ARGENTINA - LUCI E OMBRE

ARGENTINA - LUCI E OMBRE

FONTE: RELATODELPRESENTE





Una storia calabrese tra Italia e Argentina



Come la stragrande maggioranza degli argentini, il mio cognome ha origine europea, in particolare italiana, per la precisione di Reggio Calabria, ed esattamente di Gioiosa Ionica. Gioiosa è una piccola cittadina che si suppone fosse un marchesato del Regno delle Due Sicilie, e tuttavia con un’estensione sbalorditiva che si riflette fin nei suoi libri: ho trovato registrazioni di antenati che risalgono a vari secoli indietro nel tempo.



A metà del secolo scorso, spaventati dalla fame della fine della guerra,la mia famiglia emigrò cercando nuove possibilità.
Alcuni si imbarcarono dal porto di Napoli con destinazione Buenos Aires, previo scalo a Rio di Janeiro.
Tutti i miei parenti Gioiosani, vicini e lontani, risiedono fra la capitale della Repubblica e la provincia di Mendoza. Il resto si imbarcò dallo stesso porto, ma con destinazione New York. In Calabria non rimase
neanche un pappagallo che portasse il mio cognome (neanche il pappagallo = più nessuno: espressione argentina per dire esageratamente che non rimase proprio nessuno) , che sia chiaro.


Qualche anno fa mio cugino prese la strada inversa e se ne andò verso l'Italia. La crisi che ci aveva dato il benvenuto al nuovo millennio fu troppo per lui e con i pochi risparmi che gli restavano -e avendo il vantaggio di non aver alcun figlio- fece le valigie e se ne andò a tentar sorte laggiù, da dove veniva il nonno. O.k il nonno non conosceva Roma nemmeno nelle foto, ma non entriamo nei dettagli. Male non gli fu, dato che accettò dei lavori che qui lo avrebbero ripugnato, e col tempo poté rifarsi economicamente grazie al ruolo che lui chiamava "imprenditore autonomo della costruzione".


Suona meglio che "maestro mayor di opera" (1), conveniamo.
A Marietto gli voglio bene, è un tipo in gamba e lo ricordo come un goleador (2) nato nel momento di corteggiare le donne e un grande giocatore di poker, siete y medio, punto y banca (3) e quanto gioco di fortuna -e illegale- si facesse. Oggi è un uomo che ha sposato un' argentina che ha conosciuto là ed è padre di due bellissime bimbe.
Settimanalmente ci scambiamo e-mail o ci vediamo via Skype e parliamo a vanvera: lui mi racconta della sua famiglia e io lo tengo aggiornato di quanto rovinate stanno le sue ex femmine.


Ultimamente, Mario è preoccupato perché la crisi economica in Italia gli ha raffreddato l' economia sufficientemente da obbligarlo a ridurre alcune spese. Questo ultimo sabato mi ha fatto una domanda inaspettata. Mio cugino voleva sapere se era vero che qui le cose stanno così bene come le dipingono nella collettività degli argentini pentiti colposi che risiedono in Italia e come suggeriscono altri italiani che ci guardano come il "cammino da seguire". Non sapevo da dove cominciare, ma basilarmente gli dissi che preferivo il suo potere di acquisto di crisi europea che il mio di benessere argentino. Mi mandò a quel paese per avergli parlato ironicamente. Quando sono riuscito a fargli capire che dicevo sul serio, cominciò a farmi una tiepida serie di domande inquisitorie che sfociarono in un' ondata di affermazioni che potrebbero convertirlo in un quadro di lusso per le forze kirchneriste.


Certamente, Mario non è tornato in Argentina né a portarci un prosciutto di San Daniele, né un formaggino caciocavallo. Sarà per questo che è rimasto perplesso quando, dopo avermi rinfacciato che in Argentina non c'è praticamente disoccupazione, gli ho chiesto che immaginava cosa vuol dire avere una disoccupazione a una cifra ed una povertà a due.


Ho pensato che con quello sarebbe stato sufficiente, ma ho rincarato la dose dicendo che quelli sono i dati che danno gli oppositori e che per tanto leggere i giornali di controparte mi faccio cattivo sangue, più di quello che dovrei.

Ho faticato a fargli capire che per quanto possano essere d’opposizione, i giornali usano le stesse misure che il governo abbandonò poiché "poco realiste" e che in realtà erano gli stessi meccanismi con i quali si misuravano gli indici fino a poco tempo fa.
Perché al di là della facilità di paragonare l'ingresso a modo nominale con quelli del decennio dei '90, o con i numeri di pace con quelli della crisi del 2001 -tutto, comparato con il nulla, è positivo - si sono persino presi la briga di garantire dati su misura per la nuova Argentina: nuova politica, nuova forma di guidare, nuova forma di misurare. Bel paesaggio: si usa un nuovo regolamento per sconfiggere quelli che hanno già giocato col vecchio.



Comunque Mario, non ne era così convinto e non per niente, già che l'altra notte si era goduto l'ultima diretta a reti unificate.
Si vede che a Roma non c'è niente di meglio da fare un venerdì all' alba, oppure si vede che i discorsetti della Presi (4) sono già un super-programma: i venerdì Cadena Nacional,i sabati Saturday Night Live, e così via.

In base a questo, mi ricordò che quando era partito per l'Europa, Aerolineas Argentinas e YPF erano in mani straniere. Gli ho fatto ricordare che quando era partito per l'Europa eravamo autosufficienti energeticamente e Aerolineas generava -moltissime meno- perdite che ora.


Si vede che l'affermazione unificata del venerdì che Cristina ha fatto nelle reti a livello nazionale, che in economia "ogni volta che si tocca qualcosa bisogna farlo sottilmente", lo hanno reso entusiasta e me lo ha fatto sapere.

Sinceramente credo che toccare le cose sottilmente è più pericoloso che un neurochirurgo con il Parkinson, ma io non vedo le cosa dall'esterno, come si può dire che fa mio cugino Marietto.



Di quel discorso ricordo alcune fesserie interessanti, inesattezze storiche che fanno vedere come epici alcuni semplici atti amministrativi. Comunque ricordò quando l'ex ministro di economia del suo defunto marito, propose che tutto il trasporto pubblico funzionasse con gas naturale e si sentì orgogliosa nel dire che Nestor si oppose, e il bene che fece, già che oggi saremmo senza gas nel paese.
Il fatto che non dicesse che dipendiamo dai rubinetti di Evo Morales per scaldare la teiera è solo un dettaglio.

Che neanche inserisse l'aneddoto nel contesto storico di un gasolio carissimo ed una superproduzione di gas che era persino sufficiente ad essere esportata, è tendenzioso.

Che neppure menzionasse che nel 2005, il suo ex vivo ex presidente consorte fu responsabile di annientare in un paio di mesi quella mega produzione, lo capirei come semplice atto di prudenza per curare il racconto, se non fosse perché è così cinica da falsificare le cose per far passare uno sprecone “analfa-bestia” della politica energetica come uno Statista con visione di futuro.

Sembra che a Mario questo tema non importi molto e ha qualche logica, dato che non ha potuto vivere in carne ed ossa la gioia della patria kirchnerista, dove la gente si sente così sicura che rinuncia persino al diritto umano ad una casa degna, per andarsene con gli stracci, la moglie ed i figli a pernottare nelle gallerie dei shopping center, così vicini agli uffici della "Presi", per sentire che li coccola nelle notti.

Marietto invece, crede che tutta la mia negatività si debba al fatto che il "Clarìn" (giornale oppositore ai Kirchner) mi lavi il cervello.



Indipendentemente dalla discussione se sia meglio credere a Clarìn o alla Presi, gli raccontai a mio cugino Mario che esiste un programma chiamato 678, che lo paghiamo tutti noi scemi che viviamo in società - dal manager di Porto Madero, al barbone che compra una bottiglia di vino - e che si compone di un pugno di mascalzoni con curriculum che denotano una dubbia autorità morale, e che in maggioranza -produttore generale incluso - erano al servizio di Clarìn fino a che il governo dette loro più soldi.

Mario insistete che, al di là di tutto, Cristina aveva ragione su Clarìn.
Mi sentii un po’ stanco e gli risposi che lui aveva ragione, che in realtà stavamo così bene, ma così bene, che l'esito o rovina della micro e macroeconomia locale e internazionale dipendevano dai detti di un giornalista.



Non è di poco conto il tema della libertà d'espressione.

Non è che creda nella censura, almeno non in quella come noi la concepiamo.

Qualche dettaglio, forse difetto di fabbrica del modello nazionale e popolare, quello della impossibilità di sintonizzare il programma di Jorge Lanata (giornalista oppositore alla Kirchner) in alcune province.
Piccoli dettagli, chiaro, nel detto "qui non c'è censura, Cristina ti da la libertà di espressione", detto e ripetuto più di una volta dalla stessa mandataria, il quale genera un piccolo dubbio: se è grazie al favore di Cristina - io, tu, Nestor, noi, voi-godiamo del diritto di libertà di espressione, cosa succede se la Presi si alza col piede sinistro?



Nell'albero genealogico dei diritti inalienabili dell'uomo - a.k.a. Diritti Umani - la libertà di stampa - o di giornale - discende dalla libertà di espressione.

E per una questione logica, questa è figlia diretta della Libertà.
Di conseguenza, se partiamo dal presupposto che il primo diritto umano comprende la vita, la libertà e l'uguaglianza, tutto quel che si dice dopo non ha senso.

Io non debbo la mia libertà a nessuno.

Solo per il fatto di essere nato umano già sono libero e tutto quel che dicano in contrario, posso considerarlo una violazione al mio diritto naturale a fare quel che mi pare, sempre e quando non invada il diritto altrui. Questo è quello che il branco di trogloditi arruolati nell'ufficialità, orfani patologici e volonterosi che non concepiscono l'ordine dell'universo senza l'indirizzo di mamma Cristina, non capiscono. Caso mai, lo ripeto: la mia libertà non la debbo a nessuno. Ancora: la mia libertà è mia, nessuno me l'ha regalata e non debbo ringraziare per averla.



E' chiaro che un giornalista di Clarìn non è Bob Woodward -di fatto, tutto l'accaduto nel Watergate, qui, sarebbe solo una furbizia quotidiana - ma qui non puoi alzare la testa che subito ti schiacciano a reti unificate e ti sguinzagliano addosso la guardia di finanza. Ed è chiaro che a questo punto, preferiamo che rimettano nel codice penale il delitto per ingiurie e calunnie piuttosto che ti mandino la finanza.
Ma che la Presi esiga una legge perché ogni giornalista manifesti pubblicamente la sua ideologia politica, e che questa legge la chiami di "etica", è quasi una pagliacciata, come il colpo di coda della sua isteria. Perché la libertà di dire quel che penso, include la libertà di azzittire quel che non mi interessa che traspaia, incluso chi andrò a votare nelle prossime elezioni. A questa intenzione di chiedere a tutti quelli che vogliano scrivere, che manifestino qual è la loro affiliazione politica o da chi vengono pagati in privato, la Presi lo definisce come "approfondimento della democrazia".

Questo a Marietto gli sembra meraviglioso.


Ieri sera il cugino Mario mi chiese di connettermi.

Voleva sapere se avevo visto il dialogo della Presi con Joseph Stiglitz.
Con intenzione di dirmi il giusto su quel che lui vede da fuori ed io vivo ogni giorno, Marietto mi fece capire che se un premio Nobel ci elogia, vuol dire che noi, i "contras" siamo fuori di testa. Potrei partire dalla base che il Nobel ha oggi meno valore che una lira, e che persino Obama ricevette quello della Pace.

Potrei anche ricordare che Stiglitz cambia discorso quasi ogni giorno e che, così come qui disse che l'Argentina è l'esempio da seguire in Europa, là disse che nel nostro paese c'è qualcosa che non va, giacché "se c'è alta inflazione sostenuta nel tempo, la macroeconomia non va bene."


Comunque, eccolo li il bonaccione di Stiglitz, con auricolari ed un sorriso ameno che variava fra la perplessità e la risata.

Il tipo, senza troppi giri, assicurò che uno degli indici che dimostrano la gravità della crisi europea è "l'alto livello del debito in relazione al PIL".
Questo mi sembrò strano, ma non perché Stiglitz non mi sia simpatico, ma perché era lui stesso che non più di due anni fa affermava che valutare l' economia di un paese in base al suo PIL è "inadeguato e controproducente", giacché "non si prende in considerazione la qualità di vita" e che "la crescita del PIL può nascondere una degradazione violenta del benessere del popolo." Allora capisco che voleva essere diplomatico dato che era di visita- e con tutte le spese pagate dalla Presi - ma da lì a cambiare tanto di opinione per non offendere la regina della "crescita sostenuta mais grande do mondo", rende quantomeno sospettosa la buona volontà del signor economista.



Non tutti i giorni si ha l'opportunità di avere la presenza di un Nobel per l' economia, ma qui hanno portato Stiglitz per parlare della crisi europea e il paragone con ciò che qui accadde dieci anni fa, quando sarebbe bello invece, che ci spiegasse come fa un paese per non raffreddare la sua economia aumentando la spesa e, allo stesso tempo, controllare l'inflazione senza investimenti, quando l'unica forma per aumentare la spesa senza investimento è emettendo moneta.

Nessuno glielo chiese.

Come neppure gli chiesero se credeva che stesse bene dire che il nostro debito è il 10% del PIL quando il governo decise di non sommare quel che dobbiamo al club di Parigi, né quel che dobbiamo alla Banca della Nazione, a quella Centrale ed all'Inps.
Ovviamente neanche gli hanno chiesto se volesse provare la tecnica argentina di arrangiarsi per mangiare quattro pasti con sei "pesos" al giorno.


Dopo Stiglitz, prese il microfono la tipa che ci hanno venduto come la migliore oratrice di tutti i tempi e, convertita in enciclopedia parlante, affrontò tanti argomenti, che passarono dalla sua peculiare versione storica europea a detti vernacolari.

Mentre affermava che il genocidio nazista sorse come la scusa per fermare la crisi economica tedesca - una genialità -, Stiglitz sorrideva.
Non aveva chance: aveva già due granatieri impedendole l'uscita!
Cristina valente e temeraria, affermò che in Europa non esiste egemonia politica.

Intanto che cercava di scrutare se la Merkel si mettesse a piangere per questa affermazione, la Presi affermò che "non si può frenare il consumo e che la gente non possa comprarsi una casa".

Grazie a Dio il nostro modello è diverso e l'unico che facciamo è consumare per non perdere quel che possiamo risparmiare, in tanto speriamo che i nostri padri passino a miglior vita e poter così ereditare una casa propria.

Dopo, la nostra first lady affermò che "il denaro non si è generato dopo essere stato covato come fanno le galline," e benché non chiarì come si possa fare, supponiamo che dalla nursery della maternità della carta moneta della stampa Ciccone, sanno come partorire i sufficienti soldi per far aumentare di un 40% la base monetaria dell'Argentina.

Come facevo a spiegare tutto ciò al mio caro cugino Mario?

Lui è meravigliato ed ha voglia di tornare. Solo per non sentirlo lamentarsi, gli dissi di si, che ritornasse, ma di ricordarsi che il suo prelievo del conto in euro sarà in pesos ed al valore ufficiale. Gli ho anche spiegato che se può comprarsi una casuccia ed una piccola macchina, dovrà pagare un'imposta patrimoniale e che con uno stipendio equivalente ai 1200 euro, dovrà lasciare una parte allo Stato con la causale di tassa al guadagno. Alla fine gli inviai una lista di prezzi del supermercato. Dopo essersi reso conto che in Argentina, con 1200 euro mensili non riusciva a mantenere il livello di vita della sua famiglia, mi chiese come si può pagare una tassa al guadagno con un stipendio con il quale non riesci a coprire le spese fisse di una famiglia di classe media. "Questo forma parte dell’incanto dell'Argentina del XXI secolo, Marietto, dove sei abbastanza ricco per pagare le tasse, ma povero per chiedere un mutuo."



Ha detto che ci avrebbe pensato.



Martedì. Fidàrisi è bbona cosa, non fidàrisi è mmegghiu.


Fonte: www.relatodelpresente.com

Link: http://www.relatodelpresente.com/2012/08/relato-la-calabresa.html

14.08.2012


Note:

1) "maestro mayor di opera" é un capo cantiere in Argentina, comunemente in Argentina il lavoro di muratore viene sconsiderato.


2) "goleador" in Argentina inteso come uno che con le donne é un vincitore...


3) "punto y banca" gioco di carte.


4) "Presi": come viene chiamata in Argentina Cristina Kirchner...la Presi.



Commenti (136)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 16 caricati
    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      No, non ci siamo capiti. A) Io non sono a favore degli iperliberisti internazionali B) La gente sta cominciando a pensare che uscendo dall'euro c'è un piccolo momento di sbandamento e poi le cose migliorano.NON E' COSI' C) Se si esce dall'euro è una grande prova di coraggio e forse si creano i presupposti per cambiare il paradigma economico dominante MA CI SARA' DA COMBATTERE, SARANNO PIANTO E STRIDOR DI DENTI STAI SICURO! Allora io vedo che la gente NON E' PREPARATA, mi preoccupo e mi INKAZZO perché quando vedo degli adulti che credono a tutto quello che gli si dice basta che li consoli, mi sembra una follia. RAGAZZI SE CI CREDETE TUTTI IN PIAZZA IL 27 OTTOBRE. Si può non essere d'accordo al 100% con PRC ma almeno chiedono l'abolizione del Fiscal Compact che è già qualcosa. Muoviamo le chiappe il 27 ottobre!

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      Mi riferivo a BaronCorvo io TAnita dicendo qualcuno colla testa....non all'articolista.

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      Io ti ho spiegato solo come ha funzionato la rstrutturazione del debito, Tanita. Posso anche fare i nomi di chi l'ha studiato questo tarocco, se voglio.

    1. Chigi 2 ottobre 2012

      «1) Se cerchi di opporti al sistema internazionale imperialista e iperliberista dovrai tribolare (e anche noi nel caso)»

      Vorrei far notare che noi non ci stiamo opponendo al sistema imperialista, anzi ne facciamo parte, ma siamo lo stesso con la testa nel forno, sperando che non abbiano tagliato il gas.

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      Lo stesso bidone lo stanno preparando ora alla Grecia, se dovesse uscire. Prima gli portano via tutto e li affamano, sempre i delinquenti di FMI su regia dei soliti 5 MEGA-USURAI, poi c'è "la rivolta" gloriosa del popolo, che con le pentole manda via i cattivi, ed è finalmente "libero", lavora, produce, fa sacrifici e quelli si mettono in tasca gli warrant sul PIL, con una leva a 5 o 10 per ogni punto di PIL, (e per sicurezza avranno controllo sugli Istituti di Statistica che gli tarocchino in su i dati).

      Tutto in dollari si intende, (per l'Argentina, sarà in EUR per la Grecia nel caso, presumo). Non male.

      Piace a tutti anche perchè tutti fanno un figurone. I creditori internazionali che hanno dimezzato "generosamente", il Governo ora
      finalmente "democratico" guadagnerà consensi e popolarità alla grande, una specie di Robin Hood. E si capisce, ha contrattato addirittura un dimezzamento del debito (il popolo super contento, finalmente questi qui hanno fatto la voce grossa, gliel'hanno fatta vedere loro, gliele hanno proprio cantate a quelli lì!).

      Che poi gli costi invece più di prima chi lo capisce? Nessuno.

    1. Truman 2 ottobre 2012

      Abbiamo fatto un'operazione un po' particolare, riportando in home page un articolo proposto da un utente (di solito vanno in un'area dedicata, vedi box a destra), per l'interesse dell'argomento, che è stato dibattuto più volte qui ultimamente.


      Visibilmente l'articolo è di parte, come il Clarìn più volte citato, ma abbiamo pensato che fosse molto interessante proporlo al vaglio degli utenti.


      La mia sensazione personale è che sulla situazione argentina barano tutti, per cui è opportuno avere più fonti.



      Se poi servisse schierarsi, non c'è dubbio che preferiamo appoggiare la Kirchner piuttosto che FMI e liberisti. Però preferiamo fare informazione, e nell'articolo qualcosa mi sembra ci sia, ad esempio lo spunto cosa vuol dire avere una disoccupazione a una cifra ed una povertà a due.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      Per favore, vai a verificare chi sta dietro questi tizi di "Relato del presente"!
      Ció prima di dire che la maggior parte degli argentini é popolaccio stupido, fammi il piacere.
      Ti quoto: "ogni volta che leggete una notizia andate a verificare".

    1. mincuo 2 ottobre 2012

      Per fortuna qualcuno con un pò di cervello, che ragiona colla sua testa. E capisce anche che chi Governa non è poi così tanto o solo per il "popolo".
      Questo lo si vide fin dalla ristrutturazione del debito.

      I grandi investitori internazionali che avevano accettato di ristrutturare, dimezzando circa il valore nominale dei loro titoli, hanno avuto in cambio nuove obbligazioni, ma equivalenti (USD), anche se di valore nominale circa dimezzato, con un interesse in linea con quelli di mercato ma con in aggiunta un warrant (un diritto) collegato al PIL Argentino, in modo che se questo andava bene loro guadagnavano (e molto, cioè avevano un moltiplicatore).
      E ci hanno alla fine guadagnato bene, (gli warrant dal 2005 hanno reso il 483%) anche perchè il Governo ha sempre taroccato i dati del PIL verso l'alto, costantemente, di circa 2 - 3 punti in più all'anno.

      Alle famiglie Argentine invece hanno dato delle obbligazioni, ma in pesos, "protette" dall'inflazione.

      Ma dato che questa era realmente al 25% ma ufficialmente il Governo la dichiarava al 10%, allora il Governo pagava cedole del 10% invece che del 25%, cioè in pratica fregava 15% su capitale in valore reale.

      Morale: alle famiglie in 4 anni hanno fregato circa 2/3 del capitale in valore reale, e con parte di quelli hanno pagato anche gli warrants agli investitori esteri, (quest'anno 3,5mld di USD) che si sono ripresi abbondantemente i soldi che avevano accettato di tagliare all'atto della ristrutturazione del debito.

      Un doppio tarocco sulla pelle del popolo. Ma tanto quello di queste cose non ne sa nulla neanche dopo 50 anni, e poi anche se gliele dici non le capisce, e semmai sei "cattivo" a dirgliele.

      Hasta la victoria siempre.

    1. Tanita 2 ottobre 2012

      Scusate CDC, ma CHI E' L'AUTORE? Sono andata a cercare nel blog. C'é a sinistra dello schermo uno scudetto che dice "affiliato al sindacato dei fanulloni argentini": http://www.relatodelpresente.com/

      Non sono riuscita a trovare un nome, un'autore, una firma, un'entitá. Bisognerebbe poi leggere i diversi post del suddetto blog, cosa che vi raccomando di fare per avere un'idea di cosa stiamo parlando.

      Qualcosina alla fine ho trovato: In altri blog che riportano "NOTIZIE" del blog "Relato del presente" c'é la pubblicitá del governo della cittá di Buenos Aires. La Cittá autonoma di Buenos Aires é l'unica giurisdizione argentina governata da neoliberisti, esattamente Maurizio Macri, un'imprenditore, ex presidente del Club Boca Juniors, ingeniere civile e politico argentino di destra. Il suo partito politico é il PRO e s'identifica con i colori giallo e bianco.
      Figlio di Franco Macri che é uno degli imprenditori piú potenti e corrotti dell'Argentina.
      Le aziende di Macri ebbero una crescita importante durante l'ultima dittatura. Nel 1982 Domingo Cavallo (Chicago boy) che aveva in carica il Ministero d'Economia e la Banca Centrale, statizzó i debiti privati di diverse aziende che avevano collaborato con la dittatura come Macri, Bridas, Gregorio Pérez Companc, Bulgheroni, Renault Argentina, Grupo Clarín, Diario La Nación, Papel Prensa, ecc.: questi debiti passarono ad essere parte del debito estero argentino e pagati da tutti noi il resto degli argentini.
      Macri é PROCESSATO per aver montato su un sistema di spionaggio su cittadini, aziende e politici. Per uscire dall'Argentina deve chiedere permesso al giudice.
      Uno dei funzionari di Macri é stato inviato ad Harvard per fare le domande degli "allievi" alla presidente Cristina Kirchner. Domande coniate dall'ATFS (American Task Force Argentina)... Fate un po' di ricerca.

      Nei blog che riportano le notizie di "Relato del presente" si riprendono notizie dei grandi mainstream controllati sempre dagli stessi "ragazzi" che disinformano nel mondo, e che da noi si associano con i media La Nación, Clarin, Perfil e le centinaia e centinaia di pubblicazioni, radio e segnali tv che controllano pure si resistono ad applicare la legge dei servizi audiovisuali approvata dal Parlamento per garantire la libertá d'informazione.

      Peccato CDC, magari lo avete fatto in buona fede, ma se l'obiettivo é informare forse dovete cercare fonti piú obiettive e soprattutto articoli che abbiano AUTORE cosí la gente sa' come andare a verificare l'informazione a partire dal conoscere chi finanzia coloro che la scrivono.

    1. BaronCorvo 2 ottobre 2012

      Ma no dai, non la conosci l'Argentina. L'ultima volta ci sono stato nel 2011 e stai tranquillo che erano messi male, nonostante tutto stiamo molto ma molto meglio noi (per adesso...). Ora il punto "sarebbe": starebbero peggio con la cura FMI? Al che uno risponderebbe "sì" e il problema sarebbe risolto ma purtroppo questa è una visione da italianuzzo che se ne sta in Europa e il sudamerica o lo conosci o non lo capisci. Quindi bisogna farsi entrare nella capoccia che 1) Se cerchi di opporti al sistema internazionale imperialista e iperliberista dovrai tribolare (e anche noi nel caso), 2) Per superare la tribolazione serve UN POPOLO UNITO, CONSAPEVOLE E "INKAZZATO", 3) Il governo della Kirchner si è ribellato all'oppressione di paesi e "forze" estranee ma è pur sempre il governo di una élite; un'élite più illuminata delle precedenti ma pur sempre l'espressione di un' alta borghesia latino americana ossia qualcosa che non c'entra veramente niente con un governo popolare. Il problema dell'Argentina sono i rapporti sociali (fra classi) e i rapporti di lavoro, questioni che non si risolvono "aiutando" il povero ma solamente con una vera rivoluzione culturale di cui in Argentina non si vede traccia. Questo è il punto debole del governo Kirchner che a mio avviso lo renderà sempre più instabile, ma attenzione...non è che il nemico sia invulnerabile e anche l'iperliberismo internazionale ha le sue aporie che stanno per venire drammaticamente a galla. Certo che hanno un grande punto di forza e cioè la stupidità del popolo al quale gli racconti qualsiasi scemenza purché consolatoria e quello abbocca come un merluzzo.........Ogni volta che leggete una notizia "andate a verificare"!!!!!

    1. Aironeblu 2 ottobre 2012

      Il cugino Mario, da Roma sta pensando seriamente di trasferirsi a Buenos Aires... Ma al nostro articolista, che si dimena tra le angustie quotidiane del governo Kirchner e dorme sotto le vetrine dei centri commerciali, col c...o che gli viene in mente di tornare in Calabria!

      A vedere se li trova i 1200 euro di salario per comprarsi il San Daniele quotidiano: meglio starsene comodi a gustarsi un asado Scrivendo stupidaggini a raffica.

    1. Aironeblu 2 ottobre 2012

      Ma no, figurati, l'Italia non è mica la Grecia....

      Parola di Monti

    1. Aironeblu 2 ottobre 2012

      Già, talmente inconcepibile che la maggioranza rifiuta di prendere in considerazione la cosa. Ma non è un'operazione nata dall'oggi al domani, è stata coltivata per tutto il secolo scorso, almeno, da chi ora si prepara al raccolto.

    1. polidoro 2 ottobre 2012

      @ albsorio

      Hai detto tutto, e bene, quello che c'era da dire

      Posso aggiungere: è stupefacente che davanti ai nostri ciechi occhi sia evidente il nostro futuro: Grecia, Spagna, Portogallo sono nella nostra stessa via, solo un po' più avanti, ci mostrano ciò che avverrà ANCHE A NOI, ma .... nulla succede

      Come se Noi fossimo differenti ... saremo morti a nostra insaputa ?

    1. albsorio 2 ottobre 2012

      È chiaro che gli argentini stanno male economicamente cosi come è evidente starebbero peggio con la cura FMI. Per quello che riguarda l'Italia direi che viviamo la calma prima della tempesta, i traditori che governano l'Italia e l'Europa ci stanno portando verso la macelleria sociale, le grida di chi ci precede (Grecia es.) vengono ingnorate, per farci stare tranquilli ci parlano di luci in fondo a tunnel immaginari... quando ci sveglieremo dai sedativi TV sará il nostro turno... La parte tragicomica è che tutto accade per dei foglietti di carta, il debito pubblico, che gonfia le vele alla "revisione della spesa" che accelera la "crisi" parola tanto cara a chi ci depreda come un'altra "flessibilita". Ma perche il debito pubblco? Forse c'entra il fatto che per avere 100 € di CARTA paghiamo a BCE (PRIVATA) 101,20€ con titoli di Stato? Ora siamo finiti nella spirale del debito, vengono da noi come da degli insolventi, come tali veniamo espropriati di tutto quello che vale e perche sia chiaro che non vi puo essere Governo che ci salvi ecco il MES... Ho cinquantun'anni mai avrei pensato che cosi tanto lavoro fatto da generazioni potesse essere distrutto da dei foglietti di carta.

    1. Ercole 1 ottobre 2012

      NON capisco tutta questa enpatia nei confronti di stiglitz , sembra il salvatore del mondo ,invece e uno dei tanti economisti borghesi,vuole riformare il capitalismo senza metterlo in discussione,frequenta i salotti bene del potere ,sempre a caccia di pubblicita per raccontare il nulla ,solo marx ha analizzato tutti gli aspetti del capitalismo e li ha denunciati,e ci ha indicato la strada per superare il capitalismo, gli altri lo hanno solo attaccato dall,esterno ,e si limitano a denigrarlo , ma le loro soluzioni stanno a zero,e mai possibile che tutti gli scienziati , gli economisti , politici , e luminari vari del pianeta, non trovano la soluzione per uscire dalla crisi del capitalismo ,mentre carlo marx dimostro scientificamente la strada da percorrere,per metter fine alle crisi , i tre libri del capitale ,e la legge della caduta tendenziale del saggio medio di profitto avrebbero dovuto far scuola, lui e stato un rivoluzionario ,tutti gli altri sono conservatori e se ne guadano bene dal mettere in discussione il capitalismo , e la loro linfa , maledetti ciarlatani.

Visualizzati 16 di 136 commenti approvati.