ALLORA IO DICO LIBERIAMO ANCHE L' OMICIDA DI TREVISO

ALLORA IO DICO LIBERIAMO ANCHE L' OMICIDA DI TREVISO

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Io propongo un appello e una mobilitazione internazionale per Laura “subito libera”. Chi è costei?

È Laura De Nardo (nella foto), la donna di 61 anni di Conegliano (Treviso) che è stata sbattuta in galera perché accusata di aver tradito il marito e poi di averlo fatto accoppare da un paio di suoi amanti. Che differenza c’è con Sakineh, l’iraniana per la quale tutto il mondo occidentale s’è mobilitato, che dopo aver tradito il marito è accusata di averlo fatto accoppare dal proprio amante?


Certo, la De Nardo ha confessato alla polizia, mentre, per quel che ne sappiamo, Sakineh solo alla tv iraniana. Inoltre, la De Nardo rischia solo l’ergastolo mentre il rischio è che Sakineh sia condannata alla lapidazione, che è una pena ripugnante. Ma buona parte della mobilitazione occidentale non chiedeva semplicemente che all’iraniana fosse risparmiata una punizione così arcaica e inccettabile, voleva Sakineh “subito libera”.

A seguito, ”L'IGNOBILE ARTICOLO DI MASSIMO FINI SU SAKINEH” (Gianluca Bifolchi, subecumene.wordpress.com);

Davanti a una gigantografia della bella Sakineh che, per iniziativa del governo italiano, campeggia da giorni davanti all'ingresso di Palazzo Chigi (pretendo che la stessa iniziativa sia presa per la 61enne De Nardo, che a differenza di Sakineh è vecchia e per nulla attraente, non potendo nemmeno immaginare che le femministe italiane, che tanto si sono battute per l'iraniana, facciano dei distinguo di questo genere), il ministro degli Esteri Frattini e quello per le Pari opportunità Carfagna hanno dichiarato: “Finché Sakineh non sarà salva e libera il suo volto ci guarderà dal Palazzo del governo italiano”.

Nelle molte manifestazioni che si sono svolte si inneggiava alla libertà di Sakineh. E nello stesso appello di Bernard Henri Lévy, che ha dato inizio alla campagna, se ne pretendeva la scarcerazione immediata. Ma da questo punto di vista Laura e Sakineh sono sullo stesso piano: non sono due perseguitate politiche, ma detenute comuni accusate entrambe dello stesso reato, l'uxoricidio.



Dice: ma non ci si può fidare dei tribunali iraniani. E perché mai ci si dovrebbe fidare di quelli italiani, quando sono 15 anni che il presidente del Consiglio, tanto certo dell'iniquità della nostra giustizia da pretendere di esservi sottratto per legge, va dicendo che “i giudici sono dei pazzi antropologici” e afferma che la Magistratura in Italia “è il cancro della democrazia”, concetti ribaditi in un recente convegno internazionale ad altissimo livello, cui partecipavano coreani, giapponesi, americani, canadesi, australiani, neozelandesi oltre che rappresentanti dei Paesi europei, sputtanando così l’Italia del diritto, e l’Italia tout court, davanti al mondo intero?

Quindi Laura De Nardo “subito libera”. E sono certo che Bernard Henri Lévy, difensore professionale dei “diritti umani” in ogni parte del globo, non si sottrarrà al dovere morale di firmare questo appello.



Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/

21.09.2010

Commenti (54)

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    1. fm 22 settembre 2010

      Qualcuno ha dei link ai documenti al codice penale iraniano?

      Una volta scaricai un PDF dove in effetti all'articolo 84 (citato anche in un paper di una ricercatrice italiana) si parlava di "stoning" per adulterio anche se era ben specificato che la condanna valeva anche per gli uomini.

      Nella costituzione iraniana si parla esplicitamente di separazione dei poteri ma si dice anche che questi sono sotto la "supervisione" dell'autorita` religiosa. Il che non e` che da molte garanzie.

      Insomma, qualcuno puo` fornire documenti per fare luce?

      Grazie

      P.S.: Ho provato a ricercare quei PDF ma non riesco piu` a trovarli.

    1. maristaurru 22 settembre 2010

      Non tutte le persone si misurano con lo stesso metro. Io non faccio due pesi e due misure. Sono contro la pena di morte comunque , a me della finta politica nostrana non importa un emerito ciufolo, fuffa e bugie, tifo e tradimenti, ricatti e porcate. Non mi interessa. Ci sono stati dei fatti gravissimi dei quali non si parla, questo mi da fastidio, ci sono conflitti di interesse oltre quello di berlusconi, conflitti che stanno distruggendo il Paese e ve ne fregate, li conoscete benissimo, nessuno che abbia un minimo di cultura è così scemo da non vederli, ma tacete. Tutto questo è miserevole!!

    1. maristaurru 22 settembre 2010

      Ecco, Hassan non condivido la sua posizione, ma mi piace molto quando afferma che "ogni paese ha esigenze diverse", è lineare, peccato che molti islamici forse fomentati da chi in Italia venderebbe la madre per tifo politico, se vengono in questo paese credono di potervi portare usi e costumi che non ci appartengono. Questo a chi non ha interessi di tifo o peggio, non risulta tollerabile, come giustamente se io pretendessi di portare i miei usi e costumi in un paese islamico, darei fastidio. Che poi noi non si reagisca frustando e torturando, non fa che sottolineare le differenze, ma non esser feroci , non vuol dire che siamo stupidi, feroci lo siamo stati e lo sappiamo , ora vorremmo prendere una latra strada, ma evidentemente qualcuno freme , tornerebbe almeno al dopo guerra, quando era lecito metter al muo una bambina per esempio, per dimostrazione.
      Purtroppo i miei connazionali ignorano una cosa fondamentale: io credo che i loro miserevoli comportamenti non trovino apprezzamento nell'Islam, nè in quello moderato nè tanto meno in quello fondamentalista, perchè la logica dice che chi tradisce la sua gente, tradirà chiunque.
      E a mio avviso aver tanto blaterato contro la pena di morte americana e poi solo ora accorgersi che c'era uin caso simile in America e nessuno, dico nessuno che fino a pochi giorni fa avesse sentito l'esigenza di firmare l'appello di amnesty e lo so perchè io lo ho firmato al secondo giorno in cui lo hanno proposto sul sito di Amnesty, io sono davvero e sempre contro la pena di morte, e non per riempire i cortei o come arma .
      Quanto alla ipocrisia, non si offenda, da levantina le dico che i levantini sono maestri di ipocrisia, credo si possano trovare solide ragioni storiche. Comunque non sono d'accrdo nemmeno sull'ultima sua argomentazione, ma conta nulla
      cordialità

    1. maristaurru 22 settembre 2010

      Sarei dispostissima a chieder la liberazione per un uomo per il quale esistessero ragionevoli dubbi che fosse il vero assassino o mandante, come in questo caso, forse è. Non sono una femminista, io sono una donna una persona come un uomoper me non è un padrone o un signore o qualcosa di chi sa che, è una persona come me. Noi ci siamo arrivati, ma certe femministe sono ferme perchè per loro , come per altri, politica e religione coincidono, è come se camminassero con due blocchi di cemento ai piedi, non vanno avanti poverine! Sono le peggiori nemiche delle donne.

      Sai bene che nessuno in Iran ha visto il processo e sai bene che lì si ha paura anche di parlare e che si arriva a minacciare l'avvocato. Non dire che solo libero o l'occidentale parlano di questo caso, mi sembra che anche in altri Paesi e su stampa totalmente diversa da quella che citi, lo sdegno sale. nessuno è stupido qui, sappiamo che se è ritenuta giustizia frustare le persone, se in carcere vietano persino le visite dei figli o dell'avvocato, siamo di fronte ad un sistema altamente illiberale.

    1. Sokratico 22 settembre 2010

      Attualmente nel codice penale iraniano non vi sono previste pene con "lapidazione".




      Tutto il resto è ingerenza nel giudizio di un tribunale di uno Stato sovrano.


      Che può anche non piacere, ma questo è un problema di sensibilità personale...

    1. Hassan 22 settembre 2010

      Quante inesattezze in un solo post (di Radisol). Allora vediamo:




      "l'omicida di Treviso - con le leggi italiane - comunque non ha subito frustate"




      Non sappiamo con certezza se Sakineh abbia ricevuto frustate.




      "nè tantomeno la lapidazione"




      Nemmeno Sakineh la rischia perchè in Iran non esiste la lapidazione. Vedo che sei molto informato riguardo questo caso.




      un conto è mettersi a difendere un regime indifendibile ....




      Per me il regime Iraniano è difendibilissimo tanto quanto i regimi Occidentali.




      e poi, anche se è un grande giornalista, Massimo Fini - per dirla con Benigni - ha dimostrato spesso di avere qualche problema col genere femminile .... e nel suo caso questo, quando l'argomento riguarda appunto le donne, falsa un pò tutta la prospettiva .... un pò come vale anche per Barnard ....




      Ecco qui la sbrodolata femminista, immancabile. Hanno inventato un'espressione, gli inglesi, per questa tua sbrodolata: si dice "shaming tactics", cioè accusare l'interlocutore di "avere problemi con le donne", di "averlo piccolo", di "essere uno sfigato" etc.etc. ogni qualvolta esprima un pensiero poco poco critico nei confronti delle femmine. Non si capisce perchè i maschi possano essere criticati liberamente, mentre per le femmine la libertà di critica dovrebbe magicamente interrompersi.




      Per questo io rigiro questo tuo (s)ragionamento e dico che: se sei un maschio (non un uomo...), sei tu ad avere problemi con il Genere Femminile, non certo Fini. Sei tu che ti rapporti con loro non in maniera paritaria, come faresti con gli altri maschi, ma in modalità supina, sempre accondiscendente e azzerbinato, manco tu fossi l'Avvocato Difensore del Genere Femminile. I Maschietti si rapportano con le donne come se si stessero rapportando con delle creature mentalmente deficienti, e per questo si scandalizzano quando qualcuno le critica (avete notato ? non si possono criticare le femmine e gli handicappati... giustamente questi ultimi per ovvi motivi, ma le femmine... sono anche loro handicappate ?). Mentre gli Uomini si rapportano con le donne alla pari, ben consapevoli che queste non sono mentalmente deficienti (sono capaci di "intendere e di volere", nonostante le femministe vorrebbero far credere il contrario...), e che quindi ogni critica nei loro confronti è legittima.




      Se invece sei femmina (non una donna...), ti avverto che come vedi le "shaming tactics" stanno perdendo di mordente. 10 anni fa se un giornalista come Fini avesse scritto le cose che scrive sarebbe scoppiato il finimondo. Idem per Barnard. Adesso non succede più. Le accuse di "maschilismo", in questo regime femminista occidentale, ormai fanno ridere, e solamente i Maschietti e le Femminucce le prendono sul serio. Ma proprio come anche altre etichette che vengono usate per soffocare il dissenso ("antisemita", "negazionista") stanno pian piano perdendo la loro efficacia, stessa cosa sta succedendo con le "shaming tactics" ("hai problemi con le donne"). Sarà divertente a questo punto vedere maschietti e femminucce agitarsi convulsamente quando i Fini e i Barnard fra 5, 10, 15 anni si saranno moltiplicati e saranno diventati sempre più aggressivi nell'esercitare il loro giusto diritto di critica.




      E per finire, una provocazione: tu, o tutti quelli che stanno facendo campagna per la liberazione di Sakineh, saresti disposto a chiedere la liberazione per UN UOMO (Italiano o Iraniano, poco importa) ACCUSATO DI AVER UCCISO LA MOGLIE ?



    1. Hassan 22 settembre 2010

      Gianluca Bifolco: nomen omen.

    1. Hassan 22 settembre 2010

      Io non ho mai fatto campagne "anti-pena di morte", nè per gli USA nè per l'Iran. Ogni stato si sceglie le leggi che vuole, e non vedo niente di scandaloso se qualcuno sceglie la pena di morte. Ogni paese poi ha esigenze diverse. Fatto sta l'ipocrisia dell'occidente, che ammazza a milioni con i bombardamenti aerei in Iraq e Afghanistan, e poi si scandalizza se un'ASSASSINA viene condannata all'impiccagione in Iran.

    1. Hassan 22 settembre 2010

      Vivi in Iran ? Hai visto le carte del processo ? Cosa ne sai del caso Sakineh, a parte quello che leggi sul Giornale, su Libero e l'Occidentale ? E un'altra cosa: saresti disposta a chiedere la liberazione per un uomo iraniano accusato di aver ucciso la moglie ?

    1. Hassan 22 settembre 2010

      Quante inesattezze in un solo post. Allora vediamo:




      "l'omicida di Treviso - con le leggi italiane - comunque non ha subito frustate"




      Non sappiamo con certezza se Sakineh abbia ricevuto frustate.




      "nè tantomeno la lapidazione"




      Nemmeno Sakineh la rischia perchè in Iran non esiste la lapidazione. Vedo che sei molto informato riguardo questo caso.




      un conto è mettersi a difendere un regime indifendibile ....




      Per me il regime Iraniano è difendibilissimo tanto quanto i regimi Occidentali.




      e poi, anche se è un grande giornalista, Massimo Fini - per dirla con Benigni - ha dimostrato spesso di avere qualche problema col genere femminile .... e nel suo caso questo, quando l'argomento riguarda appunto le donne, falsa un pò tutta la prospettiva .... un pò come vale anche per Barnard ....




      Ecco qui la sbrodolata femminista, immancabile. Hanno inventato un'espressione, gli inglesi, per questa tua sbrodolata: si dice "shaming tactics", cioè accusare l'interlocutore di "avere problemi con le donne", di "averlo piccolo", di "essere uno sfigato" etc.etc. ogni qualvolta esprima un pensiero poco poco critico nei confronti delle femmine. Non si capisce perchè i maschi possano essere criticati liberamente, mentre per le femmine la libertà di critica dovrebbe magicamente interrompersi.




      Per questo io rigiro questo tuo (s)ragionamento e dico che: se sei un maschio (non un uomo...), sei tu ad avere problemi con il Genere Femminile, non certo Fini. Sei tu che ti rapporti con loro non in maniera paritaria, come faresti con gli altri maschi, ma in modalità supina, sempre accondiscendente e azzerbinato, manco tu fossi l'Avvocato Difensore del Genere Femminile. I Maschietti si rapportano con le donne come se si stessero rapportando con delle creature mentalmente deficienti, e per questo si scandalizzano quando qualcuno le critica. Mentre gli Uomini si rapportano con le donne alla pari, ben consapevoli che queste non sono mentalmente deficienti (sono capaci di "intendere e di volere", nonostante le femministe vorrebbero far credere il contrario...), e che quindi ogni critica nei loro confronti è legittima.




      Se invece sei femmina (non una donna...), ti avverto che come vedi le "shaming tactics" stanno perdendo di mordente. 10 anni fa se un giornalista come Fini avesse scritto le cose che scrive sarebbe scoppiato il finimondo. Idem per Barnard. Adesso non succede più. Le accuse di "maschilismo", in questo regime femminista occidentale, ormai fanno ridere, e solamente i Maschietti e le Femminucce le prendono sul serio. Ma proprio come anche altre etichette che vengono usate per soffocare il dissenso ("antisemita", "negazionista") stanno pian piano perdendo la loro efficacia, stessa cosa sta succedendo con le "shaming tactics" ("hai problemi con le donne"). Sarà divertente a questo punto vedere maschietti e femminucce agitarsi convulsamente quando i Fini e i Barnard fra 5, 10, 15 anni si saranno moltiplicati e saranno diventati sempre più aggressivi nell'esercitare il loro giusto diritto di critica.




      E per finire, una provocazione: tu, o tutti quelli che stanno facendo campagna per la liberazione di Sakineh, saresti disposto a chiedere la liberazione per UN UOMO (Italiano o Iraniano, poco importa) ACCUSATO DI AVER UCCISO LA MOGLIE ?



    1. totalrec 22 settembre 2010

      "in Iran non hai bisogno di aver ucciso qualcuno per essere lapidato". Però hai bisogno di molta fantasia, visto che la lapidazione E' TUTTORA IN MORATORIA. "Il ritorno di clima clerico-fascista che ha accompagnato l’era Amahdinejad". I beg your pardon???? "La lapidazione è pena ordinariamente applicata agli adulteri". Non è applicata a nessuno, essendo in moratoria; tantomeno agli adulteri, visto che i processi per adulterio, di fatto, non arrivano neppure in aula, richiedendo condizioni impossibili per poter essere istruiti. "(fonte Amnesty International)". Amnesty International è una ONG occidentale a forte partecipazione statunitense. Ogni tanto varrebbe la pena ricordarlo e verificare le notizie che fornisce, prima di considerarla la voce del Vangelo. Non credo che riuscirò ad andare oltre il terzo paragrafo di questo articolo.

    1. totalrec 22 settembre 2010

      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      Non c'è la lapidazione in Iran.
      In che lingua bisogna dirlo? In farsi? E non ci sono nemmeno le 99 frustate, che sarebbero letali anche per un uomo di media robustezza, figuriamoci per una donna. L'unica fonte delle 99 frustate a Sakineh è Sajiad Qaderzadeh, il sedicente "figlio". Sapevate che questo tizio che lancia proclami tutti i giorni sui media occidentali nessuno lo ha mai incontrato di persona? Di suo esistono solo interviste al telefono cellulare o messaggi lanciati su Twitter o sui siti della Green Revolution. Questo tale dice tutti i giorni peste e corna del proprio paese e di Ahmadinejad (che non c'entra un tubo, visto che in Iran, come da noi, la magistratura è un potere indipendente da quello politico) ai giornali dei paesi che vorrebbero bombardare la nazione in cui egli vive. E nessuno gli ha finora torto neanche un capello. Alla faccia del regime intollerante e nemico della libertà d'espressione.

    1. littlepaul1967 22 settembre 2010

      @Drachen: condivido tutto grande

    1. totalrec 22 settembre 2010

      L'Iran E' uno stato teocratico. E quindi? In base a quali considerazioni uno stato democratocratico o femministocratico sarebbe preferibile? Dico per gli iraniani, non per noi che siamo nati in questa fogna e non riusciamo più nemmeno a concepire altro. Sul fatto che il regime degli ayatollah "collabori" con gli americani, devo smentirti. L'Iran ha solo approfittato della stupidità e incapacità degli americani per acquisire il controllo di molte zone dell'Iraq. Lo ha fatto per portare avanti un proprio progetto geopolitico, peraltro finora molto ben riuscito, non certo per aiutare gli americani. Anzi. Gli irakeni hanno tutte le ragioni del mondo per detestare gli sciiti di Moqtada e ribellarsi a loro, ma a parti invertite avrebbero fatto lo stesso. Teniamo i discorsi morali fuori dalla politica, per favore, altrimenti rischiamo di perdere la lucidità necessaria per le analisi. Nella patria di Machiavelli, non dovrebbe essere poi così difficile.

    1. licia 22 settembre 2010

      “i giudici sono dei pazzi antropologici” e afferma che la Magistratura in Italia “è il cancro della democrazia”,

      Questa è la vera unica e raccapricciante verità !
      i giudici e le procure sono politicizzate agiscono su mandato di lobby di potere ed influenzano la politica dell'italia e SONO INTOCCABILI ! LA VERA ED UNICA CASTA AL DI SOPRA DLLE LEGGI !

    1. grilmi 22 settembre 2010

      C è una sola piccola imprecisione nell articolo, dai tempi dello scià la lapidazione non viene più praticata, la rivoluzione islamica prevede difatti una pena assai diversa, trattasi dell impiccagione che non è applicata nei casi di adulterio, bensi solo per l omicidio, come in questo caso. Tra l altro non me la sento di affermare che l impiccagione sia piu barbara della sedia elettrica o della camera a gas. Visti i fatti allora bisogna appendere al palazzo del governo i ritratti di tutte le donne omicide condannate alla pena capitale, ci sarà spazio a sufficienza?

    1. VeniWeedyVici 22 settembre 2010

      E' il solito gioco delle ombre cinesi. L' unica mia tesi e' che dobbiamo uscire TUTTI (inteso quelli a cui non sta bene non solo il sistema iraniano, ma anche la mafia, il proibizionismo, le guerre per il controllo della droga, il genocidio dei popoli non sionisti in Israele, le reti pedofile segrete di politici, finanzieri ed ecclesiastici e potrei continuare all' infinito) da questa grotta platonica massmediatica globale che ci da le notizie come, quando e dove vuole e riprenderci le nostre vite. Bisogna passare per l' "anarcofascismo"? Se questo e' il prezzo io lo pago volentieri. Mi sono finito di frantumare la minchia, per questo leggo solo in questo sito.

    1. Drachen 22 settembre 2010

      @Bifolchi:

      sempre il dettaglino irrilevante bisogna tirar fuori.
      dettaglio irrilevante per logica, ma enorme per i cuori puri, i benpensanti, la massa che si indigna e si scandalizza.
      cosa caules c’entra se in Iran non serve l’omicidio per la lapidazione?
      bisogna liberare una presunta omicida per il fatto che la stessa pena è commissionata per altri delitti?

      non si è quindi minimamente smentito il buon M.Fini. affatto.
      perché non si capisce su che base si parli di “reato appiccicato”.
      non si capisce a meno di non sottintendere che qualsiasi reato commesso da una donna in Iran è per forza falso.
      non si capisce poi nemmeno perché l’Iran non abbia il diritto di farsi le sue leggi e ad avere una normativa processuale differente dalla nostra.

      tra l’altro si dimentica che Fini non è un sostenitore dei Diritti Umani senza se e senza ma. come del resto non lo sono io.

      è il solito vizietto occidentale: i processi degli altri non van mai bene, il diritto degli altri non va mai bene. solo noi siamo i garanti della giustizia sul pianeta Terra in base alla nostra superiore cultura.
      e poi ci meravigliamo se dall’altra parte si irrigidiscono…..

      i giochini dialettici li fa lei. sono giochini nello stesso momento in cui si presuppone l’innocenza sulla base della propria concezione del diritto.
      se per il diritto iraniano è colpevole, è colpevole e basta.
      l’innocenza è sempre RELATIVA alle leggi del paese.
      ogni sistema giuridico ha delle falle, come tale anche quelli occidentali.
      come se non fosse mai successo che nel progredito occidente non venissero giustiziati degli innocenti: basta guardare negli Stati Uniti.
      è per questo che l’interferenza è ipocrita, politica e del tutto strumentale.
      qui non ci si batte per fermare il boia. ci si batte per la liberazione di una
      presunta omicida.

      per la cronaca. un’altra condanna a morte sta per essere compiuta in questi giorni:

      Teres Lewis, donna di 51 anni, con ridotte facoltà mentali, condannata a morte per aver partecipato all’uccisione di suo marito e del figlio di quest’ultimo, verrà uccisa giovedì, dopodomani.

      U.S.A.

      au revoir.

    1. Tao 22 settembre 2010

      L'IGNOBILE ARTICOLO DI MASSIMO FINI SU SAKINEH

      DI GIANLUCA BIFOLCHI

      subecumene.wordpress.com

      Il Fatto quotidiano è un ottimo giornale, una boccata di aria fresca nel panorama editoriale italiano. Ma qualche volta mi fa contorcere le budella. Recentemente è accaduto con frequenti apparizioni del nome di Marco Pannella in prima pagina in contesti che presentavano questo equivoco avventuriero della politica italiana come una speranza per il futuro dell’Italia (c’entra qualcosa l’amicizia con Furio Colombo?).

      Ora mi imbatto in un ignobile articolo di Massimo Fini sul caso di Sakineh. Antonio Padellaro, l’ ottimo direttore di un ottimo quotidiano sostenuto solo dalle vendite di copie ai lettori di sinistra, decide per la pubblicazione di questa ennesima provocazione anarco-fascista di Fini. Il titolo è “Allora io dico liberiamo anche l’omicida di Treviso”, e tutto il pezzo si basa su un’assimilazione del caso giudiziario di Sakineh con quello di Laura De Nardo, la sessantunenne di Conegliano Veneto che è accusata di aver fatto uccidere il marito dai suoi amanti. Laura de Nardo e Sakineh, dice Fini… l’una vale l’altra.

      La disonestà di Fini — come di tutti gli improbabili difensori del sistema giudiziario iraniano — tocca il suo culmine in una omissione: e cioè nel non ricordare mai che in Iran non hai bisogno di aver ucciso qualcuno per essere lapidato. Dopo la moratoria voluta da Khatami nel 2002, per il ritorno di clima clerico-fascista che ha accompagnato l’era Amahdinejad, la lapidazione è pena ordinariamente applicata agli adulteri. Il 5 luglio 2007 Ja’far Kiani è stato giustiziato tramite lapidazione per aver avuto rapporti adulterini con Mokarrameh Ebrahimi, con la quale aveva avuto due bambini. Anche la donna è stata giustiziata allo stesso modo (fonte Amnesty International).

      Di conseguenza il caso di Sakineh è quello di una donna condannata per adulterio (da lei non confessato) che si è trovata appiccicata alla sua sentenza una condanna a morte che non è determinante per la pena dell’adulterio. E che non ci fossero prove sul coinvolgimento di Sakineh nell’omicidio di suo marito è verità scritta nelle stesse carte processuali iraniane, dato che il colleggio giudicante si espresse per la condanna con voto 3 a 2, e il voto determinante fu espresso secondo la formula del “convincimento del giudice”, ovvero in riconosciuta assenza di prove. Avete presente quei difensori della pena di morte che dicono “sono a favore della pena capitale, ma deve essereci certezza piena della colpa”? Beh, qui non c’era alcuna certezza, ma le leggi iraniane consentono comunque la condanna.



      La successiva “confessione” fatta in tv da Sakineh, per chiunque abbia un minimo di sensibilità per i diritti umani, è piuttosto un argomento a suo favore che contro di lei, dato che rivela l’esistenza di un sistema legale che ammette l’aberrazione di “confessioni” in pubblico ed extragiudiziali, che non erano state ottenute in sede di giudizio.

      Dove Fini raggiunge però il comico è quando ritiene che a pareggiare i conti con i dubbi che si possono avere sul sistema giudiziario iraniano ci sono le accuse di Berlusconi ai giudici italiani:“’i giudici sono dei pazzi antropologici’ e afferma che la Magistratura in Italia ‘è il cancro della democrazia’”. Dove non si capisce come le calunnie di Berlusconi – note a tutti, amici ed avversari — possano mai valere come invito a rispettare la serietà del processo legale in Iran. Insomma qui c’è un uomo adulto che si diverte con giochini dialettici abbastanza privi di senso per dire la sua in una storia in cui c’è una donna (con tutta probabilità innocente) che rischia la morte per lapidazione.



      E andiamoci piano con questa storia che il caso Sakineh sia stato gonfiato ad arte dalla propaganda occidentale. Il Brasile è un paese che si trova nella doppia posizione di paese assai più orgogliosamente indipendente rispetto agli USA di quanto l’Italia potrebbe sognarsi, e ad avere come capo di stato un ex prigioniero politico che in nome delle garanzie di un giusto processo non ha esitato a difendere la decisione del suo paese di dare asilo politico a Cesare Battisti, per via delle ombre che pesano sul suo trascorso giudiziario. Gli attriti con il nostro paese sono stati considerevoli e non sono ancora finiti. Ebbene il Brasile, paese amico dell’Iran — con cui ha intensi rapporti d’affari –, ha offerto asilo anche a Sakineh. Deve esserci stato un momento in cui Lula ha chiesto a Celso Amorim, il suo ministero degli esteri, cos’era questa storia di Sakineh, e Celso Amorim deve avergli risposto: “E’ una storia che puzza, e parecchio”.



      Adesso tra Luiz Inácio da Silva e Massimo Fini scegliete un po’ voi.

      Gianluca Bifiolchi

      Fonte: http://subecumene.wordpress.com

      Link: http://subecumene.wordpress.com/2010/09/22/lignobile-articolo-di-massimo-fini-su-sakineh/

      22.09.2010

    1. lucamartinelli 22 settembre 2010

      sante parole. Ma ora è di moda l'Iran. Gli Usa non vanno piu', eppure domani sara' fritta sulla sedia elettrica in Virginia una certa Teresa Lewis, condannata per l'omicidio del marito. Ma che bello il giochino dei due pesi e delle due misure. saluti

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