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ALLORA IO DICO LIBERIAMO ANCHE L' OMICIDA DI TREVISO

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Io propongo un appello e una mobilitazione internazionale per Laura “subito libera”. Chi è costei?

È Laura De Nardo (nella foto), la donna di 61 anni di Conegliano (Treviso) che è stata sbattuta in galera perché accusata di aver tradito il marito e poi di averlo fatto accoppare da un paio di suoi amanti. Che differenza c’è con Sakineh, l’iraniana per la quale tutto il mondo occidentale s’è mobilitato, che dopo aver tradito il marito è accusata di averlo fatto accoppare dal proprio amante?

Certo, la De Nardo ha confessato alla polizia, mentre, per quel che ne sappiamo, Sakineh solo alla tv iraniana. Inoltre, la De Nardo rischia solo l’ergastolo mentre il rischio è che Sakineh sia condannata alla lapidazione, che è una pena ripugnante. Ma buona parte della mobilitazione occidentale non chiedeva semplicemente che all’iraniana fosse risparmiata una punizione così arcaica e inccettabile, voleva Sakineh “subito libera”.

A seguito, ”L’IGNOBILE ARTICOLO DI MASSIMO FINI SU SAKINEH” (Gianluca Bifolchi, subecumene.wordpress.com);

Davanti a una gigantografia della bella Sakineh che, per iniziativa del governo italiano, campeggia da giorni davanti all’ingresso di Palazzo Chigi (pretendo che la stessa iniziativa sia presa per la 61enne De Nardo, che a differenza di Sakineh è vecchia e per nulla attraente, non potendo nemmeno immaginare che le femministe italiane, che tanto si sono battute per l’iraniana, facciano dei distinguo di questo genere), il ministro degli Esteri Frattini e quello per le Pari opportunità Carfagna hanno dichiarato: “Finché Sakineh non sarà salva e libera il suo volto ci guarderà dal Palazzo del governo italiano”.

Nelle molte manifestazioni che si sono svolte si inneggiava alla libertà di Sakineh. E nello stesso appello di Bernard Henri Lévy, che ha dato inizio alla campagna, se ne pretendeva la scarcerazione immediata. Ma da questo punto di vista Laura e Sakineh sono sullo stesso piano: non sono due perseguitate politiche, ma detenute comuni accusate entrambe dello stesso reato, l’uxoricidio.

Dice: ma non ci si può fidare dei tribunali iraniani. E perché mai ci si dovrebbe fidare di quelli italiani, quando sono 15 anni che il presidente del Consiglio, tanto certo dell’iniquità della nostra giustizia da pretendere di esservi sottratto per legge, va dicendo che “i giudici sono dei pazzi antropologici” e afferma che la Magistratura in Italia “è il cancro della democrazia”, concetti ribaditi in un recente convegno internazionale ad altissimo livello, cui partecipavano coreani, giapponesi, americani, canadesi, australiani, neozelandesi oltre che rappresentanti dei Paesi europei, sputtanando così l’Italia del diritto, e l’Italia tout court, davanti al mondo intero?

Quindi Laura De Nardo “subito libera”. E sono certo che Bernard Henri Lévy, difensore professionale dei “diritti umani” in ogni parte del globo, non si sottrarrà al dovere morale di firmare questo appello.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/
21.09.2010

Pubblicato da Davide

  • wiki

    SAKINEH SUBITO LIBERA ?…PROPAGANDA IMPERIALISTA ?

  • littlepaul1967

    Evvai Massimo… questa tua è davvero una bellissima provocazione che dovrebbe far riflettere tante anime belle di casa nostra ma che temo putroppo farà riflettere ben poche persone… non fa nulla è già comunque qualcosa.
    Il solo problema è uno: l’intima convinzione di quasi tutti (compreso il cosiddetto “uomo della strada”) che la “nostra” civiltà sia la “migliore” e che abbia quindi il “diritto” di andare ad insegnare agli altri le cose giuste da fare.
    Non siamo la civiltà migliore, nemmeno la peggiore (come qualche estremista pensa), solo una delle tante. Ma, si sà, la superbia umana è la madre di tutti i peccati…

  • radisol

    D’accordo sulla provocazione …. rimane il fatto … anche senza voler tenere conto che sul processo a Sakineh, o come diavolo si chiama, non si sa nulla, c’è pure qualche dubbio che ci sia mai stato … l’omicida di Treviso – con le leggi italiane – comunque non ha subito frustate, non rischia nè la pena di morte nè tantomeno la lapidazione ma al massimo l’ergastolo, che peraltro io personalmente vorrei veder abolire … Che in questa vicenda, come è stata trattata in occidente ( ma, in verità, solo in Francia ed in Italia ) ci sia molta strumentalità è del tutto evidente … ciò non toglie che ogni difesa d’ufficio del regime teocratico iraniano mi sembra fuori luogo … un conto è opporsi giustamente ad un eventuale attacco amerikano all’ Iran …. un conto è mettersi a difendere un regime indifendibile …. e poi, anche se è un grande giornalista, Massimo Fini – per dirla con Benigni – ha dimostrato spesso di avere qualche problema col genere femminile …. e nel suo caso questo, quando l’argomento riguarda appunto le donne, falsa un pò tutta la prospettiva …. un pò come vale anche per Barnard ….

  • littlepaul1967

    Non mi sembra che il problema qui sia di “difendere” un “regime indifindibile” anche perchè non so quanti d noi lo conoscano davvero se non per quello che c raccontano i media… (e comunque personalmente al momento mi trovo bene dove sto)… si tratta solo di riflettere traendo spunto dalle palesi contraddizioni che la realtà ci offre

  • Gariznator

    in iran non esiste la lapidazione

  • maristaurru

    Per amore di tesi l’autore omette un particolare importante: nessuno ha inflitto 99 frustate a Laura e la tortura con cui estorcere confessioni non è nei nostri ordinamenti. I metodi che ancora usano in Iran sono molto simili a quelli della santa inquisizione che tanto santa non era ed operava parecchie e parecchie centinaia di anni fa, eppure a quei delitti, commessi in una società che li trovava normali, la Chiesa viene ancor oggi, dopo averne chiesto scusa, crocefissa.

    Se si vuole dissertare sui mali del nostro ordinamento della giustizia ce nè è per giorni, a partire dalle disfunzioni evidenziate dal caso berlusconi, a quelle evidenziate dai casi tipo Tortora e Sabani per dirne due, dove i magistrati che hanno danneggiato a morte dei cittadini, sono stati premiati, fino a i tanti casi di giustizia a più facce che si esercita verso i comuni cittadini giornalmente: quello che è permesso a me, è vietato a te.
    Oppure nelle cause civili o di lavoro: un impiegato reclama giustizia e la ottiene in base alle leggi, un altro , cambiato il giudice , si attacca, il nuovo giudice usa un cavillo o salta di leggere una riga della CTU, e non riconosce il medesimo diritto, è permesso con logica ferocemente ingiusta che permette aberrazioni a non finire.. non è giustizia, ma nessuno ci mette bocca.
    Tutto questo che ci azzecca col legittimo dubbio che a Sakineh la confessione sia stata estorta con la tortura in uno Stato non solo di primitiva cultura giuridica, ma assai chiuso e niente affatto trasparente?

    Laura ha confessato, il giudizio era pubblico, cosa che in Iran non sembra sia stato, nessuno sa, nessuno dice, l’avvocato teme per la sua vita, insomma se è per scrivere un titolo che si spera sensazionale, va bene, ma argomentare sul nulla mettendo di mezzo a giustificare la propria acredine contro il Premier, una donna verso la cui colpevolezza ci sono molti legittimi dubbi, mi sembra una follia senile.. detta senza offesa, da anziana ad anziano

  • VeniWeedyVici

    Ma siamo proprio messi male, un premier indagato per STRAGE MAFIOSA i cui scagnozzi di governo sproloquiano per liberare un’ uxoricida detenuta nel paese che e’ il 2ndo partner commerciale dell’ Italia. Paese di cui condivide, ricordiamolo, i metodi di lotta alla droga, che consistono nell’ impiccare i pusher (e non solo) con delle gru dopo un processo sommario. E’ grottesco… Il bue che dice cornuto all’ asino. Una teocrazia che fa la morale a un’ altra teocrazia, e hanno pure gli stessi colori nella bandiera.

    Presidente & ayatollah, imam che influenzano la politica in modo diretto, all’ interno di uno stato totalitario islamico.

    Presidente & pontefice, cardinali, preti, arcipreti, diaconi e arcidiaconi che se non fosse per il fatto che il mondo ha cambiato gusti (non piu’ masochista, ma sadico e ipocrita), applicherebbe ancora oggi pene ben peggiori di quelle presunte iraniane.
    Occidentali che dicono che c’e’ la sharia e che l’ Iran e’ come l’ Afghanistan (o l’ afaghnishtan, come dicono quelli del PDL) sono semplicemente da prendere a calci nel culo con le scarpe da lavoro, vogliono scatenare la guerra piu’ sanguinosa che l’ umanita’ abbia mai visto. Diamogliene tanti di calci, ne va delle nostre vite… altro che Sakineh!

  • alinaf

    Il tuo messaggio lo capiscono in quattro gatti, caro Fini.
    La propaganda ha fatto un ottimo lavoro nel caso di Sakineh.
    Si sono mobilitati in tanti , la pletora dei finti intellettuali e degli ipocriti difensori dei “diritti umani” , tutti con codazzo al seguito verso la meta prestabilita ; la demonizzazione dell’Iran . Ci tettano dentro in tutti i modi possibili, l’ultimo è questo e non sarà l’ultimo.
    Cià, butta giù la petizione che te la firmo anche se non serve ad una cippa e rimane un puro esercizio di sarcasmo. Ciao.

  • Pellegrino

    ..e la storia delle frustate ha come unica fonte il figlio…

  • lucamartinelli

    incredibile che anche Massimo Fini creda alla bufala della lapidazione. Comincio a perdere le speranze. D’accordo sulla provocazione ma non posso non notare che alla fine, sotto sotto e nemmeno tanto sotto, la propaganda contro il paese barbaro continua anche ad opera di persone amiche di questo sito. naturalmente non sto dicendo che non possano avere le loro idee ma non accetto che siano disinformate. Qui non è ammissibile, è ammissibile per chi si fa infinocchiare dai trombettieri di regime. buona giornata

  • TitusI

    Bella provocazione, comunque non mi risulta, al di la di quel che si dice, che Sakineh rischi la lapidazione.

    Saluti

  • radisol

    tra un pò scopriamo pure che non è vero che l’Itan è uno stato teocratico …. e magari ci nascondiamo pure il fatto che il regime degli ayatollah collabora nell’attiguo Iraq con gli americani sostenendo un governo fantoccio gestito da entrambi ….

  • maristaurru

    Non capisco, fino a poco tempo fa, ogni condannato a morte in America provocava cortei e alti lamenti nel bel paese, che si è mosso ( giustamente) per risparmiare la vita a questo ed a quello, certo con una certa preferenza per i delinquenti del giusto colore politico, ma al cuore non si comanda, e comunque la pena di morte è una barbarie, ma lo è sempre o mai.

    Solo che leggendo questo e simili blog, si ha la certezza di un sospetto avuto da molti: gran parte dei tanti buonisti ed anime belle che ci hanno rotto le balle creando un sacco di problemi di ordine pubblico e traffico per manifestare contro la pena di morte, ancora una volta stavano USANDO delle persone per la loro miseranda lotta politica: andavano contro certa america che nob gli faceva allora comodo. Punto, dei diritti umani se ne strafregavano allora come ora, che arrivano a contorcimenti logici e forzature pure di condurre le loro miserevoli lotte politiche, miserevoli soprattutto perchè portate avanti con animo ottuso, chiuso e settario. Non solo l’Italia si muove per questa fumosa condanna, ma si evidenziano i problemi del premier, di quelli sappaite farne, se siete capaci un discorso a parte. Io non ho nulla contro L’Iran, ma non voglio in un mondo globalizzato che emerga e si affermi la cultura che sta già macchiando alcune sentenze nel nostro paese, della donna che riceve un diverso giudizio rispetto all’uomo: combattete se lo trovate giusto, per laura libera, cercate di sollevare l’opinione internazionale, ma fate le proteste col cervello e non con altre parti del vostro corpo ad altra funzione che il pensiero demandate. Sollevare un gallinaio a vita, è degradante

  • TitusI

    La lotta va condotta con il cervello, Sakineh è stata frustata, questo lo trovo intollerabile, ma non si puo’ non vedere che viene usata per criminalizzare l’IRAN con l’intenzione di creare un clima che permetta la guerra, e allora si che i morti si conteranno a milioni, le donne saranno brutalizzate e uccise come pure i bambini.

  • lucamartinelli

    sante parole. Ma ora è di moda l’Iran. Gli Usa non vanno piu’, eppure domani sara’ fritta sulla sedia elettrica in Virginia una certa Teresa Lewis, condannata per l’omicidio del marito. Ma che bello il giochino dei due pesi e delle due misure. saluti

  • Tao

    L’IGNOBILE ARTICOLO DI MASSIMO FINI SU SAKINEH

    DI GIANLUCA BIFOLCHI
    subecumene.wordpress.com

    Il Fatto quotidiano è un ottimo giornale, una boccata di aria fresca nel panorama editoriale italiano. Ma qualche volta mi fa contorcere le budella. Recentemente è accaduto con frequenti apparizioni del nome di Marco Pannella in prima pagina in contesti che presentavano questo equivoco avventuriero della politica italiana come una speranza per il futuro dell’Italia (c’entra qualcosa l’amicizia con Furio Colombo?).

    Ora mi imbatto in un ignobile articolo di Massimo Fini sul caso di Sakineh. Antonio Padellaro, l’ ottimo direttore di un ottimo quotidiano sostenuto solo dalle vendite di copie ai lettori di sinistra, decide per la pubblicazione di questa ennesima provocazione anarco-fascista di Fini. Il titolo è “Allora io dico liberiamo anche l’omicida di Treviso”, e tutto il pezzo si basa su un’assimilazione del caso giudiziario di Sakineh con quello di Laura De Nardo, la sessantunenne di Conegliano Veneto che è accusata di aver fatto uccidere il marito dai suoi amanti. Laura de Nardo e Sakineh, dice Fini… l’una vale l’altra.

    La disonestà di Fini — come di tutti gli improbabili difensori del sistema giudiziario iraniano — tocca il suo culmine in una omissione: e cioè nel non ricordare mai che in Iran non hai bisogno di aver ucciso qualcuno per essere lapidato. Dopo la moratoria voluta da Khatami nel 2002, per il ritorno di clima clerico-fascista che ha accompagnato l’era Amahdinejad, la lapidazione è pena ordinariamente applicata agli adulteri. Il 5 luglio 2007 Ja’far Kiani è stato giustiziato tramite lapidazione per aver avuto rapporti adulterini con Mokarrameh Ebrahimi, con la quale aveva avuto due bambini. Anche la donna è stata giustiziata allo stesso modo (fonte Amnesty International).

    Di conseguenza il caso di Sakineh è quello di una donna condannata per adulterio (da lei non confessato) che si è trovata appiccicata alla sua sentenza una condanna a morte che non è determinante per la pena dell’adulterio. E che non ci fossero prove sul coinvolgimento di Sakineh nell’omicidio di suo marito è verità scritta nelle stesse carte processuali iraniane, dato che il colleggio giudicante si espresse per la condanna con voto 3 a 2, e il voto determinante fu espresso secondo la formula del “convincimento del giudice”, ovvero in riconosciuta assenza di prove. Avete presente quei difensori della pena di morte che dicono “sono a favore della pena capitale, ma deve essereci certezza piena della colpa”? Beh, qui non c’era alcuna certezza, ma le leggi iraniane consentono comunque la condanna.

    La successiva “confessione” fatta in tv da Sakineh, per chiunque abbia un minimo di sensibilità per i diritti umani, è piuttosto un argomento a suo favore che contro di lei, dato che rivela l’esistenza di un sistema legale che ammette l’aberrazione di “confessioni” in pubblico ed extragiudiziali, che non erano state ottenute in sede di giudizio.

    Dove Fini raggiunge però il comico è quando ritiene che a pareggiare i conti con i dubbi che si possono avere sul sistema giudiziario iraniano ci sono le accuse di Berlusconi ai giudici italiani:“’i giudici sono dei pazzi antropologici’ e afferma che la Magistratura in Italia ‘è il cancro della democrazia’”. Dove non si capisce come le calunnie di Berlusconi – note a tutti, amici ed avversari — possano mai valere come invito a rispettare la serietà del processo legale in Iran. Insomma qui c’è un uomo adulto che si diverte con giochini dialettici abbastanza privi di senso per dire la sua in una storia in cui c’è una donna (con tutta probabilità innocente) che rischia la morte per lapidazione.

    E andiamoci piano con questa storia che il caso Sakineh sia stato gonfiato ad arte dalla propaganda occidentale. Il Brasile è un paese che si trova nella doppia posizione di paese assai più orgogliosamente indipendente rispetto agli USA di quanto l’Italia potrebbe sognarsi, e ad avere come capo di stato un ex prigioniero politico che in nome delle garanzie di un giusto processo non ha esitato a difendere la decisione del suo paese di dare asilo politico a Cesare Battisti, per via delle ombre che pesano sul suo trascorso giudiziario. Gli attriti con il nostro paese sono stati considerevoli e non sono ancora finiti. Ebbene il Brasile, paese amico dell’Iran — con cui ha intensi rapporti d’affari –, ha offerto asilo anche a Sakineh. Deve esserci stato un momento in cui Lula ha chiesto a Celso Amorim, il suo ministero degli esteri, cos’era questa storia di Sakineh, e Celso Amorim deve avergli risposto: “E’ una storia che puzza, e parecchio”.

    Adesso tra Luiz Inácio da Silva e Massimo Fini scegliete un po’ voi.

    Gianluca Bifiolchi
    Fonte: http://subecumene.wordpress.com
    Link: http://subecumene.wordpress.com/2010/09/22/lignobile-articolo-di-massimo-fini-su-sakineh/
    22.09.2010

  • Drachen

    @Bifolchi:

    sempre il dettaglino irrilevante bisogna tirar fuori.
    dettaglio irrilevante per logica, ma enorme per i cuori puri, i benpensanti, la massa che si indigna e si scandalizza.
    cosa caules c’entra se in Iran non serve l’omicidio per la lapidazione?
    bisogna liberare una presunta omicida per il fatto che la stessa pena è commissionata per altri delitti?

    non si è quindi minimamente smentito il buon M.Fini. affatto.
    perché non si capisce su che base si parli di “reato appiccicato”.
    non si capisce a meno di non sottintendere che qualsiasi reato commesso da una donna in Iran è per forza falso.
    non si capisce poi nemmeno perché l’Iran non abbia il diritto di farsi le sue leggi e ad avere una normativa processuale differente dalla nostra.

    tra l’altro si dimentica che Fini non è un sostenitore dei Diritti Umani senza se e senza ma. come del resto non lo sono io.

    è il solito vizietto occidentale: i processi degli altri non van mai bene, il diritto degli altri non va mai bene. solo noi siamo i garanti della giustizia sul pianeta Terra in base alla nostra superiore cultura.
    e poi ci meravigliamo se dall’altra parte si irrigidiscono…..

    i giochini dialettici li fa lei. sono giochini nello stesso momento in cui si presuppone l’innocenza sulla base della propria concezione del diritto.
    se per il diritto iraniano è colpevole, è colpevole e basta.
    l’innocenza è sempre RELATIVA alle leggi del paese.
    ogni sistema giuridico ha delle falle, come tale anche quelli occidentali.
    come se non fosse mai successo che nel progredito occidente non venissero giustiziati degli innocenti: basta guardare negli Stati Uniti.
    è per questo che l’interferenza è ipocrita, politica e del tutto strumentale.
    qui non ci si batte per fermare il boia. ci si batte per la liberazione di una
    presunta omicida.

    per la cronaca. un’altra condanna a morte sta per essere compiuta in questi giorni:

    Teres Lewis, donna di 51 anni, con ridotte facoltà mentali, condannata a morte per aver partecipato all’uccisione di suo marito e del figlio di quest’ultimo, verrà uccisa giovedì, dopodomani.

    U.S.A.

    au revoir.

  • VeniWeedyVici

    E’ il solito gioco delle ombre cinesi. L’ unica mia tesi e’ che dobbiamo uscire TUTTI (inteso quelli a cui non sta bene non solo il sistema iraniano, ma anche la mafia, il proibizionismo, le guerre per il controllo della droga, il genocidio dei popoli non sionisti in Israele, le reti pedofile segrete di politici, finanzieri ed ecclesiastici e potrei continuare all’ infinito) da questa grotta platonica massmediatica globale che ci da le notizie come, quando e dove vuole e riprenderci le nostre vite. Bisogna passare per l’ “anarcofascismo”? Se questo e’ il prezzo io lo pago volentieri. Mi sono finito di frantumare la minchia, per questo leggo solo in questo sito.

  • grilmi

    C è una sola piccola imprecisione nell articolo, dai tempi dello scià la lapidazione non viene più praticata, la rivoluzione islamica prevede difatti una pena assai diversa, trattasi dell impiccagione che non è applicata nei casi di adulterio, bensi solo per l omicidio, come in questo caso. Tra l altro non me la sento di affermare che l impiccagione sia piu barbara della sedia elettrica o della camera a gas. Visti i fatti allora bisogna appendere al palazzo del governo i ritratti di tutte le donne omicide condannate alla pena capitale, ci sarà spazio a sufficienza?

  • licia

    “i giudici sono dei pazzi antropologici” e afferma che la Magistratura in Italia “è il cancro della democrazia”,

    Questa è la vera unica e raccapricciante verità !
    i giudici e le procure sono politicizzate agiscono su mandato di lobby di potere ed influenzano la politica dell’italia e SONO INTOCCABILI ! LA VERA ED UNICA CASTA AL DI SOPRA DLLE LEGGI !

  • totalrec

    L’Iran E’ uno stato teocratico. E quindi? In base a quali considerazioni uno stato democratocratico o femministocratico sarebbe preferibile? Dico per gli iraniani, non per noi che siamo nati in questa fogna e non riusciamo più nemmeno a concepire altro. Sul fatto che il regime degli ayatollah “collabori” con gli americani, devo smentirti. L’Iran ha solo approfittato della stupidità e incapacità degli americani per acquisire il controllo di molte zone dell’Iraq. Lo ha fatto per portare avanti un proprio progetto geopolitico, peraltro finora molto ben riuscito, non certo per aiutare gli americani. Anzi. Gli irakeni hanno tutte le ragioni del mondo per detestare gli sciiti di Moqtada e ribellarsi a loro, ma a parti invertite avrebbero fatto lo stesso. Teniamo i discorsi morali fuori dalla politica, per favore, altrimenti rischiamo di perdere la lucidità necessaria per le analisi. Nella patria di Machiavelli, non dovrebbe essere poi così difficile.

  • littlepaul1967

    @Drachen: condivido tutto grande

  • totalrec

    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    Non c’è la lapidazione in Iran.
    In che lingua bisogna dirlo? In farsi? E non ci sono nemmeno le 99 frustate, che sarebbero letali anche per un uomo di media robustezza, figuriamoci per una donna. L’unica fonte delle 99 frustate a Sakineh è Sajiad Qaderzadeh, il sedicente “figlio”. Sapevate che questo tizio che lancia proclami tutti i giorni sui media occidentali nessuno lo ha mai incontrato di persona? Di suo esistono solo interviste al telefono cellulare o messaggi lanciati su Twitter o sui siti della Green Revolution. Questo tale dice tutti i giorni peste e corna del proprio paese e di Ahmadinejad (che non c’entra un tubo, visto che in Iran, come da noi, la magistratura è un potere indipendente da quello politico) ai giornali dei paesi che vorrebbero bombardare la nazione in cui egli vive. E nessuno gli ha finora torto neanche un capello. Alla faccia del regime intollerante e nemico della libertà d’espressione.

  • totalrec

    “in Iran non hai bisogno di aver ucciso qualcuno per essere lapidato”. Però hai bisogno di molta fantasia, visto che la lapidazione E’ TUTTORA IN MORATORIA. “Il ritorno di clima clerico-fascista che ha accompagnato l’era Amahdinejad”. I beg your pardon???? “La lapidazione è pena ordinariamente applicata agli adulteri”. Non è applicata a nessuno, essendo in moratoria; tantomeno agli adulteri, visto che i processi per adulterio, di fatto, non arrivano neppure in aula, richiedendo condizioni impossibili per poter essere istruiti. “(fonte Amnesty International)”. Amnesty International è una ONG occidentale a forte partecipazione statunitense. Ogni tanto varrebbe la pena ricordarlo e verificare le notizie che fornisce, prima di considerarla la voce del Vangelo. Non credo che riuscirò ad andare oltre il terzo paragrafo di questo articolo.

  • Hassan

    Quante inesattezze in un solo post. Allora vediamo:

    “l’omicida di Treviso – con le leggi italiane – comunque non ha subito frustate”

    Non sappiamo con certezza se Sakineh abbia ricevuto frustate.

    “nè tantomeno la lapidazione”

    Nemmeno Sakineh la rischia perchè in Iran non esiste la lapidazione. Vedo che sei molto informato riguardo questo caso.

    un conto è mettersi a difendere un regime indifendibile ….

    Per me il regime Iraniano è difendibilissimo tanto quanto i regimi Occidentali.

    e poi, anche se è un grande giornalista, Massimo Fini – per dirla con Benigni – ha dimostrato spesso di avere qualche problema col genere femminile …. e nel suo caso questo, quando l’argomento riguarda appunto le donne, falsa un pò tutta la prospettiva …. un pò come vale anche per Barnard ….

    Ecco qui la sbrodolata femminista, immancabile. Hanno inventato un’espressione, gli inglesi, per questa tua sbrodolata: si dice “shaming tactics”, cioè accusare l’interlocutore di “avere problemi con le donne”, di “averlo piccolo”, di “essere uno sfigato” etc.etc. ogni qualvolta esprima un pensiero poco poco critico nei confronti delle femmine. Non si capisce perchè i maschi possano essere criticati liberamente, mentre per le femmine la libertà di critica dovrebbe magicamente interrompersi.

    Per questo io rigiro questo tuo (s)ragionamento e dico che: se sei un maschio (non un uomo…), sei tu ad avere problemi con il Genere Femminile, non certo Fini. Sei tu che ti rapporti con loro non in maniera paritaria, come faresti con gli altri maschi, ma in modalità supina, sempre accondiscendente e azzerbinato, manco tu fossi l’Avvocato Difensore del Genere Femminile. I Maschietti si rapportano con le donne come se si stessero rapportando con delle creature mentalmente deficienti, e per questo si scandalizzano quando qualcuno le critica. Mentre gli Uomini si rapportano con le donne alla pari, ben consapevoli che queste non sono mentalmente deficienti (sono capaci di “intendere e di volere”, nonostante le femministe vorrebbero far credere il contrario…), e che quindi ogni critica nei loro confronti è legittima.

    Se invece sei femmina (non una donna…), ti avverto che come vedi le “shaming tactics” stanno perdendo di mordente. 10 anni fa se un giornalista come Fini avesse scritto le cose che scrive sarebbe scoppiato il finimondo. Idem per Barnard. Adesso non succede più. Le accuse di “maschilismo”, in questo regime femminista occidentale, ormai fanno ridere, e solamente i Maschietti e le Femminucce le prendono sul serio. Ma proprio come anche altre etichette che vengono usate per soffocare il dissenso (“antisemita”, “negazionista”) stanno pian piano perdendo la loro efficacia, stessa cosa sta succedendo con le “shaming tactics” (“hai problemi con le donne”). Sarà divertente a questo punto vedere maschietti e femminucce agitarsi convulsamente quando i Fini e i Barnard fra 5, 10, 15 anni si saranno moltiplicati e saranno diventati sempre più aggressivi nell’esercitare il loro giusto diritto di critica.

    E per finire, una provocazione: tu, o tutti quelli che stanno facendo campagna per la liberazione di Sakineh, saresti disposto a chiedere la liberazione per UN UOMO (Italiano o Iraniano, poco importa) ACCUSATO DI AVER UCCISO LA MOGLIE ?

  • Hassan

    Vivi in Iran ? Hai visto le carte del processo ? Cosa ne sai del caso Sakineh, a parte quello che leggi sul Giornale, su Libero e l’Occidentale ? E un’altra cosa: saresti disposta a chiedere la liberazione per un uomo iraniano accusato di aver ucciso la moglie ?

  • Hassan

    Io non ho mai fatto campagne “anti-pena di morte”, nè per gli USA nè per l’Iran. Ogni stato si sceglie le leggi che vuole, e non vedo niente di scandaloso se qualcuno sceglie la pena di morte. Ogni paese poi ha esigenze diverse. Fatto sta l’ipocrisia dell’occidente, che ammazza a milioni con i bombardamenti aerei in Iraq e Afghanistan, e poi si scandalizza se un’ASSASSINA viene condannata all’impiccagione in Iran.

  • Hassan

    Gianluca Bifolco: nomen omen.

  • Hassan

    Quante inesattezze in un solo post (di Radisol). Allora vediamo:

    “l’omicida di Treviso – con le leggi italiane – comunque non ha subito frustate”

    Non sappiamo con certezza se Sakineh abbia ricevuto frustate.

    “nè tantomeno la lapidazione”

    Nemmeno Sakineh la rischia perchè in Iran non esiste la lapidazione. Vedo che sei molto informato riguardo questo caso.

    un conto è mettersi a difendere un regime indifendibile ….

    Per me il regime Iraniano è difendibilissimo tanto quanto i regimi Occidentali.

    e poi, anche se è un grande giornalista, Massimo Fini – per dirla con Benigni – ha dimostrato spesso di avere qualche problema col genere femminile …. e nel suo caso questo, quando l’argomento riguarda appunto le donne, falsa un pò tutta la prospettiva …. un pò come vale anche per Barnard ….

    Ecco qui la sbrodolata femminista, immancabile. Hanno inventato un’espressione, gli inglesi, per questa tua sbrodolata: si dice “shaming tactics”, cioè accusare l’interlocutore di “avere problemi con le donne”, di “averlo piccolo”, di “essere uno sfigato” etc.etc. ogni qualvolta esprima un pensiero poco poco critico nei confronti delle femmine. Non si capisce perchè i maschi possano essere criticati liberamente, mentre per le femmine la libertà di critica dovrebbe magicamente interrompersi.

    Per questo io rigiro questo tuo (s)ragionamento e dico che: se sei un maschio (non un uomo…), sei tu ad avere problemi con il Genere Femminile, non certo Fini. Sei tu che ti rapporti con loro non in maniera paritaria, come faresti con gli altri maschi, ma in modalità supina, sempre accondiscendente e azzerbinato, manco tu fossi l’Avvocato Difensore del Genere Femminile. I Maschietti si rapportano con le donne come se si stessero rapportando con delle creature mentalmente deficienti, e per questo si scandalizzano quando qualcuno le critica (avete notato ? non si possono criticare le femmine e gli handicappati… giustamente questi ultimi per ovvi motivi, ma le femmine… sono anche loro handicappate ?). Mentre gli Uomini si rapportano con le donne alla pari, ben consapevoli che queste non sono mentalmente deficienti (sono capaci di “intendere e di volere”, nonostante le femministe vorrebbero far credere il contrario…), e che quindi ogni critica nei loro confronti è legittima.

    Se invece sei femmina (non una donna…), ti avverto che come vedi le “shaming tactics” stanno perdendo di mordente. 10 anni fa se un giornalista come Fini avesse scritto le cose che scrive sarebbe scoppiato il finimondo. Idem per Barnard. Adesso non succede più. Le accuse di “maschilismo”, in questo regime femminista occidentale, ormai fanno ridere, e solamente i Maschietti e le Femminucce le prendono sul serio. Ma proprio come anche altre etichette che vengono usate per soffocare il dissenso (“antisemita”, “negazionista”) stanno pian piano perdendo la loro efficacia, stessa cosa sta succedendo con le “shaming tactics” (“hai problemi con le donne”). Sarà divertente a questo punto vedere maschietti e femminucce agitarsi convulsamente quando i Fini e i Barnard fra 5, 10, 15 anni si saranno moltiplicati e saranno diventati sempre più aggressivi nell’esercitare il loro giusto diritto di critica.

    E per finire, una provocazione: tu, o tutti quelli che stanno facendo campagna per la liberazione di Sakineh, saresti disposto a chiedere la liberazione per UN UOMO (Italiano o Iraniano, poco importa) ACCUSATO DI AVER UCCISO LA MOGLIE ?

  • Sokratico

    Attualmente nel codice penale iraniano non vi sono previste pene con “lapidazione”.

    Tutto il resto è ingerenza nel giudizio di un tribunale di uno Stato sovrano.

    Che può anche non piacere, ma questo è un problema di sensibilità personale…

  • maristaurru

    Sarei dispostissima a chieder la liberazione per un uomo per il quale esistessero ragionevoli dubbi che fosse il vero assassino o mandante, come in questo caso, forse è. Non sono una femminista, io sono una donna una persona come un uomoper me non è un padrone o un signore o qualcosa di chi sa che, è una persona come me. Noi ci siamo arrivati, ma certe femministe sono ferme perchè per loro , come per altri, politica e religione coincidono, è come se camminassero con due blocchi di cemento ai piedi, non vanno avanti poverine! Sono le peggiori nemiche delle donne.

    Sai bene che nessuno in Iran ha visto il processo e sai bene che lì si ha paura anche di parlare e che si arriva a minacciare l’avvocato. Non dire che solo libero o l’occidentale parlano di questo caso, mi sembra che anche in altri Paesi e su stampa totalmente diversa da quella che citi, lo sdegno sale. nessuno è stupido qui, sappiamo che se è ritenuta giustizia frustare le persone, se in carcere vietano persino le visite dei figli o dell’avvocato, siamo di fronte ad un sistema altamente illiberale.

  • maristaurru

    Ecco, Hassan non condivido la sua posizione, ma mi piace molto quando afferma che “ogni paese ha esigenze diverse”, è lineare, peccato che molti islamici forse fomentati da chi in Italia venderebbe la madre per tifo politico, se vengono in questo paese credono di potervi portare usi e costumi che non ci appartengono. Questo a chi non ha interessi di tifo o peggio, non risulta tollerabile, come giustamente se io pretendessi di portare i miei usi e costumi in un paese islamico, darei fastidio. Che poi noi non si reagisca frustando e torturando, non fa che sottolineare le differenze, ma non esser feroci , non vuol dire che siamo stupidi, feroci lo siamo stati e lo sappiamo , ora vorremmo prendere una latra strada, ma evidentemente qualcuno freme , tornerebbe almeno al dopo guerra, quando era lecito metter al muo una bambina per esempio, per dimostrazione.
    Purtroppo i miei connazionali ignorano una cosa fondamentale: io credo che i loro miserevoli comportamenti non trovino apprezzamento nell’Islam, nè in quello moderato nè tanto meno in quello fondamentalista, perchè la logica dice che chi tradisce la sua gente, tradirà chiunque.
    E a mio avviso aver tanto blaterato contro la pena di morte americana e poi solo ora accorgersi che c’era uin caso simile in America e nessuno, dico nessuno che fino a pochi giorni fa avesse sentito l’esigenza di firmare l’appello di amnesty e lo so perchè io lo ho firmato al secondo giorno in cui lo hanno proposto sul sito di Amnesty, io sono davvero e sempre contro la pena di morte, e non per riempire i cortei o come arma .
    Quanto alla ipocrisia, non si offenda, da levantina le dico che i levantini sono maestri di ipocrisia, credo si possano trovare solide ragioni storiche. Comunque non sono d’accrdo nemmeno sull’ultima sua argomentazione, ma conta nulla
    cordialità

  • maristaurru

    Non tutte le persone si misurano con lo stesso metro. Io non faccio due pesi e due misure. Sono contro la pena di morte comunque , a me della finta politica nostrana non importa un emerito ciufolo, fuffa e bugie, tifo e tradimenti, ricatti e porcate. Non mi interessa. Ci sono stati dei fatti gravissimi dei quali non si parla, questo mi da fastidio, ci sono conflitti di interesse oltre quello di berlusconi, conflitti che stanno distruggendo il Paese e ve ne fregate, li conoscete benissimo, nessuno che abbia un minimo di cultura è così scemo da non vederli, ma tacete. Tutto questo è miserevole!!

  • fm

    Qualcuno ha dei link ai documenti al codice penale iraniano?

    Una volta scaricai un PDF dove in effetti all’articolo 84 (citato anche in un paper di una ricercatrice italiana) si parlava di “stoning” per adulterio anche se era ben specificato che la condanna valeva anche per gli uomini.

    Nella costituzione iraniana si parla esplicitamente di separazione dei poteri ma si dice anche che questi sono sotto la “supervisione” dell’autorita` religiosa. Il che non e` che da molte garanzie.

    Insomma, qualcuno puo` fornire documenti per fare luce?

    Grazie

    P.S.: Ho provato a ricercare quei PDF ma non riesco piu` a trovarli.

  • fm

    Qualche ricerca… Apparentemente dal libro V del codice penale iraniano (Sharia)

    Article 82 : The penalty for adultery in the following cases shall be death, regardless of the age or marital status of the culprit :
    (1) Adultery with one’s consanguineous relatives (close blood relatives forbidden to each other by religious law) ;
    (2) Adultery with one’s stepmother in which the adulterer’s punishment shall be death ;
    (3) Adultery between a non-Muslim man and a Muslim woman, in which case the adulterer
    (non-Muslim man) shall receive the death penalty ;
    (4) Forcible rape, in which case the rapist shall receive the death penalty.

    Article 83 : Adultery in the following cases shall be punishable by stoning :
    (1) Adultery by a married man who is wedded to a permanent wife with whom he has had intercourse and may have intercourse when he so desires ;
    (2) Adultery of a married woman with an adult man provided the woman is permanently
    married and has had intercourse with her husband and is able to do so again.
    Note. Adultery of a married woman with a minor is punishable by flogging

  • fm

    Et voilà ho ritrovato anche il PDF: http://www.iranhrdc.org/httpdocs/english/pdfs/Codes/ThePenalCode.pdf

    Il formato lascia a desiderare ma gli articoli 82 e 83 corrispondono a cio` che si trova anche su altre fonti (basta fare una ricerca su google di “Article 82: The penalty for adultery in the following cases shall be death” e si trova tutto il materiale)

  • fm

    Mi sa che ti sbagli (vedi un commento successivo)

  • fm

    Il libro in realta` e` il secondo.

  • Linderberg

    Come al solito si ragiona, comprensibilmente, su informazioni filtrate e manipolate dai media occidentali. In Iran come in ogni altra “democrazia” si hanno diversi gradi di giudizio e la signora Sakineh è ancora in attesa di un “assise”. In quanto alle frustate ed alle sassate vorrei ricordare che dal 2003 8se non sbaglio) c’è una moratoria su questa barbara pratica punitiva e che da parecchi anni questa non viene praticata ed è addirittura “non in vigore”.
    Anche in merito alle voci secondo cui alla Sakineh sono vietate le visite e che il suo avvocato sia stato minacciato rientrano nella logica di criminalizzazione del “regime” iraniano (qualcuno ricordava come le prime foto della poveretta apparse sui giornali appartenessero ad altra identità e come l’intera faccenda fosse stata montata attorno all’accusa d’adulterio che non c’è mai stata – i complici dell’omicidio del marito sono anch’essi stati condannati) che stranamente si innescano ogni volta che i canali diplomatici si avviano verso solidi e pacifici risultati.
    Non è possibile visitare tutte le nazioni del globo e comprensibilmente alcune di queste si evitano. L’Iran è una di quelle nazioni che ha dato l’esempio e può guidare l’area mediorientale verso il lungo e difficile processo di modernizzazione o come tanti amano dire di “civilizzazione” ma chiaramente (e la storia lo ha dimostrato con il colpo di stato inglese ai danni di Mossadegh, l’intera operazione Ajax nel dopo Reza e l’incessante fuoco incrociato onu-eu-sion degli ultimi 30 anni) la “democratizzazione dell’area deve compiersi solo attraverso il collaudato processo di esportazione della nostra democrazia.
    Ahmadinejiad ha chiaramente esposto i fatti ed è stato definito un bugiardo voltagabbana esattamente come è accaduto stamane all’Onu quando il monito in ‘farsi’ sui collaterali di una guerra fuori tutta contro l’Iran è stato tradotto dalle agenzie come una minaccia all’occidente, quando (e questa traduzione la leggeremo tra qualche settimana forse sul telegraph o effedieffe) in realtà il messaggio era “se ingaggiate un conflitto contro l’Iran lo ingaggiate contro un popolo” intendendo chiaramente che una guerra contro l’Iran lascerebbe sul suolo molti più civili di quanti non ne ha lasciati la guerra verso l’impopolare Saddam.

  • TN

    amen, fratello.
    Quanti condizionamenti sotto traccia, e questa gente imbevuta della luce irradiata dal faro ipocrita del “politically correct” neanche se ne accorge…

  • TN
  • Drachen

    vorrei sapere:
    1) dove sono le prove di tortura. intendo prove imparziali e inconfutabili – 2) che mi si dimostri che un uomo possa sopravvivere davvero a 99 frustate – 3) che razza di ragionamento assurdo porta a equiparare due culture differenti in due momenti storici differenti – 4) che mi si spieghi l’attinenza tra giuridico e primitivo – 5) che mi si spieghi su quali basi si utilizza il concetto di “primitivo” smentito da ogni antropologia moderna – 6) che mi si spieghi la trasparenza delle norme occidentali e della storia della giustizia occidentale (Guantanamo, Norimberga, ecc) – 7) che mi si spieghi il concetto di colpevolezza visto che è sempre relativo alle leggi di riferimento.

    grazie.

  • Drachen

    Intanto non è vero. Esistono miriadi di condannati a morte in giro per il mondo e l’Occidente ben se ne guarda di prenderne le difese se non per proporre moratorie alla pena di morte.
    Il resto mi pare un delirio francamente OT.
    La donna in Italia gode di molti privilegi processuali (oltre che legali) rispetto all’uomo almeno in alcuni campi.

  • lucamartinelli

    a cosa si riferisce,esattamente, gentile signora?

  • Drachen

    1- dire “islamici” non vuol dire un paio di ciufole: i paesi islamici e i cittadini di questi paesi sono molto differenti l’uno dall’altro. -2- non c’è scritto da nessuna parte che sia proibito portare usi e costumi dal proprio paese fino a che si rispettano le leggi -3- cercare di omologare il prossimo è un’idiozia -4- gli italiani che sono emigrati negli USA han portato usi e costumi (e Mafia) -5- non si può accusare l’immigrato di essere tradizionale solo prché noi abbiam svenduto la ns. cultura al mercato e quindi non abbiamo un’identità -6- Amnesty difende i diritti umani universali che non sono riconosciuti da tutti, come tale rappresenta una ideologia ben precisa (occidentale e moderna) e quasi del tutto rifiutata da culture tradizionali.

  • totalrec

    Ragazzi, io non so più in che lingua dirlo… Pensavo che l’articolo di Thierry Meyssan qui pubblicato qualche giorno fa fosse stato chiaro, ma pare invece di no. Lo dirò il più sommessamente possibile: l’adulterio è un reato che nel codice penale iraniano esiste SOLO FORMALMENTE, in quanto, affinché si possa arrivare ad un processo vero e proprio, devono verificarsi condizioni che sono impossibili. Basterebbe leggere anche gli articoli 65 e 66 del codice penale iraniano, anziché soltanto quelli che fanno comodo alle femministe. Cito:

    “Article 65: Only the adulterer or the adulteress who is cognizant of the illicit nature of his or her act shall be
    punished for adultery.”

    Article 66: If either the adulterer or the adulteress claims ignorance of law or fact, he or she shall not be
    punished for adultery if his or her claim is presumed to have prima facie validity, even if no witnesses to verify
    said claim are produced.

    Vale a dire che se una persona viene accusata di adulterio, le basta dichiarare di non conoscere la legge che lo vieta per evitare di essere processata. E se anche non esistono testimoni in grado di confermare la sua ignoranza della legge, non importa, la sua “autocertificazione” è più che sufficiente. E se anche, per qualche strano motivo, si arrivasse lo stesso a celebrare un processo, affinché l’adultero/a sia condannato/a occorrerebbe produrre 4 testimoni che abbiano assistito tutti e quattro contemporaneamente alla consumazione dell’adulterio. Un po’ improbabile, direi.

    Ribadisco, inoltre, che la pena di morte per lapidazione è in moratoria, cioè è ancora presente nel CP iraniano, ma non viene applicata. Il periodo in cui è stata applicata più massicciamente era quello dello scià, vale a dire quando in Iran comandavano gli americani. Dalla Rivoluzione in poi, la sua applicazione si è rarefatta, fino a scomparire quasi del tutto. Dico “quasi” perché esiste una possibilità che in villaggi e località periferiche del territorio iraniano essa venga ancora applicata in barba alla legge. Ma nessuno ha mai presentato prove valide di questo, e comunque, in questo caso, la sua applicazione sarebbe illegale e di certo
    non avallata dalle autorità politico-reigiose dello Stato.

    (Gianluca Freda)

  • totalrec

    P.S.: Andrebbero letti per bene anche gli articoli del Codice Penale iraniano da 68 a 81 per capire perché essere processati per adulterio è in Iran una possibilità puramente teorica.

  • mat612000

    Caro piccolo Paolo non è che il messaggio di Fini lo capiscono in quattro eletti: è talmente banale, fazioso e superficiale che non lo percepirebbe solo una persona subnormale.
    E’ la solita frase e/o provacazione da osteria ampilificata dal mezzo di trasmissione.
    Niente paura, per fortuna ci sono ancora tanti membri di CdC con un minimo di senso critico che sono in grado di distinguere ingiustizia da ingiustizia, attività che a Fini riesce molto ostica.

  • mat612000

    Sono d’accordo con questo articolo, soprattutto quando definisce ignobile l’articoletto di Fini.

  • maristaurru

    Mi riferisco a quello che ho detto: c’è un andazzo nel paese , o meglio in un certo modo di pensare, in certa stampa trasversale che , non si capisce perchè, urla certi problemi, che esistono,eppero’ tace di altri problemi , interessi, conflitti di interesse di ogni ordine e grado, che in ogni caso, spesso danneggiano il cittadino che si trova disinformato o non informato e, in un certo senso , abbandonato. Un atteggiamento tanto diffuso è difficile che sia casuale, quindi ritengo vi possa esser alla base o tifo o interesse. Badi a me dei conflitti e dei problemi di un ricco signore che ha voluto scender in politica, non interessa, per me berlusconi è resterà quello che in ogni caso quando è sceso in politica , ha scompaginato piani che non erano condivisibili da nessuno mediamente consapevole e desideroso del bene del proprio Paese, ne sono e ne resto convinta, da questo ad esser tifosa di B. ce ne corre. Io non voto da tempo. Detto questo vedo altri conflitti di interesse nel mondo economico, nel pianeta giustizia, nel mondo della carta stampata.. sono tantissimi e molti danneggiano i cittadini e trovo miserevole, credo che l’aggettivo esprima quello che provo, che si finga che il problema dei problemi sia berlusconi, che sarà criticabile, ma si evidenzia , nel voler ridurre ogni male nella sua persona, la volontà di quanti potrebbero spendere una virgola per il PAESE E I SUOI INTERESSI, di non farlo, puntando il dito alla luna per non fare vedere il resto, trovo questo miserevole.
    tutto questo mi è venuto alla mente grazie alla sua accusa di due pesi e due misure lanciata a me, così senza sapere. Mi capita spesso sul web, poichè non mi sdilinquo per prodi e wuolter, poichè non mi inchino allo strapotere della triplice, sono tacciata di berlusconismo, e questo è sciocco. O sei con me o sei contro di me, questa è la logica di molti in questo Paese, ed è pesante da sopportare.
    Spero di essermi spiegata questa volta

  • mat612000

    in Iran come da noi la magistratura è un potere indipendente da quello politico…ah ahhahhaa ah ahahaaa ahahahaaa!!!

  • fm

    Grazie per la precisazione.

    In effetti, tenendo conto degli articoli precedenti (che non avevo approfondito, mea culpa), sembrerebbe che in Iran essere lapidati per adulterio e` quasi una impossible mission.

  • eresiarca

    anarco-fascista, clerico-fascista… sempre la solita solfa di questi rottami della “rivoluzione proletaria” con esilio dorato a Parigi

  • littlepaul1967

    Non mi considero un eletto infatti. Ma tanta discussione mi fa comunque pensare che tanto scontato il messaggio non sia. Banale, fazioso, superficiale… ecco i soliti aggettivi che affiorano quando l’argomento non piace o magari l’articolista è antipatico… ma “fortuna ci sono ancora tanti membri di CdC con un minimo di senso critico”… ehggià, così il mondo è salvo!!! Scusami, posso chiederti il permesso di ridere???