ben altra cosa che guardare un programma in TV, e su questo hai ragione, infatti questi programmi vanno presi per quello che sono: informazione.
      Che poi gli italiani la prendano come vogliono, ma forse non è neanche colpa loro con il lavaggio mentale mediatico in atto, ma resta il fatto che queste trasmissioni devono andare in onda anche a costo di sentire puzza di carrierismo.

    1. sandrigno 1 ottobre 2009

      saranno pure polemiche, e certi principi _non_ sono derogabili, vanno difesi e rivendicati ad ogni prezzo.. O.K. ! Ma.. _se ai "padroni,, o dirigenti di un Azienda la verità fà male.. questo atteggiamento di non rivelare le 'magàgne, è un vezzo del pubblico servizio da sempre e purtroppo i percorsi -[e gli incidenti di percorso]- vengono resi difficoltosi dal potere : è il sistema di potere , ke ci vogliamo fàà ?? Anche in democrazia -[questa nostra, ad esempio]-occidentale e perversa .. la Polity la decide il legittimo proprietario - e resp..-dell'Azienda, è evidente come è evidenziato da questi pregressi e recenti accadimenti "giudiziarii" sistematici ;
      il potere ama nascondersi e mentire per rimanere potente,appunto, e spadroneggiare.. sennò _non ci riuscirebbe più !
      ciao a tutti , a Milena e a Paolo
      sandrigno

    1. Tetris1917 1 ottobre 2009

      Quanto piu' vi leggo, piu' mi rendo conto che anche qua' sopra, su CDC, ci sta la mala fede e la voglia di distruggere tutto, senza dirci poi per esempio, cosa dovrebbe esserci al posto della Gabanelli, visto che i grandi e profondi conoscitori tuttologi alla PB, sono pure loro fuori dai giri della vera informazione, o presunto tale.

      Se la Gabanelli non serve, allora nemmeno chi la critica o la sputtana serve. Perche' non si entra nel merito delle trasmissioni, e ci dite cosa fa vedere la Gabanelli che non va? E perche' non criticate pure Iacona, Ruotolo, Iovene, ecc..? Per esempio.

    1. Aldebaran 1 ottobre 2009

      E' proprio così purtroppo.

    1. marco08 1 ottobre 2009

      Caro Barnard ciò ti fa onore, ciò che intendo per ipocrisia è quella di trascinare una tua ingiustizia personale che dovresti (magari legalmente) risolvere con la Gabanelli con un giudizio distruttivo sul modo di fare televisione con la sopracitata.Continui a trascinare la tua faccenda personale anche sul piano professionale, creando confusione nella gente e distruggendo quel poco di giornalismo di approfondimento e denuncia che rimane.Sicuramente ci sono delle cose che capisco e altre che probabilmente non arrivo a capire e ti assicuro che ciò vale proprio per tutti ed è per questo che ti invito ad usare una linea più morbida e meno intransigente nei confronti delle persone le quale proprio per le loro diversità e per fattori oggettivi quali il vissuto e il contesto sociale fanno fatica a capire molte cose e fra queste il diverbio tra due bravi giornalsti che probabilmente hanno e stanno sbagliando ambedue e che con il loro atteggiamento creano confusione e distruggono quanto di buono stanno facendo.Ti ringrazio per l' attenzione concessami spero di rivederti un giorno in tv o a scrivere su un giornale dove magari continuerò a leggerti ammirandoti e criticandoti, l' unica cosa che ti chiedo ( se possibile) è di non darmi più dell' idiota ne a me ne a coloro che seguono i vari " cosidetti paladini" ( come tu ami chiamarli) perchè la diversità arrichisce e l' intransigenza non porta a nulla.Approfitto anche per scusarmi con te se qualche volta mi sono rivolto in maniera eccessiva nei tuoi confronti frutto di un calpestarsi i piedi in maniera un pò violenta caio!

    1. roberto_fiordaliso 1 ottobre 2009

      Non si sta discutendo di questo.

      Si sta discutendo di una signora autoproclamata paladina dell'informazione giusta e onesta che piagnucola quando gli vien tolto l'osso dal padrone.

      Le conseguenze della mitizzazione di tale signora & c. sono devastanti per gli italiani.


      E' ridicolo che molti italiani prima aspettano il servizio di Report e poi si aspettano la reazione della Guardia di Finanza che vada ad arrestare i malfattori scoperti da Report come se tutto fosse la normale prassi.
      Non pensano neanche come sia possibile che un esercito dotato di apparecchiature sofisticate, permessi e libertà al "di sopra della legge" ( almeno in rapporto ai comuni mortali ) siano surclassati da un manipolo di giornalisti armati di videocamera e microfono.

      Gli italiani si stanno abituando a questo clima assurdo come se fosse la norma e tali conseguenze prendono la forma di immobilità individuale e stasi collettiva.


      Il paradosso è che in tutto questo si sentono degli "attivisti" solo perchè il giovedì e la domenica guardano 3 ore di Rai.

      Quindi con queste conseguenze è il caso di considerare un servizio ancora "buono" isolandolo da tutto il resto ?

      In un post precedente avevo anche affermato che con la Gabanelli si resta cmq in bilancio positivo; vedendo il tutto con questa ottica non ne sono più tanto sicuro.

      Inoltre nessuno di questi paladini però, oltre al servizietto da mandare in onda, si rivolge mai davvero al singolo che a casa li guarda, finirebbero per passare da istigatori e allora in quel caso non c'è piagnisteo che tenga per non venir mandati a casa.

      In linea di massima oggi, appena si sente puzza di carrierismo si dovrebbe scappare a 100 km dall'individuo che emana tale "fragranza".

      Non dimentichiamoci che per una buona fetta di italiani Striscia e le Iene sono già fin troppo eroici! :)

    1. Tetris1917 1 ottobre 2009

      Scazzi personali. Alla fine ci stai dicendo che questa "tipa" non fa bene il suo lavoro? Stai mettendo in piazza roba che riguarda solo voi (tu e lei)

    1. maika18 1 ottobre 2009

      [QUOTE=harth88]
      Inoltre se devo proprio essere sincero, non vedo una grave scorrettezza da parte rai-gabanelli nella sua vicenda personale. Se la copertura legale rai copriva i dipendenti rai (come la gabanelli, responsabile del programma e delle sue inchieste) e non copriva i collaboratori esterni freelance (come, mi sembra di capire, Barnard) è chiaro che la rai non è obbligata a pagare le spese per Barnard. Farlo ugualmente era una dimostrazione di onestà e di amore per il giornalismo di inchiesta freelance, ma se la particolare causa di diffamazione (poi in effetti terminata come una condanna a quanto dice Barnard) era reputata una causa persa dai legali rai... Hanno deciso di abbandonarlo, purtroppo funziona così, credo che Barnard abbia letto il contratto prima di firmarlo.
      [/QUOTE]

      Concordo pienamente, e aggiungo:
      non è che Barnard avesse pisciato fuori dal vaso...... visto che poi la causa è stata persa?
      Ciò detto, se nel contratto NON era prevista la copertura, perchè mai la Gabanelli avrebbe dovuto difendere una causa persa in partenza?
      Poi sul piano morale ne possiamo discutere quanto vogliamo anche se penso che QUI' siamo tutti daccordo sul fatto che la Gabanelli abbia qualcosa da rimproverarsi, ma nulla togle ai sevizi di Report NELLA QUALITA'.

    1. Santos-Dumont 30 settembre 2009

      Anche se l'accostamento Report-tempio mi sembra decisamente eccessivo, il resto del ragionamento di Barnard non fa una piega e lo sottoscrivo pienamente.
      Il ruolo di "paladino dell'informazione onesta e corretta" non è compatibile col profilo ambiguo dimostrato dalla Gabanelli. L'unico aspetto positivo della vicenda, se così possiamo definirlo, è l'averla smascherata.

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