CACCIARE MILENA GABANELLI DAL TEMPIO

CACCIARE MILENA GABANELLI DAL TEMPIO

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Solo una volta, nel Vangelo, Gesù divenne violento. Egli scoprì che i mercanti e i falsari avevano violato il suo Tempio (Gv 2,13-25). Tale fu l’oltraggio, che ‘il Cristo del perdono e dell’amore’ fece qualcosa di inaudito, li cacciò a frustate senza pietà. La parabola non ci tramanda solo contenuti di dottrina, ma anche un insegnamento profondo per vivere: chiunque violi con il dolo il nostro Tempio sacro merita la più dura condanna.

Coloro che in buona fede bramano un mondo più morale, i cittadini e le cittadine della modernità italiana alla ricerca spasmodica di un filo di pulizia cui aggrapparsi, voi che vi interessate di queste cose e che dedicate il vostro tempo ad ostacolare la barbarie, avete un Tempio sacro: si chiama fiducia. La fiducia che voi - lettori, attivisti, pubblico impegnato - riponete in chi vi si propone come esempio, come punto di riferimento, come ultima scialuppa che resiste al gorgo del Titanic. Essa è un Tempio inviolabile. Chiunque scientemente, metodicamente, cinicamente la violi, deve esserne cacciato senza pietà. Infatti il tradimento in questo caso è imperdonabile.

Nella foto: Milena GabanelliLa scoperta che coloro in cui riponete la fiducia per sopravvivere sono invece dei traditori venduti al nemico comune, è di quelle che fa raggelare il sangue. E’ la scoperta dell’ammalato terminale spinto dal suo medico corrotto verso terapie inutili col solo fine di lucro; è la scoperta di chi in tribunale coglie il proprio avvocato a patteggiare la svendita della causa con l’avvocato della controparte; è la scoperta del figlio che aveva prestato la firma di garanzia al padre che gli ha celato un indebitamento che lo rovinerà per la vita.

Milena Gabanelli si presenta a voi da 15 anni come una ‘paladina’ incorruttibile, tenace e senza macchia nella lotta per la libera informazione in Italia. In 15 anni ella ha ottenuto le chiavi del Tempio di centinaia di migliaia di italiani in buona fede. Ma una volta all’interno, la signora di Report ne ha fatto scempio. Si è venduta ai poteri che la sovrastano, ha tradito il principio stesso di libera informazione, e ha usato metodi sordidi per celare i suoi misfatti. Milena Gabanelli non ha diritto di stare nel vostro Tempio. Va cacciata.

Non solo. Ha avuto persino l’ardire di sfidare la sua impunità, garantitale dal muro di gomma di tutta la stampa di centro sinistra e di sinistra italiana, e dallo stuolo di adoranti fans, sfoderando un altro dei peccati capitali del Vangelo: l’ipocrisia.



Sul Corriere della Sera del 29 settembre 2009, Gabanelli scrive parole importanti: “… la pressione politica sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante… Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.”

Milena Gabanelli sta parlando di Censura Legale, ovvero della scandalosa pratica secondo cui gli editori usano i giornalisti freelance per pubblicare le inchieste scomode facendosene persino vanto, ma al sopraggiungere delle citazioni in giudizio dei gaglioffi smascherati da quelle inchieste, abbandonano i giornalisti a pagarsi sia le spese legali che le eventuali condanne in sede civile. Questo, sottolinea la conduttrice di Report, minaccia la sopravvivenza della libera informazione più della censura politica, poiché nessun giornalista libero può reggere i costi di quei procedimenti. Le sue parole vengono diramate oggi dai maggiori quotidiani proprio perché, come è noto, la direzione RAI ha appena deciso di negare a Gabanelli e collaboratori la copertura legale sulle inchieste che fanno. C’è solo una cosa che stona nella giusta denuncia della signora di Report: lei ha appoggiato, sposato e difeso con unghie e denti proprio quell’infame sistema contro cui oggi si scaglia, e per anni si è stesa ai piedi del suo editore mentre negava la copertura legale a un suo giornalista di punta, tradendo lui e con lui il principio stesso di libera informazione. In combutta con i poteri forti della RAI, Gabanelli lo ha avversato, ne ha ignorato le proteste quando costui privato della voce gridava comunque allo scandalo e invocava una sua presa di posizione pubblica contro il medesimo abbandono che oggi la signora di Report denuncia ai quattro venti. Né ella spese mai una sillaba, la ‘paladina’ TV, per tutti gli altri colleghi così abbandonati.

Quel giornalista sono io, co-fondatore di Report, per dieci anni al servizio della trasmissione, e finito nei guai assieme a RAI e Gabanelli per aver denunciato in un’inchiesta la corruzione dei medici da parte delle multinazionali del farmaco. La vicenda è raccontata nei dettagli e con prove documentali qui (http://www.paolobarnard.info/censura.php), impossibile ripercorrerla tutta in questa sede, ma è cruciale riproporne alcuni aspetti salienti.

Il procedimento legale di cui sopra fu la prima causa civile per danni lanciata contro Report dalla sua nascita. La RAI decise immediatamente l’abbandono del sottoscritto al suo destino, ma offrì a Milena Gabanelli la difesa gratuita. Gabanelli sapeva benissimo che la dirigenza di viale Mazzini avvallava così una forma di censura micidiale contro i reporter indipendenti, ma l'eroina della libera informazione Tv d'Italia non ebbe neppure una frazione di dubbio: gettò nella spazzatura il suo giornalista Barnard assieme ai principi che di cui lei si proclama 'paladina', incurante del pericolosissimo precedente per mille altri colleghi freelance, e si schierò con l’Azienda che le garantisce la carriera. Accettò solo per sé la difesa gratuita offertale dai censuratori di viale Mazzini, e, peggio, controfirmò lungo tutto il procedimento durato cinque anni l’abbandono legale della RAI in aula contro di me, nonostante quella mia inchiesta fosse stata da lei voluta, vagliata, trasmessa e replicata (sic). Alle mie proteste rispose mentendo, e i suoi fedelissimi di redazione insultandomi. Mai le scappò una sillaba di critica all'indegno operato della RAI, né un grammo di solidarietà per i tanti reporter nelle mie condizioni. Alle proteste indignate di tanti spettatori di Report reagì dapprima con le medesime menzogne, poi addirittura censurandoli dal Forum RAI, infine chiudendo quello spazio in un disperato tentativo di zittirli, un metodo oggi comune in Birmania e in Cina. Questo mentre la ‘paladina’ Gabanelli si vendeva a voi come l’intrepida e libera nemica dei poteri corporativi, la spada tratta contro le censure del ‘regime’ informazione.

Alla luce di quanto oggi la signora di Report scrive sui massimi quotidiani, assume rilevanza sconcertante quanto ella scrisse allora in risposta alle mie proteste e alla mia richiesta che prendesse una posizione pubblica contro Censura Legale e contro la RAI. Eccovelo.

Gabanelli un anno fa, dava serenamente per scontato che “Ogni azienda, giornale o Tv fornisce l'assistenza legale ai propri dipendenti, non ai collaboratori… Non avendo l'autore del servizio nessun contratto di collaborazione con la RAI, si assume i rischi in caso di richiesta di risarcimento danni… E' un mestiere complesso che comporta molti rischi. Si può decidere di correrli oppure no, dipende dalla capacità di tenuta, dal carattere e dagli obiettivi che ognuno di noi si da nella vita. Il resto sono polemiche… Certo, se su ogni puntata vieni trascinato in tribunale, alla fine può darsi che lasci la partita perché non riesci più a reggere fisicamente. Ma questo non è colpa della RAI di turno, bensì del sistema giudiziario”. Un messaggio più che chiaro: va bene così, la RAI non ha nulla di cui essere rimproverata, nessuno scandalo, nessun dovere disatteso. Pagella all’Azienda: dieci e lode. Certo, la mannaia di Censura Legale era su di me e su altri colleghi da anni, non su di lei, perché denunciare chi la colloca in prima serata? Perché poi difendere un principio di libertà d’informazione?

Gabanelli oggi, invece: “Alla sottoscritta era stata manifestata l'intenzione (da parte della dirigenza RAI, nda) di togliere la tutela legale (a Report, nda). La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità”. Di colpo Gabanelli scopre che la RAI ha ora dei doveri di servizio pubblico impellenti… ora, non ieri. Superfluo commentare.

E qui torniamo al Vangelo. Questa è ipocrisia. Della peggior specie.

In quei giorni, infine, l’Azienda di viale Mazzini mi recapitò un atto di costituzione in mora, dove nero su bianco annunciava l’intenzione di rifarsi su di me e solo su me nel caso in cui avessimo perduto la causa sopraccitata (cosa ahimè avvenuta). Una vessazione nella vessazione.

Ma neppure in questo caso Milena Gabanelli trovò la forza di essere all’altezza del ruolo per cui è celebre. Mai fu sfiorata dal dubbio che la sua posizione di ‘paladina’, per cui riceve da anni onori e fama e soprattutto la fiducia che voi le avete concesso, la obbligavano innanzi tutto a dissociarsi pubblicamente dalla condotta della RAI e poi a condurre una battaglia a tutto campo per rivelare all’Italia lo scandalo di Censura Legale che divora la libertà di informare. Nulla di questo ha fatto, ed ebbe la faccia tosta di scrivere “Non ho il potere di cambiare le regole di un'azienda come la Rai”, dunque pace. Alla faccia della guerriera coraggiosa. Ha dunque taciuto per anni sull’ignobile pratica degli editori di abbandonare legalmente i giornalisti liberi, contenta del fatto che solo per lei e per i suoi fedelissimi la tutela legale era garantita. Al diavolo gli altri colleghi, al diavolo i principi fondamentali del suo stesso mestiere. Fino a quando la stessa mannaia che brandì in pieno accordo con la RAI dal 2004 al 2009, si è abbattuta su di lei. Oggi la ‘paladina’ una briciola di coraggio l’ha trovata. Che esempio.

E non vale qui il realismo di chi dice “la perfezione non esiste, comunque Report fa un grande servizio”. Nulla di più sbagliato e pericoloso. Va compreso che il guadagno a breve termine che si avrebbe dal chiudere un occhio qua e là pur di mantenere voci apparentemente libere in Tv, è di molto inferiore al danno nel lungo termine che verrà a tutti noi da quei compromessi morali. La ragione per cui questo nostro vivere è perennemente in declino su tutti i fronti, dai diritti alle libertà fino alla sopravvivenza stessa delle comunità umane, è precisamente perché oggi quasi più nessuno sa gridare “No!, a un principio non si deroga mai. Anzi: se ‘paladini’ siamo, lo si difende a qualsiasi prezzo”. E qui, il principio è quello della coerenza morale, per il quale si può anche rinunciare a una o più fette di libertà, poiché una volta intaccata quella coerenza, è tutto uno scivolare sempre più in basso senza più neppure rendersene conto, dritti fino al ritrovarsi della stessa pasta del 'nemico'.

Milena Gabanelli doveva sapere che il prezzo della sua fama, e dell’adorazione che le viene tributata, era il coraggio di perdere anche tutto per difendere un Principio sempre, e non solo quando conviene a lei. Ha avuto le chiavi del vostro Tempio, e si è comportata come detto. Ora il prezzo lo paghiamo tutti, tutta l’informazione italiana, tutti voi che per l’ennesima volta scoprite che “il nemico marcia alla vostra testa”. E ogni volta che accade, è sempre più dura ricominciare.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=142

30.09.2009

Commenti (152)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. BarnardP 30 settembre 2009

      Ho firmato l'appello nazionale contro l'abbandono legale di Report. Ho denunciato l'abbandono legale molto prima dell'ipocrita Gabanelli. Vai e leggi. Per il resto hai detto sciocchezze indegne di risposta. B.

    1. BarnardP 30 settembre 2009

      Rispondo solo alla parte sull'ipocrisia, il resto è già stato scritto e se non lo capisci pace.

      Stavo in RAI da esterno non contrattualizzato, precario 100%, sfruttato e sicuramente strumentalizzato. Lavoravo sodo, ma quando mi sono accorto delle storture le ho denunciate, e non mi sono MAI sdraiato a pelle d'orso con i dirigenti dell'Azienda per fare carriera e coprendo delle enormi ingiustizie. Questo lo ha fatto la Gabanelli. Io non sono un ipocrita, e la fine che mi hanno fatto fare lo dimostra. B.

    1. mikaela 30 settembre 2009

      Per fortuna che CDC ha capito il pensiero di BARNARD infatti ci sono tre post nella Home.

    1. mikaela 30 settembre 2009

      Per quelli che fanno finta di non capire riporto un pezzo di un' altra considerazione di Barnard mai pubblicata da CDC
      http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=138---------------------------------------------------------------------------
      Continueremo comunque". Report andrà in onda lo stesso. Ma in quel modo la signora di Report ha per la seconda volta cucinato la sua viltà e la sua paura di perdere la carriera in RAI sfornando un finto eroismo. Quasi tutti ci sono cascati, e sono in tripudio per il 'coraggio' di questa donna e dei suoi seguaci nell'andare avanti in ogni caso. Coraggio.L'andare avanti in ogni caso di Milena Gabanelli è l'esatto contrario, è il piegarsi alla logica abietta del 'padrone' RAI permettendogli di perpetrare la sua ingiustizia senza conseguenze, senza cioè una ribellione pubblica della redazione del programma, alla stregua di ciò che fece il pool di Mani Pulite nel 1994 contro altri abietti padroni; senza una presa di posizione pubblica di Gabanelli contro i suoi datori di lavoro, che farebbe clamore; senza un incrociare le braccia chiamando a raccolta altri giornalisti per paralizzare i palinsesti in difesa del diritto alla tutela legale, cioè lotta civica, che è ciò che fecero per secoli i veri eroi dei nostri Diritti. Ma quegli eroi, a differenza di Milena Gabanelli, accettavano di pagare il prezzo del coraggio. Un prezzo che lei non pagherà mai e poi mai, perché il rischio per lei e per i suoi vassalli è di perdere ben di più di qualche causa civile. Il rischio è di perdere la carriera, la fama, lo stipendio, le amicizie che contano nel nome di un battaglia per un principio. Meglio di no, meglio chinare il capo e farla passare liscia agli scherani del Cavaliere a viale Mazzini. Questo è il suo 'coraggio'.

    1. cesare52 30 settembre 2009

      @socratico .Sottoscrivo.

    1. mikaela 30 settembre 2009

      Cara la nostra Ilaria Alpi.
      Chisa' cosa penserebbe se fosse ancora qui fra noi.

    1. RIPLAY 30 settembre 2009

      Sbagliare è umano? Si!.. ma perseverare è diabolico Milena Gabanelli sapeva bene quel che faceva quando abbandonava Barnard al suo destino, rovinandogli la vita e la carriera. La solidarietà va a chi la merita.

    1. Earth 30 settembre 2009

      BRAVOOOOOOO. LA RAGIONE NON E' DEI FESSI, SI E' COMODI ALLE SPALLE DEGLI ALTRI, MA BRUCIA QUANDO TOCCA A SE STESSI! Alla fine ride bene chi ride ultimo... anche se penso che entrambi avremmo preferito non ridere, ma che tutto avesse funzionato come si deve...

    1. mikaela 30 settembre 2009

      Qualsiasi cosa lei dica ormai e' troppo tardi, ha gia' perso di credibilita',peccato che siamo in pochi a saperlo.

    1. mikaela 30 settembre 2009

      Qualsiasi cosa lei dica ormai e' troppo tardi, ha gia' perso di credibilita',peccato che siamo in pochi a saperlo.

    1. bstrnt 30 settembre 2009

      A mio avviso, non è il discorso di dare ragione a Barnard o alla Gabanelli (è una guerra tra poveri), in queste questioni è da rilevare l'inadeguatezza delle leggi di questo paese sempre prone versi i potenti.
      Se l'ottimo servizio di Barnard che evidenziava le storture e le nefandezze di big pharma, gli ha provocato una trentina di procedimenti legali, e se la RAI, che in definitiva con auditel e pubblicità ha tratto il maggior vantaggio da questo servizio (tanto che, a quanto mi risulta, ha replicato il servizio stesso), rifiuta lo scudo legale all'autore , mi sembra che da parte della RAI esista una gravissima mancanza che praticamente la rende una utenza commerciale e non un servizio alla comunità.
      Detto questo alla RAI dovrebbe essere revocata in maniera assoluta e definitiva la possibilità di percepire il canone come erogatore di servizio pubblico.

      Ma un'altra domanda dovrebbe essere posta: possibile che questa inchiesta sia stata trasmessa senza essere validata da uno dei tanti dirigenti RAI con stipendi a 6 zero? Che cosa ci stanno a fare in RAI questi dirigenti? Se hanno valutato valida l'inchiesta è la RAI che deve risponderne legalmente, anche facendosi risarcire in caso di querele pretestuose.

      Tuttavia delle leggi meno prone verso i potenti, potrebbero senza dubbio evitare l'intasamento dei tribunali con azioni legali a chiaro fine intimidatorio se non addirittura terroristico.

      Nel caso specifico, basterebbe richiedere al querelante, per procedere, il deposito di almeno una frazione della somma che lo stesso ritiene di aver subito come danno. Poi chi avrà torto sarà costretto a risarcire alla controparte in proporzione alla forza finanziaria dei contendenti.

      Ma una legge come questa aprirebbe scenari da incubo per i padroni del vapore!

    1. marco08 30 settembre 2009

      Bentornato Barnard con tutto il tuo carico di ipocrisia, la stessa che tu rimproveri alla Gabanelli in una questione privata nella quale tu continui a mischiare una tua questione personale di una ingiustizia subita (sai quante ne subisco io a lavoro tutti i giorni sovrastato da fancazzisti e lacchè vari senza esperienza e con lingua biforcuta) ad un servizio che con la sua trasmissione rende la Gabanelli.Ma non andavi in onda anche te in prima serata? All' epoca chi era il tuo editore? La rai era o no lottizzata?Basta con questa guerra di poveri il tuo assolutismo è controproducente , tutti possono sbagliare e sicuramente la Gabanelli non è Pol Pot.

    1. NerOscuro 30 settembre 2009

      Te lo dico da ateo: non ci si può far rizzare i capelli dalla minima citazione del vangelo. Io non ci credo, magari nemmeno tu, ma accetto che qualcuno lo citi per fare un esempio chiaro che arrivi a tutti, senza che mi scappi di bollarlo come clericofascista. Fa parte della cultura Italiana, che nel bene e nel male è un paese cattolico.

    1. Cataldo 30 settembre 2009

      Caro Barnard, la Gabanelli sarà un mito per te, per me ad esempio è solo una giornalista che prova a fare il suo mestiere, fa cose giuste ed altre sbagliate, si distingue gia cosi dai servi e dai leccapiedi.
      Il problema al solito è che non riesci a vedere la situazione dalla distanza necessaria.

    1. Sokratico 30 settembre 2009

      Barnard, sei un otre pieno di rancore, tutto qui. Ma ci fate caso a quanti articoli di Barnard sono solo requisitorie contro chi è "meno puro di lui ? ". Mi sta sui maroni, come atteggiamento. Io continuo ad apprezzare la Gabanelli...checchè ne pensi Mastro Invidia, qui!

    1. 2novembre 30 settembre 2009

      Hai perfettamente ragione Paolo,

    1. EasyGoing 30 settembre 2009

      Credo che CDC sappia decidere da solo cosa pubblicare e cosa no. Signor mau mau dall'assiduità dei suoi inutili commenti mi viene spontaneo chiederle se per caso è la mau mau Gabanelli?un cognato forse?un amico? Quello che lei scrive è inaccettabile perchè tutti sappiamo che cosi come stanno le cose l'informazione è filtrata per assecondare la Rai e preservare il posto di lavoro a spese del cittadino ignaro che segue adorante la trasmissione.

    1. Tonguessy 30 settembre 2009

      ACH! Sei troppo politically correct! Ma questo è anche il mio punto, che vedo non viene facilmente condiviso. Troppo duri e puri e anche quel poco che si poteva fare non viene fatto. Muoia la Gabanelli e tutti i Filistei!

    1. EasyGoing 30 settembre 2009

      Chiamala momentanea!con quello che stanno guadagnando potrebbero vivere il resto della loro vita senza fare niente.

    1. harth88 30 settembre 2009

      Certo che è difficile stare a sentire barnard su questi temi... Ha tutto l'aspetto di uno sfogo di rabbia crudele e insensato.. Se poi si pensa che tutto nasce da un suo problema personale con l'interessata, alla faccia del conflitto di interessi. Dopo tutta la caciara che ha fatto (giustamente) sulla "censura legale" persavo che potesse provare un minimo di empatia ed essere soddisfatto che questo problema venga finalmente discusso sul corriere (15% degli italiani) piuttosto che rimanga su qualche situcolo internet (0,0001% degli italiani). Invece no, sfoga la sua rabbia sulle piccole bancarelline di focaccine, quando di fianco a loro ci sono dei centri commerciali enormi. Alla faccia del paladino... Inoltre se devo proprio essere sincero, non vedo una grave scorrettezza da parte rai-gabanelli nella sua vicenda personale. Se la copertura legale rai copriva i dipendenti rai (come la gabanelli, responsabile del programma e delle sue inchieste) e non copriva i collaboratori esterni freelance (come, mi sembra di capire, Barnard) è chiaro che la rai non è obbligata a pagare le spese per Barnard. Farlo ugualmente era una dimostrazione di onestà e di amore per il giornalismo di inchiesta freelance, ma se la particolare causa di diffamazione (poi in effetti terminata come una condanna a quanto dice Barnard) era reputata una causa persa dai legali rai... Hanno deciso di abbandonarlo, purtroppo funziona così, credo che Barnard abbia letto il contratto prima di firmarlo.

Visualizzati 20 di 152 commenti approvati.