Benefattori e filantropi

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Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

 

Un tema di fondamentale importanza che riguarda tutti i popoli del pianeta è rappresentato dalle organizzazioni internazionali sotto l’egida dell’ONU e dalle organizzazioni no profit, nazionali e internazionali, che hanno il compito di promuovere, coordinare e attivare programmi di cooperazione e sviluppo nei vari settori specifici.

Sono molteplici le mission e i campi di intervento ma tutte hanno un comune denominatore: non avendo scopo di lucro e svolgendo, di fatto, attività con finalità pubbliche, vivono di donazioni e finanziamenti di terzi, pubblici e privati. La domanda è: perché anche finanziamenti privati?

Trattiamo innanzitutto la condizione e il ruolo delle organizzazioni internazionali, le cui azioni hanno un fortissimo impatto su tutte le popolazioni del pianeta; per questo motivo è di vitale importanza che questi organismi possano muoversi in assoluta autonomia con un unico fine, l’interesse pubblico. La domanda è: possono rispettare tale obiettivo senza dover subire pressioni esterne da parte di interessi privati? La risposta è no: quando un’organizzazione, soprattutto internazionale, viene copiosamente finanziata da lobby private, dovrà necessariamente rispondere ai loro desiderata. Un caso su tutti, forse uno dei più importanti e attuali, riguarda l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): sulla base di nuovi accordi internazionali si sta vagliando l’ipotesi di rendere l’OMS il decisore supremo delle prossime future politiche sanitarie a livello mondiale (1).

Se questa situazione si dovesse realizzare, avremmo un organismo internazionale con un potere decisionale superiore a quello di tutti gli Stati. Ma c’è un problema: fino a che punto avremo la garanzia che le sue scelte saranno nell’interesse della comunità mondiale e non dei privati, visto che questi ultimi coprono addirittura l’86% dei finanziamenti relativi al budget dell’OMS?  (2)

Questo comporta un poderoso conflitto di interessi in cui l’interesse dei finanziatori viene prima di quello dei popoli, una situazione pericolosa che preclude, di fatto, ogni forma di garanzia sulla trasparenza delle scelte e sull’operato delle organizzazioni così strutturate. Esiste un altro modo per poter finanziare questi organismi e ONG internazionali senza dover utilizzare risorse finanziarie private dei cosiddetti “filantropi”?

La risposta è scontata ed è sì: tutti gli Stati dotati di una propria valuta hanno la possibilità di contribuire a finanziare qualsiasi organismo nazionale e internazionale attraverso la propria Banca Centrale, che può erogare gli importi richiesti senza indebitare né lo stato in oggetto, né i suoi cittadini.

È di fondamentale importanza comprenderne il meccanismo monetario per sfatare la falsa, e anche un po’ grottesca narrazione che lo Stato può non avere soldi a sufficienza per le sue spese, donazioni comprese. Con questo vincolo o limite inesistente ci fanno intendere che siano indispensabili le donazioni di multinazionali e banche, aprendo così la strada ai privati per il controllo totale e incondizionato sull’operato delle varie organizzazioni mondiali e sulle economie di tutti i Paesi.

Questo tipo di finanziamenti non si ferma solo alle istituzioni internazionali ma si estende anche a organismi e strutture pubbliche di tanti Stati. E ritorniamo alla questione di fondo: uno stato dotato di una propria valuta può finanziare qualsiasi tipo di spesa pubblica, purchè effettuata all’interno dei propri confini nazionali, a cominciare da sanità, istituti di ricerca, formazione del personale medico e infermieristico e tutto ciò che è inerente alla funzione pubblica, senza doverlo demandare a organismi terzi privati (e con conflitto di interessi). Perché allora si permette che multinazionali private finanzino addirittura strutture pubbliche che potrebbero avere tutti i sussidi necessari dal proprio governo? Solo per un motivo: per avere uno strumento di pressione che permetta loro di favorire i propri esclusivi interessi.

Ritornando con lo sguardo agli ultimi tre anni di “pandemia” possiamo prendere atto inconfutabilmente della sudditanza di tutti gli organi istituzionali, nazionali e internazionali, alle imposizioni delle multinazionali farmaceutiche, da contratti capestro su “vaccini” sperimentali a imposizioni sulla strategia pandemica, attuata con risultati che si sono rivelati catastrofici per i popoli e le loro economie ma straordinariamente proficui per i multimiliardari guadagni delle stesse multinazionali.

Appare evidente, dopo questa terribile esperienza, lo strapotere delle lobby nei confronti dei governi nazionali; questo è possibile per un solo motivo: gli stati non esercitano la propria sovranità, prima fra tutte quella monetaria, che li renderebbe assolutamente indipendenti nelle proprie scelte e consentirebbe di orientare tali scelte esclusivamente nell’interesse del bene del proprio popolo, senza alcun tipo di compromesso.

Possiamo completare il panorama delle donazioni e della beneficienza in genere anche analizzando la tanta pubblicità che, questa a livello nazionale, ci spinge a contribuire, con parte dei nostri risparmi, al sostegno di tante organizzazioni che operano nel sociale e nella ricerca. Anche qui dobbiamo porci la domanda: c’è un altro sistema di finanziamento che non imponga di dare fondo ai nostri sempre più risicati risparmi? C’è, e si chiama Stato, che attraverso la propria Banca Centrale può accedere a tutti i fondi necessari per finanziare tutte le iniziative che operano nel sociale e per il bene comune.

A questo punto sorge spontanea una domanda: la Banca Centrale di uno stato può fornire risorse finanziarie potenzialmente illimitate? La risposta è sì. L’obiettivo imprescindibile è che l’emissione di nuova moneta abbia come contropartita la creazione di ricchezza reale che si traduca in beni e servizi per la comunità; in natura, i beni reali possono scarseggiare, il denaro no. Considerare la moneta come un bene limitato è solo una scelta politica e una enorme truffa, funzionale, come abbiamo visto, a chi si offre, solo per egoistici interessi privati e di potere, a fornire quei finanziamenti che gli Stati potrebbero garantire ai propri cittadini in modo autonomo e… illimitato.

Il potere finanziario di una Banca Centrale è superiore a qualsiasi multinazionale ed anche ai più ricchi “benefattori” del pianeta. Perché tutto ciò sia attuabile, si richiede che uno Stato sviluppi una buona economia e che sia titolare di una propria valuta nazionale, presupposti ineludibili per garantire un Paese indipendente e sovrano.

Diversa è la situazione dei Paesi dell’Eurozona che, non avendo una Banca Centrale posta sotto il loro controllo e a cui è stato impedito dai Trattati Europei di finanziare direttamente gli Stati, hanno praticamente margini operativi ridottissimi; a loro, il supporto finanziario dei “benefattori” internazionali fa comodo e questo ci fa capire la grande anomalia di questa insostenibile struttura europea e nell’interesse di chi è stata costruita. Ma questa è un’altra storia.

 

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

NOTE

(1) = https://lanuovabq.it/it/piu-soldi-e-potere-alloms-prove-di-governo-sanitario-mondiale

(2) = http://ilbolive.unipd.it/it/news/chi-finanzia-lorganizzazione-mondiale-sanita

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