ARGENTINA - LUCI E OMBRE

ARGENTINA - LUCI E OMBRE

FONTE: RELATODELPRESENTE





Una storia calabrese tra Italia e Argentina



Come la stragrande maggioranza degli argentini, il mio cognome ha origine europea, in particolare italiana, per la precisione di Reggio Calabria, ed esattamente di Gioiosa Ionica. Gioiosa è una piccola cittadina che si suppone fosse un marchesato del Regno delle Due Sicilie, e tuttavia con un’estensione sbalorditiva che si riflette fin nei suoi libri: ho trovato registrazioni di antenati che risalgono a vari secoli indietro nel tempo.



A metà del secolo scorso, spaventati dalla fame della fine della guerra,la mia famiglia emigrò cercando nuove possibilità.
Alcuni si imbarcarono dal porto di Napoli con destinazione Buenos Aires, previo scalo a Rio di Janeiro.
Tutti i miei parenti Gioiosani, vicini e lontani, risiedono fra la capitale della Repubblica e la provincia di Mendoza. Il resto si imbarcò dallo stesso porto, ma con destinazione New York. In Calabria non rimase
neanche un pappagallo che portasse il mio cognome (neanche il pappagallo = più nessuno: espressione argentina per dire esageratamente che non rimase proprio nessuno) , che sia chiaro.


Qualche anno fa mio cugino prese la strada inversa e se ne andò verso l'Italia. La crisi che ci aveva dato il benvenuto al nuovo millennio fu troppo per lui e con i pochi risparmi che gli restavano -e avendo il vantaggio di non aver alcun figlio- fece le valigie e se ne andò a tentar sorte laggiù, da dove veniva il nonno. O.k il nonno non conosceva Roma nemmeno nelle foto, ma non entriamo nei dettagli. Male non gli fu, dato che accettò dei lavori che qui lo avrebbero ripugnato, e col tempo poté rifarsi economicamente grazie al ruolo che lui chiamava "imprenditore autonomo della costruzione".


Suona meglio che "maestro mayor di opera" (1), conveniamo.
A Marietto gli voglio bene, è un tipo in gamba e lo ricordo come un goleador (2) nato nel momento di corteggiare le donne e un grande giocatore di poker, siete y medio, punto y banca (3) e quanto gioco di fortuna -e illegale- si facesse. Oggi è un uomo che ha sposato un' argentina che ha conosciuto là ed è padre di due bellissime bimbe.
Settimanalmente ci scambiamo e-mail o ci vediamo via Skype e parliamo a vanvera: lui mi racconta della sua famiglia e io lo tengo aggiornato di quanto rovinate stanno le sue ex femmine.


Ultimamente, Mario è preoccupato perché la crisi economica in Italia gli ha raffreddato l' economia sufficientemente da obbligarlo a ridurre alcune spese. Questo ultimo sabato mi ha fatto una domanda inaspettata. Mio cugino voleva sapere se era vero che qui le cose stanno così bene come le dipingono nella collettività degli argentini pentiti colposi che risiedono in Italia e come suggeriscono altri italiani che ci guardano come il "cammino da seguire". Non sapevo da dove cominciare, ma basilarmente gli dissi che preferivo il suo potere di acquisto di crisi europea che il mio di benessere argentino. Mi mandò a quel paese per avergli parlato ironicamente. Quando sono riuscito a fargli capire che dicevo sul serio, cominciò a farmi una tiepida serie di domande inquisitorie che sfociarono in un' ondata di affermazioni che potrebbero convertirlo in un quadro di lusso per le forze kirchneriste.


Certamente, Mario non è tornato in Argentina né a portarci un prosciutto di San Daniele, né un formaggino caciocavallo. Sarà per questo che è rimasto perplesso quando, dopo avermi rinfacciato che in Argentina non c'è praticamente disoccupazione, gli ho chiesto che immaginava cosa vuol dire avere una disoccupazione a una cifra ed una povertà a due.


Ho pensato che con quello sarebbe stato sufficiente, ma ho rincarato la dose dicendo che quelli sono i dati che danno gli oppositori e che per tanto leggere i giornali di controparte mi faccio cattivo sangue, più di quello che dovrei.

Ho faticato a fargli capire che per quanto possano essere d’opposizione, i giornali usano le stesse misure che il governo abbandonò poiché "poco realiste" e che in realtà erano gli stessi meccanismi con i quali si misuravano gli indici fino a poco tempo fa.
Perché al di là della facilità di paragonare l'ingresso a modo nominale con quelli del decennio dei '90, o con i numeri di pace con quelli della crisi del 2001 -tutto, comparato con il nulla, è positivo - si sono persino presi la briga di garantire dati su misura per la nuova Argentina: nuova politica, nuova forma di guidare, nuova forma di misurare. Bel paesaggio: si usa un nuovo regolamento per sconfiggere quelli che hanno già giocato col vecchio.



Comunque Mario, non ne era così convinto e non per niente, già che l'altra notte si era goduto l'ultima diretta a reti unificate.
Si vede che a Roma non c'è niente di meglio da fare un venerdì all' alba, oppure si vede che i discorsetti della Presi (4) sono già un super-programma: i venerdì Cadena Nacional,i sabati Saturday Night Live, e così via.

In base a questo, mi ricordò che quando era partito per l'Europa, Aerolineas Argentinas e YPF erano in mani straniere. Gli ho fatto ricordare che quando era partito per l'Europa eravamo autosufficienti energeticamente e Aerolineas generava -moltissime meno- perdite che ora.


Si vede che l'affermazione unificata del venerdì che Cristina ha fatto nelle reti a livello nazionale, che in economia "ogni volta che si tocca qualcosa bisogna farlo sottilmente", lo hanno reso entusiasta e me lo ha fatto sapere.

Sinceramente credo che toccare le cose sottilmente è più pericoloso che un neurochirurgo con il Parkinson, ma io non vedo le cosa dall'esterno, come si può dire che fa mio cugino Marietto.



Di quel discorso ricordo alcune fesserie interessanti, inesattezze storiche che fanno vedere come epici alcuni semplici atti amministrativi. Comunque ricordò quando l'ex ministro di economia del suo defunto marito, propose che tutto il trasporto pubblico funzionasse con gas naturale e si sentì orgogliosa nel dire che Nestor si oppose, e il bene che fece, già che oggi saremmo senza gas nel paese.
Il fatto che non dicesse che dipendiamo dai rubinetti di Evo Morales per scaldare la teiera è solo un dettaglio.

Che neanche inserisse l'aneddoto nel contesto storico di un gasolio carissimo ed una superproduzione di gas che era persino sufficiente ad essere esportata, è tendenzioso.

Che neppure menzionasse che nel 2005, il suo ex vivo ex presidente consorte fu responsabile di annientare in un paio di mesi quella mega produzione, lo capirei come semplice atto di prudenza per curare il racconto, se non fosse perché è così cinica da falsificare le cose per far passare uno sprecone “analfa-bestia” della politica energetica come uno Statista con visione di futuro.

Sembra che a Mario questo tema non importi molto e ha qualche logica, dato che non ha potuto vivere in carne ed ossa la gioia della patria kirchnerista, dove la gente si sente così sicura che rinuncia persino al diritto umano ad una casa degna, per andarsene con gli stracci, la moglie ed i figli a pernottare nelle gallerie dei shopping center, così vicini agli uffici della "Presi", per sentire che li coccola nelle notti.

Marietto invece, crede che tutta la mia negatività si debba al fatto che il "Clarìn" (giornale oppositore ai Kirchner) mi lavi il cervello.



Indipendentemente dalla discussione se sia meglio credere a Clarìn o alla Presi, gli raccontai a mio cugino Mario che esiste un programma chiamato 678, che lo paghiamo tutti noi scemi che viviamo in società - dal manager di Porto Madero, al barbone che compra una bottiglia di vino - e che si compone di un pugno di mascalzoni con curriculum che denotano una dubbia autorità morale, e che in maggioranza -produttore generale incluso - erano al servizio di Clarìn fino a che il governo dette loro più soldi.

Mario insistete che, al di là di tutto, Cristina aveva ragione su Clarìn.
Mi sentii un po’ stanco e gli risposi che lui aveva ragione, che in realtà stavamo così bene, ma così bene, che l'esito o rovina della micro e macroeconomia locale e internazionale dipendevano dai detti di un giornalista.



Non è di poco conto il tema della libertà d'espressione.

Non è che creda nella censura, almeno non in quella come noi la concepiamo.

Qualche dettaglio, forse difetto di fabbrica del modello nazionale e popolare, quello della impossibilità di sintonizzare il programma di Jorge Lanata (giornalista oppositore alla Kirchner) in alcune province.
Piccoli dettagli, chiaro, nel detto "qui non c'è censura, Cristina ti da la libertà di espressione", detto e ripetuto più di una volta dalla stessa mandataria, il quale genera un piccolo dubbio: se è grazie al favore di Cristina - io, tu, Nestor, noi, voi-godiamo del diritto di libertà di espressione, cosa succede se la Presi si alza col piede sinistro?



Nell'albero genealogico dei diritti inalienabili dell'uomo - a.k.a. Diritti Umani - la libertà di stampa - o di giornale - discende dalla libertà di espressione.

E per una questione logica, questa è figlia diretta della Libertà.
Di conseguenza, se partiamo dal presupposto che il primo diritto umano comprende la vita, la libertà e l'uguaglianza, tutto quel che si dice dopo non ha senso.

Io non debbo la mia libertà a nessuno.

Solo per il fatto di essere nato umano già sono libero e tutto quel che dicano in contrario, posso considerarlo una violazione al mio diritto naturale a fare quel che mi pare, sempre e quando non invada il diritto altrui. Questo è quello che il branco di trogloditi arruolati nell'ufficialità, orfani patologici e volonterosi che non concepiscono l'ordine dell'universo senza l'indirizzo di mamma Cristina, non capiscono. Caso mai, lo ripeto: la mia libertà non la debbo a nessuno. Ancora: la mia libertà è mia, nessuno me l'ha regalata e non debbo ringraziare per averla.



E' chiaro che un giornalista di Clarìn non è Bob Woodward -di fatto, tutto l'accaduto nel Watergate, qui, sarebbe solo una furbizia quotidiana - ma qui non puoi alzare la testa che subito ti schiacciano a reti unificate e ti sguinzagliano addosso la guardia di finanza. Ed è chiaro che a questo punto, preferiamo che rimettano nel codice penale il delitto per ingiurie e calunnie piuttosto che ti mandino la finanza.
Ma che la Presi esiga una legge perché ogni giornalista manifesti pubblicamente la sua ideologia politica, e che questa legge la chiami di "etica", è quasi una pagliacciata, come il colpo di coda della sua isteria. Perché la libertà di dire quel che penso, include la libertà di azzittire quel che non mi interessa che traspaia, incluso chi andrò a votare nelle prossime elezioni. A questa intenzione di chiedere a tutti quelli che vogliano scrivere, che manifestino qual è la loro affiliazione politica o da chi vengono pagati in privato, la Presi lo definisce come "approfondimento della democrazia".

Questo a Marietto gli sembra meraviglioso.


Ieri sera il cugino Mario mi chiese di connettermi.

Voleva sapere se avevo visto il dialogo della Presi con Joseph Stiglitz.
Con intenzione di dirmi il giusto su quel che lui vede da fuori ed io vivo ogni giorno, Marietto mi fece capire che se un premio Nobel ci elogia, vuol dire che noi, i "contras" siamo fuori di testa. Potrei partire dalla base che il Nobel ha oggi meno valore che una lira, e che persino Obama ricevette quello della Pace.

Potrei anche ricordare che Stiglitz cambia discorso quasi ogni giorno e che, così come qui disse che l'Argentina è l'esempio da seguire in Europa, là disse che nel nostro paese c'è qualcosa che non va, giacché "se c'è alta inflazione sostenuta nel tempo, la macroeconomia non va bene."


Comunque, eccolo li il bonaccione di Stiglitz, con auricolari ed un sorriso ameno che variava fra la perplessità e la risata.

Il tipo, senza troppi giri, assicurò che uno degli indici che dimostrano la gravità della crisi europea è "l'alto livello del debito in relazione al PIL".
Questo mi sembrò strano, ma non perché Stiglitz non mi sia simpatico, ma perché era lui stesso che non più di due anni fa affermava che valutare l' economia di un paese in base al suo PIL è "inadeguato e controproducente", giacché "non si prende in considerazione la qualità di vita" e che "la crescita del PIL può nascondere una degradazione violenta del benessere del popolo." Allora capisco che voleva essere diplomatico dato che era di visita- e con tutte le spese pagate dalla Presi - ma da lì a cambiare tanto di opinione per non offendere la regina della "crescita sostenuta mais grande do mondo", rende quantomeno sospettosa la buona volontà del signor economista.



Non tutti i giorni si ha l'opportunità di avere la presenza di un Nobel per l' economia, ma qui hanno portato Stiglitz per parlare della crisi europea e il paragone con ciò che qui accadde dieci anni fa, quando sarebbe bello invece, che ci spiegasse come fa un paese per non raffreddare la sua economia aumentando la spesa e, allo stesso tempo, controllare l'inflazione senza investimenti, quando l'unica forma per aumentare la spesa senza investimento è emettendo moneta.

Nessuno glielo chiese.

Come neppure gli chiesero se credeva che stesse bene dire che il nostro debito è il 10% del PIL quando il governo decise di non sommare quel che dobbiamo al club di Parigi, né quel che dobbiamo alla Banca della Nazione, a quella Centrale ed all'Inps.
Ovviamente neanche gli hanno chiesto se volesse provare la tecnica argentina di arrangiarsi per mangiare quattro pasti con sei "pesos" al giorno.


Dopo Stiglitz, prese il microfono la tipa che ci hanno venduto come la migliore oratrice di tutti i tempi e, convertita in enciclopedia parlante, affrontò tanti argomenti, che passarono dalla sua peculiare versione storica europea a detti vernacolari.

Mentre affermava che il genocidio nazista sorse come la scusa per fermare la crisi economica tedesca - una genialità -, Stiglitz sorrideva.
Non aveva chance: aveva già due granatieri impedendole l'uscita!
Cristina valente e temeraria, affermò che in Europa non esiste egemonia politica.

Intanto che cercava di scrutare se la Merkel si mettesse a piangere per questa affermazione, la Presi affermò che "non si può frenare il consumo e che la gente non possa comprarsi una casa".

Grazie a Dio il nostro modello è diverso e l'unico che facciamo è consumare per non perdere quel che possiamo risparmiare, in tanto speriamo che i nostri padri passino a miglior vita e poter così ereditare una casa propria.

Dopo, la nostra first lady affermò che "il denaro non si è generato dopo essere stato covato come fanno le galline," e benché non chiarì come si possa fare, supponiamo che dalla nursery della maternità della carta moneta della stampa Ciccone, sanno come partorire i sufficienti soldi per far aumentare di un 40% la base monetaria dell'Argentina.

Come facevo a spiegare tutto ciò al mio caro cugino Mario?

Lui è meravigliato ed ha voglia di tornare. Solo per non sentirlo lamentarsi, gli dissi di si, che ritornasse, ma di ricordarsi che il suo prelievo del conto in euro sarà in pesos ed al valore ufficiale. Gli ho anche spiegato che se può comprarsi una casuccia ed una piccola macchina, dovrà pagare un'imposta patrimoniale e che con uno stipendio equivalente ai 1200 euro, dovrà lasciare una parte allo Stato con la causale di tassa al guadagno. Alla fine gli inviai una lista di prezzi del supermercato. Dopo essersi reso conto che in Argentina, con 1200 euro mensili non riusciva a mantenere il livello di vita della sua famiglia, mi chiese come si può pagare una tassa al guadagno con un stipendio con il quale non riesci a coprire le spese fisse di una famiglia di classe media. "Questo forma parte dell’incanto dell'Argentina del XXI secolo, Marietto, dove sei abbastanza ricco per pagare le tasse, ma povero per chiedere un mutuo."



Ha detto che ci avrebbe pensato.



Martedì. Fidàrisi è bbona cosa, non fidàrisi è mmegghiu.


Fonte: www.relatodelpresente.com

Link: http://www.relatodelpresente.com/2012/08/relato-la-calabresa.html

14.08.2012


Note:

1) "maestro mayor di opera" é un capo cantiere in Argentina, comunemente in Argentina il lavoro di muratore viene sconsiderato.


2) "goleador" in Argentina inteso come uno che con le donne é un vincitore...


3) "punto y banca" gioco di carte.


4) "Presi": come viene chiamata in Argentina Cristina Kirchner...la Presi.



Commenti (136)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. mincuo 2 ottobre 2012

      P.S. Devi aggiungere poi ai "long term unemployed" anche i "very long term unemployed" che un'ulteriore categoria di disoccupati, scomparsa.

      Questo casino è fatto in modo che tu faccia fatica a capire quanto caxxo sono in totale anche se sei uno pratico. Ma il 99% della gente non sa nemmeno che esistono.

      Naturalmente la cosiddetta "controinformazione", sia perchè molto qualificata, sia perchè onesta tanto quanto, ne parla spessissimo di queste cose.....
      Di quelle peggio poi....

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      BaronCorvo, la carne la cuciniamo come piace a noi e non come piace a te. Mangiala dove ti piace, non credo che cambieremo il modo di fare i nostri "asados" per volontá tua. E' una questione culturale.
      Tu pensi che perché conosci qualche posto dell'Argentina puoi parlare di essa come uno specialista. La tua descrizione va bene per una certa parte della classe media della Capitale (che poi é l'unica giurisdizione che continua a votare neoliberisti, per l'appunto). Ah, l "sufficienza" europea!
      I "negros" come te li chiami sono punto di riferimento di una MINORANZA di argentini (infatti se prendi ad esempio un'imprenditrice come me, di provincia, che ha sposato un discendente di mapuches, popolo orginario patagonico, ti renderesti conto che la maggior parte degli argentini é tutt'altro che razzista anzi. Non per nulla vince un governo che garantisce libertá di circolazione per i popoli che vengono dai paesi con i quali abbiamo frontiere in comune (e anche con gli altri, bah). Che garantisce la gratuitá dell'universitá (e ne crea di nuove, gratuite) perché tutti - compresi i figli dei "negros" - possano accedere a formazione superiore (che come si puó vedere é senz'altro meglio che quella di Harvard, almeno in quanto a formazione politica).
      Diciamo che sei venuto a farti delle passeggiate in Argentina, Baron Corvo, ma non sai un cavolo di questo paese e di noi, la sua gente.

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      D'altronde BaronCorvo se prendi la disoccupazione Italiana è al 10.70% ma in realtà è al 24%. Ma non è che siamo noi all'Istat che imbrogliamo particolarmente. E' che i dati su disoccupazione tengono conto solo dei da meno di un anno. Oltre l'anno non esistono, non figurano. Scomparsi. Sono i "long term unemployed".

      Ma se vai su Eurostat, o IMF, e cerchi, li trovi. Solo non vengono pubblicizzati. E quindi non esistono. Anche in USA, lo stesso.

      Lì almeno la U6 il Bureau od Labour Statistics, un pò nascostina, ma te la mette e almeno arrivi al 15% invece del 7% ufficiale della U3, cioè quella pubblicizzata. In Europa neanche quello.

      Harry Potter World.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      Infatti quello é il dato importante.
      Comunque ti passo un link molto interessante che ti fornirá dettagli un po' tecnici ma utili. Tra gli autori, uno di quelli preferiti da "mincuo", Frenkel.
      http://policydialogue.org/files/events/Damill_Frenkel_Rapetti_LaDeuda.pdf

      E' veramente difficile trovare fonti confiabili in quest'INGSOC in cui ci troviamo, allora quel che facciamo noi ad esempio (ambienti universitari, di ricerca, ecc) e confrontare molteplici fonti, rilevare in situ, seguire evoluzione prezzi su una serie di prodotti di prima necessitá (e servizi, energia, ecc), fare una media, confrontarla con l'INDEC, con quanto sostiene ció che noi chiamiamo l' "establishment" finanziario. Poi si trarrono le conclusioni. Facciamo studi in progress.
      Tra tutte le cose positive di questi anni ce ne sono di negative pure che stiamo osservando come evolvono (giacimenti shale, OGM, miniere).
      Non siamo stupidi come sostiene mincuo e siamo tutt'altro che tranquilli comunque sosteniamo certe decisioni di fondo che ci sembrano determinanti e vanno in direzione contraria a quanto si sta facendo negli USA e in Europa.

    1. mincuo 2 ottobre 2012


      "Un libro? Anche in spagnolo o portoghese (o inglese) va bene."

      Libri non so, se hai accesso a qualunque dato qualificato di finanza, cioè a una piattaforma, trovi quel che ti pare. O un centro studi di una banca primaria, o Bloomberg o Thomson-Reuters, Xin-hua, o Boston Consulting, o State street, o Markit o tante altre. Gratis non lo so, bisognerà un pò cercare, ma qualcosa troverai penso. Quasi sicuramente, ci sono siti finanziari gratuiti che per carità non sono granchè, ma avranno riportato, almeno a grandi linee. Fu una truffa colossale a danno degli Argentini, qualcosa ci sarà di sicuro. Devi fare un pò ricerca, con un pò di pazienza.

    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      Oh, e vedrai che bella sorpresa. Quando ti dicono di stare attento se giri a piedi di notte alla Boca perché è pieno di "negros" e tu gli dici "ma dove cacchio stanno i neri in Argentina, io non ne vedo" sappi che stanno parlando dei poveracci bianchi che abitano i periferia. Per "negro" si intendono anche gli operai e i tutti poveri in genere, una simpatica espressione idiomatica. I neri allora come li chiamano? Ma è ovvio, no? Monos, scimmie (Los brasilenos? Son todos monos alli).

      Il sudamerica è un posto meraviglioso che ti entra nel cuore (forse meglio il Brasile di tutti gli altri) ma per capire la follia dei rapporti sociali e di lavoro che lì sono considerati la norma bisogna andare di persona, guardare e parlare con la gente. Poi capisci che cosa intendo quando dico che la Kirchner è comunque l'espressione si un'élite borghese per quanto molto migliore della precedente.

      P.S.: Se vai a Buenos Aires hanno un'ottima carne ma non la sanno cucinare, sono 10 volte più bravi in Brasile. A Buenos Aires vai a La Cabana Las Lilas a Puerto Madero o a l'Estancia (Lavalle). Se fai scalo a Sao Paulo vai al ristorante del suocero di Felipe Massa, Guardabassi che è il migliore in città per la carne (Treize de Maio).

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      No no basti tu. Con l'inflazione al 10% di Topolino e Qui Quo Qua. Pure il PIL di Modigliani all'8% non è mica male. Ma almeno lui lo si può capire. Conta sul fatto che nemmeno aprire un sito gratuito di economia dei 100 che ci sono capaci, così vedono che fa zero. Al massimo un filmetto di Youtube con qualche peracottaro che parla.

    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      Un libro? Anche in spagnolo o portoghese (o inglese) va bene.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      Meno male che ci sei tu che ci illumini, Mincuo.

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      E quella era la parte semplice, perchè l'altra è che i consorzi con dentro l'allegra compagnia, JPM, Morgan Stanley, Crédit Suisse, Goldman Sachs, BNP Paribas ecc..a cui si attaccò subito il Banco Itaú vendeva CDS sovereign a peso d'oro e comprava i cosiddetti "defaulteados" a niente, ma tanto sapeva che non "defaultavano". Un altro affarone. Doppio. E altretatnto sul petrolio con il giro YTF, Petersen ecc...altro numero di alta acrobazia.

      Figurarsi un pò cosa sa la gente delle cose reali. Basta un filmetto con una bella storia edificante, poi il pueblo unido que no sera mai vencido, e tutto a posto. Anche troppo.

    1. nuovaera89 2 ottobre 2012

      Io so solo che per capire come sta l'Argentina dovrò prendere un aereo e andare di persona a vedere! troppi articoli che parlano di un Argentina che sta bene e di un Argentina ancora verso la stessa strada di prima, certo, se un neo-liberista viene a dirmi, guarda che l'Argentina prima o dopo salterà, allora dovrò pensare l'incontrario, ma se si leggono articoli come questo un punto di domanda te lo lasciano.
      Le fonti che mi arrivano parlano di un paese sano, non completamente guarito e nel fior fiore della salute, ma è riuscito dopo il fallimento del 2002 a rimettersi in carreggiata. Forse non è il modello esatto, forse ha regione mincuo nel parlare dei warrant, forse ha regione questo articolo a parlare di luci ombre di questo paese, forse la Kirchner fa parte dell'élite pure lei, ma almeno l'Argentina ha avuto le palle di dire no al fmi e a tutto quello che gli andava dietro, se riuscissimo a fare questo passo sarebbe già un passo avanti per noi e per il nostro futuro, dopo possiamo parlare di quale sistema adottare per ripartire!

    1. Truman 2 ottobre 2012

      @Tanita, la popolazione urbana in media sta meglio di quella generale. Statistiche dove prendi solo la parte della popolazione che ti fa comodo fanno proprio quel gioco sporco criticato nell'articolo.

      Il link all'IMF punta ad un articolo di esterni all'IMF (anche se presumibilmente hanno qualche valore). In particolare Bajo de la lupa (che per l'Argentina riporta il 9% nel 2010) ogni tanto lo traduciamo ma NON E' la voce dell'IMF.


      Fermo restando che ho difficoltà a trovare numeri validi (http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_percentage_of_population_living_in_poverty riporta 11,3% di povertà nel 2009, ma basato sulle sole aree urbane, mentre nella stessa pagina la CIA fornisce il 30%) quello che emerge dal confronto di tutti i report è che la povertà è diminuita con le politiche della Kirchner. Questo è il dato che mi sembra importante.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      E che cavolo.
      "L'Argentina sta male": mi piacerebbe qualche analisi obiettivo.
      Questa é informazione ufficiale del Ministero d'Economia, 2012. Sintesi e budget 2012.
      http://www.mecon.gov.ar/onp/html/presupresumen/resum12.pdf
      L'informazione é coerente con quanto viviamo noi cittadini, compresi quelli (in minoranza) che per le ragioni che siano costituiscono l'opposizione.
      Per contrastare questi dati bisogna fondamentare perché sapete? Questi anni di crescita e uscita dal baratro neoliberista ci sono costati molte vite, tante lotte, innumerevoli sciagure e le battaglie continuano.
      Tra l'altro questi dati, tenendo conto della situazione internazionale, sono un grosso problema per il "pensiero unico" neoliberista e il discorso con il quale stanno saccheggiando il popolo USA, il popolo europeo... Aldilá delle "luci e ombre" del nostro paese, la realtá é che le politiche economiche e sociali di diversi paesi sudamericani stanno sfidando il discorso del Sistema (banche centrali private, privatizzazioni, riduzione dello Stato alla minima espressione, insomma cose che conoscete bene) come ben spiegato qui (da loro stessi): http://www.youtube.com/watch?v=fd--3f3aAnw&list=UUgypWDDr6JE29BxQsiDLlRg&index=1&feature=plcp
      Per chi ha voglia di capire da dove veniamo e fare qualche parangone con la crisi Eurozona, ecco "Diario del saccheggio" di Pino Solanas. Fonte con nome e cognome.
      http://www.youtube.com/watch?v=zAWivIQxuG0

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      Cerco di farlo in modo comprensibile a tutti, e stringo il più possibile.

      1) L'Argentina è stata prima ridotta da FMI in rovina, con la solita politica deflazionistica, austerity ecc...

      2) E' scoppiata la crisi. Finanziaria, economica, sociale ecc..

      3) L'Argentina doveva uscire dal peg 1-1 col dollaro e svalutare.

      4) Hanno contrattato a un certo punto una ristrutturazione del debito. Ma è stata una truffa sulle spalle degli Argentini.

      5) Gli investitori Internazionali erano o i senior debt (FMI, W.B. ecc.. e quelli non si toccano, non ristrutturano mai, al massimo qualcosa limano di interessi, ben che vada. Paghi e taci) oppure grandi banche, hedge funds ecc..

      6) A questi (cioè ai private) è stato proposto di ristrutturare. A fronte di 100USD di nominale delle vecchie obbligazioni hanno avuto nuove di valore 50, a un tasso di interesse in USD. Oltre a questo le obbligazioni hanno attaccato un warrant (cioè un diritto esercitabile) della durata di 30 anni (vado a memoria) collegato al PIL Argentino, per i primi anni con una soglia del 4.26% e poi dal 2015 del 3%.
      Significa che sopra quella soglia ogni punto di PIL vale un tot di guadagno riscuotibile dal Warrant (secondo una leva moltiplicativa molto pesante). Finora questo scherzo è costato 10mld USD. Quest'anno sono 3,5 mld.

      7) Chiaramente, svalutando, l'Argentina avrebbe ripreso subito fiato soprattutto sull'export, e contemporaneamente però avrebbe incamerato un pò di inflazione, anche in vista di voler alimentare i consumi, quindi questi signori andavano sul velluto a una soglia del 4.26 e poi 3% di PIL. Infatti come ho detto, finora gli warrant hanno reso 483% in 6 anni. Se prendi un indice di Emergenti spinto, a paragone, nello stesso periodo ha fatto 50%/60%.

      8) Il Governo ha avuto possibilità di ricomprarli e convertirli (era un'opzione da esercitare entro 1 o 2 anni mi pare, dovrei controllare) ma non l'hanno fatto e nemmeno mai chiesto.

      9) Roberto Lavagna e Guillermo Nielsen che sono quelli che hanno fatto questa ristrutturazione (in realtà l'ha fatta.....non lo posso dire....., ma una banca US, diciamo) si sono giustificati dicendo che loro miravano a un alto tasso di partecipazione dei creditori, e ci fu infatti, era un affarone, pressochè gratis.

      10) I numeri del PIL sono rilasciati da INDEC (Istituto Argentino di Statistica) che li ha sempre alzati di almeno un paio di punti.

      Lì' seduto hanno messo subito Guillermo Moreno a comandare le operazioni di fatto. (Con Maria Edwin, ma è lui quello che conta).

      11) Gli Argentini hanno avuto invece obbligazioni protette da inflazione ma l'inflazione di INDEC era taroccata, ufficialmente al 10% quando è sempre stata dell'ordine del 25% e più, così il Governo pagando cedole al 10% ai risparmatori con un'inflazione reale più che doppia gli hanno portato via ogni anno circa un 15% di capitale.

      12) Al tempo alcuni colleghi Argentini e Spagnoli la
      chiamavano "carotones" questa bella operazione.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      Dio sia lodato.

    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      No scusa...me lo spieghi che mi interessa molto? Grz

    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      E poi quando ho detto "la stupidità del popolo" non mi riferivo solo a quello argentino, ma al popolo in generale, anche qui da noi. Tranquilla, italiani e argentini sono cretini uguali, lo so bene!

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      Anzi te lo dico proprio: Roberto Lavagna & Guillermo Nielsen con Guillermo Moreno a taroccare il PIL. Nel mondo finanziario è uno dei grandi scandali questo qui, e a me fa una tristezza per il popolo.

      Anche a spiegare bene il meccanismo non servirebbe a molto, tanto la gente non capisce. E poi si tiene comunque le sue brave parole d'ordine e gli slogan. E meglio così.

    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      Tanita, luz de mis ojos, no soy tan burro. Ho capito perfettamente il tipo di sito anche perchè mi sono letto tutta la serie di commenti che sono interssantissimi. Ora però devo dirti che tu non hai capito quello che ho scritto perché proprio leggendo i commenti (ed essendo tante volte a Buenos Aires, Sheraton di Plaza S. Martin) mi rendo conto che le mie impressioni sono giuste. Il governo Kirchner è un governo di élite, migliore di quella precedente, ma pur sempre élite e non ha creato una coscienza di popolo. Ripeto: questo è il punto debole del governo Kirchner che può essere accettato solo considerandolo una fase di passaggio per qualcosa di molto più radicale che, se Dio vuole, forse si sta avvicinando (anche il nemico ha le sue rogne, non solo la Kirchner). IL PUNTO DA CHIARIRE è che la gente crede che uno si inkazza, si libera dal tiranno, finisce lì e siamo tutti contenti. No cari, sarà una lotta in cui ci sarà molto da soffrire, da stare uniti e non mollare neanche quando tutto sembra perduto. Ti sembra che la gente sia pronta? A me no.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      Scusami ma questa non é una fonte. Questo é "counterinformation".
      Vedi:

      http://www.finanzas.com/
      "La pobreza en la población urbana de Argentina se situó en el 6,5 % durante el primer semestre de 2012, igual que en el segundo semestre de 2011 y 1,8 puntos porcentuales por debajo de la tasa de la primera mitad del año pasado, informaron hoy fuentes oficiales.

      El índice de indigencia se situó en el primer semestre de 2012 en el 1,7 %, igual que en el segundo semestre de 2011 y 0,7 puntos porcentuales menos que el del lapso entre enero y junio de 2011 , indicó el Instituto Nacional de Estadística y Censos (Indec).

      La estadística oficial señala que a finales de junio pasado se encontraban por debajo de la línea de pobreza 389.000 hogares, lo que supone 1,65 millones de personas.

      En ese conjunto, 150.000 hogares se encuentran, a su vez, bajo la línea de indigencia, lo que incluye a 443.000 personas.

      La pobreza en Argentina ha disminuido progresivamente desde el 57,5 %, el máximo que se registró en octubre de 2002, tras el estallido de la última crisis económica, una de las más severas que ha vivido el país.

      La medición que realiza semestralmente el Indec tiene en cuenta el nivel de vida en los 31 centros urbanos más poblados del país."

      E poi guarda l'informazione data da... l'FMI!
      http://www.imf.org/external/pubs/ft/fandd/spa/2012/03/pdf/barcena.pdf

      Cioé, neppure barando...

Visualizzati 20 di 136 commenti approvati.