Altro che pacifismo e disarmo da 25 aprile: l’Italia si deve decolonizzare

Altro che pacifismo e disarmo da 25 aprile: l’Italia si deve decolonizzare

In questo consueto 25 aprile di vuota retorica e manichea lotta tricolore tra fascisti immaginari e antifascisti global-chic, riceviamo e pubblichiamo da Veronica Duranti, giovane studentessa e attivista, colei che nell'estate 2021 fu cofondatrice del movimento nazionale Studenti Contro il Green Pass.

Buona lettura.

Altro che pacifismo e disarmo: l’Italia si deve decolonizzare
Di Veronica Duranti

“La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”, scriveva Von Clausewitz. La guerra è un fenomeno eminentemente politico e solo dopo e solo strumentalmente militare.

Rinunciare alla guerra significa abbandonare “la continuazione della politica” laddove l’agire del nostro nemico necessitasse un’azione guerresca da parte nostra. Il ripudio della guerra da parte delle classi subalterne (se si estende il concetto di guerra anche a quella di classe), significa l’accettazione della loro condizione di oppressi e la riduzione della loro attività politica a una pantomima, essendo essa rinunciataria in partenza di un eventuale scontro violento con il nemico (in questo caso di classe).

Per questa ragione è necessario sottolineare il ruolo nefasto e antipopolare che hanno concetti come il disarmo e il ripudio tout court della guerra e che troppo spesso deviano dal problema centrale e dalle radici delle condizioni in cui si trova oggi il nostro paese.

L’Italia è essenzialmente due cose: un paese capitalista e una colonia statunitense. Le due cose sono strettamente connesse e determinano il perimetro entro il quale si chiede disarmo e ripudio della guerra. La classe dominante nazionale non esprime gli interessi della maggioranza della popolazione italiana e trova protezione nella classe dominante statunitense, in cambio della fedeltà e della messa a disposizione del paese per gli scopi dei padroni d’Oltreoceno. Non c’è congruenza tra popolo e rappresentanza politica e, come in ogni paese capitalista non si può parlare né di patria né di nazione (ipocritamente sbandierata da quello attuale), in quanto esistono all’interno, due patrie e due nazioni: quella dei dominanti e quella dei dominati.

L’Italia e tutte le sue decisioni in politica estera non sono le decisioni del paese, ma quelle dell’élite dominante al comando (per conto terzi). In questo quadro è sensato chiedere il ripudio della guerra, in quanto guerra non espressione della volontà del Paese ma di un’oligarchia non rappresentativa e di interessi stranieri.

Chiedere il disarmo, in questo contesto ha senso, perché significa chiedere il disarmo della classe dominante.

Ma questi concetti non devono in alcun modo essere assolutizzati e generalizzati.

Se noi poniamo di essere un paese indipendente, sovrano e con reale partecipazione e potere popolare, disarmare il Paese significa privarlo degli strumenti per la propria difesa, e dunque renderlo inesistente nel contesto internazionale, in quanto privo di affermare la sua esistenza e di essere riconosciuto come interlocutore a causa dell’assenza di una sua dimensione militare. Lo stesso si può dire del “ripudio della guerra”. Un paese che ripudia la guerra è un paese che autorizza la sua eventuale distruzione da parte di paesi stranieri e che si espone ad essere terra di sfruttamento e di conquista da parte di potenze aggressive con mire imperialiste.

Concetti come disarmo e ripudio della guerra (ponendoci sempre in una prospettiva ipotetica post rivoluzionaria) vanno a vantaggio di potenze imperialiste già affermatesi sulla scena internazionale (come gli USA), contro quei popoli e quei paesi che hanno aspirazioni internazionaliste e di lotta per l’indipendenza.

La polemica degli ultimi giorni attorno alla produzione e all’invio di armi, ha senso di esistere solo in questo specifico contesto politico e istituzionale, ma è estremamente pericolosa se trasposta, ad esempio, in un paese socialista e internazionalista dove produrre e inviare armi ha tutt’altra funzione e obiettivo.

La retorica pacifista e del disarmo, se generalizzata, è assolutamente nefasta per le classi e per i popoli oppressi, nonché per i paesi che già rappresentano dei fari dell’antimperialismo.

La questione, dunque, non è non produrre armi, non esiste nessun trade off tra sanità (o istruzione) e difesa. Gli slogan del tipo “più soldi all’istruzione meno alle armi” è superficiale e non considera che, uno stato ben funzionante, investe sia nell’istruzione che nella difesa.

Il nodo della questione è chi comanda, cioè chi decide su come impiegare quelle armi e su quale politica adottare nei confronti dei paesi esteri.

Non bisogna dunque fare propri, in astratto, gli obiettivi del disarmo e del pacifismo, ma porsi come obiettivo la sostituzione dell’attuale élite al potere, per cambiare la natura capitalista dello stato italiano, per toglierlo dalle grinfie dell’imperialismo statunitense e farlo diventare un punto di riferimento ed un alleato dei popoli che lottano contro l’imperialismo.

Se un'Italia libera e popolare si ponesse questo obiettivo, sarebbero necessari ingenti investimenti nella difesa, nella ricerca tecnologica e nei sistemi di intelligence e sicurezza. Il popolo italiano dovrebbe essere pronto a una guerra spietata da parte degli USA e dovrebbe essere addestrato a resistere e reagire.

Disarmo, pacifismo e ripudio della guerra: l’Italia non se li potrebbe permettere, così come non se li possono permettere i numerosi “stati canaglia” nemici giurati di Washington.

Riportare il discorso sulla pace e sulla guerra entro un’ottica di classe significa abbandonare le dannose parole d’ordine del liberalismo progressista e prepararsi politicamente e psicologicamente (e preparare i più) nientemeno che a una guerra, interna, esterna e molto lunga.

Di Veronica Duranti

25.04.2024

Veronica Duranti è una giovane studentessa e attivista, ha militato in varie realtà e nell'estate 2021, fu cofondatrice del movimento nazionale Studenti Contro il Green Pass.

Commenti (87)

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Nascondi area commenti 29 caricati
    1. oliver 25 aprile 2024

      Si, alla decolonizzazione

    1. Jimbo 25 aprile 2024

      1) "L'Italia è un paese capitalista e una colonia statunitense'.
      Scrivi bene Veronica ma ricordati che il 99% degli italiani, indi x cui tutti gli italiani sono felici di essere capitalisti e governati dagli statunitensi.
      2) l'Italia non ripudia la guerra, ripudia la guerra in Italia.
      Che è cosa ben diversa
      Se gli alleati bombardassero il Sudan valá che non la ripudierebbe.
      Veronica, l'Italia non si vuole decolonizzare, nè "decapitalizzare", nè è contraria all'imperialismo.
      E per Italia intendo gli italiani
      Gli italiani vogliono il capitalismo, l'imperialismo con annesse le guerre agli Altri ed essere soggiogati dagli USA.

    2. Sony 25 aprile 2024

      Non è nemmeno che la vogliono, sono succubi de quell'idea grazie alla loro ignoranza. La tipa che scrive invece pensa ancora che ci sia la maggioranza degli italiani savi in underground. Si trova agli anni 60 beata lri.

    1. clausneghe 25 aprile 2024

      Toh, questa giovane è più pessimista e pronta alla guerra degli utenti anziani tanto vituperati qui su CDC da persone che pur di non ammettere di avere la febbre butterebbero via il termometro che segna 38 .. ogni riferimento è voluto.

    2. IlContadino 25 aprile 2024

      Già, sembra lo scritto di una ottantenne, questa è talmente indottrinata che nemmeno "Guerra e pace" in loop, 24-7-365 × 3 potrebbe avere qualche effetto.

    1. PietroGE 25 aprile 2024

      Ci sono due momenti tipici e topici, della vita pubblica italiana di questi decenni : il festival di Sanremo e il 25 Aprile, e l'opinione pubblica si confronta con questi eventi più o meno nello stesso modo : fa il tifo per l'uno o per l'altro. Più del festival però l'oscar per la migliore interpretazione va sicuramente ai protagonisti della farsa annuale del 25 Aprile. Politici che usano la ricorrenza per raccattare qualche voto in più, sedicenti 'partigiani' che non hanno mai visto neanche una pistola ad acqua, ma che 'sentono' la vicinanza ideologica con quelli che il fucile lo conoscevano davvero, scrittori affaristi per i quali il fascismo va sempre messo in prima pagina nei media, visto che vendono proprio i libri sul fascismo e, dulcis in fundo, gli 'ideologhi' che festeggiano la vittoria sulla WWII perché (sentito con le mie orecchie) : la WWII è stata una guerra contro il nazifascismo, noi abbiamo combattuto e vinto, con la resistenza, contro il nazifascismo e quindi siamo anche noi i vincitori della WWII. Questa 'festività' andrebbe abolita e forse lo sarà tra qualche decennio, quando gli islamici saranno maggioranza nel Paese. Allora si festeggerà la fine del Ramadan. Per il momento c'è da sopportare la solita solfa dei 'discorsi' ufficiali e dei commenti interessati dei media, controllati dai 'soliti noti', i quali ringraziano perché così non si parla del genocidio nell'atra sponda del Mediterraneo.

    2. alessandroparenti 25 aprile 2024

      Sicuramente è più allegra la fine del Ramadan.

    3. Arian Van Heisen 25 aprile 2024

      si hanno combattuto il NaziFascio come descritto nel Post di Clausneghe delle 13:15
      eheheh--!

    4. Martin 25 aprile 2024

      C'e' da vergognarsi di essere Italiani di fronte al ridicolo spettacolo annuale del 25 aprile. Facciamo ridere i polli urbe et orbi, grazie alla sinistra italiana. Siamo ormai colonizzati da USA e UE, ma la sinistra continua con l'inesistente "pericolo fascista".
      E' da diagnosi psichiatrica collettiva

    1. Giudice Holden 25 aprile 2024

      Un paese davvero libero ed indipendente, per essere lasciato in pace dal resto del mondo, dovrebbe spendere solo in due classi di armamenti: un efficace sistema antiaereo e soprattutto un numero sufficiente di ordigni nucleari e relativi vettori per recapitarli sulla testa degli eventuali aggressori. Carri armati portaerei bombardieri servono solo a quelle nazioni che vogliono andare a rompere i coglioni al prossimo.

    2. ducadiGrumello 25 aprile 2024

      Sottoscrivo in toto. Qualche sera fa si parlava con amici del più e del meno, a un certo punto tutti si sono concentrati in un attacco a Kim Jong Un, la sua follia, pericolosità ecc., in ovvio riferimento al fatto che si è dotato di un arsenale nucleare, anche se probabilmente ridotto. Io ero l'unico a sostenere, senza negare gli aspetti diciamo così potenzialmente pericolosi del personaggio, che in realtà ha fatto l'unica cosa possibile contro i bulli a stelle e strisce, l'unica che funziona universalmente contro tutti i bulli (in genere vigliacchi, sotto la maschera dura): rispondere, o in questo caso far capire che puoi rispondere.

    3. Jimbo 25 aprile 2024

      I tuoi amici sono la normalitá italiana
      La stragrande maggioranza degli italiani è a favore della guerra agli Altri, mica contro (come sostengono tutti).
      Sono contrari alla guerra a casa propria, qui in Italia.. ci mancherebbe .. haha
      Ma sono per la guerra a Kim, a dieci paesi africani, all'Indonesia, a mezzo MO, al Tagikistan e tutti gli altri stan ..semplicemente la ripudiano alle porte di Trieste.

    4. ducadiGrumello 25 aprile 2024

      possibile, caro Jimbo. A parole però si dichiaravano tutti pacifisti

    5. Jimbo 25 aprile 2024

      Comunque anche i miei di amici sono a favore della pace "qui"; tutti o quasi.
      E appena accennavo al "lá" che sbarellavano.
      Adesso non accenno +.
      Da lì forse ho cambiato opinione sugli italiani pacifisti.
      Gli amici in fondo a qualcosa servono.

    6. absitiniuriaverbis 25 aprile 2024

      ... vedi che esiste un limite all'ignobile!

    7. uomospeciale 25 aprile 2024

      io sono pacifista sia qua che là..
      Se potessi farei chiudere anche le fabbriche di armi in tutto il mondo e sbatterei ai lavori forzati chiunque parli di guerra.
      L'intero addestramento militare prima e la realtà sui campi di battaglia poi, sono tesi a decostruire l'essere umano privandolo dell'empatia per i suoi simili, dei freni inibitori e della coscienza.
      In una parola privandolo di tutto ciò che ci rende umani.
      Per questo la guerra, qualunque guerra è sempre un crimine contro l'umanità, un crimine assoluto.
      Il mondo ha bisogno di mani che lavorano, costruiscono, migliorano, riparano, non di armi che distruggono o di persone prelevate a forza dai loro cari per trasformarli a milioni in killer psicopatici.

    8. BrunoWald 25 aprile 2024

      Hai ragione. La guerra è una cosa orribile e demenziale, sempre.

      Ma nel mondo reale, se le tue mani migliorano e riparano, mentre quelle del vicino imbracciano armi, ti ritrovi automaticamente alla sua mercé.

      È questo il dilemma insolubile in cui si dibatte l'umanità, fin da quando i cacciatori seminomadi costruirono insediamenti stanziali che avevano bisogno di essere difesi, insieme ai frutti del loro lavoro.

      Non vedo come se ne possa uscire, a meno di un salto evolutivo della consapevolezza umana, di cui però non si osservano le premesse, salvo forse in una esigua minoranza.

    9. Martin 25 aprile 2024

      Ovvio, punto primo i Coreani ricordano il livello atroce di sterminio e distruzione dei bombardamenti USA nella guerra coreana. Secondo, Ciccio bello ha visto come sono finiti i nemici degli USA come Saddam e Gheddafi, proprio perchè privi di armi nucleari.

    1. absitiniuriaverbis 25 aprile 2024

      Perché accomunare mele e pere e un frutto a piacere?
      * Pacifismo e disarmo
      * 25 Aprile
      * decolonizzare

      Volendo potremmo aggiungere un sacco di altra roba. Buon peso.

      Non riesco a trovare, limite mio senza dubbio, il filo conduttore.

    2. Jimbo 25 aprile 2024

      Chi ci ha liberato ci ha poi colonizzato e armato per poter colonizzare altri popoli.
      Il filo ci può essere.

    3. absitiniuriaverbis 25 aprile 2024

      Chi ci ha liberato, scrivi.
      Questione di punti di vista ma soprattutto di storia raccontata da chi ha firmato la resa incondizionata passata e recente.
      A casa del nonno c'era una fotografia appesa in quello che lui chiamava 'studiolo': quella dello 'Sciuscià' (napoletano per Shoeshine) che in ginocchio faceva il suo mestiere di lustrascarpe per un soldato USA.
      Quando voleva smettere di parlare del passato, portava l'interlocutore nello studiolo e diceva 'Ncopp''a ci se n'aggiamo nochiati e llà simmo restate" ovvero ''là ci siamo inginocchiati e là siamo rimasti".

      Intendo la tua risposta. Il punto è che l'autrice, con rispetto parlando, avrebbe dovuto presentarlo e dipanarlo.
      Crescerà, forse.

    4. Jimbo 25 aprile 2024

      Scrivo "chi ci ha liberato" perchè è il pensiero della stragrande maggioranza degli italiani.
      Può non essere il mio di pensiero ma conta niente.
      Conta quello degli italiani.
      * Un grande tuo nonno, bel ricordo.

    1. Individualista 25 aprile 2024

      Analisi discutibile, giustificata dalla giovinezza (mezza sognante e mezza finto originale).

    1. TorreNera 25 aprile 2024

      Avrei sperato di saltare a piedi pari sta baracconata del 25 aprile almeno in questo sito.
      Va beh non si può avere tutto...

    2. uomospeciale 25 aprile 2024

      Ah si, perché oggi era il 25 aprile?
      Manco me ero accorto.
      Non accendo la TV da anni, e uso internet più che altro per i film.

    1. indipendente 25 aprile 2024

      E il Patriarcato? Veronica, hai scordato il Patriarcato!
      Della serie "il futuro è dei giovani".
      Poveri noi...

    2. alessandroparenti 25 aprile 2024

      Il famoso patriarcato di Alceste. È stato il primo a farmelo notare.

    3. indipendente 25 aprile 2024

      L'ultima di quelle paroline che all'improvviso si aggiungono al "vocabolario". Aspetto sempre che mi spieghino bene "resilienza"...

    4. mago 25 aprile 2024

      pippone fatto solo ad uso e consumo dei soliti idioti quello del patriarcato quando oggi vedi nelle foto del 25 aprile le ragazze degli anni 40 con il Mab 38 a tracolla mica come monile oserei dire.

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