ASHURA, GIORNALAME E REPUBBLICA ISLAMICA

ASHURA, GIORNALAME E REPUBBLICA ISLAMICA

FONTE: IONONSTOCONORIANA (BLOG)

Durante le celebrazioni religiose per l'Ashura si sono ripetuti, soprattutto a Tehran, violentissimi scontri di piazza. Chi ha una conoscenza diretta della realtà iraniana non si stupisce gran che; l'Ashura è una celebrazione luttuosa -non una festa nel senso in cui questo termine viene correntemente inteso in "Occidente"- molto sentita da una parte consistente dell'opinione pubblica ed è nota per l'essere un periodo in cui si concentrano e trovano sfogo tensioni sociali di ogni genere. In altre parole, è difficile che non ci scappi il morto, per un motivo o per l'altro; e fino allo scorso anno la cosa riceveva poca o punta attenzione da parte del mainstream.



Quello che è costruttivo sottolineare è il permanere, assolutamente inscalfibile e totalmente impermeabile perfino all'evidenza, di una presentazione mediatica degli eventi iraniani finalizzata in ogni caso alla conferma di un copione che è lo stesso da trent'anni. Il bias denigratorio che lo contraddistingue si basa su pochi punti fermi, primo tra i quali quello che statuisce che la Repubblica Islamica dell'Iran è una dittatura. Le gazzette liquidano in questo modo un paese il cui panorama politico è tra i più variegati e multiformi che esistano, animato com'è da un'opinione pubblica assolutamente indomabile. Da qualche anno, essendo inviso per programma ed intenzioni alle sue controparti "occidentali", viene definito dittatore anche il presidente in carica; un titolo che nessuno si è mai sognato di adoperare per certi suoi predecessori ritenuti più accomodanti e neppure per i tanti presidenti di altri paesi, giunti a disporre di un potere proporzionalmente maggiore di quello del presidente iraniano utilizzando sistemi sulla cui trasparenza vi sarebbe non poco da ridire. Soltanto la Repubblica Islamica dell'Iran viene sottoposta ogni giorno a puntigliose verifiche di "democrazia" a mezzo stampa.

Di solito la Repubblica Islamica dell'Iran viene presentata come l'unico paese al mondo ad avere l'esclusiva delle esecuzioni capitali, degli arresti e delle carceri. Non più tardi di qualche settimana fa le manifestazioni di piazza nel Regno di Danimarca hanno portato a migliaia di arresti, senza che nessuna gazzetta si sognasse di speculare sul tasso di "democraticità" delle sue istituzioni. Da questo punto di vista si può ritenere per certo che la Repubblica Islamica dell'Iran ha, per le gazzette "occidentali", il ruolo di capro espiatorio utilizzabile per minimizzare o giustificare a contrario qualunque azione repressiva intentata in "Occidente". Si ricordi che lo stesso giornalame che stigmatizza gli avvenimenti iraniani plaude istericamente ogni giorno alle fozzedellòddine dello stato che occupa la penisola italiana e non ha esitato ad estendere la definizione di terrorismo a qualunque comportamento potesse venir percepito come lievemente dissonante rispetto agli unici ammessi dal potere "occidentale", che sono i comportamenti di consumo.



L'incensamento della "dissidenza" fa parte della costruzione a tavolino di una Repubblica Islamica metafisicamente malvagia; il suo peccato originale è quello di ergersi su un mito fondante che non tratta di astratte "libertà" ma di giustizia sociale e di anticolonialismo, cose assolutamente fuori dal concepibile. Un dissidente o un esperto pronto a giurare sull'imminente sfascio delle istituzioni rivoluzionarie e su un crollo che "sarebbe solo questione di tempo" lo si trova sempre.

Lo si trova sempre, da trent'anni filati.

Il problema è che statuire assunti del genere fa a pugni con la realtà. E le gazzette, con la realtà, hanno un rapporto sempre più labile ogni giorno che passa.

La realtà è quella di un assetto istituzionale che dal giorno in cui è nato ha incassato colpi potenzialmente micidiali fatti di guerre di aggressione, di attentati di massa, di boicottaggi economici, di lotte intestine, di uscite di scena di protagonisti e fondatori; di questo assetto istituzionale si auspica il crollo -possibilmente repentino, possibilmente rivendibile mediaticamente a mònito dei nemici prossimi venturi: visto cosa succede a cacciare gli statunitensi a calci?- a seguito di qualche scontro di piazza. Le istituzioni economiche e sociali della Repubblica Islamica controllano ma anche garantiscono (ed è questo secondo punto quello che viene volutamente trascurato dalla "libera informazione") una percentuale a due cifre del prodotto interno e coinvolgono nel loro funzionamento milioni di lavoratori. Durante tutto il 2009 gli scontri di piazza si sono susseguiti senza che il funzionamento globale delle infrastrutture e dell'economia del paese ne risentisse con evidenza perché esportazioni ed importazioni, relazioni internazionali, traffico aereo e tutte le altre attività che contrassegnano una società postmoderna sono andate avanti senza fremiti apprezzabili, per tacere delle attività economiche legate all'artigianato, alla piccola impresa ed alla sussistenza pura e semplice; l'esplodere degli scontri di piazza può indicare sicuramente l'esistenza di un'opposizione politica vitale ed agguerrita ma che non è certo un buon indice per chi volesse predire un regime change; una predizione che alcuni pennaioli peninsulari hanno fatto poco o punto curandosi del sangue che un evento del genere potrebbe costare. In fondo a loro cosa importa; difficilmente sentiranno l'odore dei lacrimogeni dalle loro redazioni milanesi, romane o fiorentine.

Gli scontri di piazza, da soli, non hanno mai provocato nulla del genere ed il minimo sentore di un intervento esterno -un eufemismo per non dire yankee- come quello auspicato dal giornalame più obeso ricompatterebbe all'istante tutte le forze politiche della Repubblica contro l'aggressione. Alcuni esempi del gazzettismo più affezionato ad una realtà che non esiste hanno a tutt'oggi la spudoratezza di venare le loro produzioni mediatiche di un allucinato nostalgismo pro-Pahlevi.



Il ritratto della società iraniana presentato dal mainstream risulta come minimo scotomizzato, e si limita a presentare in luce favorevole quei settori sociali che i sudditi "occidentali" possano percepire come identici a loro secondo il già citato metro dei comportamenti di consumo.

Un altro aspetto del reale sistematicamente trascurato è dato dagli ottimi rapporti economici che molti paesi "occidentali" hanno con la Repubblica Islamica dell'Iran. L'opinione pubblica dello stato che occupa la penisola italiana vede ogni giorno la Repubblica Islamica bersagliata da invettive isteriche, presagi funesti per definizione e semplificazioni peggio che arbitrarie di dinamiche e di stati di fatto che tutto sono meno che semplificabili. Il fatto che lo stato che occupa la penisola italiana sia il primo partner commerciale di Tehran all'interno dell'Unione Europea, insieme alla Repubblica Federale Tedesca, non viene mai menzionato; ma la realtà è questa.

Una realtà poco utile a chi deve per contratto demonizzare ogni giorno la Repubblica Islamica, e che si trova costretto a servirsi di altri strumenti.


Fonte: http://iononstoconoriana.blogspot.com

Link: http://iononstoconoriana.blogspot.com/2009/12/ashura-giornalame-e-repubblica-islamica.html

28.12.2009


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Commenti (64)

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    1. Maxim 29 dicembre 2009

      ossia chi non la pensa come te e quell altro è da manicomio ?


      complimenti , un vero democratico

    1. ottavino 29 dicembre 2009

      Abbiamo un sacco di amici dal cuore tenero, che si stendono al fianco dei ribelli...Io sostengo il governo di Ahmadinejad. Perchè sostengo questi preti, questi impiccatori di omosessuali, ecc? Semplice: perchè hanno governato bene, ma soprattutto sono gli unici (insieme a Chavez) a parlare chiaro di come stanno le cose al mondo. Tutti noi sappiamo quanto la diplomazia sia adoperata in politica (e a volte può essere anche utile), per cui vedere della gente che, in politica, spiattella delle verità come fanno Ahmadinejad e co. merita rispetto e un inchino. Cosa ne so in fondo di quello che vogliono questi "ribelli"? Ecco, a proposito, non sembra strano che di questa gente non si sappia nulla? Non c'è nessuno che è scappato da là per venirci a raccontare cosa vuole? e soprattutto chi è? Come si fa a dare credito a gente che neanche sai cosa vuole? Vuole la democrazia! dirà qualcuno....ah, ma quello non basta.....

    1. anonimomatremendo 28 dicembre 2009

      Anticapitalisti rivoluzionari "appoggiando" una frazione borghese( a sovrastruttura teocratico-fascista addirittura!)contro l ´altra?Senza un brandello minimo di autonomia di classe?Senza un partito coerente con il futuro non-capitalista?Senza teoria rivoluzionaria?

      O con gli Ayatollah o con gli Yankees,tertium non datur.Sicuri?

      PS:sto ancora aspettando i famosi "criteri" per cui uno si allea con questo o con quell´altro.Senza criteri solo chiacchiere e fumo negli occhi.Coraggio,fuori le carte.

    1. Nellibus1985 28 dicembre 2009

      Uno dei pochi articoli illuminanti riguardanti la questione iraniana.

    1. trotzkij 28 dicembre 2009

      'Gli oppositori iraniani stanno scrivendo pagine di storia e, per me, che rimango malgrado tutto un rivoluzionario, stanno anche sperimentando e creando una nuova teoriaprassi di come si fa una rivoluzione oggi'

      Così, da poter vedere se il gioco può riuscire anche in Italia. Arancioni ieri, Verdi oggi, Viola domani, basta che magna il padrone di wallstreet-city-kiriat ...
      Del sinistrume itlidiota oramai non rimangono che rottami e puttane in disarmo; Gramsci è morto, e al suo posto vive Bratta Pitt e mogliera.
      Il 'paradiso socialista' è stato sostituito da Hollywood. Il Che del 2010 è il rivoluzionario in mercedes che in Iran tifa per il berlusconi locale. L'importante é che non sia mai il berlusconi italiano a vincere...
      Rivoluzione, mai come oggi è stata gettata in vacca questa parola. Ma non se ne può fare biasimo con chi non sa neanche come si scrive.
      Rivoluzione deché, per fare chè? Ma è ovvio! Mettere al posto dell'antipatico Ahmdinejad, uno simpatico (al padrone): Mussawi (che ha già governato, in Iran, e i 'comunisti' locali fanno finta di non ricordarselo); oppure qualche variante avariata di un dipietro-montezemolo locale; un fin-e sionista; una donna che lotta per i diritti delle donne, come la marjavi. Lei si che può mettere le bombe, ...in Iran... applaudita dal quello stesso popolo di scimmie trinariciute che applaude dipietro quando boicotta la commissione su Genova (li si che la polizia è libera di pestare; era per la democrazia cribbio!) oppure quando qualche eroico pm arresta (per farsi bello) dei pre-terroristi che archittetavano (al bar) attentati alla sicurezza nazionale.
      Gli effetti, di chi continua a confondere Marx con san francesco, Guevara con gesù cristo, il feudatario enrico berlinguer con un comunista...

    1. Franco 28 dicembre 2009

      I musulmani sono come sono...
      Gli usa democratici: bush 2 volte, voto democratico...
      Usa: pena di morte (in diversi stati).
      Usa: tortura: guantanamo, iraq.
      Usa: dittatori del sud america a scuola (colpi di stato).
      Usa: sulla luna... torri gemelle... ecc...
      Ma... gli usa sono democratici, esportano la "democrazia",
      basta vedere i metodi che usano...
      Ma, i musulmani sono musulmani...
      C'è una cosa: i musulmani sono a casa loro.
      Chissà cosa diremmo se i musulmani farebbero a noi, quello che noi facciamo a loro: a suon di bombe nel nome della "democrazia"...
      Ogni bene a tutti

    1. pablobras 28 dicembre 2009

      ....io voglio fare la rivoluzione.

    1. anonimomatremendo 28 dicembre 2009

      Questa non e' una "spontanea sollevazione di popolo" e nemmeno il "solito sporco tentativo di destabilizzazione da parte dei soliti sporchi destabilizzatori".Questa e la febbre del capitalismo malato che sale sempre di piu´.E smettetela di fare i filosovietici anche adesso che l´ URSS non c´é piú... e nemmeno baffone. E chimatela come volete la vostra bislacca idea che ci possa essere politica capace di tenere sotto controllo le categorie economico-sociali del capitalismo.Il capitalismo per sua intrinseca natura e´un sistema fuori controllo e finalmente dovrá crollare insieme a Sansone e tutti i filistei .Il processo é irreversibile e nessuna politica conservatrice potra´far nulla,figuriamoci quei poveri parrucconi reazionari e antistorici che stanno al potere in Iran.

    1. myone 28 dicembre 2009



      Diciamo che nessuno va bene a nessuno, ne la classe religiosa, ne quella politica, ne quella militare. Se , come sempre, un paese pensasse veramente a liberarsi da solo dentro di se', la cosa sarebbe risolta. Liberarsi dalla cultura religiosa e da chi l' esercita come potere, liberarsi da un potere che e' legato al religioso, liberarsi come popolo, facendo si di stare melgio, senza trovare liberatori o vie di liberazione esterne, come valvola per trovare il coraggio piu' codardo.

      Perche' alla fine, chi andra' su o chi prendera' un cambio se ci sara', imporra' anch' esso qualcosa e piu' di qualcosa, e spesso ci si libera da un protettore autoritario, per vendersi ad un altro migliore,

      Ma come si sa', a beneficiarne, sono solo all' apparenza la gente, ma chi tiene le redini sopra del gioco.

      Che ci volete fare, entreranno pure loro nel gioco mondiale dei giochi, aprendosi alla vera realta' globale.

      Staranno come noi. Male o bene? Se bene che accada, se male, allora pensiamo a come siamo messi noi, davanti a quello che ci lega al contesto.

      Ma a dirlo, non ha alcun senso, perche' gia' da noi, siamo nel mondo dell' illusione dialettica, e a prenderne per mano in reale qualcosa, e' tutto un dire.

      Perche' il problema, e' il modo di gestire il potere, le risorse, l' ordine, e a cosa serva la gente, come vive e cosa vive. Ma qui, e' tutto dire e da vedere che e', perche' nessuno ne uscirebbe, finche' a fare da filtro, no c'e' una reale visione del giusto, ma del si salvi chi puo', e dentro al meccanismo, c'e' chi resta sena acqua, chi l' acqua la tira al suo mulino, e chi dell' acqua se ne fa oceani, ma la tracimazione della gisutizia e dell' intelligenza, e' lontana a farsi travasare.

      Si travasa sempre e solo quando ci sono gli adittivi, che sappiamo a cosa e dove portano.

    1. mazzi 28 dicembre 2009

      Potete menarla quanto volete con la vostra retorica, questa non e' una spontanea sollevazione di popolo e lo sapete bene, questo e' il solito sporco tentativo di destabilizzazione da parte dei soliti sporchi destabilizzatori. La regia e' un po' piu' complessa, per gli effetti speciali non hanno badato a spese, il resto lo fanno i cretini che reggono il gioco - gli stessi che tuonarono contro Saddam Hussein il momento in cui il maestro d'orchestra ha alzato la bacchetta (un paese ridotto in briciole, piu' di un milione di vittime civili). Ricordiamoceli costoro se per caso avranno il coraggio fra un po' di ripresentarsi con lo stesso nick.

    1. shuren 28 dicembre 2009

      Niente di nuovo qua', le solite stupidaggini della CIA e i soliti soldi dei soliti oligarchi (in Ucraina furono i soldi del mafioso berezoski, soldi confermati ufficialmente per portare in strada questi 4 stronzi) con l' unica differenza che questa volta in Ucraina non funzionera', gli ha funzionato anche in Georgia che piu' prima che poi cadra' con il suo dittatorello da 4 soldi, gli funziono' ai tempi in Romania, la revodittatura aveva funzionato solo a meta' in Moldova ma ora senza i comunisti non c'e' presidente, ci hanno provato in Uzbekistan anche gli e' andata male, in Honduras hanno fatto direttamente il colpo di stato e le repressioni sono quotidiane ma i merdia (mediA) occidentali contano meno di 0, come in Georgia dove TUTTA la rivoluzione e' stata repressa senza che a nessuno in occidente gliene fregasse UN CAZZO. Ahhhhh ma quella era VERA rivoluzione, quella senza sovvenzione, quella non sovvenzionata, signori ragionate.

    1. anonimomatremendo 28 dicembre 2009

      l identitá del fascismo é il controllo del fatto economico e sociale e il corporativismo.Al di la della democrazia pur restando nel capitalismo.per quello da sempre diciamo che il vero realizzatore delle istanze riformiste e´ il fascismo,e chi vuole essere davvero riformista deve avere il coraggio di essere fascista,ed é quello che adesso stanno cercando invano di fare a livello mondiale.noi ovviamente non siamo riformisti,ne´utopici come i democratici,né realisti come i fascisti.noi non siamo per il controllo del capitalismo,siamo per la sua distruzione.spero adesso sia chairo.

    1. anonimomatremendo 28 dicembre 2009

      ma quando mai.mi ritengo semplicemente comunista,per questo ce l ´ho a morte coi nazionalisti,sociali o no che siano,e compatisco quei poveri partigiani che si fanno scotennare per amor di patria.

    1. pablobras 28 dicembre 2009

      ....ma te sei fascista ?

    1. pablobras 28 dicembre 2009

      "L'IDENTITA' FASCISTA" - progetto politico e dottrina del fascismo.
      Leggitelo... così potrai parlare con cognizione di causa e capire il senso dell'articolo.

    1. cesare52 28 dicembre 2009

      @anonimomatremendo. Concordo.

    1. anonimomatremendo 28 dicembre 2009

      lascia perdere,e´come parlare ai muri.Questi partigiani della "nazione proletaria" pur di vedere esaudite le loro idee di"giustizia sociale"sono pronti ad allearsi col primo teocrate fascista che gli capiti sotto mano.Roba da reparto psichiatrico.

    1. anonimomatremendo 28 dicembre 2009

      Il suo peccato originale è quello di ergersi su un mito fondante che non tratta di astratte "libertà" ma di giustizia sociale e di anticolonialismo...

      Ma come ,una volta i fascisti erano i cattivi e adesso sono quelli che garantiscono giustizia sociale?Mi piacerebbe proprio sapere con quali criteri i partigiani di ieri e di oggi si scelgono gli alleati.Perché o i criteri cambiano secondo le mode e gli umori soggettivi oppure devono essere invarianti rispetto a una stessa classe di fenomeni,in questo caso il fascismo nazionale di ieri e di oggi. E allora se é cosí non si capisce come mai oggi i partigiani stiano dalla parte dei fascisti mentre ieri li combattevano, per giunta a fianco delle maggiori plutocrazie dell´ epoca (USA e Inghlilterra)e dello Stato piu´totalitario che la storia aveva mai conosciuto(URSS) .O forse che la teocrazia sociale di Iran non sia fascista?Dimmi che criteri usi e ti diró chi sei.

      PS:attenti,vi puó capitare la brutta sorpresa di scoprirvi nazional-socialisti!

    1. cesare52 28 dicembre 2009

      @maxim. "Teoria e pratica delle rivoluzioni colorate, tutta roba già vista". Soprattutto da chi non sta in piazza a rischiare le scudisciate, quando va bene, o le fucilate (vedi la povera NEDA) e se arrestati gli stupri e le torture. E ormai rischia da mesi, ogni giorno. Certo dietro la tastiera di un computer, digerendo il panettone, è tutta una altra cosa. Soprattutto quando di rivoluzione non se ne sa una beata mazza e non si è fatto niente di più arrischiato, nella propria vita, che cambiare una gomma forata. Quanto è bello parlare e trinciare giudizi al calduccio e senza rischiare niente.

    1. Maxim 28 dicembre 2009

      Gli oppositori iraniani stanno scrivendo pagine di storia e, per me, che rimango malgrado tutto un rivoluzionario, stanno anche sperimentando e creando una nuova teoriaprassi di come si fa una rivoluzione oggi.



      teoria e pratica delle rivoluzioni colorate , tutta roba gia' vista

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